Se cerchi un viaggio all’insegna della scoperta tra paesaggi mozzafiato, borghi autentici e una cucina indimenticabile, sei nel posto giusto.
Con l’aiuto di Ensy7, ti guideremo alla scoperta di questa terra straordinaria.
In questo articolo troverai tutto quello che devi sapere per un viaggio in Calabria: le migliori mete da visitare, il periodo ideale per partire, cosa portare con te e consigli pratici per organizzare un itinerario perfetto.
Perché scegliere la Calabria per il tuo viaggio?
Una meta autentica e accessibile
La Calabria offre un rapporto qualità-prezzo eccellente, rendendola una meta perfetta per chi cerca una vacanza indimenticabile senza spendere una fortuna. Qui puoi godere di spiagge paradisiache, borghi incantevoli e una tradizione culinaria unica a prezzi decisamente accessibili rispetto ad altre mete italiane. Questa regione vanta oltre 800 km di coste, con un alternarsi di spiagge sabbiose e scogliere spettacolari. Ma la Calabria non è solo mare: il suo entroterra custodisce paesaggi montuosi spettacolari, grazie alla presenza dei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, dove la natura regna incontaminata.
Cosa vedere in Calabria: le tappe imperdibili
1. Tropea e la Costa degli Dei
Tropea è il simbolo della Calabria: il suo centro storico arroccato su una scogliera regala panorami spettacolari sul mare, mentre le sue spiagge vantano acque cristalline dai riflessi turchesi. Non perdere una visita al Santuario di Santa Maria dell’Isola, icona della cittadina. Tra le spiagge più belle della zona, spicca Praia i Focu, raggiungibile solo via mare, dove potrai goderti un angolo di paradiso incontaminato.
2. Capo Vaticano: panorami da sogno
Considerato uno dei tratti di costa più belli d’Italia, Capo Vaticano offre spiagge incantevoli e belvederi spettacolari con vista sullo Stromboli e sulle Isole Eolie.
3. Scilla e il borgo di Chianalea
Scilla è un borgo pittoresco che affaccia sullo Stretto di Messina. Il suo quartiere più famoso, Chianalea, viene chiamato la “Venezia del Sud” per le sue case costruite direttamente sugli scogli a filo d’acqua. Un luogo perfetto per passeggiare tra vicoli caratteristici e godersi un tramonto indimenticabile.
4. Reggio Calabria e i Bronzi di Riace
A Reggio Calabria, non puoi perderti una visita al Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi i celebri Bronzi di Riace, straordinarie statue greche risalenti al V secolo a.C. Completa la visita con una passeggiata sul Lungomare Falcomatà, definito “il più bel chilometro d’Italia”.
5. Pizzo Calabro: tra storia e dolcezze
A Pizzo puoi visitare il suggestivo Castello Murat, ma soprattutto non puoi lasciare la città senza aver assaggiato il suo famoso Tartufo di Pizzo, il gelato IGP ripieno di cioccolato fuso.
6. Le meraviglie dell’entroterra
Dalla città medievale di Gerace, con la sua maestosa Cattedrale, ai boschi della Sila, fino all’antica città magnogreca di Sibari, l’entroterra calabrese è un vero scrigno di tesori.
Viaggio in Calabria: consigli pratici
Il periodo migliore per visitare la Calabria dipende molto da cosa si desidera fare. La primavera e l’autunno offrono temperature miti e meno affollamento, rendendo questi periodi ideali per esplorare borghi e paesaggi naturali senza il caldo intenso dell’estate. L’estate è perfetta per chi vuole godersi il mare, ma è anche il momento di maggiore affluenza turistica, mentre l’inverno è ideale per chi ama le escursioni in montagna e i luoghi meno battuti. Quando prepari la valigia, considera il tipo di viaggio che vuoi fare: per il mare, costumi e crema solare sono essenziali, mentre per le escursioni nei borghi e nei parchi naturali è utile avere scarpe comode e abbigliamento a strati. Muoversi in Calabria è più semplice in auto, ma esistono anche treni e autobus che collegano le principali località, anche se con orari spesso poco frequenti. Per chi desidera scoprire la regione senza preoccupazioni, le escursioni organizzate rappresentano un’ottima alternativa.
Itinerario suggerito per un viaggio in Calabria
Un viaggio in Calabria inizia con l’incantevole Tropea, dove potrai passeggiare tra i vicoli del centro storico e ammirare la vista mozzafiato dal Santuario di Santa Maria dell’Isola. Dopo un bagno nelle acque cristalline della Costa degli Dei, puoi dirigerti a Capo Vaticano per esplorare le sue spiagge nascoste e i belvederi panoramici.
Proseguendo verso sud, Scilla ti accoglierà con il fascino senza tempo del borgo di Chianalea, un angolo di autentica bellezza dove il mare si insinua tra le case dei pescatori.
Il giorno successivo, una visita a Reggio Calabria ti permetterà di ammirare i Bronzi di Riace e passeggiare lungo il lungomare Falcomatà. L’entroterra calabrese merita una giornata dedicata alla scoperta di Gerace, con le sue stradine medievali, e della Sila, un’oasi naturale perfetta per escursioni rilassanti tra boschi e laghi. Infine, il viaggio si conclude con una visita agli scavi di Locri e Sibari, due siti archeologici che raccontano la grande storia della Magna Grecia.
Cosa mangiare in Calabria: un viaggio nei sapori locali
La Calabria è una terra dal carattere forte e deciso, proprio come la sua cucina. Tra i sapori più autentici c’è senza dubbio la ‘nduja, il celebre salume piccante che si gusta spalmato sul pane o come ingrediente per sughi ricchi di carattere. Altro simbolo della gastronomia locale è la cipolla rossa di Tropea, dolce e croccante, protagonista di insalate, marmellate e persino di torte salate.
La tradizione culinaria calabrese si esprime anche nei primi piatti, come la pasta alla fileja, spesso condita con sugo di carne o arricchita dalla ‘nduja. Per gli amanti del pesce, il pescestocco alla mammolese è una specialità da non perdere.
E per concludere in dolcezza, i vini locali come il Cirò accompagnano perfettamente un pasto calabrese, esaltandone i sapori intensi e autentici. La Calabria è una terra che incanta con il suo mix perfetto di mare, montagna, storia e gastronomia. Ogni angolo racconta una storia, ogni piatto regala un’emozione e ogni panorama lascia senza fiato.
Grazie ai consigli di Ensy7, puoi organizzare un viaggio su misura e scoprire tutte le meraviglie di questa regione unica. Sei pronto a partire?
In questo articolo ti guideremo attraverso un itinerario emozionante tra gli ulivi millenari pugliesi, perfetto per chi ama il trekking e il cicloturismo.
Con l’arrivo della primavera, la Puglia si risveglia in tutta la sua bellezza, trasformandosi in una destinazione perfetta per chi desidera esplorare la natura a passo lento o in sella a una bicicletta. Il clima mite, i colori vivaci della campagna in fiore e la ricchezza culturale del territorio offrono scenari da cartolina, regalando un’esperienza autentica a chi sceglie di percorrere i suoi sentieri e le sue strade. Che sia un’escursione tra gli ulivi millenari o una pedalata attraverso borghi incantati, ogni percorso diventa un viaggio nella storia, tra tradizioni millenarie e panorami mozzafiato.
Trekking in Puglia: i migliori percorsi tra natura e storia
Passeggiata tra gli ulivi secolari di Ostuni
Camminare tra gli ulivi secolari di Ostuni significa immergersi in un paesaggio senza tempo, dove la natura si fonde con la storia. Gli alberi, con i loro tronchi nodosi e scultorei, raccontano secoli di tradizione agricola e resistenza alle intemperie, testimoni silenziosi di un passato che ancora oggi si respira.
Il percorso si snoda tra sentieri sterrati e antichi frantoi ipogei, grotte scavate nella roccia che un tempo fungevano da laboratori per la produzione dell’olio d’oliva. Il profumo intenso della macchia mediterranea accompagna ogni passo, mentre il sole filtra tra le chiome argentate degli ulivi, creando giochi di luce suggestivi.
Una sosta in una delle masserie storiche lungo il cammino permette di vivere un’esperienza multisensoriale: qui è possibile degustare oli pregiati, dal sapore fruttato e intenso, accompagnati da pane appena sfornato e prodotti tipici della tradizione contadina. Questa passeggiata è ideale per tutti, anche per famiglie con bambini, grazie alla sua accessibilità e al fascino senza tempo del paesaggio che invita a rallentare e assaporare ogni momento.
Trekking nella Gravina di Laterza: il Grand Canyon pugliese
Se si cerca un’esperienza più avventurosa, il trekking nella Gravina di Laterza è la scelta perfetta. Questo canyon, tra i più profondi d’Italia, si apre in tutta la sua imponenza con pareti rocciose vertiginose, grotte naturali e una biodiversità straordinaria. Il sentiero si sviluppa tra distese di macchia mediterranea, dove il profumo del rosmarino e del timo accompagna i passi degli escursionisti, mentre lo sguardo si perde nell’immensità del paesaggio.
Lungo il percorso, è possibile ammirare rapaci come il capovaccaio e il falco lanario, che volteggiano maestosi nel cielo, e visitare antichi insediamenti rupestri, testimonianze di una civiltà contadina che per secoli ha abitato queste zone aspre e affascinanti. La difficoltà del trekking è medio-alta e richiede un minimo di esperienza, con un tempo di percorrenza di circa 4-5 ore. È fondamentale munirsi di scarpe da trekking, una buona scorta d’acqua e protezione solare, per godere dell’escursione in tutta sicurezza.
Bike tour in Valle d’Itria: un viaggio tra Locorotondo, Cisternino e Alberobello
Percorrere la Valle d’Itria in bicicletta significa attraversare un paesaggio da cartolina, dove filari di ulivi centenari si alternano a vigneti e campi delimitati dai caratteristici muretti a secco. La pedalata inizia da Locorotondo, uno dei borghi più affascinanti d’Italia, con il suo centro storico caratterizzato da vicoli bianchissimi e balconi fioriti che regalano scorci di rara bellezza. Proseguendo lungo strade immerse nella natura, si raggiunge Cisternino, un altro gioiello della Valle d’Itria, famoso per le sue “bracerie”, locali tradizionali dove la carne viene cotta alla brace davanti agli occhi degli ospiti.
Qui è quasi d’obbligo fermarsi per assaporare le famose bombette pugliesi, piccoli involtini di carne ripieni di formaggio, succulenti e irresistibili. L’ultima tappa del tour è Alberobello, la capitale dei trulli e patrimonio UNESCO. Le caratteristiche costruzioni coniche, dai tetti in pietra a secco, creano un’atmosfera magica e senza tempo, rendendo ogni angolo perfetto per una sosta fotografica. Durante il percorso, è possibile fare tappe per degustare vini locali e prodotti tipici come la burrata e il capocollo di Martina Franca, eccellenze gastronomiche che raccontano la tradizione culinaria della regione.
Questo itinerario è adatto a ciclisti di livello intermedio, ma per chi desidera un’esperienza meno faticosa, è possibile optare per il noleggio di e-bike, perfette per affrontare le leggere pendenze del percorso. Le stagioni migliori per questa avventura sono la primavera e l’autunno, quando il clima è mite e i colori della natura raggiungono il loro massimo splendore.
Consigli pratici per un viaggio in Puglia tra trekking e bike tour
La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per scoprire la Puglia attraverso escursioni e percorsi in bicicletta. Il clima mite e il minor affollamento turistico permettono di godere appieno della bellezza del paesaggio senza il caldo intenso dell’estate. È essenziale partire con il giusto equipaggiamento: per il trekking, scarpe da escursionismo, abbigliamento tecnico e una buona scorta d’acqua sono indispensabili, mentre per i bike tour è importante scegliere biciclette adatte al tipo di terreno e avere con sé un kit di emergenza per eventuali riparazioni.
Affidarsi a guide esperte è un’ottima soluzione per scoprire percorsi meno battuti e conoscere le storie e le curiosità del territorio. Inoltre, concedersi delle pause per assaporare i prodotti tipici locali renderà l’esperienza ancora più autentica e indimenticabile.
Vivi la Puglia in modo autentico
Un viaggio in Puglia tra trekking e bike tour è un’esperienza capace di regalare emozioni intense, immergendo il viaggiatore in un mondo fatto di natura incontaminata, borghi dal fascino antico e sapori indimenticabili. Grazie ai consigli di Ensy7, potrai organizzare il tuo itinerario perfetto senza stress, scegliendo i percorsi più suggestivi e adatti alle tue esigenze. Dai sentieri che si snodano tra gli ulivi secolari alle strade che attraversano le colline della Valle d’Itria, ogni momento trascorso in Puglia diventerà un ricordo prezioso.
Trekking, cicloturismo, riserve naturali ed enogastronomia in un borgo toscano di rara bellezza tra mare cristallino e natura incontaminata.
Dove le tradizioni autentiche si fondono con il paesaggio brindando alla qualità della vita, un’esperienza di vacanza indimenticabile attende tutto l’anno chi cerca il relax e il contatto con la natura, lontano dal turismo di massa e immerso in una dimensione di storie millenarie. Qui le usanze di un tempo sono vive e pulsanti, come dimostrano il Palio Marinaro di Castiglione, il gioco della “palla eh!” a Tirli e il Palio dei Ciuchi a Vetulonia.
In questo scenario, Ensy7 ha raccolto un gruppo di operatori esperti per offrire suggestioni da vacanza outdoor indimenticabile.
1. Il borgo sospeso tra mare e storia
Castiglione della Pescaia è un’oasi di autenticità. Torreggiando sul borgo marinaro, il castello racconta storie millenarie attraverso stradine pittoresche e il porticciolo. All’alba, quando la luce dorata illumina le antiche mura, il tempo sembra fermarsi. Le strutture ricettive a conduzione familiare e open air offrono un’accoglienza calorosa, mentre l’economia locale pulsa al ritmo di tradizioni tramandate da generazioni.
2. Pedalando tra mare e colline
I 130 km di sentieri castiglionesi sono una rete perfetta per esplorare il territorio in bicicletta. Più di 40 percorsi, adatti a tutti i livelli, attraversano antiche mulattiere e sentieri di mezza costa che un tempo erano le uniche vie di comunicazione. In e-bike e gravel, da Castiglione si raggiungono luoghi di rara bellezza come Tirli con l’eremo di Sant’Anna, Buriano e la sua fortezza medievale, l’area archeologica di Vetulonia e il museo etrusco, fino ai panorami di Punta Ala, culla di Luna Rossa, tempio dei velisti e approdo di yacht magnifici.
3. La Diaccia Botrona: un’oasi di biodiversità
La Riserva Naturale della Diaccia Botrona è una delle paludi costiere più rilevanti d’Italia, dichiarata Zona Umida di rilevanza internazionale fin dal 1971. Questo ecosistema unico ospita migliaia di uccelli migratori e rappresenta un crocevia fondamentale per l’avifauna del Mediterraneo. Camminando sui sentieri che attraversano canneti e specchi d’acqua, si osservano aironi, fenicotteri e falchi di palude. All’alba e al tramonto, il silenzio è interrotto solo dal fruscio delle ali e dai richiami degli uccelli.
Tra i vicoli si staglia il campanile della Chiesa di San Giovanni Battista, che i castiglionesi chiamano “Chiesona”
4. Un viaggio di sapori autentici
La gastronomia di Castiglione della Pescaia e dei suoi dintorni è un racconto di terra e mare. Il tortello maremmano è diventato un simbolo di questa terra e la preparazione a base di selvaggina è parte dell’antica tradizione culinaria. A Tirli, ad esempio, il cinghiale è considerato il re della tavola, preparato in umido o alla cacciatora. Scendendo verso la costa, i sapori del mare prendono il sopravvento con il pesce fresco. Il vino nasce dalle colline che circondano i borghi e l’olio extravergine proviene dagli ulivi secolari che punteggiano il paesaggio. I wine tour in bicicletta attraversano vigneti e uliveti, invitando ad assaggiare i prodotti locali direttamente da chi li fa.
5. Il mare in tutte le sue forme
La costa di Castiglione offre un continuo alternarsi di spiagge libere e attrezzate. Dalle spiagge selvagge contornate da dune e canneti a quelle più esclusive con tutti i comfort, fino alle piccole calette raggiungibili via mare. Le acque cristalline invitano a sperimentare diversi sport acquatici. Sup, canoa e pedalò per avventurarsi in sicurezza alla scoperta di angoli nascosti. Corsi di vela, surf, windsurf e wing foil per sessioni più dinamiche. Fino alle immersioni guidate per esplorare i fondali. L’esperienza del pescaturismo offre la prospettiva privilegiata di salire a bordo di un’imbarcazione da pesca per salpare le reti e ascoltare i racconti di chi vive il mare. L’arcipelago toscano è lì davanti: l’isola del Giglio, l’Elba e Giannutri sono raggiungibili con le imbarcazioni a noleggio o con le gite organizzate.
Casa Rossa Ximenes e Diaccia Botrona
In tutto questo, Ensy7 propone una collezione di cantine, ristoranti e spacci di prodotti tipici per scoprire i sapori di una volta. E quando cala la notte, sarà un piacere accoccolarsi sotto le stelle negli alberghi, agriturismi e campeggi selezionati. Tra i suoi 250 operatori si contano anche stabilimenti balneari, negozi per lo shopping originale e servizi di bike, così da poter disporre di tutto il necessario per immergersi in questo angolo di Toscana autentica.
A Parigi è stata appena inaugurata una fermata della metro che è una straordinaria opera di architettura. Ma tanti sono i veri e propri capolavori da ammirare, che portano le firme di Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Renzo Piano.
Aeroporti, stazioni ferroviarie, fermate della metropolitana, ma anche autostrade e centri commerciali. Spazi di transito anonimi, senza appartenenza, che l’antropologo francese Marc Augé definì, in un suo famoso saggio del 1992, non-luoghi, in quanto “privi di una vera identità culturale e sociale, emblematici delle dinamiche delle società contemporanee, in contrapposizione ai luoghi antropologici, che sono storici e relazionali”.Negli ultimi anni, tuttavia, si è cercato di restituire un’anima a queste infrastrutture, trasformandole in capolavori di architettura e design, creati dai più importanti architetti internazionali. Da punti di passaggio irrilevanti, omogenei, impersonali, sono così diventate vere e proprie destinazioni. Da non perdere.
Aeroporto di Changi, Singapore
Qualora vi capitasse di atterrare in questo aeroporto, a una ventina di chilometri dalla città di Singapore, prendetevi del tempo per esplorarlo e apprezzarlo, visto che è considerato uno degli scali più belli del mondo. Suo fiore all’occhiello è il Jewel Changi, spattacolare complesso il cui perno è la Rain Vortex, la cascata indoor più alta del globo che scorre per sette piani. Tutt’intorno una foresta tropicale di 21mila metri quadrati, che ospita 120 specie. Potrete anche sperimentare i ponti sospesi, il labirinto di specchi e il giardino delle farfalle.
Stazione di Afragola, Napoli
Partendo dal capoluogo campano, basta proseguire per una dozzina di chilometri verso nord per raggiungere Afragola e poter ammirare la stazione dell’alta velocità inaugurata nel 2017. Un gioiello architettonico scolpito dal vento, firmato dalla celebre architetta anglo-irachena Zaha Hadid. La struttura sospesa, che si estende per 450 metri, è realizzata in acciaio e vetro, con l’intento di conferire alla stazione un aspetto futuristico, in un mix di fluidità e dinamicità.
Napoli, stazione Afragola
Fermata della metro Villejuif-Gustave Roussy, Parigi
Taglio del nastro a gennaio 2025 per la nuova fermata della metro ideata dallo studio dell’architetto Dominique Perrault. Situata a 48 metri di profondità, è dotata di 32 scale mobili e 16 ascensori per facilitare l’accesso dei passeggeri. Suoi vanti il tetto in vetro, che permette alla luce di espandersi negli interni, e l’opera d’arte realizzata da Ivan Navarro che trionfa sul soffitto, creando un ponte tra basso e alto, tra terra e cielo. Se capitate nella capitale francese, questa infrastruttura vale senz’altro la visita.
Stazione di Liege-Guillemins, Belgio
Se, invece, vi doveste trovare nei pressi di Liegi, fate una sosta nella stazione ferroviaria di Liege-Guillemins, capolavoro progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e inaugurato nel 2009. Una cattedrale di vetro e acciaio, dove la luce danza con le curve sinuose della copertura, che si estende per 200 metri di lunghezza e raggiunge un’altezza di 35 metri. Con la sua campata senza pilastri intermedi, regala un senso di trasparenza e leggerezza che la rende unica al mondo. Architettura di eccezione, quindi, ma non solo. Nel 2023 l’artista francese Daniel Buren ha, infatti, ricoperto il tetto con 5mila vinili colorati, creando uno straordinario effetto caleidoscopico.
Stazione di Gare do Oriente, Lisbona
Lisbona, Stazione della Gare do Oriente
Firmata da Calatrava è anche la stazione ferroviaria nel quartiere Parque das Nacoes della capitale portoghese, inaugurata nel 1998 in occasione dell’Expo. La struttura, sempre in acciaio e vetro, sostenuta da colonne slanciate, è come un grande albero con foglie di palma. Dalle grandi vetrate filtra la luce che, giocando con le ombre, scolpisce i volumi, scivola sulle superfici, definisce gli spazi. Un’opera che crea anche un legame con la città, con il fiume, con la natura, integrando la costruzione con l’ambiente circostante, in modo da rendere l’infrastruttura un simbolo di connessione.
Aeroporto di Kansai, Giappone
Progettato da Renzo Piano, questo aeroporto è un capolavoro ingegneristico costruito su un’isola artificiale nella baia di Osaka, ideato per resistere a terremoti, tifoni, mareggiate. Atterrando o decollando, vi sembrerà quasi di accarezzare l’acqua, perdendovi in sconfinati orizzonti. Di notte, il terminal illuminato, lungo 1,7 chilometri, che galleggia come un’enorme navicella spaziale, vi incanterà con la sua magia. Il tetto ondulato, che ricorda il profilo di un’ala, è stato concepito per guidare i flussi d’aria all’interno, migliorando la ventilazione e riducendo i consumi energetici, mentre le ampie vetrate inondano gli spazi di luce e la struttura a vista in acciaio conferisce un carattere industriale e avveniristico.
Aeroporto di Baku, Azerbaigian
Ha assunto il suo volto attuale nel 2014, in seguito a una ristrutturazione a cura dello studio di architettura turco Autoban, con sede a Istanbul. Il terminal è una struttura in vetro concava, che abbraccia quattro livelli. Entrando, potrete esplorare gli avvolgenti cocoon, bozzoli in legno massello di Ayous ricoperto con impiallacciatura in rovere. Lo stesso materiale ricopre anche i controsoffitti e le scale mobili, in modo da creare un ambiente confortevole, illuminato dalla luce proveniente dalla cupola. “Abbiamo giocato con una micro-architettura per riportare gli spazi a una dimensione più umana”, ha commentato Seyhan Ozdemir, una dei fondatori dello studio, “in modo che l’infrastruttura sembrasse un nido”.
Madalena, sull’isola di Pico, è quel che ci si aspetta da una cittadina costiera delle Azzorre: un porto vivace, uscite al largo per il whale-watching, e tanti passanti che si fermano a osservare lo spettacolo delle onde. Ma vanta anche un’architettura unica, una sorprendente arte urbana e la Montanha do Pico sempre all’orizzonte, visibile anche quando è ammantata dalle nubi. Inoltre è il luogo perfetto da cui partire se vi interessano sia le attività all’aria aperta che il buon vino, passioni che vengono magnificamente unite nel Trekking tra le vigne di Criação Velha.
I vigneti di Pico, alle Azzorre
Il vino di Pico in un museo
Quasi tre secoli fa, i vignaioli di Pico decisero di giocarsi le carte che il destino aveva dato loro sviluppando un modo di coltivare le viti e di proteggerle da vento e acqua salata. Al Museu do Vinho il loro ingegno viene celebrato in diversi modi.
La casa principale, la cantina e la pressa – ricavate in una tenuta secentesca dove i monaci carmelitani di Faial erano soliti trascorrere l’estate – rispecchiano l’architettura originaria. Quello fu un tempo di prosperità per quanti commerciavano il vino, come testimoniano le loro abitazioni.
La sezione forse più apprezzata della tenuta in cui sorge il museo è quella in cui si trova la struttura rossa in legno, da cui si possono ammirare i famosi currais, muri in pietra basaltica costruiti per proteggere le vigne dal vento e dall’oceano. I currais presenti qui sono più bassi di altri che vedrete sull’isola, ma da questo affaccio è molto evidente la complessità labirintica di questo sistema tuttora in uso.
La foresta di alberi del drago
Non ha a che fare con il vino, ma rientra nella tenuta originaria. Dopo aver visitato l’ultimo edificio del museo, dove c’è la pressa, vedrete la foresta secolare di alberi del drago. Questi sono nativi della Macaronesia, una regione che comprende quattro arcipelaghi vulcanici nel Nord Atlantico: la foresta di Pico a quanto si dice è la più grande. Gli specialisti stimano che quasi tutti gli alberi abbiano più di 200 anni. Il più vecchio, per la sua dimensione e la sua età di oltre 400 anni, era l’attrattiva principale, ma purtroppo non è scampato a una violenta tempesta nel 2019.
I currais, i muretti di pietra basaltica costruiti per proteggere le viti dal vento e dal mare Carlos.
Trekking tra le vigne di Criação Velha
Il sentiero escursionistico che conduce al Paisagem da Vinha de Criação Velha inizia al porto vicino ad Areia Larga. Dopo 10 minuti di cammino non avrete più bisogno di consultare una cartina: sulla sinistra lungo la strada vedrete i currais, i muretti di pietra basaltica costruiti per proteggere le viti dal vento e dal mare.
La punta rosso acceso del Moinho do Frade, il mulino a vento che si vede in lontananza, contrasta con le tinte scure della Montanha do Pico. Sulla destra vedrete una rola-pipa, una rampa scavata negli scogli, tipica di Pico, usata per far rotolare i barili fino alle navi sulla costa. Girate a sinistra in direzione del mulino e riflettete sull’ingegno che è stato necessario nei secoli per trarre vantaggio dalle condizioni dell’isola per produrre il vino. Tuttora, anche perché i passaggi creati dai currais sono tanto stretti, la vendemmia deve essere fatta completamente mano. Arrivate fino al mulino per ammirare il paesaggio.
In poco più di una settimana si riescono a vedere molte fra le mete più interessanti di Seoul, per dedicarsi poi ad alcune escursioni in giornata o con pernottamento fuori porta, visitando anche la Zona Demilitarizzata e Incheon, la città presso l’aeroporto internazionale.
Il pittoresco distretto di Bukchon a Seoul
Quattro giorni a Seoul
A Seoul conviene concentrarsi sulla riva nord del fiume Han, visitando i palazzi reali, il pittoresco distretto di Bukchon e l’animatissimo Myeong-dong, quartiere sinonimo di shopping e street food.
Salite in cima al Namsan per ammirare la splendida vista sulla metropoli. Tuffatevi nella vita notturna di Hongdae e Itaewon, e provate la cucina neocoreana di Gangnam.
La Zona Demilitarizzata
Se la Joint Security Area è aperta ai visitatori, prenotate l’escursione di un giorno intero alla Zona Demilitarizzata. Viceversa, optate per l’escursione di mezza giornata che parte alle 7 per Imjingak e rientra a Seoul intorno alle 14, dandovi così il tempo di visitare ancora un museo, per esempio il National Museum of Korea, e passare in rassegna lo street food del Gwangjang Market.
Un giorno a Suwon
Oltre che per la sua fortezza Patrimonio dell’Umanità, Suwon è famosa per la sua versione del KFC (Kentucky Fried Chicken, che qui diventa Korean Fried Chicken) e per la Mr Toilet House, singolare museo dedicato ai gabinetti.
Se avete mezza giornata in più a disposizione, fate una deviazione al Korean Folk Village, che dal 1974 trasporta i visitatori in un abitato rurale al tempo della dinastia Joseon. Il villaggio è composto da centinaia di case con il tetto di paglia o di tegole, trasferite qui da varie zone della Corea. Artigiani in hanbok (abiti tradizionali) creano vasi di ceramica e carta fatta a mano, mentre altre persone si occupano di orti e bestiame.
Il Garden of Morning Calm di Gapyeong
Un giorno a Chuncheon
Soprannominata City of Water per la sua vicinanza ai laghi, Chuncheon è capoluogo di provincia e meta per il weekend se si abita a Seoul. Percorrete la pista ciclabile attorno al Lago Uiam, visitate l’isola di Nami e assaggiate il famoso dakgalbi (pollo piccante e gnocchi di riso).
Se siete in auto potete fare una deviazione e passare per il magnifico Garden of Morning Calm di Gapyeong.
Scoprite Incheon, la terza città della Corea del Sud
Due giorni sull’isola di Ganghwado
Rientrati a Seoul, noleggiate un’auto al Gimpo Airport e raggiungete l’isola di Ganghwado, dove pernotterete. Avrete così tutto il tempo per visitare due bellissimi templi, esplorare le spiagge e salire sul monte dove si conserva l’altare in pietra legato alla figura di Dangun, il mitico fondatore della Corea.
Due giorni a Incheon
Merita un paio di giorni anche Incheon, la terza città della Corea del Sud. Gustate la squisita cucina cinese nell’antica e vivace Chinatown. Scoprite il quartiere alla moda di Gaehangro e locali originali come il Cosmo 40, caffè ricavato da una fabbrica dismessa. Prima di decollare verso casa dall’aeroporto internazionale, visitate gli spazi dedicati all’arte presso i casinò di Yeongjongdo.