Finlandia, un tour estivo che profuma di bosco e acque calme, tra fari sul Baltico, foreste e il sole di mezzanotte

Finlandia, un tour estivo che profuma di bosco e acque calme, tra fari sul Baltico, foreste e il sole di mezzanotte

Dalle passeggiate lungo i fiumi ai parchi nazionali, tra antichi mercati, villaggi marini e leggende che si intrecciano con la quotidianità: così l’estate scandinava svela il suo fascino unico.

Il sole, adesso, brilla alto nel cielo anche quando dovrebbe arrivare il crepuscolo e la Finlandia sembra vivere una seconda vita, circondata da una cornice di verde che non finisce mai. Niente folla, temperature piacevoli, giornate lunghissime che invitano alle escursioni o al relax e la natura a dominare il paesaggio.

In questo contesto ideale le città rappresentano un salto nel passato, le foreste diventano il luogo più amato per un picnic e gli arcipelaghi sono immensi rifugi per chi vuole rallentare e assaporare ogni attimo. Questo è il momento giusto per scoprire una delle destinazioni più interessanti dell’estate europea, alla ricerca di un viaggio diverso dove cultura, gastronomia ed esperienze all’aria aperta, diventano un unico e indimenticabile itinerario.

E mentre la vegetazione si allunga verso le rive dei laghi, avvolge i centri abitati quasi ad esaltarli e proteggerli, ricopre tratti di terra emersa battuti dal vento e accompagna ogni chilometro di un viaggio di relax e meraviglia, ecco un tour che regala un’immagine della Finlandia da custodire tra i ricordi.

Turku, dove la storia incontra la grande cucina finlandese

Turku è la città più antica del Paese, fondata nel 1229 e ancora oggi conserva un fascino elegante che si ritrova negli edifici storici, nelle piazze vivaci e negli scorci segreti che fremono per essere scoperti. Affacciata sulle rive del fiume Aura, Turku è un mix di storia medievale e creativa modernità gastronomica.

Nel suo lungofiume, una passeggiata permette di scoprire caffetterie, musei, boutique di design e ristoranti dove giovani chef reinterpretano la tradizione utilizzando prodotti locali. Il Mercato Coperto di Turku, inaugurato nel 1896, è animato da antichi banchi dove produttori invitano a degustare specialità come la renna e il salmone affumicato.

La tradizione brassicola locale si vive grazie alle birrerie che propongono degustazioni guidate e raccontano una cultura in continua evoluzione. Un giro in battello lungo il fiume Aura offre una prospettiva diversa sulla città, tra antichi velieri e ponti storici.

Il Parco Nazionale di Kurjenrahka: picnic e barbecue nel cuore della foresta

Lasciata Turku, una meta imperdibile è il Parco Nazionale di Kurjenrahka, uno dei luoghi più autentici di tutta la Finlandia. Istituito nel 1998, questo paradiso naturale protegge torbiere, laghetti, foreste di conifere e un sistema di passerelle in legno, ideali per camminare senza disturbare l’ambiente.

Lungo i sentieri segnalati si incontrano aree attrezzate con tavoli, rifugi e barbecue pubblici: qui si può grigliare all’aperto e vivere appieno la pace della natura. L’esperienza è resa unica dalla possibilità di avvistare animali selvatici, come alci e volpi.

Naantali, un luogo quasi fuori dal tempo

Naantali è una delle cittadine più affascinanti della Finlandia, poco distante da Turku. Secondo una leggenda, sotto la chiesa principale sarebbe custodito il Sacro Graal. Oltre il mito, la città colpisce per le casette di legno color pastello, vicoli fioriti e un porto fiabesco.

Qui sorge la residenza estiva ufficiale del Presidente della Repubblica Finlandese, Kultaranta, circondata da giardini con migliaia di rose.

I dintorni sono ideali per il trekking e le passeggiate panoramiche.

I ristoranti del porto sono rinomati per il pesce freschissimo, come gamberi del Baltico e dolci ai frutti di bosco. Da non perdere il Moominworld, originale parco a tema dedicato ai personaggi di Tove Jansson, amatissimi in tutto il Nord Europa.

Attraversare la storia a Uusikaupunki

In questa cittadina si trova uno dei quartieri di case in legno in stile Impero meglio conservati della Finlandia. Con oltre 600 abitazioni storiche, suddivise in 40 isolati, Uusikaupunki celebra i suoi quattrocento anni di storia. Le case, costruite dal XIX secolo, sono ancora oggi residenze private lontane dal turismo di massa.

Nelle vicinanze si trova Sammallahdenmäki, sito Unesco dal 1999, con trenta tombe dell’Età del Bronzo immerse nella foresta, testimonianza di civiltà antichissime del territorio.

Dormire in un faro tra il sole di mezzanotte e il Baltico

Faro sull'isola di Gotland in Svezia

Tra le esperienze più suggestive: una notte nel faro di Kylmäpihlaja, isola raggiungibile dalla città di Rauma in traghetto durante l’estate. Qui nidificano numerose specie di uccelli marini e il paesaggio è dominato dal grande faro rosso, ora trasformato in un hotel.

Le camere si affacciano sul Mar Baltico offrendo silenzio assoluto e il fascino del sole che non tramonta mai. L’isola invita a passeggiare tra sentieri panoramici, scogliere e piccole baie dove fare il bagno nelle acque limpide.

Reposaari, dove il mare racconta

Ultima tappa: Reposaari, isola collegata alla terraferma da un ponte, famosa per le abitazioni tradizionali in legno e il suo legame con la cultura marinara. Il porto conserva l’atmosfera di un villaggio di pescatori e nei dintorni si trovano spiagge sabbiose, dune e una flora esotica unica.

Un itinerario che conquista gli amanti dell’avventura, della buona tavola e delle esperienze autentiche, rivelando una Finlandia che resta impressa nel cuore.

Il ristorante del week-end è una terrazza in Costa Smeralda in uno storico indirizzo sul mare

Il ristorante del week-end è una terrazza in Costa Smeralda in uno storico indirizzo sul mare

Dopo Milano, Paraggi, Parigi e St. Moritz, Langosteria sceglie la Costa Smeralda per la sua prima stagione in Sardegna. Il nuovo ristorante apre sul Porto Vecchio di Porto Cervo.

La Costa Smeralda continua a trasformarsi senza perdere l’identità con cui è nata oltre sessant’anni fa. Sviluppata a partire dagli anni Sessanta per iniziativa del principe Karim Aga Khan IV, questa porzione di Gallura ha ridefinito l’idea di turismo mediterraneo, con un’architettura capace di dialogare con il paesaggio, piazzette raccolte, porticcioli e un susseguirsi di baie che ancora oggi ne rappresentano il tratto distintivo. Porto Cervo resta la sua destinazione più ambita: mare, design, nautica internazionale e una scena gastronomica sempre più dinamica. È qui che debutta la prima stagione di Langosteria in Sardegna, nuova apertura del Buonocore Hospitality Group che aggiunge la Costa Smeralda alle sue destinazioni dopo Milano, Paraggi, Parigi, St. Moritz e Londra.

outdoor restaurant seating with bar, wooden stools, and white tablecloths under a thatched roof.

Affacciato direttamente sul Porto Vecchio, Langosteria Porto Cervo occupa una delle posizioni più suggestive della località, diventando l’unico ristorante pieds dans l’eau del centro. La nuova sede si sviluppa completamente all’aperto con due terrazze collegate da una passerella, per un totale di 160 coperti affacciati sull’acqua, dal tramonto fino alla cena. Sulla prima terrazza trova spazio anche Langosteria Ally’s Bar, il cocktail bar del gruppo, con una carta costruita attorno a drink essenziali e contemporanei. Il ristorante dispone inoltre di un pontile privato per l’arrivo via mare e di un servizio tender dedicato agli ospiti, rafforzando il legame con il porto e con la vita nautica che caratterizza Porto Cervo.

outdoor restaurant seating with green barstools, tables set with plates and glasses, and a waterside view.

La scelta della location non è casuale. Langosteria prende infatti posto nello storico edificio che nel 1960 ospitava Il Pescatore, uno dei primi ristoranti della Costa Smeralda, aperto negli stessi anni in cui prendeva forma il progetto turistico del territorio. L’intervento restituisce nuova vita a un luogo simbolico senza alterarne il rapporto privilegiato con il mare, inserendolo in un contesto che continua a evolversi mantenendo alcuni dei suoi indirizzi più storici. L’apertura nasce dalla partnership tra Buonocore Hospitality Group e Smeralda Holding, società che gestisce alcuni degli asset più rappresentativi della Costa Smeralda.

elegant outdoor dining table with striped cushioned benches and garden view.

La proposta gastronomica riprende i grandi classici che hanno definito l’identità di Langosteria, affiancandoli a piatti che dialogano con la Sardegna. Accanto ai crudi di mare, alle preparazioni alla catalana, al vapore, alla brace e alla tradizionale selezione di paste, compaiono signature come il King Crab Special Edition 2007 e l’Astice Bretone “Spicy Blue”, insieme a ricette che valorizzano il territorio, come i culurgiones con scampi e bottarga di Cabras o l’orata di Golfo Aranci. Anche i dessert guardano all’isola con la seada firmata da Laura Prinzis e una crostata di fragole e mirto. E per chi vuole restare in barca, c’è il servizio Langosteria On Board che permette di ordinare il menu direttamente sulla propria imbarcazione, e Chef On Board, pensato per chi desidera vivere l’esperienza del ristorante senza lasciare la barca.

outdoor restaurant with tables by the water, sunset lighting.
Sanremo e dintorni. Tutto quello che c’è da scoprire nella città del Festival e nelle vicinanze

Sanremo e dintorni. Tutto quello che c’è da scoprire nella città del Festival e nelle vicinanze

Dalle piste ciclabili ai vicoli della Pigna amati da Calvino, dalle cupole della Chiesa Russa alle terrazze vista mare, fino ai borghi dell’entroterra: alla scoperta dell’anima meno conosciuta della città dei fiori.

«Bonjour, madame». «Deux kilos?». «Merci». «Au revoir». Per qualche minuto sembra di essere finiti in una cittadina della Costa Azzurra più che nella capitale italiana dei fiori. Al mercato del sabato mattina di Sanremo le voci si rincorrono in francese e gli ambulanti passano con naturalezza da una lingua all’altra. A volte salutano o rispondono nella lingua d’Oltralpe anche a chi arriva da Milano, Torino o Bologna. Questione di abitudine. Tra queste bancarelle, allestite accanto all’edificio della vecchia stazione ferroviaria di piazza Cesare Battisti, i clienti provengono da Mentone, Nizza, Cannes e da decine di piccoli centri oltreconfine. C’è chi cerca l’affare, chi si ferma per un caffè vista mare, chi trasforma la spesa in un fine settimana. «Se non ci fossero loro, lavoreremmo poco», racconta una signora mentre sistema le sue piantine di basilico sul banchetto.

La posizione

Del resto, la frontiera è a pochi chilometri e Sanremo, da sempre, vive con un piede in Italia e l’altro in Francia. Alle spalle delle bancarelle si alza l’edificio della stazione inaugurata nel 1872. Dal 2001 non vede più passare treni. Dove correvano i binari, oggi si pedala. La vecchia linea ferroviaria è diventata la pista ciclopedonale della Riviera dei Fiori: 37 km affacciati sul Mediterraneo da Imperia a Ospedaletti (la si può percorrere in entrambe le direzioni e ha una prosecuzione verso Diano Marina e Cervo), mentre gli interventi di riqualificazione, che dovrebbero iniziare a fine 2026, restituiranno nuova vita all’area con locali, negozi, ristoranti. Basta spostarsi poi di poche centinaia di metri per ritrovarsi nella sua stagione più elegante, quella che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento la trasformò in una delle mete predilette dell’aristocrazia europea. Zarine, principi, scrittori, scienziati e facoltose viaggiatrici la sceglievano come meta, in cerca di un clima mite durante l’inverno, giardini e una vivace vita mondana.

 

Il casinò sera visto dall'alto, foto di Isa Grassano
Il casinò sera visto dall’alto

 

Affacciata sul mare e fiancheggiata da palme, la Passeggiata Imperatrice rende omaggio a Maria Aleksandrovna, moglie dello zar Alessandro II, che vi soggiornò più volte tra il 1874 e il 1875, e contribuì a finanziare le palme da ornamento che ancora oggi caratterizzano questo tratto di lungomare. Arrivò per la prima volta da Nizza invitata dal banchiere Antonio Rubino (poi vice-console russo) e venne accolta alla stazione dalla famiglia Savoia. Nei soggiorni le fecero compagnia personalità celebri, come lo scrittore Tolstoj, nobili, cugini e nipoti della zarina e intere famiglie russe che qui si erano trasferite. A fine 800 Sanremo era quasi una colonia russa, con biblioteche, farmacie, fornai dedicati a quella cultura; era quindi inevitabile la presenza di una chiesa dove celebrare riti religiosi cristiano-ortodossi per una comunità ormai ben radicata. Costruita su progetto dell’architetto Ghoussev, spicca per le decorazioni e il suo profilo che sembra uscito da una cartolina di Mosca. È formata da quattro arconi laterali con cinque cupole sovrastanti, a telo azzurro, di cui la centrale, la più alta e maestosa, è a ben 50 metri da terra. Le cupole sono dorate e lucenti, smaglianti di colori policromi, sormontate da croci russe a tre braccia. Anche il campanile è ricoperto da maioliche variopinte.

Zar e liberty

Lasciandola alle spalle, la passeggiata si apre su una sequenza di spiagge. Al fondo si trova la statua della Primavera, la figura femminile in stile Liberty firmata dallo scultore toscano Vincenzo Pasquali (visse a Sanremo dal 1915 alla morte nel 1940) e diventata uno dei simboli cittadini (se ne trova un’altra simile della stessa mano artistica, su corso Augusto Mombello, è detta “la sorella” ma in realtà si chiama Ondina).

 

Parco di Villa Ormond, foto di Isa Grassano
Parco di Villa Ormond

 

Ma la vera sorpresa di Sanremo non guarda il mare. Guarda la collina. Da piazza Cassini basta imboccare uno degli archi che si aprono tra le case per entrare in un altro mondo. La Pigna, il cuore medievale della città, prende il nome dalla sua struttura urbanistica che si avvolge su sé stessa e ricorda le scaglie sovrapposte di una pigna. Vicoli stretti, sottopassi, scalinate, archi, piazzette improvvise e case addossate l’una all’altra con le facciate scrostate, dimenticate dal tempo, formano un dedalo che sembra progettato per confondere.

Perdersi è la parte più bella dell’esperienza. Ma anche incontrare signore di una certa età che arrancano lentamente lungo le scalinate con un sacchetto della spesa in mano e salutano con il sorriso fiero di chi qui è nato e cresciuto. Oppure scorgere i panni stesi tra una finestra e l’altra e lasciarsi inebriare dai profumi che escono dalle cucine. O ancora ascoltare le voci degli stranieri che hanno scelto il quartiere come casa. Salendo verso l’alto, il premio è il panorama che si apre dal Santuario della Madonna della Costa, da cui i tetti del quartiere scendono fino al mare come un grande ventaglio di pietra. Tra questi vicoli affonda le radici anche una delle storie più importanti della letteratura italiana del Novecento.

Italo Calvino

A Sanremo crebbe infatti Italo Calvino. Il padre Mario, agronomo e botanico di fama internazionale, contribuì allo sviluppo della floricoltura locale, mentre il futuro scrittore trascorse l’infanzia osservando una città che avrebbe continuato ad affiorare nelle sue pagine. Passeggiando tra le stradine della Pigna non è difficile immaginare il giovane autore del Barone Rampante curioso di ogni dettaglio, attratto da quell’intreccio di realtà e fantasia che sarebbe diventato una delle cifre della sua narrativa. A ricordarlo contribuisce anche una piccola realtà custodita in piazza del Capitolo. All’interno di una delle stanze del Palazzo del Capitolo dove si riunivano i maggiorenti della città per decidere anche sulla giustizia, trova spazio la piccola Biblioteca della Pigna gestita da volontari e ricca di volumi, documenti, guide e pubblicazioni che raccontano la Sanremo di ieri e di oggi. Un luogo aperto al sabato mattina (nei mesi invernali anche il martedì pomeriggio), frequentato da studiosi e appassionati, ma anche da passanti curiosi. Tra gli scaffali trovano posto testi dedicati alla città, alla sua evoluzione urbanistica e naturalmente a Calvino, il cui legame con Sanremo resta ancora oggi uno dei fili più affascinanti della sua identità culturale.

Disseminati qua e là lungo le strade sanremesi ci sono dei cartelli che riportano tappe di un itinerario letterario legato allo scrittore e ai luoghi da cui ha tratto ispirazione per i suoi racconti, come la pasticceria Daetwyler, pure sala da tè e dancing esclusivo dall’inizio del secolo fino al secondo dopoguerra.

Riscendendo verso il centro, vale una sosta golosa per rifocillarsi dalle fatiche delle salite nel piccolo locale de La Tavernetta dove assaggiare un pezzo di sardenaira. Si dice fosse il cibo preferito dell’ammiraglio Andrea Doria. Di sicuro, era l’ideale per i marinai perché si conservava a lungo nei giorni di navigazione: solo pomodoro, acciughe, olive taggiasche, capperi, aglio (rigorosamente in camicia) e origano, niente formaggio. Da qui, la città torna a indossare il suo abito più famoso. Quello della musica. Basta arrivare davanti al Teatro Ariston per ritrovarsi nel luogo che ogni inverno diventa il centro dell’attenzione internazionale. Qui, dal 16 al 20 febbraio 2027, si svolgerà la prossima edizione del Festival della Canzone Italiana.

L’Ariston

Fuori dalle serate televisive, però, l’Ariston continua a vivere tutto l’anno e può essere scoperto anche attraverso visite guidate – ingresso a pagamento – che ne raccontano storia, curiosità e retroscena. Al suo interno, fino al 13 settembre, trova spazio la mostra «Mike Bongiorno. L’uomo, il mito», curata dal figlio Nicolò. Fotografie, documenti, filmati, oggetti personali e materiali d’archivio ripercorrono la vita del presentatore che più di ogni altro ha accompagnato la storia della televisione italiana. E naturalmente quella della kermesse canora, che condusse per undici edizioni tra il 1963 e il 1997. E per scattarsi un selfie accanto alla sua statua, basta andare all’incrocio tra via Matteotti e via Escoffier. Sono in tanti quelli che si fermano, anche i francesi che in italiano ripetono la parola che l’ha reso immortale: “Allegria”. L’atmosfera sanremese prosegue lungo tutta via Matteotti, la strada dello struscio e dei negozi, dove le targhe in bronzo incastonate nella pavimentazione ricordano le canzoni vincitrici anno per anno e chi le ha cantate. Una sorta di Walk of Fame della memoria musicale italiana. Anche se il Teatro Ariston, oggi identificato con la manifestazione, la ospita “soltanto” dal 1977. Per tornare alle origini bisogna infatti spostarsi di qualche centinaio di metri e raggiungere il Casinò, uno dei quattro storici d’Italia che conserva il fascino della Belle Époque.

Fu qui che il 29 gennaio 1951 prese il via la prima edizione musicale, nel salone delle feste. Inaugurato nel 1905 su progetto dell’architetto francese Eugène Ferret, mantiene le linee Liberty, gli stucchi in oro, scalinate monumentali, lampadari e decorazioni d’epoca, oltre che torrette e ambienti impreziositi da vetrate e decorazioni. Oltre ai tavoli da gioco, le sale interne che evocano tempi di eleganza e scintillio ospitano per tutta l’estate rassegne culturali e concerti. Per ammirarne la facciata bianca nella sua interezza conviene però attraversare la strada e salire di qualche metro. Dal The RUFtop, la terrazza panoramica al sesto piano dell’Europa Palace lo sguardo abbraccia infatti il Casinò da una prospettiva privilegiata. Da una parte le sue linee Liberty, dall’altra il Mediterraneo che cambia colore con il passare delle ore. In mezzo, il ritmo lento della Sanremo contemporanea. L’albergo, nato nel 1874 come «Hotel Europe et de la Paix», fu tra i primi indirizzi internazionali della Riviera. Dopo un importante intervento di recupero, ha riaperto le porte da poco più di un anno ed è entrato nella selezione Small Luxury Hotels of the World. Due maestosi ulivi incorniciano il panorama e alcune altalene invitano a fermarsi più del previsto. Al tramonto diventa uno dei luoghi più piacevoli della città con quel tintinnio dei calici e quella sensazione di leggerezza che accompagna le sere d’estate. Durante i sabati estivi – l’albergo resta sempre aperto – il calendario si anima con sessioni di yoga seguite da una healthy breakfast e con appuntamenti gastronomici. Tra questi ultimi, la rassegna “La Riviera del Gusto”, che vede il giovane chef Alessandro Schiavon, cresciuto nella trattoria di famiglia a Imperia e formatosi a Milano, confrontarsi in cene a quattro mani con grandi nomi della cucina italiana, tra cui Davide Oldani (le prossime date sono 31 luglio e 8 agosto). Tra i piatti da provare sempre, i ravioli ripieni d’astice con burro allo zafferano e polvere di liquirizia. Non manca l’attenzione all’arte che emerge già all’esterno dell’edificio con la scultura “Le acciughe fanno pallone” degli artisti Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbado, un omaggio all’omonima canzone di Fabrizio De Andrè, mentre negli interni design contemporaneo e richiami alla tradizione dialogano con discrezione. Anche l’ulivo rovesciato all’interno del Rêve Bistrot è un’installazione che affascina. L’hotel, inoltre, è un buon punto di partenza per esplorare ogni angolo grazie alle biciclette prenotabili (da non perdere il parco di Villa Ormond, un’oasi verde con numerose piante dal Cedro del Libano all’albero delle vedove) e l’entroterra grazie ai tour nei borghi vicini.

Dolceacqua e Bussana Vecchia

Tra i più affascinanti spicca Dolceacqua, amato da Claude Monet che ne fece soggetto per alcuni dei suoi dipinti. Il maestro impressionista rimase conquistato soprattutto dal ponte medievale a schiena d’asino che collega il quartiere del Borgo all’antica Terra, dominata dal Castello dei Doria. Ancora oggi la vista conserva qualcosa di magico. Ci si perde tra vicoli lastricati, archi in pietra, scalinate, botteghe artigiane e cantine dove degustare il Rossese di Dolceacqua, vino rosso rubino dai profumi di frutti di bosco e dalla caratteristica nota finale leggermente amarognola. Secondo la tradizione, tra i suoi estimatori figurò anche Napoleone Bonaparte, che lo conobbe durante la Campagna d’Italia e continuò a richiederlo una volta diventato imperatore. A una ventina di minuti da Sanremo merita una visita anche Bussana Vecchia. Il terremoto del 1887 la distrusse quasi completamente e costrinse gli abitanti a trasferirsi più a valle, dove nacque Bussana Nuova. Per decenni il borgo rimase abbandonato, sospeso nel tempo come una città fantasma. Poi, negli anni Sessanta, si popolò con artisti provenienti da diversi Paesi che iniziarono a recuperare le case in rovina trasformandole in atelier, laboratori artigianali, gallerie e spazi espositivi. Un vero museo a cielo aperto che continua a reinventarsi giorno dopo giorno.

Aokigahara, il bosco giapponese che insegna al cervello a staccare dalla frenesia

Aokigahara, il bosco giapponese che insegna al cervello a staccare dalla frenesia

 

I benefici del bosco

I benefici del bosco

Il Giappone custodisce uno dei boschi più suggestivi e inquietanti del pianeta: Aokigahara, ai piedi del monte Fuji. Celebre per le leggende che lo circondano — storie di spiriti, racconti folkloristici e miti legati alla montagna — questo luogo è molto più di un mito. Secondo gli esperti, passeggiare tra i suoi sentieri può influenzare positivamente il sistema nervoso, favorendo relax, diminuzione dello stress e benessere mentale.

 

Lontano dalla frenesia urbana, il bosco offre suoni naturali — foglie, vento, passi sul terreno — che contribuiscono a ridurre la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e a stimolare uno stato di calma. Non si tratta di una pratica spirituale esclusiva, ma di un approccio che la scienza moderna inizia a comprendere: la natura come strumento di salute psicologica.

 

Silenzio e natura: il potere terapeutico dei boschi

 

Studi recenti dimostrano che la forest therapy, o camminata consapevole in boschi naturali, riduce pressione sanguigna, frequenza cardiaca e ansia. Il contatto con un ambiente verde e immersivo segnala al cervello che il pericolo è lontano e che è possibile rilassarsi. Passeggiare tra i sentieri di Aokigahara non significa ignorare la fama del luogo o le leggende che lo circondano, ma utilizzare il bosco come spazio sicuro per il recupero mentale: ogni passo, ogni respiro contribuisce a ristabilire equilibrio e concentrazione.

 

Mindful walk: come applicare l’esperienza nella vita quotidiana

 

Non serve volare in Giappone per sperimentare i benefici del bosco. La chiave sta nel camminare lentamente, prestare attenzione ai sensi e respirare profondamente. Anche una foresta locale o un parco urbano possono fornire stimoli simili: il fruscio delle foglie, il cinguettio degli uccelli, il profumo della terra umida attivano una risposta parasimpatica che riduce lo stress.

 

Basta dedicare 20-30 minuti al giorno a una camminata consapevole, senza smartphone o distrazioni, per percepire una maggiore calma e una riduzione della tensione mentale.

 

Le micro-avventure come “reset” mentale

 

Infine, il bosco può diventare il punto di partenza per micro-avventure: escursioni di un giorno, picnic immersi nel verde o notti in tenda in aree naturali vicine. La chiave non è la distanza o la difficoltà, ma la possibilità di staccare completamente dalla routine urbana, rallentare i ritmi e ritrovare una connessione autentica con sé stessi e con l’ambiente.

 

Questa esperienza, anche breve, ha effetti positivi sul sonno, concentrazione, umore e gestione dello stress. Per chi cerca un modo naturale di prendersi cura della mente, il bosco, anche a pochi chilometri da casa, resta una risorsa preziosa e facilmente accessibile.

Spiagge in Montagna, le più belle (e fresche) per l’estate 2026

Spiagge in Montagna, le più belle (e fresche) per l’estate 2026

Con l’arrivare dell’estate siamo tutti in trepida attesa delle vacanze al mare. Ma se ancora non avete modo di fare vacanze prolungate, vi presentiamo delle ottime mete alternative da raggiungere anche in un weekend: ecco a voi una selezione di spiagge immerse nella natura ad alta quota intorno a specchi d’acqua cristallina dove concedersi bagni rinfrescanti.
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Sono pur sempre spiaggie ma di montagna, intorno a incantevoli laghi e fiumi. Chi non ama il mare, la folla e il caldo estivo può rifugiarsi, infatti, in queste oasi di bellezza dove trovare la quiete e il fresco.

Ecco le più belle spiaggie in montagna in Italia e in Europa per l’estate.

Val di Mello, Lombardia

Val di Mello
Val di Mello

La Val di Mello si sviluppa lungo il corso di un placido ruscello tra prati e boschi ed è una valle laterale della Valmasino, che inizia dal paese di San Martino e termina con il gruppo del monte Disgrazia, in Lombardia.

La valle è una incantevole riserva naturale lombarda dove sorge un lago dalle acque fresche e trasparenti.

D’estate ci si può rilassare lungo le sponde di questo spettacolare lago circondato da boschi di conifere e maestose montagne che si specchiano nell’acqua.

La Val di Mello è accessibile a tutti ed è una meta ideale per picnic al fresco.

Lago Sirio, Piemonte

sirio

In Piemonte nella regione alpina tra i comuni di Ivrea e Chiaverano si trova il Lago Sirio, che fa parte dei Cinque Laghi della Serra di Ivrea.

Sono laghi di origine glaciale, ma il Lago Sirio è l’unico ad essere alimentato da una sorgente.

Sulle sponde del lago vedrete una spiaggia libera che d’estate si popola di turisti e bagnanti in cerca di fresco, relax e tranquillità.

L’area della Marina di Ivrea è ben attrezzata per la stagione estiva: si trovano qui diversi resort, ristoranti, agriturismi, campi da tennis e da calcetto, un’area campeggio, un parcheggio e tanti altri servizi per i turisti che nel periodo più caldo dell’anno arrivano al lago.

Il Sirio inoltre è circondato da una strada asfaltata che in 40 minuti fa fare il giro del lago.

Chi ama passeggiare inoltre può percorrere “l’Anello del Lago Sirio e delle Terre Traballanti”, un percorso naturalistico su strade di campagna alla scoperta delle bellezze paesaggistiche della zona.

Nei dintorni vedrete anche orti, frutteti, giardini e prati dove sdraiarsi a prendere il sole.

Spiagge Alte, Madonna di Campiglio, Trentino-Alto Adige

sarca

Per la prima volta, in uno dei luoghi simbolo del Parco Naturale Adamello Brenta Geopark, dove il torrente Sarca si trasforma in un laghetto di montagna, nasce Spiagge Alte. 

Questa estate, dal 9 maggio al 17 settembre, lungo le sponde di questo lago a Madonna di Campiglio, precisamente in Val di Genova, si potrà fare un aperitivo gourmet e godersi il sole di montagna.

È una nuova esperienza riservata a piccoli gruppi che con una mezz’ora di camminata possono raggiungere le Spiagge Alte.

Una volta arrivati il bartender preparerà sul posto un originale cocktail-mixology a base di estratti di erbe e frutti di montagna.

Ad accompagnare il cocktail un cestino gourmet, diverso ad ogni appuntamento, firmato dai tre ristoranti stellati di Madonna di Campiglio: Il Gallo Cedrone, la Stube Hermitage e il Dolomieu.

L’aperitivo, servito su una bianca spiaggia alpina che ricorda mari lontani, è accompagnato dal suono dell’acqua del torrente che scorre dolcemente.

Lago di Ledro, Trentino-Alto Adige

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A pochi chilometri dal Lago di Garda e a sud delle Dolomiti di Brenta, si trova il Lago di Ledro, uno dei laghi più belli e più puliti del Trentino.

È un vero gioiello del Trentino, dalla forma stretta e lunga, che incanta per le sue acque balneabili in cui si specchiano i prati e i boschi verdi delle montagne intorno.

D’estate nelle sue acque trasparenti si può fare il bagno. È ideale anche per chi ama praticare sport acquatici, come la vela, il windsurf, il SUP o la canoa.

Oppure si può fare un tranquillo giro in pedalò per esplorare angoli nascosti del lago.

Le spiagge principali intorno al lago sono quattro: una a Pieve di Ledro sulla sponda nord-ovest; un’altra, la più grande e soleggiata con un bel prato verde, a Molina di Ledro in località Besta; a nord la spiaggia di Mezzolago; a sud quella di Pur, che ha un’area dog friendly.

Il lago di Ledro, patrimonio Unesco, è il fulcro di una valle ricca di bellezze. Per esempio si può visitare il Museo delle Palafitte per tornare a 4000 mila anni fa quando le sponde lago ospitavano un villaggio di palafitte.

Ma anche scoprire le 13 località che compongono il comune di Ledro, Bandiera arancione del Touring.

Il lago di Ledro infine è anche ideale per gli amanti del trekking. La valle infatti è il punto di arrivo del Sentiero del Ponale, uno dei percorsi ciclo-pedonali più belli d’Europa.

Lago di Molveno, Trentino-Alto Adige

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Il lago di Molveno per molti anni è stato proclamato lago più bello e più pulito d’Italia da Legambiente e Touring Club Italiano per la qualità dell’acqua, della spiaggia e dei servizi.

Si trova in Trentino, nella catena montuosa del Gruppo del Brenta, precisamente a 40 chilometri da Trento.

Lo scrittore e poeta Antonio Fogazzaro, assiduo frequentatore del lago, lo definiva una “preziosa perla in più prezioso scrigno”.

Questo lago alpino di origine naturale è un vero gioiello del Parco Naturale Adamello Brenta. Ha 12 ettari di spiaggia, prati all’inglese e fresche acque in cui si specchiano le Dolomiti.

I bambini troveranno poi numerose aree gioco, l’Acqua Park, minigolf, miniclub e il pump track per chi impara ad andare in mountain bike.

Gli sportivi potranno scegliere tra una partita a tennis, una gita in barca o in pedalò, un’uscita in canoa, un corso di stand up paddle, una nuotata nella piscina olimpionica o una passeggiata lungo le rive del lago.

Con la funivia panoramica, aperta da maggio ad ottobre, si può salire poi fino all’Altopiano di Pradel, il punto di accesso privilegiato per le escursioni nel cuore delle Dolomiti di Brenta.

Lido di Ascona, Svizzera

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Il Lido di Ascona, sulle sponde del Lago Maggiore, è una delle spiagge più grandi della Svizzera.

Vanta 40.000 metri quadrati di parco costellato da alberi secolari alla cui ombra sorgono ristoranti, bar, infrastrutture sportive e tutti i servizi necessari per trascorrere giornate di relax e divertimento.

Il lido ha una spiaggia sabbiosa di 600 metri attrezzata con tutti i comfort.

Per chi ama gli sport acquatici inoltre si può praticare il wakeboard o lo stand up paddle. Con un giro sul pedalò, invece, potrete ammirare dall’acqua l’incantevole paesaggio che si gode da questo comune svizzero del Cantone Ticino.

Lago di Sainte-Croix du Verdon, Francia

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Con una superficie di 2.200 ettari, il lago di Sainte-Croix nel Var è il più grande dei laghi del Verdon.

Questo immenso bacino idrico è stato creato nel 1973, in seguito alla costruzione di una diga sul corso del fiume Verdon, tra il dipartimento del Var e delle Alpes -de-Haute-Provence.

Oggi è un’importante stazione balneare che incanta per l’acqua che varia dal turchese allo smeraldo.

Lungo il lago si trovano numerose spiagge attrezzate dove rilassarsi al sole o praticare sport acquatici. Chi desidera più tranquillità troverà il suo angolo tra pini e querce.

Se invece avete voglia di passeggiare, diversi sentieri costeggiano il lago situato nel cuore del Parco Naturale Regionale del Verdon.

Dopo un bagno rinfrescante quindi andate alla scoperta di campi di grano e lavanda e di pittoreschi villaggi come Moustiers-Sainte-Marie.

Lago di Sanabria, Spagna

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Nella comunità autonoma di Castiglia e León, nella Spagna  occidentale, si trova una zona montuosa dove sorgono numerose lagune di origine glaciale, tra cui la più importante è il lago di Sanabria.

L’origine del lago attuale si deve a un impressionante ghiacciaio, con lingue di ghiaccio lunghe più di 20 chilometri.

Oggi, con i suoi 318 ettari di superficie e con una profondità che arriva a 51 metri, è il lago più grande della penisola iberica. Il lago d’estate è molto frequentato perché ha diverse spiagge di sabbia e pietra.

Quelle più amate sono Viquiella e Custa Liago, che hanno anche un po’ di sabbia. Più tranquille sono invece le spiagge di El Pato, El Folgoso, los Enanos, los Arenales de Vigo.

Sono spiagge attrezzate, che ospitano anche campeggi nei dintorni, e sono particolarmente affollate durante i weekend. Ideali anche per picnic e gite rilassanti.

Schwarzsee, Austria

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Schwarzsee, letteralmente il Lago Nero, è un lago paludoso situato a circa 2 km ad ovest di Kitzbühel, in Austria, nelle Alpi del Tirolo.

Lo Schwarzsee è anche uno dei laghi più caldi è più belli dell’arco alpino che incanta con le sue acque color verde smeraldo.

D’estate le temperature piacevoli dell’acqua invitano a bagni rinfrescanti davanti a un panorama sensazionale.

La catena montuosa Wilder Kaiser s’innalza con le sue bellissime cime oltre i 2.000 metri circondando il lago.

Sulle sue sponde poi vedrete diverse spiagge con un grande prato di ben 34.000 m² e un noleggio barche per chi volesse esplorare il lago.

Qualche anno fa in queste acque si sono svolte persino le gare per la Coppa del Mondo di Triathlon. D’inverno, invece, il lago è spesso ghiacciato e invita a pattinare o a giocare a hockey.

Lago di Bohinj, Slovenia

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Bohinj è una valle paradisiaca abbracciata dalle Alpi Giulie, in Slovenia.

Qui si trova il lago di Bohinj, nel cuore del Parco nazionale del Triglav, uno dei parchi nazionali più antichi d’Europa.

Bohinj è il più grande lago naturale sloveno, nel quale si specchiano malghe incontaminate e vette alpine. Lungo le sponde di questo tranquillo lago ci si può rilassare al sole sulle sue spiagge e fare il bagno nelle fresche e limpide acque.

Si può noleggiare una barca per ammirare il paesaggio dal lago o fare un’escursione alla vicina cascata Savica. Meno noto del vicino lago di Bled, Bohinj è una meraviglia della Slovenia da scoprire.