La guida definitiva al mercato de la Boqueria di Barcellona.

La guida definitiva al mercato de la Boqueria di Barcellona.

L’irresistibile sfrigolio e il sapore salato dei calamari alla griglia. Il luccichio unto e appetitoso delle olive. Il dolce sgocciolio del succo quando si mordono i gambas al ajillo, i gamberi con aglio e peperoncino. E poi caleidoscopi di frutta e verdura, pomodori cuore di bue maturi grossi come un pugno, collane di peperoncini e aglio, jamones (prosciutti) appesi e frutti di mare freschissimi. Benvinguts al Mercat de la Boqueria, una meraviglia modernista nel cuore di Barcellona, che vi porterà in giro per la Spagna seguendo i sapori delle tapas. Questo mercato, che esiste da almeno 800 anni, è molto più di un luogo in cui fare la spesa. Qui potrete gettarvi a capofitto nella Barcellona più autentica, da scoprire scambiando quattro chiacchiere con i venditori e poi accomodandosi in un bar per un cocktail e un piatto di porchetta. La Boqueria è affollata? Altroché. Turistica? Senza dubbio. Questa breve guida vi mostrerà come viverla al meglio. A voi servirà soltanto un robusto appetito!

Il Mercat de la Boqueria è uno dei posti più apprezzati da chi visita Barcellona. © Only_NewPhoto/Shutterstock

Il Mercat de la Boqueria è uno dei posti più apprezzati da chi visita Barcellona

Un po’ di storia

La ricchezza e l’abbondanza della Boqueria odierna rendono difficile immaginare l’umile mercato delle origini, allestito per la prima volta alle porte della città nel 1217. Si dice che il nome derivi dalla parola catalana boc, che significa “capra”, poiché questa era probabilmente una delle carni più facilmente reperibili all’epoca.

 

La struttura sotto la quale si trova oggi il mercato venne costruita nel 1840 dall’architetto catalano Josep Mas i Vila. Occupa il sito dell’antico convento di Sant Josep, distrutto da un incendio all’inizio del XIX secolo. Lo straordinario portone in vetro colorato in stile modernista e il tetto in metallo, progettato da Antoni de Falguera, furono aggiunti nel 1914.

Quando visitare il Mercat de la Boqueria?

Il Mercato de la Boqueria è aperto dalle 8 alle 20:30 dal lunedì al sabato. I banchi del pesce non vengono allestiti il lunedì. Il momento migliore per visitare il mercato è tra le 8 e le 10 del mattino, quando c’è meno gente e i cuochi dei ristoranti girano tra le bancarelle alla ricerca degli ingredienti più freschi. Intorno alle 11 l’affollamento comincia ad aumentare e, a mezzogiorno, bisogna quasi fare a gomitate per riuscire anche solo a sentire il profumo dei cibi in vendita. Inutile dire che i momenti più caotici sono i fine settimana e in generale l’alta stagione turistica.

Se desiderate mangiare qui, occupate un tavolo o un posto al banco intorno a mezzogiorno: più tardi sarete costretti a fronteggiare lunghe code e attese interminabili.

L’ingresso principale del mercato. © Florin Cnejevici/Shutterstock

L’ingresso principale del mercato.

Che cosa comprare?

Per prima cosa, seguite l’esempio dei barcellonesi e ignorate le bancarelle all’ingresso del mercato (lungo la Rambla) e puntate senza indugi verso la parte interna del mercato. Qui troverete veri tesori, prezzi più vantaggiosi e meno turisti. Un amichevole bon dia (“buongiorno” in catalano) vi renderà simpatici e sarà molto apprezzato dai venditori.

Sebbene la maggior parte dei prodotti alimentari si presti a essere consumata sul posto, si possono trovare anche ottimi cibi da asporto, come chorizos (insaccati) piccanti, olive e formaggi artigianali provenienti dalla Catalogna o dai Picos de Europa, una catena montuosa situata lungo la costa settentrionale della Spagna. Il Parc de la Ciutadella di La Ribera, con le sue cascate, è il posto perfetto per il vostro picnic: dista una ventina di minuti a piedi.

La grande star del mercato è però il jamon ibérico de Bellota, il prosciutto stagionato ricavato da maiali pata negra alimentati a ghiande: tagliato a fette sottilissime, si scioglie in bocca e si distingue per il sapore dolce con note di nocciola. Assaggiarlo nei tapas bar del mercato costa una piccola fortuna: conviene decisamente acquistarlo da un macellaio come Xarcuteria Barrachina (stand 395). Cercate anche il fuet (una sottile salsiccia secca stagionata) e la butifarra (salsiccia di maiale fresca con sale marino e pepe).

Molti genere alimentari in vendita qui si prestano a diventare apprezzatissimi regali: l’olio d’oliva catalano e le conserve di pesce avvolte in un involucro rétro di Olives Francesc (stand 949); i funghi essiccati di Bolets Petrà (stand 867); il turrón (mandorlato) e il cioccolato biologico con nocciole e miele di Lola Cacau Cafè (stand 190).

Quali sono le specialità da assaggiare a ogni costo?

Gettarsi nella mischia a pranzo fa parte del divertimento. Il mercato pullula di bancarelle dove potrete vedere i cuochi in azione; i numerosi bar, poi, propongono una varietà di piccoli piatti accompagnati da sangria e cava.

Concentratevi sulle specialità catalane legate alla stagionalità, come il bacallà salat (baccalà essiccato e salato), spesso trasformato in esqueixada (un’insalata di baccalà con pomodori, cipolle, olive nere e lattuga); i cargols (lumache) cotti al forno e conditi con aglio; i peus de porc (zampetti di maiale); i percebes, prelibati crostacei pescati sulle coste rocciose della Galizia e serviti con salsa all’aglio e prezzemolo. In inverno, optate per un enorme piatto di calçots, cipollotti giganti grigliati e intinti nella salsa romesco.

Per un ottimo pranzo a base di pesce fresco puntate sul Ramblero de la Boqueria. © Paco Freire/Getty Images

Per un ottimo pranzo a base di pesce fresco puntate sul Ramblero de la Boqueria.

Quali sono i posti migliori per mangiare?

Le lunghe code attestano il valore del leggendario El Quim de la Boqueria, nel cuore labirintico del mercato. Molto apprezzato da clienti e addetti ai lavori, questo fantastico tapas bar è sempre gremito a pranzo. Vale davvero la pena aspettare per gustare i piatti deliziosi preparati con cura e fantasia: uova fritte con calamari conditi con olio d’oliva, aglio, peperoncino e sale marino; escalivada (melanzane e peperoni grigliati); salsiccia butifarra con fagioli e aglio; risotti alla coda di bue. In nessun altro posto, poi, troverete tortillas migliori.

Amate il pesce? Fate un salto al Ramblero de la Boqueria per materie prime freschissime direttamente dal Mediterraneo: calamari, aragoste, vongole, frutti di mare, gamberi grigliati alla perfezione con aglio, olio e limone… ce n’è per tutti i gusti, ed è tutto eccellente.

Il Direkte Boqueria, seminascosto sotto gli archi in un angolo tranquillo del mercato, ha appena sette posti: aggiudicarsene uno è un po’ come vincere alla lotteria (è tassativo prenotare con diverse settimane di anticipo.) Arnau Muñío non ha paura di sperimentare in questo ristorante fusion catalano-giapponese, dove i menu degustazione, guidati dalla stagionalità e preparati con i prodotti del mercato, offrono sapori squisiti come gamberi con kombucha al tè verde e capesante al miso con funghi sottaceto e castagne d’acqua.

La splendida Plaça Reial si trova a pochi passi dal mercato. © Werner Spremberg/Shutterstock

La splendida Plaça Reial si trova a pochi passi dal mercato.

Che cosa vedere e fare nei pressi del mercato

Il Mercat de la Boqueria si trova nel centro storico di Barcellona. Lasciatevi alle spalle i venditori e i musicisti di strada lungo la Rambla e immergetevi nelle atmosfere suggestive delle viuzze acciottolate del Barri Gòtic: passeggiando senza fretta e senza meta scoprirete piazze e chiese nascoste, piccoli bar e locali invitanti.

Uscendo di buon mattino potrete godervi senza folla la splendida Plaça Reial, a soli cinque minuti a piedi dal mercato. Passeggiate sotto i portici neoclassici del XIX secolo, ammirate i caratteristici lampioni in ferro battuto di Gaudí e fate una pausa in un caffè all’aperto. Sul lato opposto della Rambla c’è un’altra meraviglia di Gaudí, il Palau Guell, la dimora neogotica dove il grande architetto diede libero sfogo alla propria fantasia con mosaici e camini in ferro battuto, straordinariamente colorati, che sembrano quasi usciti dalla fantasia di un bambino.

Con una passeggiata di 10 minuti verso est si arriva alla cattedrale di Barcellona, una meraviglia gotica adorna di archi rampanti e gargoyle.

Come arrivare al mercato

Il Mercat de la Boqueria si trova più o meno a metà del celebre viale alberato della Rambla. La stazione della metropolitana più vicina è Liceu (Linea L3, contrassegnata in verde; è raggiungibili in due minuti a piedi). Gli autobus numero 59 e V13 fermano nelle vicinanze.

Consigli pratici

• La maggior parte delle bancarelle accetta le carte, ma è consigliabile avere con sé qualche spicciolo per i piccoli acquisti.

• Per orientarvi nel grande mercato e per ottimizzare il vostro giro, consultate l’utile mappa che riporta tutte le 330 bancarelle sul sito web ufficiale.

• Portate una borsa per riporre i vostri acquisti.

• È consigliabile, e rispettoso, chiedere ai venditori il permesso di fotografarli.

• I servizi igienici al piano interrato sono gratuiti per chi presenti la ricevuta di un acquisto fatto al mercato. Altrimenti, utilizzarli costa 50 centesimi.

• I borsaioli prediligono i mercati: abbiate particolare cura dei soldi e degli oggetti di valore.

• Se il mercato vi ispira con il suo trionfo di cibi e di profumi, date un’occhiata ai corsi pratici di cucina organizzati da bcnKITCHEN.

Il Mercat de Santa Caterina è una popolare alternativa (meno affollata) alla Boqueria. © traumschoen/Getty Images

Il Mercat de Santa Caterina è una popolare alternativa (meno affollata) alla Boqueria.

Gli altri mercati di Barcellona

Se preferite un’atmosfera più tranquilla, da quartiere, potrebbero interessarvi i mercati di Barcellona lontani dalle rotte turistiche.

Quello che preferiamo è il Mercat de Santa Caterina a La Ribera, dove colonne che ricordano alberi stilizzati sorreggono un variopinto tetto ondulato in ceramica. Troverete qui una gran varietà di prodotti freschi, e potrete gustare tapas, paella e un bicchiere di cava al Bar Joan. Un’altra ottima scelta è il Mercat de Sant Antoni, situato ai margini occidentali di El Raval: tra le varie delizie consigliamo le frittelle di baccalà di Masclans. Infine, il Mercat de la Llibertat a Gràcia, realizzato in stile modernista con vasto impiego di ferro battuto, è piacevolmente chiassoso e offre eccellenti prodotti freschi. Fate un salto da Hermós Bar de Peix per gustare squisite tapas ai frutti di mare.

Un’estate africana: il Botswana.

Un’estate africana: il Botswana.

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Speciale viaggi: laghi Prespa, dove il paradiso non è perduto ma va salvato.

Speciale viaggi: laghi Prespa, dove il paradiso non è perduto ma va salvato.

All’incrocio tra Grecia, Albania e Macedonia del Nord c’è un bacino di acqua cristallina, tra i più antichi d’Europa, resistono all’overtourism e al global warming. Ci si arriva solo per caso.

Sembrano in perfetta salute, i Laghi Prespa: cristalline, le acque del Lìmni Megàli, il Lago Grande, e foltissimi i canneti del Micrì, il Lago Piccolo. Peccato che il riscaldamento li sta prosciugando e da una trentina di anni l’Unione europea lancia l’allarme tentando di evitare che questo mare interno dei Balcani, tra i più antichi ed estesi d’Europa, faccia la fine del lago di Aral.

Questo Eden non ancora perduto noi l’abbiamo trovato per caso – dicono sia il modo più spiccio per entrare in paradiso. Partiti da Igoumenìtsa, volevamo documentare i siti archeologici lungo la Egnazia Highway, la nuova autostrada greca che ricalca la via costruita nel 146 avanti Cristo dal proconsole Gneo Egnazio. Poi, incuriositi dai numerosi cartelli con la sagoma di un’orsa e del suo piccolo, abbiamo tirato dritto per 320 chilometri di boschi, al confine tra Grecia, Albania e Repubblica di Macedonia. Finché, usciti a Florinas, 900 metri sul mare, siamo sbucati, senza saperlo, in vista della nostra meta.

Protetti dai monti e quasi spopolati, i Prespa sono pressoché ignoti al turismo. Nel minuscolo villaggio di Psaràdes, celato in un’insenatura del Lìmni Megàli, arriviamo che è buio. All’alba, dopo una notte di pigolii, decine di volatili cominciano a ciarlare, chiarendo che questa è casa loro: siamo in uno dei santuari internazionali del bird watching. Consolati da uno yogurt talmente denso che si spalma sul pane, confrontiamo il livello attuale del lago con una gigantografia sulla parete. Porta la data del 2010. L’acqua s’è ritirata di 500 metri. Poco dopo, sul molo, Kostas si lamenta: «Anche la pesca s’è ristretta». Una ventina di carpe fremono, rassegnate, nella cesta. «Specialità!», ci dice. Lo guardiamo dubbiosi, poi anche noi ci rassegniamo. A pranzo, carpa fritta. Tra una lisca e una spina, il gusto è buono. Non sanno di fango.

Per arrotondare, Kostas ci porta in barca ai romitaggi ortodossi. Le pareti carsiche a picco sul lago sono costellate di cavità che i monaci, in fuga dagli ottomani dopo la presa di Bisanzio, avevano trasformato in piccoli monasteri, affrescandoli con magnifiche icone policrome. In una di queste chiesette, madre e figlia posano per un servizio fotografico in sgargianti costumi locali e grandi placche d’argento in vita. «Sono antichi», ci viene spiegato, «ricordano gli scudi con cui le donne erano costrette a difendersi dalle soldataglie che, in nome di religioni e culture differenti, imponevano una medesima pulizia etnica».

 

Nel pomeriggio, costeggiando i campi dove uno stormo di oche festeggia il termine della migrazione, andiamo a Làmios. Un casale in pietra e legno ospita la sede del Parco Naturale che veglia sul Lago Piccolo. Irene Koutseri e Julia Henderson, naturaliste, ce ne riassumono la varietà: 800 specie di piante; 272 di uccelli; 4 pesci endemici. Quanto ai carnivori europei, all’appello non ne manca nessuno. La zona più ricca di vita è Koùla, la fascia di acquitrini che separa i due laghi. Ci andiamo in dissolvenza. I suoi canneti sono il regno dei pellicani, quelli comuni, e soprattutto quelli dalmati, bordati di nero, che con circa 300 coppie formano la maggior colonia europea. Gonfi di pesce, volano lenti, sfiorando l’acqua. Un pescatore li osserva preoccupato dalla barca. Di ora in ora, il chiasso si fa più intenso: oche, cicogne, ardeidi, ibis, svassi, folaghe, citando i pochi di un repertorio accessibile solo agli specialisti. Tra due settimane, quando la migrazione toccherà il massimo, non è difficile immaginare che tutti si prenderanno a spintoni per un nido al riparo dal sole.

Da Koùla, una lunga passerella galleggiante conduce all’isola di Agios Achillèios: dieci famiglie, un piccolo monastero e una chiesa del 1000, diroccata. È il tramonto. Seduta su un muretto, la giovane Elisavet Manou intona una canzone malinconica accompagnandosi al mpousoùki. La ripresa è d’obbligo, ma anche lei ci riprende. «Cantante?». «No, medico a Patrasso, e questo non è un mpousoùki, ma un mandolino italiano». Poi passa al rebetiko, un tipo di musica popolare greca, oggi molto contaminata dal blues. Sullo sfondo, una mandria di bovini nani e bufali completa l’idillio, tenendo l’isola pulita come un prato inglese.

Il giorno dopo, giriamo intorno al Piccolo Prespa. Dalla borgata di Microlìmni, un sentiero conduce al punto più interno e suggestivo del lago. Siamo in Albania. Al tramonto, gli aironi bianchi nascosti nei canneti si levano all’improvviso, come fantasmi irritati. Zona di orsi, avverte un cartello. Secondo il Parco, sono una settantina. Quattro sono stati uccisi a fucilate, negli ultimi due anni. Questo li rende schivi, però, chissà? Mezz’ora dopo, risaliamo le pendici che fanno da cortina ai laghi, quando, sul versante di fronte, ci sembra di scorgere un movimento. Inquadriamo il punto nel teleobiettivo. Lui è lì, a 200 metri. Scuotendo la groppa argentata, scende lento verso di noi, che, come da manuale, ci sdraiamo, senza muovere un muscolo. Si ferma qualche secondo con il muso per aria, perché “vede” il nostro odore, poi caracolla via senza fretta e sparisce dietro a una costa rocciosa. Aspettiamo che ricompaia, ma non lo fa, e non è proprio il caso di accorciare le distanze.

Dell’incontro ci restano una decina di immagini sfocate. Nella locanda di San Germano, l’oste è sorpreso. «L’orso è invisibile. Siete stati fortunati». È domenica e siamo gli unici avventori. Sul camino, una foto del 1918 mostra tutti i maschi del paese di ritorno dalla guerra. «C’erano tremila abitanti. Ora sono duecento». Anche su questa Macondo balcanica incombe l’Antropocene. Gli agricoltori accampano il diritto a irrigare, altrimenti se ne andranno a cercar fortuna altrove. E le tre nazioni che si dividono i laghi, Grecia, Albania e Macedonia, li assecondano, sottraendo altra acqua ai laghi. La sfida è mantenere l’equilibrio e Bruxelles l’ha raccolta, affiancata da un’associazione di comuni del Lago di Costanza, l’unico altro esempio di bacino europeo condiviso da tre stati, Germania, Austria e Svizzera. Ma il cambio di mentalità e molto più lento di quello climatico.

Ad Agios Achillèios, nella casa di famiglia trasformata in un piccolo albergo, Vanghelis dubita dell’emergenza. «Lì sotto, a pochi metri dalla riva, c’è un villaggio. Qui l’acqua ha sempre fluttuato su e giù. Alla fine, la natura sistema ogni cosa». È un fatalismo arcaico e duro, temprato dalle vicende tragiche di queste terre, ieri in bilico tra albanesi e serbi, greci e turchi, cristiani e islamici, oggi tra passato e futuro. Sulla via del ritorno, ripassando da Psarades, c’è una lunga passerella in mezzo a un mare d’erba. Dice che non sarà facile evitare che il tesoro dei Laghi Prespa, vecchio di 5 milioni di anni, evapori da un momento all’altro sotto i nostri occhi.

Casablanca, Cosa Vedere e Fare.

Casablanca, Cosa Vedere e Fare.

Le cose da vedere a Casablanca e da fare sono numerose, anche in un giorno solo durante la vostra visita a questa meravigliosa città del Marocco. Se pensiamo a questo paese, ci vengono in mente antiche kasbah, le atmosfere delle città imperiali e la magia del deserto. Ma Casablanca rappresenta uno dei must durante un viaggio in Marocco. Infatti, si tratta della città più popolosa del paese, perfetto mix tra modernità, tradizione e vero emblema del Marocco moderno. In questo articolo, vedremo quindi cosa visitare a Casablanca e cosa fare in questa splendida metropoli. Infine, scopriremo cosa vedere a Casablanca in un giorno, in due giorni e durante un tour del Marocco. Seguiteci!

Dove si trova Casablanca, Perché visitarla

Casablanca si trova in Marocco e offre numerose cose da vedere e fare durante il nostro soggiorno di un giorno o più. Situata nella zona occidentale del Paese, sulla costa dell’Oceano Atlantico, è la città marocchina più grande. Infatti, ospita oltre 4 milioni di abitanti, diventando anche la maggiore città del continente africano. Inoltre, Casablanca è il centro industriale ed economico del Paese, grazie anche alla presenza del secondo porto del Nord Africa, dopo solo quello di Tangeri Med. Durante la storia del Marocco, Casablanca fu nel XIX secolo un piccolo insediamento costiero, sviluppandosi sotto il periodo coloniale francese.

Oggi, tra le cose da vedere e fare a Casablanca non mancano le esperienze autentiche, non avendo nulla da invidiare alla vicina capitale Rabat. Qui, infatti, troverete la moschea più grande del Marocco, una vibrante e attivissima città e splendidi quartieri art déco. Quindi, non aspettatevi i vicoli di Marrakech, o i colori di Fes, ma una città al passo con i tempi, anche se sempre fedele alle sue tradizioni.

10 Cose da Vedere a Casablanca

Dunque, andiamo a scoprire la più importante città del Marocco e vediamo insieme quali sono le 10 cose da vedere a Casablanca.

1. Moschea di Hassan II

Tra cosa visitare a Casablanca, al primo posto non potrebbe che esserci il vero simbolo della città. Completata nel 1993, la Moschea di Hassan II è infatti la più grande moschea marocchina. Il suo minareto di 60 piani è alto 210 metri e proietta costantemente una luce laser in direzione della Mecca.

Progettata dall’architetto francese Michel Pinseau, può ospitare al suo interno fino a 25.000 fedeli più altri 80.000 nel cortile esterno. Inoltre, è l’unica moschea del Marocco aperta anche ai non musulmani, ma considerate che gli interni possono essere visitati esclusivamente con una visita guidata. Pertanto, se decidete di effettuarla, fermatevi ad ammirare la bellissima vista che si apre sull’Oceano Atlantico. Assolutamente tra le cose da vedere a Casablanca.

2. Piazza Mohammed V

Se volete respirare la vibrante atmosfera di Casablanca, vi basterà recarvi in Piazza Mohammed V. Si tratta infatti del vero centro della vita cittadina. Costruita in stile coloniale francese, è fiancheggiata da ampi portici in cui sorgono caffetterie e negozi di ogni tipo. Inoltre, a fare da sfondo ci pensano gli splendidi edifici coloniali risalenti agli anni ’30. Infatti, il Municipio, la sede della Banca Nazionale, il Tribunale, il Consolato Francese e l’Ufficio Postale sono ospitati in meravigliosi palazzi in stile art déco maghrebino, che si affacciano direttamente sulla piazza.

Ma i veri e propri simboli della piazza sono la sua Fontana Monumentale, che di notte viene illuminata e si mette in mostra con il suo spettacolo di giochi d’acqua a ritmo di musica araba, e la Torre dell’Orologio. Quest’ultima è alta 50 m, dominando l’intera piazza cittadina.

3. Quartiere Habbous

Tra Piazza Mohammed V e la Moschea di Hassan II si estende il più elegante e raffinato quartiere di Casablanca. Tra le cose da visitare a Casablanca, il Quartiere Habbous, noto anche come la Ville Nouvelle, è composto da eleganti e lunghi viali come Boulevard Mohammed V, di chiara ispirazione francese. Inoltre, i bellissimi palazzi coloniali presentano uno splendido colore bianco, che rendono l’atmosfera molto esotica e raffinata. Potrete ammirare le migliori testimonianze architettoniche coloniali lungo Rue Tahar Sebti.

Chiamato la Nuova Medina, qui troverete mercati e suk, dove poter acquistare i migliori souvenir del Marocco, ma anche assaggiare alcune specialita’ tradizionali, come la frutta secca e la pasticceria marocchina. In questo quartiere troviamo anche il Mahkamat al-Pasha, edificio in stile moresco, oggi amministrativo, aperto per visite guidate. Al suo interno, infatti sono presenti meravigliosi mosaici e soffitti in cedro minuziosamente intagliati.

4. Medina di Casablanca

Rimanendo nei pressi del porto cittadino, troviamo anche la Medina di Casablanca. Si tratta della parte più antica della città, e anche se non è paragonabile alla Medina di Marrakech, rimane comunque un luogo autentico. Composta da innumerevoli vicoli e stradine che si intrecciano, è il posto ideale dove fare ottimi acquisti. Inoltre, nella porzione meridionale della Medina, si erge la Porta Bab Marrakech. Infatti, in passato questa zona era protetta da possenti mura, ma oggi ci rimane solo la sua porta d’accesso.

Infine, altri simboli della città vecchia sono la Fortezza Portoghese del 1700 e il Mausoleo di Sidi Allal el-Kairouani. Questa imponente struttura ospita le spoglie del patrono della città, proveniente dalla città santa di Kairouan, in Tunisia. Questo, inoltre, è il percorso più famoso per chi desidera passeggiare nel centro della città, arrivando alla moschea Hassan II.

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Un dettaglio dell’antica medina di Casablanca

5. La Corniche

Se state cercando il luogo ideale in cui rilassarsi e passare una piacevole serata, vi consigliamo La Corniche. Si tratta infatti della zona più ricca e charmante di Casablanca, costituita da un bellissimo lungomare frequentato dai marocchini più abbienti ed expat. Qui, potrete trovare durante il vostro viaggio tra le cose da vedere a Casablanca numerosi ristorantilocali alla modacaffetterie hotel di lusso. Ma, soprattutto, troverete meravigliosi tratti di spiaggia, in cui trascorrere la giornata. Un luogo davvero eccezionale in cui ammirare la bellezza dell’Oceano Atlantico!

Il tratto della Corniche parte dal distretto di Ain Diab, luogo famoso tra i bagnanti e chi cerca il miglior mare del Marocco per il surf, o per trascorrere qualche momento piacevole nei suoi club esclusivi sulla spiaggia. Quando cala il sole, infatti, questa zona è famosa per i locali di tendenza e le terrazze affacciate sull’Oceano. Quindi, tra le cose da fare a Casablanca durante la vostra visita, la Corniche è il luogo ideale non solo per lunghe passeggiate rilassanti.

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La Corniche di Casablanca al tramonto

6. Palazzo Reale

Tra cosa visitare a Casablanca, anche se solo dall’esterno, non dovrebbe mancare il Palazzo Reale. Situato poco oltre il quartiere di Habbous, questo enorme edificio è una delle case del Re del Marocco e della sua famiglia. Il palazzo venne costruito nel 1920 nel classico stile marocchino e presenta un esterno decorato di maioliche e un’ampia porta d’accesso. Inoltre, l’intero edificio è circondato da uno splendido giardino composto da fontane e aranceti che rendono l’aria inebriante. Nonostante la visita non sia consentita, l’esterno è comunque ammirevole e decisamente spettacolare. Assolutamente da vedere a Casablanca!

Come per molte residenze importanti in Marocco, anche questa è infatti chiusa alle visite pubbliche, ma questo non vi impedirà di renderla una delle attrazioni principali da visitare durante il vostro viaggio a Casablanca. Osservando oltre i cancelli riccamente decorati, inoltre, potreste vedere anche la squadra delle guardie reali in alta uniforme. Al suo interno non mancano gli importanti ricevimenti reali e un ricco calendario di eventi. Un vero e proprio gioiello a livello architettonico, distribuito su vari ettari.

7. Parc de la Ligue Arab

Nel cuore della Ville Nouvelle e a pochi passi da Piazza Mohammed V sorge il Parc de la Ligue Arab. Si tratta di un immenso giardino fiancheggiato da viali con palme da dattero e altre piante tropicali. Il nome è dedicato alla Lega Araba, l’organizzazione politica che unisce tutti i paesi del Nord Africa e della Penisola Arabica. Creato nel 1919, copre un territorio di quasi 40 ettari ed è il luogo ideale in cui rilassarsi lontani dal caos cittadino. Inoltre, in questa oasi sorgono numerosi locali in cui sorseggiare i tipici tè e caffè marocchini.

Creato dall’urbanista e architetto francese Laprade, venne incaricato di riprogettare questo parco al Centro di Casablanca nel 1913, chiamato precedentemente Parc Lyautey, in onore del primo generale francese in Marocco. Per la sua costruzione, Lyautey spostò degli archi di un’antica prigione portoghese, chiamata Prigione di Anfa. Questi, ora si trovano nei pressi del Boulevard Hassan II e sono un decoro per il parco, oltre che usati per supportare il pergolato. Negli anni 50′, inoltre, qui venne costruito il parco divertimenti Parc Yasmina, caduto in rovina a causa dell’abbandono.

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Le palme da dattero dominano il Parc de la Ligue Arab

8. Villa des Arts

Uno degli edifici più importanti da visitare a Casablanca è la Villa des Arts. Questo elegante palazzo del 1934 in stile art déco sorge a breve distanza dal Parc de la Ligue Arab ed è il centro culturale più importante di tutto il Marocco. Infatti, ospita un grande spazio espositivo per l’arte contemporanea marocchina e ogni mese organizza eventi ed attività culturali con lo scopo di salvaguardare la forte scena culturale della città. Oggi, al suo interno possiamo trovare luoghi di creazione, mostre di arte contemporanea, eventi, incontri e intrattenimento di vario tipo.

Una struttura creato non solo per sensibilizzare gli amanti dell’arte sul patrimonio artistico marocchino, ma anche per la sua promozione. Per questa ragione, al suo interno si tengono laboratori culturali. Inoltre, tra i vari spazi vengono ospitate anche mostre di fotografia, rassegne cinematografiche, festival, sale di lettura sulla letteratura marocchina e molto altro… Sicuramente un luogo multidimensionale per scoprire l’arte del Marocco, grazie anche a un ricco calendario.

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© Tripadvisor – L’elegantissima facciata della Villa des Arts

9. Cattedrale del Sacro Cuore

Come abbiamo visto, a Casablanca si possono visitare numerosi edifici dell’epoca coloniale. Dunque, tra i più iconici e caratteristici troviamo la Cattedrale del Sacro Cuore. Edificata nel 1934 e opera di Paul Tournon, è stata definitivamente sconsacrata nel 1956 dopo l’indipendenza del paese. A ogni modo, l’edificio è davvero impressionante e domina l’intera area attorno al Parc de la Ligue Arab e la Piazza Mohammed V. L’imponente struttura si caratterizza per il suo stile neo-gotico, mentre le due torri campanarie richiamano vagamente la figura dei minareti.

Oggi, la cattedrale ospita importanti eventi come fiere e mostre temporanee. Anche se realizzata in stile europeo, per l’edificio sono stati utilizzati molti decori marocchini, ma l’interno è stato trascurato per molto tempo e, al momento, sta subendo un restauro, permettendo così la visita solo esterna. Inoltre, tra le cose da vedere a Casablanca durante la vostra visita, troviamo anche la chiesa di Notre Dame di Lourdes, altro luogo di culto cristiano ancora oggi attivo, con delle meravigliose vetrate. Situato in Avenue Zerktouni, nei pressi della Ronde de L’Europe.

cattedrale del sacro cuore
L’imponente mole della Cattedrale del Sacro Cuore

10. Isola di Sidi Abderrahman

Infine, lungo la costa atlantica sorge l’Isola di Sidi Abderrahman. Questo piccolissimo isolotto roccioso, oltre a garantire una vista decisamente suggestiva sull’oceano e su Casablanca, ospita il mausoleo di un importante santo locale. Vissuto nell’Ottocento, Sidi Abderrahman giunse su questa piccola isola da Baghdad per sfuggire alla crudeltà del mondo, decidendo così di curare i poveri e i malati della città.

Oggi è possibile raggiungere il mausoleo tramite un ponte pedonale, mentre sull’isolotto sorge una minuscola kasba in cui abitano pochi musicisti e chiromanti. Un luogo dalle forti tradizioni, lontano dalla modernità del centro di Casablanca. Inoltre, ancora oggi l’isola vive circondata da un alone di mistero, essendo al centro di credenze popolari e leggende marocchine. I Jilala che vivono qui, infatti, sono conosciuti per curare ancora oggi i malati e i posseduti, che si recano quotidianamente a visitare il santuario.

isola sidi abderrahman mausoleo
La scenografia isola di Sidi Abderrahman si allunga nell’Oceano Atlantico
Maestosa Africa: un’estate di esperienze esclusive.

Maestosa Africa: un’estate di esperienze esclusive.

Il richiamo selvaggio e l’esclusività dell’Africa australe

Sudafrica, Botswana, Namibia e Zimbabwe vi attendono con la loro straordinaria atmosfera creata da paesaggi sconfinati, fauna emblematica e resort esclusivi. Un viaggio dove la maestosità della natura incontra l’eleganza di esperienze curate nei minimi dettagli e dove l’essenza locale si fonde con il comfort più raffinato.

 

SUDAFRICA
Singita Boulders Lodge
Situato nella rinomata riserva di Sabi Sand, il Singita Boulders Lodge permette di partecipare a indimenticabili safari per ammirare gli animali della savana. Le ampie suite dispongono tutte di piscina privata dove è possibile stabilire un contatto con la natura circostante.
ZIMBABWE
Matetsi Victoria Falls River Lodge 
A circa 40 km dalle meravigliose Victoria Falls, il Matetsi Victoria River Lodge si affaccia sul fiume Zambesi, in una riserva privata. Le ampie suite sono arredate con classe e hanno una magnifica vista fiume che permette di vivere appieno l’esperienza.

 

NAMIBIA
Onguma The Fort 
Onguma The Fort vanta uno dei tramonti più belli di tutta la Namibia. L’affaccio su una pozza d’acqua illuminata permette di cenare di fronte a scenari naturalistici che solo la savana offre. Le 12 Suite, arredate con pezzi unici d’arte locale, dispongono tutte di camino e di doccia all’aperto.
BOTSWANA
Selinda Camp
Il Selinda Camp è un esclusivo campo tendato di sole 3 suite, situato nel cuore della riserva. Offre un’esperienza unica di safari in jeep in un ambiente incontaminato. Da non perdere anche le uscite in mokoro, tipica imbarcazione del Botswana, per ammirare da vicino ippopotami ed elefanti che si dissetano.
La tua estate in India, Tibet, Laos, Vietnam, Thailandia, Cambogia e Cina.

La tua estate in India, Tibet, Laos, Vietnam, Thailandia, Cambogia e Cina.

La tua estate in India, Tibet, Laos, Vietnam, Thailandia, Cambogia e Cina.

L’Asia è uno straordinario intreccio di culture, di popolazioni ricche di tradizioni e di indimenticabili paesaggi naturali.
In India ti attende un viaggio attraverso le verdi vallate del Kashmir, lo Zanskar e le vette del Ladakh, incontrando due culture opposte – quella musulmana e buddhista – tra monasteri e valli incontaminate, in occasione del festival buddhista di Naros Nasjal. Ma anche un tour nell’India più colorata, in Rajasthan, visitando palazzi reali, fortezze e bazar, tra Jodhpur, Jaipur, Agra (l’antica capitale della dinastia Moghul con il Taj Mahal) e infine Delhi.
Il viaggio estivo in Tibet ti conduce lungo la storica Strada dell’Amicizia che collega il Paese con il Nepal, percorrendo tutto l’altopiano del Tibet centro-occidentale, da Lhasa fino alle pendici dell’Everest, il punto più estremo.
La penisola indocinese è invece la destinazione del Gran Tour, che ti porta a visitare il Laos, la Cambogia, la Thailandia e il Vietnam, tra luoghi e siti Patrimonio UNESCO (come il tempio khmer Wat Phu, la regale Luang Prabang e i ben noti templi di Angkor) e maestosi paesaggi naturali. E proprio tra Vietnam e Cambogia puoi viaggiare lungo un insolito itinerario che prevede lunghi tratti di navigazione, a ritmi lenti, che ti porta alla scoperta del Delta del Mekong, di giungle, di città coloniali e di resti di antiche civiltà.
Infine in Cina e in Kirghizistan ti aspetta un viaggio tra storia e leggenda, lungo l’antica Via della Seta, visitando le grotte di Binglingsi, i monasteri tibetani di Labrang e Ta’er, la statua del Buddha Dormiente di Zhangye, le Montagne Arcobaleno del Parco Geologico Danxia, la fortezza di Jiayuguan (ultimo baluardo occidentale della Grande Muraglia), Kashgar e l’altopiano del Pamir, da cui ci si addentra tra le montagne del Kirghizistan.