Nel 2026 la Catalogna celebra la cultura, quella con la “C” maiuscola: il genio di Antoni Gaudí, la musica di Pau Casals, la grande architettura mondiale e 365 giorni di eventi all’aperto, nei musei, al cinema e a teatro.

Tutti in festa per l’Anno Gaudí

Nel 2026 la Catalogna festeggia l’Anno Gaudí, un tributo al genio che ha trasformato l’architettura moderna. A cent’anni dalla morte, Antoni Gaudí torna al centro della scena con un ricco programma di eventi, mostre e celebrazioni capaci di rendere la visita un’esperienza immersiva. Da Reus, la città natale, fino a Barcellona, dove il suo talento ha trovato piena espressione, Gaudí ha sviluppato uno stile inconfondibile, ispirato alla natura e influenzato dall’incontro con Eusebi Güell. Da questa collaborazione sono nati capolavori come Casa Batlló, La Pedrera, Park Güell e la Cripta della Colònia Güell. Tra gli appuntamenti più attesi: l’inaugurazione della Torre di Gesù della Sagrada Família. Ma le celebrazioni si estendono oltre Barcellona, coinvolgendo la Costa Daurada e località come Reus e Riudoms, e valorizzando il modernismo di Jujol, Domènech i Montaner, Puig i Cadafalch e Martinell, celebre per le sue “cattedrali del vino”. Il programma include inoltre una grande mostra al Museu d’Història de Catalunya, dedicata a una nuova interpretazione dell’eredità gaudiniana e affiancata al podcast “The Ghost Station. Gaudí’s Secret”, prodotto dall’ACT (Agenzia Catalana del Turismo).

Musica e pace nel segno di Pau Casals

Il 2026 sarà il 150° anniversario della nascita di Pau Casals, un’occasione per celebrare non solo un grande musicista, ma anche una figura simbolo di cultura, impegno civile e umanità. Per Casals, la musica era molto più che arte: era un linguaggio universale di pace, capace di unire i popoli e rafforzare l’identità culturale della Catalogna nel mondo. Il programma della Fondazione Pau Casals è ricco e vario, con più di 60 iniziative tra concerti, mostre, attività educative ed eventi, sia in Spagna che a livello internazionale. Barcellona sarà uno dei centri principali delle celebrazioni, con concerti speciali, il Pau Casals Day e tanti eventi nei luoghi simbolo della musica come il Palau de la Música Catalana, l’Auditori e il Gran Teatre del Liceu. Tra gli appuntamenti da segnalare anche la mostra “Pau Casals, un artista al servizio della pace” al Palau Robert. E a El Vendrell, città natale del violoncellista, si potrà visitare il Museo Pau Casals, sul mare, per un vero viaggio nella sua vita e nella sua musica. Qui si terrà anche il Festival Internazionale di Musica Pau Casals che nel 2026 proporrà un’edizione speciale con artisti di grande livello della scena classica mondiale.

365 giorni per vivere l’architettura

Nel 2026, Barcellona è stata nominata dall’Unesco-UIA come Capitale Mondiale dell’Architettura, un momento speciale per raccontare la città con uno sguardo alternativo, più vivo e contemporaneo. Per un anno, Barcellona e tutta la Catalogna, attraverso più di 1.500 eventi, si trasformano in un laboratorio a cielo aperto dove edifici, spazi urbani e creatività si intrecciano con le storie di chi, la città, la vive ogni giorno. L’idea è proprio quella di mostrare l’architettura non solo come patrimonio del passato ma come qualcosa che continua a evolversi e a parlare al presente. Per l’occasione, il  Col·legi d’Arquitectes de Catalunya (COAC) ha creato una serie di percorsi tematici inediti alla scoperta del territorio: itinerari dedicati agli architetti e passeggiate declinate a seconda dei vari stili e tipologie di edifici da fare a piedi, in bici o in auto, tutti pensati per vivere l’architettura da vicino, senza filtri. E non finisce qui: anche il turismo gastronomico entra in gioco con tappe che uniscono architettura, cibo e vino. Senza dimenticare che il 2026 coincide con i 150 anni dalla scomparsa di Ildefons Cerdá, l’urbanista catalano artefice della metamorfosi di Barcellona.

E ancora teatro, arte, musica e cinema

Nel 2026, oltre alle grandi celebrazioni ufficiali, la Catalogna sarà costellata di altri eventi, rassegne e iniziative che daranno spazio a tante forme di arte. Si creerà, così, una specie di “mappa culturale” viva, sempre in movimento, capace di coinvolgere persone diverse e di far incontrare più stili, generazioni e tradizioni. Tra gli appuntamenti più importanti, a Barcellona, ci sono i cinquant’anni dello storico Teatre Lliure, festeggiati insieme al Grec Festival, uno degli eventi teatrali più importanti e seguiti della città. Ci sarà anche molta attenzione per le arti visive, con mostre importanti come quella su “Sant Pere de Rodes e il Maestro di Cabestany”, ospitata al MNAC (Museu Nacional d’Art de Catalunya) e la celebrazione dei cent’anni dell’artista tessile Aurèlia Muñoz, con una mostra al MACBA (Museu d’Art Contemporani de Barcelona). Anche la musica avrà un ruolo chiave, mescolando scene indipendenti e sperimentali, spesso in dialogo con il cinema. E proprio la “settima arte” sarà protagonista dei premi cinematografici congiunti Gaudí e Goya a Barcellona, un momento imperdibile per valorizzare le eccellenze dell’industria del grande schermo in Catalogna e in Spagna.