Tropico del Capricorno: le Isole Mascarene.

Tropico del Capricorno: le Isole Mascarene.

Tropico del Capricorno …e già con questo nome parte la fantasia e la voglia di viaggiare all’altro capo del mondo.

Se poi vi diciamo: Isole Mascarene, ecco che prendete lo spazzolino da denti e vi precipitate fuori casa.

Vediamo un po’ di cose su questo paradiso terrestre.

Tropico del Capricorno

Corre lungo il 23° parallelo meridionale e subito più a nord, nella parte occidentale dell’Oceano Indiano e al largo del Madagascar, sono sparse una manciata di isole più e meno grandi.

La più piccola, Tromelin – meno di 1 km2 e 4 abitanti – e la più grande, Réunion – 2500km2 e 850.000 abitanti – fanno parte dei territori francesi d’oltremare.

Le Isole Cargados Carajos, le Isole Agalega e l’Isola di Rodrigues fanno parte, invece, della Repubblica di Mauritius assieme a – ovviamente – Mauritius stessa che è la più popolosa con i suoi 1.200.000 abitanti.

E con i numeri la finiamo qui.

Un momento di pesca sull’Isola di Rodrigues

Le Isole Mascarene: un po’ di storia in breve

Il primo che toccò quella che poi sarebbe stata chiamata la Réunion fu il navigatore portoghese Pedro Mascarenhas nel 1513 e da lui prende il nome tutto l’arcipelago.

Divennero prima possedimento olandese e successivamente francese.

Nel 1810 divennero proprietà della Gran Bretagna che poi restituì alla Francia Tromelin e Réunion.

Nel 1968 nacque la Repubblica di Mauritius che subentrò alla corona britannica, ma non ottenne le isole francesi, anche se a tutt’oggi sta cercando di ottenere Tromelin che ha un mare pescosissimo.

Tropico del Capricorno: l’Isola di Rodrigues

Ma vogliamo rimanere in ambito mauriziano e, visto che di Mauritius abbiamo già parlato, intendiamo spendere due parole su Rodrigues.

Il portoghese Diogo Rodrigues  la scoprì per primo, almeno fra gli occidentali, e le diede il nome nel 1528.

È piccola, meno di 110 km2, ed ha una popolazione di circa 38.000 abitanti.

Il suo capoluogo è Port Mathurin ed è isolata in mezzo all’Oceano Indiano, 560 km ad est di Mauritius.

Siamo in un mondo creolo, e la vita si svolge a ritmo creolo, molto diverso dal nostro.

Qua si viene per dimenticare lo stress e il frastuono del mondo come siamo soliti viverlo.

Questo non vuol dire che non si possa fare altro che stare in panciolle tutto il giorno.

Rodrigues: cosa fare

Se vorrete, non avrete che da scegliere fra visitare l’affollato mercato del sabato di Port Mathurin, fare un’uscita in barca a Île aux Cocos oppure una camminata lungo la costa da Graviers a Saint François lungo alcune delle più belle spiagge del mondo.

Se volete stare in acqua potrete fare snorkelling al largo della costa meridionale o immersioni a La Passe Saint François.

Il mercato del sabato a Port Mathurin

Sicuramente andare al mercato del sabato, soprattutto dopo le 10, a Port Mathurin, vi proietterà in un’atmosfera sorprendente alimentata dalla vivacità dei locali che si recano a fare acquisti come se fosse una vera festa.

Le riserve

Île aux Cocos è una delle 17 lingue di terra che delimitano la laguna attorno a Rodrigues, ed è una riserva naturale dove si riproducono diverse specie di uccelli marini.

L’escursione a questo gioiellino è anche un’ottima occasione per farsi una bella nuotata nelle sue acque cristalline.

Forse può sembrarvi strano, ma all’interno di questa piccola isola c’è anche un’altra riserva, la François Leguat Reserve.

Questo signore, alla fine del 17° sec. cercò di colonizzare l’isola assieme ad altri sette compagni di avventura.

L’esperimento agricolo fallì, ma fu compensato dalla enorme quantità di testuggini che popolavano l’area, tanto che scrisse che si “poteva fare più di cento passi camminando sui loro carapaci senza toccare terra”.

Purtroppo, come il Dodo a Mauritius, quella specie di testuggine gigante si è estinta, ma ora è possibile osservarne un nutrito numero di altro tipo, assieme a una colonia di volpi volanti che vivono sulle migliaia di alberi endemici re-impiantati.

Per gli appassionati di geologia, in questa riserva ci sono anche delle caverne con forme rocciose uniche.

Tropico del Capricorno: la cucina creola a Rodrigues

Il polpo è spesso presente nei piatti di Rodrigues

Anche se i ritmi sono creoli, ogni sana attività all’aria aperta e in riva al mare mette appetito.

No problem: vi consigliamo di assaggiare la cucina locale senza cercare ristoranti italiani che non troverete.

Non perdetevi queste specialità:

La Ourite: un’insalata di polpo – che può essere anche essiccato – condita con cipolle, succo di limone, olio, sale e pepe.

La Vindaye d’ourite: un morbidissimo polpo bollito e condito con curcuma, aglio, aceto, succo di limone e alcune spezie locali.

Le Saucisses créole: carni essiccate e stagionate in loco.

La Torte Rodriguaise: a base di papaya, ananas o cocco con una crema preparata con una radice locale.

Bene, “last but not least“, tenete presente che, come avrete un po’ capito dal contesto, andare in queste località non è propriamente come andare a Londra, e il viaggio va organizzato per bene se non si vuole trasformare una vacanza all’avventura in un viaggio di sventura.

Le migliori cose da fare a Los Angeles.

Le migliori cose da fare a Los Angeles.

Los Angeles, la “Città degli Angeli”, è una delle destinazioni più affascinanti degli Stati Uniti. Con le sue spiagge iconiche, il glamour di Hollywood e un panorama gastronomico in continua evoluzione, offre esperienze uniche per ogni viaggiatore. Se stai programmando un viaggio, ecco una guida con le migliori cose da fare a Los Angeles.

Cosa vedere a Los Angeles: le attrazioni imperdibili

Le migliori cose da fare a Los Angeles includono un mix di cultura, divertimento e panorami spettacolari. Una tappa fondamentale è Hollywood, dove potrai passeggiare lungo la Walk of Fame e ammirare il celebre TCL Chinese Theatre. Se ami il cinema, visita gli Universal Studios, dove troverai attrazioni a tema e set cinematografici.

Per una vista spettacolare sulla città, sali fino al Griffith Observatory, da cui potrai scorgere il famoso Hollywood Sign. Se preferisci un’atmosfera più rilassata, dirigiti a Santa Monica per una passeggiata sul molo o esplora Venice Beach, dove street performer e artisti di strada animano la scena.

Dove mangiare a Los Angeles: i migliori posti

Los Angeles è una città perfetta per gli amanti del cibo. Tra le migliori cose da fare a Los Angeles, non può mancare un tour gastronomico. Se vuoi assaggiare un burger iconico, prova In-N-Out Burger, un must tra i fast food californiani. Per il miglior street food, esplora i food truck di tacos sparsi in tutta la città.

Per una cena raffinata con vista, scegli uno dei tanti rooftop restaurant nel centro di Los Angeles, come Perch o 71Above. Se sei alla ricerca di sapori internazionali, visita Koreatown per un autentico barbecue coreano o esplora Little Tokyo per deliziosi ramen e sushi.

Los Angeles oltre Hollywood: esperienze alternative

Oltre alle attrazioni più turistiche, ci sono tante altre esperienze da vivere. Tra le migliori cose da fare a Los Angeles, puoi esplorare i murales dell’Arts District, passeggiare tra le boutique vintage di Melrose Avenue o visitare The Broad Museum, che ospita opere di artisti contemporanei famosi come Jeff Koons e Yayoi Kusama.

Se ami la musica e gli spettacoli dal vivo, prenota un concerto al leggendario The Hollywood Bowl o scopri band emergenti nei locali di Silver Lake.

Quartieri da non perdere a Los Angeles

Los Angeles è una città dalle mille sfaccettature e ogni quartiere ha qualcosa di unico da offrire. Beverly Hills è il cuore del lusso, perfetto per una passeggiata su Rodeo DriveWest Hollywood, invece, è noto per la sua vivace vita notturna e i locali alla moda.

Se vuoi vivere la vera atmosfera californiana, fai un salto a Malibu, dove potrai rilassarti su spiagge spettacolari e magari incontrare qualche celebrità. Echo Park e Silver Lake sono invece il cuore della scena artistica e hipster di Los Angeles, con caffetterie creative e negozi di design.

Come muoversi a Los Angeles senza stress

Uno degli aspetti fondamentali del viaggio è capire come muoversi. Le migliori cose da fare a Los Angeles possono essere distanti tra loro, quindi è importante pianificare gli spostamenti. L’opzione più comoda è il noleggio auto, che ti permette di esplorare la città senza vincoli.

Se preferisci i mezzi pubblici, la Metro di Los Angeles copre diverse aree chiave, ma alcune zone potrebbero richiedere un’integrazione con autobus o taxi. Anche servizi come Uber e Lyft sono molto diffusi e offrono un’alternativa conveniente.

Conclusione: preparati a vivere Los Angeles al meglio

Le migliori cose da fare a Los Angeles offrono un mix di cultura, divertimento e relax. Dai luoghi iconici come Hollywood e Santa Monica alle esperienze gastronomiche e artistiche, questa città ha qualcosa per tutti. Pianifica il tuo itinerario e lasciati conquistare dal fascino della Città degli Angeli.

AL AIN: L’OASI GIARDINO NEL CUORE DEL DESERTO DI ABU DHABI.

AL AIN: L’OASI GIARDINO NEL CUORE DEL DESERTO DI ABU DHABI.

Situata a breve distanza da Abu Dhabi, Al Ain, nota anche come la “Città Giardino”, offre un affascinante viaggio tra storia, natura e cultura. Al centro spicca l’Oasi di Al Ain, tesoro verde Patrimonio dell’UNESCO, dove tradizioni millenarie e paesaggi rigogliosi svelano il cuore autentico del deserto.

OASI DI AL AIN: UN PATRIMONIO DA VIVERE

Con una superficie di oltre 1.200 ettari, l’Oasi di Al Ain è una delle più grandi e affascinanti della regione. Al suo interno, troverete oltre 147.000 palme da dattero, suddivise in 100 varietà diverse, insieme a frutteti di mango, banane, fichi e giuggiole. L’oasi non è solo un rifugio verde, ma anche un esempio straordinario di come le antiche comunità abbiano adattato la loro vita al deserto grazie al sistema di irrigazione falaj, riconosciuto dall’UNESCO. Questo sistema, tuttora funzionante, distribuisce l’acqua in modo efficiente tra le coltivazioni, rappresentando un simbolo dell’ingegno umano.

Un moderno Eco-Centro accoglie i visitatori, offrendo mostre interattive che mettono in luce la sostenibilità e la conservazione dell’ecosistema. Passeggiando lungo i viali ombreggiati dell’oasi, potrete sentire il legame tra passato e presente, un’esperienza che rende Al Ain una destinazione unica.

ATTRAZIONI STORICHE E CULTURALI

Al Ain, con la sua ricca eredità culturale, è un vero scrigno di tesori che raccontano le radici e le tradizioni degli Emirati Arabi Uniti. Tra le sue principali attrazioni culturali, il Forte di Qasr Al Muwaiji spicca come un simbolo della storia locale. Costruito oltre 100 anni fa, il forte era una residenza e un luogo strategico per la protezione dell’oasi circostante. Questo edificio, dalla struttura imponente ma essenziale, offre una rara opportunità per immergersi nella vita e nei costumi delle comunità emiratine del passato. I visitatori possono esplorare le sue mura ben conservate, le torri e gli spazi interni, arricchiti da mostre interattive che illustrano l’importanza del sito come sede di governo e dimora per la famiglia regnante. La posizione del forte, circondata dal paesaggio desertico, rende questo luogo perfetto anche per scattare fotografie memorabili.

Un altro gioiello culturale è il Centro delle Arti di Al Qattara, situato all’interno del restaurato Forte di Al Qattara. Questo centro non è solo un esempio di conservazione dell’architettura tradizionale in mattoni di fango, ma rappresenta anche un punto d’incontro tra passato e presente. Dall’alto della sua posizione su una collina, domina i giardini di palme circostanti, creando un’atmosfera suggestiva. All’interno del centro si svolgono mostre ed eventi che spaziano dall’arte contemporanea alla cultura tradizionale emiratina. È il luogo ideale per scoprire le tecniche artistiche locali e partecipare a workshop che permettono ai visitatori di approfondire le proprie conoscenze sulla cultura dell’area. Famiglie, studenti e turisti trovano qui un’esperienza inclusiva e stimolante

Infine, il Museo di Al Ain è una tappa obbligatoria per gli appassionati di storia. Fondato nel 1969, è il più antico museo degli Emirati e rappresenta un viaggio straordinario nella vita degli abitanti della regione, dalla preistoria fino ai giorni nostri. Le sue tre sezioni principali – Archeologia, Etnografia e Regali – offrono un panorama completo delle tradizioni, delle scoperte e delle innovazioni locali. Gli oggetti esposti includono reperti archeologici unici, come vasi mesopotamici di 5.000 anni fa, gioielli in bronzo e armi risalenti all’Età del Ferro, che mostrano l’evoluzione della società locale attraverso i secoli. L’area etnografica, invece, si concentra sugli aspetti quotidiani della vita emiratina, con esposizioni che raccontano di agricoltura, artigianato e medicina tradizionale. Tra i pezzi più affascinanti del museo spicca una pietra lunare, donata dalla NASA, che collega simbolicamente la storia millenaria di Al Ain alle esplorazioni moderne dello spazio.

NATURA E AVVENTURA A JEBEL HAFIT

Tra le mete più suggestive, il Monte Jebel Hafit si staglia come la cima più alta di Abu Dhabi, offrendo panorami mozzafiato e opportunità di avventura. La montagna non è solo una meraviglia geologica, ma un luogo carico di significato storico e culturale. Ai suoi piedi si trova il Jebel Hafit Desert Park, dove i visitatori possono esplorare antiche tombe risalenti a circa 5.000 anni fa, testimonianze della ricca storia archeologica della regione. Questi reperti, scoperti per la prima volta negli anni ’50, hanno contribuito a ricostruire le dinamiche commerciali e culturali del passato, legate all’Età del Bronzo. Per chi cerca il contatto diretto con la natura, il parco offre attività come escursioni a piedi, in bicicletta o a dorso di cammello, oltre a esperienze uniche di campeggio, che spaziano dalle semplici tende ai lussuosi alloggi “glamping” sotto il cielo stellato del deserto.

DIVERTIMENTO ALL’AL AIN ADVENTURE PARK

Situato ai piedi del Jebel Hafit, l’Al Ain Adventure Park è una meta imperdibile per gli amanti dell’avventura e delle attività all’aperto. Qui si trovano i primi canali artificiali di acque bianche del Medio Oriente, una rete di 1.100 mt perfetta per chi cerca emozioni forti facendo rafting e kayak. Il parco offre anche una piscina per surf con onde artificiali, mentre gli appassionati di adrenalina potranno sfidarsi nel parco avventure aeree, con 18 ostacoli, una zip line lunga 1.200 mt e un’enorme altalena alta 14 mt. Non mancano piscine per adulti e bambini, per chi preferisce il relax o il divertimento in famiglia. Perfetto per una giornata di sport e svago, l’Al Ain Adventure Park combina attività all’aria aperta e paesaggi mozzafiato, rendendolo una tappa imprescindibile per chi visita Al Ain.

Visitare tutti questi luoghi e scoprire le tante attrazioni di Al Ain, significa intraprendere un viaggio che intreccia il passato con il presente, svelando l’identità profonda di una regione che ha saputo custodire le sue radici culturali e storiche, senza rinunciare alla modernità. Dall’incredibile Oasi di Al Ain alle avventure e ai tesori archeologici di Jebel Hafit, Abu Dhabi offre un’esperienza completa per vivere un viaggio in luoghi dal fascino senza tempo.

Spettacolo on the road dalle luci di Las Vegas ai silenzi nei parchi del West.

Spettacolo on the road dalle luci di Las Vegas ai silenzi nei parchi del West.

Capitale mondiale del divertimento, “Sin City” promette avventure esagerate anche dal punto di vista naturalistico su strade panoramiche che raggiungono aree protette e sentieri escursionistici mozzafiato.

Benvenuti nella città regina del Nevada dove tutto è concesso e le tentazioni sono all’ordine del giorno. Basterà percorrere la leggendaria “Strip”, celebre diminutivo per la “Las Vegas Boulevard South”, per sentirsi catapultati in un universo di insegne luminose, casinò, teatri, hotel stravaganti, locali trendy ed eleganti boutique.

Se dopo aver tentato la fortuna e provato le infinite possibilità di intrattenimento che la metropoli ha da offrire si sentisse il bisogno di silenzio e contemplazione, fuori dai confini urbani, gli escursionisti incontreranno non solo sabbia e cactus ma anche montagne boscose, fresche cascate, affascinanti petroglifi e formazioni rocciose ultraterrene.

Ecco una selezione di strade scenografiche, occasione per un viaggio nel viaggio, da percorrere per raggiungere ed esplorare aree uniche dal punto di vista naturalistico.

IL LAKE MEAD NEL DESERTO DEL MOJAVE
Il Lake Mead non è solo il bacino di Las Vegas, è anche il primo e più grande parco ricreativo degli Stati Uniti. Risultato dello sbarramento del corso del fiume Colorado con la diga di Hoover ,è una vera oasi per cimentarsi in esperienze attive di ogni tipo. Nuoto, pesca, escursioni in barca, sci nautico e kayak possono essere praticati qui tutto l’anno. A piedi ci sono diverse possibilità per arrivare dal lago alla diga. L’Arizona Hot Springs Canyon Trail è un sentiero di circa 6,5 km famoso per la presenza di sorgenti termali naturali che possono essere raggiunte lungo il cammino. Se invece si è alla ricerca di opzioni meno impegnative, ci sono anche piacevoli crociere con pranzo o brunch incluso a bordo.

L’ANELLO PANORAMICO DEL RED ROCK CANYON
Serviranno meno di 25 chilometri al volante per ammirare le aspre formazioni rocciose della Red Rock Canyon National Conservation Area. Un paesaggio dalle tinte drammatiche formatosi milioni di anni fa, dove non mancano canyon e gole vertiginose ma soprattutto tante attività all’aria aperta come trekking, arrampicata, passeggiate in bicicletta, a cavallo e a piedi. Tra i sentieri più popolari, adatti anche alle famiglie, il Petroglyph Wall Trail che si snoda tra splendide incisioni rupestri testimonianza della storia delle tribù indiane nella zona che qui hanno impresso per sempre animali, figure umane e simboli.
Moderatamente più impegnativi, ma con viste segrete sulla capitale del Nevada, sono il Calico Tanks e il Las Vegas Overlook Loop. Particolarmente suggestiva è la visita nei momenti dell’alba e del tramonto.

ATTRAVERSO LA VALLEY OF FIRE
Allunghiamo le distanze per arrivare alla struggente arenaria rossa della Valley of Fire State Park. Qui, oltre agli antichi petroglifi e alle diverse opportunità di esperienze attive, ciò che stupisce è la presenza di un’interessante fauna selvatica con esemplari di coyote, gufi, tartarughe e lucertole. Due le strade da percorrere per cogliere la bellezza degli scenari desertici: la Valley of Fire Highway, che taglia orizzontalmente l’area protetta, e la Mouse’s Tank Road, che ha uno sviluppo verticalmente con dei bei lookout.

LA ZION MOUNT CARMEL HIGHWAY FINO AL BRYCE CANYON
Sconfinando nello Utah a conquistare sarà il fascino selvaggio del primo parco nazionale fondato nello stato: quello di Zion. Una gola vertiginosa della lunghezza di 24 chilometri e una profondità di 800 metri scavata nel corso dei secoli dal North Fork Virgin River e dai suoi affluenti.
La combinazione di colori della roccia rosso-arancio e degli alberi verde intenso è davvero sbalorditiva e con una bella escursione si ha davvero la possibilità di godere di questo tesoro naturalistico. Padroni di questo habitat incontaminato sono cervi, alci, coyote, puma e diverse specie di rapaci.
È possibile visitarlo salendo in quota oppure addentrandosi nella profonda gola dei Narrows. Tra i percorsi che dominano la vallata dall’alto, uno dei più apprezzati è l’Angels Landing Trail che prevede una buona preparazione fisica visti i tratti piuttosto ripidi ed impegnativi. I visitatori disposti ad affrontare la sfida saranno premiati con viste mozzafiato tra cui lo Scout Lookout che regala una vera prospettiva a 360 gradi sul territorio.

Proseguendo sulla UT-12 Scenic Byways o sulla UT-24 Scenic Byways la magia crescerà fino a Moab dove si spalancheranno le porte sia per il Canyonlands National Park che per l’Arches National Park.

Moab Utah: la porta d’accesso ai parchi più belli del West.

Moab Utah: la porta d’accesso ai parchi più belli del West.

Onirici panorami scolpiti nella roccia rossa e alcuni tra gli archi naturali di arenaria più impressionanti di tutta l’America fanno da cornice a una delle cittadine USA più amata dai viaggiatori di tutto il mondo.

Archi naturali, canyon infiniti, strade panoramiche che lasciano senza fiato, e tantissime attività sportive, questo il biglietto da visita di Moab, da molti definita come la porta del paradiso. Paesino relativamente piccolo di soli 5.000 abitanti, accarezzato dal Colorado e dominato da fascinosi canyon di roccia rossa, questo luogo è collocato in una posizione semplicemente eccezionale. Moab è infatti uno snodo cruciale per la visita di almeno metà dei fenomenali Mighty Five (I cinque parchi nazionali dello Utah) e non solo: da Arches a Canyonlands, passando per piccole chicche come Goblin Valley o Dead Horse Point State Park, oltre a una corposa lista di itinerari, percorsi a piedi ed escursioni nei ricchissimi dintorni.

La storia è altrettanto particolare, Moab infatti ha conosciuto la propria espansione negli anni ’50, grazie ai minatori e alla ricerca dell’uranio, ma in breve divenne una delle mete preferite dai produttori hollywoodiani grazie alle scenografie naturali perfette per i loro film. Pian piano questo luogo crebbe trasformandosi in punto di riferimento anche per una generazione di nuovi imprenditori che dagli anni 60 qui hanno aperto numerosissime attività, ristoranti e supermercati biologici creando in città un’atmosfera frizzante e informale. Qui è nata ad esempio, ben 40 anni fa, la cooperativa Moonflower, la prima a vendere prodotti naturali sull’intero territorio degli Stati Uniti.

Nel giro di pochi anni il nome di questa piccola destinazione dello Utah ha incominciato a imporsi poi a livello internazionale come meta irrinunciabile per tutti i viaggiatori interessati ad approfondire la zona dei parchi del West. Impossibile non valutare una sosta di almeno 2 o 3 giorni in questo luogo unico, in particolare per gli amanti di scenari mozzafiato e per gli appassionati delle vacanze attive di tutte le età.

ALCUNE TRA LE ESCURSIONI PIÙ EMOZIONANTI

Lo Utah è sicuramente uno degli stati di maggior fascino negli Stati Uniti d’America, conosciuto in tutto il mondo per parchi di eccezionale valore naturalistico come Bryce Canyon, Zion, Arches, Capitol Reef e Canyonlands. Questi capolavori paesaggistici ogni anno attirano migliaia di visitatori e rientrano nel Grand Circle, l’itinerario che include alcune delle meraviglie naturali più affascinanti del SouthWest, chiamato così proprio perché forma un immaginario cerchio sul territorio e Moab senza dubbio è la città che offre le migliori esperienze di escursionismo nel deserto, vediamo insieme alcune di quelle che vale la pena segnarsi.

Hell’s Revenge 4×4 Off-Roading Tour from Moab
Un eccitante percorso in 4×4 in mezzo alle guglie di arenaria e alle affascinanti sporgenze rocciose dell’ Hell’s Revenge. L’idea è quella di permettere al viaggiatore di sperimentare in prima persona l’emozione di una guida off-road, ma in piena sicurezza seguendo una guida esperta. Impagabile la vista delle montagne di La Sal, del fiume Colorado e delle scogliere di arenaria del Negro Bill Canyon così come la possibilità di effettuare un percorso facile o estremo, a seconda del proprio livello di abilità. Il tour inoltre può essere svolto la mattina, al pomeriggio o al tramonto.

Fisher Towers Half-Day Rafting Day Trip from Moab
Moab sorge a brevissima distanza dalle sponde del fiume Colorado, che scorre proprio nel mezzo del deserto e che offre rapide fino alla Classe III di difficoltà. Come resistere all’occasione di un’esperienza rafting insieme ad una guida esperta in questo fiume caratterizzato da acque limpide, da una ricca fauna selvatica e da un’affascinante storia geologica.

Tour in mountain bike del parco statale di Dead Horse Point
Godersi il vento tra i capelli e sentire l’adrenalina crescere, queste le emozioni che un bike tour attraverso il Dead Horse Point State Park può regalare. Un’emozione unica quella di attraversare terreni accidentati ammirando i paesaggi mozzafiato per poi godere delle varie soste per immortalare panorami eccezionali e scattare foto indimenticabili al fiume Colorado che si snoda intorno al parco e attraverso il Canyonlands National Park.

Canyonlands National Park Backcountry 4×4 Adventure
Niente di più suggestivo che scoprire l’aspra bellezza e le antiche leggende del Canyonlands National Park con un tour in fuoristrada da Moab. Un percorso che permette di raggiungere aree remote dove il fiume Colorado attraversa ripidi burroni e dove l’antica arte rupestre Pueblo decora le scogliere di arenaria. Grazie ad una guida esperta è possibile esplorare le sezioni più belle del parco scendendo dai sentieri battuti in una Jeep Wrangler sperimentare gli eccitanti tornanti di Shafer Trail potendo scattare indimenticabili foto prospettiche ai canyon di roccia rossa.

Regno Unito, da oggi per entrare serve l’Eta: ecco tutte le informazioni per ottenere l’ok da Londra.

Regno Unito, da oggi per entrare serve l’Eta: ecco tutte le informazioni per ottenere l’ok da Londra.

L’autorizzazione, da richiedere prima di partire, costa 10 sterline, ma poi aumenterà. È necessaria per il turismo e tutti i viaggi non di lavoro dei cittadini europei, e dunque italiani.

Da oggi 2 aprile è obbligatoria la autorizzazione preventiva Eta (Electronic Travel Authorisation), per tutti i viaggi turistici (o non lavorativi) dei cittadini europei, e dunque anche italiani, verso il Regno Unito. Come per “l’Esta” americano, l’Eta si può richiedere, sempre prima di mettersi in viaggio, sullo smartphone attraverso l’applicazione “Uk Eta” oppure online sul sito Gov.uk.
Nel processo, al viaggiatore saranno chieste generalità, professione, recapiti e altre informazioni personali. Inoltre si dovranno fornire una foto elettronica, i dati del passaporto e pagare 10 sterline (circa 12 euro), cifra che nel prossimo futuro salirà a 16 sterline. Al momento sono esentati solo coloro che dovranno fare scalo diretto negli aeroporti britannici, senza uscire dall’area di sicurezza e senza attraversare la frontiera.

Una volta approvato e ottenuto l’Eta, il cittadino europeo potrà viaggiare nel Regno Unito per due anni, mostrando o scannerizzando alla frontiera il passaporto, cui l’Eta è associato automaticamente in quanto documento elettronico. Una precisazione importante: l’Eta è una autorizzazione turistica, e dunque ha limiti molto chiari. Non si potrà rimanere nel Regno più di sei mesi complessivi nell’arco dei due anni. E con l’Eta non si potrà lavorare o cercare lavoro: per quello serve un visto lavorativo specifico.
Tuttavia, l’Eta è rinnovabile di volta in volta e, secondo le stime delle autorità britanniche, nella maggioranza dei casi verrà approvato in poche ore dalla presentazione della domanda. Ma, soprattutto in fase di rodaggio, si consiglia di richiedere l’autorizzazione almeno tre giorni prima di partire.
Se una domanda di Eta viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda. Se la richiesta per l’Eta viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso. In quel caso, se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito, dovrà richiedere un visto vero e proprio.
Anche l’Europa farà presto lo stesso nei confronti dei britannici. Da quest’estate i cittadini del Regno e tutti gli extra Ue che visiteranno l’Unione Europea per turismo o per brevi periodi non lavorativi, dovranno registrarsi online e pagare 7 euro per ottenere il permesso digitale Etias (European Travel Information and Authorisation System), valido per tre anni e con un limite di permanenza fissato a un massimo di 90 giorni nell’arco di 180.