L’autorizzazione, da richiedere prima di partire, costa 10 sterline, ma poi aumenterà. È necessaria per il turismo e tutti i viaggi non di lavoro dei cittadini europei, e dunque italiani.
Da oggi 2 aprile è obbligatoria la autorizzazione preventiva Eta (Electronic Travel Authorisation), per tutti i viaggi turistici (o non lavorativi) dei cittadini europei, e dunque anche italiani, verso il Regno Unito. Come per “l’Esta” americano, l’Eta si può richiedere, sempre prima di mettersi in viaggio, sullo smartphone attraverso l’applicazione “Uk Eta” oppure online sul sito Gov.uk.
Nel processo, al viaggiatore saranno chieste generalità, professione, recapiti e altre informazioni personali. Inoltre si dovranno fornire una foto elettronica, i dati del passaporto e pagare 10 sterline (circa 12 euro), cifra che nel prossimo futuro salirà a 16 sterline. Al momento sono esentati solo coloro che dovranno fare scalo diretto negli aeroporti britannici, senza uscire dall’area di sicurezza e senza attraversare la frontiera.
Una volta approvato e ottenuto l’Eta, il cittadino europeo potrà viaggiare nel Regno Unito per due anni, mostrando o scannerizzando alla frontiera il passaporto, cui l’Eta è associato automaticamente in quanto documento elettronico. Una precisazione importante: l’Eta è una autorizzazione turistica, e dunque ha limiti molto chiari. Non si potrà rimanere nel Regno più di sei mesi complessivi nell’arco dei due anni. E con l’Eta non si potrà lavorare o cercare lavoro: per quello serve un visto lavorativo specifico.
Tuttavia, l’Eta è rinnovabile di volta in volta e, secondo le stime delle autorità britanniche, nella maggioranza dei casi verrà approvato in poche ore dalla presentazione della domanda. Ma, soprattutto in fase di rodaggio, si consiglia di richiedere l’autorizzazione almeno tre giorni prima di partire.
Se una domanda di Eta viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda. Se la richiesta per l’Eta viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso. In quel caso, se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito, dovrà richiedere un visto vero e proprio.
Anche l’Europa farà presto lo stesso nei confronti dei britannici. Da quest’estate i cittadini del Regno e tutti gli extra Ue che visiteranno l’Unione Europea per turismo o per brevi periodi non lavorativi, dovranno registrarsi online e pagare 7 euro per ottenere il permesso digitale Etias (European Travel Information and Authorisation System), valido per tre anni e con un limite di permanenza fissato a un massimo di 90 giorni nell’arco di 180.