A Parigi è stata appena inaugurata una fermata della metro che è una straordinaria opera di architettura. Ma tanti sono i veri e propri capolavori da ammirare, che portano le firme di Santiago Calatrava, Zaha Hadid, Renzo Piano.

Aeroporti, stazioni ferroviarie, fermate della metropolitana, ma anche autostrade e centri commerciali. Spazi di transito anonimi, senza appartenenza, che l’antropologo francese Marc Augé definì, in un suo famoso saggio del 1992, non-luoghi, in quanto “privi di una vera identità culturale e sociale, emblematici delle dinamiche delle società contemporanee, in contrapposizione ai luoghi antropologici, che sono storici e relazionali”.Negli ultimi anni, tuttavia, si è cercato di restituire un’anima a queste infrastrutture, trasformandole in capolavori di architettura e design, creati dai più importanti architetti internazionali. Da punti di passaggio irrilevanti, omogenei, impersonali, sono così diventate vere e proprie destinazioni. Da non perdere.

Aeroporto di Changi, Singapore

Qualora vi capitasse di atterrare in questo aeroporto, a una ventina di chilometri dalla città di Singapore, prendetevi del tempo per esplorarlo e apprezzarlo, visto che è considerato uno degli scali più belli del mondo. Suo fiore all’occhiello è il Jewel Changi, spattacolare complesso il cui perno è la Rain Vortex, la cascata indoor più alta del globo che scorre per sette piani. Tutt’intorno una foresta tropicale di 21mila metri quadrati, che ospita 120 specie. Potrete anche sperimentare i ponti sospesi, il labirinto di specchi e il giardino delle farfalle.

Stazione di Afragola, Napoli

Partendo dal capoluogo campano, basta proseguire per una dozzina di chilometri verso nord per raggiungere Afragola e poter ammirare la stazione dell’alta velocità inaugurata nel 2017. Un gioiello architettonico scolpito dal vento, firmato dalla celebre architetta anglo-irachena Zaha Hadid. La struttura sospesa, che si estende per 450 metri, è realizzata in acciaio e vetro, con l’intento di conferire alla stazione un aspetto futuristico, in un mix di fluidità e dinamicità.

 

Napoli, stazione Afragola
Napoli, stazione Afragola 

 

Fermata della metro Villejuif-Gustave Roussy, Parigi

Taglio del nastro a gennaio 2025 per la nuova fermata della metro ideata dallo studio dell’architetto Dominique Perrault. Situata a 48 metri di profondità, è dotata di 32 scale mobili e 16 ascensori per facilitare l’accesso dei passeggeri. Suoi vanti il tetto in vetro, che permette alla luce di espandersi negli interni, e l’opera d’arte realizzata da Ivan Navarro che trionfa sul soffitto, creando un ponte tra basso e alto, tra terra e cielo. Se capitate nella capitale francese, questa infrastruttura vale senz’altro la visita.

Stazione di Liege-Guillemins, Belgio

Se, invece, vi doveste trovare nei pressi di Liegi, fate una sosta nella stazione ferroviaria di Liege-Guillemins, capolavoro progettato dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava e inaugurato nel 2009. Una cattedrale di vetro e acciaio, dove la luce danza con le curve sinuose della copertura, che si estende per 200 metri di lunghezza e raggiunge un’altezza di 35 metri. Con la sua campata senza pilastri intermedi, regala un senso di trasparenza e leggerezza che la rende unica al mondo. Architettura di eccezione, quindi, ma non solo. Nel 2023 l’artista francese Daniel Buren ha, infatti, ricoperto il tetto con 5mila vinili colorati, creando uno straordinario effetto caleidoscopico.

Stazione di Gare do Oriente, Lisbona

 

Lisbona, Stazione della Gare do Oriente
Lisbona, Stazione della Gare do Oriente 

 

Firmata da Calatrava è anche la stazione ferroviaria nel quartiere Parque das Nacoes della capitale portoghese, inaugurata nel 1998 in occasione dell’Expo. La struttura, sempre in acciaio e vetro, sostenuta da colonne slanciate, è come un grande albero con foglie di palma. Dalle grandi vetrate filtra la luce che, giocando con le ombre, scolpisce i volumi, scivola sulle superfici, definisce gli spazi. Un’opera che crea anche un legame con la città, con il fiume, con la natura, integrando la costruzione con l’ambiente circostante, in modo da rendere l’infrastruttura un simbolo di connessione.

Aeroporto di Kansai, Giappone

Progettato da Renzo Piano, questo aeroporto è un capolavoro ingegneristico costruito su un’isola artificiale nella baia di Osaka, ideato per resistere a terremoti, tifoni, mareggiate. Atterrando o decollando, vi sembrerà quasi di accarezzare l’acqua, perdendovi in sconfinati orizzonti. Di notte, il terminal illuminato, lungo 1,7 chilometri, che galleggia come un’enorme navicella spaziale, vi incanterà con la sua magia. Il tetto ondulato, che ricorda il profilo di un’ala, è stato concepito per guidare i flussi d’aria all’interno, migliorando la ventilazione e riducendo i consumi energetici, mentre le ampie vetrate inondano gli spazi di luce e la struttura a vista in acciaio conferisce un carattere industriale e avveniristico.

Aeroporto di Baku, Azerbaigian

Ha assunto il suo volto attuale nel 2014, in seguito a una ristrutturazione a cura dello studio di architettura turco Autoban, con sede a Istanbul. Il terminal è una struttura in vetro concava, che abbraccia quattro livelli. Entrando, potrete esplorare gli avvolgenti cocoon, bozzoli in legno massello di Ayous ricoperto con impiallacciatura in rovere. Lo stesso materiale ricopre anche i controsoffitti e le scale mobili, in modo da creare un ambiente confortevole, illuminato dalla luce proveniente dalla cupola. “Abbiamo giocato con una micro-architettura per riportare gli spazi a una dimensione più umana”, ha commentato Seyhan Ozdemir, una dei fondatori dello studio, “in modo che l’infrastruttura sembrasse un nido”.