Portogallo: 9 spiagge stupende e dove trovarle

Portogallo: 9 spiagge stupende e dove trovarle

Con quasi 2000 km di coste (tenendo conto delle isole), il Portogallo  è eccezionale per gli amanti delle spiagge. La cosa più difficile sarà scegliere dove andare, e qui entriamo in gioco noi: di seguito sono elencate alcune delle migliori città, paesi e villaggi del Portogallo che garantiscono un comodo accesso alla spiaggia.

Un pomeriggio di sole sulla spiaggia di Nazaré. © Austin Bush/Lonely Planet

Un pomeriggio di sole sulla spiaggia di Nazaré.

1. Nazaré

Il massimo per una classica esperienza estiva in Portogallo

Il cuore pulsante di Nazare’  è la spiaggia, lunga 1,5 km, meta di decine di migliaia di persone durante l’estate. In questa stagione nella fascia centrale della spiaggia, vicino a coloratissime barche da pesca tirate in secco, vengono messi a essiccare al sole vari pesci e frutti di mare, che in seguito troverete in vendita nelle bancarelle sul lungomare. Ci sono anche diversebarracas, le tradizionali capanne formate da tende parasole in cotone montate su una struttura di legno. Se a ciò si aggiungono i gelatai ambulanti e i negozi di souvenir si ottiene un’esperienza vacanziera portoghese da manuale.

 

Attività: salite (a piedi o con la funicolare) sul Sítio, la cima dell’imponente scogliera che sovrasta Nazaré. Il faro è il punto dal quale vengono girati gli incredibili video di surf che si trovano online.

 

Dove mangiare: la Taberna d’Adélia, un ristorante di alto livello situato in centro, è il posto giusto per assaggiare il pesce che avete visto essiccare sulla spiaggia.

 

Dove alloggiare: se avete un budget limitato, l’Hotel Ribamar si affaccia sulla spiaggia e ha un’atmosfera affascinante e retrò.

 

Consiglio per la pianificazione: venite a Nazaré tra ottobre e marzo per ammirare le celebri onde che si infrangono sul litorale.

Peniche è la porta d’accesso per le splendide Islas Berlingas. © Mazur Travel/Shutterstock

Peniche è la porta d’accesso per le splendide Islas Berlingas.

2. Peniche

Il massimo per un’escursione alle Isole Berlengas

Arroccata su una penisola elevata e rocciosa che si protende nell’Atlantico, Peniche ha un centro storico compatto e suggestivo; dalla città, orlata da ampie e belle spiagge che attirano i surfisti, è inoltre possibile raggiungere le straordinarie Isole Berlengas.

Attività: situate a 10 km dalla costa di Peniche, le Berlengas erano considerate importanti già dai fenici. Vari tipi di imbarcazioni, più e meno veloci, le collegano alla terraferma: i biglietti sono in vendita presso il molo di Peniche (la traversata dura almeno 45 minuti). L’accesso ai visitatori è consentito solo a Berlenga Grande, arida e rocciosa, che ospita una piccola spiaggia e una discreta varietà di uccelli; vi si trovano inoltre alcuni sentieri escursionistici agevoli e ben segnalati.

Dove mangiare: I portoghesi in gita e i buongustai amano Tasca do Joel, a Peniche. Scegliete il pesce fresco direttamente al bancone e non perdetevi l’encharcada, un dolce tradizionale con una quantità inverosimile di cannella.

Dove alloggiare: Il Surfers Lodge Peniche, situato a Baleal, appena a nord della città, è a pochi passi dalla spiaggia e ha una scuola di surf annessa.

La magnifica spiaggia di Porto Santo. © Heinl/Shutterstock

La magnifica spiaggia di Porto Santo.

3. Porto Santo

Il massimo per rilassarsi sulla spiaggia

Porto Santo appartiene all’arcipelago di Madeira, situato nell’Oceano Atlantico, a 800 km dal Portogallo continentale. La spiaggia di sabbia dorata dell’isola, lunga 7,5 km, è il suo punto di forza.

Attività: la Praia do Porto Santo, che si estende dal porto dei traghetti fino al punto più meridionale dell’isola, è a dir poco spettacolare e viene regolarmente votata come una delle 10 migliori distese di sabbia d’Europa. I granelli che la compongono sono minuscoli frammenti di corallo (ciò che rimane di barriere coralline risalenti a 20 milioni di anni fa) e si ritiene che abbiano proprietà terapeutiche. La spiaggia, dolcemente adagiata verso l’Atlantico e attorniata dai coni dei vulcani spenti di Porto Santo, è relativamente poco sfruttata e conserva un’atmosfera selvaggia, perfetta per rilassarsi.

Dove mangiare: il ristorante Mercado Velho è situato dove un tempo c’era il mercato di Vila Baleira, il più grande insediamento dell’isola, e propone un menu che esprime il meglio della cucina locale.

Dove alloggiare: l’Hotel Porto Santo & Spa, a sud-ovest di Vila Baleira, si trova a pochi passi dalla spiaggia ed è caratterizzato da un’atmosfera funky anni ’70.

Consiglio per la pianificazione: in estate, Porto Santo attira le famiglie portoghesi in fuga dal caldo della terraferma. Al di fuori di questo periodo avrete l’isola tutta per voi.

I panorami di Arrifana vi conquisteranno. © Serhiy Stakhnyk/Shutterstock

I panorami di Arrifana vi conquisteranno.

4. Arrifana

Il massimo per i paesaggi affascinanti

Situato lungo la Costa Vicentina, nel Portogallo meridionale, il villaggio di Arrifana si è guadagnato la reputazione di località eccellente per il surf e non troppo frequentata. Ma un’attrattiva ancora più apprezzata è la sua posizione elevata, che regala vedute mozzafiato sulle scogliere a picco. Un isolato, suggestivo porto di pescatori e diverse belle spiagge aggiungono ulteriore fascino a questo paesino.

Attività: la spiaggia di Arrifana ospita una scuola di surf, ma l’intera area è una delle migliori del paese per il cosiddetto beach-hopping, la pratica di visitare più spiagge nell’arco di una giornata. Noleggiate un’automobile, dirigetevi verso sud ed esplorate vaste e bellissime spiagge come Praia da Bordeira e Praia da Cordoama, sempre tranquillissime. Anche in alta stagione avrete spazio in abbondanza per stendere il vostro asciugamano.

Dove mangiare: O Paulo è arroccato sul bordo di una scogliera ad Arrifana: regala fantastici panorami e serve deliziosi frutti di mare alla griglia.

Dove alloggiare: prenotate con buon anticipo una stanza alle Beco da Liberdade Beach Houses, una struttura che mette a disposizione alcune casette tradizionali affacciate sulla spiaggia.

La spiaggia e le affascinanti scogliere di Ericeira. © Kerry Murray/Lonely Planet

La spiaggia e le affascinanti scogliere di Ericeira.

5. Ericeira

Il massimo per le attività sulla spiaggia

Posta una quarantina di chilometri a nord di Lisbona, l’incantevole cittadina balneare di Ericeira si è guadagnata negli ultimi anni una solida reputazione per le attività adrenaliniche, molto apprezzate da visitatori e residenti.

Attività: le onde di Ericeira attirano i surfisti, ma anche molti kitesurfer, stand-up paddler, appassionati di vela e semplici bagnanti. È inoltre possibile fare escursioni a piedi o in bicicletta, praticare lo skateboard, giocare a beach volley, visitare un parco avventura o andare alla scoperta dei dintorni in fuoristrada.

Dove mangiare: gli abitanti del luogo affollano il piccolo e seminascosto Snack-Bar Clube Naval da Ericeira per la delizia portoghese per eccellenza: pesce alla griglia cosparso di sale e irrorato di olio d’oliva.

Dove alloggiare: prendete in considerazione un soggiorno all’Hotel Vila Galé Ericeira, proprio sul mare.

Consiglio per la pianificazione: la stagione del kitesurf a Ericeira va da maggio a ottobre.

Evitate le grandi folle puntando sulla cittadina di Tavira, nell’Algarve. © Joo Adlio Moreira/Getty Images

Evitate le grandi folle puntando sulla cittadina di Tavira, nell’Algarve.

6. Tavira

Il massimo per scoprire il volto tranquillo dell’Algarve

Quando si parla di spiagge portoghesi è inevitabile pensare all’Algarve, la regione all’estremità meridionale del paese. Purtroppo molte delle spiagge più famose sono ormai eccessivamente sfruttate, ma Tavira, un’antica città fluviale a breve distanza dall’oceano, offre un facile accesso ad alcuni tratti incantevoli e non troppo affollati.

Attività: appena al largo della città si trova l’Ilha de Tavira, una delle cinque isole che formano il Parco Naturale di Ria Formosa. L’isola è raggiungibile con un taxi d’acqua da Tavira o percorrendo un ponte pedonale dalla vicina Santa Luzia: ospita un singolare “cimitero delle ancore” e una spiaggia lunga 11 km considerata una delle più belle della regione. Nei dintorni di Tavira si trovano poi alcune delle saline più famose del Portogallo, in cui il sale marino a scaglie viene ancora raccolto a mano.

Dove mangiare: il villaggio di pescatori di Santa Luzia è noto per il polpo: diversi ristoranti, tra cui la Casa do Polvo, lo preparano in alcune eccellenti versioni locali.

Dove alloggiare: la Pousada Convento Tavira si trova ai margini del centro storico di Tavira, in un ex convento del XVI secolo.

I bagnanti si rilassano sulla sabbia soffice di Odeceixe. © Shutterstock

I bagnanti si rilassano sulla sabbia soffice di Odeceixe.

7. Odeceixe

Il massimo per una fuga dalla città

Ogni anno, in agosto, i portoghesi abbandonano in massa le grandi città. Alcuni di loro, a mio avviso tra i più saggi, si rifugiano nel villaggio balneare di Odeceixe, a sud di Lisbona.

Attività: la spiaggia di Odeceixe ha la forma di una penisola, con il fiume Seixe da un lato e l’Atlantico dall’altro. Potrete praticare lo stand-up paddle sul fiume e prendere lezioni di surf nelle acque dell’oceano, e avrete a disposizione diversi buoni ristoranti e sistemazioni comode. Con un’auto, è facile esplorare spiagge tranquille situate più a nord, come Praia da Amália, e ottime cantine, per esempio Vicentino.

Dove mangiare: Näperõn, il ristorante più raffinato di Odeceixe, compare nella guida Michelin.

Dove alloggiare: Amaria, appena a sud di Odeceixe, è un elegante complesso imbiancato a calce a pochi passi dalla frastagliata costa.

Consiglio per la pianificazione: ad Odeceixe molti ristoranti sono aperti solo in estate.

A Comporta potrete regalarvi una vacanza di lusso. © Shutterstock

A Comporta potrete regalarvi una vacanza di lusso.

8. Comporta

Il massimo per chi cerca una località balneare chic

Situata a sud-est di Lisbona, negli ultimi anni Comporta è diventata per la capitale quello che gli Hamptons sono per New York: un posto esclusivo, con hotel di design, ristoranti di grido e una solida fama nel jet set locale. È anche un’eccellente meta balneare, a ridosso di uno dei migliori tratti di spiaggia del Portogallo.

Attività: Comporta si trova alla base della Penisola di Tróia, una lingua di terra con una serie di spiagge sul lato occidentale. La strada principale passa tra colline e dune e collega la maggior parte delle spiagge, che trasmettono una piacevole sensazione di isolamento. Comporta è circondata da una zona nota per la coltivazione del riso: il posto giusto per una divertente gita in bicicletta o in auto.

Dove mangiare: in fondo alla strada, Canalha Comporta è la filiale di recente apertura di un rinomato ristorante di Lisbona, in cui lavora uno dei più apprezzati chef portoghesi.

Dove alloggiare: per fare onore l’atmosfera della zona, questo è il posto giusto per spendere in un hotel di design come il Sublime Comporta.

Una delle poche, meravigliose spiagge di sabbia delle Azzorre. © Alfred Velosa/Shutterstock

Una delle poche, meravigliose spiagge di sabbia delle Azzorre.

9. Almagreira, Isola di Santa Maria

Il massimo per chi ama le spiagge remote

Alle Azzorre, un arcipelago di nove isole nell’Atlantico, le spiagge di sabbia bianca sono poche. Una di esse è Praia Formosa, sulla costa meridionale dell’isola di Santa Maria.

Attività: a Praia Formosa, situata sulla costa meridionale dell’isola e lunga circa 1 km, troverete alcuni campeggi e un punto panoramico in cima a una collina. La sabbia invitante e l’acqua calda, limpida e poco profonda rendono la spiaggia un luogo perfetto per le famiglie, mentre le onde al largo possono essere surfate tutto l’anno.

Dove mangiare: O Paquete, un semplice ristorante portoghese, offre splendidi scorci del tramonto su Praia Formosa.

Dove alloggiare: Villa Natura è una casa con tre camere da letto situata a ovest di Praia Formosa.

Consiglio per la pianificazione: in agosto si tiene qui il Maré de Augusto, il festival estivo di più lunga tradizione del Portogallo.

Visitare Alessandria d’Egitto

Visitare Alessandria d’Egitto

Alessandria d’Egitto è la seconda città più grande del Paese e anche la più grande situata sulla costa mediterranea, facilmente raggiungibile dalla località di Marsa Matrouh. Rappresenta il maggior porto egiziano e deve il suo nome al fondatore Alessandro Magno, che ne pose le fondamenta intorno al 331 avanti Cristo.La città fu fondata tra la palude Mareotide ed il mare, proprio di fronte all’isoletta di Faro. La città e l’isola erano collegate grazie all’Eptastadio, una specie di diga ed acquedotto lungo più di un chilometro. Si narra che Alessandro Magno avesse tracciato la pianta della futura città usando del grano, un fatto che sembrò essere di ottimo auspicio e che presagì l’importante ruolo della città nell’esportazione del grano egiziano.

Riguardo la sua edificazione, ci sono fonti che fanno riferimento al fatto che Alessandria fu costruita dove prima sorgeva la più antica Rakhotis assieme ad altri cinque villaggi. La mancanza di documentazione riguardo Rakhotis lascia però dubbi su questo fatto, che rimane avvolto nelle nebbie del passato. Alcuni studiosi hanno formulato l’ipotesi che il nome derivi da un sostantivo che significa semplicemente “edificio” e che forse si riferisca ad una costruzione greca preesistente o a un posto di guardia.

La città ebbe importanza fondamentale nel bacino del Mediterraneo, seconda per potenza solo alla stessa Roma, e fu sede della famosa Biblioteca di Alessandria. Questa meraviglia mondiale andò perduta nell’antichità a causa di un incendio che la distrusse, ma dal 2002 la città ospita la Bibliotheca Alexandrina: la maggiore biblioteca e centro di cultura dell’area del mar Mediterraneo. La nuova opera rappresenta la commemorazione e la celebrazione dell’antica libreria, ma allo stesso tempo una sorta di tentativo di ricostituirla integralmente riportando in vita il mito dell’originario centro di studio e di erudizione.

Cenni storici

Durante la lunga spedizione in oriente di Alessandro Magno, fu Cleomene di Naucrati a far proseguire i lavori di edificazione della città. Quando il grande condottiero morì (323 avanti Cristo), le sue spoglie furono seppellite ad Alessandria dal suo generale Tolomeo. La città fiorì e divenne rapidamente una delle più importanti del mondo ellenistico e più tardi una delle principali metropoli dell’antichità, seconda solo a Roma per grandezza e ricchezza. Aveva lo statuto delle libere città elleniche e fino al momento della conquista da parte degli antichi romani mantenne l’assemblea cittadina.

Alessandria fu nell’antichità un grandissimo centro culturale che con l’istituzione del “Museion” e della celebre Biblioteca di Alessandria diede vita all’Alessandrinismo. Lo stesso Giulio Cesare soggiornò in città ospite di Cleopatra, che successivamente ebbe ospite anche Marco Antonio. Fu con la battaglia di Azio che Antonio e Cleopatra furono sconfitti da Ottaviano e che l’Egitto venne annesso a Roma in qualità di provincia imperiale, ovvero governata da incaricati dell’imperatore invece che del Senato. Ciò era probabilmente dovuto alla grande importanza che rappresentava per quanto riguarda l’approvvigionamento di grano che Alessandria garantiva a Roma e dal fatto che fosse la città più popolosa dell’impero dopo Roma.

Il declino dell’importanza di Alessandria e la diminuzione della popolazione continuarono in seguito alla fondazione del Cairo nel 969. Nel 1498 un altro duro colpo ai commerci fu la scoperta della rotta verso oriente, doppiando il Capo di Buona Speranza. Nonostante questo Alessandria restò uno dei principali porti egiziani nel periodo mamelucco e ottomano, assieme a quello di Damietta.

Nel 1798 Napoleone Buonaparte conquistò la città, che rimase sotto i francesi fino al 1801, quando i britannici li sconfissero presso le rovine di Nicopoli. Durante la fine del periodo ottomano, quando era in preda all’anarchia, ad Alessandria si contavano solamente 4mila abitanti.

Il clima

Il clima di Alessandria è principalmente arido, ma grazie al vento che soffia da nord attraverso il Mediterraneo, esso è molto più mite di quanto non sia nella parte interna del paese che è desertica. La città presenta quindi le caratteristiche climatiche tipiche del Mediterraneo, ovvero temperature moderate con inverni piovosi ed estati calde. I mesi più rigidi sono gennaio e febbraio, con le minime che possono toccare i 5° centigradi. E’ raro ma può anche capitare che in quei periodi si verifichino episodi temporaleschi e grandine. Quelli più caldi sono invece luglio e agosto, con temperature medie che si attestano intorno ai 30° centigradi.

I punti di interesse irrinunciabili di Alessandria d’Egitto

La Biblioteca di Alessandria

La moderna Biblioteca di Alessandria, costruita per richiamare la grandezza di quella antica, è stata inaugurata nel 2002 con un Planetario e un Museo della Scienza. La sua forma sta a rappresentare un secondo sole che sorge dal mare e presenta numerosi pittogrammi, geroglifici e lettere di tutti gli alfabeti conosciuti. Questo per evocare le diversità della conoscenza racchiusa nell’antica biblioteca e le aspirazioni di quella nuova. Sono circa 8 milioni i volumi conservati nella biblioteca, un tesoro inestimabile.

Il Midan Saad Zaghloul

Il Midan Saad Zaghloul è una piazza dedicata alla memoria di Zaghloul, il leader egiziano scomparso nel 1927, e rappresenta il cuore della città moderna. La piazza è affacciata sul Mediterraneo e 2mila anni fa ospitava il tempio Cesareum iniziato da Cleopatra per Marco Antonio e finito da Ottaviano. Nel 912 il tempio fu distrutto e rimasero solamente i due obelischi di Cleopatra che torreggiavano al suo ingresso, i cosiddetti “aghi di Cleopatra”. Si tratta di obelischi in granito rosa di Assuan, alti 21 metri e del peso di circa 220 tonnellate, che attualmente sono conservati a Londra, tra il Tamigi e Victoria Park, e al Central Park di New York. La piazza è ricca di negozi, hotel e caffè degli anni ’20 e nella strada a sud, la Sharia Nabi Daniel, sono presenti tantissime bancarelle.

Anfiteatro romano di Kom El-Dikka

L’anfiteatro romano di Kom El-Dikka fu scoperto e riportato alla luce nel 1959 da una squadra di archeologi polacchi mentre stavano rimuovendo le rovine presenti a Kom el-Dikka. Si tratta di un anfiteatro elegante con posti a sedere in marmo, con una capacità di circa 800 spettatori. Il meraviglioso pavimento originale realizzato in mosaico è ora in mostra e visibile di fronte all’anfiteatro.

Il museo greco-romano

Al centro di Alessandria c’è poi il museo greco-romano, fondato da Kedive Abbas alla fine del 19esimo secolo. Qui sono conservati qualcosa come 40mila manufatti, disposti nelle 25 sale di questa splendida struttura. Anche nei giardini interni sono esposti oggetti rinvenuti ad Alessandria e nelle zone circostanti a testimonianza di quanto sia importante e ricca la storia di questa città millenaria.

Il porto di Alessandria: il Faro e il Forte di Qaitbey

Nonostante non sia più attivo come un tempo, il porto orientale di Alessandria ha ancora tutto il suo fascino, con il suo imponente forte di Qaitbey. Quest’ultimo fu edificato dal sultano Qaitbey al posto del faro di Pharos usando le pietre di quell’edificio in rovina. Il faro di Alessandria è stato nell’antichità una delle meraviglie del mondo, composto da tre piani strutturati in maniera differente, alto ben 120 metri e con in cima una grande statua di Poseidone, il dio dei mari. Il faro fu distrutto dal terremoto del 1303.

Le necropoli di Anfushi

Ci sono poi le necropoli di Anfushi, nel quartiere di Ras el-Tin. Si tratta di quattro tombe dipinte come marmo riportate alla luce nei primi del novecento e appartenute ai greci alessandrini del III secolo avanti Cristo che avevano adottato le antiche usanze funerarie degli egizi. La più interessante è la seconda tomba, meglio conservata. Le quattro sono disposte a formare una scala che scende in un cortile centrale che ospita ai suoi lati le sepolture individuali. Sulle pareti della scala sono visibili decorazioni che richiamano l’arte greca ed egiziana. Splendide anche le due sfingi a guardia della tomba situate di fronte alla porta di accesso della camera funeraria.

La colonna di Pompeo e le catacombe di Kom el-Shoqafa

Nel quartiere di Karmous, probabilmente il meno ricco della città ci sono due dei monumenti più importanti dell’antica Alessandria. Parliamo della colonna di Pompeo, alta 27 metri in granito rosso di Assuan ed eretta intorno al 297 in onore dell’imperatore romano Diocleziano. L’altro monumento sono le catacombe di Kom el-Shoqafa, a circa 5 minuti di distanza dalla colonna di Pompeo. Il complesso presenta tre piani e arriva a 35 metri di profondità. Ci si accede tramite una scala a chiocciola e la sua attrattiva principale è la tomba al centro del piano inferiore, il cui atrio è sorvegliato da rilievi di serpenti barbuti con scudi a forma di testa di Medusa.

Il museo nazionale

L’ultimo imperdibile punto di interesse è il museo nazionale di Alessandria d’Egitto. La struttura è stata inaugurata nel 1929, un edificio a tre piani in stile italiano che ospita più di 1800 manufatti. Quelli relativi all’Egitto predinastico e antico sono al piano terra, assieme alla copia di una tomba simile a quelle trovate nella Valle dei Re, completa di arredo funerario autentico. I reperti greco-romani sono conservati al primo piano, assieme ad una statua di Caracalla in granito rosso e diverse figurine in terracotta con splendide decorazioni trovate a Tanagra. Il terzo piano è dedicato invece alla sezione copta e Islamica, con una parte dedicata esclusivamente ai gioielli dell’ex famiglia reale egiziana.

Vacanze in Alaska: un’avventura irripetibile tra natura e storia

Vacanze in Alaska: un’avventura irripetibile tra natura e storia

Cosa e quanto sai dell’Alaska? E’ territorio tanto immenso, quanto poco conosciuto dai più, pur essendo il Paese più grande degli Stati Uniti d’America! Ti ci accompagnamo: in questo articolo ti racconteremo 5 curiosità sull’Alaska, in vista del tuo prossimo viaggio!

 

Denali National Park, Alaska

 

Se diciamo “Alaska” a cosa pensi?
Probabilmente al panorami scintillanti di ghiaccio; alla tundra; foreste; a immensi laghi; a lande sconfinate…

L’Alaska è immensa, in effetti, pur avendo una popolazione numericamente molto scarsa, proprio in virtù della connotazione del suo territorio: non esattamente ospitale in alcune regioni.
Amata da chi desidera il contatto con la natura più selvaggia, è meta di viaggi avventurosi e che hanno il gusto della libertà.

 

Se da tempo accarezzi l’idea di partire, ecco a te alcune informazioni – curiose e particolari – che ti prepareranno al tuo viaggio in Alaska!

 

1) Il soprannome e il motto dell’Alaska

Questo paese viene chiamato “L’ultima frontiera“. E’ il suo soprannome ufficiale, così tanto entrato nell’uso comune – in tutti gli Stati Uniti, non solo qui – da essere scritto persino sulle targhe delle automobili.

Il motto è invece “A Nord verso il futuro“, come a dire “Non fermiamoci mai, proseguiamo sempre più su!”.
Tant’è che sulla bandiera campeggia, in alto, proprio la North Star: la Stella Polare.

 

 

2) Il significato del nome

Ma cosa vorrà mai dire “Alaska“? Pare che il nome derivi dall’espressione “Aleut Alyeska“.
Tradotto?!? Vuol dire Great Land, cioè la grande terra.
E in effetti è proprio così: come già detto, si tratta del paese gli Stati Uniti più grande in assoluto. Qui tutto è enorme, la natura si è epressa così.
Un esempio? C’è la montagna più alta del Nord America e c’è il Lago Iliamna, davvero gigantesco!
Quanto?! Beh, ti basti pensare che più o meno è grande quanto tutto il Connecticut!

 

 

3) Ci sono poche strade e tante auto abbandonate

Un’altra strana particolarità dell’Alaska è che possiede pochissime strade.
Addirittura la sua capitale – Juneau – è raggiungibile solo via mare o tramite aereo.

In effetti chi fa un viaggio in Alaska resta sempre colpito dalla quantità di aerei che si muovo in cielo.
D’altronde, in un posto in cui ci sono solo 12.000 miglia di strade asfaltate, volare diventa la prima forma di trasporto.
Sempre assurdo ma è proprio così!

 

Juneau, Alaska

Juneau, Alaska

 

Colpisce però anche un altro dettaglio, soprattutto se ci si sposta per raggiungere parchi naturalistici.
Ai bordi delle strade capita spesso di incrociare macchine, furgoni e mezzi vari evidentemente abbandonati da chissà quanti anni.
Uno spettacolo per nulla gradevole, “giustificato” dal fatto che il territorio è talmente enorme che, in caso di “fine vita” delle auto, ai proprietari non conviene portarle nei centri smaltimento, in quanto spesso troppo distanti.

 

 

4) Lo spettacolo dell’aurora boreale in Alaska

Forse se pensi alle aurore boreali ti viene in mente l’Islanda, la Lapponia e i territori del Nord Europa.
Sappi che anche qui potrai incantarti davanti alle luci ipnotiche del cielo!
In particolare, recenti statistiche ci dicono che a Fairbanks l’aurora boreale può essere visibile circa 243 giorni all’anno!
Allora: occhi al cielo, spalanca il cuore alla meraviglia!

 

Aurora boreale a Fairbanks, Alaska

Aurora boreale a Fairbanks, Alaska

 

5) Ortaggi enormi da far paura!

Qui fa freddissimo ma l’estate è calda. Le ore di sole sono molte e questo permette a verdure e ortaggi di crescere tanto… Non puoi immaginare quanto!
Se andrai a Palmer a fine agosto, resterai a bocca aperta: qui infatti si svolge un concorso per premiare le verdure giganti!
Si tiene all’interno del festival “Alaska State fair” e mette in mostra soprattutto cavoli, ma non solo.
Fino ad oggi il record (entrato nel Guinnes dei primati) spetta un enorme cavolo che pesava quasi 63 kg!
Spaventoso!

Sogni di partire per una vacanza all’insegna di avventure indimenticabili? Un viaggio in Alaska ti accontenterà e ti regalerà le emozioni più esclusive. Lasciati ispirare da una terra vasta e selvaggia, un vero e proprio santuario di natura incontaminata e attività da svolgere all’aria aperta. Durante il tuo tour degli Stati Uniti potrai esplorare i suoi paesaggi mozzafiato, dalle imponenti catene montuose ai ghiacciai che scivolano lentamente verso il mare, dalle foreste dense e misteriose ai fiumi tumultuosi ricchi di salmoni. Tutto ti lascerà senza parole per la sua bellezza! Vuoi aggiungere un tocco culturale al tuo soggiorno? L’Alaska ti offrirà uno sguardo unico sulle tradizioni dei popoli indigeni, sui cercatori d’oro che hanno affrontato questi territori remoti alla ricerca della fortuna, e sui pionieri che hanno plasmato la vita in un angolo sperduto di mondo. In questo articolo scoprirai dove si trova l’Alaska e qual è il periodo migliore per visitarla in base alle tue esigenze. Sia che tu voglia partire per ammirare le aurore boreali che danzano nel cielo notturno invernale o per fare trekking nei parchi nazionali più belli, un viaggio organizzato in Alaska con Ensy7 ti colmerà di meraviglia con i suoi scenari eccezionali. Continua a leggere!

Alaska, dove si trova la terra più selvaggia

L’Alaska, conosciuta anche come “L’ultima frontiera”, si colloca all’estremità nord-occidentale degli Stati Uniti. Confina a est con il Canada e il suo territorio si estende fino al Mar Glaciale Artico a nord, si affaccia sullo stretto di Bering e il Mare dei Ciukci a ovest e sull’Oceano Pacifico a sud. L’ubicazione geografica unica dell’Alaska la rende non solo il più grande Paese degli Stati Uniti per superficie, ma anche una terra di contrasti estremi. Dominata da catene montuose imponenti, come le Alaska Range e le Brooks Range, l’Alaska ospita la vetta più alta del Nord America, il maestoso Denali, che si erge per oltre 6.190 metri. Qui incontrerai oltre 3 milioni di laghi, fiumi impetuosi che si snodano attraverso valli incantate, e più di 100.000 ghiacciai che scolpiscono il paesaggio, creando spettacolari fiordi lungo la costa. La posizione settentrionale dell’Alaska le conferisce caratteristiche climatiche e diurne peculiari, con le famose notti bianche estive, durante le quali il sole a malapena sfiora l’orizzonte prima di sorgere nuovamente, e gli inverni lunghi e bui, illuminati dall’incanto dell’aurora boreale. Sarà una vacanza memorabile!

Alaska , America del Nord | Turisanda

Quando andare in Alaska d’inverno? L’aurora boreale ti incanterà!

Se stai pensando di partire per l’Alaska durante l’inverno, ti accoglierà un periodo straordinario e che ricorderai per sempre. Da novembre a marzo, potrai fare un tour dell’aurora boreale e assistere a uno dei fenomeni naturali più affascinanti del Pianeta nella città di Fairbanks. Le notti limpide e gelide dell’Alaska settentrionale saranno il palcoscenico perfetto e potrai contemplare le onde di luce verde, viola e rosa che danzano nel cielo. Sarà un’esperienza inimitabile, che ti lascerà senza parole! Ti piacciono gli sport invernali? Le abbondanti nevicate garantiscono condizioni eccellenti per praticare lo sci e snowboard. Potrai anche esplorare i vasti paesaggi bianchi con le ciaspole o gli sci di fondo, immergendoti nel silenzio e nella tranquillità dei boschi e delle montagne. Non dimenticarti di provare lo sleddog, lo sport ufficiale dello Stato: avrai l’occasione di guidare o fare un giro su una slitta trainata da cani esperti. L’inverno in Alaska è anche tempo di festival ed eventi imperdibili: partecipa al Fur Rendezvous ad Anchorage e all’Iditarod Trail Sled Dog Race per immergerti completamente nella cultura locale!

Fairbanks, Alaska, America del Nord | Turisanda

Alaska, quando andare in estate? Scopri le attività all’aperto

L’estate in Alaska, che si estende da giugno ad agosto, è un periodo magico in cui il sole di mezzanotte avvolge le giornate in una luce dorata quasi perpetua, risvegliando la natura dopo il lungo sonno invernale. Questa stagione ti donerà un clima più mite e le giornate più lunghe dell’anno, rendendola il momento ideale per visitare le riserve più suggestive dell’Alaska durante i tuoi viaggi naturalistici. Passeggia nel Parco Nazionale del Denali, dove il maestoso monte Denali, la vetta più alta del Nord America, domina il paesaggio. Escursioni guidate e trekking ti permetteranno di avvistare la fauna selvatica autoctona nel suo habitat naturale, inclusi orsi, alci, lupi e caribù. Anche il Parco Nazionale dei Fiordi di Kenai è una tappa irrinunciabile, con le sue crociere che permettono di ammirare da vicino gli imponenti ghiacciai che si riversano nel mare e la ricca vita marina. Vuoi vivere le avventure più entusiasmanti in acqua? Le temperature saranno perfette per tranquille gite in kayak lungo le coste punteggiate di iceberg e per la pesca di salmoni e halibut. Se sei un temerario, il rafting sulle rapide dei fiumi glaciali dell’Alaska sarà adrenalina pura!

Alaska, America del Nord | Turisanda

Qual è il periodo migliore per andare in Alaska?

Determinare il periodo migliore per andare in Alaska dipenderà principalmente dalle tue preferenze personali e dalle attività che desideri svolgere in questo vasto e magnifico territorio. Nel tuo tour dell’America del Nord, l’Alaska, con le sue stagioni nettamente contrapposte, ti regalerà panorami e avventure diversi a seconda del periodo dell’anno. L’estate in Alaska ti offrirà le condizioni ideali per escursionismo, pesca, kayak e osservazione della fauna selvatica. I parchi nazionali saranno pienamente accessibili e le crociere nei fiordi ti sorprenderanno per gli spettacolari paesaggi costieri e marini che vedrai. Se non temi il freddo, l’inverno in Alaska ti conquisterà e la terra innevata sotto l’aurora boreale ti rimarrà impressa nella memoria per sempre. Questo è anche il momento perfetto per gli sport invernali, dalle escursioni con le ciaspole e lo sci di fondo, al pattinaggio su ghiaccio e allo sleddog. Nelle stagioni di transizione, in primavera e autunno, i colori saranno i protagonisti. Ad aprile e maggio il profumo dei fiori ti avvolgerà e tra settembre e ottobre le foglie sommergeranno le strade di un tappeto dalle sfumature di rosso e oro. L’Alaska è magnifica da esplorare tutto l’anno, organizza ora il tuo viaggio!

Alaska, America del Nord | Turisanda
Parco nazionale dei Fiordi di Kenai, Alaska, Stati Uniti | Turisanda
Alaska

 

 

Radicofani: cosa vedere e cosa fare in questo splendido borgo in Val d’Orcia

Radicofani: cosa vedere e cosa fare in questo splendido borgo in Val d’Orcia

Radicofani è una delle gemme della Val d’Orcia, territorio che dal 2004 fa parte dei comuni riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità per la bellezza del suo paesaggio. Da anni è anche insignito della prestigiosa Bandiera Arancione del Touring Club. Ma la sua importanza storica e culturale va oltre le mere distinzioni.

Questo borgo è attraversato per 15 km dall’Antica Via Francigena, una strada storica che ha rappresentato un’arteria commerciale e spirituale, conducendo le persone provenienti dal nord in direzione di Roma. Questa via ha lasciato un’impronta indelebile sulla storia e sulla vita di Radicofani, rendendolo non solo un luogo di bellezza paesaggistica, ma anche un crocevia di culture, scambi commerciali e pellegrinaggi millenari. Un tesoro di storia e di connessioni che ancora oggi si può percorrere e scoprire, respirando l’antica atmosfera di questa via ricca di significato.

Cosa vedere a Radicofani

Radicofani vanta un patrimonio storico e architettonico di grande rilievo. La Chiesa romanica di San Pietro, risalente al XIII secolo, è il principale monumento del borgo. Danneggiata nel corso dell’ultima guerra, è stata restaurata nel 1946. All’interno, gli ampi archi gotici incorniciano una pregevole collezione di terrecotte robbiane e sculture lignee, tra cui emerge la grazia della Madonna con Bambino, opera di Francesco di Valdambrino.

Ma il vero gioiello è la magnifica Fortezza di Radicofani, una delle più splendide della Toscana, che domina dall’alto una rocca basaltica a 896 metri. Da questa imponente struttura si gode di un panorama mozzafiato, spaziando su Monte Cetona, la Val d’Orcia e il Monte Amiata.

Inoltre, nei dintorni si trova il suggestivo “Bosco Isabella“, un giardino romantico ed esoterico, si estende per circa 2,5 ettari lungo una parte della strada che corre lungo le mura meridionali del borgo. Costruito tra la fine dell’800 e la seconda guerra mondiale dalla famiglia Luchini, questo giardino prende il nome da Isabella Andreucci, moglie di Odoardo Luchini, garibaldino e figura politica di spicco nel Regno, e dalla loro figlia Matilde, artista dei Macchiaioli. Odoardo, appassionato di giardini all’inglese, ispirò la creazione del giardino durante i suoi viaggi nei paesi anglosassoni. L’obiettivo era creare un ambiente armonico con la natura, senza alterarla, preservandone la libertà e la bellezza naturale. Sentieri, muretti a secco, ponticelli e punti d’acqua furono costruiti con cura, mettendo in risalto i caratteristici massi basaltici e i diversi livelli del terreno, rispettando il principio di integrazione con l’ambiente naturale circostante.

La zona è anche rinomata per le sue sorgenti termali, tra cui Bagni San Filippo, Bagno Vignoni, San Casciano dei Bagni e Chianciano, luoghi di cura e relax immersi nella natura incontaminata della Val d’Orcia.

Cosa fare a Radicofani

Radicofani celebra la sua tradizione con eventi che riportano indietro nel tempo.

Giugno, Radicofani si anima per due giorni con la Festa degli Antichi Mestieri. Artigiani, esibizioni di attrezzi agricoli antichi, mietitura a mano, trebbiatura con macchine d’epoca e rappresentazioni teatrali riportano in vita le tradizioni. La sera del 1° giugno inizia con una cena a base di piatti tipici seguita da ballo, mentre il 2 giugno vede sfilate di macchine agricole, mastri funai all’opera, rievocazioni della trebbiatura e del lavoro tradizionale.

Settembre si tiene il Palio del Bigonzo. Questo antico recipiente per le uova dà il nome alla festa che dura due giorni. La vigilia vede cene propiziatorie, spettacoli e un corteo con la presentazione del drappellone. Il giorno successivo, dopo la Santa Messa e la benedizione delle quattro contrade, Castello, Borgo Maggiore, Castel Morro, Bonmigliaccio, si sfidano nella corsa con i bigonzi per le vie del borgo fino alla Piazza San Pietro, dove verrà proclamato il vincitore.

Questi eventi offrono un’immersione nel passato di Radicofani, coinvolgendo visitatori e residenti nella riscoperta delle tradizioni, con stand gastronomici e rappresentazioni di mestieri antichi.

Dove mangiare a Radicofani

Radicofani, ci siamo deliziati con un pranzo indimenticabile presso la Trattoria Le Ginestre, un’esperienza che ha soddisfatto appieno i nostri palati. Prima di questo delizioso pasto, desiderosi di esplorare le prelibatezze locali, ci siamo concessi una gustosa merenda da Pane e Companatico, nel suggestivo centro storico di Radicofani.

 

Le foto di Radicofani

Ecco alcune foto di Radicofani

Portovenere: alla scoperta delle meraviglie del Golfo dei Poeti

Portovenere: alla scoperta delle meraviglie del Golfo dei Poeti

Portovenere è uno dei tesori della Liguria, situato nel Golfo dei Poeti a pochi chilometri dalle Cinque Terre. Questo antico borgo marinaro, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è una perla della costa ligure con un’atmosfera autentica e rilassata e un fascino che conquista chiunque vi metta piede.

Il Golfo dei Poeti prende il nome dai grandi poeti romantici che qui hanno trovato ispirazione per le loro opere, tra cui Lord Byron e Percy B. Shelley, attratti dalla bellezza naturale del luogo.
Portovenere è il punto di partenza ideale per esplorare la zona e vivere l’avventura della scoperta: dalle case colorate ai vicoli del centro storico, dalle spiagge nascoste alle escursioni panoramiche, dalle specialità gastronomiche locali alle curiosità storiche, non c’è che l’imbarazzo della scelta!

Se sei in cerca di un posto dove rilassarti e godere della bellezza della natura, non perdere l’occasione di visitare Portovenere e il suo incantevole Golfo dei Poeti.

 

Come raggiungere Portovenere?

Portovenere è una meta imperdibile della Liguria, situata nel Golfo dei Poeti. Ma come raggiungere questo antico borgo marinaro e quali sono le opzioni a disposizione dei visitatori?

 

In auto

In auto, il modo più comodo per raggiungere Portovenere è percorrere l’autostrada A12 e uscire al casello di La Spezia. Da qui si prosegue sulla strada provinciale SP 530 in direzione di Portovenere, seguendo le indicazioni stradali.

È possibile parcheggiare l’auto in uno dei parcheggi a pagamento del paese, come il parcheggio pubblico di Calata Doria o il parcheggio di Via Olivo.

 

Mezzi pubblici

Per chi preferisce i mezzi pubblici, la soluzione migliore è prendere il treno fino alla stazione di La Spezia Centrale e poi proseguire con il servizio di autobus della linea 11 o della linea P, che collegano la stazione ferroviaria di La Spezia con Portovenere.
In alternativa, è possibile prendere un taxi dalla stazione, ma i costi possono essere piuttosto elevati.

 

Via Mare

Un’opzione più suggestiva per raggiungere Portovenere è quella di arrivarci via mare, con i traghetti che partono dal porto di La Spezia e fanno scalo a Portovenere.
Questa opzione è particolarmente consigliata per godere appieno delle meraviglie del Golfo dei Poeti, ammirando la costa da una prospettiva privilegiata e godendo di una vista panoramica sulla Baia delle Grazie e sull’isola Palmaria.

 

Il centro storico di Portovenere

Il centro storico di Portovenere è una meta imperdibile per tutti coloro che amano l’arte, la storia e l’atmosfera autentica dei borghi marinari. Il borgo antico si snoda tra vie e carruggi, ed è possibile ammirare case colorate, palazzi storici e piccole piazzette, il tutto con una vista mozzafiato sul Golfo dei Poeti.

Passeggiando tra i vicoli del centro storico è possibile scoprire botteghe artigiane e negozi di souvenir, dove acquistare prodotti locali per portare a casa un pezzo di questa incantevole località ligure.

 

Castello Doria

Uno dei luoghi più suggestivi del centro storico è senza dubbio il Castello Doria, situato sulla collina che domina il borgo. Il Castello Doria fu costruito nel XII secolo, e fu poi ampliato e ristrutturato nel corso dei secoli successivi. Oggi, è possibile visitare la struttura, che ospita un museo con reperti archeologici e mostre temporanee.

La visita al Castello Doria offre una vista panoramica eccezionale sulla città e sul golfo. All’interno del castello è possibile ammirare le antiche carceri, il mastio e le torri difensive, oltre ad avere accesso alla terrazza panoramica, che regala una vista spettacolare sulla città di Portovenere.

 

Grotta di Lord Byron

Ma non solo il castello Doria: il centro storico di Portovenere offre numerose altre attrazioni, come la Chiesa di San Pietro, che sorge sulla scogliera a picco sul mare, o la Grotta di Lord Byron.

La grotta prende il nome dal celebre poeta inglese George Gordon Byron, che soggiornò a Portovenere nel 1822, durante il suo viaggio in Italia. Secondo la leggenda, Byron amava nuotare in queste acque, e la Grotta rappresentava per lui un luogo ideale per rifugiarsi dal sole cocente e godere di una vista spettacolare sulla baia.

La Grotta di Lord Byron si trova sulla punta estrema del promontorio di Portovenere, e si raggiunge attraverso un sentiero panoramico che parte dal centro storico. L’accesso alla grotta è gratuito e aperto tutto l’anno. L’interno della grotta è illuminato da una luce naturale, che crea un’atmosfera suggestiva e misteriosa. Le pareti rocciose della grotta sono coperte di graffiti e scritte lasciati dai numerosi visitatori che nel corso degli anni hanno visitato questo luogo magico.

 

L’isola Palmaria

L’Isola Palmaria, situata a pochi minuti di traghetto dal centro storico di Portovenere, rappresenta un’esperienza imperdibile per tutti coloro che amano la natura.

L’isola è caratterizzata da scogliere a picco sul mare, spiagge di ciottoli e numerose attrazioni naturalistiche, come le calette nascoste, le grotte marine e i sentieri panoramici, che permettono di godere di una vista spettacolare sulla costa ligure.

Nel corso dei secoli, l’isola è stata utilizzata anche come base militare, tant’è che ci sono numerose vestigia militari, come le torri di avvistamento e le postazioni di artiglieria.
Ma anche molti nobili e artisti hanno vissuto alla Palmaria, lasciandoci testimonianze di arte contemporanea come la scultura “La Madre del Mondo” di Arnaldo Pomodoro.

Tra le attività da fare sull’Isola Palmaria, si segnalano le escursioni naturalistiche, le visite guidate alle vestigia militari, le immersioni subacquee e le attività nautiche come il kayak e il paddle. Inoltre, l’isola offre numerose opportunità di relax, con la possibilità di prendere il sole su spiagge di ciottoli o di rilassarsi in uno dei numerosi ristoranti che offrono piatti tipici della cucina ligure.

Per raggiungere l’Isola Palmaria da Portovenere, è possibile prendere il traghetto che parte regolarmente dal porto. Il tragitto dura circa 10-15 minuti ed è disponibile tutto l’anno, con frequenza variabile a seconda della stagione.

 

Le 5 spiagge più belle di Portovenere

Le spiagge di Portovenere offrono diverse opportunità di relax, mare cristallino e una natura incontaminata. Alcune spiagge sono più adatte per il relax e la tranquillità, mentre altre offrono attrezzature e servizi per famiglie e giovani in cerca di divertimento.

 

Spiaggia di Portovenere

Situata nel centro storico del borgo, la spiaggia di Portovenere è una piccola spiaggia di ciottoli che offre una vista panoramica sulla baia. La spiaggia è dotata di docce, servizi igienici e accesso per disabili.

 

Spiaggia di Palmaria

Situata sull’Isola Palmaria, la spiaggia di Palmaria è una spiaggia di ciottoli bianchi e fine, circondata da una natura incontaminata e una vista mozzafiato sul Golfo dei Poeti. La spiaggia è raggiungibile con il traghetto da Portovenere.

 

Spiaggia di Le Grazie

Situata a pochi chilometri da Portovenere, la spiaggia di Le Grazie è una spiaggia di ciottoli e ghiaia, dotata di servizi igienici e docce. La spiaggia offre una vista sul porto turistico e sulle barche da pesca.

 

Cala dell’oliva

Situata a pochi passi dal centro storico di Portovenere, la Cala dell’oliva è una piccola spiaggia di ciottoli, circondata da scogliere e una vegetazione mediterranea. La spiaggia offre un’atmosfera tranquilla e riservata.

 

Spiaggia di San Terenzo

Situata a circa 10 chilometri da Portovenere, la spiaggia di San Terenzo è una spiaggia di sabbia e ghiaia, dotata di numerosi servizi, come ristoranti, bar e noleggio di attrezzature da spiaggia. La spiaggia offre una vista sulla baia di Lerici.

 

Dove dormire a Portovenere?

Dormire a Portovenere è una scelta ideale per chi vuole visitare sia Portovenere che le Cinque Terre. Inoltre, Portovenere è ben collegata alle Cinque Terre tramite servizi di traghetto e autobus, che consentono di raggiungere le altre località in breve tempo.

Ci sono diverse opzioni di alloggio a Portovenere, tra cui bed and breakfast, case vacanze e appartamenti.

Alla scoperta della Nuova Caledonia

Alla scoperta della Nuova Caledonia

PERCHE’ ANDARE IN NUOVA CALEDONIA?

La Nuova Caledonia è un territorio d’oltremare francese che si trova nell’Oceano Pacifico, un paio di ore di volo ad est dell’Australia e poco più a nord del Tropico del Capricorno. La sua capitale è Numea ed è costituita una grande isola principale chiamata Grande Terre, lunga circa 400 chilometri e larga mediamente una settantina, mentre poco più ad ovest trovano posto le Isole della Lealtà (Ouvea, Maré, Lifou e Tiga), un arcipelago di atolli piuttosto grandi, la maggior parte dei quali “rialzati” decine di metri rispetto alla superficie del mare. Più a sud si trova invece Ile Des Pins (Isola dei Pini), un’isola di roccia calcarea larga una ventina di chilometri. Attorno alle isole maggiori, nei bracci di mare che separano quest’ultime, trovano posto decine di piccoli atolli disabitati e barriere coralline appena affioranti dalla superficie del mare, che creano un ambiente ricco di vita con una grande biodiversità. Un viaggio in Nuova Caledonia è quindi particolarmente consigliato a chi ama il bel mare con ampie spiagge e lagune cristalline, a chi desidera ammirare paesaggi che vanno ben fuori dall’ordinario ed a chi è interessato ad osservare le specie endemiche che comprendono particolari uccelli, alberi, coralli e pesci. La Nuova Caledonia non è ancora sfruttata dal turismo di massa, pertanto la destinazione è ideale per chi cerca un ambiente tranquillo e ben lontano dalla folla o dai locali notturni.

COSA VEDERE IN NUOVA CALEDONIA?

Complessivamente, il territorio della Nuova Caledonia è piuttosto vasto, con numerose attrazioni turistiche sparse su grandi distanze e non sempre a portata di mano. Riuscire a vedere tutto in un singolo viaggio può essere abbastanza difficile e, a meno che non avete molte settimane a disposizione, conviene concentrarsi prima sui luoghi che interessano maggiormente, tornando successivamente per vedere il resto. Vediamo quindi, in linea di massima, quali sono le principali cose da vedere in Nuova Caledonia, per poter creare un itinerario più consono ai propri gusti, in funzione del tempo a disposizione.

  • La Grande Terre. Per la presenza dell’unico aeroporto internazionale, tutti i viaggi in Nuova Caledonia iniziano e finiscono sulla Grande Terre, ma considerare l’isola principale del Paese solo uno scalo per raggiungere la propria destinazione, è decisamente riduttivo, in quanto il luogo offre moltissime attrazioni prettamente paesaggistiche e naturalistiche, che sapranno affascinare i viaggiatori più attenti e curiosi. La Grande Terre può essere tranquillamente visitata con un’auto a noleggio, pernottando di tappa in tappa nei piccoli villaggi che si trovano lungo il percorso.
  • Numea. La capitale amministrativa della Nuova Caledonia, Noumea, è una tranquilla cittadina di centomila abitanti, con un bel litorale, un fantastico acquario ed alcuni interessanti musei. Una serie di piccole isole e barriere coralline da esplorare con maschera, pinne e boccaglio, sono raggiungibili dalla città in pochi minuti di barca.
  • Le Isole della Lealtà. Conosciute come Iles Loyautè in Francese, Loyality Islands in Inglese ed Isole della Lealtà in Italiano, questo arcipelago si trova ad est dell’isola principale della Nuova Caledonia e comprende le isole di Ouvea, Mare’, Lifou e Tiga, oltre ad una serie di piccoli atolli e barriere coralline, a volte senza un nome, che sorgono nei bracci di mare tra le isole stesse. Ouvea consiste nel classico atollo del Pacifico che rispecchia l’immaginario collettivo, ovvero una lunghissima striscia di terra contornata da una laguna cristallina tra le più belle del mondo (patrimonio UNESCO) e da una spiaggia lunga decine di chilometri, con sabbia bianca fine come borotalco, che può essere percorsa ininterrottamente a piedi nudi. Maré e Lifou sono invece atolli “rialzati”, così chiamati in quanto la spinta tettonica li ha sollevati decine di metri rispetto alla superficie del mare, creando un intrigante mix unico al mondo tra candide spiagge bianche, scogliere di corallo fossile e foreste di Araucaria che arrivano a lambire lagune dall’intenso colore turchese.
  • Isola dei Pini. Ile Des Pins, o Isola dei Pini in Italiano, si trova a pochi minuti di volo da Noumea, a sud della Grande Terre, ed è così chiamata per i boschi di Araucaria columnaris (simili per portamento ai comuni pini) che ospitano alberi secolari alti oltre 40 metri. Il paesaggio diventa particolarmente inusuale per un ambiente tropicale, in quanto queste conifere arrivano fino alle spiagge ed alle lagune cristalline attorno l’isola, creando un’atmosfera surreale e primordiale che sembra un misto tra Alpi e tropici. L’Isola dei Pini è il luogo più famoso della Nuova Caledonia ed anche quello più sfruttato a livello turistico.

COME ARRIVARE IN NUOVA CALEDONIA?

La Nuova Caledonia è collegata con voli giornalieri verso il Giappone e l’Australia, oltre che con voli plurisettimanali verso la Nuova Zelanda e verso i maggiori hub del Pacifico meridionale (Fiji, Vanuatu, Polinesia Francese). La rotta più rapida, comoda ed economica dall’Italia, è quella via Tokyo in cooperazione tra Alitalia ed Aircalin, la compagnia di bandiera della Nuova Caledonia (l’intero volo tra l’Italia e Noumea va incluso sullo stesso biglietto, in modo che sia compito della compagnia aerea riproteggere gratis il passeggero se la coincidenza dovesse saltare a causa di un ritardo; diversamente, acquistando biglietti separati, la responsabilità ed i costi per l’eventuale perdita della coincidenza ricadono sul consumatore, il quale potrebbe essere costretto a dover comprare addirittura un nuovo biglietto per poter proseguire il viaggio). Alternativamente, i voli in cooperazione con Aircalin su Noumea sono offerti anche da Airfrance via Parigi o Finnair via Helsinki, sempre con scalo a Tokyo (l’aeroporto di Tokyo è strutturato in modo intelligente ed il personale è molto efficiente, percui le coincidenze sono possibili anche con poco tempo tra i due voli). Nel caso in cui si scegliesse si volare con Alitalia da Milano Malpensa o Roma Fiumicino, il viaggio dura circa 12 ore fino a Tokyo, mentre il volo tra Tokyo e Noumea dura poco meno di 9 ore. A questo bisogna aggiungere l’attesa a Tokyo che dipende dall’operativo stagionale delle due compagnie aeree. Per chi desidera visitare anche il Giappone, magari riposandosi tra i due lunghi voli, è generalmente possibile richiedere lo stop per alcune notti, senza significative differenze sulla tariffa aerea.

COME SPOSTARSI IN NUOVA CALEDONIA?

Le isole che appartengono alla Nuova Caledonia sono piuttosto estese, a parte la Grande Terre lunga oltre 400 chilometri, anche le più piccole Ouvea, Maré, Lifou e Ile Des Pins hanno distanze relativamente grandi, che non è possibile coprire in bicicletta oppure a piedi. Consigliamo pertanto di noleggiare l’auto, possibilità offerta sulla Grande Terre sia dalle maggiori catene mondiali di noleggio auto, sia da piccoli operatori locali, come Point Rouge. Invece, sulle Isole della Lealtà e sull’Isola dei Pini, l’auto può essere noleggiata chiedendo direttamente alla struttura dove si soggiorna, avendo cura però di fare tale richiesta nel momento in cui si prenota l’alloggio, in quanto il numero di auto a disposizione è limitato.

Se decidete di non noleggiare l’auto, cosa che non ci sentiamo di consigliare, i trasferimenti tra l’aeroporto e la struttura dove si soggiorna possono essere organizzati dalla struttura stessa, la quale può anche fornire tour in giornata con una guida, per vedere le attrazioni più lontane (opzione comunque indispensabile per i luoghi raggiungibili solo in barca o per quelli particolarmente remoti con strade sterrate).

Gli spostamenti tra la Grande Terre e le isole minori sono disponibili attraverso la compagnia aerea locale regionale, la Air Caledonie, che impiega prevalentemente aeromobili ATR-72 in grado di coprire le distanze in circa mezz’ora di volo (sono disponibili diversi voli al giorno per tutte le destinazioni, anche durante i giorni festivi). Un aspetto da tener presente è che per spostarsi tra un’isola minore ed un’altra, la Air Caledonie richiede quasi sempre il cambio di aeromobile a Noumea, dove spesso si è costretti ad aspettare diverse ore, a seconda dell’operativo (quindi può succedere che si spreca una intera giornata, per fare due voli che durano mezz’ora ciascuno). In compenso però, questa compagnia aerea offre carnet di biglietti a tariffe decisamente vantaggiose per chi vuole visitare più isole: generalmente i carnet non sono disponibili attraverso le agenzie viaggio, ma bisogna contattare la compagnia aerea direttamente per telefono o attraverso il loro sito. Alternativamente, è possibile spostarsi tra le Isole della Lealtà (Ouvea, Lifou, Maré) utilizzando i voli della Air Louyate’ operati con piccoli aeromobili Twin Otter, questa volta diretti, ma non disponibili tutti i giorni e che obbligano comunque ad uno scalo a Lifou (talvolta lungo) se si desidera spostarsi tra Ouvea e Maré.

DOVE DORMIRE IN NUOVA CALEDONIA?

A parte la capitale Noumea dove sono disponibili un gran numero di alloggi, includendo anche hotel nei palazzoni in perfetto stile “turismo di massa”, sul resto della Grande Terre e sulle isole, la disponibilità di strutture ricettive è decisamente limitata e bisogna impegnarsi un bel po’ per riuscire a trovare qualcosa con i vari motori di ricerca. Per il nostro viaggio abbiamo preferito scegliere alloggi di categoria media, tra 2 e 3 stelle, ma la cosa che ci ha particolarmente incuriosito, parlando con altre persone incontrate in loco, è che, a quanto pare, non esista una grande differenza nella qualità dei servizi tra un 2 stelle a prezzi “popolari” (se di prezzo “popolare” si può parlare in Nuova Caledonia) ed un 4 o 5 stelle che dovrebbe essere di “lusso”. Nelle sistemazioni 2 o 3 stelle dove abbiamo soggiornato, per le quali troverete i link nelle rispettive pagine che trattano ogni luogo visitato, abbiamo sempre trovato tutti i comfort come aria condizionata, acqua calda, wifi gratis, lenzuola pulite, e soprattutto un piccolo angolo cottura che ci ha permesso di organizzarci quasi sempre in proprio con i pasti (per un risparmio non indifferente). Per chi fosse interessato a provare una esperienza diversa, opzione che permette anche un risparmio considerevole, è pernottare nelle classiche capanne tribali con l’architettura tradizionale Kanak (in tutta sostanza una capanna con i materassi sul pavimento). Nelle pagine dove parliamo di Ouvea e Maré, troverete link per prenotare questo genere di strutture, chiamate in Inglese tribal accommodations.

QUANTO TEMPO CI VUOLE PER VISITARE LA NUOVA CALEDONIA?

Considerata la distanza della Nuova Caledonia dall’Italia e quindi la lunghezza del viaggio con i relativi costi fissi, considerando inoltre che le isole hanno tantissime attrazioni da offrire su distanze che non possono essere percorse velocemente, consigliamo di scegliere questa destinazione solo se avete a disposizione per la vostra vacanza almeno 3 settimane piene, meglio ancora un mese intero.

Per visitare la Grande Terre, includendo Noumea, la costa nord-orientale e quella nord-occidentale, bisogna prevedere un minimo di 7 giorni, che diventano 10 aggiungendo anche i parchi nazionali e le attrazioni a sud di Noumea (stiamo comunque parlando di permanenze minime e se desiderate effettuare escursioni in barca per esempio a Poindimié o Poe, bisogna aggiungere i giorni necessari). Per quanto riguarda invece le Isole della Lealtà e l’Isola dei Pini, consigliamo una permanenza non inferiore a 4 notti su ciascuna isola. Nei cataloghi delle varie agenzie viaggi troverete certamente itinerari che promettono di visitare in poco tempo tutte le isole, generalmente dormendo 1 o 2 notti su ciascuna isola, mentre non è raro incontrare sulle isole turisti che sono arrivati da Noumea con l’aereo per un tour in giornata. Noi sconsigliamo vivamente questa tipologia di turismo in quanto, anche se teoricamente si riesce a vedere velocemente “tutto” (sempre che sia bel tempo, cosa mai scontata nel Pacifico neanche durante la stagione secca) non si possono apprezzare i luoghi in tutta la loro bellezza, ad esempio al variare della luce del giorno e delle maree (quest’ultime in particolare hanno l’effetto di mutare radicalmente il paesaggio, quindi bisogna programmare almeno 2 visite negli stessi punti per vedere sia l’alta che la bassa marea).

QUANTO COSTA UN VIAGGIO IN NUOVA CALEDONIA?
CHE BUDGET PREVEDERE?

Il costo della vita in Nuova Caledonia è decisamente superiore al nostro standard e simile a quello della Polinesia Francese, delle Hawaii e dell’Australia. Ciò che risulta particolarmente costoso sono gli alloggi (eccetto quando si è ospiti nelle capanne Kanak) ed il cibo. Per raggiungere la Nuova Caledonia non ci sono voli a tariffe particolarmente vantaggiose in rapporto alla distanza percorsa, e comunque è necessario raggiungere il Giappone o l’Australia. Vediamo comunque quali possono essere le accortezze per viaggiare in Nuova Caledonia in economia:

  • Alloggiare nelle capanne Kanak o comunque in sistemazioni 2-3 stelle (durante il nostro viaggio non abbiamo provato le capanne Kanak, ma gli hotel 2-3 stelle li abbiamo sempre trovati più che confortevoli)
  • Scegliere strutture che abbiano una cucina a disposizione degli ospiti, oppure che abbiano stanze con angolo cottura: questo permette di organizzarsi da soli con il cibo, con un risparmio considerevole (pur essendo piuttosto cara anche la spesa al supermercato)
  • Noleggiare l’auto invece di pagare ogni volta i trasferimenti dall’aeroporto o i tour di gruppo. L’auto permetterà anche di raggiungere in economia e libertà di orari le varie attrazioni (il costo del noleggio, includendo tutte le assicurazioni, è simile o poco più alto rispetto ad altre parti del mondo, mentre la benzina costa decisamente meno rispetto all’Italia). Eventualmente l’auto potrà essere noleggiata solo nei giorni in cui si vuole andare in giro.
  • Per i voli interni, acquistare un carnet di biglietti contattando direttamente la Air Caledonie dal loro sito, invece di fare i biglietti per le singole tratte (il risparmio può arrivare al 50%)

QUALE E’ IL PERIODO MIGLIORE PER ANDARE IN NUOVA CALEDONIA?
COME E’ IL CLIMA IN NUOVA CALEDONIA?

Dal momento che una vacanza in Nuova Caledonia è un viaggio strettamente naturalistico, con tante ore da passare all’aria aperta tra nuotate e passeggiate, probabilmente vi starete chiedendo quale è la stagione migliore per visitare la Nuova Caledonia, che possa offrire un clima migliore per le escursioni e per trascorrere del tempo al mare. La Nuova Caledonia si trova nella fascia tropicale dell’emisfero Australe ed essendo relativamente distante dall’equatore, si possono distinguere due stagioni principali: una più fresca e asciutta tra luglio ed ottobre, ed una più calda ed umida tra dicembre e maggio.

Il periodo migliore per andare in Nuova Caledonia corrisponde alla nostra estate, con settembre che è statisticamente il mese più asciutto (tuttavia non bisogna dimenticare che nel Pacifico, anche durante la stagione secca, le piogge sono sempre possibili e talvolta possono essere anche insistenti). Durante tale periodo la temperatura è decisamente mite, senza estremi, con massime diurne che possono arrivare a 25 gradi e minime notturne che si assestano sui 15-18 gradi, condizione assolutamente ideale per lunghe passeggiate o per trascorrere molte ore consecutive al mare: tuttavia è bene portare sempre un paio di pantaloni lunghi ed un maglioncino da utilizzarsi tra il tramonto e l’alba, soprattutto in presenza di vento. Durante questo periodo dell’anno, la temperatura media dell’acqua è intorno ai 23 gradi, con variazioni talvolta considerevoli a seconda della marea (quindi simile ad altre isole tropicali come Niue o Tonga). L’acqua del mare più calda si trova a Ouvea, mentre all’Isola dei Pini è leggermente più fredda. Anche il clima è decisamente più secco nei dintorni di Ouvea, mentre le aree più piovose sono quelle lungo la costa orientale della Grande Terre e l’Isola dei Pini.

La stagione delle piogge in Nuova Caledonia è invece il periodo peggiore per viaggiare, soprattutto tra febbraio ed aprile (mentre l’umidità è ancora abbastanza accettabile a dicembre, per le eventuali vacanze di Natale). Il vantaggio di viaggiare in questa stagione deriva prevalentemente da una maggiore temperatura dell’acqua, che può superare i 28 gradi (interessante per chi è particolarmente sensibile all’acqua più freddina) e dal poter osservare una vegetazione più lussureggiante, con molti uccelli ed altre specie endemiche. Ovviamente anche il clima è più caldo (talvolta troppo caldo) ed è quasi sempre possibile lasciare a casa il maglioncino, anche di notte. Aprile corrisponde invece al mese durante il quale si hanno più probabilità di ritrovarsi in un ciclone, sebbene questi eventi siano piuttosto rari e ben lontano dal succedere ogni anno.

ALTRE INFORMAZIONI E CONSIGLI DI VIAGGIO SULLA NUOVA CALEDONIA

  • Quali requisiti occorrono per entrare in Nuova Caledonia? Ai visitatori con cittadinanza italiana è richiesto semplicemente il passaporto in corso di validità e non sono necessari visti da richiedere anticipatamente o all’arrivo.
  • Come sono le prese di corrente in Nuova Caledonia? Le prese di corrente in Nuova Caledonia sono come quelle francesi e pertanto non occorre alcun adattatore (non bisogna invece dimenticare l’adattatore se per arrivare in Nuova Caledonia transitate in Australia o in Giappone).
  • E’ disponibile il Wifi in Nuova Caledonia? La maggior parte delle strutture ricettive fornisce la connessione wifi gratuitamente, con una qualità del segnale relativamente buona. Talvolta il wifi è disponibile solo nelle aree comuni della struttura, mente in altri casi vengono forniti gratuitamente solo un certo numero di mega al giorno.
  • Funziona lo smartphone in Nuova Caledonia? Sebbene gli operatori di telefonia mobile italiani dichiarino di fornire copertura via roaming in Nuova Caledonia, abbiamo invece riscontrato totale assenza di servizio, anche presso la capitale Noumea. Consigliamo eventualmente di munirsi di una sim con un operatore locale, oppure di utilizzare soltanto il wifi presso le strutture ricettive, senza regalare soldi alle compagnie telefoniche per un roaming inaffidabile.
  • Che moneta usano in Nuova Caledonia? Le carte di credito sono accettate? La valuta ufficiale della Nuova Caledonia è il Franco del Pacifico (CPF), in uso anche in Polinesia Francese, a Wallis ed a Futuna. Quando viene cambiato con l’Euro, il tasso di conversione è molto simile a quello ufficiale, mentre con il Dollaro americano o australiano, il cambio è molto meno vantaggioso rispetto a quello pubblicato dagli istituti di credito (conviene quindi portare gli Euro). Ad ogni cambio si pagano commissioni fisse, pertanto è bene cambiare in una sola volta tutto quello che serve (se avanza qualcosa, si può ricambiare in Euro alla partenza presentando la ricevuta), inoltre è bene non raggiungere luoghi remoti (nord della Grande Terre, Ouvea o Maré) senza sufficienti franchi, in quanto gli uffici di cambio o gli sportelli bancomat non sono sempre presenti. Le carte di credito sono accettate solo dalle maggiori strutture ricettive e non sono adatte per le spese quotidiane. Raccomandiamo di non viaggiare senza fondi sufficienti in valuta locale, specialmente sulle isole minori.
  • Che lingua si parla in Nuova Caledonia? La lingua ufficiale della Nuova Caledonia è il Francese. L’Inglese è parlato molto raramente dalla popolazione locale e non è sempre compreso neanche presso le maggiori strutture ricettive. Le tribù locali parlano una serie di dialetti derivanti prevalentemente dalle lingue dei Kanak, il popolo melanesiano del Pacifico australe.
  • Dove e come si mangia in Nuova Caledonia? Ad eccezione di una ristretta quantità di cibi freschi ottenuti localmente (prevalentemente pesce), gran parte degli alimenti sono importati, con conseguenti limiti sulla varietà disponibile e con costi fortemente superiori ai nostri standard. La maggior parte delle strutture ricettive offrono le classiche opzioni per la pensione completa o per la mezza pensione, da riconfermare comunque di giorno in giorno, in modo che la cucina possa organizzarsi. I costi sono tuttavia alti e se siete una famiglia, probabilmente conviene fare la spesa al supermercato e cucinare nel proprio bungalow (gran parte delle sistemazioni in Nuova Caledonia sono dotate di una piccola cucina direttamente in stanza), tenendo in ogni caso presente che anche il prezzo delle materie prime è molto elevato. Sorprendentemente per un paese tropicale con vegetazione lussureggiante, è difficile trovare frutta e verdura fresca, mentre quando si fa la spesa bisogna sempre controllare la data di scadenza, perché non è raro trovare confezioni scadute.