Isole Vergini Britanniche: tra natura, sport e cultura locale, qui il viaggio ai Caraibi acquista significato

Isole Vergini Britanniche: tra natura, sport e cultura locale, qui il viaggio ai Caraibi acquista significato

Per chi cerca un viaggio autentico, a stretto contatto con il territorio, gli abitanti, i sapori e la cultura locale, le British Virgin Islands sono il paradiso. Che si tratti di una cena, un’uscita in barca a vela o un concerto per le strade, qui ogni cosa fa parte della vita isolana. E resta nel cuore per la sua unicità.

Secondo gli esperti il 2026 è l’anno del meaningful travel, il “viaggio significativo”. A confermarlo, il Global Travel Trends Report 2025 che registra come il 70% dei giovani Millennial e della Gen Z organizzi sempre più itinerari in cui il percorso abbia lo stesso peso della destinazione. In altre parole, ai viaggiatori non basta più solo “arrivare” in un luogo, ma sentirsene parte: lontano da casa si cerca un maggior contatto con la cultura del posto, con i sapori locali e con le abitudini del luogo.

Ai Caraibi in cerca di autenticità

Le Isole Vergini Britanniche, spettacolare arcipelago nel Mar dei Caraibi orientale, hanno saputo cogliere proprio questo bisogno. E, a differenza di altre destinazioni che puntano ad attrarre i viaggiatori inseguendo tendenze effimere e modaiole, hanno compreso come il vero lusso risieda proprio nell’autenticità e nella connessione degli ospiti con il territorio.

Per questo, diversamente rispetto a altre mete decisamente più “chiassose”, da tempo cercano di definirsi su un equilibrio raro, fatto di natura protetta, cultura radicata, tradizione marittima. E, soprattutto, un calendario di eventi che assomiglia più a un’estensione naturale della vita isolana che a uno spettacolo costruito ad arte per i turisti.

Alle Isole Vergini Britanniche non mancano gli eventi per valorizzare la cultura locale

Le Isole Vergini Britanniche tra autenticità e connessione

Alle BVI (British Virgin Islands) è ancora il mare a dettare il ritmo. Nella gastronomia, nel folklore, nello sport. Da tempo riconosciute tra le migliori destinazioni al mondo per la vela Isole Vergini Britanniche/Capitale Mondiale della Vela™ è un marchio registrato -, le Isole Vergini Britanniche ospitano alla fine di marzo la BVI Spring Regatta & Sailing Festival, accogliendo equipaggi internazionali pronti a sfidarsi tra alisei costanti e canali turchesi protetti.

Ma non si tratta di semplice competizione. Le brevi distanze tra Tortola, Virgin Gorda, Jost Van Dyke, Anegada e le numerose isole e scogli minori rendono la manifestazione un’esperienza immersiva tra le meraviglie naturali della costa, a cominciare dai massi granitici di The Baths.

A ciò si aggiungono le aree terrestri e marine protette gestite dal National Parks Trust, testimonianza dell’impegno del territorio nel tutelare il patrimonio fuori e dentro l’acqua nonché il legame secolare delle isole con il mare. Luoghi incantevoli come il Sage Mountain National Park, Sandy Cay, The Baths National Park e il RMS Rhone Marine Park, un parco sottomarino custode del celebre relitto del RMS Rhone, una nave postale reale affondata nel 1867.

La BVI Spring Regatta & Sailing Festival è tra gli eventi sportivi più rinomati dell’arcipelago

Una cucina con i sapori del mare

L’autenticità delle BVI si respira anche nei sapori della cucina locale, con la gastronomia che diventa, così, una chiave di lettura per comprendere il ritmo e la resilienza della vita isolana. Il pesce fresco, i frutti di mare e una consolidata tradizione legata al rum si incontrano in menu che coniugano creatività contemporanea e profondo rispetto per l’eredità culturale. Con l’aragosta caraibica, prelibatezza locale per eccellenza, che è protagonista ad Anegada, simbolo del legame indissolubile tra le isole e il mare.

Da qui la serie di eventi a tema nell’ambito della BVI Food Fête, celebrazione della vivace scena gastronomica del territorio. Strutturato come un percorso di appuntamenti culinari distribuiti da gennaio a dicembre, comprende eventi di punta come Jost Lime & Dine, Taste of Virgin Gorda, la Restaurant Week e l’amato Anegada Lobster Festival.

Il relitto della RMS Rhone, situato nel Rhone National Marine Park

Tra musica dal vivo e danze caraibiche

Anche il calendario culturale è all’insegna dell’autenticità e del legame con la tradizione. Le celebrazioni mensili della luna piena a Trellis Bay, Cane Garden Bay e Jost Van Dyke uniscono musica dal vivo, ritmi caraibici ed elegante informalità. Tra gli eventi di punta anche la leggendaria Foxy’s Old Year’s Night, sull’isola di Jost Van Dyke, per celebrare la serata di Capodanno in un inconfondibile spirito di festa.

Il tutto senza fretta, senza stress, senza ansia di dover dimostrare alcunché. In un’epoca in cui il viaggio sembra spesso inseguire la novità a ogni costo, le Isole Vergini Britanniche nel 2026 propongono qualcosa di ben più raro: la continuità, ben più rassicurante, con l’anima più profonda dell’arcipelago.

Relax, natura e borghi antichi. Il tesoro dei laghi poco conosciuti. A portata di road trip

Relax, natura e borghi antichi. Il tesoro dei laghi poco conosciuti. A portata di road trip

Tutti conosciamo i più importanti laghi italiani ed europei, specchi d’acqua meravigliosi che tra natura, relax e borghi pittoreschi accolgono migliaia di escursionisti ogni anno e fanno sognare i viaggiatori di tutto il mondo. Ce ne sono però anche tanti molto meno noti che offrono panorami altrettanto da cartolina e un’atmosfera sospesa, ideale per chi cerca un weekend lontano dal turismo di massa. Sceglierli non solo permette di scoprire borghi autentici e tenere in vita la Storia, ma aiuta a ritrovare il benessere psicofisico, perché la calma che offrono è un patrimonio raro. Ecco la nostra selezione. Con uno sguardo oltre confine.

La seconda vita del Lago di Nembia (Trentino)

Il Lago di Nembia, immerso nel Parco Naturale Adamello Brenta in Trentino, nel territorio della Paganella, si trova a pochi minuti dalle affollate sponde del lago di Molveno ed è una piccola oasi impreziosita dal contrasto tra le rocce, la vegetazione e il turchese delle acque. Perfetto per una vacanza in famiglia (c’è un parco giochi proprio vicino alla riva e l’area è attrezzata per i picnic) ha dimensioni ridotte (400 metri di lunghezza per 120 di larghezza) ed è poco profondo, ma ha una storia complessa alle spalle. A partire dal 1952, la zona subì infatti importanti lavori per il sistema idroelettrico del fiume Sarca, progetto che alterò il sistema idrico naturale: l’originario laghetto fu prosciugato e la sorgente, un ramo sotterraneo dell’emissario del Lago di Molveno, captata per potenziare l’impianto idroelettrico di S. Massenza. Fu anche costruita un’imponente diga. Negli anni successivi, l’area inaridita fu invasa da erbe e cespugli e rimase in stato di abbandono. Nel 1995, Enel avviò un progetto di recupero. La diga fu demolita e il Lago di Nembia ricostituito: il fondo venne scavato e compattato, garantendo un apporto idrico continuo, e il Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia Autonoma di Trento si occupò della rinaturalizzazione delle rive.

Lago di Nembia, Trentino
Lago di Nembia, Trentino 

La collaborazione tra Enelò e Wwf ha portato alla creazione dell’Oasi naturalistica di Nembia. Il percorso didattico di circa 3 km è un invito a esplorare il territorio. Il cammino, interamente pianeggiante, richiede circa un’ora e mezza di tranquilla passeggiata ed è arricchito da pannelli descrittivi. Una curiosità: il lago è balneabile, le sue acque sono cristalline e molto basse (la profondità massima è di pochi metri), ed è quindi sicuro per le famiglie, anche se la temperatura resta piuttosto fredda (circa 12°C).

Il Lago delle Fate sul Monte Rosa (Piemonte)

Il Lago delle Fate, sul versante piemontese del Monte Rosa, è un bel bacino artificiale a circa 1300 metri di altitudine in Val Quarazza, una valle laterale di Macugnaga, ai piedi della parete est del Monte. Famoso per le acque color smeraldo, ha dato vita a leggende su gnomi che raccolgono pietre preziose dalle miniere circostanti per consegnarle alle fate. Piuttosto facili le escursioni da fare nei dintorni, perfette per tutta la famiglia. L’itinerario da Opaco scende lungo una comoda strada sterrata fino alla frazione Isella; dopo si lascia il paese sulla sinistra e si sale leggermente fino a raggiungere la frazione Motta e da qui ecco che compare il Lago delle Fate. Da Staffa è possibile raggiungere il sentiero dal Bosco dei Faggi dietro la chiesa parrocchiale, scendendo un ripido sentiero e attraversando un ponte. Da Isella si sale lungo la strada pastorale dietro al paese, si raggiunge Motta e si prosegue fino al Lago. Oppure, attraverso la frazione, dalla piazza si attraversa il centro abitato, si scende lungo i prati e si risale a Motta tramite la vecchia scalinata nel bosco; quindi si attraversa Motta e si raggiunge il Lago.

La leggenda del Lago Blu a Valtournenche (Valle d’Aosta)

Una popolare leggenda valdostana narra che, al posto di quello che oggi è il Lago Blu, poco distante da Breuil-Cervinia, tempo fa ci fosse una casa di legno abitata da una famiglia di pastori diffidenti e duri e abituati a vivere isolati. Una notte d’inverno bussò alla loro porta un viandante affamato e coperto di fango, chiedendo un po’ di polenta e una ciotola di latte, ma la padrona di casa lo scacciò insultandolo e gli offrì solo una scodella d’acqua sporca. Il figlio più piccolo, mosso a pietà, cercò di aiutarlo di nascosto, ma la madre lo sorprese e lo punì. Il viandante – forse un mago o uno spirito oscuro – si allontanò mormorando una maledizione. Quella stessa notte, i genitori costrinsero per punizione il bambino a uscire nel bosco per raccogliere legna. Quando tornò, la casa non c’era più. Al suo posto, solo un lago silenzioso e profondo, dalle acque limpide e azzurre. Sul fondo, sembrava di scorgere ancora il profilo della casa sommersa e i rami contorti come braccia. Il bambino pianse, ma capì che quella era la giusta punizione per la crudeltà dei genitori. Da allora, chi abita nei dintorni racconta la leggenda come monito a non dire mai di no a chi chiede aiuto. Il lago Blu si trova, a circa mezz’ora di cammino o ad alcuni minuti di macchina dal centro di Breuil-Cervinia, sulla strada regionale che sale da Valtournenche. Circondato da larici secolari, permette di ammirare l’incantevole riflesso del Monte Cervino.

Il Lago del Turano e i borghi di Castel di Tora e Paganico Sabino (Lazio)

Il Lago del Turano, Lazio, Appennino centrale, si trova in un territorio in cui borghi storici e natura incontaminata convivono in perfetta armonia. Castel di Tora e Paganico Sabino sono le due porte d’ingresso distinte e complementari della Sabina, nonché parte di una rete più ampia di percorsi lenti che si snodano intorno al lago, tra sentieri storici e panoramici, e antiche vie di collegamento. Da Castel di Tora, uno dei Borghi più belli d’Italia e tra i più riconoscibili del lago grazie alle sue case in pietra che si riflettono sull’acqua, partono escursioni brevi tra le quali la più famosa è quella verso Monte Antuni, il “borgo fantasma”, che domina il lago dall’alto. Meno conosciuto è il sentiero che porta alla Cascata delle Vallocchie, un salto d’acqua immerso in una gola verde, facilmente raggiungibile e adatto a tutti. La cascata si trova ai piedi del Monte Navegna: il salto principale, alto circa dodici metri, è seguito da una serie di cascatelle e tratti di torrente più tranquilli, immersi in una vegetazione molto fitta. Il paese è anche un punto di riferimento per chi pratica sport acquatici, dal pedalò al SUP, dalle canoe alle piccole imbarcazioni, e da qui parte anche il battello elettrico THIORA, alternativa lento e sostenibile per scoprire il territorio navigando.

Lago del Turano, Lazio @ Fernando Bernardi
Lago del Turano, Lazio @ Fernando Bernardi 

Poco distante, ecco Paganico Sabino, borgo anch’esso arroccato sul Lago del Turano, dotato di un centro storico ben conservato fatto di vicoli, case in pietra e piccoli slarghi panoramici. Il paese è immerso nella Riserva Naturale del Monte Navegna e Monte Cervia ed è circondato da boschi di faggi, querce e castagni. Tra i percorsi più caratteristici, il Sentiero delle Grotte, che si sviluppa sul versante sud-occidentale del Monte Cervia. Il territorio comprende anche ambienti più selvaggi come le Gole dell’Obito, scavate dal torrente omonimo. Si tratta di un’area poco frequentata, dove negli ultimi anni è tornata a nidificare l’aquila reale. Tra le novità più interessanti dell’area del Turano c’è infine il nuovo Cammino del Turano, percorso di circa 100 km, articolato in più tappe, che unisce 12 borghi, dedicato alla scoperta lenta e sostenibile di questa parte meravigliosa d’Italia

Cingoli e il Lago Castreccioni (Marche)

Noto come il Balcone delle Marche per la sua posizione privilegiata a circa 600 metri di altitudine, Cingoli, nelle Marche, è uno splendido borgo medievale in provincia di Macerata che affaccia su un panorama che abbraccia gli Appennini, il Monte Conero e il mare Adriatico. Una visuale unica al mondo, che rende questo borgo un luogo ideale per chi ama i paesaggi suggestivi. Frequentato già tra il IV e il III millennio a.C., con i suoi vicoli, le sue chiese e e i suoi palazzi questo paese racconta secoli di arte e cultura e tra i luoghi imperdibili spiccano la Collegiata di Sant’Esuperanzio, il Duomo di Santa Maria Assunta e la Chiesa di San Domenico, dove è custodita la celebre Madonna del Rosario di Lorenzo Lotto. A pochi chilometri dal borgo, nel territorio del comune, si trova il Lago di Castreccioni, il più grande bacino artificiale delle Marche e dell’Italia centrale, vero e proprio punto di riferimento paesaggistico e naturalistico per l’intero territorio. Conosciuto anche come Lago di Cingoli, è circondato da boschi, colline e dalla Macchia del Montenero, un’area floristica protetta con vegetazione mediterranea e specie sempreverdi. Le sue acque calme sono meta di escursioni a piedi e in mountain bike lungo sentieri che si sviluppano tra boschi e colline. Inserito in un’oasi di protezione faunistica, è anche un lago che accoglie tantissime specie di uccelli acquatici, tappa significativa per le rotte migratorie. Infine, il Lago di Cingoli è anche uno spazio vissuto, amato da chi pratica sport acquatici. Nei dintorni si trovano anche le Cascatelle di Cingoli, dove il fiume Musone crea piccoli salti d’acqua immersi nel verde.

Villalago, il Lago di San Domenico e il Lago Pio (Abruzzo)

Villalago, in Abruzzo, è un borgo arroccato a quasi 1000 metri di altitudine, nel cuore della Riserva naturale delle Gole del Sagittario. Circondato da boschi, gole e specchi d’acqua, domina un paesaggio modellato nei secoli dall’acqua, tanto che il suo nome deriva da Valle de Lacu. Ancora oggi il legame è evidente e intorno al borgo si sviluppa un sistema lacustre unico, tra i più affascinanti dell’Appennino. Il centro storico, con vicoli in pietra, archi, scalinate e abitazioni antiche addossate le une alle altre, conserva l’impianto medievale e racconta una storia legata alla spiritualità benedettina. Il cuore del territorio è il Lago di San Domenico, specchio d’acqua color verde smeraldo tra pareti calcaree. Si tratta di un bacino artificiale nato nel Novecento dallo sbarramento del fiume Sagittario.

Villalago, Abruzzo
Villalago, Abruzzo 

Le sue acque limpide, fredde e profonde riflettono le rocce e la vegetazione, creando un colpo d’occhio scenografico. Il lago è attraversato da un ponte ad archi che conduce a un porticato medievale e all’Eremo di San Domenico. Qui il monaco benedettino, vissuto intorno all’anno Mille, si ritirò in preghiera in una grotta affacciata sull’acqua. La chiesetta conserva affreschi e racconti legati ai miracoli del Santo. Accanto al Lago di San Domenico si trova il Lago Pio, specchio d’acqua più piccolo di origine carsica, alimentato da sorgenti sotterranee collegate al vicino Lago di Scanno. Circondato da salici e aceri, questo specchio d’acqua rappresenta l’habitat di numerose specie animali e un punto privilegiato per osservare la fauna selvatica. Intorno al Lago Pio si sviluppa anche un percorso tematico dedicato alla fauna locale, con installazioni e punti informativi sulle Gole del Sagittario.

Il Lago Cerknica in Slovenia

Il turchese del Lago di Cerknica (Cerkniško jezero), uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa, scompare ogni anno proprio a causa della natura carsica del terreno su cui poggia il suo bacino. D’inverno spesso ci si può pattinare e in primavera è possibile attraversarlo in barca. In estate è invece un tripudio di fiori di tutti i colori, dal momento che l’acqua sparisce completamente. Vale insomma la pena visitarlo più volte nel corso delle stagioni.

Lago Cerknica, Slovenia
Lago Cerknica, Slovenia 

In questo misterioso luogo nel cuore del Parco Regionale della Notranjska trovano il proprio habitat molte specie animali – oltre 270 specie di uccelli (metà di quelle europee), 45 specie di mammiferi e numerose specie di farfalle e anfibie – e una vegetazione rigogliosa. Paradiso del birdwatching – è possibile ammirare specie rare come il Re di Quaglie o l’Allocco degli Urali –, è anche perfetto per gli sport acquatici come il kayak, la canoa o il SUP, l’escursionismo e il ciclismo, specialmente tra i villaggi di Otok e Dolenje Jezero. Per la prima volta descritto già nel XVII secolo da Valvasor, è un sito Natura 2000 e Ramsar di importanza internazionale e viene oggi tutelato come parco naturale.

Il Lago Czorsztyn in Polonia

Il Lago Czorsztyn (Jezioro Czorsztyńskie), in Malopolska, all’estremità meridionale della Polonia, pur essendo un bacino artificiale creato dalla diga costruita nel 1997 sul fiume Dunajec, ha acque cristalline e una bellissima vista delle montagne Pieniny e Gorce (Monti Tatra), tanto da essere considerato una delle mete turistiche più pittoresche del paese. I boschi rigogliosi che lo circondano appagano la vista ma il lago è celebre soprattutto per i due manieri che si fronteggiano sulle sponde opposte: il Castello di Niedzica – medievale, ben conservato, situato su un’altura sopra la diga – e il Castello di Czorsztyn – le cui suggestive rovine di fortezza gotica offrono un punto panoramico spettacolare su lago e montagne.

Lago di Czorsztyn, Polonia
Lago di Czorsztyn, Polonia 

Anche la Diga di Niedzica, imponente opera ingegneristica in cemento che separa il lago dal bacino inferiore, merita di essere vista, e per gli appassionati di bici c’è il Velo Czorsztyn, una delle piste ciclabili più belle della Polonia, che compie l’intero giro del lago offrendo vedute mozzafiato. Perfetto per gli sport acquatici, il Lago Czorsztyn offre la possibilità di praticare vela, nuoto e immersioni in aree dedicate e in loco sono disponibili noleggi di barche e pedalò. Sul fronte dell’escursionismo, la zona è ricca di sentieri, in primis quelli verso le rovine del castello, mentre per chi ama il rafting è possibile praticarlo sul Dunajec con molti tour che partono per la celebre discesa in zattera attraverso le gole dei Pieniny. Piccole imbarcazioni e gondole collegano infine regolarmente le due sponde, permettendo di spostarsi tra i castelli di Niedzica e Czorsztyn.

Tra Londra, Windsor e Balmoral, i luoghi di Elisabetta II nel centenario della nascita. Con sorprese

Tra Londra, Windsor e Balmoral, i luoghi di Elisabetta II nel centenario della nascita. Con sorprese

Il 21 aprile la ricorrenza. Un’occasione per esplorare o riesplorare i siti più amati dalla HMQ. Con alcune novità, come la mostra dedicata al suo stile nella King’s Gallery o il memoriale del St. James Park.

Il 21 aprile 2026 segna una data di straordinaria rilevanza storica e affettiva per il Regno Unito: il centenario della nascita della regina ElisabettaII . Sebbene la sovrana ci abbia lasciati nel settembre del 2022, il suo legame con il territorio britannico rimane indissolubile, impresso nelle mura dei castelli e nei sentieri delle campagne che ha amato per oltre settant’anni di regno. Questo anniversario non è solo un momento di ricordo istituzionale, ma l’occasione perfetta per un tour attraverso i luoghi che hanno plasmato la donna dietro la corona. Dalle highlands scozzesi alle sponde del Tamigi, il Paese si prepara a omaggiare la sua Regina con aperture straordinarie e percorsi dedicati che permettono di riscoprire l’eredità di una figura iconica, sia per il Regno Unito che per il resto del mondo.

Buckingham Palace rimane il punto di partenza imprescindibile, ma per il centenario il focus si sposta nella vicina King’s Gallery. Qui, dal 10 aprile, verrà aperta la più grande mostra mai dedicata al suo stile, Queen Elizabeth II: Her Life in Style, con oltre duecento pezzi del suo guardaroba, molti dei quali mai esposti prima, tra cui l’abito del matrimonio del 1947 e quello dell’incoronazione del 1953, entrambi disegnati da Norman Hartnell, insieme a bozzetti inediti e capi della sua collezione privata mai mostrati prima. A pochi passi, Westminster Abbey richiama il momento forse più solenne della sua vita pubblica: qui Elisabetta fu incoronata nel 1953 e, quasi settant’anni dopo, il Paese le ha reso l’ultimo omaggio durante il funerale di Stato.

 

Castello di Balmoral, Scozia
Castello di Balmoral, Scozia 

 

Il Memoriale del St. James Park

Poco distante, nel St. James’s Park, il nuovo memoriale nazionale offrirà un luogo di riflessione a pochi passi dalla sua residenza ufficiale. La data di inaugurazione ancora non è stata fissata, ma è stato confermato che si tratterà di una statua che vedrà la Regina in piedi, poco distante da un’altra statua che verrà allestita sempre nel parco di fronte alla principale residenza reale, quella che omaggerà il principe consorte Filippo, entrambe visibili al pubblico nel corso dei prossimi mesi. Tuttavia, per chi cerca l’essenza più intima della sovrana, è il Castello di Windsor la meta suggerita. Era qui che Elisabetta si rifugiava per trovare stabilità dai numerosi scandali di corte ed è qui, nella Cappella di San Giorgio, che oggi riposa. Passeggiare nel Long Walk o visitare gli appartamenti di Stato in questo periodo permette di percepire quel senso di “casa” che Elisabetta II ha sempre difeso con determinazione.

La Scozia della HMQ

Se Londra rappresentava il dovere, la Scozia era per Elisabetta II il luogo della libertà. Il Castello di Balmoral è forse il sito più emblematico del suo amore per la natura, oltre ad aver trascorso qui gli ultimi giorni della sua vita. Per il centenario, il suggerimento è di esplorare i dintorni della tenuta, dove la Regina amava guidare la sua Land Rover e organizzare picnic informali. Non lontano da Edimburgo, il Royal Yacht Britannia ancorato lungo le sponde di Leith, aggiunge una dimensione più intima e personale. Questo storico yacht reale, oggi visitabile, era considerato dalla sovrana uno dei pochi luoghi in cui potersi davvero rilassare, lontano dalle rigidità del protocollo.

In occasione delle celebrazioni del 2026, anche il Palace of Holyroodhouse assume un ruolo centrale: per la prima volta, infatti, sono stati aperti al pubblico i suoi appartamenti privati. È un’occasione rara per osservare da vicino gli spazi dove la sovrana riceveva i primi ministri e i dignitari durante la “Holyrood Week”, immersi in un’atmosfera che fonde rigore cerimoniale e gusto personale.

Le tenute meno note

Spostandosi nell’est dell’Inghilterra, la tenuta di Sandringham House rappresenta il legame della Regina con le tradizioni familiari e il periodo natalizio. Questo luogo, caro anche a suo padre Giorgio VI, è il simbolo di una monarchia che affonda le radici nella vita rurale britannica. Visitare Sandringham in aprile, proprio nei giorni del centenario, permette di godere della fioritura dei giardini che Elisabetta II curava con estrema attenzione.

 

Il Royal Yacht Britannia
Il Royal Yacht Britannia 

 

Per chi vuol vivere un’esperienza più moderna e sostenibile, il Regent’s Park inaugura proprio quest’anno un nuovo giardino commemorativo di due acri, progettato per favorire la biodiversità, un tema che la sovrana ha sostenuto con vigore attraverso il progetto Queen’s Green Canopy durante il suo Giubileo di Platino.

Il castello nordirlandese

Sebbene le residenze principali si trovino in Inghilterra e Scozia, il centenario invita a riscoprire anche angoli meno noti ma altrettanto significativi, come Hillsborough Castle, l’unica residenza reale ufficiale dell’Irlanda del Nord. Qui la sovrana ha trascorso momenti chiave della diplomazia britannica. Celebrare i cento anni dalla sua nascita visitando questi luoghi significa attraversare la storia del XX e XXI secolo, comprendendo come Elisabetta II sia riuscita a rendere ogni angolo del Regno Unito una parte integrante della propria identità. Non è solo un tour tra palazzi e castelli, ma un percorso nella memoria collettiva di una nazione che, il prossimo 21 aprile, si ritroverà ancora una volta unita nel segno della sua monarca più longeva.

 

La mostra degli abiti alla King's Gallery
La mostra degli abiti alla King’s Gallery 

 

 

Catalogna on the road (e non solo): 6 modi per scoprirla

Catalogna on the road (e non solo): 6 modi per scoprirla

È primavera, l’estate si avvicina ed è tempo di pensare alle vacanze, mini o maxi che siano, la parola d’ordine è: vicino. Dalle montagne dei Pirenei al mare Mediterraneo, la Catalogna è una regione a due passi dall’Italia che si presta ad essere scoperta con ogni mezzo, a piedi, in barca, in moto, in bici, in camper o in auto.

A PIEDI lungo il Camí de Ronda

Su e giù, in linea retta o ad anello, il Camí de Ronda è un percorso storico che, tra spiagge, calette e paesini, segue il soleggiato litorale della Costa Brava, tra le località di Blanes e di Portbou. Lungo i sentieri dove un tempo trovavano rifugio, in caso di naufragio, i pescatori locali e i marinai e allo stesso tempo i carrabiners e la guàrdia civil facevano “la ronda” per intercettare i contrabbandieri e i commercianti illegali, oggi si cammina, sempre con la vista sul mare: per 43 km, sul percorso lineare da Sant Feliu de Guíxols a Begur o per 140 km, su quello circolare da Girona a Girona. Da affrontare senza fretta e percorribile 365 giorni all’anno, con la primavera come stagione preferita per il clima più mite, le splendide fioriture e i profumi della macchia mediterranea e l’atmosfera rilassata, il Camí de Ronda è adatto a tutti i trekker, anche grazie ai puntuali servizi di trasporto in autobus e di trasferimento dei bagagli, che facilitano ogni viaggio.

IN BARCA sul Delta de l’Ebre

Grandi lagune che riflettono i capricci delle nuvole, stormi di fenicotteri rosa, ibis e trampolieri che si alzano da terra mettendo in scena le loro meravigliose coreografie e le case coloniche imbiancate a calce che spuntano all’improvviso dal verde delle risaie. Una gita in barca dal villaggio di Riumar fino alla Bahía del Fangar è un’esperienza unica, sicuramente il modo più emozionante per esplorare le bellezze naturalistiche del Parc Natural del Delta de l’Ebre. Siamo in Costa Daurada, nel più grande habitat acquatico della Catalogna, dove la biodiversità è così ricca da ospitare circa 400 specie di uccelli. Chi ha la passione del birdwatching, qui può anche noleggiare una canoa o un kayak e, ancora meglio se alle prime luci dell’alba o al tramonto, partire per una discesa di dodici chilometri lungo il fiume, tra l’imbarcadero del Castell de Miravet e Benifallet: in circa due ore e mezza di pagaiate si raggiungono le Coves Meravelles, bellissime grotte.

IN MOTO nei Pirenei di Lleida

Più curve uguale più divertimento. Nella regione delle Terres de Lleida, il progetto Moturisme Ara Lleida unisce dieci itinerari (lunghi da 200 fino a 300 km ognuno e percorribili in giornata) che attraversano il territorio dei Pirenei di Lleida, garantendo un successo assicurato per gli amanti delle due ruote. Grandi paesaggi, da scoprire principalmente sulle strade secondarie, con tante curve ma sicure e poco trafficate. Tra le opzioni più spettacolari, ci sono la Ruta dels ports, un itinerario di 205 km che tra valli, cime e passi di montagna, mette in bella mostra i paesaggi più emblematici della Val d’Aran e degli Alti Pirenei, e la Ruta dels llacs, un tortuoso percorso di 265 km, al confine tra la Catalogna e l’Aragona, che comprende una delle gallerie più lunghe dei Pirenei e poi cascate, calanchi e laghi artificiali. E all’arrivo di ogni tappa, ad aspettare centauri e centaure, si trovano servizi e strutture ricettive “motorcycle friendly”. Parola di Moturisme!

IN BICI sulle Vies Verdes

Che cosa c’è di più bello di pedalare alla scoperta del patrimonio storico-culturale della Catalogna? Semplice, farlo attraverso le Vies Verdes, le “vie verdi” ricavate sui vecchi tracciati ferroviari, ormai in disuso, ora adattati per il transito delle biciclette (ma anche per l’escursionismo). Le Vies Verdes sono tutti percorsi facili, pianeggianti, sicuri e accessibili in famiglia, ideali per godersi la natura e il patrimonio catalano in modalità slow travel. Nella regione di Girona se ne contano ben dodici, ognuna con la sua lunghezza e peculiarità. Perché non provare, ad esempio, il tracciato della Via verda del Tren Petit tra Palamós a Palafrugell, soltanto 6,5 km di strada, parte dell’antico percorso del trenino che collegava Palamós a Girona, passando per La Bisbal d’Empordà. Oppure il Camí Ramader de Campdevànol, 9,5 km da Sant Llorenç de Campdevànol a Ripoll, tra suggestive chiese romaniche, antiche fontane e importanti vie di transumanza. Caschetto e…via!

IN CAMPER nel Penedès

Mai sentito parlare del Penedès? Gli intenditori del buon vino conoscono molto bene questa regione della Catalogna, un vero e proprio paradiso enologico e paesaggistico perfetto da esplorare a bordo di un camper, per sperimentare una full immersion autentica nelle vigne, in piena libertà. Grazie alla rete RV Penedès-Sites & Vineyards (penedesturisme.cat), che riunisce tredici bellissime aree di sosta gratuite, ognuno organizza il viaggio secondo il proprio ritmo. A disposizione dei camper e delle roulotte, qui ci sono acqua, scarico delle acque reflue, aree picnic e sosta fino a 48 ore. Un’idea di itinerario su quattro ruote nel Penedès parte da Vilafranca del Penedès, con la visita al Vinseum (il Museo delle culture del vino della Catalogna), fa tappa al castello medievale di Sant Martí Sarroca, raggiunge Vilobí del Penedès per un’escursione a piedi tra le meraviglie geologiche del Parc dels Talls e si concede una pausa di piacere al mercato domenicale di Santa Margarida i els Monjos.

IN AUTO con il Grand Tour

Quante sono le strade panoramiche della Catalogna? Con il Grand Tour si possono percorrere le più panoramiche, una selezione di tanti chilometri (e precisamente ben 1.496!), da macinare lungo tredici tappe, dai Pirenei fino al Mediterraneo, passando per siti storici e città d’arte. Gli highlights principali che s’incontrano lungo il Grand Tour sono circa una quindicina, tra i quali gli imperdibili “stop” a Montserrat e al Parco naturale di Cap de Creus, ma dietro ad ogni angolo si nasconde un altro piccolo o grande tesoro da scoprire. Due esempi su tutti? La tappa di 129 km, da Ripoll a Roses, nella quale si ripercorrono i luoghi che hanno ispirato l’opera e la vita di Salvador Dalì, come Figures e Cadaqués, e la tappa da La Pobla de Segur a Boí, un itinerario paradisiaco di 70 km, completamente immerso nella natura selvaggia del Parco naturale di Aigüestortes i Estany de Sant Maurici, e anche nella bellezza autentica del patrimonio romanico della Vall de Boí.

Mete imperdibili per l’estate 2026 tra le meraviglie del Bel Paese

Mete imperdibili per l’estate 2026 tra le meraviglie del Bel Paese

L’Italia, con la sua incredibile varietà paesaggistica, offre soluzioni che spaziano dalle vette alpine alle coste cristalline del meridione, confermandosi una delle destinazioni più ambite per chi cerca un mix perfetto tra cultura, relax e buona cucina.

Il fascino del Salento e la costa ionica in Puglia
La Puglia si conferma una delle protagoniste assolute dell’estate 2026, grazie alla sua capacità di coniugare ospitalità genuina e scenari naturali mozzafiato. Se l’obiettivo è godersi il mare cristallino della costa ionica con tutti i comfort necessari a pochi passi dalle dune di sabbia bianca, scegli le migliori camere in hotel a torre Lapillo per assicurarti un punto d’appoggio privilegiato e vivere una vacanza all’insegna del relax totale. Questa località rappresenta una scelta strategica non solo per la bellezza dei suoi fondali, ma anche per la vicinanza alle meraviglie barocche di Lecce e ai piccoli borghi dell’entroterra dove le tradizioni culinarie sono ancora vive e autentiche. Passeggiare tra gli ulivi secolari al tramonto o cenare in una masseria storica completa un’esperienza di viaggio che tocca tutti i sensi, rendendo il soggiorno nel tacco d’Italia indimenticabile.

La Sicilia settentrionale e il borgo di Cefalù
Spostando lo sguardo verso l’isola più grande del Mediterraneo, la Sicilia si presenta come un palcoscenico a cielo aperto dove la storia millenaria si intreccia con una natura selvaggia. Tra le mete più suggestive spicca l’area settentrionale, dove il mare si infrange sotto la maestosità di una rocca antica. Per vivere questa esperienza con una garanzia di qualità superiore, è possibile affidarsi al servizio di Hotiday, la prima catena alberghiera diffusa, con camere ospitate all’interno delle migliori strutture selezionate per garantire standard di qualità e soggiorni indimenticabili. Se desideri soggiornare in una delle perle del litorale siculo, scopri le camere Hotiday a Cefalu’ e lasciati coccolare da un’accoglienza professionale in uno dei borghi più belli d’Italia. Questa zona permette inoltre di avventurarsi nel Parco delle Madonie per escursioni tra boschi di querce e panorami che spaziano fino alle Isole Eolie.

La Sardegna e la selvaggia bellezza dell’Ogliastra
Un’altra regione che merita un posto d’onore nei piani di viaggio per la prossima estate è la Sardegna, in particolare lungo la costa orientale nella zona dell’Ogliastra. Questa porzione di isola è perfetta per chi rifugge il turismo di massa e cerca un contatto autentico con un territorio fatto di falesie a picco sul mare e cale raggiungibili solo via imbarcazione. Località come Cala Goloritzé offrono scenari primordiali, dove l’azzurro intenso dell’acqua contrasta con il bianco dei ciottoli levigati dal tempo. L’interno della regione riserva altrettante sorprese, con tradizioni millenarie che si riflettono in una gastronomia robusta e in un’ospitalità fiera delle proprie radici.

Consigli per organizzare gli spostamenti e le visite

Pianificare un itinerario estivo richiede attenzione ai tempi di percorrenza e alla prenotazione anticipata delle attività, specialmente se si intendono visitare aree protette o borghi molto frequentati. Utilizzare i collegamenti marittimi per spostarsi tra le isole o noleggiare un’auto per percorrere le strade panoramiche della Puglia e della Sicilia permette di cogliere sfumature che spesso sfuggono ai circuiti più affollati. Portare con sé l’attrezzatura per lo snorkeling è fondamentale per non perdere l’occasione di tuffarsi in baie nascoste. Gestire ogni dettaglio con anticipo garantisce un’esperienza senza stress, permettendo di assaporare ogni istante della vacanza nel cuore pulsante del Mediterraneo.

In treno attraverso l’Irlanda

In treno attraverso l’Irlanda

Viaggiare in treno in Irlanda  è uno dei grandi piaceri del paese, anche se spesso sottovalutato. La rete ferroviaria irlandese è piccola e le distanze sono brevi, quindi nessun viaggio è particolarmente lungo, ma percorrere il paese in treno è uno dei modi più belli per godersi la verde campagna ondulata. Rispetto alle loro eleganti controparti europee, i treni irlandesi possono sembrare poco appariscenti, ma questo è un paese che non ha bisogno di treni ad alta velocità o con cuccette. Si scorre a una velocità massima di 160 km/h e, quasi senza accorgersene, ci si ritrova dall’altra parte dell’isola.

Il viadotto di Craig More ©Mark Simpson Images / Shutterstock

Il viadotto di Craig More

La particolare struttura demografica irlandese ha plasmato il modo di viaggiare in treno nel paese. Con circa un quarto della popolazione concentrata nell’area metropolitana di Dublino, è logico che la maggior parte dei percorsi ferroviari inizi o finisca nella capitale. Nell’Irlanda del Nord, lo stesso vale per Belfast.

I treni irlandesi non sono particolarmente veloci né super lussuosi, ma rappresentano un modo efficiente ed ecologico per esplorare le principali città e paesi, e lungo il tragitto si godono splendide viste sulla campagna.

Scoprite di più sui viaggi in treno in Irlanda con la nostra guida essenziale.

I treni arrivano alla stazione ferroviaria di Connolly a Dublino. Derick Hudson/Getty Images

I treni arrivano alla stazione ferroviaria di Connolly a Dublino.

Dove arrivano i treni in Irlanda?

I servizi ferroviari irlandesi sono efficienti, relativamente frequenti e solitamente puntuali. Nella Repubblica d’Irlanda, Irish Rail/Iarnród Éireann gestisce l’intera rete, dai treni InterCity che collegano i principali centri urbani alla fitta rete pendolare che serve l’area metropolitana di Dublino.

Ci sono due linee principali a ovest e tre a sud e sud-ovest. Le diramazioni di queste linee principali collegano una serie di città minori in tutto il paese. C’è anche una linea che va a nord verso Belfast, dove la rete Translink collega la capitale dell’Irlanda del Nord alla costa di Antrim e a Derry (Londonderry).

All’interno della regione metropolitana di Dublino, una rete di servizi pendolari collega la capitale con una serie di sobborghi e città-dormitorio nelle contee circostanti. Le fermate sulla costa di Dublino tra i sobborghi settentrionali di Howth e Malahide e Greystones nella Contea di Wicklow sono servite dai treni DART (Dublin Area Rapid Transport), parte della rete ferroviaria irlandese.

Un treno irlandese attraversa un ponte sul Lough Atalia. Mark Gusev/Shutterstock

Un treno irlandese attraversa un ponte sul Lough Atalia.

C’è qualche posto in Irlanda dove non si possa arrivare in treno?

La rete ferroviaria del Paese presenta alcune lacune significative: non ci sono collegamenti nelle contee di Donegal, Monaghan e Cavan, né treni che arrivano a West Cork. Inoltre, cosa piuttosto frustrante, alcune città – come Buttevant a Cork e Annacotty a Limerick – si trovano lungo le linee ferroviarie ma vengono ignorate dai treni poiché prive di una stazione operativa.

Se volete raggiungere gli angoli più remoti dell’isola, potrebbe essere meglio prendere il treno fino a un nodo ferroviario nelle vicinanze e poi noleggiare un’auto per avere maggiore flessibilità. Tuttavia, tenete presente che il noleggio auto e il carburante possono essere costosi, e il parcheggio è costoso in tutti i centri urbani, specialmente a Dublino.

Se preferite esplorare l’Irlanda senza auto, viaggiare in autobus è un modo economico per raggiungere luoghi più remoti, ma può essere un’impresa lenta poiché la maggior parte degli autobus effettua molte fermate lungo il percorso. Esistono alcuni servizi espressi diretti, ma sono in balia del traffico, il che può allungare notevolmente la durata del viaggio rispetto al treno. Inoltre, gli autobus non dispongono di servizi igienici e i servizi a lunga percorrenza dipendono interamente dalle aree di sosta.

L’Enterprise è il treno di punta dell’Irlanda, che collega Dublino a Belfast. Jason Martin/Irish Rail

L’Enterprise è il treno di punta dell’Irlanda, che collega Dublino a Belfast

Viaggiare in treno in Irlanda è costoso?

La buona notizia è che viaggiare in treno in Irlanda è relativamente economico rispetto ad altri paesi, come il vicino Regno Unito. Acquistando il biglietto online, una corsa semplice per adulti tra la stazione Heuston di Dublino e la stazione Kent di Cork può costare meno di 30 euro, o meno di 50 € in prima classe.

Per i prezzi migliori, è consigliabile acquistare i biglietti online. Non solo si ottengono le tariffe più convenienti (con risparmi fino al 50% rispetto all’acquisto in stazione), ma è possibile comprare il biglietto fino a 90 giorni prima e prenotare un posto.

Con una prenotazione online si può ritirare il biglietto da una macchina in stazione prima di salire, oppure scaricare un codice QR al momento dell’acquisto. Aspettare di comprare il biglietto in stazione significa pagare significativamente di più e dover arrivare prima per fare la fila allo sportello.

Per viaggiare nell’Irlanda del Nord è meglio acquistare il biglietto in stazione, poiché online è disponibile solo un numero limitato di biglietti. È sufficiente presentarsi circa mezz’ora prima della partenza e acquistare il biglietto allo sportello.

Da notare che i biglietti e gli abbonamenti non sono intercambiabili tra la Repubblica e l’Irlanda del Nord, e le reti non sono integrate: se si passa da un treno Irish Rail a un servizio Translink, servirà un biglietto separato.

Vale la pena prendere la prima classe in Irlanda?

Solo pochi servizi offrono la prima classe, ma l’upgrade è relativamente economico. In media, si paga circa 20-25 € in più rispetto a un biglietto standard. In realtà esistono tre tipi di servizio in prima classe sui treni irlandesi, con dotazioni diverse a seconda del percorso. Il sito “The Man in Seat 61” ha una guida online molto utile sulle classi e i percorsi ferroviari in Irlanda.

Sui servizi diretti Dublino–Cork, la CityGold class include un assistente di bordo e un giornale in omaggio su alcuni servizi del primo mattino. Il popolare servizio Enterprise tra Dublino e Belfast offre gli stessi vantaggi, più una ricca colazione. La Premier Class è simile, ma disponibile solo sui servizi diretti tra Dublino e Tralee nella contea di Kerry e su alcuni treni Dublino–Cork.

Un treno percorre la costa tra Dublino e Greystones. Foto di Dawid Kalisinski/Getty Images

Un treno percorre la costa tra Dublino e Greystones.

Ci sono sconti e offerte speciali per i treni irlandesi?

Sono previste tariffe ridotte per i bambini dai 5 ai 18 anni; i bambini sotto i 5 anni e i passeggeri dai 66 anni in su viaggiano gratuitamente. Ci sono sconti anche per i giovani adulti tra i 19 e i 25 anni in possesso di una TFI Young Adult Leap Card, pensata però più per i residenti che per i turisti.

La famosa Leap Card ricaricabile è il modo più semplice per pagare i viaggi in treno nell’area metropolitana di Dublino; è previsto un limite massimo giornaliero per gli spostamenti tra la capitale e numerose località delle contee circostanti. La carta può essere utilizzata sui treni Dart e sui treni pendolari, nonché sugli autobus e sui tram Luas.

Esistono un paio di abbonamenti utili per i visitatori. Il Trekker Four Day pass di Irish Rail (88 €) copre viaggi illimitati per adulti su tutti i servizi Irish Rail per quattro giorni consecutivi dalla data di emissione. L’Explorer pass (adulti/bambini 128/64 €) copre cinque giorni di viaggio su tutti i servizi in una finestra di 15 giorni. C’è anche la Leap Visitor Card, che copre 1, 3 o 7 giorni di viaggio a Dublino e dintorni, a partire da 8 € per un giorno fino a 24 € per una settimana.

Prima di acquistare questi abbonamenti, vale la pena verificare di fare abbastanza viaggi in treno da giustificarne il costo. Con la rete ferroviaria limitata, i collegamenti tra le linee sono distanziati, e spostarsi tra alcune destinazioni può richiedere di tornare sui propri passi.

Per esempio, Cork e Waterford si trovano entrambe sulla costa sud, ma per andare da una all’altra in treno bisogna passare da Limerick. Allo stesso modo, Sligo e Westport sono a soli 140 km lungo la costa ovest, ma per spostarsi tra loro in treno si deve passare da Dublino, dall’altra parte del paese.

Nell’Irlanda del Nord, il biglietto Sunday Fun Day Tracker di Translink offre viaggi illimitati in treno la domenica per 10 sterline (£), con tariffa ridotta del 50% per i bambini. I biglietti sono disponibili presso tutti gli uffici, tramite l’app mLink e dal controllore sul treno.

Un treno a Dalkey ©4H4 PH/Shutterstock

Un treno a Dalkey

Quando è più affollato viaggiare in treno in Irlanda?

Non sorprende che le ore di punta dei viaggi in treno coincidano con i periodi di maggiore traffico dell’ora di punta. I treni del primo mattino diretti a Dublino da città come Cork, Galway e Limerick possono essere molto affollati, soprattutto se l’arrivo è previsto all’inizio della giornata lavorativa.

Lo stesso vale nella direzione opposta alla fine della giornata lavorativa, e anche i treni del venerdì sera in partenza da Dublino possono essere piuttosto affollati, poiché le persone lasciano la città per il fine settimana. Tuttavia, poiché le prenotazioni online per i treni InterCity includono anche la possibilità di prenotare un posto a sedere, non dovrete stare in piedi.

La rete ferroviaria pendolare di Dublino è più affollata nei giorni feriali dalle 7:00 alle 9:00 e dalle 16:30 alle 18:30, poiché migliaia di persone si recano in città e ne escono per motivi di lavoro. Non è possibile prenotare i posti a sedere su questi servizi, quindi molte persone finiscono per viaggiare in piedi. Tieni d’occhio le modifiche all’orario, soprattutto per i viaggi nel fine settimana e nei giorni festivi, quando i treni circolano con minore frequenza.

È possibile prendere un treno direttamente dall’aeroporto o dal porto dei traghetti in Irlanda?

Non esistono collegamenti ferroviari diretti da nessun aeroporto irlandese, il che significa che, una volta arrivati nel Paese in aereo, dovrete affidarvi a taxi, auto private o autobus per proseguire il viaggio. Il lato positivo è che esistono collegamenti in autobus da e verso i principali aeroporti, come l’Aeroporto di Dublino e l’Aeroporto di Shannon, quindi non è troppo difficile raggiungere una stazione ferroviaria nelle vicinanze.

In Irlanda del Nord, gli autobus gestiti da Translink collegano l’Aeroporto Internazionale di Belfast alle principali città collegate alla rete ferroviaria. I porti dei traghetti irlandesi sono meglio collegati alle linee ferroviarie; è possibile prendere treni nelle vicinanze dei porti dei traghetti di Rosslare, Dublino e Larne, ma non esiste un collegamento ferroviario diretto con il porto di Belfast.

Ci sono treni internazionali in Irlanda?

Mentre il servizio di punta della Repubblica d’Irlanda è il treno tra Dublino e Cork, il treno più lussuoso è il servizio Enterprise tra la stazione di Dublino Connolly e la stazione di Belfast Lanyon Place, che è una joint venture tra Irish Rail e Translink.

Questo treno è alla pari con la maggior parte dei servizi che si trovano nell’Europa continentale e la prima classe è il modo più lussuoso per viaggiare in treno nel paese. I servizi effettuano fino a 15 corse al giorno, o 8 la domenica, e la tariffa per adulti e bambini può arrivare a costare solo 13,99 €/8 € se si acquista il biglietto online.

Un treno in Galway ©mark gusev/Shutterstock

Un treno in Galway

Quali servizi troverete sui treni in Irlanda?

I servizi variano a seconda del treno, ma nella Repubblica d’Irlanda si possono distinguere i treni InterCity e quelli pendolari. I treni InterCity sono tutti simili: relativamente moderni, con comodi sedili in classe standard e sedili reclinabili più lussuosi in prima classe, e viaggiano a velocità che raggiungono i 160 km/h. A questa velocità, nessun viaggio in Irlanda dura più di 3 ore. I treni pendolari sono leggermente più vecchi e più lenti, con sedili meno comodi; su alcune linee secondarie a breve percorrenza nelle zone rurali vengono utilizzati treni ancora più vecchi, molto essenziali.

Tutti i treni InterCity dispongono di prese a tre poli in ogni fila dove è possibile collegare un caricabatterie o un laptop. Anche la maggior parte dei treni pendolari nell’area metropolitana di Dublino dispone di prese elettriche. Tutti i treni sono dotati di servizi igienici ed è disponibile un servizio Wi-Fi su tutta la rete gestito da Irish Rail, ma è discontinuo e inaffidabile, come del resto il Wi-Fi sui treni in tutte le Isole Britanniche. Translink dispone di una propria rete Wi-Fi, accessibile su tutti i servizi di autobus e treni nel nord, ma anche in questo caso si è in balia del segnale.

Lo spazio per i bagagli è limitato sui treni irlandesi. Di solito ci sono scaffali sopraelevati per le borse piccole e uno spazio per quelle più grandi in fondo alla carrozza. Evitate di mettere le borse sui sedili vuoti o di lasciarle nei corridoi: di solito c’è spazio per una borsa piccola ai vostri piedi.

Alcuni treni sulla tratta da Dublino a Cork dispongono di una “carrozza silenziosa” (di solito la carrozza G, contrassegnata in viola al momento della prenotazione) dove è vietato l’uso dei telefoni e i passeggeri sono invitati a mantenere bassi i livelli di rumore.

È possibile acquistare cibo a bordo?

Le opzioni di ristorazione sono piuttosto limitate sui treni irlandesi. C’è un servizio di carrello sulla tratta da Dublino a Cork, mentre il treno Enterprise tra Dublino e Belfast offre un menu completo in una carrozza ristorante dedicata. I passeggeri di prima classe ricevono anche una colazione piuttosto buona inclusa nel biglietto.

Le stazioni ferroviarie più grandi d’Irlanda – tra cui Cork, Limerick, Galway, Sligo, Belfast e le due stazioni di Dublino – sono tutte ben fornite di negozi e venditori di cibo dove è possibile acquistare snack e altri articoli vari per il viaggio. Alcune stazioni rurali avranno un piccolo negozio nelle vicinanze.

In bicicletta lungo la costa in Irlanda. Umomos/Shutterstock

In bicicletta lungo la costa in Irlanda.

Posso portare la mia bicicletta in treno in Irlanda?

È possibile portare una bicicletta gratuitamente su qualsiasi treno dell’Irish Rail, anche se ci sono alcune restrizioni nei periodi di maggiore affluenza (come in occasione di eventi sportivi e concerti). La linea da Dublino a Cork è l’unica tratta in cui i treni dispongono di un’area dedicata al trasporto delle biciclette; tutti gli altri treni InterCity hanno spazi (molto) limitati per le biciclette all’interno della carrozza passeggeri.

Non è raro che nel vagone siano ammesse solo due biciclette, quindi è consigliabile prenotare in anticipo. Le biciclette non sono ammesse sui servizi pendolari e DART nelle ore di punta – prima delle 10:00 e dalle 15:30 alle 19:00 dal lunedì al venerdì.

Prenotate in anticipo se avete bisogno di assistenza

Tutti i servizi InterCity sono accessibili alle sedie a rotelle, ma se avete bisogno di assistenza, dovrete prenotarla in anticipo in modo che possano essere presi gli accordi necessari. Questo di solito significa che il controllore avrà una rampa pronta per l’accesso con sedia a rotelle.

Contattate l’operatore ferroviario con diversi giorni di anticipo per comunicare le vostre esigenze prima di partire, poiché altrimenti l’assistenza non è garantita. Irish Rail dispone di un modulo online per l’assistenza; Translink fornisce ulteriori informazioni sul proprio sito web.

Per i passeggeri con disabilità nascoste o per i quali la comunicazione rappresenta una sfida, il personale di Irish Rail è addestrato a riconoscere i segnali visivi come la carta JAM. Le carte JAM sono disponibili online o nelle principali stazioni ferroviarie di Dublino, Cork, Galway, Limerick, Waterford e Sligo.

Approfittate di una gita economica di un giorno sulla costa di Dublino con una Leap Card © Getty Images / iStockphoto

Approfittate di una gita economica di un giorno sulla costa di Dublino con una Leap Card

I viaggi in treno più panoramici d’Irlanda

Non importa dove vi troviate in Irlanda: troverete sicuramente uno o due paesaggi meravigliosi, ma alcuni viaggi in treno meritano davvero di tenere gli occhi ben aperti. Dovrete però pianificare il viaggio in base alle ore di luce, dato che d’inverno fa buio presto. Ecco i migliori viaggi in treno in Irlanda per ammirare il panorama.

1. Da Dublino a Sligo

Una volta superata l’enorme distesa suburbana dell’area metropolitana di Dublino, i paesaggi diventano aperti e stimolanti. Oltre Mullingar, il treno costeggia il bellissimo Lough Owel; per godere della vista migliore, siediti sul lato sinistro del treno.

2. Da Dublino a Belfast

Il treno Enterprise tra Dublino e Belfast è il migliore del paese, con i sedili più comodi e le migliori opzioni di ristorazione – specialmente in prima classe. Il treno costeggia il Mare d’Irlanda tra Malahide e Balbriggan, quindi assicuratevi di sedervi su quel lato durante il viaggio (sul lato destro se state viaggiando verso Belfast).

3. Da Derry (Londonderry) a Coleraine

Il servizio Translink tra la seconda città dell’Irlanda del Nord e Coleraine è mozzafiato. Questo viaggio di 40 minuti costeggia la Causeway Coast, passando accanto a splendide spiagge, enormi scogliere e panorami senza ostacoli sul malinconico Mare del Nord.

4. Da Downpatrick a Inch Abbey

È un viaggio di soli 10 minuti, ma il tragitto da Downpatrick, nella contea di Down, alle rovine monastiche di Inch Abbey prevede un giro su un vecchio treno a vapore (o su un treno diesel degli anni ’60) che sbuffa lungo la linea, attraversando il fiume Quoile e passando accanto a un paesaggio costellato di drumlin (colline glaciali).

5. Da Cork a Cobh

Uno dei viaggi più panoramici d’Irlanda è il tragitto di 25 minuti da Cork City alla cittadina costiera di Cobh, che vi porta lungo il fiume (sedetevi a destra per godere della vista migliore), oltre la paludosa Harper’s Island e sui ponti sul Lough Mahon e sullo Slatty Water. Se avete bisogno di una scusa per fare il viaggio, potete sempre fermarvi a Fota e visitare il parco faunistico che si trova lì.