Non la solita Cina

Non la solita Cina

La Cina è uno dei Paesi più straordinariamente diversi al mondo: un universo etnico, culturale e geografico che spazia da antiche città imperiali a templi maestosi, da paesaggi mozzafiato a moderne metropoli. Oltre alla Cina più conosciuta, ne esiste una più insolita, che ti invitiamo a scoprire con noi attraverso tre viaggi estivi non solo per visitare le mete classiche.

Nella Manciuria cinese, nel nord est del Paese, l’itinerario conduce tra arte e natura ai confini con la Russia e la Corea del Nord, in zone di frontiera sconosciute al turismo internazionale, tra antiche cittadine, monumenti Patrimonio UNESCO e ricche riserve naturali.

Dopo Pechino e la sua Città Proibita, la Grande Muraglia e Shanghai, la città più popolosa e centro economico della Cina, il secondo viaggio prosegue verso luoghi iconici come il Parco Nazionale di Zhangjiajie, dove scoprire gli spettacolari pinnacoli rocciosi immersi nella nebbia che hanno ispirato i paesaggi del celeberrimo film Avatar, e Chengdu, con le sue antiche tradizioni e la gastronomia d’eccellenza. E poi il Centro di Ricerca del Panda Gigante e il maestoso Buddha di Leshan.

Infine, uno straordinario viaggio che parte da Bishkek, la capitale del Kirghizistan, e si snoda lungo le zone più spettacolari attraversate dalla Karakorum Highway, fino a giungere in Pakistan. In mezzo, le meraviglie del cuore montagnoso kirghizo con le sue splendide vallate, la leggendaria città-oasi di Kashgar, la più occidentale di tutte le città cinesi, l’esteso altopiano del Pamir cinese e il remoto e meraviglioso altopiano di Deosai nel Kashmir pakistano.

Lungo le rotte culturali tra Europa e Asia

Lungo le rotte culturali tra Europa e Asia

Storia, tradizioni e paesaggi

Ripercorri  le antiche rotte commerciali e culturali che per secoli hanno messo in comunicazione l’Europa con l’Estremo Oriente e scopri terre dalle grandi bellezze naturali e dall’inestimabile patrimonio storico.

Ad agosto viaggiamo dalle regioni orientali della Turchia, attraverso le valli dell’altopiano anatolico, tra i resti di grandi popoli antichi quali gli Ittiti e gli Urartei, al ricco mosaico culturale, storico e paesaggistico di Armenia e Georgia nel Caucaso, tra città rupestri, monasteri, siti archeologici e popolazioni accoglienti.

E, ancora più a est, scopriamo l’Uzbekistan e il Tagikistan, sulle tracce della leggendaria Via della Seta nel cuore dell’Asia Centrale, con itinerari attraverso i centri culturali delle antiche satrapie persiane – la Battriana e la Sogdiana – e le madrase, i mausolei, le moschee e i bazar delle città carovaniere di Samarcanda e Bukhara. Raggiungendo anche le sabbie steppose del Karakalpakstan, sulla piana dell’antica Corasmia, e le remote valli tagike

Nikki Beach, nuovo resort a Marrakech: apertura prevista nel 2028

Nikki Beach, nuovo resort a Marrakech: apertura prevista nel 2028

Nikki Beach Hospitality Group amplia il proprio portafoglio con un nuovo progetto in Nord Africa. Il Nikki Beach Resort & Spa Marrakech aprirà nel 2028 lungo la Route de l’Ourika, a circa 20 minuti dall’aeroporto di Marrakech, in un’area che coniuga l’accesso alla città con la vicinanza alle montagne dell’Atlante.

Il progetto segna un’ulteriore espansione della divisione Hotels & Resorts del brand e introduce una destinazione lifestyle completamente integrata, articolata in resort di lusso, residenze branded e beach club. L’obiettivo è posizionare la struttura come uno dei nuovi poli dell’ospitalità upscale della destinazione. Il resort sarà il fulcro dello sviluppo, con oltre 100 suite private di diversa tipologia, dalle camere da 45 metri quadrati fino alla Celebration Suite da oltre 500 metri quadrati. L’offerta includerà ristorazione diversificata – tra all-day dining, ristorante signature e beach club – oltre a bar e spazi ricreativi.

Nikki Beach Experience - By Palmeraie Resort Hôtels

Accanto all’hotel, il progetto prevede un comparto residenziale con più di 50 ville di fascia alta, integrate nel contesto resort. Le unità saranno dotate di piscina privata, jacuzzi, giardini e parcheggio, con accesso completo ai servizi della struttura e collegate da percorsi pedonali e lagune artificiali.

Ampio spazio sarà dedicato al wellness e allo sport. Il centro benessere includerà hammam, saune, bagni di vapore, sale trattamenti e piscina, affiancati da un juice bar. Il complesso sportivo sotterraneo ospiterà palestra, studi yoga, campi squash indoor, cinema privato, gaming room e simulatore di golf. All’esterno sono previsti campi da tennis e padel, oltre a un kids club dedicato.

Elemento centrale dell’offerta sarà il beach club Nikki Beach, sviluppato attorno a una grande piscina con piattaforme galleggianti e lettini in acqua, con ristorante, bar, DJ set, palco per eventi e una boutique lifestyle del brand.

Nikki Beach reveals development of Marrakech resort

“Marrakech è una destinazione che incarna cultura, energia e fascino senza tempo. Stiamo creando molto più di un semplice resort. Stiamo sviluppando un ecosistema lifestyle completo che unisce un hotel di lusso, residenze private, un beach club dinamico, insieme a numerose offerte wellness e lifestyle”, ha dichiarato Rémi Delpech, COO di Nikki Beach Hotels & Resorts. Il progetto si inserisce nella pipeline internazionale del gruppo, che include nuove aperture ad Antigua, Ras Al Khaimah, Baku e Muscat, oltre allo sviluppo di una linea di boutique hotel di lusso.

Con apertura prevista nel 2028, il Nikki Beach Resort & Spa Marrakech si candida a diventare una delle principali novità dell’ospitalità di fascia alta nel Nord Africa.

I viaggi d’esplorazione

I viaggi d’esplorazione

I luoghi dell’inaspettato e dello stupore

I viaggi Dune sono molto più di semplici itinerari: sono luoghi del viaggiare tra la mente e il cuore, sono stimoli, suggestioni, racconti, emozioni. Si tratta di partire verso luoghi remoti, talvolta dalla ridotta presenza umana, a contatto con la natura selvaggia, dove la comodità non è la priorità perché conta tutta la bellezza che si può raggiungere.

In Brasile viaggiamo nel cuore dell’Amazzonia, sogno di ogni esploratore, lungo le sue maestose vie d’acqua per vivere da vicino la potenza e la magia della foresta tropicale più grande del mondo. E nel nord-est del Paese scopriamo le pitture rupestri nella Serra da Capivara e le dune e lagune del Parco dei Lençóis Maranhenses.

In Asia Centrale due itinerari si snodano tra Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan, attraverso paesaggi di rara bellezza percorsi per secoli da mercanti di seta e i laghi blu, praterie, vallate e ghiacciai dell’altopiano del Pamir.

Nell’arcipelago indonesiano raggiungiamo Sumatra, un luogo ancora selvaggio che ospita orangutan, vulcani e giungla, culture tradizionali e riti ancestrali da scoprire. Come quelli dell’antico popolo Mentawai, sulla vicina isola di Siberut.

E l’incontro con affascinanti popolazioni dimenticate dal tempo che ancora vivono seguendo le loro tradizioni è un’emozione che ti attende anche nel viaggio in Etiopia, dove attraversiamo le terre degli Hamar, dei Karo, dei Konso, dei Dassanech, e degli isolati Surma. E in quello che parte dalla Namibia e si sposta verso nord in Angola, nelle regioni abitate dai Mucawana, dagli Himba e dai Muila.

Viaggi Active

Viaggi Active

Trekking, a ritmo lento,in Italia, Scozia, Grecia, Albania,
Norvegia e Canada.

I nostri Viaggi Active sono pensati per portarti in territori naturalmente lontani dal turismo di massa, con cammini e trekking rigenerativi, nel silenzio, a ritmo lento, in contesti naturali immersivi e incontrando le culture locali.

Come il trekking sull’isola di Karpathos alla scoperta del Dodecaneso greco tra scenari montani, acque cristalline, antichi borghi e tradizioni custodite preziosamente. E quello lungo i bellissimi sentieri del Parco Nazionale del Gran Paradiso dove sentirsi parte di un complesso ecosistema che si compone di ghiacciai, praterie, boschi di abeti e di un’affascinante fauna.

In Albania si cammina tra le Alpi albanesi, piccoli villaggi incastonati tra le montagne, panorami incredibili e il silenzio della natura. E alle isole Lofoten, a nord del Circolo Polare Artico, il trekking ti conduce alla scoperta dei luoghi più spettacolari di questo selvaggio arcipelago.

Con un trekking unico nel suo genere, inoltre, puoi visitare alcune delle isole dell’arcipelago delle Ebridi Esterne, in Scozia, tra antichi sentieri, splendide torbiere e paesaggi mozzafiato. E infine in Canada, per un viaggio alla scoperta del lato più vero e selvaggio del Paese attraverso i maestosi parchi dell’Alberta e British Columbia, con le vette innevate delle Rockies Mountains a fare da confine tra queste due regioni simbolo del grande Ovest.

Il rewilding delle Highlands scozzesi: foreste, lupi e il ritorno alla natura originaria

Il rewilding delle Highlands scozzesi: foreste, lupi e il ritorno alla natura originaria

Alberi autoctoni sradicati e fauna selvatica estinta dalla caccia: anche questa è la Scozia, ma ora le cose stanno cambiando.

Il paesaggio brullo delle Highlands scozzesi, dovuto all’intervento dell’uomo ©Douglas Hall Photography / Shutterstock

Il paesaggio brullo delle Highlands scozzesi, dovuto all’intervento dell’uomo

L’immagine che associamo alle Highlands scozzesi è quella di un paesaggio austero di colline spoglie, arida brughiera e ondulati glens contornati da foreste di pini della Caledonia. In gran parte, l’immagine è quella di una terra denudata. Quel che non si direbbe è che a renderla tale è stato l’intervento dell’uomo.

Se fosse possibile viaggiare indietro nel tempo, fino a 6000 anni fa, vedremmo un paesaggio completamente diverso. Una vegetazione rigogliosa di pini silvestri, piante di sorbo selvatico e querce, con foreste popolate di linci (specie estinta a livello locale), castori e cinghiali.

Per millenni, queste regioni silvestri costituivano l’habitat di orsi che catturavano salmoni nei fiumi e branchi di lupi che sulle Highlands andavano a caccia di cervi, alci e uri (grandi bovini selvatici estinti di recente). Non a caso gli antichi romani chiamavano il nord della Scozia ‘il grande bosco della Caledonia’

Con il passare dei secoli, tuttavia, queste foreste hanno subito un rapido declino. I primi responsabili furono gli agricoltori del Neolitico che bruciavano la brughiera e le pinete per favorire la crescita dell’erica fresca per il pascolo delle mandrie di bovini, capre e pecore. I loro discendenti, poi, tagliarono gli alberi per ricavarne legno e combustibile, prima che norreni e celti abbattessero i tronchi per costruire navi e abitazioni.

Nel XVIII secolo, all’epoca delle Highland Clearances, gli allevamenti di ovini avevano consumato il paesaggio e ridotto al minimo il manto della foresta. Il clima freddo e umido che aveva prodotto la diffusione delle torbiere non fu d’aiuto. Come non lo furono le due guerre mondiali del Novecento, che richiesero ingenti quantità di legno per lo sforzo bellico.

Nel frattempo è iniziata un’inversione di rotta. Un po’ alla volta hanno acquistato slancio le iniziative volte a ripristinare il paesaggio originario delle Highlands centrali e settentrionali, ripiantando e reintroducendo le specie che qui erano scomparse. Attualmente il ripristino delle foreste autoctone scozzesi è un obiettivo perseguito ufficialmente con grandi investimenti.

Il Glen Affric in autunno ©Andrew Peter Briggs / Shutterstock

Il Glen Affric in autunno

In prima linea opera Trees for Life, organizzazione no profit con sede nella Dundreggan Estate, vicino a Glenmoriston, a ovest del Loch Ness. Oltre a proseguire nell’attività di rigenerazione delle foreste autoctone iniziata nel 2008, Trees for Life ha avviato il Rewilding Centre, progetto all’avanguardia con lo scopo di offrire percorsi di ‘rewilding’ personale attraverso il contatto con la natura. Gruppi di volontari lavorano tutto l’anno nel vivaio della tenuta curando gli alberelli che andranno a ricostituire le antiche foreste di pini e ginepri.

Ancora più ambizioso è il progetto no profit per il ripristino del paesaggio delle Affric Highlands, portato avanti su scala nazionale – l’obiettivo è contribuire a fare della Scozia la prima nazione al mondo che possa definirsi ‘rewilded’. Come parte di questa iniziativa trentennale, Trees for Life sta provvedendo al ripristino di 2000 kmq di boschi dal Loch Ness alla costa occidentale, inglobando una serie di glens (Cannich, Affric, Moriston e Shiel) e promuovendo la connettività ecologica e la biodiversità. I risultati sono più che incoraggianti. A oggi sono già stati piantati due milioni di alberi autoctoni.

La Alladale Wilderness Reserve ©Sergej Kozacenko / Shutterstock

La Alladale Wilderness Reserve

Altri progetti di rewilding sono in corso un’ora a nord di Inverness. La ricostruzione dell’ecosistema sui 93 kmq della Alladale Wilderness Reserve, vicino al Dornoch Firth, contempla sia il ripristino delle torbiere sia la riforestazione – gli alberi piantati negli ultimi 15 anni sono circa un milione. L’utopico progetto prevede nuovi passi ogni anno, fra cui i tentativi di reintrodurre specie estinte o in pericolo.

La reintroduzione dell’alce europeo e del cinghiale per ora ha avuto scarso successo, mentre ha dato ottimi risultati il reinserimento di specie come lo scoiattolo rosso, l’aquila di mare coda bianca e il gatto selvatico della Scozia, noto anche come tigre delle Highlands. Al momento sono allo studio le modalità di reinserimento del lupo. La strada è ancora lunga e all’orizzonte si profilano le incognite del cambiamento climatico. In ogni caso, ne vale la pena.