Dalla Via della Seta alla Nuova Fiera di Roma: tra profumi di terre lontane, danze ipnotiche e un caleidoscopio di allegri colori, si “parte” anche quest’anno per un giro del mondo davvero speciale. Il Festival dell’Oriente dopo il successo del weekend del 25 aprile, tornerà ad accendere la Capitale, l’1,2 e 3 maggio, per un imperdibile passaggio attraverso un “portale dimensionale” in grado di proiettare il visitatore in un universo dove nessun luogo è lontano, in un abbraccio corale tra culture che invita a lasciare lo smartphone e a vivere a ritmo di emozioni. Varcati i cancelli della kermesse, il traffico della via Portuense svanisce quasi per magia e viene sostituito dal battito profondo dei tamburi Taiko, mentre il respiro capta note intense di zafferano e sandalo, la mente si lascia affascinare dal misticismo millenario del Tibet e lo sguardo si perde tra le raffinate sete indiane e gli onnipresenti motivi di fiori di ciliegio.

Alla scoperta del fascino del Sol Levante

Ogni esibizione trasmette storia, passione e cuore, ma tra le performance più attese c’è sicuramente quella legata ai tamburi giapponesi e al talento dei percussionisti che trasformano il suono in una vibrazione che cattura l’anima in una danza guerriera che celebra la vita. Tra gli stand si può assistere alla Cerimonia del Tè, un rito ma anche una vera forma d’arte, dove ogni gesto è studiato con dovizia di particolare da millenni. In un attimo, dal Giappone si passa al mercato di Bangkok, per poi girare l’angolo e scoprire la bellezza di un souk di Istanbul. Un vero paradiso per gli amanti del viaggio ma anche dello shopping, visto che è possibile acquistare oggetti di artigianato unici: dalle campane tibetane fuse a mano, il cui suono promette di riallineare i chakra, fino alle statuette in legno che profumano di foreste incantate, passando dalle spezie o dalle pashmine in cashmere nel loro trionfo di sfumature.

Un viaggio tra i sapori (anche per i più audaci)

Il tour del gusto passa, invece, dall’area food che non è certamente meno interessante del resto. La scelta, in questo caso, è veramente personale e va dai delicati gyoza giapponesi ai curry speziati dell’India, con la possibilità di partecipare anche a dei workshop a tema, come quello per imparare a preparare il pane naan o il sushi.

 

Benessere e cura di sé

Un intero padiglione è poi dedicato alla spiritualità, con la possibilità di sperimentare massaggi tradizionali antichi di secoli: dallo Shiatsu giapponese al massaggio ayurvedico indiano fino a quello thailandese. Ancora, si può prendere parte alle sessioni collettive di Yoga o Tai Chi alla ricerca di un momento di quiete collettiva o ci si può sedere comodi a godere della meraviglia di una danza dello Sri Lanka o ai ritmi travolgenti di Bollywood.

Divertenti anche il Festival Country tra atmosfere del Far West e villaggi che ricreano le atmosfere degli indiani d’America, il Festival Irlandese con le sue danze celtiche e, ancora, il Festival Argentino, il Festival Spagnolo e quello dell’America Latina. Un evento, insomma, che non è solo da guardare, ma è un’esperienza da vivere con tutti e cinque i sensi.