Staccare la spina dalla città, salire in auto direzione mare. Non un mare qualunque, però, ma uno dei più belli e rinomati del Lazio, in un borgo dove – ancora oggi – è vivo il mito di Ulisse e della Maga Circe.
Siamo a San Felice Circeo, il borgo marinaro in provincia di Latina, luogo di seconde case di tanti romani, meta scelta per evadere dal caos capitolino, per un weekend o – perché no – anche per un periodo più lungo. La storia di San Felice Circeo trova le sue radici, come anticipato, nella leggenda di Ulisse che nell’Odissea sbarcò proprio qui rimanendo sedotto dalla Maga Circe da cui il borgo prende nome.
Qui sono stati trovati reperti dell’uomo di Neanderthal. Qui c’è un caratteristico centro storico, che si affaccia sul mare, pieno di storia e di viuzze da esplorare, qui si può godere di un tramonto suggestivo all’ombra della Maga Circe, un promontorio che sembra raffigurare proprio il profilo della leggendaria maga.
Cosa vedere a San Felice Circeo
Il mare, verrebbe da dire banalmente. Anche se in quell’acqua cristallina, in quelle spiagge curate, in quel panorama incontaminato a solo un paio d’ore da Roma di banale c’è ben poco. Il Circeo è una perla del Lazio, un luogo da scoprire se si è amanti del mare. Ma è importante sottolineare, che San Felice Circeo non è solo mare, ma anche storia, leggende, prodotti del territorio, scogliere suggestive che regalano panorami magici.
Oltre ad una o più giornate al mare, dunque, a San Felice Circeo vale la pena visitare il caratteristico centro storico che in estate diventa il cuore della vita notturna, pieno di locali e di giovani. Non mancano le botteghe, le boutique per fare un po’ di shopping. Il centro storico si snoda intorno alla Torre dei Templari e al Palazzo Baronale che affacciano sulla Piazzetta Lanzuisi. Da visitare anche la mostra permanente Homo Sapiens et Habitat nella Torre dei Templari e la chiesa di Santa Maria della Pietà.
Nel cuore del centro storico di San Felice Circeo si trova anche un piccolo cinema dedicato ad Anna Magnani che amava molto questo borgo e che proprio qui è stata sepolta.
Un’esplorazione del Monte Circeo vale il viaggio per i più avventurosi: si può percorrere la strada delle Crocette, immersa nel verde del lecceto fino al pianoro che conduce ai resti dell’Acropoli dei Circeii, oppure percorrere la strada del Faro sul versante meridionale.
Per gli amanti del mare, consigliata una gita a Punta Rossa, la zona del promontorio, con scogli a picco sul mare e calette con acqua cristallina da scoprire. Qui è possibile recarsi presso le piscine naturali delle Batterie e ammirare i resti di un Fortino napoleonico. Per chi pratica snorkeling vale la pena una visita alla statua del Cristo del Circeo sui fondali della Secchitella.
Le spiagge di San Felice Circeo
Sono il fiore all’occhiello del borgo marinaro laziale: le spiagge. Ci sono le spiagge vicino a Torre Vittoria con la loro acqua cristallina, tra le più frequentate della zona. C’è la spiaggia del Porto, piccola e affollata soprattutto nei weekend d’estate ma che vale la pena scoprire per la sua acqua verde smaraldo. Ci sono le calette, come La Rinascente e Le Batterie e la spiaggia del Prigioniero raggiungibile solo via mare. Da non perdere anche la spiaggia di Torre Olevola, ultima torre costiera del Circeo in direzione Terracina.
Cosa mangiare a San Felice Circeo
I piatti marinari qui sono protagonisti assoluti e un pranzo o una cena con il pescato del giorno, al ristorante o allo stabilimento balneare non deludono mai. Da provare anche i rinomati prodotti caseari, come la caciotta e la mozzarella di bufala e poi i vini tra cui il Circeo Rosso DOC, il Cesanese del Piglio, il Cannellino, il Montegiove.
Tra i ristoranti di San Felice Circeo segnaliamo La Locanda degli artisti, Sapor Proprio, Pappafico il ristorante, Osteria dei Cocci di mare, Il Faro (proprio accanto al Faro di Circeo). Per chi vuole vivere un’esperienza informale a base di pesce, consigliata anche Poseidonia cooperativa dei pescatori del Circeo. Golosi segnatevi invece “La Casa del dolce” in via Tittoni: la fila è d’obbligo per mangiare cornetti, bombe, brioches indimenticabili.
Dove dormire a San Felice Circeo
Dall’Hotel Punta Rossa che si trova sull’omonimo promontorio all’Hotel Le Pleiadi (a due passi da viale Europa e dal mare). Dall’Hotel Villaggio della Mercede all’Hotel Maga Circe entrambi nelle vicinanze delle spiagge. E ancora il Circeo Park Hotel, l’Hotel Corallo, l’Hotel Vittoria. Al Circeo non mancano gli hotel dove pernottare, ma sono tanti anche i b&b e gli appartamenti da tenere a mente per un’esperienza accogliente e familiare. Tra questi: CirceMed, il B&B Circeea, Villa Lina B&B, i Lecci B&B.
Come arrivare a San Felice Circeo da Roma
San Felice Circeo dista 144 km da Roma per un tempo di percorrenza di circa 1 ora e un quarto. Per raggiungere la località di mare prendere A24 e A1/E45 in direzione di Via Dei Monti Lepini/SS156 a Frosinone. Prendere l’uscita Frosinone da A1/E45. Continuare su SS156. Prendere NSA 255 Terracina Prossedi, Strada Migliara 55, Via Migliara 54, Via Pontina/SS148 e Via Monte Circeo in direzione di Via Acropoli a San Felice Circeo.
Un’esperienza unica alla scoperta di una civiltà millenaria, navigando tra le acque del “fiume divino” in uno scenario meraviglioso attraverso la Valle dei Re e le imponenti piramidi: “la crociera sul Nilo è un viaggio da fare almeno una volta nella vita”.
Navigare lungo le placide acque del Nilo è infatti un’esperienza che va oltre il semplice viaggio: è un autentico tuffo nella storia millenaria dell’antico Egitto, un’avventura che combina fascino e cultura facendoti entrare in contatto diretto con le vestigia di una delle civiltà più antiche e affascinanti del mondo.
La crociera sul Nilo tra piramidi, palme e relax
Il Nilo, il fiume più lungo del mondo, è stato la linfa vitale dell’antica civiltà egizia. Le sue acque hanno nutrito non solo la terra, ma anche la cultura, la religione e l’economia di un popolo che ha saputo sfruttare il fiume per costruire un impero. Navigando sul Nilo, ripercorrerai le stesse rotte solcate dalle antiche imbarcazioni che trasportavano pietre per la costruzione delle piramidi e merci preziose per la decorazione dei templi.
Ogni curva del fiume, ogni alba, ogni sfumatura dell’acqua, racconta una storia che vede come protagonisti faraoni, dei e leggende che ancora oggi vibrano nell’aria. Una crociera sul Nilo regala la rara opportunità di vivere la storia in modo diretto, immergendoti in un paesaggio che ha visto nascere e prosperare una delle civiltà più influenti dell’umanità.
Potrai esplorare i tesori dell’antico Egitto in un modo intimo e rilassante perché una crociera sul Nilo permette di combinare al meglio il comfort di un soggiorno di lusso con la possibilità di visitare luoghi storici di inestimabile valore, alcuni dei quali sono accessibili solo attraverso il fiume.
Oltre all’aspetto storico, durante la navigazione, potrai osservare i contadini che lavorano i campi irrigati dal fiume, i bambini che giocano sulla riva e i pescatori che gettano le loro reti: scene che sembrano ripetersi immutate nel tempo. Inoltre le lussureggianti sponde del Nilo, punteggiate da palme e antichi villaggi, ti regaleranno un panorama davvero rilassante.
Dal Cairo ad Aswan: un viaggio attraverso i secoli
Prima di imbarcarti per la crociera sul Nilo, l’Egitto ti aspetta con le meraviglie del Cairo dove potrai visitare i complessi piramidali di Saqqara con la Piramide a gradoni di Zoser, e di Giza con la Piramide di Cheope, Chefrem e Micerino, il Tempio a Valle e la Sfinge, ma anche l’imperdibile Museo Egizio, la Cittadella di Saladino e il vivacissimo mercato di Khan El Khalili.
Da qui potrai addentrarti nel cuore della crociera sul Nilo con la sua straordinaria serie di siti archeologici, tra i quali emergono Luxor e Aswan.
Luxor, spesso definita “il più grande museo a cielo aperto del mondo”, ospita alcuni dei più importanti monumenti dell’antico Egitto. Il tempio di Karnak, un imponente complesso di templi dedicato agli dèi tebani, è un capolavoro architettonico con i suoi giganteschi piloni e le imponenti colonne.
A poca distanza, la Valle dei Re e la Valle delle Regine accolgono le tombe dei faraoni e delle loro consorti, decorate con straordinari affreschi che narrano il viaggio dell’anima nell’aldilà.
Aswan, con la sua atmosfera tranquilla, offre un contrasto affascinante rispetto alla grandiosità di Luxor. Qui, il tempio di Philae, dedicato alla dea Iside, emerge dalle acque come un miraggio, mentre l’imponente diga di Assuan e il tempio di Abu Simbel, spostato interamente per evitare che fosse sommerso, rappresentano straordinarie imprese di ingegneria antica e moderna.
Il fascino unico del Qatar sta probabilmente nei continui contrasti che propone.
Contrasto fra passato e futuro, fra deserto e acqua e fra natura e architettura, solo per dire i più evidenti.
Ma ci potrebbe essere anche il contrasto fra i ritmi imposti dalla modernità e la serenità di un relax su spiagge bianchissime lambite da un mare color cobalto.
E, ancora, quello fra la più moderna tecnologia e i prodotti tradizionali presenti tutti insieme nei tanti animatissimi souq.
Il passato del Qatar
Il Forte di Al-Zubarah
Sicuramente queste lande furono abitate già nel neolitico, come testimoniano le magnifiche incisioni rupestri di Al-Jassasiya.
Successivamente, furono le tribù beduine a frequentare queste terre e presto nacque qualche villaggio di pescatori.
Ma la prima pagina di storia moderna del Qatar si scrisse nel 1766 quando nacque la cittadina di Al-Zubarah che divenne rapidamente un importante centro commerciale.
L’economia, sebbene fosse divenuta abbastanza rilevante, si basava unicamente sulla pesca e sulla raccolta delle perle.
Proprio questa attività, tuttavia, subì un duro colpo nel 1930 allorché il Giappone invase i mercati con i prodotti di una innovativa coltivazione di perle.
Fortuna volle che solo nove anni dopo a Dukhan fosse scoperto il petrolio che sarebbe seguito dal rinvenimento di enormi giacimenti di gas naturale.
Sul momento, sicuramente nessuno dei qatarioti sparsi per i pochi villaggi si rese conto di cosa ciò avrebbe significato per tutto il Paese.
Ma, a causa della Seconda Guerra Mondiale, fino alla fine del 1949 non fu possibile esportare il primo barile del prezioso liquido.
Però, da quel momento la trasformazione del Qatar divenne sempre più veloce con il PIL in vertiginosa ascesa.
Il Souq Waqif
Presente e futuro
I petroldollari hanno trasformato tutto il bacino del Medio Oriente che gravita attorno al Golfo Persico.
E se all’inizio quelle popolazioni sembrava fossero tanti parvenu, sicuramente le generazioni successive si sono adattate molto bene al ruolo che era necessario assumere nel contesto attuale.
Fra gli attori su questo palcoscenico c’è stato fin dall’inizio una grossa competizione a chi “le sparava più grosse”.
Si cercava il grattacielo più alto, l’evento più altisonante, l’invenzione turistica più eclatante come sciare sulla neve nel deserto, e così via.
E per questo non si badava a spese.
All’inizio il Qatar si tenne un po’ defilato da tutto questo.
Anche perché i “cugini” dell’Arabia Saudita, degli Emirati, del Bahrain e altri non digerivano che il Qatar desse soldi, tanti soldi, e ospitalità a organizzazioni come Hamas e Muslim Brothers, così lo emarginarono.
E, se si vuole, questa linea di condotta seguita dal Qatar è un altro dei suoi contrasti.
Poi la cosa si rimediò e, zitti zitti, i qatarioti calarono gli assi e misero tutti gli altri in fila.
E gli assi non erano poi né pochi, né casuali.
Cosa hanno creato in Qatar
La Compagnia Aerea di bandiera ha vinto più volte il premio per la miglior Business Class al mondo.
Hanno organizzato il Campionato Mondiale di Calcio e hanno regolarmente in calendario i Gran Premi di F1 e di Moto GP.
Inoltre, in Qatar si svolgono Campionati Mondiali di Atletica e Open di Tennis.
La splendida Corniche di Doha al tramonto
Vi sembra abbastanza per un piccolo Paese di meno di dodicimila chilometri quadrati e con sì e no due milioni e mezzo di abitanti?
Questo serve ad accendere i riflettori sul Qatar che però ha un’altra vera forza proiettata verso il futuro.
E può sembrare strano in un Paese musulmano, ma è tutta femminile e guarda alla cultura e, di nuovo, è quindi un altro contrasto.
Mozah bint Nasser al-Missned è la madre dell’attuale Emiro e seconda moglie dell’Emiro precedente.
I suoi sforzi mirano a fare di Doha una capitale in cui arte e cultura siano alla portata di tutti.
E questo già si vede andando in giro per la città, che siano, per esempio, opere d’arte lungo la Corniche o
progetti e strutture più complesse.
Cosa offre una vacanza in Qatar
Il viaggiatore che vuole conoscere questo angolo di Golfo Persico non ha che l’imbarazzo della scelta.
Doha, la Capitale, offre veramente di tutto per tutti i gusti e tutte le necessità e non per nulla è ritenuta la città più dinamica del Golfo.
Intanto va detto che il Qatar è un Paese sicuro e accogliente anche per le famiglie, comprese quelle con bambini.
Da aree gioco sulla Corniche o sulle spiagge bagnate da un mare basso, calmo e pulito a parchi e giardini attrezzati con piste da pattinaggio e percorsi a tema.
Se si vuole rimanere in città, ci si può aggirare per i vari souq per lo più specializzati in determinati settori.
Potete visitate, per esempio, Falcon Souq e Gold Souq, mercati tradizionali rispettivamente di falchi e arte orafa.
Cena al Katara Cultural Village
Oppure andare nei modernissimi centri commerciali che fanno concorrenza ai loro simili americani o europei.
Ci potete passare una giornata intera senza annoiarvi e – solito contrasto qatariota – non troverete solo grandi negozi di famose griffe internazionali, ma anche bancarelle di rosari, di abeyya o di waffle.
Per chi vuole dare un’impronta culturale alla sua vacanza, ci sono musei meravigliosi in cui le opere d’arte non sono solo all’interno ma dove l’edificio stesso è un’opera d’arte moderna.
E non vi fate mancare le molteplici esperienze gastronomiche, qatariote ed internazionali.
Per esempio, passate una sera al Katara Cultural Village e godetevi un menù di tradizione levantina ammirando l’incredibile skyline della città.
Per chi ama l’avventura
Ma se non volete rimanere in città ed amate le attività all’aperto, non ci sono certo problemi.
Potreste noleggiare un kayak e fare un giro nella foresta di mangrovie di Al-Thakira.
Vi affascina il deserto?
Potete fare un’escursione al Forte di Al-Zubarah e alle iscrizioni rupestri di Al-Jassasiya.
E vi consigliamo anche di andare ad ammirare la bellezza della natura arida di Zekreet, dominata da formazioni rocciose calcaree uniche, così come la strabiliante caverna di Dahl-Al-Misfir.
Particolarmente affascinante è il deserto a sud, nei pressi del confine con l’Arabia Saudita.
In particolare, a Khor Al-Adaid dove bianchissime dune finiscono nel fantastico e lunare Mare Interno.
Le fantastiche dune bianche sul Mare Interno
E se amate stare in acqua, fatevi una bella immersione o almeno un po’ di snorkeling su un reef ancora intatto.
Ma se proprio volete godervi il mare, oltre all’attività subacquea avete la possibilità di fare kitesurf, parasailing, wakeboard o vela.
Poi, se, infine, siete tipi sedentari, sdraiatevi su una delle spiagge dei tanti resort, a non fare assolutamente niente.
In questo modo non vi stancherete, avrete degli ottimi ristoranti a disposizione ed al tramonto potreste, magari, salpare su un dhow e prendere un aperitivo a bordo godendovi il fresco della sera.
E questo sarà l’ennesimo contrasto di questa terra: l’antica barca da cui ammirare i moderni grattacieli.
Negli anni la città è divenuta una delle più celebri mete di pellegrinaggi religiosi, ma sono tanti i turisti curiosi e i viaggiatori scettici che decidono di visitare il paese e nessuno torna a casa da Medjugorje deluso o con il cuore affranto: l’atmosfera spirituale che avvolge la città e il sentimento di pace interiore che si respira sono un vero toccasana per l’anima.
Medjugorie: un luogo di spiritualità unico al mondo
Medjugorje è un paesino della Bosnia Erzegovina, nella municipalità di Citluk, che si trova a poca distanza dal capoluogo di regione, Mostar. La destinazione è nota soprattutto per le numerose apparizioni della Madonna che hanno santificato questo lembo di terra e che, ogni anno, richiamano milioni e milioni di pellegrini desiderosi di partecipare a questo mistero.
Qui infatti è davvero possibile toccare i miracoli con mano, assistere a segni potenti e inspiegabili, conversioni, vocazioni e guarigioni straordinarie. Ma è soprattutto un luogo di preghiera e raccoglimento dove riscoprire un senso di comunità, riflettere e aprire il proprio cuore con un atteggiamento più spirituale.
Si tratta di un luogo unico al mondo in cui la bellezza naturale dei dintorni si fonde con la spiritualità che avvolge la città. Il fatto che la città sia attorniata dalla bellezza mozzafiato della natura non fa altro che innalzare lo spirito che, tra paesaggi verdissimi, campi di ulivi e morbide montagne, può davvero ritrovare sé stesso.
Oltre alle apparizioni, Medjugorje è rinomata per il suo Santuario di San Giacomo, una maestosa chiesa che è diventata un punto di riferimento per i visitatori. Il Santuarioaccoglie migliaia di pellegrini ogni anno, molti dei quali partecipano a cerimonie religiosee attività spirituali. A questo scopo infatti all’esterno si trova un grande anfiteatro dove in estate si svolgono le messe per accogliere più pellegrini possibili, e sul retro si trova il confessionale più grande del mondo.
Ovviamente in un viaggio a Medjugorje non puoi fari mancare la salita al Monte Podbrdo, il monte delle apparizioni, da fare a piedi nude – se la salute e le temperature te lo consentono – come omaggio alla Madonna. Camminare sulle pietre rosse, levigate dal passaggio dei tanti pellegrini, è un’emozione difficile da spiegare a parole.
Le apparizioni mariane
Andare in pellegrinaggio a Medjugorje significa rispondere alla chiamata di un dono sorprendente che si manifesta dal 1981: le apparizioni della Vergine Maria. Prima del 24 giugno di quell’anno infatti Medjugorje era solo un minuscolo villaggio di contadini sperduto in un angolo aspro e desolato dell’ex Jugoslavia.
Secondo la tradizione cattolica, infatti, la Vergine Maria è apparsa proprio qui a sei giovani veggenti nel 1981 e, da allora, continua a comunicare messaggi di pace, fede e speranza che hanno un impatto significativo sulla vita delle persone che li hanno ricevuti.
Il mese scorso ci sono state ben tre apparizioni straordinarie della Madonna in giorni successivi, le cui “chiamate” avevano lo scopo di unire le persone nel segno della pace. Un evento che si spiega con la grande situazione di allarme che c’è nel mondo a causa delle guerre in Medio Oriente e in Ucraina che rischiano di far precipitare l’umanità nel caos generalizzato.
Viaggio a Medjugorje: se non vedi non credi
Come dice Orietta, consulente di riferimento di Evolution Travel per i viaggi religiosi, le persone si recano a Medjugorje per due ragioni principali: per ricevere una grazia o per curiosità, ma il vero miracolo che si deve cercare, non è quello delle apparizioni o delle guarigioni del corpo, ma quello della guarigione del cuore.
Negli anni la città è divenuta una delle più celebri mete di pellegrinaggi religiosi, ma sono tanti i turisti curiosi e i viaggiatori scettici che decidono di visitare il paese e nessuno torna a casa da Medjugorje deluso o con il cuore affranto: l’atmosfera spirituale che avvolge la città e il sentimento di pace interiore che si respira sono un vero toccasana per l’anima.
Medjugorie: un luogo di spiritualità unico al mondo
Medjugorje è un paesino della Bosnia Erzegovina, nella municipalità di Citluk, che si trova a poca distanza dal capoluogo di regione, Mostar. La destinazione è nota soprattutto per le numerose apparizioni della Madonna che hanno santificato questo lembo di terra e che, ogni anno, richiamano milioni e milioni di pellegrini desiderosi di partecipare a questo mistero.
Qui infatti è davvero possibile toccare i miracoli con mano, assistere a segni potenti e inspiegabili, conversioni, vocazioni e guarigioni straordinarie. Ma è soprattutto un luogo di preghiera e raccoglimento dove riscoprire un senso di comunità, riflettere e aprire il proprio cuore con un atteggiamento più spirituale.
Si tratta di un luogo unico al mondo in cui la bellezza naturale dei dintorni si fonde con la spiritualità che avvolge la città. Il fatto che la città sia attorniata dalla bellezza mozzafiato della natura non fa altro che innalzare lo spirito che, tra paesaggi verdissimi, campi di ulivi e morbide montagne, può davvero ritrovare sé stesso.
Oltre alle apparizioni, Medjugorje è rinomata per il suo Santuario di San Giacomo, una maestosa chiesa che è diventata un punto di riferimento per i visitatori. Il Santuarioaccoglie migliaia di pellegrini ogni anno, molti dei quali partecipano a cerimonie religiosee attività spirituali. A questo scopo infatti all’esterno si trova un grande anfiteatro dove in estate si svolgono le messe per accogliere più pellegrini possibili, e sul retro si trova il confessionale più grande del mondo.
Ovviamente in un viaggio a Medjugorje non puoi fari mancare la salita al Monte Podbrdo, il monte delle apparizioni, da fare a piedi nude – se la salute e le temperature te lo consentono – come omaggio alla Madonna. Camminare sulle pietre rosse, levigate dal passaggio dei tanti pellegrini, è un’emozione difficile da spiegare a parole.
Le apparizioni mariane
Andare in pellegrinaggio a Medjugorje significa rispondere alla chiamata di un dono sorprendente che si manifesta dal 1981: le apparizioni della Vergine Maria. Prima del 24 giugno di quell’anno infatti Medjugorje era solo un minuscolo villaggio di contadini sperduto in un angolo aspro e desolato dell’ex Jugoslavia.
Secondo la tradizione cattolica, infatti, la Vergine Maria è apparsa proprio qui a sei giovani veggenti nel 1981 e, da allora, continua a comunicare messaggi di pace, fede e speranza che hanno un impatto significativo sulla vita delle persone che li hanno ricevuti.
Il mese scorso ci sono state ben tre apparizioni straordinarie della Madonna in giorni successivi, le cui “chiamate” avevano lo scopo di unire le persone nel segno della pace. Un evento che si spiega con la grande situazione di allarme che c’è nel mondo a causa delle guerre in Medio Oriente e in Ucraina che rischiano di far precipitare l’umanità nel caos generalizzato.
Questa nave fantasma distrutta arrugginisce su una spiaggia greca sin dagli anni ’80.
Questa nave abbandonata si trova su una bellissima distesa di sabbia con la marea che lambisce il suo esterno arrugginito. L’aspetto della nave sulla spiaggia greca è tanto strano quanto le voci che circondano la sua storia.
Costruita in Danimarca nel 1950 come Klintholm, la nave mercantile da 67 metri fu successivamente acquisita da una società greca, che cambiò il suo nome in Dimitrios. La nave fu ormeggiata a Gythio nel 1980 e rimase abbandonata sul molo per circa un anno.
Nel 1981, la nave – che era stata dichiarata non sicura per l’uso – perse l’ancoraggio durante il brutto tempo. La nave fantasma senza equipaggio navigò senza meta in tutto il Golfo Laconico per oltre un mese fino a quando non si arenò sulla riva dove si trova oggi.
La nave abbandonata è resa ancora più intrigante dalle voci che la circondano. Alcuni sostengono che la nave trasportasse merci come parte di un commercio illegale di tabacco tra Italia e Turchia e fu successivamente bruciata per nascondere le prove.
Il relitto del Dimitrios si raggiunge facilmente dalla strada provinciale Skalas-Githiou. Fai attenzione al pavimento precario se intendi entrare.
Il Kuwait è un piccolo Paese che si affaccia sulla parte più settentrionale del Golfo Persico.
Trattandosi di un Paese arabo, forse l’adagio è leggermente inopportuno, ma è proprio vero che nelle botti piccole ci sta il vino buono.
Da noi è più conosciuto per la pubblicità del suo brand petrolifero – Q8 – che per le sue proposte turistiche.
Eppure, offre tante cose da fare e da vedere, oltre ad avere una storia molto antica alle sue spalle.
Qualche nota sul Kuwait
Incuneato fra Iraq e Arabia Saudita e con l’evento di una recente invasione alle spalle, il Kuwait non è, in effetti, una destinazione molto visitata.
Rispetto ad altre località più a sud nel Golfo, qua ci sono molti meno turisti e meno lavoratori stranieri.
Si aggiunga che queste sono terre antiche e sempre contese, cose che forgiano il carattere di un popolo.
Sta di fatto che, pur essendo un grosso produttore di petrolio al pari di tanti altri Paesi in questo angolo di mondo, sembra quasi che il Kuwait abbia optato per un atteggiamento diverso.
Pur avendo avuto un adeguato sviluppo di architettura moderna, a Medinat al-Kuwait – più nota come Kuwait City – non si respira quell’aria di sfarzo e di ostentazione che caratterizza, per esempio, Dubai o Abu Dhabi.
Si potrebbe dire, in buona sostanza, che sia un Paese in cui è più autentica l’atmosfera araba.
Il turista in Kuwait
Oltre ai grattaceli, ai centri commerciali e ai centri residenziali, cosa trova il turista nella Capitale?
Intanto va detto che questa terra ha una storia.
Scavi archeologici sull’ Isola di Failaka
All’inizio del Settecento quella che ora è Kuwait City era solo un piccolo villaggio di pescatori.
Piano piano, sia per la maestria nella costruzione delle imbarcazioni sia per le perle che venivano pescate, divenne un centro commerciale importante.
Ci passavano le merci fra India, Muscat, Baghdad, Persia ed Arabia, ed erano merci ricche.
Tanto che la potentissima Compagnia delle Indie Orientali ne fece una delle sue basi mentre i kuwaitiani arrivarono a farsi la fama di essere i migliori marinai del Golfo Persico.
Questo per quanto riguarda la storia meno antica.
Ma nel sito archeologico di Al Oyoun e sull’Isola di Failaka sono stati rinvenute tracce risalenti alle media Età del Bronzo.
Sull’isola, soprattutto, i kuwaitiani con l’aiuto di archeologi danesi, francesi, americani e anche italiani hanno condotto diverse campagne di scavo.
E molte sono nel Paese le aree in cui ancora non si è scavato pur avendole ritenute interessanti.
Quindi, durante un soggiorno in Kuwait si possono avere molte opportunità per soddisfare gli interessi di chiunque.
Si va dall’ammirare il panorama dalla cima di una delle torri, al frequentare mercati vecchi e moderni senza omettere di fare acquisti al souq al-Mubarakeya, vecchio di duecento anni.
Dall’aggirarsi per centri commerciali a visitare uno dei tanti musei, fermandosi durante la giornata nei ristoranti che offrono cibi provenienti da tante culture.
La Riserva Naturale di al-Jahrà
Si possono fare escursioni nel deserto e passare la notte sotto le stelle, come andare all’oasi di al-Jahrà per visitarne la Riserva Naturale.
Si può passeggiare per il Parco al-Shaheed con i suoi giardini, il suo lago e il suo anfiteatro.
Immersioni
Se, poi, vorrete rinfrescarvi, potrete andare a fare un tuffo sulla spiaggia di al-Koit dove troverete tutti i servizi di cui avrete bisogno.
E siamo arrivati a parlare di buttarsi in mare.
Siamo nel Golfo Persico, quindi Oceano Indiano, quindi fondali interessanti, con relitti e barriere coralline ricche di colori e di pesci.
In un settore, quello della subacquea, in cui la presenza maschile è ancora predominante e in un Paese musulmano in cui la donna ha ancora tanto da faticare per imporsi, a Medinat al-Kuwait avrete una sorpresa.
Una bella giovane ragazza di nome Mariam Al Saif è istruttrice subacquea ed ha fondato una società – si chiama “Diving with MER” – per immersioni sui tanti reef corallini della zona.
Sta dandosi da fare per coinvolgere più donne possibile in questa attività e piano piano ci sta riuscendo.
L’incontro di Miriam Al Saif con un frequentatore delle acque kuwaitiane
Del resto per lei andare sott’acqua è più che naturale, ce l’ha proprio nel DNA.
È infatti una discendente di quei pescatori di perle a cui abbiamo accennato prima.
Come vedete da quel poco che vi abbiamo detto, una vacanza in Kuwait non vi annoierà!