Italia, Slovenia, Germania e l’immancabile Rovaniemi: tante le destinazioni che permettono di abbandonarsi al fascino di un mondo da fiaba.
Immergersi nell’atmosfera natalizia è una delle emozioni più intense che si possano provare in questo periodo, fantasticando di un mondo che non c’è ma che è esistito a lungo nella nostra immaginazione. Un luogo interiore che fa parte del nostro passato e quindi anche del presente, popolato da personaggi tipici del folklore dei paesi nordici, dove gli animali hanno voce e i colori sono sgargianti: rosso, verde e oro, lampi di luce nel candore dell’inverno.
Natale non e’ solo mercatini ma villaggi degli elfi e Santa Klaus, suggestioni che sarebbe troppo semplice derubricare a mere operazioni commerciali perché attingono un patrimonio culturale che ha radici profonde e che rappresenta l’aspetto più onirico e incantevole di questa stagione, laicamente parlando.
Abbiamo scelto per voi alcune proposte, selezionando i contesti piu’ suggestivi in Italia e all’estero, luoghi dove per una giornata è possibile mettere da parte la razionalità e abbandonarsi a un clima festoso e surreale, per la gioia dei bambini e anche degli adulti. Perché non c’è niente di più bello che scatenare l’immaginazione, sognando che un mondo di pace sia davvero possibile.
Villaggio di Natale Flover a Bussolengo, Verona
A Bussolengo (Verona), nel Villaggio di Natale
Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19:30 (chiuso il 25 dicembre e il 1 gennaio) e a ingresso libero, il Villaggio di Natale Flover in Veneto è uno dei più grandi in Italia, uno spazio molto ben organizzato, fatto di luci e allestimenti spettacolari. La 28esima edizione propone un programma ricco di novità: il “Natale del Bosco”, questo il tema scelto quest’anno, accompagna il visitatore tra cervi, volpi e scoiattoli in una radura incantata, dove una luce soffusa esalta corteccia, pigne e rami degli alberi, mentre maestri artigiani confezionano pezzi unici fatti a mano, ispirandosi ad antiche tecniche di lavorazione.
Tra le attrazioni principali la Casa di Babbo Natale, la pista di pattinaggio sul ghiaccio e il laboratorio degli elfi, dove i bambini possono scrivere la letterina e cimentarsi in varie imprese didattiche. Nell’area food si possono gustare le specialità delle feste e assistere a show animati da ballerini e acrobati
Presepe a Ossana @ Pillow Lab
Trentino, i mille presepi di Ossana
Ossana, in Trentino, è “Il borgo dei 1000 presepi”, e accoglie decine di migliaia di visitatori ogni anno, ma la stella che illumina il suo bel centro storico sembra splendere di nuova luce ogni Natale. Il percorso conduce attraverso 1600 presepi dislocati tra piazze, vicoli e palazzi. Basta seguire l’itinerario di decorazioni e lampade artigianali, per andare alla scoperta di opere d’arte incredibili. Quest’anno l’evento del piccolo paese della Val di Sole celebra la sua 25esima edizione e in piazza Venezia i bambini potranno visitare la Casa di Babbo Natale, che a partire dal 2 gennaio si trasformerà in Casa della Befana.
In Trentino anche il piccolo paese di Miola sull’Altopiano di Piné è diventato famoso come El Paés dei Presepi, in virtù dell’usanza degli abitanti di allestire nel periodo natalizio, sulle finestre e negli antichi portici, decine e decine di presepi, alcuni artigianali e altri di pregio artistico, come quello mobile della Famiglia Anesin. Una tradizione arricchita da giochi e che prosegue nel centro di Baselga di Piné.
Villaggio alpino a Kranjska Gora, Slovenia
Slovenia, le luci di Kranjska Gora
Il Villaggio Alpino di Kranjska Gora, in Slovenia, accoglie i visitatori all’insegna della magia sulla piazza di fronte alla chiesa, tra case illuminate a festa e un’offerta culinaria e di prodotti artigianali fatti in casa.
Villaggio alpino a Kranjska Gora, Slovenia
Con le sue strade decorate e la piazza che in inverno si trasforma in un fiabesco villaggio alpino, Kranjska Gora colpisce per le sue montagne imbiancate e gli alberi di Natale che adornano le case, mentre il fuoco scalda le mani. Per tenere a bada l’inverno niente di meglio del profumo della cannella dentro al vin brulé e di altre prelibatezze da gustare lentamente, assistendo a vari spettacoli musicali. Il Villaggio Alpino prende vita alla fine di novembre e si protrae fino alla fine di marzo.
Villaggio di Natale nel Principato di Monaco
Gli spettacoli itineranti del Principato di Monaco
La grande ruota, la giostra, le slitte e un divertente percorso a tema: al Villaggio di Natale del Principato di Monaco ce n’è davvero per tutti i gusti. Il tema dell’edizione di quest’anno è “Pan di zenzero e ghiottonerie” e, come negli anni precedenti, il fiore all’occhiello sono gli spettacoli itineranti, tra mascotte, trampoli, compagnie di ballerini e artisti in costume che passeggiano per le banchine, trasportando gli spettatori in un mondo da sogno.
Per i bambini, laboratori creativi con decorazioni di biscotti e trucco, ad accesso gratuito. Poco prima di caricare la slitta, Babbo Natale incontra il pubblico, lunedì 23 e 24 dicembre, dalle 14:30 alle 18:30.
Figure in legno su una piramide natalizia nel Villaggio di Natale di Seiffen, Germania
Germania, le decorazioni del villaggio sassone
La città di Seiffen in Sassonia, Germania, è conosciuta come il Villaggio di Natale dei Monti Metalliferi. Qui si trovano molti negozi di arte popolare tradizionale dell’Erzgebirge, con manufatti prodotti dagli artigiani locali. Ogni bottega cerca di presentare la propria merce nel modo più suggestivo possibile e quasi tutte le vetrine del villaggio sono decorate.
Case luminose, archi di candele, piramidi, stelle e figure in legno come angeli, minatori e fumatori di incenso: c’è di tutto. Imperdibili le grandi piramidi e le figure in legno dislocate qua e là. Gli eventi più importanti sono la piccola parata mineraria, la sfilata di luci sui sentieri minerari, la grande sfilata mineraria con oltre 400 persone in costume tradizionale e la processione delle lanterne verso Babbo Natale.
Mulino degli Angeli, Danzica
In Polonia, tra giardini incantati, alci parlanti e slitte magiche
Durante il periodo natalizio, Varsavia diventa una delle città più luminose della Polonia. Imperdibile, in particolare, il magico Giardino Reale delle Luci con il suo allestimento di forme fantasiose e le sculture luminose dei giardini del Palazzo di Wilanow, dal 6 dicembre. Sulle rive del Mar Baltico, passeggiando tra i vicoli di Danzica, si finisce invece per essere proiettati in una favola, tra l’alce parlante Lucek, il Mulino degli Angeli, il Gazebo dei baci, la Fabbrica dei regali, la giostra con i cavalli, la suggestiva Porta dell’Avvento e la magica slitta di Babbo Natale.
A casa di Babbo Natale a Rovaniemi, Lapponia
Per immergersi nell’atmosfera del Natale, ed esplorare paesaggi da fiaba, una delle mete più iconiche è la Lapponia, Finlandia. Amata da grandi e bambini per la sua atmosfera natalizia, a Rovaniemi è un must visitare il famosissimo Villaggio di Babbo Natale, aperto tutti i giorni dell’anno. La destinazione permette anche di attraversare il Circolo Polare Artico, assaggiare deliziose prelibatezze natalizie o spedire letterine affrancate con il timbro ufficiale di Babbo Natale dall’Ufficio Postale di Santa Claus.
Veduta aerea del parco divertimenti Santa Claus Village e dei mercatini di Natale a Rovaniemi, Lapponia, Finlandia
La Lapponia è servita da Finnair tutto l’anno con voli giornalieri verso alcune delle località più popolari (oltre a Rovaniemi, anche Ivalo, Kittilä e Kuusamo). Premiata per la 14a volta consecutiva come Best Nordic Airlines ai World Airline Awards di Skytrax 2024, gli “Oscar” dell’aviazione, la compagnia è quella ufficiale di Babbo Natale: un sodalizio che dura da oltre 40.
Casella postale rossa di Babbo Natale nella città di Nuuk, capitale della Groenlandia
Le caselle postali di Natale in Groenlandia e Alaska
Una gigantesca casella postale rossa di Babbo Natale aspetta invece i bambini nella città di Nuuk, capitale della Groenlandia. È questa la casella postale “ufficiale” attraverso la quale i più piccoli possono scrivere a “Santa Claus – Northpole” indicando nell’indirizzo: “Babbo Natale, 2412 Nuuk, Groenlandia”. Tutti coloro che scrivono ricevono poi una risposta da Babbo Natale.
Anche in Alaska, nel comune North Pole, troviamo la Santa Claus House, un ufficio postale, diventato una vera e propria attrazione turistica di fronte al quale sorge la statua di Babbo Natale più grande del mondo, alta ben 13 metri. Durante i weekend di dicembre, prima della Vigilia di Natale, è naturalmente possibile incontrare dal vivo il beniamino del Natale in tuta bianca e rossa.
Isla Cholón è sinonimo di feste, divertimento e barche di lusso.
Si tratta di una spiaggia paradisiaca situata sull’isola di Barú, che fa parte del Parco Naturale Nazionale Corales del Rosario, situato a 45 minuti di barca dalla città di Cartagena. Questo parco ha un’incredibile diversità di fauna e flora sia nelle sue acque che sulla terraferma. Ognuna delle sue isole attende i suoi visitatori con colori, specie ed ecosistemi che sembrano usciti da una storia. Cholón non fa eccezione.
Se noleggi una barca privata e durante il tuo viaggio vuoi visitare la destinazione con la migliore “rumba dell’isola”, Cholón è sicuramente il posto che vuoi includere. Ecco alcuni ulteriori motivi per cui ti consigliamo di includere questo luogo nel tuo itinerario.
Si tratta di una bellissima spiaggia con acque calme e poco profonde, trasparenti nei toni del turchese e sabbia bianca e fine.
Isla Cholón è un luogo “esclusivo” verso il quale non c’è un grande flusso di visitatori. Sono per lo più gruppi che viaggiano come te, nella tua barca privata. È il luogo perfetto per fare snorkeling e ammirare la più grande barriera corallina della Colombia.
I ristoranti sulla spiaggia offrono il loro servizio anche all’interno dell’acqua, dove possono accomodarsi comodamente sotto capanne asciutte con tetto di palma. Durante il viaggio da Cartagena a Isla Cholón, cerca l’opportunità di ammirare quasi tutte le isole che compongono il Parco Naturale Nazionale delle Corales del Rosario.
L’atmosfera dell’isola è divertente, quindi incontrerete e potrete condividere con altri turisti nazionali e stranieri che vi raggiungeranno in barche di lusso in cerca di una festa.
Isla Cholón ha anche posti dove riposare, puoi semplicemente prendere il sole e contemplare uno dei paesaggi più belli dei Caraibi colombiani. È possibile fare un’escursione naturalistica intorno all’isola, che è circondata dalla vegetazione e l’avventura si trova anche sulla terraferma. La politica di protezione e conservazione dell’isola consente l’ingresso di un massimo di 120 persone al giorno.
Andiamo a Cholón e in ogni destinazione che consideri il luogo perfetto per te e il tuo gruppo.
Noleggiare con noi una barca privata a Cartagena de Indias, migliora sicuramente la tua esperienza, che si tratti di un viaggio d’affari, di riposo o di piacere. Contattaci subito! Siamo pronti ad aiutarti a creare quel viaggio personalizzato e indimenticabile.
Il parco nazionale di Canaima è un’area naturale protetta situata nello Stato di Bolívar, in Venezuela. Fu instaurato nel 1962 e dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nell’anno 1994.
Parco Nazionale Canaima
Il parco nazionale di Canaima si estende su una superficie di tre milioni di ettari. Grazie ad una varietà infinità di splendori naturali, la sua grande estensione e i suoi valori paesaggistici lo posizionano fra una delle meraviglie della creazione. Canaima luogo dove gli scenari naturali sono percorsi da spettacolari fiumi, i quali transitano per questo Paradiso Terrestre. Fiumi che contrastano con la varietà verde della selva, fiumi che interrompono il loro percorso solo per unirsi nella dinamica dell’indescrivibile e numerose cascate e salti d’acqua caratteristici di questi luoghi.
Tepuyes
Paesaggi che si uniscono con i leggendari Tepuyes, rappresentanti della terra, i quali ci trasportano a epoche remote risalenti a migliaia di anni fa. Queste montagne costituiscono la casa delle Dee della mitologia indigena, anche se l’etnia dei Pemon sono gli autentici abitanti di questi luoghi.
Salto Angel
Nel settore occidentale del parco nazionale Canaima, c’è uno dei “tepuy” più conosciuti l’ “Auyantepuy”, da dove nasce la cascata più alta del mondo con i suoi 979 metri di altezza, il “Salto Angel”. La cascata deve il suo nome allo scopritore Jimmi Angel, un aviatore avventuriero americano che nel 1937, lo portò alla conoscenza del mondo. Gli indigeni della zona, i Pemones, che già lo conoscevano lo avevano battezzato con il nome di “Churún Merú”.
Nei pressi del Salto Angel, è presente uno dei siti più spettacolari di tutto il Venezuela, la Laguna Canaima. Da questa laguna si possono vedere le cascate: Hacha, Wadaima, Golondrina, Sapo, Sapito e Ucaima con vari Tepuy a fare da sfondo al paesaggio.
Canaima Fauna
La fauna silvestre e la flora esuberante partecipano anche in questo arcobaleno di vita. La fauna del Parco e variata e distribuita dipendo dai vari fattori, livello di altitudine, tipi di vegetazione, e produttività degli ecosistemi. Fra le tanti tipi possiamo iniziare per i mammiferi, fra le quali: l’orso formichiere, il cinghiale, il puma, l’opossum, lo scoiattolo, cervo “matacan”, il bradipo tridattilo, volpe “cangrejo”, scimmia “machín” e il topo.
Non bisogna dimenticare anche che ci sono degli specie in via di estinzione fra le quali fanno parte: l’orso formichiere, armadillo gigante, la nutria gigante, il giaguaro. Fra i rettili che compongono questo gruppo abbiamo: alligatore “sabanero”, camaleonte “hociso liso”, l’iguana, tartaruga selvatica.
Fra i tipi di serpente ci sono: boa constrictor, anaconda, epicrates cenchria, fra altre; il gruppo degli anfibi invece è composto da rane e giurane; e per finalizzare questa sortita gamma ma non meno importante troviamo il gruppo Avifauna il quale lo integra il guacamayo (ara cloroptera), piapoco (ranphatos tucanus), perico cara sucia (aratinga pertinax) fra altri.
Canaima Flora
La flora che si trova in questo luogo è abbastanza eterogenea , è composta da un’infinita varietà di orchidee e bromelie le quali fanno parte delle meraviglie di questo grandioso parco. La varietà climatica e i diversi livelli di altitudine unite alla grande diversità geografica fanno di questo parco un luogo esuberante di vegetazione. I boschi e le savane costituisco gli elementi più caratteristici della zona. Ugualmente possiamo osservare fiumi che scorrono per boschi, savane e la tipica vegetazione Tepuyana. Queste formazioni rocciose hanno un’età geologica di circa 2000 – 3000 milioni di anni, e li rende una delle formazioni più antiche del pianeta.
Il parco è influenzato dal clima equatoriale, questo clima è caratterizzato da copiose precipitazioni distribuite durante tutto l’anno. Le temperature variano tra i 21 °C e 10 °C, e dipendono dai livelli latitudinali (500 e 2.800 metri) e dalle diverse zone e periodi dell’anno.
Fiumi Canaima
Il parco nazionale Canaima abbraccia tutta la conca del fianco destro del fiume Caroní, grande collettore delle acque del parco. Fra i principali fiumi del parco si trovano: Caroní, Carrao, Aponwao, Kukenán, Churún, Arabopó, Yuruaní, Karuai. Tra le cascate più importanti ci sono il Salto Ángel o Kerepakupai-Merú, Salto Hacha, Kamá-Merú e il Salto del Sapo.
Los Roques è un arcipelago di origine corallina, ubicato nel Mar dei Caraibi, al Nord della costa centrale del Venezuela, a circa 80 miglia nautiche dal porto di La Guaira.
Los Roques, le isole
Il Parco Nazionale delle Isole di Los Roques Comprende oltre 250 isole ed atolli corallini che, a seconda delle maree, appaiono o scompaiono tra la trasparenza ed i diversi toni di azzurro del mare. Madrizqui, Francisqui, Crasqui, Noronqui e Cayo de Agua sono le isole più conosciute per le loro bellissime spiagge di sabbia bianchissima.
Altro elemento di richiamo internazionale sono i suoi fondali che costituiscono uno degli ecosistemi marini più completi del mondo, essendo protetti da un’estesa barriera che ripara l’intero arcipelago dalle correnti. Dichiarato Parco Nazionale nel 1972, si è trasformato in pochi anni in un’esclusiva meta turistica, obbligando le autorità locali a disciplinare rigidamente il suo sviluppo turistico.
Los Roques è raggiungibile solo in aereo o con imbarcazioni private ed ha una sola isola abitata, l’lsola Gran Roque, un pittoresco villaggio che ha iniziato a popolarsi nei primi del ‘900, quando i pescatori provenienti dall’Isla Margarita hanno cominciato a sostituire i precari rifugi, che costruivano durante le stagioni di pesca, con case in muratura.
Dormire a Los Roques, le posadas
Oggi la maggior parte di queste case sono state trasformate in Posadas e costituiscono le uniche strutture ricettive esistenti e permesse all’interno del Parco Nazionale. Le Posadas funzionano come locande, dove gli attuali proprietari (molti stranieri e principalmente italiani) oltre a viverci, prestano il servizio di ristorazione e di alloggio in camere con bagno privato.
Alcune includono nel prezzo il trasporto giornaliero alle isole più vicine al Gran Roque, disponendo di imbarcazioni proprie. Il soggiorno ideale è di una settimana ed è possibile prenotarlo in posadas di diversa categoria scegliendo anche il tipo di trattamento.
Cosa sono le posadas?
Le posadas sono delle case private (tipo locande), completamente ristrutturate, con un numero massimo di 11 camere (doppie/triple) tutte con bagno privato (solo acqua fredda), a poca distanza l’una dall’altra ed ubicate all’ interno del villaggio rurale di pescatori presente sull’isola principale del Gran Roque. Quasi sempre gestite da italiani, sono in grado di offrire un ottimo servizio personalizzato e all’altezza degli standard del turismo internazionale in termini di pulizia, attenzione e cucina.
I pasti principali, colazione e/o cena sono serviti nelle posade e principalmente a base di pesce. Il pranzo è tipo box-lunch (ghiacciaia con sandwiches o piatti freddi) da portare in spiaggia. Il soggiorno si svolge visitando ogni giorno un’isola diversa che distano dai 5 ai 30 minuti in barca dal Gran Roque (che non ha spiagge). Il trasporto alle isole non è incluso (cosi come il noleggio di sdraie ed ombrelloni) e può essere acquistato in loco chiedendo informazioni ai gestori della posada.
Cosa fare a Los Roques
L’isola del Gran Roque (dove sono ubicate le posade) non ha spiaggia e tutte le posade sono distribuite all’interno del piccolo centro abitato coesistendo con le case rurali dei pescatori. Il soggiorno mare consiste nel raggiungere in barca giornalmente le diverse isole e trascorrere l’intera giornata in spiaggia, evitando di restare in posada o al Gran Roque durante il giorno.
Il Gran Roque è un villaggio rurale di pescatori molto semplice e poco curato esteticamente che non offre divertimenti o vita notturna, non esistono mezzi di trasporto ne strade asfaltate. Il suolo è di sabbia battuta che origina la formazione di pozzanghere in caso di pioggia. La bellezza della località si apprezza solo trascorrendo il maggior tempo possibile in spiaggia visitando le diverse isole dell’arcipelago.
Informazioni sul soggiorno
Le posade sono costruite secondo i canoni di architettura stabiliti dalle autorità del Parco Nazionale e possono presentare delle carenze in caso di pioggia abbondante e continuata o contro vento essendo un fenomeno metereologico poco frequente a Los Roques. Non hanno generalmente ne acqua calda ne aria condizionata per rispettare le norme ambientali del parco nazionale (limitando l’uso di acqua desalinizzata e di elettricità).
Non esiste una rete di fognatura, con conseguente rigorosità su quello che può essere gettato nei wc. Tutte le posade hanno un serbatoio di acqua dissalata sotto il pavimento, nascondiglio ideale per le “cucarache” che non sempre sono indice di poca igiene a Los Roques.
L’estrema difficoltà per rifornire l’isola, causata da un trasporto marittimo irregolare e da un costoso trasporto aereo, può comportare alle posade ed alle poche botteghe che vendono generi di prima necessita, la difficoltà di reperire determinati generi alimentari deperibili, come carne, frutta e verdura freschi. I pasti principali sono quasi esclusivamente a base di pesce, quindi particolari abitudini od allergie alimentari devono essere indicate al momento della prenotazione per permettere alla posada o alla barca a vela di rifornirsi degli alimenti richiesti.
Il pranzo è previsto esclusivamente come Box lunch per la spiaggia. Il trattamento consigliato è la pensione completa (colazione e cena in posada e box lunch per la spiaggia). Le bevande sono incluse solo durante la colazione e nel Box Lunch (soft drink). Birra e vino sono considerate bevande alcoliche per le quali viene richiesto dalla posada il pagamento di un extra.
Aeroporto Los Roques
A Los Roques non esiste un vero e proprio aeroporto, ma una pista dove si atterra a vista entro il tramonto. Non è necessario un trasferimento terrestre dall’aeroporto alla Posada, considerando che la pista aerea è a pochi metri dal villaggio dei pescatori. All’arrivo i turisti sono ricevuti da un incaricato della posada che li accompagna e li aiuta a trasportare i bagagli con un carrello.
Flora
Lungo le coste dell’arcipelago si sviluppano piccoli ma significativi lembi di mangrovie. Le specie maggiormente rappresentate sono la mangrovia rossa , la mangrovia nera e la mangrovia bianca .
Fauna
Il parco tutela una delle barriere coralline meglio conservate del mar dei Caraibi e con la maggiore biodiversità. ALos Roques sono state censite 307 specie di pesci, 200 specie di crostacei, 140 specie di molluschi, 61 specie di coralli, 60 specie di spugne e 45 specie di ricci e stelle di mare.
Bulgari Hotels & Resorts ha siglato un accordo per un nuovo resort di lusso alle Maldive. Il nuovo Bulgari Resort Ranfushi, “piccola isola d’oro” ,la cui apertura è prevista per il 2025, diventerà la tredicesima gemma della collezione Bulgari Hotels & Resorts.
Il resort, situato nell’atollo di Raa a 45 minuti di idrovolante dall’aeroporto di Malé e disegnato dallo studio di architettura italiano Acpv Architects – Antonio Citterio Patricia Viel, che firma tutte le strutture della collezione, si estenderà su un terreno di oltre 20 ettari e comprenderà 54 unità tra cui la Bulgari Villa, costruita su un’esclusiva isola privata, 33 Beach Villa, ognuna dotata di piscina, 20 Overwater Villa e una serie completa di servizi.
Quattro saranno le esperienze gastronomiche disponibili: Il Ristorante – Niko Romito, dove gli ospiti potranno gustare le ricette tradizionali della cucina italiana curate dallo chef tristellato, il ristorante cinese Bao Li Xuan, alter-ego dell’omonimo ristorante due stelle Michelin del Bulgari Hotel Shanghai, il ristorante Hōseki, concept giapponese già presente al Bulgari Resort Dubai, e il ristorante più casual La Spiaggia, che offrirà piatti leggeri e internazionali.
Un’attenzione particolare sarà data anche alla sostenibilità, rispettata negli standard di costruzione e servizio dell’hotel, ma anche enfatizzata dalla realizzazione di un’isola interamente dedicata alla nidificazione di molte specie di uccelli.
Nel resort saranno presenti anche il Bulgari Bar, la Bulgari Spa, all’insegna del relax più totale, dotata di centro fitness, un padiglione yoga e una biblioteca privata. Inoltre, il resort ospiterà una boutique Bulgari e La Galleria, un concept store con una selezione di prodotti di designer internazionali.
Fra tutte le mete turistiche sulla costa egiziana del Mar Rosso, El Quseir è forse quella che meno incontra i favori dei vacanzieri europei.
Il che, a mio personalissimo avviso, è un gran bene, nell’ottica di preservare l’identità originale di una città.
Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare: El Quseir è misconosciuta e non se lo merita, perché ha tante cose da offrire.
Vediamole!
El Quseir nella storia
In epoca tolemaica – III sec. a.C. – qua nacque un porto di grandissima importanza, quello di Myos Hormos.
Ad onor del vero non offriva proprio un gran rifugio alle navi.
Tuttavia, la sua importanza economica e commerciale crebbe velocemente per una serie di circostanze che nulla avevano a che fare con le condizioni meteomarine.
In primis, era al capolinea della più importante pista del deserto orientale.
La fortezza del Sultano Selim del XVI secolo
Ma, soprattutto, era nel punto più breve fra il Nilo e il Mar Rosso e la pista attraversava un’area ricchissima di pozzi.
Per questo motivo i trasporti carovanieri erano numerosi e tante erano le merci movimentate.
Questo fece sì che, anche dopo l’apertura del nuovo porto di Berenice, più a sud, Myos Hormos continuò comunque ad avere un ruolo rilevante nei commerci marittimi fin dopo l’epoca greco-romana.
Dopo la scoperta dell’America la navigazione ebbe nuovi impulsi e nel Mar Rosso cominciarono a farsi vedere i navigatori europei, primi fra tutti i Portoghesi.
Si aprirono così nuove rotte che scambiavano i prodotti mediterranei con l’Oriente.
Fu così che El Quseir in Egitto e Suakin in Sudan divennero scali obbligati per chi movimentava merci in Mar Rosso.
Poi, con le navi che diventavano sempre più sicure, si incrementò anche un nuovo tipo di traffico: quello dei pellegrini che dall’Africa volevano andare in Arabia per pregare alla Mecca.
In seguito, specialmente dopo l’apertura del canale di Suez, Myos Hormos perse gradualmente la sua importanza.
Rimase solo porto d’imbarco dei minerali estratti in cave e miniere che si trovavano nel deserto retrostante.
Una tipica abitazione di El Quseir con la masharabiya
Cosa vedere oggi a El Quseir
Intanto la cittadina, che conserva tuttora l’antica e tipica architettura del Mar Rosso.
Le costruzioni sono nell’unico materiale facilmente reperibile in zona: la pietra corallina.
Inoltre, sono realizzate con una tecnica che è rimasta immutata da sempre, la più idonea alle condizioni atmosferiche del posto.
Le case hanno pareti ben isolate dalle alte temperature, ed aperture orientate in modo da convogliare la brezza marina all’interno.
Tutti gli edifici sono dotati degli ampi tipici balconi in legno intagliato – le cosiddette “masharabiye” – realizzati perché le donne potessero guardare all’esterno senza essere viste.
Non dobbiamo certo perderci il suq per avere un significativo spaccato di vita locale e facciamo pure i turisti a giro nella fortezza costruita dal sultano Selim nel XVI secolo e recentemente restaurata.
Quando saremo stanchi di tutto ciò, andremo in un locale sulla spiaggia a fumare il narghilé sorseggiando un bel tè carico e dolce e guardando il mare davanti a noi.
L’ortolano nel suq di El Quseir all’ombra di un enorme sicomoro
Le escursioni da fare
In mare
Se siete subacquei, rivolgetevi ad un diving center per fare immersioni lungo la barriera corallina che corre poco al largo, parallela a riva.
Potreste anche avere la fortuna di incontrare un bel dugongo che pascola su un basso fondale sabbioso.
Ma organizzatevi anche per una escursione alle Isole Brothers, 33 miglia a Nord-Est di El Quseir.
È una delle zone più straordinarie di tutto il Mar Rosso e appagano ampiamente le esigenze dei subacquei anche più esperti.
Un dugongo
In terra
Se siete affascinati dall’antico Egitto, poi, farete senza complicazioni, salvo alzarsi ad un’ora antelucana, una piacevole escursione giornaliera a Luxor.
Inoltre, potrete scegliere fra diverse escursioni, fra cui quella a Mons Porphyrites, un importante complesso di cave di epoca romana, nel cuore del Deserto Orientale.
Vi si scavava una raffinata roccia viola, che non si trovava in nessun’altra parte del mondo, nota come Porfirite Imperiale, perché fece letteralmente impazzire gli imperatori romani.
Oppure, appena 8 chilometri a nord di El Quseir, potete visitare i resti di Myos Hormos, di cui abbiamo già parlato.
E perché non raggiungere Wadi Hammamat?
Si trova a mezza strada per Qena, e attraverso la sua valle corre un’antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo.
Potrete ammirare numerose iscrizioni rupestri, perché questo sito era noto in antichità per una fantastica pietra ornamentale di un bel colore verde, la pietra di Bekheny.
Un po’ più a nord si trova Bir Umm Fawakhir dove erano le miniere d’oro di epoca bizantina.
Ma, rimanendo in tema di pietre verdi, potreste anche raggiungere le antiche miniere di smeraldi.
Questa zona, identificata più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus, divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico.
Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate.
Resti du un tempio nel Deserto Orientale
Un’altra escursione di una giornata che merita senz’altro fare è quella a Mons Claudianus, un antico insediamento romano nel Deserto Orientale.
Vi si trovavano le cave di granito grigio che è finito, fra l’altro, nella costruzione del Pantheon a Roma.
Si possono ancora vedere i resti di una fortezza, di abitazioni e officine, di stalle e bagni.
Come vedete il Mar Rosso egiziano non è solo Hurghada o Sharm o Marsa Alam!