Fra tutte le mete turistiche sulla costa egiziana del Mar Rosso, El Quseir è forse quella che meno incontra i favori dei vacanzieri europei.
Il che, a mio personalissimo avviso, è un gran bene, nell’ottica di preservare l’identità originale di una città.
Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare: El Quseir è misconosciuta e non se lo merita, perché ha tante cose da offrire.
Vediamole!
El Quseir nella storia
In epoca tolemaica – III sec. a.C. – qua nacque un porto di grandissima importanza, quello di Myos Hormos.
Ad onor del vero non offriva proprio un gran rifugio alle navi.
Tuttavia, la sua importanza economica e commerciale crebbe velocemente per una serie di circostanze che nulla avevano a che fare con le condizioni meteomarine.
In primis, era al capolinea della più importante pista del deserto orientale.

Ma, soprattutto, era nel punto più breve fra il Nilo e il Mar Rosso e la pista attraversava un’area ricchissima di pozzi.
Per questo motivo i trasporti carovanieri erano numerosi e tante erano le merci movimentate.
Questo fece sì che, anche dopo l’apertura del nuovo porto di Berenice, più a sud, Myos Hormos continuò comunque ad avere un ruolo rilevante nei commerci marittimi fin dopo l’epoca greco-romana.
Dopo la scoperta dell’America la navigazione ebbe nuovi impulsi e nel Mar Rosso cominciarono a farsi vedere i navigatori europei, primi fra tutti i Portoghesi.
Si aprirono così nuove rotte che scambiavano i prodotti mediterranei con l’Oriente.
Fu così che El Quseir in Egitto e Suakin in Sudan divennero scali obbligati per chi movimentava merci in Mar Rosso.
Poi, con le navi che diventavano sempre più sicure, si incrementò anche un nuovo tipo di traffico: quello dei pellegrini che dall’Africa volevano andare in Arabia per pregare alla Mecca.
In seguito, specialmente dopo l’apertura del canale di Suez, Myos Hormos perse gradualmente la sua importanza.
Rimase solo porto d’imbarco dei minerali estratti in cave e miniere che si trovavano nel deserto retrostante.

Cosa vedere oggi a El Quseir
Intanto la cittadina, che conserva tuttora l’antica e tipica architettura del Mar Rosso.
Le costruzioni sono nell’unico materiale facilmente reperibile in zona: la pietra corallina.
Inoltre, sono realizzate con una tecnica che è rimasta immutata da sempre, la più idonea alle condizioni atmosferiche del posto.
Le case hanno pareti ben isolate dalle alte temperature, ed aperture orientate in modo da convogliare la brezza marina all’interno.
Tutti gli edifici sono dotati degli ampi tipici balconi in legno intagliato – le cosiddette “masharabiye” – realizzati perché le donne potessero guardare all’esterno senza essere viste.
Non dobbiamo certo perderci il suq per avere un significativo spaccato di vita locale e facciamo pure i turisti a giro nella fortezza costruita dal sultano Selim nel XVI secolo e recentemente restaurata.
Quando saremo stanchi di tutto ciò, andremo in un locale sulla spiaggia a fumare il narghilé sorseggiando un bel tè carico e dolce e guardando il mare davanti a noi.

Le escursioni da fare
In mare
Se siete subacquei, rivolgetevi ad un diving center per fare immersioni lungo la barriera corallina che corre poco al largo, parallela a riva.
Potreste anche avere la fortuna di incontrare un bel dugongo che pascola su un basso fondale sabbioso.
Ma organizzatevi anche per una escursione alle Isole Brothers, 33 miglia a Nord-Est di El Quseir.
È una delle zone più straordinarie di tutto il Mar Rosso e appagano ampiamente le esigenze dei subacquei anche più esperti.

In terra
Se siete affascinati dall’antico Egitto, poi, farete senza complicazioni, salvo alzarsi ad un’ora antelucana, una piacevole escursione giornaliera a Luxor.
Inoltre, potrete scegliere fra diverse escursioni, fra cui quella a Mons Porphyrites, un importante complesso di cave di epoca romana, nel cuore del Deserto Orientale.
Vi si scavava una raffinata roccia viola, che non si trovava in nessun’altra parte del mondo, nota come Porfirite Imperiale, perché fece letteralmente impazzire gli imperatori romani.
Oppure, appena 8 chilometri a nord di El Quseir, potete visitare i resti di Myos Hormos, di cui abbiamo già parlato.
E perché non raggiungere Wadi Hammamat?
Si trova a mezza strada per Qena, e attraverso la sua valle corre un’antica strada, la più breve dal Mar Rosso al Nilo.
Potrete ammirare numerose iscrizioni rupestri, perché questo sito era noto in antichità per una fantastica pietra ornamentale di un bel colore verde, la pietra di Bekheny.
Un po’ più a nord si trova Bir Umm Fawakhir dove erano le miniere d’oro di epoca bizantina.
Ma, rimanendo in tema di pietre verdi, potreste anche raggiungere le antiche miniere di smeraldi.
Questa zona, identificata più tardi come Miniere di Cleopatra o Mons Smaragdus, divenne il più famoso complesso minerario del mondo antico.
Oggi le rovine degli insediamenti minerari di Zabara e Sikeit sono ancora evidenti così come i resti delle strutture di un tempio e delle miniere crollate.

Un’altra escursione di una giornata che merita senz’altro fare è quella a Mons Claudianus, un antico insediamento romano nel Deserto Orientale.
Vi si trovavano le cave di granito grigio che è finito, fra l’altro, nella costruzione del Pantheon a Roma.
Si possono ancora vedere i resti di una fortezza, di abitazioni e officine, di stalle e bagni.
Come vedete il Mar Rosso egiziano non è solo Hurghada o Sharm o Marsa Alam!