Viaggiare rende felici.

Viaggiare rende felici.

Pensateci bene, cosa regala un viaggio? Cosa vi dona così, all’improvviso, senza che abbiate nemmeno il tempo di farci caso? Un sorriso. Già, viaggiare rende felici.

viaggiare rende felici

Anche ai più insicuri, a quelli che si chiedono “ma chi me l’ha fatto fare?”, ogni volta che devono iniziare a preparare una valigia, si, il viaggio regala un sorriso anche a loro. Come?

Ve lo spieghiamo subito.

Viaggiare rende felici per la scoperta del nuovo

Ricordate i vostri primi 3 anni di vita? No? Nemmeno noi.

Quelli dopo? Un pochino meglio?  Ecco, i primi tre anni di vita di un bambino sono quelli con più scoperte al mondo. Quelli a seguire consolidano le scoperte e ce ne regalano di altre. Ed eravamo felici, oh se lo eravamo! L’entusiasmo di nuove scoperte, il coraggio dell’ avventura, la facilità con cui interagivamo col mondo esterno e con persone nuove e luoghi nuovi, anche se magari vicini a casa, ma per noi “una novità”. Eravamo così felici perché in fin dei conti stavamo scoprendo l’essenza del viaggio: scoprireesplorare e conoscere.

Viaggiare risveglia in noi il bambino entusiasta, elettrizzato e magari anche un po’ spaventato, ma non per questo timoroso di andare avanti con l’avventura.

Gli occhi che brillano e il cuore che batte forte sono sono gli stessi che avevamo quei primi anni.

viaggiare

Il viaggio e la felicità di scoprire noi stessi

Il viaggio è immancabilmente una sfida con noi stessi. Ci si mette in gioco. Si esce dalla nostra comfort zone e si va verso l’ignoto, l’imprevisto. Ci viene richiesto uno spirito d’adattamento e una capacità di problem solving, anche dei più piccoli imprevisti, che spesso pensiamo di non avere.

E fidatevi, ogni volta che vi troverete di fronte a situazioni nuove vi stupirete delle vostre reazioni, di come avete agito e di cosa avrete fatto. Imparerete tanto, sempre, ogni singola volta.

Viaggiare rende felici per l’energia ritrovata

Abituati agli stessi tragitti, alle stesse azioni, alla stesse persone e a una stessa routine piano piano, senza accorgercene, smettiamo di “immaginare”, di pensare diversamente, di capire e comprendere “l’altro”.

Il viaggio e le esperienze che porta con sé sono la giusta ricarica di nuovi stimoli.

Rapportarsi con persone, posti, cibi, magari anche lingue e culture diverse, non solo arricchisce il nostro bagaglio di scoperte e curiosità, ma ci regala anche la capacità di sviluppare il cosiddetto PENSIERO LATERALE, ovvero quella capacità di osservare un problema o un ostacolo da diverse angolazioni.

Un superpotere insomma!

viaggiare rende felici

Viaggiare e far pace coi problemi, almeno per un po’

Lo sappiamo. Siamo d’accordissimo con chi dice che viaggiare non vuol dire fuggire dai problemi. Qualsiasi posto uno possa raggiungere loro ci seguiranno. Faranno le valigie e prenderanno il biglietto con noi senza nemmeno chiederlo.

Ma nessuno dice, però, che quelli, i problemi, ti seguono sì anche nel posto più lontano del mondo, ma se si accorgono della bellezza del posto, per un attimo smettono di far rumore. Si siedono vicino a te, pacca sulla spalla e ti dicono:

“Vabbè senti, che ne dici se ne riparliamo quando torniamo? Birretta?”.

Il viaggio quindi, non sarà la soluzione definitiva ai problemi, ma potrà comunque fungere da “silenziatore” per qualche istante. Permettendo di ricaricarci, di guardare le cose con più calma e magari anche con un occhio diverso e sereno.

viaggiare rende felici

Insomma, passiamo la vita a cercare la propria personale felicità. Non abbiamo indicazioni o google maps ad aiutarci, ma possiamo dire con scientifica certezza che VIAGGIARE è uno degli strumenti in grado di orientare al meglio la nostra bussola impazzita.

Magari durante il percorso troviamo una mappa dei pirati con la “X” che segna il punto esatto dove scavare.

E chissà, magari quella X potremmo essere proprio noi!

 

Itinerario per un viaggio in Sudafrica: i nostri consigli.

Itinerario per un viaggio in Sudafrica: i nostri consigli.

Sapete perché dovreste considerare di fare un viaggio in Sudafrica? Perché il Sudafrica, considerato pericoloso ma di certo non peggiore di molte altre mete, è per antonomasia terra di avventure e paesaggi indimenticabili, oltre che un paese con una storia importantissima che ha interessato tutto il mondo.

Ci siamo stati e ci siamo innamorati dei suoi contrasti, perciò vogliamo condividere con voi alcuni consigli per organizzare l’itinerario per un viaggio in Sudafrica: dove andare, cosa vedere e cosa fare per godervi questi luoghi al massimo.

viaggio in Sudafrica

Cosa vedere assolutamente in Sudafrica

Il Sudafrica offre così tante esperienze che abbracciano città vivaci e parchi naturali selvaggi, che sceglierne solo alcune è una vera sfida. In ogni caso, ipotizzando un viaggio di media lunghezza, abbiamo pensato a un itinerario per un viaggio in Sudafrica di 10 giorni che tocca tutte le destinazioni secondo noi imperdibili di questa nazione.

Giorno 1-2: Cape Town

Volete iniziare il vostro viaggio col botto? Partite con la visita di Cape Town, una delle città più belle al mondo. Visitate la Table Mountain per una vista spettacolare, esplorate il V&A Waterfront e rilassatevi a Camps Bay. Non dimenticate di visitare il District Six Museum e Robben Island per approfondire la storia dell’apartheid.
In particolare, al District Six Museum ripercorrerete la storia del quartiere smantellato negli anni ’60 e ’70, e Robben Island, dove Nelson Mandela fu incarcerato: una tappa imperdibile per capire le sofferenze e la resistenza di un uomo contro le leggi razziali.

Giorno 3: Stellenbosch

Dedicate una giornata alla scoperta delle cantine vinicole di Stellenbosch e assaporate alcuni dei migliori vini del Sudafrica. Intanto che ci siete, visitate il centro storico con il naso all’insù per ammirare l’architettura olandese della città, e non scordate di esplorare i giardini botanici della Stellnbosh University. Avete voglia di tuffarvi nella natura? Concedetevi una passeggiata al Jonkershoek Nature Reserve.

viaggio Sudafrica

Giorno 4-5: Garden Route

La Garden Route è una delle strade più panoramiche del mondo, si estende per circa 700 km lungo la costa sud-occidentale del Sudafrica e merita almeno un paio di giorni. Le fermate obbligatorie?

Tappa 1 – Knysna e dintorni

Famosa per la laguna e le sue “Heads”, due scogliere che formano il pittoresco ingresso alla laguna, a Knysna si possono visitare:

  • la foresta: il luogo perfetto per passeggiate e fare birdwatching.
  • Monkeyland e Birds of Eden: riserva naturale e santuario per primati e uccelli esotici.

Tappa 2: Tsitsikamma National Park

Questo è un paradiso per gli amanti della natura, con percorsi di trekking, canopy tours e il famoso ponte sospeso. Se amate le emozioni, vi incanteranno:

  • Storms River Mouth: che vi sconvolgerà (in senso positivo) con le imponenti scogliere e l’oceano impetuoso.
  • Bloukrans Bridge: il punto di bungee jumping più alto al mondo.

Giorno 6: Addo Elephant National Park

All’Addo Elephant National Park è possibile osservare la fauna selvatica del Sudafrica. Il parco si trova nella regione dell’Eastern Cape ed è famoso per essere abitato da una nutrita comunità di elefanti, che è una delle più numerose del paese. Qui si può partecipare a safari (anche se noi abbiamo preferito vivere questa esperienza al Kruger National Park) e tour guidati e visitare l’Addo Raptor and Reptile Centre.

Giorno 7-8: Parco Nazionale Kruger

Nel vostro viaggio non può mancare un safari nel Kruger National Park, uno dei luoghi migliori al mondo per vedere i Big Five: leone, leopardo, rinoceronte, elefante e bufalo. Perché dedicare 2 giorni al Kruger Park? Considerate che si estende per quasi 20.000 chilometri quadrati, che potrete partecipare a safari mattutini e serali per osservare le diverse attività delle specie che incontrerete, e soggiornare al suo interno è un’esperienza pazzesca.

Giorno 9-10: Johannesburg

Johannesburg, anche chiamata Jo’burg, è una città che non può chiaramente mancare nel vostro itinerario. La capitale del Sudafrica ospita molte attrazioni culturali e storiche:

  • il Museo dell’Apartheid, dove comprendere meglio la storia e le lotte contro la segregazione,
  • Soweto, il quartiere simbolo della resistenza, dove visitare la casa di Nelson Mandela e il Museo di Hector Pieterson, che raccoglie diverse testimonianze della manifestazione anti-apartheid degli studenti di Soweto. In questo caso, consigliamo un tour guidato molto interessante che comprende sia Soweto che il Museo dell’Apartheid.
  • Gold Reef City, parco a tema che si trova in una vecchia miniera d’oro,
  • il Maboneng Precinct, vivace quartiere artistico con gallerie, caffè e mercati,
  • il Constitution Hill, sede del Tribunale Costituzionale e importante sito storico,
  • il Johannesburg Botanical Gardens, dove concedervi una passeggiata tranquilla.

Si dice che Johannesburg sia pericolosa: come consiglia anche il sito della Farnesina, sono di certo da evitare le zone di Alexandria, Berea, Hillbrow e Yeoville, così come è bene prestare attenzione nei pressi dell’Aeroporto O.R. Tambo e durante i trasferimenti nelle città vicine. Tuttavia non esiste un pericolo tale da buttare all’aria i vostri programmi.

Servono vaccini in Sudafrica?

Esistono delle vaccinazioni consigliate ma non obbligatorie per recarsi in Sudafrica, a meno che non arriviate da un paese in cui la febbre gialla è a rischio di trasmissione, ossia il Kenya, l’Etiopia e altre nazioni: in questi casi è necessaria la vaccinazione contro la febbre gialla, appunto.
Se avete in programma di campeggiare o di partecipare ad attività – magari di volontariato – a contatto con gli animali, è inoltre consigliata la vaccinazione antirabbica.

In generale, a proposito di sicurezza in Sud Africa, il nostro consiglio valido per l’organizzazione di viaggi verso qualsiasi meta, è quello di stipulare un’assicurazione capace di includere anche l’assistenza medica. La nostra assicurazione di viaggio è Heymondo, è davvero ottima e da questo link avrete uno sconto del 10% in quanto nostri lettori: non fatevelo scappare!

Sudafrica: cultura e religione

Il Sudafrica è un crogiolo di culture e religioni, che riflettono le influenze africane, europee e asiatiche. Qui troverete una grande varietà di credenze religiose, tra cui cristianesimo, islam, induismo e religioni tradizionali africane. Se ne avrete l’occasione, partecipate a un festival locale o visitate mercati artigianali: vi regaleranno un punto di vista autentico sulla cultura sudafricana.

Per il resto, con l’atteggiamento aperto tipico dei viaggiatori appassionati e informandovi sulle norme di comportamento specifiche delle diverse comunità e sui luoghi che visiterete, non avrete problemi. Con i nostri consigli il vostro viaggio in Sudafrica è organizzato, praticamente: prenotate senza paura e regalatevi quest’avventura!

 

Isole Medas: il paradiso sommerso della Costa Brava in Spagna.

Isole Medas: il paradiso sommerso della Costa Brava in Spagna.

Le Isole Medas (Illes Medes in catalano) sono un piccolo arcipelago del Mar Mediterraneo, di fronte alla Costa Brava catalana, in Spagna. Le isole (la cui superficie totale è di circa 21,5 ettari) si trovano a circa un miglio marino dalla costa, al largo della città di Estartit.

Dal 1983 le Isole Medas sono diventate Riserva Marina protetta, e grazie al divieto assoluto della pesca sono diventate un vero e proprio paradiso per i subacquei (qui si tengono anche molte competizioni di fotografia subacquea durante l’anno).

Tutte le isole sono disabitate da oltre 90 anni, ma sono riccamente popolati i suoi fondali, con oltre 1200 specie marine diverse e 60 specie di uccelli. Le isole sono costantemente sotto la stretta osservazione dei biologi marini, con la collaborazione delle università locali e del Governo e per tutelarne l’impatto ambientale anche le attività legate al diving sono limitate come numero di accessi e permessi.

Isole Medas

Isole Medas: il paradiso sommerso della Costa Brava in Spagna

L’arcipelago delle isole Medas in Spagna è formato da 7 isole e scogli:

  • Meda Gran: l’isola più grande, dove sorge il faro.
  • Meda Petita
  • Medellot (Medallot): attualmente è riserva integrale ed è vietato fare immersioni per valutare l’impatto dei subacquei sull’ambiente marino.
  • Carall Bernat (Cavall Bernat)
  • Ferrenelles
  • Tascons Gross (Tascó Gros)
  • Tascons Petits (Tascó Petit)
Isole Medas, Spagna

Parco marino delle Isole Medas

Il Parco Marino delle Isole Medas occupa circa 511 ettari ed è stato istituito nel 1983. Questa riserva è una meta popolare fra gli amanti delle immersioni in Spagna perché possiede dei fondali adatti a tutti i livelli di esperienza e da’ la possibilità di ammirare e fotografare: vaste praterie di posidonia oceanicacoralli marini, ricciole, gorgonie, salpe, spugne marine, cefali, branzini, nudibranchi, corvine, polpiaquile di maremurene, dentici, saraghi e barracuda.

La principale attrazione della riserva delle Isole Medas resta però indiscutibilmente le enormi cernie che nuotano indisturbate fra i subacquei e (se non disturbate) si lasciano addirittura avvicinare! Qui le cernie trovano un ambiente adatto alla loro riproduzione grazie alle numerose grotte sottomarine. Sono più rari, ma possibili gli avvistamenti di delfini e cavallucci marini.

Le acque della riserva delle Isole Medas sono alimentate dal vicino fiume Ter e la conformazione particolare dei fondali (ricchi di tunnel e grotte di facile accesso) creano l’habitat naturale perfetto per le numerose specie marine che ci vivono.

Diving Isole Medas

Immersioni alle Isole Medas

Si possono fare immersioni alle Isole Medas in uno dei 10 punti del parco marino, raggiungibili in pochi minuti di navigazione dal porto della città di Estartit. I siti d’immersione sono: Salpatxot, Pedra de Déu, Pota de llop, la Vaca, Dofi Sud, Tasco Petit, Carall Bernat, Les Ferranelles, Dofi Nord, Tasco Gros e si differenziano tutti per profondità media e tipologia del fondale.

La caratteristica comune di tutte le immersioni alle Medas, è la profondità media in cui c’è la maggior concentrazione di pesce in assolutointorno ai 20 metri infatti, sarà possibile ammirare un’ampia varietà di specie marine che affollano queste acque. Proprio per questo motivo, fare diving alle Isole Medas è ideale sia per i subacquei esperti, sia per le persone alle prime armi.

Fra tutte le immersioni alle Medas, la più suggestiva è sicuramente quella di Carall Bernat, citata  come una tra le 100 immersioni più belle al mondo.

Gli amanti della subacquea possono immergersi alle Medas contattando uno dei numerosi centri diving della città di Estartit (sulla terraferma, sulla Costa Brava) che si trova a metà strada fra Barcellona ed il confine francese. La città offre numerosi svaghi notturni e serali, come: bar, ristoranti, oltre che hotel e camping. Il diving che ti consiglio, fa parte di un hotel di fronte al porto, particolarmente attrezzato per l’ospitalità dei subacquei: Il Diving dell’Hotel Les Illes.

La stagione delle immersioni alle Medas inizia a marzo e termina a dicembre. Il periodo migliore (per le temperature migliori e per l’abbondanza della vita marina) sono i mesi da luglio a settembre. Qui sotto puoi leggere alcuni dettagli di tutti i punti più belli dove fare immersioni alle Isole Medas:

  • Salpatxot: Quest’immersione alle Medas è adatta in ogni periodo e soprattutto per i principianti. Il sito infatti è sempre protetto dai venti del sud della Costa Brava. L’immersione si svolge fra i 5 e 23 metri fra enormi massi e ammirando grosse cernie, coloratissime gorgonie, scorfani e orate.
  • Pedra de Déu: In questo punto d’immersione, a seconda del proprio brevetto, è possibile fare 2 itinerari subacquei. Qui la profondità infatti arriva fino ai 45 con bellissimi canyon che ospitano aragoste, anguille e bellissime gorgonie. L’immersione prende il nome dallo scoglio sommerso più grande, che ti porterà ai 20 metri.
  • Pota de llop: Quest’immersione alle Isole Medas è adatta anche ai subacquei più esperti perchè le pareti verticali arrivano fino ai 50 metri. Durante l’immersione è possibile scoprire aragoste nelle loro tane, nudibranchi, spugne, coralli marini, coloratissime gorgonie, orate e naturalmente cernie di grandi dimensioni.
  • La Vaca: questo sito diving alle Isole Medas è una popolare grotta composta da un sistema di tunnel ideali per tutti i livelli di brevetto. L’interno della grotta è molto suggestiva perchè ricoperta di gorgonie, spugne e coralli. Uscendo dalla grotta, tra banchi di corvine e cernie, ci si imbatte in altre due grotte a 13 metri di profondità ideali per un’ultima esplorazione prima di riemergere.
  • Dofi nord: quest’immersione alle Medas prende il nome dalla statua a forma di delfino che si trova all’uscita della grotta nella parte sud. In questo sistema di grotte (di cui la più lunga misura 65 metri), grazie all’uso di una torcia, potrai ammirare la vita sottomarina tipica delle grotte, come: anguille, corvine, aragoste. Le pareti vicino all’uscita dalle grotte, sono invece coperte di gorgonie e vi si trovano grosse cernie.
  • Dofi sud: questo sito d’immersione, insieme a Dofi nord, presenta una profondità massima di 30 metri e prende il nome dalla suddetta statua del delfino. È un’immersione famosa per le sue grotte buie ed i suoi suggestivi giochi di luce.
  • Tasco Petit: questa è un’immersione adatta sia agli esperti (per la sua profondità massima di 50 metri), sia ai principianti (perchè ha scarse correnti essendo un luogo protetto dai venti del sud della Costa Brava). Questa è una delle immersioni dove si può vedere la vita marina più abbondante e anche le specie pelagiche, come i barracuda. Le pareti sono coperte di gorgonie e si trovano grosse cernie, numerose anguille e nudibranchi.
  • Tasco Gros: insieme a Tasco Petit, Tasco Gros è ideale sia per principianti, sia per esperti che possono arrivare fino a circa 45 metri di profondità. Nel sito c’è scarsa corrente e oltre i barracuda si trovano numerosi nudibranchi, anguille, pareti coperte di gorgonie e grosse cernie.
  • Carall Bernat: questo sito d’immersione alle Medas è caratterizzato da un grande scoglio del diametro di 20 metri. Questo punto per fare diving è spettacolare per osservare la vita marina, sia sulle pareti (incontrando nudibranchi, razze, gorgonie, polpi, orate, aragoste e cernie), sia osservando nel blu profondo (dove con un po’ di fortuna si possono scorgere anche i rari pesci luna).
  • Les Ferranelles: è il sito d’immersioni alle Isole Medas meno frequentato dai subacquei, e per questo motivo l’abbondante fauna marina qui è totalmente indisturbata. Ci si immerge fino a 38 metri di profondità e fra le pareti ed il blu profondo delle acque aperte, si possono osservare polpi, aragoste, gorgonie e occasionalmente pesci luna.
Viaggio alle Isole delle Spezie, il paradisiaco arcipelago nel Pacifico.

Viaggio alle Isole delle Spezie, il paradisiaco arcipelago nel Pacifico.

Conosciute come Isole delle Spezie, il loro vero nome è “Isole Molucche”. Si tratta di un paradisiaco arcipelago formato da oltre mille isole che si trovano nel cuore dell’Oceano Pacifico. Ecco quando andare e cosa vedere.

Un tiur dell’Indonesia che si rispetti non può mancare di un viaggio alle Isole Molucche, conosciute come “Isole delle Spezie” per la loro produzione di spezie. Tra le oltre 14.000 isole che si estendono sul territorio indonesiano, le Isole delle Spezie sono tra i luoghi più belli in assoluto, che vale la pena visitare almeno una volta nella vita per sentirsi in un vero e proprio paradiso terrestre.

Dove sono le isole Molucche e perché si chiamano “Isole delle Spezie”?

Stretto tra le isole di Sulawesi e Papua, le Isole Molucche si trovano esattamente tra il Mar di Banda e il Mare delle Molucche e si estendono per una superficie totale di 14.500 kmq.

Conosciute come “Isole delle Spezie”, devono questo nome al loro passato coloniale – legato prima al Portogallo e in seguito all’Olanda – che ottenne il monopolio del commercio delle spezie per più di 200 anni. Le Isole sono, infatti, famose per essere tra i migliori produttori di noce moscata, chiodi di garofano e pepe.

Isole delle Spezie in Indonesia: viaggio tra relax e avventura | Allianz Global Assistance

Cosa fare e cosa vedere alle Isole delle Spezie?

Le Isole delle Spezie rappresentano una meta ideale per diversi tipi di viaggiatore. Spesso, chi sceglie di fare un viaggio alle Isole Molucche, è per regalarsi qualche giorno di relax tra paesaggi mozzafiato, quasi da cartolina. L’acqua cristallina e la forte varietà di flora e fauna, però, rendono le Isole Molucche la destinazione ideale anche per chi predilige un tipo di turismo più attivo, o chi è curioso di esplorare tutto ciò che la natura ha da offrire in questo luogo sensazionale.

Perciò, cosa fare alle Isole delle Spezie? Oltre a dedicarsi al relax e a godersi la più totale tranquillità delle spiagge incontaminate, chi parte alla volta delle Isole delle Spezie potrà scegliere se dedicarsi all’esplorazione della natura immergendosi nei fondali dell’arcipelago o andare all’avanscoperta delle singole isole e dei centri cittadini.

Non solo natura: le cittadine da visitare

Uno dei centri più importanti dal punto di vista turistico, ad esempio, è Ambon che offre un ampio ventaglio di servizi, tra cui mezzi di trasporto che permettono di raggiungere tutte le isole. Anche Kota è un altro centro cittadino interessante da visitare e celebre per la ricca varietà gastronomica locale. Qui, potrai visitare il Museo Siwa Lima ricco di testimonianze storiche e culturali del luogo.

Esplorare le isole più belle dell’arcipelago

Inoltre, tra le isole principali dell’arcipelago delle Isole delle Spezie, troviamo Palau Ternate, un’isola di natura vulcanica e perciò caratterizzata da sabbia scura. Su quest’isola si possono visitare i tanti forti europei che un tempo venivano utilizzati per proteggere l’entroterra dagli attacchi di chi voleva saccheggiare l’isola delle sue pregiate spezie oppure visitare il lago di Danau Tolire Besar che sorge all’interno di un cratere di un vulcano spento. Un’altra isola dell’arcipelago da non perdere è Palau Tidore, anch’essa ricoperta di sabbia scura e famosa per i suoi tipici villaggi di pescatori.

L’isola più famosa delle Molucche, però, è Palau Halmanhera, la più grande e – fino a qualche tempo fa – la meno popolata. Tra tutte le Isole delle Spezie, questa è probabilmente quella che ha conservato il suo carattere più autentico.

Isole delle Spezie in Indonesia: viaggio tra relax e avventura | Allianz Global Assistance

Isole delle Spezie: quando andare

Le Isole Molucche sono meravigliose in ogni periodo dell’anno ma non rientrano tra le piu’ belle isole per le vacanze estive. Le Isole delle Spezie, infatti, hanno un clima sub-equatoriale tropicale. Questo significa che non esiste una vera e propria stagione “secca” ma, al contrario, vi sono dei periodi dell’anno in cui sono frequenti e abbondanti le precipitazioni.

Trattandosi di un grande arcipelago, però, è necessario fare una distinzione. Infatti, per recarsi in viaggio nelle Isole Molucche centrali e settentrionali, il periodo ideale è quello compreso tra ottobre e febbraio. La stagione perfetta per visitare, invece, le isole meridionali dell’arcipelago è quella compresa tra agosto e ottobre.

Isole delle Spezie in Indonesia: viaggio tra relax e avventura | Allianz Global Assistance

Preparati a immergerti nel mare cristallino delle Isole delle Spezie e andare alla scoperta della cultura, della storia e delle risorse naturali dell’enorme arcipelago!

L’ENIGMA DEI MOAI DI RAPA NUI CUSTODITO NEL CUORE DEL PACIFICO.

L’ENIGMA DEI MOAI DI RAPA NUI CUSTODITO NEL CUORE DEL PACIFICO.

Cosa fare e cosa vedere in un viaggio misterioso e remoto sull’Isola di Pasqua, dove si perde il confine tra storia e leggenda.

A oltre tremila chilometri ovest dalle coste del Cile sboccia, come la definì Pablo Neruda nel suo celebre canto, la «rosa separata» dal tronco di un rosaio spezzettato «che la profondità convertì in arcipelago».
Un’isola di soli ventiquattro chilometri plasmata dal vento e dal fuoco in differenti cicli di eruzioni sottomarine che diedero origine, oltre che ai suoi tre vulcani, anche a un peculiare sistema di gallerie sotterranee con viste mozzafiato sul mare.

LA STORIA DEL SUO NOME E DEI SUOI ABITANTI
Qui i viaggiatori di tutto il mondo approdano con lo stesso desiderio di avventura che guidò l’esploratore olandese Jacob Roggeveen a scoprirla nel 1722, esattamente il giorno di Pasqua.
I primi abitanti di origine polinesiana arrivarono a Rapa Nui dalle Isole Marchesi, sviluppando una civiltà in grado di dare vita a un vero e proprio unicum nel panorama archeologico mondiale: i Moai, imponenti statue erette in onore dei leader scomparsi dei clan tribali che avevano come funzione quella di costituire un ponte di contatto tra vivi e morti, mantenendo sulla terra i poteri soprannaturali del capo ormai estinto. Un tesoro di oltre ottocento giganti tutti ricavati, tranne poche eccezioni, da un unico blocco di tufo vulcanico con un’altezza che poteva raggiungere i ventitré metri e un peso che per alcuni monoliti arrivava a superare anche le ottanta tonnellate. Gli antenati divinizzati sorgevano su piattaforme cerimoniali, conosciute come ahu, con le spalle rivolte all’oceano e gli occhi di ossidiana nera e corallo bianco puntati verso l’interno dell’isola a protezione dei diversi villaggi che si andavano costruendo. Dagli occhi dei moai fluiva il mana: il potere spirituale, l’energia che motivava la vita degli uomini. Alcune di queste statue dalla forma di testa umana presentavano un cilindro di pietra lavica rossastra, chiamato pukao, acconciatura tipica ed un tempo molto diffusa tra la popolazione maschile di Rapa Nui.

SCOPERTE SCENTIFICHE E MITI SUI MOAI
Molteplici le leggende che, insieme alle ipotesi degli storici, si sono alternate negli anni per dare una spiegazione alle modalità di trasporto degli enormi blocchi di pietra in un’isola che oggi si mostra brulla e priva di vegetazione. L’ipotesi più accreditata è quella secondo cui i moai non sarebbero altro che i resti di una civiltà teocratica estinta e si suppone che il disboscamento dell’isola possa aver provocato una crisi ambientale con la conseguente drammatica involuzione sociale e culturale. Un mistero che si arricchisce di interrogativi ancora irrisolti anche relativamente al sistema di scrittura geroglifica elaborato dagli antichi isolani, il rongorongo.

COSA FARE E COSA VEDERE SULL’ISOLA DI PASQUA
Rapa Nui, che in lingua nativa significa “la grande roccia”, oltre a giocare il ruolo di museo a cielo aperto più remoto del mondo costituisce anche una tranquilla meta per tutti gli amanti dell’ecoturismo. I principali siti di interesse culturale possono essere raggiunti in fuoristrada, ma anche a piedi, in bicicletta o a cavallo per immergersi completamente non solo tra gli enigmi ma soprattutto nella natura quasi onirica dell’isola, capace di svelare scenari indimenticabili specialmente all’alba e al tramonto con i giochi di luci e ombre dei moai.

Assolutamente da cartolina la vista dalla sommità del vulcano Rano Kau, il cui cratere ospita uno splendido lago a strapiombo sul Pacifico ricoperto da fluttuanti canne di totora.
Questa vetta segna l’inizio del parco nazionale di Orongo ed è sede di uno splendido villaggio cerimoniale.
Nonostante l’assenza della barriera corallina, l’habitat sottomarino dell’Isola di Pasqua vanta numerose specie di pesci tropicali dai colori vivaci, tartarughe e grandi branchi di capodogli. Le sue acque cristalline garantiscono una visibilità eccezionale, specialmente se vengono ammirate durante una sessione di immersione subacquea.
Voglia di relax? La distesa di sabbia bianca di Anakena è sicuramente la spiaggia gioiello che fa per voi, custodita da due Ahus e i suoi rispettivi Moai. Nei menù dei deliziosi chioschetti con vista mare empanadas di tonno e poe, un budino dolce a base di zucca e farina.

Tra gli appuntamenti imperdibili per chi vuole sentirsi parte della cultura isolana di Rapa Nui c’è il Tapati Festival che si svolge ogni anno tra fine gennaio e inizio febbraio.
Tra musica, sport e danza vibrante, espressione delle tradizioni polinesiane, è un mix spettacolare e coloratissimo di prove di forza maschili ed esibizioni di grazia femminile.
Altra forma rituale delle cultura pacifica sull’isola è la cucina strettamente legata ai prodotti offerti dal mare e dalla terra come la “malanga” (un tubero che ricorda la patata dolce), il “camote” (patata americana), la Yucca, il mango, la papaya, l’ananas, il cocco, le aragoste, il pesce, le alghe e i ricci di mare. Gli ingredienti vengono cotti alla maniera tradizionale secondo la tecnica del «curanto», utilizzando una buca nel terreno e cuocendo gli alimenti su strati di pietre calde separati da foglie di banano.

Servono altri motivi per un’imperdibile occasione di scoperta al capolinea del mondo?

Colombia, il gioiello del Sud America.

Colombia, il gioiello del Sud America.

Un viaggio che fonde natura, storia millenaria e un’accoglienza calorosa, una destinazione dove vivere un’esperienza completa che combina il relax su spiagge dal mare cristallino, l’avventura alla scoperta di posti inesplorati e la cultura delle città coloniali, per rendere indimenticabile ogni momento della vacanza.

La Colombia, cuore pulsante del Sud America, è un luogo capace di conquistare chiunque, dalle sue spiagge dorate lambite dal Mar dei Caraibi ai picchi andini ricoperti di nuvole, passando per le giungle rigogliose dell’Amazzonia e i villaggi coloniali pieni di storia, ogni angolo offre qualcosa di speciale. In questa terra – che Gabriel García Márquez ha reso immortale con i suoi romanzi – si comprende come possa esistere il perfetto connubio tra avventura, relax e cultura.

Ad ergersi tra le sue mille bellezze c’è la penisola di Barù, a circa 35 chilometri da Cartagena: una meta imperdibile, dove è possibile svegliarsi ogni giorno con il suono delle onde, mentre il sole si riflette sulle acque cristalline del Mar dei Caraibi. E il posto dove questa cartolina diventa realtà è il villaggio Bravo Decameron Barù, che rappresenta il punto di partenza ideale per chi desidera conoscere la Colombia in modo autentico, senza rinunciare a comfort e divertimento per tutta la famiglia.

 

 

Vivere il fascino della Colombia

La posizione strategica del Bravo Decameron Barù consente di esplorare alcune delle mete più affascinanti di questa terra. Nei dintorni si trova Cartagena: a meno di un’ora di viaggio, una delle città più affascinanti del Sud America. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, questa città coloniale è un tripudio di colori e storia. Passeggiare tra le sue stradine acciottolate, scoprire i suoi quartieri più pittoreschi come il barrio di Getsemani, ammirare i balconi fioriti e visitare il Castillo de San Felipe de Barajas sono tra le tante esperienze da provare.

Per chi, invece, ama la natura, una visita alla baia di Santa Marta è d’obbligo: si tratta, infatti, della porta d’accesso al Parco Tayrona, una riserva naturale che offre sentieri nella giungla, spiagge selvagge e la possibilità di entrare in contatto con le comunità indigene locali.

Le escursioni in barca partono invece dalle Isole del Rosario, arcipelago caraibico famoso per i suoi fondali marini: qui, lo snorkeling e le immersioni rivelano un mondo sottomarino affascinante, ricco di coralli e pesci tropicali. Per coloro che desiderano addentrarsi nelle tradizioni colombiane, non mancano esperienze caratteristiche come i laboratori di artigianato locale, mentre i più avventurosi potranno scegliere di passare delle giornate dedicate al contatto con la natura incontaminata.

 

 

Un viaggio tra cultura, sapori e relax

La cucina colombiana è sicuramente un’altra protagonista di un viaggio in Colombia. Al Bravo Decameron Barù, si potranno gustare, oltre i piatti principali della cucina italiana per accontentare gli ospiti un po’ più esigenti, anche le pietanze locali come l’arepa (una focaccia di mais farcita), il ceviche di pesce fresco e la bandeja paisa, piatto tradizionale a base di riso, fagioli, carne e avocado. Prelibatezze da assaporare comodamente sulla spiaggia o all’interno del Portonao, il ristorante principale del villaggio, il posto giusto per gli amanti del cibo.

La scoperta della Colombia più autentica passa, infatti, anche dalla loro tradizione culinaria, millenaria e ricca di sapori che unita alla sua gente calorosa, al suo folclore, al suo mix incredibile di paesaggi e alla sua storia affascinante è capace di conquistare il cuore di qualsiasi viaggiatore.