Nasce TOURISE, l’Arabia Saudita lancia una piattaforma globale per ridefinire il futuro del turismo

Nasce TOURISE, l’Arabia Saudita lancia una piattaforma globale per ridefinire il futuro del turismo

Con l’obiettivo dichiarato di disegnare un nuovo orizzonte per il turismo globale, l’Arabia Saudita ha ufficialmente lanciato TOURISE, una piattaforma operativa che intende strutturarsi come hub permanente di governance, confronto e investimento per l’industria turistica. Presentata a Riyadh dal Ministro del Turismo Ahmed Al-Khateeb, TOURISE nasce come risposta sistemica alle trasformazioni strutturali che stanno ridefinendo le dinamiche della mobilità internazionale, dalla digitalizzazione al cambiamento climatico, dalla transizione energetica alle mutate preferenze dei viaggiatori.

Non si tratta di un evento, né di un summit episodico, ma di un’infrastruttura di collaborazione a lungo termine che agisce in continuità durante l’arco dell’anno, articolandosi attraverso gruppi di lavoro tematici, partnership tra stakeholder pubblici e privati, produzione di documenti strategici e definizione di indici di riferimento su sostenibilità, innovazione tecnologica, competitività e inclusione nel turismo. TOURISE si propone di operare come piattaforma di policy making e di dealmaking, grazie anche a un comitato consultivo composto da vertici esecutivi di alcune delle principali realtà dell’ecosistema turistico globale, tra cui rappresentanti di operatori, DMO, catene alberghiere, piattaforme digitali, trasporti e istituzioni multilaterali. Secondo le dichiarazioni del Ministro Al-Khateeb, che presiede anche il board di TOURISE, la piattaforma è stata concepita per “sviluppare soluzioni innovative e costruire una collaborazione solida tra attori chiave, rendendo il settore più resiliente, connesso e inclusivo”. Un’architettura che punta a consolidare una community tecnico-istituzionale di lungo periodo e, al contempo, ad attrarre capitali verso progetti ad alto valore aggiunto, legati in particolare alle tecnologie emergenti, all’accessibilità e alla rigenerazione territoriale. Il framework operativo sarà orientato a produrre impatti concreti, misurabili e replicabili, anche grazie alla presenza di partner globali come il World Travel & Tourism Council, la cui presidente, Julia Simpson, ha sottolineato come la cooperazione tra pubblico e privato rappresenti oggi la condizione necessaria per assicurare la competitività futura del comparto.

La prima conferenza internazionale TOURISE si terrà dall’11 al 13 novembre 2025 a Riyadh e rappresenterà il momento di apertura ufficiale della piattaforma. L’incontro sarà a inviti e verrà trasmesso in streaming, con una forte componente di matchmaking strategico tra investitori, policy maker, aziende e innovatori. La conferenza fungerà da acceleratore di contenuti e decisioni, con sessioni dedicate all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’industria, all’evoluzione dei modelli di business, al rilancio dell’esperienza di viaggio e alla definizione di nuove metriche per misurare il valore sociale, ambientale ed economico del turismo. Parallelamente, è stato annunciato il lancio dei TOURISE Awards, un programma di riconoscimento istituzionale che avrà il compito di valorizzare le best practice a livello globale. I premi riguarderanno l’innovazione sostenibile, la digitalizzazione dei servizi, la valorizzazione del patrimonio culturale, l’inclusione e lo sviluppo delle competenze nella filiera turistica. Le candidature apriranno il 2 giugno e i vincitori verranno resi noti durante la serata inaugurale della conferenza.

Il lancio di TOURISE si inserisce in un contesto di espansione della proiezione internazionale dell’Arabia Saudita come attore istituzionale e finanziario nell’ambito del turismo. Solo nel 2024, il Regno ha raggiunto con sette anni di anticipo l’obiettivo dei 100 milioni di visitatori previsti dalla Vision 2030, con il settore che ha generato quasi il 5% del PIL nazionale, posizionandosi come seconda voce economica dopo il petrolio. L’iniziativa TOURISE rappresenta quindi la concretizzazione di una strategia a lungo termine che vede il turismo non solo come leva economica, ma come infrastruttura geopolitica, strumento di soft power e motore di transizione globale. Alla luce delle stime del WTTC, che per il 2025 prevede un contributo dell’industria turistica all’economia globale pari a 11,7 trilioni di dollari, equivalenti al 10,3% del PIL mondiale, la creazione di una piattaforma come TOURISE si presenta come una mossa mirata a posizionare l’Arabia Saudita tra i principali facilitatori della futura architettura turistica internazionale. Un’infrastruttura che, per visione e articolazione, si propone di influenzare la traiettoria evolutiva del comparto nei prossimi decenni.

Eguisheim: cosa vedere nel borgo rotondo più bello di Francia

Eguisheim: cosa vedere nel borgo rotondo più bello di Francia

Eguisheim è quel posto in Alsazia dove è difficilmente rimane indifferenti . Questo piccolo borgo, infatti, è una delle tappe più piacevoli da fare durante un viaggio nella zona. È ordinato, colorato, silenzioso e accogliente. E non è solo una questione estetica: Eguisheim ha un carattere tutto suo, che si percepisce già dai primi passi tra le sue stradine circolari.

Nonostante le dimensioni ridotte, c’è molto da vedere, assaggiare e fotografare.

Vediamo insieme cosa offre questo gioiello alsaziano!

Dove si trova Eguisheim e come arrivarci

Eguisheim si trova a circa 7 chilometri da Colmar, nel sud dell’Alsazia. Puoi facilmente raggiungiungerlo in auto e, se non vuoi guidare, ci sono autobus che partono direttamente da Colmar e impiegano meno di 20 minuti. Il borgo è interamente pedonale, quindi l’auto va lasciata nei parcheggi esterni ben segnalati.

Una volta arrivati, ci si muove solo a piedi, e non potrebbe essere altrimenti: ogni angolo merita attenzione, ogni curva regala una prospettiva diversa.

Una passeggiata… in cerchio

Eguisheim dall'alto

Eguisheim ha una particolarità che lo rende diverso da tutti gli altri borghi della zona: la sua forma rotonda. Il centro si sviluppa seguendo una struttura concentrica, costruita attorno all’antico castello. Questo significa che, camminando, si finisce naturalmente per compiere dei giri circolari attorno al cuore del paese, senza rendersene conto.

Le case sono in legno e intonaco colorato, decorate con fiori alle finestre e piccoli dettagli in ferro battuto. Alcune hanno targhette con i nomi delle famiglie che le abitano da generazioni, e spesso si sente profumo di pane, dolci o vino appena versato.

I punti da non perdere

Eguisheim piazza

Il punto centrale del borgo è la piazza Saint-Léon, dove si trovano la fontana, il castello dei conti d’Eguisheim (oggi parzialmente visitabile) e la cappella dedicata a Papa Leone IX, che proprio qui nacque nell’XI secolo.

La passeggiata più suggestiva, però, è lungo la Rue du Rempart, una via che segue il perimetro del borgo. È qui che si trovano le case più fotografate: quelle a graticcio, color pastello, con travi in legno e gerani ovunque.

Non manca un percorso dedicato alle cicogne, uccelli simbolo dell’Alsazia. Se capiti tra la primavera e l’estate, è facile vederle nei nidi sui tetti o nei campi appena fuori dal paese.

Cibo, vino e prodotti locali

Una visita a Eguisheim non è completa senza fermarsi a tavola. Il paese è immerso nei vigneti e fa parte della celebre Strada dei Vini d’Alsazia. Quindi sì, una degustazione è d’obbligo. Riesling, Pinot Gris e Gewürztraminer sono i bianchi locali da provare, spesso accompagnati da formaggi regionali o torte salate.

Per il pranzo o la cena, ci sono diverse winstub, le tradizionali osterie alsaziane. I piatti sono sostanziosi e ricchi di sapore: tra i più tipici ci sono la tarte flambée (una specie di pizza sottilissima con panna acida, cipolle e pancetta), il baeckeoffe (uno stufato di carne cotto a lungo) e i dolci alsaziani come il kougelhopf.

Anche per i souvenir c’è l’imbarazzo della scelta: biscotti, marmellate, ceramiche decorate e oggetti in legno, spesso fatti a mano.

Quando andare a Eguisheim?

Il periodo più piacevole per visitare Eguisheim va da maggio a settembre, quando il clima è mite e i fiori decorano ogni angolo del paese. Giugno e settembre sono mesi ideali per trovare meno turisti ma lo stesso splendore.

Se invece vuoi un’atmosfera diversa, prova a venire a dicembre: il borgo si illumina per il mercatino di Natale, che è piccolo ma molto curato. Perfetto per chi ama l’atmosfera natalizia senza la folla delle grandi città.

Eguisheim natale

Quanto tempo serve per visitare Eguisheim

Eguisheim è un paese piccolo. Puoi visitarlo anche in mezza giornata, ma se vuoi assaporarlo con calma – magari fermandoti per pranzo, una degustazione o un po’ di shopping – l’ideale è dedicargli una giornata intera.

Molti viaggiatori lo inseriscono in un tour di più giorni che include anche Colmar, Riquewihr, Kaysersberg e altri borghi lungo la Route des Vins. Se ti piace camminare, ci sono anche sentieri tra i vigneti che collegano Eguisheim ai paesi vicini.

 

Eguisheim è un borgo che si visita in poco tempo ma che lascia un ricordo duraturo. Non servono grandi musei o monumenti per apprezzarlo: basta camminare lentamente, osservare le case, ascoltare i suoni, sentire i profumi.

 

 

Zurigo, tra design, pop-up e food festival: la città si reinventa ogni stagione

Zurigo, tra design, pop-up e food festival: la città si reinventa ogni stagione

 

Zurigo entra nella stagione estiva con un calendario fitto di appuntamenti che mixano lifestyle urbano, sperimentazione e cultura. Dalle celebrazioni per il decennale del Food Zurich ai pop-up gastronomici, passando per nuove esposizioni e progetti accessibili, la città sulla Limmat propone format di viaggio alternativi da valorizzare nella programmazione leisure e di nicchia.

Food Zurich: 10 anni di gusto urbano

Dal 12 al 22 giugno 2025, il festival gastronomico più atteso della Svizzera torna con workshop, esperienze culinarie e un festival center dedicato alle degustazioni. Ma i festeggiamenti partono già il 24 maggio, con una tavolata lunga 1,2 kmche attraversa i 12 quartieri cittadini: un’operazione simbolica e coinvolgente che celebra il cibo come linguaggio universale e occasione di incontro.

Pop-up e nuovi format: la scena food si muove

La proposta enogastronomica si fa ancora più eclettica grazie ai pop-up stagionali, ideali per segmenti giovani, urbani o amanti delle tendenze. Fino al 12 luglio, il Burro Concept — collettivo locale specializzato in focacce gourmet — sarà protagonista al Pool Bar Helvti, hotspot estivo che unisce atmosfera rilassata e dolce vita sul fiume Sihl.Più intimo ma altrettanto originale il pop-up Kome.en a Wiedikon, attivo ogni sabato con matcha, onigiri e dolci giapponesi firmati Atelier Okashi: un indirizzo nascosto, da proporre a chi cerca esperienze autentiche e culturali.

Arte, musica e design: le novità del panorama culturale

Sul fronte culturale, il Museum of Design lancia la più grande collezione di design internazionale della Svizzera, con oltre 2.500 oggetti esposti e uno studio creativo dove i visitatori possono cimentarsi in prima persona.Intanto, lo spazio The Studio in Geroldstrasse 15 si trasforma in un festival a cielo aperto con musica, arte e cucina, dal 28 maggio al 5 luglio, ogni sera dal martedì al sabato. Un concept crossmediale, perfetto per viaggiatori interessati al lato più contemporaneo della città. Infine, cambia sede uno dei punti di riferimento dell’arte astratta svizzera: il Museum Haus Konstruktiv si trasferisce nell’area artistica Löwenbräukunst, con una nuova apertura il 15 maggio.

Una Zurigo più inclusiva: il tour accessibile in città

Tra le novità di interesse per il settore, spicca anche l’iniziativa della Claire & George Foundation, che lancia un tour accessibile dell’area storica cittadina, integrato nel progetto nazionale “Accessible Tour of Switzerland”. Una proposta concreta per sviluppare prodotti dedicati al turismo inclusivo, ancora poco valorizzato ma in forte crescita.

 

 

Alla scoperta dei fiordi del Musandam

Alla scoperta dei fiordi del Musandam

Dove le montagne incontrano il mare e dove l’acqua bagna le dune del deserto fiorisce un paesaggio nuovo, tanto meraviglioso quanto irripetibile. E dove il vento del progresso trova un terreno culturalmente fertile ed economicamente generoso, sorgono idee progetti e sogni che si materializzano in forme sempre più ardite; così come quando si imbatte in ostacoli troppo alti o in ambienti assai aridi, scorre via lasciando come dei residui incuneati negli angoli del mondo. Come granelli di sabbia tra le dita, villaggi di pescatori resistono tra le pendici delle montagne.

Alti, aridi, calcarei monti Hajar. Qui la tettonica delle placche ha scolpito ricami montuosi unici a latitudini mai viste, qui fiordi ombrosi si insinuano nella terra portando acque limpide e ricche di vita: come lo yin e lo yang, così è Musandam.

Una penisola traforata da mille fiordi, puntellata da isole e faraglioni calcarei, che si specchia in acque dal blu intenso al verde turchese dove trovano rifugio coralli, pesci e cetacei. Una terra aspra e isolata dalla catena dei monti Hajar, dove gli ultimi Shishuh conducono ancora una vita semi-nomade dedicandosi alla pesca e all’allevamento di bestiame. Villaggi incuneati tra i fiordi, attraversati da wadi profondi, si nascono dalle navi, dai turisti e dal progresso stesso: qui c’è un’altra concezione del Tempo. Che impareremo a conoscere, a vivere sulla nostra pelle, con un’incredibile navigazione a bordo di un dhow che solcherà le acque dell’Oceano Indiano per doppiare lo stretto di Hormuz e raggiungere le acque calde del Golfo Persico.

Questo viaggio è una prima assoluta ed esclusiva Ensy7 alla scoperta della Penisola di Musandam, uno dei lembi di terra meno conosciuti della Penisola Arabica, e anche una sorta di viaggio nel tempo: dai remoti paesini di pescatori raggiungeremo Dubai, con i suoi vertiginosi grattacieli che hanno riplasmato un territorio che, fino a qualche decennio fa, altro non era che uno di quei villaggi. Dalle sabbie del deserto sono nate strade e cresciuti palazzi sempre più alti, sempre più innovativi e tecnologici, sempre più somiglianti ad una gigantesca e fantascientifica Babele. Simbolo inequivocabile di questo impetuoso sviluppo è il Burj Khalifa, non solo il grattacielo, ma la costruzione più alta, con i suoi 828 metri, che l’uomo abbia mai costruito. Ma è solo l’apice metaforico di quello che sono gli Emirati Arabi: hanno il decino PIL pro capite al mondo, l’aeroporto più costoso mai costruito, il centro commerciale più grande, isole artificiali; ma quello che più colpisce è quanto i sogni, i progetti, le speculazioni abbiano sovvertito l’ordine naturale e forgiato un mondo artificiale creativo e innovativo, richiamando architetti e costruttori da tutto il mondo.

Passato e futuro si rincorrono, così come l’attraversamento degli stati: partiremo dall’Oman, dove visiteremo le regioni più vicine alla capitale, che sono anche le più varie dal punto di vista naturalistico: montagne alte e affilate, villaggi in adobe e palmeti, insospettabili castelli e palazzi, souk pieni di spezie, artigianato e bestiame e infine le dune dorate del Wahiba Sands, dove passeremo la notte in un campo tendato. Ci imbarcheremo poi a bordo del dhow Rubba che dispone di cinque cabine e inizieremo la prima parte della navigazione tra le isole Daymaniyat, l’arcipelago corallino autentico paradiso per gli amanti dello snorkeling, a discese a terra per visite culturali risalendo verso nord, sulle rotte del leggendario Sindbad il Marinaio. Attraverseremo poi le acque territoriali emiratine per tornare in Oman a Musandam, che è un’exclave separata e circondata dagli Emirati. Qui ci aspettano scorci mozzafiato e tramonti struggenti. Dopo quattro notti e cinque giorni totali di navigazioni, rientreremo negli Emirati per visitare Dubai e il ricchissimo Museo della civiltà Islamica di Sharja.

Un viaggio intenso, sorprendente, in cui scoperta, emozioni e relax sono tutti ingredienti che non mancheranno.

 

Vacanze romane giovani tra festival, aperitivi alternativi, cene trendy e street art

Vacanze romane giovani tra festival, aperitivi alternativi, cene trendy e street art

Una Roma underground, con spazi di rigenerazione urbana e architetture d’avanguardia. Sono i “the place to be” per l’estate capitolina dei millennials e della Gen z. Tra novità e luoghi segreti da insider, da non perdere le colazioni in edicola, i drink all’alimentari, i live di musica elettronica, le video-installazioni, i graffiti, l’archeo-trekking, la gastronomia di tendenza e i pernottamenti nella ex Dogana.

Una nuova estate capitolina tutta da vivere, tra festival d’avanguardia, aperitivi alternativi e cene con musica che traghettano nelle atmosfere berlinesi, ma con vista sul Tevere. Le vacanze romane diventano underground, immergendosi negli spazi di rigenerazione urbana e nelle architetture d’avanguardia, i “the place to be” 2025 a misura di millennials e Gen z. Tra gli appuntamenti da non perdere ci sono le chiacchiere con assaggi golosi all’alimentari, gli eventi nelle edicole non ordinarie, i live di elettronica, le video-installazioni al Gazometro, le tappe gastronomiche trendy e i pernottamenti nella ex Dogana, con tanto di insegne di qualità per “pizza lovers” sui binari. E non mancano i tour di street art e l’archeo-trekking lungo la via Appia Antica, con esperienza culinaria finale in salsa agri-chic nel sito patrimonio Unesco. Ecco, allora, una mappa per giovani da consultare nei prossimi mesi, per trascorrere delle coinvolgenti experience tra novità e luoghi segreti da insider.

Aperitivi all’alimentari e dopocena all’insegna della bellezza

Si chiama Ciao ed è ospitata in una piazzetta giovane e segreta, in centro a Roma, dove una chiacchiera di fine giornata è “condita” da qualche golosità e da sorsi di Rebel’s Brewery, Jungle Juice e Ritual Lab. O magari da un bicchiere di vino naturale o da una bottiglina di bianco, orange o rosso, da 33 cl, ideale per non alzare troppo il gomito. È l’aperitivo all’alimentari che affaccia su vicolo di San Celso, una piccola bottega di quartiere gestita da due fratelli romani doc, Enrico e Daniele, da quasi tre anni. L’insegna è capace di colpi di scena, graditi agli insider e ai fortunati che ci capitano per caso, tanto da divenire indirizzo di riferimento per pomeriggi e serate spensierati e pieni di bontà, spesso animati dalla musica di sottofondo e dove non mancano le collaborazioni. Ad esempio, con il mondo dell’arte, con brand come Crocs e Australian, o con il festival Roma Diffusa, che anima differenti rioni dopo l’estate. Al bancone, già dalla mattina, si vendono pane e pizza (forniti da due leader del settore, Tulipane e Roscioli), come anche i formaggi stagionati e freschi, i salumi e le verdure sott’olio. E pazienza se non ci sono tavolini fuori e si sta in piedi. Le “good vibes” di Ciao contano di più (aperto dal martedì alla domenica dalle ore 12 alle ore 22). A pochi passi di distanza, il dopocena è al Baronato Quattro Bellezze, storico locale di via di Panico, celebre in passato per i martedì quando sul bancone, travestendosi, si esibiva il fantastico Dominot, algerino approdato a Roma col sogno di fare teatro, che poi ha realizzato senza tradire il suo affezionato pubblico dello speciale palcoscenico dove l’attore era di casa e narrava la sua storia interpretando le canzoni di Edith Piaf. Oggi rinato associazione culturale, questo spazio che è anche etichetta discografica, ha una programmazione da tenere d’occhio per “espressioni artistiche e musicali del sottobosco romano e non”. A via Sora, invece, lo speakeasy “cult” Wisdomless Club propone una selezione raffinata di cocktail in un luogo che trasuda fascino e buongusto: in stile “british” dal sapore d’antan, il locale è ricco di affascinanti e misteriosi pezzi da collezione, dalle polene agli oblò, dagli animali esotici imbalsamati ai coralli, per appassionati di atmosfere da dandy e distillati. Un regno in cui di giorno si esprime il geniale tatuatore Gabriele Anakin, noto per essere apprezzato da Fedez a Tananai fino a Damiano David, che hanno addosso le sue creazioni.

Ciao alimentari

Appuntamenti trendy per creativi in edicole non ordinarie

Gli aperitivi trendy per creativi sono alla non ordinaria Edicola Erno, specializzata in magazine indipendenti e location per pop up a piazza Amerigo Capponi, in Prati. I prossimi appuntamenti sono martedì 20 e mercoledì 21 maggio, dalle ore 10:00 alle ore 12:30, con l’Edicola Burrocratica. La colazione, firmata Barnum, propone imperdibili lievitati e croissant, pane, burro (in forme e gusti vari), caffè specialty di Torrefazione Bertini, giornali, gadget e la carrot cake di Forno Conti, la rinomata bakery artigianale dell’Esquilino. Il 20, dalle ore 18:00 alle 21:00, entra in scena il “Butter-Speak-Easy”, uno spazio intimo e teatrale in cui mani misteriose propongono i celebri drink lattina di Baladin, noto birrificio italiano. Tra i prodotti disponibili ci sarà anche Sodamore, la prima sparkling soda al gusto di amore, che parla alla Gen z rompendo lo stereotipo che il “senza alcol” equivalga a “noioso”. E non mancheranno le prelibatezze salate di Forno Conti. Dal 25 al 27 maggio l’edicola ospiterà una tre giorni di eventi no-stop, con drink firmati dai bartender di Cinquanta – Spirito Italiano (tra i migliori bar d’Italia). Dalle ore 18:00 alle ore 24:00 si entra nel vivo dell’evento con il momento dell’aperitivo: la drink list di ready-to-drink nelle eleganti lattine sarà accompagnata da dj set live a cura di Frissón, collettivo romano attivo dal 2021, amante del vinile e della ricerca musicale.

Edicola Erno

Atmosfere underground tra musica e gusto: il nuovo Bauhaus a The Magick Bar

Le prelibatezze della tradizione contemporanea di Bauhaus arrivano sul Tevere, per un’estate 2025 tra gusto e musica a The Magick Bar, iconica location dalle atmosfere raffinate underground di proprietà di Nanni Clerici e Fabio Colicchi, dove è approdata la gastronomia firmata da chef Andrea Castagna. Lo stesso che è a capo della brigata di cucina del locale di piazza Biffi a Garbatella, fortino della movida di quartiere a Roma sud, in uno spazio rigenerato grazie alle capacità dei titolari, tra cui i fratelli Giorgio e Valerio Giglietti e gli amici Andrea Ciarli e Michele del Nobile, con il supporto di Guglielmo Amendola. Tra décor floreali verdeggianti e arredi in ferro battuto, con i tavoli che evocano i colori del mare, si celebra con pesce, carne e pietanze veg, il Mediterraneo, con un omaggio anche alla cucina iberica, tra Ceviche de Pescado e Picanha olio e sale, tacos e i più sostanziosi “Platos”, dove conquistano il Thai calamari con senape in grani e il Lobster roll. Non manca, poi, la selezione di sushi, col signature “Bauhaus” che si compone di Uramaki di gambero in tempura, avocado, salsa roma, mandorle tostate e sesamo. Più amarcord i dessert, per costruire dolci memorie estive all’insegna del comfort food tra gelato alla crema e tiramisù. Accompagnano le portate i vini naturali e i tradizionali.

Bauhaus a The Magick Bar

La musica elettronica e il suo nuovo regno: il Roma Summer Fest

Con 70 date in cartellone per tre mesi di musica, da giugno a settembre, occupa la scena nella location unica dell’Auditorium Parco della Musica progettata da Renzo Piano, il Roma Summer Fest, con alcuni degli artisti più importanti, anche internazionali. Per la prima volta la programmazione estiva si apre all’elettronica, coinvolgendo alcuni dj e nomi, tra i più importanti del momento. Come il sudafricano Black Coffee, che ha inaugurato la manifestazione il 18 maggio con un’esclusiva anteprima, trasformando lo spazio in un indimenticabile dancefloor multicolor. Seguiranno, tra gli altri: Paul Kalkbrenner (18 luglio), colosso dei dj set berlinesi, Jamie xx (12 luglio), raffinato produttore e membro dei The XX, Rüfüs Du Sol, già sold out (21 giugno), trio australiano pioniere della deep house e Asco (20 giugno), dj italiano che mescola l’elettronica con la classica eseguita dal vivo da un’orchestra di 26 elementi. E se per gli appassionati della scena urban e hip-hop è da segnare Morad (10 e 11 giugno), rapper spagnolo tra i più influenti della nuova generazione, per chi ama l’indie, con date già sold out, arrivano i Sigur Rós, band islandese dalle sonorità oniriche (12 e 13 settembre) e Franco126, il cantautore romano dal sound malinconico e raffinato (6 e 8 giugno). Ma si balla pure con la nuova stagione “Trees in Motion” all’Hotel Butterfly a via dei Gladiatori tra Garden e Bosco Parallelo, con una ricca programmazione settimanale, un tapas bar e un ristorante con l’immancabile pizza romana. A Roma sud si preparano i dancefloor targati Eur District, primo brand municipale nato per fare rete nel mondo della notte. L’apertura del Ninfeo in via delle Tre Fontane darà il via, nell’omonimo Parco, a live e discomusic dal prossimo 12 giugno. A viale di Val Fiorita riparte l’estate di Eur Social Park, con storiche feste come quella del sabato sera targata GIAM, il rainbow party la cui 31esima stagione è già iniziata e durerà fino a settembre. Sabato 24 maggio arriva a Roma Deborah De Luca, che dal difficile quartiere napoletano di Scampia dove è nata, è salita sulle consolle più prestigiose della scena techno ed elettronica mondiale. E proprio lei sarà in città per un maxi evento in notturna firmato Neon e Cosmo Festival nel parco di Cinecittà World.

Black Coffee al Roma Summer Fest

Video mapping e dj set col festival al Gazometro e il “coffee table book” da collezione

Nella nuova estate capitolina per giovani c’è spazio anche per le installazioni e le esperienze immersive: dal 3 al 6 luglio torna, per l’VIII edizione, Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale, ideato da Francesco Rutelli e con la direzione creativa di Francesco Dobrovich.

L’area di archeologia industriale più estesa d’Europa, il Gazometro a Ostiense, si anima di videoarte, video mapping e sonorità contemporanee. L’attrazione principale sarà la grande installazione site specific che avvolgerà il Gazometro G4, dal titolo Solar, affidata all’artista romano, di fama internazionale, Quayola. La creazione, ispirata al fenomeno ottico dei raggi crepuscolari, riproduce un ciclo infinito di albe e tramonti digitali: la luce diventa materia viva, scolpisce il buio e modella lo spazio. Dopo l’opening del 3, venerdì 4 luglio c’è grande attesa per il dj set della bassista dei Måneskin Victoria De Angelis; sabato 5 luglio, tra gli altri, ci sarà l’imperdibile live di Caribou con il nuovo album Honey. Domenica 6 chiude il festival Dardust con Urban Impressionism, un’esperienza AV curata da Videocittà, in cui la musica del noto compositore e produttore incontra le architetture digitali di Franz Rosati. Dopo il successo di marzo scorso a La Nuvola all’Eur, Dardust ripropone lo show capace di trasformare la musica in visione. E per gli amanti della fotografia d’autore e dei “coffee table books” da collezione, arriva “Roma eterna” di Assouline, la casa editrice più cool del mondo, volume che sarà presentato in anteprima mondiale nella Library del Bvlgari Hotel Roma i primi di giugno in un evento esclusivo. Scritto da James Horncastle, giornalista britannico che si occupa dell’Italia per The Athletic, le pagine sportive del New York Times, con una prefazione dell’esperto italiano di Assouline, Cesare Cunaccia, e con le foto dei viaggi di Martine e Prosper Assouline nella Capitale, questo libro svela l’anima più intimistica e autentica della città, tra vicoli caratteristici e osterie a conduzione familiare. Dal cuore di un gladiatore ai capolavori di Cinecittà, dal fragore della folla allo Stadio Olimpico al gusto appetitoso della pasta fatta a mano, le infinite meraviglie capitoline si fanno pagine tra scatti e racconto, immaginandosi già a bordo di una Vespa rosso ciliegia a cavalcare verso il tramonto alla maniera di “Vacanze Romane”.

 

Videocittà 2024

Archeo-trekking lungo la via Appia Antica: il percorso e le tappe gastronomiche

La bella stagione nella Città Eterna è pure sinonimo di momenti rigeneranti nella natura urbana tra rovine millenarie. L’archeo-trekking è la passeggiata ideale per immergersi nelle atmosfere paesaggistiche della Roma del passato, lungo la via Appia Antica, da via di Tor Carbone alle Mura Aureliane intorno a Porta San Sebastiano, costeggiandole fino a San Saba. In particolare, approdando in quell’angolo dove affacciano i villini che rendono graziosa ed elegante piazza Gian Lorenzo Bernini. Un’oasi metropolitana nascosta ai più, nonché tappa imperdibile del percorso, con sosta d’obbligo nel forno di quartiere Il Pane di San Saba. Un indirizzo che mantiene la sua vocazione, ma che oggi è anche un bistrot e cocktail bar, dove si consumano leccornie dolci e salate, mentre si è circondati dalle foto incorniciate dei volti del cinema, come Alessandro Gassmann e Carlo Verdone. Avanzando lungo la scenografica pista di atletica delle Terme di Caracalla, vale la pena spingersi fino al parchetto di fronte, un’area dove molti romani si dedicano all’outdoor nei pressi della celebre chiesa sconsacrata. Poi si risale via di Porta Latina, con tappa nel Parco degli Scipioni, per tornare al punto di partenza. L’itinerario così concepito è di circa 12 chilometri ed è un toccasana quando si vuole unire ai benefici del movimento il nutrimento dello spirito, immersi in una Roma d’altri tempi e troppe volte frequentata solo dai turisti che arrivano da lontano. Si nota, lungo la Regina Viarum verso le mura, nonostante la sua presenza discreta, Solum, il ristorante inaugurato la scorsa estate in un giardino segreto agri-chic che ritorna ad accogliere romani e non solo. Nel menu non manca una proposta alla brace, in omaggio al rituale conviviale della bella stagione. Ma il salotto del gusto è anche spazio da non perdere per aperitivi e serate estive all’insegna della buona mixology e con una programmazione ancora da svelare, che promette solo “good vibes”.

Via Appia Antica

 

La street art a San Lorenzo: tour dei principali graffiti

Gli amanti dei graffiti possono immergersi nel cuore di San Lorenzo, con le camminate culturali a cura di Sa.L.A.D. fondato da Alessandro Calizza e Tommaso Zijno, muovendosi tra ciclopiche opere di artisti come STEN LEX e Alice Pasquini, ormai conosciuti in tutto il mondo, e street art di collettivi, da Fx a Guerrilla Spam. A via dei Lucerni con “Luogo comune” si omaggia l’anima multietnica del quartiere, mentre a via dei Peligni si ritrova il “Patto d’Europa”, un murale realizzato dal duo di creativi “Howlers Crew”, formato da Francesca Melina e da Gioele Bertin (in arte Meliska e Morf), in occasione dei 70 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Dal parco giochi di via dei Peligni si può vedere un gigante graffito dedicato alle bici, auspicio del Collettivo Fx e Simone Ferrarini, per un futuro con meno automobili e maggiori corse sulle “due ruote”. Imperdibile a via dei Sabelli è il muro aperto dalle bombe del 1943, che Guerrilla Spam eleva a opera d’arte contemporanea. A via dei Latini c’è invece uno Sten senza Lex, è l’“archeologia” della street art con una Madonna bizantina. A via dei Sardi, un lungo murale di sagome di donne che si tengono per mano – tutte vittime di femminicidio con nome e anno dell’assassinio – ricorda l’atroce condizione di chi subisce violenza domestica e di genere. Un’opera realizzata da cinque ragazze in una sola notte. A via dei Sabelli Matteo Borzi nel 2019 ha disegnato il suo grande orso polare per denunciare il surriscaldamento del Pianeta e fare un appello per un futuro più ecosostenibile. Studiare per la libertà è, infine, lo slogan della partigiana Tina Costa con la Costituzione in mano, che colora un muro davanti a una scuola a pochi metri di distanza. Sempre Sa.L.A.D. sarà promotore di una serie di iniziative estive che animeranno il quartiere, in particolare il mercato di Largo degli Osci, riaprendo alcuni banchi chiusi da anni con mostre e street art. Primo appuntamento domani 20 maggio a partire dalle ore 15, con la poetessa Jonida Prifti entrata nella cinquina di finalisti del Premio Strega Poesia e altri protagonisti.

La partigiana Tina Costa con la Costituzione in mano

L’hotel all’ex Dogana e gli indirizzi per “pizza lovers” con vista sui binari

Poco oltre, a Scalo San Lorenzo, ha aperto The Social Hub, una struttura di ospitalità ibrida di categoria 4 stelle, con membership per alcuni servizi come il coworking, la palestra e la piscina, consolidando la vocazione del quartiere di essere luogo di approdo di member club internazionali. Pioniera nella scelta è stata la Soho House, che per prima era arrivata nella nota zona universitaria, affermandosi come fucina di creativi e spazio per networking dallo spirito inclusivo. Il nuovo indirizzo, di recente inaugurazione e con un grande parco, sito nell’area della ex Dogana, si annuncia imperdibile contenitore di eventi estivi, di cui si attende la programmazione (il 5 giugno). Al suo interno, ma con tavolini anche fuori, si trova la seconda sede in città della pizzeria Berberè, al VI posto nella classifica 2024 delle migliori catene di pizzerie artigianali nel mondo stilata da 50 Top Pizza: a essere proposte sono 16 tonde a prezzi accessibili, a partire dalle classiche come la Margherita, fino a quelle vegetali, tra cui la Hummus (vegana) e la Norma. Non lontano, in zona stazione Tuscolana, il romanticismo underground è uno degli ingredienti immancabili della pizza di Daniele Frontoni, alla quarta generazione di fornai e pizzaioli fautori della classica “scrocchiarella” romana. Un “must” che si gusta osservando il viavai dei treni che trafiggono i colori infuocati dei tramonti. A partire dal 3 giugno, infatti, la grande terrazza dell’Antica Pizzeria Frontoni a via Assisi riapre al pubblico con i suoi 1500 metri quadrati con vista sui binari della stazione per nostalgici “pizza lovers”. Sarà possibile mordere spicchi singolari, dai classici di famiglia, ai più creativi, come quelli dedicati ai santi in occasione del Giubileo, in attesa di una pizza che omaggi il nuovo papa Leone XIV.

Pizzeria Berberè a The Social Hub
Route 66: dove si trova e cosa vedere in 2 settimane

Route 66: dove si trova e cosa vedere in 2 settimane

Un road trip possiede un fascino senza tempo: le strade che si perdono all’orizzonte, attraversando deserti, città, villaggi remoti e aree naturali, alimentano le fantasie di ogni viaggiatore. Un tour organizzato degli Stati Uniti è uno dei sogni più ambiti, soprattutto se si tratta di percorrere la leggendaria Route 66. Conosciuta come la Main Street of America, o più affettuosamente come la “Mother Road” (Strada Madre), rimane una delle destinazioni preferite per gli amanti dei viaggi on the road. Durante un itinerario di 20 giorni è possibile attraversare deserti, scoprire città iconiche come Chicago Santa Monica, e visitare meraviglie naturali come il Grand Canyon e le Montagne RoccioseIn questo articolo esplorerai la mappa della Route 66, scoprirai dove si trova e cosa vedere in un percorso da est a ovest. Questo storico tracciato, che incarna lo spirito avventuriero statunitense, ti offrirà un mix unico di storia, cultura e paesaggi mozzafiato. Viaggiare lungo questa strada ti permetterà di immergerti nell’autentica atmosfera americana, dove ogni fermata sarà un’opportunità per scoprire qualcosa di nuovo e sorprendente. Che tu sia un appassionato di fotografia, un amante della storia o semplicemente alla ricerca di un’avventura indimenticabile, un tour della Route 66 con Ensy7 realizzerà i tuoi sogni su quattro ruote: continua a leggere!

Route 66: mappa e dove si trova

Se ti stai chiedendo dove si trova la Route 66, è una delle strade più celebri degli Stati Uniti. Nota anche come “The Main Street of America” o “The Mother Road“, è stata inaugurata nel 1926 e originariamente collegava ChicagoIllinois, a Santa MonicaCalifornia, attraversando un totale di otto stati: IllinoisMissouriKansasOklahomaTexasNew MexicoArizona California. Il percorso, lungo circa 2.448 miglia (3.940 chilometri), ti regalerà un affascinante viaggio attraverso paesaggi diversi, dalle grandi pianure del Midwest ai deserti del Southwest, fino alle spiagge del Pacifico. Oggi, anche se la Route 66 non è più una strada principale, rimane una meta iconica per viaggiatori e appassionati di avventure su strada, con numerose attrazioni storiche e culturali lungo il suo tragitto. Il tracciato è punteggiato di diner storici, vecchie stazioni di servizio, motel vintage e musei dedicati alla sua storia e al suo impatto sulla cultura americana. Percorrerlo sarà un vero e proprio tuffo nel passato: un viaggio on the road in America che ti permetterà di vivere l’epoca d’oro delle grandi autostrade coast to coast. Seguire la mappa della Route 66 non sarà solo un viaggio geografico, ma anche un’esperienza culturale e storica che catturerà l’essenza dello spirito pionieristico del Nord America..

Route 66, Stati Uniti | Turisanda

Route 66, le tappe della prima settimana

Ma cosa vedere sulla Route 66? Ogni itinerario che si rispetti comincia con un viaggio da Chicago, la “Windy City” che sorge sulle sponde del lago Michigan e vanta una serie incredibile di grattacieli e locali di musica dal vivo. La seconda tappa è Springfield, la capitale dell’Illinois. La città è molto legata alla figura di Abraham Lincoln e, proprio per questo motivo, ci sono molti edifici dedicati al 16° Presidente degli Stati Uniti. Tra le cose da vedere ci sono l’Abraham Lincoln Presidential Library and Museum e la Lincoln Home National Historic Site. All’interno dell’Oak Ridge Cemetery si trova anche la sua tomba, visitata spesso anche dagli statunitensi più patriottici. La terza tappa è quella di St. Louis, dove si può ammirare il Gateway Arch. Tra Springfield St. Louis c’è un’attrazione che va inserita nel proprio itinerario: quella delle Meramec Caverns, che hanno più di 400 milioni di anni. Oklahoma City è una città nata proprio nel corso dei flussi migratori della Grande Depressione e sorge tra i campi di grano. La prossima tappa è quella di Amarillo, dove si può visitare il museo dedicato proprio alla Route 66. L’ultima sosta della settimana è la città di Santa Fe, dove visitare il The Plaza e il Palazzo dei Governatori. Iniziare il tour dalla East Coast e proseguire con le tappe della Route 66 verso ovest sarà fenomenale!

Chicago Skyline sul Lago Michigan, USA

Seconda settimana sulla Route 66: cosa vedere?

Partendo da Santa Fe e proseguendo il coast to coast sulla Route 66 ci si addentra sempre di più nel territorio delle Montagne Rocciose, la cui bellezza incontaminata lascia tutti a bocca aperta. La città di Albuquerque è una città molto vivace, un vero e proprio crocevia di culture dove passeggiare. La città di Holbrook è molto popolare anche per il suo aspetto molto caratteristico. Da non perdere la visita a una delle sette meraviglie del mondo: il Grand Canyon è un luogo che andrebbe visitato almeno una volta nella vita in un tour dei parchi americani. Continua il viaggio a Las Vegas, la luminosa capitale del gioco d’azzardo incastonata nel deserto. Andando ancora ad ovest si raggiunge Los Angeles, la “Città degli Angeli” e capitale del cinema internazionale. Da vedere la famosa Hollywood Avenue e il Chinese Theatre, dove potrai ammirare da vicino le impronte delle star o il lusso di Beverly Hills. Da non perdere una visita agli Universal Studios, gli studi cinematografici più grandi del mondo. A poca distanza dal centro si trova Santa Monica, dove una targa di ottone segna la fine ufficiale del tour della West Coast. Ora che sai cosa vedere sulla Route 66, organizza il tuo viaggio da favola con Ensy7 e vivi le emozioni più indescrivibili.

Las Vegas, USA