Dove le montagne incontrano il mare e dove l’acqua bagna le dune del deserto fiorisce un paesaggio nuovo, tanto meraviglioso quanto irripetibile. E dove il vento del progresso trova un terreno culturalmente fertile ed economicamente generoso, sorgono idee progetti e sogni che si materializzano in forme sempre più ardite; così come quando si imbatte in ostacoli troppo alti o in ambienti assai aridi, scorre via lasciando come dei residui incuneati negli angoli del mondo. Come granelli di sabbia tra le dita, villaggi di pescatori resistono tra le pendici delle montagne.
Alti, aridi, calcarei monti Hajar. Qui la tettonica delle placche ha scolpito ricami montuosi unici a latitudini mai viste, qui fiordi ombrosi si insinuano nella terra portando acque limpide e ricche di vita: come lo yin e lo yang, così è Musandam.
Una penisola traforata da mille fiordi, puntellata da isole e faraglioni calcarei, che si specchia in acque dal blu intenso al verde turchese dove trovano rifugio coralli, pesci e cetacei. Una terra aspra e isolata dalla catena dei monti Hajar, dove gli ultimi Shishuh conducono ancora una vita semi-nomade dedicandosi alla pesca e all’allevamento di bestiame. Villaggi incuneati tra i fiordi, attraversati da wadi profondi, si nascono dalle navi, dai turisti e dal progresso stesso: qui c’è un’altra concezione del Tempo. Che impareremo a conoscere, a vivere sulla nostra pelle, con un’incredibile navigazione a bordo di un dhow che solcherà le acque dell’Oceano Indiano per doppiare lo stretto di Hormuz e raggiungere le acque calde del Golfo Persico.
Questo viaggio è una prima assoluta ed esclusiva Ensy7 alla scoperta della Penisola di Musandam, uno dei lembi di terra meno conosciuti della Penisola Arabica, e anche una sorta di viaggio nel tempo: dai remoti paesini di pescatori raggiungeremo Dubai, con i suoi vertiginosi grattacieli che hanno riplasmato un territorio che, fino a qualche decennio fa, altro non era che uno di quei villaggi. Dalle sabbie del deserto sono nate strade e cresciuti palazzi sempre più alti, sempre più innovativi e tecnologici, sempre più somiglianti ad una gigantesca e fantascientifica Babele. Simbolo inequivocabile di questo impetuoso sviluppo è il Burj Khalifa, non solo il grattacielo, ma la costruzione più alta, con i suoi 828 metri, che l’uomo abbia mai costruito. Ma è solo l’apice metaforico di quello che sono gli Emirati Arabi: hanno il decino PIL pro capite al mondo, l’aeroporto più costoso mai costruito, il centro commerciale più grande, isole artificiali; ma quello che più colpisce è quanto i sogni, i progetti, le speculazioni abbiano sovvertito l’ordine naturale e forgiato un mondo artificiale creativo e innovativo, richiamando architetti e costruttori da tutto il mondo.
Passato e futuro si rincorrono, così come l’attraversamento degli stati: partiremo dall’Oman, dove visiteremo le regioni più vicine alla capitale, che sono anche le più varie dal punto di vista naturalistico: montagne alte e affilate, villaggi in adobe e palmeti, insospettabili castelli e palazzi, souk pieni di spezie, artigianato e bestiame e infine le dune dorate del Wahiba Sands, dove passeremo la notte in un campo tendato. Ci imbarcheremo poi a bordo del dhow Rubba che dispone di cinque cabine e inizieremo la prima parte della navigazione tra le isole Daymaniyat, l’arcipelago corallino autentico paradiso per gli amanti dello snorkeling, a discese a terra per visite culturali risalendo verso nord, sulle rotte del leggendario Sindbad il Marinaio. Attraverseremo poi le acque territoriali emiratine per tornare in Oman a Musandam, che è un’exclave separata e circondata dagli Emirati. Qui ci aspettano scorci mozzafiato e tramonti struggenti. Dopo quattro notti e cinque giorni totali di navigazioni, rientreremo negli Emirati per visitare Dubai e il ricchissimo Museo della civiltà Islamica di Sharja.
Un viaggio intenso, sorprendente, in cui scoperta, emozioni e relax sono tutti ingredienti che non mancheranno.