Da Kyoto a Rio de Janeiro, le mete ideali per celebrare lo yoga tra natura, cultura e relax.
Il 21 giugno si celebra l’International Yoga Day, un’alleanza globale che ogni anno spinge milioni di persone a fermarsi e a dedicare del tempo all’equilibrio tra corpo e mente. Ormai lo yoga non è più una semplice disciplina, ma un vero e proprio stile di vita che influenza anche il nostro modo di viaggiare, trasformando la vacanza nell’occasione perfetta per rallentare, respirare e riconnettersi con sé stessi. In vista di questa ricorrenza, Ensy7 ha selezionato sei destinazioni uniche dove la pratica millenaria si fonde con paesaggi suggestivi, natura e cultura locale.
Ericeira, Portogallo: yoga con vista sull’Atlantico
A meno di un’ora da Lisbona, Ericeira è uno dei luoghi più amati d’Europa dagli appassionati di yoga e benessere. Questo antico villaggio di pescatori, oggi celebre anche per il surf, ospita retreat immersi nella natura e piattaforme panoramiche dove praticare il saluto al sole accompagnati dal rumore delle onde.
Lago di Bled, Slovenia: meditazione tra le Alpi
Con le sue acque color smeraldo e le montagne che si riflettono sulla superficie del lago, Bled offre uno scenario quasi fiabesco per chi cerca tranquillità e contatto con la natura. All’alba, le rive del lago diventano il luogo ideale per praticare yoga e meditazione circondati dal silenzio delle Alpi Giulie.
Isola d’Elba, Italia: yoga tra mare e macchia mediterranea
Tra spiagge affacciate sul Mar Tirreno e sentieri immersi nella natura, l’Isola d’Elba è una meta ideale per chi desidera rallentare e dedicarsi al benessere. Negli ultimi anni l’isola ha visto crescere l’offerta di retreat e sessioni di yoga all’aperto, spesso organizzate all’alba o al tramonto in contesti naturali di grande suggestione.
Kyoto, Giappone: alla ricerca dell’equilibrio tra templi e giardini zen
Antica capitale del Giappone e custode di alcune delle più importanti tradizioni spirituali del Paese, Kyoto invita a rallentare tra giardini zen, templi secolari e quartieri dove il tempo sembra essersi fermato. Un luogo dove il concetto di armonia permea ogni aspetto della vita quotidiana e che rappresenta una meta ideale per chi desidera dedicarsi a pratiche di consapevolezza e benessere.
New York City, Stati Uniti: yoga nel cuore di Times Square
Pochi luoghi al mondo rappresentano il contrasto tra frenesia e ricerca dell’equilibrio come New York. Ogni anno, in occasione dell’International Yoga Day, Times Square ospita una delle più grandi celebrazioni pubbliche dedicate allo yoga, trasformando uno degli incroci più iconici del pianeta in un enorme studio a cielo aperto.
Rio de Janeiro, Brasile: il saluto al sole davanti all’oceano
Tra le spiagge di Ipanema e Copacabana, il profilo del Pan di Zucchero e il Cristo Redentore che domina la città, Rio de Janeiro offre uno degli scenari più spettacolari al mondo per praticare yoga all’aperto. Non è raro vedere gruppi di appassionati riunirsi all’alba per sessioni collettive affacciate sull’Oceano Atlantico.
Nel cuore della regione, lungo l’Alta Valle del Vomano, queste vie antiche hanno recentemente ritrovato un nome e un racconto. Ecco i loro segreti.
Ci sono cammini che esistono da secoli, anche quando nessuno li chiamava così. Erano le strade dei pastori che seguivano le greggi verso i pascoli d’altura, i sentieri dei contadini che collegavano una frazione all’altra, le mulattiere dei pellegrini diretti verso chiese ed eremi nascosti tra le pieghe della montagna. Nel cuore dell’Abruzzo interno, lungo l’Alta Valle del Vomano, queste vie antiche hanno recentemente ritrovato un nome e un racconto: il Cammino delle Sette Sorelle.
Centoventotto chilometri suddivisi in sette tappe, tra le province di Teramo e L’Aquila. Sei Comuni — Fano Adriano, Pietracamela, Crognaleto, Cortino, Campotosto e Montorio al Vomano — e oltre trenta tra borghi, contrade e frazioni, nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un tracciato che non nasce a tavolino, ma recupera sentieri, mulattiere, tratturi e strade di montagna che per generazioni hanno unito paesi, pascoli, boschi e luoghi di lavoro e oggi tornano a essere percorsi come vie di scoperta.
Prima tappa la cascata
Il nome del Cammino non è casuale, né puramente evocativo. Richiama la tradizione delle Sette Madonne Sorelle, una devozione popolare radicata nell’Alta Valle del Vomano che si manifesta attraverso chiese, eremi e santuari distribuiti lungo tutto il tracciato. Santa Maria Reparata, la Madonna della Sgrima, l’Eremo dell’Annunziata, la Madonna del Calvario, la Madonna della Tibia, la Madonna del Carmine, Santa Maria Apparente: sette presenze spirituali che nel tempo hanno rappresentato punti di riferimento, protezione e identità per le comunità di montagna. Non semplici attrazioni devozionali da inserire in un itinerario turistico, ma chiavi di lettura del territorio, la prova che questi luoghi sono stati abitati e attraversati per generazioni. Visitarli camminando — con la lentezza necessaria per guardare davvero — è un modo diverso di entrare in contatto con una geografia che racconta una storia precisa.
Il Cammino è un anello. Si parte e si arriva a Fano Adriano, borgo ai piedi del Gran Sasso, e il percorso si chiude dove era iniziato, rafforzando l’idea di un viaggio circolare che attraversa e ricuce l’intera valle. La prima tappa, lunga 21 chilometri, attraversa Pietracamela e raggiunge Cusciano, frazione di Montorio al Vomano. Lungo il cammino si incontra la chiesa di Santa Maria Reparata sopra Cerqueto, mentre lo sguardo spazia dal Gran Sasso alla valle del Vomano fino alle spettacolari Vene Rosse, singolari formazioni geologiche dai colori intensi.
Seconda tappa, la chiesetta Madonna della Sgrima
La seconda tappa scende verso le testimonianze archeologiche del Tempio di Ercole, per poi risalire attraverso un paesaggio rurale fino a Cavennile, dove il Santuario della Madonna della Sgrima rappresenta uno dei luoghi più significativi della devozione popolare locale.
Tra i luoghi più sorprendenti del percorso c’è Poggio Umbricchio, piccolo borgo di pietra aggrappato alla montagna. Da qui il cammino prosegue tra le vallate dell’alta valle fino a raggiungere Pagliaroli, nel territorio di Cortino. La tappa successiva si immerge invece in ricchi ambienti boschivi e antiche vie di collegamento, toccando i pascoli di Piano Roseto e il suggestivo Santuario della Madonna della Tibia.
Dalla quinta tappa il paesaggio cambia volto. Il percorso si apre verso l’altipiano di Campotosto e il lago artificiale più grande dell’Abruzzo. Gli orizzonti si allungano, i boschi lasciano spazio all’acqua e alle grandi distese erbose, in una dimensione che invita naturalmente alla contemplazione. La sesta tappa, la più lunga con i suoi 23 chilometri, costeggia il lago e attraversa alcuni dei piccoli centri che ne punteggiano le rive, alternando panorami aperti e versanti più raccolti.
Quarta tappa: verso il santuario Madonna della Tibia
L’ultima tappa chiude l’anello riportando il camminatore a Fano Adriano. Lungo il percorso si incontrano le mura megalitiche di Colle del Vento e l’Eremo dell’Annunziata, che completano idealmente il racconto spirituale e storico del cammino.
Più che un nuovo prodotto turistico, il Cammino delle Sette Sorelle è il tentativo di ricucire un territorio montano attraverso i suoi sentieri storici e le sue comunità. Un progetto nato dal basso che trasforma antiche vie di collegamento in un itinerario di scoperta dell’Abruzzo interno, lontano dalle mete più frequentate ma ricco di paesaggi, memorie e relazioni.
L’arcipelago delle Filippine comprende più di 7000 isole, tra queste, la piccolissima isola di Malapascua. Un minuscolo paradiso dove godere di spiagge bianche e mare cristallino.
L’isola di Malapascua si trova nel bel mezzo del mare delle Visayas, a nord dell’isola di Cebu e la sua superficie è di soli 2,5 km quadrati. Le Filippine vantano un’infinità di isole, rendendo la scelta di quale visitare tutt’altro che semplice.
Cosa fare a Malapascua – Le immersioni
Nota per i suoi fondali, è frequentata principalmente da coloro che amano fare immersioni. Qui infatti ci sono numerose scuole di diving rivolte a coloro che vogliono praticare questo sport e prendere il brevetto e agenzie che organizzano escursioni giornaliere (per chi è già più esperto e ha solo bisogno di noleggiare l’attrezzatura).
La flora e la fauna marina sono incredibilmente diversificate e qui si trovano tantissimi specie di pesci colorati, mante, squali volpe, pesci farfalla, pesci pipistrello, pesci pagliaccio, seppie giganti, etc..
Un paradiso marino per chi ama trascorrere le proprie giornate in acqua, alla scoperta di coralli e specie marine.
Per osservare tutte queste meraviglie non è però necessario scendere in profondità. Se non fai immersioni, puoi praticare snorkeling ed esplorare i fondali marini comunque.
Dove fare immersioni attorno all’isola
Ci sono diversi punti perfetti per praticare diving e snorkeling:
East Garden: sul lato est dell’isola, con una profondità massima di circa 8 metri
North Point: all’estremità nord dell’isola con una profondità massima di circa 23 metri
Bugtong Bato: sempre a Nord dell’isola, profondità di circa 26 metri
Cosa fare a Malapascua – Le spiagge
Malapascua è un’isola tranquilla dove, al di là delle attività in acqua, non c’è obiettivamente molto da fare. Ma che problema c’è! Ci si rilassa in spiaggia!! L’isola è piuttosto piccola e può essere anche attraversata tutta a piedi (2 ore circa), ma visto il sole cocente, consiglio vivamente di noleggiare un motorino (le spiagge si raggiungono senza difficoltà).
L’isola è circondata da spiagge di sabbia bianca e da un mare incredibilmente limpido, che cambia tonalità nel corso della giornata, passando dal turchese chiaro al celeste più intenso. L’acqua è così trasparente da sembrare quasi irreale, soprattutto nelle ore centrali del giorno.
La spiaggia principale, Bounty Beach, è anche la più frequentata dell’isola. Qui approdano le barche provenienti dal porto di Maya (Cebu), ed è da questo tratto di costa che partono la maggior parte delle escursioni subacquee e i tour di island hopping. Non a caso, lungo Bounty Beach si concentra la vita dell’isola: resort, guesthouse e scuole di diving si susseguono una accanto all’altra, rendendola il punto di riferimento principale per chi visita Malapascua.
Tuttavia, se vuoi conoscere la Malapascua più autentica (e silenziosa), ti consiglio di spingersi verso l’interno, attraversare l’isola e raggiungere la zona nord dove si trova LangubBeach. Questa spiaggia non è molto frequentata dai turisti e molto probabilmente le uniche presenze che incontrerai saranno i pescatori locali e qualche bambino curioso, sempre pronto a strapparti un sorriso e a giocare con te.
Se rimani nella zona sud puoi raggiungere Logon Beach, sulla costa sud ovest dell’isola. Qui arrivano e partono i traghetti grandi da e per Cebu City, quindi c’è sempre un gran movimento, ma la spiaggia è carina e se vai nel tardo pomeriggio puoi godere del tramonto.
Passeggiare per i villaggi permette di scoprire la vita rurale, conoscere la gente del posto e assaggiare i piatti tipici dell’isola in un qualche “carinderia” lungo la strada.
Come raggiungere Malapascua
Il modo migliore per arrivare a Malapascua è via Cebu.
Dal centro di Cebu City prendi il bus pubblico che raggiunge Maya Port e da lì prendi la barca per raggiungere l’isoletta.
Il servizio è attivo tutti i giorni e il bus parte dal Northern Bus Terminal ogni ora: il viaggio ha una durata di circa 4 ore e il costo del biglietto è di 230/250 php.
Una volta raggiunto il porto di Maya è necessario pagare le fee richieste, ovvero 140 php per la “environmental fee” e 20 php per la “terminal fee”. Il biglietto per la barca ha un costo di 200 php.
Il servizio opera dalle 7 del mattino fino alle 17, con partenze ogni 30 minuti/un’ora, il tutto dipende dal numero di passeggeri (si parte con un numero minimo di persone a bordo). Il viaggio in traghetto dura circa 35 minuti.
In alternativa, se preferisci non aspettare, puoi scegliere una barca privata: costa circa 2.000 php, ma condividendo la spesa con un gruppo di amici diventa una soluzione pratica.
Dove dormire a Malapascua
Sull’isola ci sono numerosi resort, guest house ed ostelli. Consiglio di rimanere tra Logon Beach e Bounty Beach. Villa Sandra Guesthouse, un ostello bellissimo e pieno di energia positiva, pieno di messaggi belli alle pareti, con amache colorate e un ottimo ambiente (l’ostello esiste ancora oggi ma ha cambiato nome credo, si chiama Villa Atlas Guesthouse).
Escursioni vicino all’isola.
Un’escursione giornaliera in barca per scoprire l’isola di Kalanggaman.
Una lingua di sabbia in mezzo al mare, un mare incredibile dove fare snorkeling, piccole capanne in bamboo dove ripararsi dal sole e dove pranzare con un bel piatto di pesce. Splendida!
Consigli di viaggio
Quando visitare Malapascua: l’isola fa parte dell’arcipelago delle Visayas e il periodo migliore per visitare quest’area va da dicembre a marzo/aprile. Non sono da escludere anche gli altri mesi in quanto quest’area riceve spesso gli influssi monsonici provenienti da sud-est e può quindi essere visitata anche dopo aprile, però il rischio di piogge rimane comunque più alto (i mesi peggiori sono agosto, settembre e ottobre).
Cosa fare prima di partire: sull’isola di Malapascua ci sono pochi sportelli ATM, ma a volta potrebbero non funzionare o essere senza soldi, quindi ricordati di fare scorta di contanti prima di arrivare.
Se hai bisogno di lavorare online, non considerare Malapascua particolarmente affidabile perché sono ancora pochi i locali con una connessione wifi buona e stabile.
Assicurazione di viaggio: raccomandazione sempre valida, a prescindere dall’isola in cui vai.
Strutture progettate per offrire un’esperienza coinvolgente e sicura, a contatto con la natura, all’insegna della sostenibilità. Eccone alcune.
Camminare su un ponte tibetano tra alberi secolari, con la natura incontaminata a fare da panorama: è questa una delle tante emozioni che offrono i parchi avventura, luoghi che stimolano l’adrenalina promuovendo il turismo sostenibile, e che pian piano stanno ridefinendo il concetto stesso di vacanza all’aria aperta. Dalle maestose vette delle Dolomiti agli scorci da cartolina della Slovenia, queste strutture offrono la possibilità di ammirare il mondo dall’alto, tra ponti sospesi, zipline e percorsi di tree-climbing per tutta la famiglia. Sceglierli come destinazione o tappa del viaggio significa non solo mettersi in gioco ma connettersi con l’ambiente in modo attivo e rispettoso. Ce ne sono tantissimi, sia in Italia che all’estero. Ecco una piccola panoramica.
Parco Avventura Rutor
Dove osano le aquile
I parchi avventura della Valle d’Aosta, con i loro percorsi sospesi tra i larici e i pini ai piedi delle vette più alte d’Europa, rappresentano la fusione perfetta tra adrenalina e natura incontaminata. Il Parco avventuraRebel Park di Bionaz è famoso per le carrucole lunghe anche 120 metri e alte 30 metri, pensate per far immaginare come si sentono le aquile quando dominano il mondo dall’alto. Nel comprensorio Monterosa Ski ci sono poi il Parco avventura di Champoluc, che offre un percorso acrobatico con 30 attività formate da piattaforme, scale, ponti che collegano gli alberi tra di loro, e il Parco Avventura di Fontainemore | Gressoney Monterosa, con cinque percorsi aerei per un totale di 40 attività che si snodano sopra il torrente Lys e all’interno del bosco proprio a due passi dal centro del paese. Anche Courmayeur offre parchi avventura: nel centro storico si trova la nuova area multisport di Via Marconi, punto di ritrovo ideale per gli appassionati di calcio e basket, aperta a tutti e gratuita, con un’area giochi dedicata ai bambini da 1 a 6 anni, con scivolo a tubo, altalene e panchine smart dotate di ricarica solare. A pochi minuti dal centro, il Fun Park Dolonne, aperto per la stagione estiva a luglio e agosto, propone un mix di attività e giochi per tutta la famiglia, con acro-bungee, carrucola tirolese, gonfiabili, pista tubing, trampolini elastici, mini quad elettrici e parete di arrampicata. A La Thuile, il Parco Avventura Rutor affronta percorsi sospesi tra le fronde degli alberi, tra ponti tibetani, passerelle sospese, tirolesi da brivido e tanto altro ancora e ogni percorso è progettato per farti sentire un vero esploratore.
Adrenalina vista Dolomiti
Profumo di resina, fruscio del vento tra i pini e brivido dell’altezza: il Trentino-Alto Adige non è solo un paradiso di silenzi e camminate ma una vera e propria palestra a cielo aperto. Il Forest Park di Molveno, Provincia Autonoma di Trento, offre passerelle sugli alberi, ponti tibetani, reti su cui arrampicarsi e piattaforme di legno, e nel bosco sull’altopiano di Pradel ci si sente un po’ come Tarzan e Jane. Alcuni percorsi sono dedicati ai più piccoli, dai 4 ai 7 anni; quelli più difficili sono per ragazzini dai 12 anni e senza limite d’età; è possibile arrivare o con la cabinovia La Panoramica da Molveno, o con una camminata di circa un’ora da Andalo. Anche in Alto Adige ci sono molti parchi avventura. A cominciare dalla Val Gardena: a Valtoi, il Regno dei Sensi, a Selva di Val Gardena, è possibile vivere un’esperienza immersiva in compagnia del giovane Oswald von Wolkenstein e di Pia, la Regina dell’Aria, mentre sul Monte Pana, a Santa Cristina, si sviluppa il PanaRaida, percorso lungo il quale è possibile scoprire dieci stazioni realizzate con materiali naturali. Il Parco Avventura & Fly Line Emozion Col de Flam di Ortisei, Provincia autonoma di Bolzano, all’inizio della suggestiva Val d’Anna, sempre in Val Gardena, nelle immediate vicinanze della stazione a valle della cabinovia del Seceda, offre un tracciato di 80 metri per la fascia d’età tra i 4 e i 12 anni, arricchito da un vero elicottero da volo posizionato tra gli alberi da esplorare. Il percorso classico è una via di 500 metri adatta a tutta la famiglia con vari ostacoli di equilibrio; la zipline ha una prima carrucola da 60 metri e una seconda più adrenalinica lunga 180 metri. Infine, la FLY Line, una discesa mozzafiato sospesa tra gli alberi con una struttura omologata che si estende per 480 metri di pura emozione. L’area ospita anche un parco con pony e animali domestici, un grande impianto di trampolini elastici e una pista per le biglie in legno.
Percorsi barefoot, Valtoi
A Plan de Corones, a San Vigilio di Marebbe, si trova invece il Parco delle Zipline delle Dolomiti, esperienza pensata per chi desidera mettersi alla prova in sicurezza, sorvolando paesaggi spettacolari con vista Dolomiti. KRONaction, nei pressi del Lago di Issengo, tra Falzes e Chienes, offre divertimento, emozioni e adrenalina per tutte le età. La Val d’Ega ospita il Parco Avventura Obereggen, situato presso la stazione a valle di Obereggen. Qui quattro diversi percorsi si snodano tra larici e abeti nel cuore dell’area Catinaccio-Latemar, con oltre 30 stazioni tra reti, ponti sospesi, corde e tronchi oscillanti. Il momento più emozionante di ogni percorso è la zipline lunga 90 metri, che assicura un finale in grande stile. Il Parco avventura Ötzi Rope Park, infine, è una splendida area attrezzata per l’arrampicata ad alta fune situata a Vernago al Lago, nella suggestiva Val Senales in Alto Adige. Il parco si sviluppa in un ambiente spettacolare, sospeso sopra un’imponente gola e a breve distanza dal Lago di Vernago. Immerso nella natura, offre 13 percorsi e 180 piattaforme, da 3 fino 30 mt di altezza, ha impianti dotati dei più moderni sistemi di sicurezza e un personale competente. Fra le altre attrazioni, una altalena gigante con traiettoria di 40 mt e caduta libera di 10 mt e una zipline sopra il lago, per una lunghezza complessiva di 1100 mt.
Avventura anche per i più piccoli
Dalle valli alpine alle vicinanze di Milano e Bergamo, i parchi avventura della Lombardia offrono ponti tibetani, zip-line e percorsi sospesi. Quest’anno lo storico Jungle Raider Park inaugura la stagione estiva trasferendosi ai Piani dei Resinelli, una delle cornici montane più celebri e suggestive del territorio lecchese. A fianco delle collaudate sedi di Civenna e Albavilla, la nuova area ai piedi della Grigna permette di sviluppare percorsi sospesi più avvincenti, ma non mancano i percorsi baby accessibili già dai 3 anni di età, progettati per stimolare la coordinazione in totale sicurezza. I percorsi fondono il movimento fisico all’aria aperta con l’educazione ambientale, tra prove di coraggio, zipline mozzafiato e sfide sospese. Nel comasco, nel Parco Regionale Spina Verde di Colverde, si trova Wonderwood Spina Verde, inaugurato nel 2025, dove l’esperienza outdoor si unisce alla scoperta di un ambiente particolarmente ricco di biodiversità e con panorami che spaziano dal Lago di Como alle Alpi. Punto di forza, l’offerta dedicata ai più piccoli, con tre percorsi “fun”, accessibili senza imbragatura: queste strutture, rivolte a bambini dai 90 ai 120 cm di altezza, utilizzano reti protettive e materiali morbidi che consentono di giocare e arrampicarsi come gli adulti, indossando semplicemente il casco. Fra le attrazioni più spettacolari, un cubo di rete di 5x5x5 metri che invita i bambini ad arrampicarsi, saltare e muoversi sospesi nel bosco, a 5 metri dal suolo. Agli adulti il parco propone 4 percorsi avventura da percorrere imbragati. Tra passaggi sospesi, ponti di corda e zipline, ogni circuito garantisce divertimento e una buona dose di adrenalina ad avventurieri dai 110 cm di altezza in su, in totale sicurezza. Tra le novità di quest’anno, il percorso esperienziale Peanuts – Wood Explorer, lo Squirrel Coaster e Build It!, nuova area gioco dove i bambini possono manovrare mini ruspe giocattolo Volvo per spostare la sabbia e sperimentare in modo creativo il mondo del cantiere. Ci sono poi i Parchi Avventura Bergamo, ovvero il Parco di Roncola, nell’incantevole cornice della Valle Imagna, tra alberi secolari, e quello di Torre Boldone, un grande polmone verde a due passi dalla città. Superando una serie di percorsi e camminando tra gli alberi, si attraversano passerelle di legno e ci si lancia dalle teleferiche, il tutto in assoluta sicurezza. Nel parco di Torre Boldone i più piccoli possono anche svagarsi al parco giochi e nella fontana con gli spruzzi d’acqua. In tutte le strutture l’ingresso all’area verde è gratuito, si paga solo il biglietto per accedere ai percorsi sospesi e noleggiare l’attrezzatura di sicurezza. Nel mantovano, immerso nel verde, c’è infine JoPark, un ambiente sicuro e accogliente dove i bambini possono correre ed esplorare, tra ampi spazi verdi, aree gioco e strutture dedicate ai più piccoli.
Piste da bob e percorsi interattivi
Anche il Piemonte offre una straordinaria varietà di parchi avventura immersi in contesti naturali unici, dalle valli alpine ai grandi laghi. Nel Distretto Turistico dei Laghi Monti e Valli dell’Ossola, nel territorio del Verbano-Cusio-Ossola e l’alto Novarese, il divertimento comincia all’Aquadventure Park di Baveno, che permette di cimentarsi tra vie ferrate, tappeti elastici, sfide a paintball, e-bike, falconeria e spiaggia vista lago, oltre alle cooking class per gli appassionati di cucina. Spostandosi sulle alture del Lago d’Orta, ad Ameno, presso il Lago d’Orta Adventure Park “Le Pigne”, ci si mette alla prova fra ponti sospesi a 17 metri e percorsi sensoriali. Sulla vetta del Mottarone, ad Alpyland, c’è una pista da bob su rotaia lunga 1200 metri, con una discesa panoramica con vista a 360° sulle Alpi e i laghi circostanti. A breve distanza si trova il Mottarone Adventure Park, ideale per chi ama i percorsi sospesi, e con possibilità di noleggiare l’e-bike per scoprire i trails del Parco del Mottarone.
Wonderwood Lago Maggiore
Verso le terre alte del Lago Maggiore, a Trarego Viggiona, si trova il parco avventura Wonderwood, che per tutta la stagione estiva propone il Peanuts – Lake Explorer, percorso interattivo che guida i più piccoli tra quiz e giochi naturalistici, permettendo loro di conquistare il titolo ufficiale di “Amico della Natura”. Situato a 1000 metri di altitudine sulle pendici del Monte Carza, circa 20 km a nord di Verbania, il parco si snoda ai margini del bosco intorno a uno specchio d’acqua e offre oltre 50 passaggi avventura distribuiti su 8 percorsi, dai più semplici ai più complessi. Chi cerca emozioni intense può mettersi alla prova su circuiti vertiginosi che si spingono fino a 10 metri di altezza tra le fronde degli alberi, oppure lanciarsi in volo con la WonderFly, zipline lunga 75 metri con una straordinaria vista sul Lago Maggiore. Emozioni garantite anche sul The Bridge, ponte di corde lungo 35 metri, che attraversa lo specchio d’acqua al centro del parco. Per gli amanti dell’adrenalina è possibile anche volare sulla Lago Maggiore Zipline, nel cuore della Valle Intrasca, sempre in Piemonte: lunga 1850 metri, è la prima al mondo a offrire due stili di volo, il Free Style, con evoluzioni a piacimento, e il Falcon Style, per chi cerca il brivido della velocità come un falco in picchiata, raggiungendo i 120 km/h. Spostandosi verso le Valli dell’Ossola, in Valle Vigezzo, continuando verso la pineta secolare di Santa Maria Maggiore, il Praudina Adventure Park offre percorsi sospesi e tre zipline immersi tra gli abeti rossi.
Esploratori del Giurassico
Dalle Dolomiti ai Colli Euganei, i parchi avventura del Veneto permettono di esplorare i boschi camminando su ponti tibetani e volando tra gli alberi in totale sicurezza. Nell’altopiano della Lessinia, molto amato da chi vuole camminare senza fretta ma anche da chi cerca emozioni immediate, BoscoPark a Bosco Chiesanuova offrono 6 percorsi di avventura tra gli alberi, per tutte le abilità, e il Park Jungle Adventure di San Zeno di Montagna e il Veja Adventure Park di Sant’Anna d’Alfaedo completano un’offerta pensata per chi vuole sentire il corpo in movimento nella natura. A Borca di Cadore, in provincia di Belluno, si trova Corte delle Dolomiti, complesso che punta a valorizzare il proprio passato di ex Villaggio Eni voluto da Mattei e realizzato dall’architetto Edoardo Gellner con uno sguardo attento all’ambiente. Oggi l’area è stata rigenerata per promuovere l’educazione alla montagna, e il Parco Avventura Supercorte (Supercortemaggiore era il nome del tipo di benzina commercializzata dall’Agip) offre passerelle sospese, ponti tibetani, zipline adrenaliniche, punti di salto e una serie di percorsi per tutte le età e le abilità. Sempre in Veneto, a Vicenza, c’è Wonderwood Dino Camp, experience park indoor inaugurato nel 2026 nel centro commerciale Palladio, che offre a bambini e famiglie un’esperienza a tema giurassico, ispirata ai valori di disconnessione digitale, gioco attivo e condivisione Lo spazio si sviluppa su una superficie di circa 350 mq organizzata su tre livelli esplorabili, per un’altezza complessiva di oltre 4 metri. La struttura è rivolta ai bambini da 0 a 10 anni ed è progettata per essere totalmente inclusiva. Il cuore dell’esperienza è il grande Playground, parco giochi su più livelli con 3 scivoli, passaggi nascosti, tunnel, pareti per arrampicarsi, ostacoli da superare. Tra le attrazioni principali l’Observatory, vasca di palline dove immergersi per ripararsi dall’imminente eruzione del vulcano, per poi ballare al ritmo dei fossili con la parete interattiva Bones Rhythm.
Il brivido della rinascita
Le foreste incontaminate e le maestose vette alpine del Friuli-Venezia Giulia offrono il contesto ideale per una vacanza all’insegna del divertimento e dello sport all’aria aperta. Il Dolomiti Adventure Park, situato a Forni di Sopra, Udine, è la storia di una rinascita verticale dopo le ferite dell’uragano Vaia e la successiva, silenziosa epidemia del Bostrico, il coleottero che sta decimando le foreste di conifere di tutto il Nord-Est. Per non gravare sugli alberi resi fragili dal parassita, il parco ha optato per strutture artificiali portanti, installazioni che non impattano sull’ambiente, realizzate con legno locale e certificato, proveniente da filiere controllate. Immerso nello scenario delle Dolomiti Friulane Patrimonio Mondiale Unesco, questo luogo unisce al forte valore etico un’offerta outdoor di altissimo livello, a partire dal brivido del Powerfan, un sistema di salto nel vuoto controllato dall’alto che simula un vero e proprio volo d’angelo, garantendo una scarica di adrenalina pura in totale sicurezza. Ci sono poi zipline e ponti sospesi, una fitta rete di percorsi acrobatici e teleferiche che sorvola corsi d’acqua. La dimostrazione di come la montagna sappia reinventarsi, trasformando la fragilità in un punto di forza e di bellezza.
Tra i ponti tibetani
Anche i parchi avventura dell’Emilia-Romagna offrono una combinazione perfetta tra natura e adrenalina. Immerso in una bellissima faggeta dell’Appennino tosco-emiliano, Cerwood è il Parco Avventura più grande d’Italia. Situato a Ventasso, in provincia di Reggio Emilia, propone 27 percorsi sospesi tra gli alberi pensati per bambini, ragazzi e adulti, tra ponti tibetani, carrucole, liane e sfide che mettono alla prova equilibrio, coraggio e spirito di avventura. Ogni attività è progettata per permettere a tutti di vivere emozioni autentiche in totale sicurezza, grazie a sistemi di protezione all’avanguardia. Accanto ai percorsi sugli alberi, il parco offre aree gioco dedicate ai più piccoli, minigolf, tiro con l’arco, il suggestivo Sentiero degli Gnomi, le discese Tubby e molto altro.
Cerwood, Reggio Emilia
Immerso nel verde dei Colli Bolognesi, Cavaioni Park si trova a pochi minuti dal centro di Bologna e offre percorsi sospesi tra gli alberi pensati per bambini, ragazzi e adulti, tra ponti tibetani, passaggi sospesi, zipline e numerose attività all’aria aperta. Un punto di riferimento per il divertimento outdoor nell’area metropolitana bolognese, grazie alla combinazione di attività avventurose, attenzione alla sicurezza e valorizzazione dell’ambiente naturale.
Tra le querce secolari
La Puglia è famosa per il mare e i borghi, ma offre anche straordinarie esperienze nella natura, tra pinete, gravine e boschi sospesi. Il Parco Avventura Falcare, nel Parco Nazionale del Gargano, propone sette percorsi tra alberi secolari, di cui due per bambini e 5 da ragazzi e adulti. Il Parco Daunia Avventura, a Biccari in provincia di Foggia,è costituito da un insieme di percorsi acrobatici in altezza con passaggi sospesi tra gli alberi ad alto fusto o su pali di legno o pareti di roccia; è anche possibile fare trekking, orienteering, tiro con l’arco, pedalare nel bike-park e usufruire di servizi di camping, “Bed&Tree” (dormire in casette sull’albero), prenotazione tavoli e cestini per picnic. L’ingresso è gratuito. L’IndianaPark di Castellana Grotte è immerso in un rigoglioso bosco di querce alle porte dell’omonimo comune in provincia di Bari e offre ponti tibetani, passerelle sospese e carrucole per ogni fascia d’età. C’è poi il Parco Avventura Ciuchino Birichino a Ostuni, in provincia di Brindisi, che sorge all’interno di un meraviglioso bosco secolare di querce e lecci e offre attività sportive e naturalistiche adatte a famiglie, bambini (dai 3 anni in su), ragazzi e adulti. Infine, il Parco dei Briganti a Santeramo in Colle, nel meraviglioso Bosco di Mesola nella Murgia Barese, luogo ideale per famiglie, gruppi e amanti delle attività all’aria aperta, che combina sport, percorsi sospesi e relax, in totale sicurezza.
Percorsi acrobatici sul vulcano
I migliori parchi avventura della Sicilia si trovano immersi nelle grandi riserve naturali di questa splendida isola, dal Parco dell’Etna a quelli delle Madonie e dei Nebrodi. Il Parco Avventura Etna, a Milo, Catania, uno dei più grandi d’Italia, propone 15 percorsi acrobatici immersi nella pineta del Parco dell’Etna e offre un’area pic-nic riservata a chi partecipa alle attività. Il Monti Rossi Adventure Park di Nicolosi si trova sul conetto vulcanico spento dei Monti Rossi, a poca distanza da Catania, e offre 6 percorsi sospesi tra i pini e pacchetti pensati per le famiglie.
EtnAvventura
L’EtnAvventura di Ragalna, anch’esso in provincia di Catania, si trova in zona Serra la Nave e conta 12 percorsi acrobatici, incluso un itinerario specifico per bimbi piccolissimi dai 2 ai 4 anni. A Catania, sul litorale della Plaia, c’è anche un parco avventura inclusivo inaugurato nel 2024, il Beteyà – che in lingua mandinga significa “bello e buono”. Si trova alla Colonia Don Bosco, in Viale Presidente Kennedy 55, ed è stato realizzato grazie a Tourability, il progetto finanziato dall’assessorato della Famiglia e delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Siciliana e dalla presidenza del Consiglio dei Ministri per ampliare l’offerta di turismo accessibile nell’Isola. Parcallario – Buccheri, Siracusa – è il primo parco avventura dei Monti Iblei, e propone 7 percorsi classici, aree barbecue in pietra per grigliate, sentieri escursionistici e un chiosco con prodotti tipici locali. Ancora, situato sui Colli Sarrizzo, il Parco Avventura dei Peloritani, a Messina, offre 8 percorsi divisi per fasce d’età e livello. Il Nebrodi Adventure Park di Longi, sempre a Messina, è il primo parco avventura della provincia, perfetto per scoprire la bellezza dei paesaggi tipici dell’area nebroidea. Il Parco Avventura Antiche Solfare di San Cataldo, Caltanissetta, oltre ai percorsi acrobatici, propone orienteering e tiro con l’arco. Il Parco Avventura Bosco D’Alcamo, Trapani, propone escursioni sul Monte Bonifato, e il Parco Naturavventura Finestrelle – Santa Ninfa, sempre a Trapani, nel Bosco di Finestrelle, offre la possibilità di esercitarsi con il tiro con l’arco, fare escursioni anche in mountain Bike, praticare l’orienteering e seguire corsi di educazione ambientale. L’Eco-campus Casaboli di Pioppo, Palermo, propone percorsi accessibili a tutti con difficoltà graduate nella pineta di Casaboli, tra corsi di educazione ambientale, stage di orienteering, laboratori didattici naturalistici e percorsi in notturna. Il Parco Avventura Madonie – Petralia Sottana, sempre a Palermo, ha un’ampia area picnic. Infine, Pozzillo Avventura – Regalbuto, a Enna, organizza attività per scout, grest e campi estivi, tra percorsi acrobatici in altezza, escursioni a piedi, arrampicata sportiva, laboratori esperienziali e creativi, giochi di socializzazione e un percorso di teleferiche con tratta sul lago Pozzillo lungo 350 mt.
Il sentiero delle case sugli alberi
La valle dello Stubai, nel Tirolo austriaco, offre alcuni dei parchi avventura più spettacolari e divertenti d’Europa. Imperdibile è il Sentiero delle case sugli alberi nella Schlick 2000, che parte dalla stazione intermedia della Kreuzjochbahn e termina alla malga Vergör Alm in circa due ore a/r, snodandosi tra terra e cielo in un’area boschiva di quasi 5000 mq. Il divertimento per i bambini è arrampicarsi sulle sette spettacolari case sugli alberi che si incontrano lungo il cammino e vivere tutte le esperienze che regalano. Dal gioco di movimento, possibile grazie a ponti sospesi, tunnel, altalene, scivoli, piattaforme e corde, a quello didattico. Il sentiero è facilmente percorribile anche con il passeggino.
Sentiero delle case sugli alberi nella Schlick 2000 @ TVB Stubai Tirol / Andre Schönherr
Tre le novità in questa parte del Tirolo più vicina all’Italia. La prima è il Kids Bike Park (Neustift, area Klaus Äuele, apertura metà giugno), con tre percorsi su terra battuta tra gli alberi di difficoltà progressiva, dal facile all’avanzato, ricchi di collinette, salti e piattaforme in legno; un’area di 3.000 m² pensata per i piccoli ciclisti, tracciata rispettando gli alberi esistenti, sulla strada per il Ghiacciaio dello Stubai. C’è poi il Primo percorso a scivoli del Tirolo (Schlick 2000, Fulpmes), con sette scivoli in acciaio inossidabile disseminati lungo i sentieri 9 e 10, a partire dalla stazione a monte della Galtbergbahn, ognuno con un nome e un carattere (la rapida Resi, il ripido Peppi, la tortuosa Leni, il vivace Schorsch, la selvaggia Zenzi, il gobbo Gustl e la tripla Moidl); i tappetini si noleggiano in quota. Infine, l’Elfercoaster (monte Elfer, Neustift), una pista di slittino su rotaia con il carattere delle montagne russe, aperta dalla stagione estiva 2026. Adatta a tutte le età, si affianca ai sentieri, alle piste downhill per bikers e ai siti di parapendio del comprensorio Elferbahnen.
Una zipline lunga 915 metri
La Slovenia è un vero e proprio paradiso dell’outdoor. A due passi dall’Italia, in un fitto bosco proprio sopra le famose grotte, si trova il Parco Avventura di Postumia. Il parco dispone di percorsi aerei con crescenti livelli di difficoltà e di quasi un’ottantina di attrazioni e ostacoli diversi, tra cui ponti di legno, reti verticali, passerelle di corda, scale e zipline. Nel pieno delle colline di terra rossa del Carso, a 200 metri dalle famose grotte, sorge invece il Parco Avventura GEOSS, il più grande della nazione, con un totale di circa 200 m di percorsi zip-line, per una discesa da cuore in gola. Situato nel piccolo villaggio di Slivna, nel comune di Vače, a circa 30 minuti d’auto a est di Lubiana, ha una posizione altamente simbolica, poiché sorge a ridosso del centro geometrico della Slovenia. Il parco offre 7 percorsi di arrampicata da 1 a 25 metri da terra, 97 elementi sospesi e una zipline gigante che include una spettacolare discesa su cavo d’acciaio lunga 915 metri, tra le più lunghe della regione; è anche possibile prenotare l’esperienza unica di dormire su letti sospesi tra le fronde, sotto le stelle.
Fra tubi lavici e salti nel vuoto
Sul fronte dei parchi avventura, gli Stati Uniti offrono un’esperienza senza eguali, forti di un immenso mosaico di meraviglie naturali trasformato nel più grande parco giochi del mondo. Il Treetop Quest Philly di Philadelphia, immerso nel cuore di Fairmount Park (nella zona di West Fairmount), è uno dei sistemi di parchi urbani più grandi e antichi degli USA, e si trova a soli 15 minuti da Center City. Perfettamente integrato nei boschi storici della città, offre oltre 60 ostacoli aerei e zipline adrenaliniche, divisi in quattro livelli di difficoltà. Philadelphia offre anche il Treehouse World, situato nella contea di Chester nella zona del Countryside of Philadelphia (a circa 45 minuti dalla città), un parco avventura unico nel suo genere che fonde l’adrenalina dei percorsi aerei con la fantasia di gigantesche case sull’albero a tema. Immerso nel verde della campagna della Pennsylvania, il parco ha zipline che attraversano l’intera vallata, pareti di arrampicata ricavate da veri tronchi d’albero e l’emozionante salto nel vuoto del “Walk the Plank”. A pochi chilometri si trova anche Coney Island, uno dei poli più noti di New York City per il divertimento, grazie al luna park affacciato sull’Oceano Atlantico. Nel luna park convivono attrazioni storiche, tra cui la celebre montagna russa Cyclone, inaugurata nel 1927, e più recenti, come giostre acquatiche, zipline, percorsi sospesi, esperienze ad alta adrenalina ma anche aree pensate per bambini e famiglie. Tra una giostra e l’altra, i visitatori possono passeggiare sul Riegelmann Boardwalk, il lungomare che costeggia la spiaggia. Il Louisville Mega Cavern, a Louisville, nel Kentucky, è un parco avventura ospitato all’interno di una vecchia cava di calcare che include le uniche zipline sotterranee esistenti al mondo, percorsi su corde sospese e visite guidate in tram. Sempre nel Kentucky c’è The Gorge Underground, a Rogers, un’enorme miniera sotterranea allagata trasformata in parco avventura che offre kayak e paddleboard in caverne illuminate, oltre a percorsi zipline all’interno della miniera stessa. L’Ape Cave di Cougar, Washington, è invece un viaggio sottoterra attraverso i tubi lavici più lunghi negli Stati Uniti dove è possibile esplorare gli spazi oscuri con torce elettriche o lampade frontali. Toro Verde, a Orocovis, Puerto Rico, è un parco avventura che permette di sfrecciare in zipline sopra i rigogliosi paesaggi di questo territorio USA e di provare il ToroBike, detentore del record del Guinness World Records per il percorso in cable bike più lungo al mondo, con un tratto che raggiunge i 322,2 metri di altezza. Royal Gorge Bridge & Park in Colorado è infine un gigantesco parco avventura costruito attorno a uno dei canyon più profondi del Colorado, con zipline, gondole e uno spettacolare ponte sospeso.
Il mare e il Vesuvio all’orizzonte, i limoni e il limoncello, gli spaghetti e il mandolino, Sophia Loren nelle foto in bianco e nero: sono i cliché (inevitabili?) di una delle destinazioni più iconiche del Mediterraneo. Sorrento, da sempre tra gli angoli d’Italia più amati dai viaggiatori di tutto il mondo, rischia proprio per questo di essere liquidata come prevedibile, ‘già vista’ senza essere mai davvero vista, priva di segreti da rivelare. Niente di più sbagliato. Basta però poco per cambiare prospettiva: scegliere il momento giusto e andare oltre le cartoline ingiallite che fissano un’immagine immobile di una realtà invece dinamica, fatta di luoghi e persone capaci di accompagnarci in un viaggio oltre i luoghi comuni.
Sorrento e la sua costa
Il Vallone dei Mulini, nel cuore di Sorrento
A spasso per Sorrento
Il punto di partenza è Piazza Tasso, cuore pulsante della città. Intitolata a Torquato, il suo cittadino più illustre, è un continuo via vai di persone, voci, motorini. Da qui si allunga Corso Italia, elegante e rumoroso, pieno di negozi e di vita. Ma la vera sorpresa arriva deviando, infilandosi nei vicoli laterali senza una meta precisa. È lì che Sorrento cambia ritmo. Alzando lo sguardo, tutto inizia a raccontare qualcosa: palazzi nobiliari del Settecento, portoni socchiusi, cortili interni che custodiscono dettagli nascosti. Non è una bellezza ostentata, è qualcosa che si scopre piano. Anche la Basilica di Sant’Antonio può ingannare: all’esterno è semplice, quasi austera, ma dentro è tutta un’altra storia. Decorazioni barocche, dipinti secenteschi: un’esplosione inattesa dopo tanta sobrietà.
E poi c’è il Vallone dei Mulini. Inaspettato, nel cuore della città: una spaccatura profonda, nata da un’antica eruzione. Affacciandosi, si scorgono i resti di un vecchio mulino, avvolto da una vegetazione fitta, quasi selvaggia. Un luogo fuori dal tempo, dove sembra che la natura si sia ripresa tutto.
L’affaccio più scenografico è dalla Villa Comunale: una terrazza sospesa sul Golfo di Napoli, da cui il mare appare immenso, pacifico, invitante. Uno di quei luoghi in cui fermarsi, senza fare nulla, osservando la vita in basso, tra gli stabilimenti balneari colorati aggrappati alla scogliera. Poco più in là, Marina Grande mostra invece il volto più genuino di Sorrento: un borgo di pescatori, con l’antica porta di accesso in tufo e la chiesa di Sant’Anna, patrona che veglia sulla spiaggia e sui ristoranti vivaci affacciati sull’acqua.
Voglia di fare shopping? Avrete l’imbarazzo della scelta. Ma se cercate qualcosa di particolare, fermatevi da Mastu Peppe, storico artigiano, artista del sandalo caprese che con con le mani addomestica cuoio e pelli, mantenendo viva una tradizione che si tramanda da generazioni.
I sandali artigianali di Mastu Peppe
Il sorprendente Museo Correale, affacciato sul Golfo
Il Museo Correale, una perla nascosta
Definito ‘il museo di provincia più bello d’Italia’, il Correale occupa l’antica residenza estiva dell’omonima famiglia. Affacciato sul Golfo e circondato da un giardino che culmina in una terrazza a picco sul mare, è uno dei luoghi più sorprendenti di Sorrento.
Le sale raccolgono una delle più importanti collezioni italiane di porcellane europee, accanto a nature morte e paesaggi della Scuola di Posillipo. Ma a colpire sono soprattutto gli arredi e gli oggetti in tarsia lignea, espressione della raffinata tradizione sorrentina: sottili intarsi di legni diversi compongono vedute, motivi ornamentali e scene figurate. Tra Settecento e Ottocento, questi manufatti erano tra i souvenir più ambiti dai viaggiatori del Grand Tour, testimoni di un artigianato che qui raggiunge livelli di eccellenza europea. In un’epoca, la nostra, in cui il turismo viene spesso descritto come attività negativa, questi capolavori ci ricordano quanto positiva possa la presenza di viaggiatori curiosi, capaci di stimolare la creatività e il genio locale. Ad accrescere ulteriormente l’importanza del Museo Correale è la recente sezione archeologica nei locali seminterrati, allestita all’interno di una cisterna romana del II secolo d.C., riportata alla luce e oggi parte integrante del museo. Completa la visita la ricostruzione virtuale dell’antica Surrentum.
Il Vesuvio visto dal belvedere del Museo Correale
Ospitare, una storia di famiglia
Il borgo di Sant’Agnello dista un quarto d’ora a piedi da Piazza Tasso. Qui c’è una villa di inizio Novecento con uno spettacolare affaccio sul mare, storica dimora della famiglia Lauro, la stessa che ha dato i natali al celebre Achille. Gli anni passano, la casa diventa l’Hotel Mediterraneo, ma la proprietà resta alla stessa famiglia: oggi è la terza generazione a guidarne l’evoluzione, anno dopo anno, fino a trasformarlo in un cinque stelle raffinato e discreto. Sessanta camere dove spiccano ceramiche vietresi, pietra naturale e arredi realizzati da artigiani locali. L’albergo è dotato di accesso diretto al mare, spa e ampia piscina, con un giardino che accoglie il rilassato Aqua Pool Lounge, uno spazio in cui concedersi piatti semplici che esaltano i prodotti locali e, al piano terra, l’Oltremare Lounge Bar, arredato con gusto retrò.
Tuttavia, che siate ospiti dell’hotel o semplici viaggiatori cosmopoliti alla ricerca di un cocktail o una cena ‘informalmente sofisticata’, fate rotta verso il cielo. All’ultimo piano dell’hotel c’è il Vista Sky Bar & Dining, fresco di restyling, che fu il primo rooftop della zona e oggi ambisce a diventare una nuova icona sorrentina. Con un solo sguardo si abbracciano il Vesuvio, il mare, la scogliera e magari il sole che tramonta su Ischia. Cliché da Gran Tour? Tutt’altro: design, arredi, illuminazione e la frequente presenza di dj (e clienti) internazionali creano un’atmosfera contemporanea e trasmettono l’energia di una metropoli.
L’ingresso dell’Hotel Mediterraneo
Tramonto sul mare dallo Sky Bar & Dining dell’Hotel Mediterraneo
Regina Giovanna: tra bagni e degustazioni
Dirigetevi verso Punta Capo, a circa tre chilometri dal centro di Sorrento. Veniteci a piedi, con scarpe comode per godervi la piacevolezza del paesaggio ed evitare problemi di parcheggio. Sul sentiero che conduce a questa piscina naturale, tanto amata dalla regina Giovanna D’Angiò, proverete la deliziosa sensazione di trovarvi immersi nella natura più profonda del mediterraneo, dove il silenzio e gli odori della macchia prendono il sopravvento. E poi c’è la storia, ancora una volta. La raccontano i resti di una villa romana del I sec. a. C. (Villa del Capo di Sorrento), attribuita erroneamente a Pollio Felice. Allora come oggi, la villa viveva in equilibrio tra mare e campagna: dal mare arrivavano pesci, crostacei e molluschi, dalla terra frutta, olio e il vino di Sorrento, ancora oggi prodotto dalla Cantina De Angelis tra vigne e agrumeti che si estendono nella tenuta del Relais Regina Giovanna. È qui che vale la pena concedersi una degustazione che è prima di tutto un’esperienza nel paesaggio: si cammina tra orti biologici, limoneti e ulivi secolari, si visitano le suggestive cisterne romane e si conclude il percorso all’ombra del pergolato, assaggiando sei vini della Penisola Sorrentina accompagnati dai prodotti della campagna.
Il panorama che si ammira dal Relais Regina Giovanna
Andar per ristoranti
Nel centro di Sorrento, Il Buco è molto più di uno storico ristorante stellato: è la casa di Peppe Aversa, chef e proprietario che dal nulla, in quasi trent’anni di attività, ha creato un punto di riferimento in città dove gli ospiti apprezzano un giusto mix di memoria e sperimentazione. Qui la tradizione locale dialoga con suggestioni internazionali, tra piatti che tornano e nuove creazioni. La visione è molto semplice: cercare l’eccellenza restando profondamente legati al territorio. Il locale, che sfoggia arredi dai colori vivaci, si sviluppa tra ampie e curate volte in pietra e si estende su uno splendido cortile con tavoli all’aperto.
Una golosissima novità è invece la Terrazza Mediterraneo Bistrot, in località Sant’Agnello. Tavoli disposti sapientemente su una piazzetta che, come la tolda di una nave, si affaccia sul Golfo, un menù che abbraccia i piatti della tradizione italiana e prodotti rigorosamente made in Italy, anche quando negli spaghetti con pesto di limoni sorrentini si affaccia il caviale: arriva da Brescia. Se invece volete gustare autentica cucina della regione, basta attraversare la strada e salire al quinto piano dell’Hotel Mediterraneo dove il Vesuvio Panoramic Restaurant propone piatti di cucina campana contemporanea. Un ambiente raccolto, con dettagli curati e il vulcano che si ammira attraverso le ampie finestre affacciate sul mare, nelle opere dell’artista Gennaro Regina e che poi si richiama in alcuni dei piatti realizzati in lava. La tavola è un tripudio di ricette rivisitate che uniscono terra e mare. Un consiglio spassionato: provate la versione rivisitata degli gnocchi alla sorrentina (che, a modesto parere di chi scrive, valgono il viaggio), il dentice ‘in fiore’ e, arrivati al dessert, non lasciatevi sfuggire il ‘Vietri’, un omaggio al limone di Sorrento e alle maioliche della Costiera.
Un piatto di pesce al Terrazza Mediterraneo Bistrot