Continenti in festa

Continenti in festa

Libia, la Tripolitania e il Festival di Ghadames

A ottobre ti aspetta un affascinante viaggio in Libia alla scoperta della Tripolitania e di Ghadames, in occasione del Festival dei datteri.

La città-oasi di Ghadames, vera “Perla del Deserto” la cui medina è Patrimonio UNESCO, in passato è stata abitata dai Garamanti, dai Romani, da tuareg e da berberi.

Qui si tiene il Festival dei datteri, che ne celebra la raccolta: uno degli eventi folcloristici più importanti del Sahara. È il momento delle riunioni familiari, un’occasione di festa per celebrare fidanzamenti, matrimoni e nuove nascite. Si indossano gli abiti tradizionali, si improvvisano mercati, si concludono affari. Tre interi giorni di danze, musica e spettacoli, una festa ancora autentica che permette di fare un salto nel passato e viverne intimamente le sue tradizioni.

Non manca la visita agli straordinari resti di Leptis Magna e di Sabratha, in Tripolitania, insediamenti cartaginesi prima e città romane poi.

Valle d’Aosta. La Thuile, la via slow per un trekking con vista sul Monte Bianco

Valle d’Aosta. La Thuile, la via slow per un trekking con vista sul Monte Bianco

Idee per passeggiate per tutti i gusti e livelli. Come punto di partenza la località che si trova all’inizio della strada del Piccolo San Bernardo, meno affollata della regina Courmayeur.

Nel cuore delle Alpi valdostane, ai piedi del Monte Bianco, La Thuile è il punto di partenza ideale per chi cerca un modo diverso di vivere la montagna: senza fretta, immersi nella natura, tra sentieri ben segnalati e paesaggi che invitano a rallentare. Camminare a La Thuile significa riscoprire il piacere del turismo lento, dove il viaggio conta più della meta, e ogni passo è occasione per osservare, ascoltare, respirare.

Il territorio offre oltre 520 chilometri di sentieri, suddivisi in 55 itinerari escursionistici tra i 1.440 e i 3.486 metri di altitudine. Una rete articolata che si adatta a tutti i livelli di esperienza: dai percorsi facili adatti anche a famiglie con bambini, alle camminate di media difficoltà, fino agli itinerari più impegnativi per escursionisti esperti. L’insieme prende il nome di La Thuile Infinity Trekking, e rappresenta una proposta di trekking strutturata, pensata per valorizzare il paesaggio senza snaturarlo.

Tra i sentieri più noti ci sono quelli che conducono alle Cascate del Rutor, le più spettacolari della Valle d’Aosta: facilmente accessibili anche con i bambini, si raggiungono in circa 20 minuti dalla località La Joux, lungo il sentiero n. 3. Il percorso si snoda nel bosco, tra ponti e terrazze panoramiche, con la possibilità di compiere un anello che riporta al punto di partenza.

 

Trekking con il Bianco di sfondo (foto Cristina Argirò)
Trekking con il Bianco di sfondo

 

Un altro itinerario semplice ma molto suggestivo è quello che parte dal Colle San Carlo e porta al Lago d’Arpy, a 2.066 metri. Circa 45 minuti di cammino tra boschi di conifere, fino a raggiungere una conca alpina con vista sulle Grandes Jorasses e sul Monte Charvel. È una passeggiata adatta anche ai meno allenati, con la possibilità di fermarsi per un picnic o una pausa al sole.

Per chi desidera approfondire il legame tra ambiente naturale e storia alpina, vale la pena esplorare i sentieri della memoria intorno al Passo del Piccolo San Bernardo. Qui il trekking diventa anche un viaggio nella storia: lungo un percorso ad anello di circa 2 chilometri si incontrano le tracce di oltre cinquemila anni di civiltà alpina, dai resti di un Cromlech preistorico, alla Mansio romana, all’Ospizio medievale e alla statua di San Bernardo, che veglia su questi luoghi di confine. Il tutto incorniciato da un panorama d’alta quota che si apre sul ghiacciaio del Rutor e sul versante francese del Monte Bianco.

 

foto Cristina Argirò

 

Chi non teme cimentarsi in cammini più lunghi può invece incamminarsi verso il Rifugio Deffeyes, base ideale per esplorare l’ambiente d’alta montagna o proseguire fino al Bivacco Camardella e alla Testa del Rutor, lungo percorsi più tecnici e faticosi, consigliati solo a chi ha una buona preparazione fisica e familiarità con l’ambiente alpino. In questi casi, affidarsi a una guida escursionistica può rendere l’esperienza più sicura e arricchente, anche grazie alle informazioni su geologia, fauna, flora e storia locale che accompagnano la camminata.

Molti percorsi sono consultabili anche in autonomia tramite le app Komoot ed Espace San Bernardo, che offrono mappe dettagliate, itinerari 3D e tracciamenti offline per orientarsi con facilità, anche in zone senza copertura.

 

Ospizio del Piccolo San Bernardo (foto Cristina Argirò)
Ospizio del Piccolo San Bernardo (foto Cristina Argirò) 

 

Per le famiglie con bambini, La Thuile propone diversi tracciati adatti, con dislivelli moderati e tempi contenuti. Molti iniziano direttamente dal paese o sono raggiungibili con gli impianti di risalita (attivi fino al 7 settembre), rendendo l’escursione accessibile anche a chi ha poca esperienza. Alcuni sentieri sono arricchiti da pannelli didattici che raccontano la natura locale, mentre in prossimità di rifugi o aree attrezzate si trovano zone picnic e punti ristoro.

Tra le attività collaterali, il Parco Avventura Rutor propone percorsi sospesi tra gli alberi, adatti a tutte le età, mentre la Maison Musée Berton, allestita all’interno di una villa nel centro del paese, racconta la montagna attraverso oggetti e memorie raccolti dai fratelli Louis e Robert Berton. È un luogo della memoria, ideale per completare la giornata con un’attività culturale, anche grazie ai laboratori creativi per bambini.

 

foto Cristina Argirò
foto Cristina Argirò 

 

Chi desidera pianificare al meglio le proprie escursioni può contattare il Consorzio Operatori Turistici di La Thuile, che mette a disposizione dei turisti mappe, materiali informativi, consigli personalizzati e guide alpine. In questo angolo di Valle d’Aosta, la montagna si lascia scoprire passo dopo passo, senza bisogno di correre.

La Maddalena

La Maddalena

Dall’unico centro abitato dell’isola maggiore prendono nome arcipelago e parco, un paradiso con infinite attrazioni naturali e storico-culturali nel nord-est della Sardegna: un tempo attraeva comandanti militari, oggi cattura i desideri dei turisti di tutto il mondo.

Una strada percorre tutto il suo perimetro, 45 chilometri di panorami mozzafiato: graniti e porfidi delimitano tratti frastagliati, insenature solitarie, calette silenziose e spiagge candide e mare turchese, nell’entroterra si distendono dolci colline. La Maddalena è la sorella maggiore di circa 60 tra isole e isolotti che compongono il più vasto arcipelago della Gallura e dell’intera Sardegna, protetto dal parco nazionale istituito nel 1994, meraviglia incontaminata del Mediterraneo. L’isola è meta ideale di vacanze all’insegna delle bellezze naturali: a tre chilometri dall’abitato sentieri fra la macchia mediterranea ti faranno scoprire il fiordo di Cala Francese, famoso per una cava di granito pregiato, fonte di ricchezza per secoli. A sud, seguendo il lungomare di Padule, si arriva al Nido d’Aquila, vicino a una fortezza militare. Non lontano, un’altra meraviglia di sabbia e scogli levigati, Punta Tegge. A nord, ecco cale fatte di dune di sabbia bianca finissima, circondate da rocce modellate dal tempo: Cala Lunga, Monti d’Arena e Bassa Trinita, spiaggia sormontata da una settecentesca chiesetta, luogo di sentita devozione. A oriente ammirerai la deliziosa caletta di Spalmatore: sabbia color crema incorniciata da macchia mediterranea e impreziosita da rocce color rosa.

L’isola, abitata nella preistoria, fu abbandonata dalla caduta dell’impero romano d’Occidente fino al XVII secolo, quando una colonia di pastori corsi vi si stabilì creando l’attuale comunità. La sua posizione strategica, passaggio obbligato nelle Bocche di Bonifacio l’ha resa avamposto militare, di cui sono testimoni fortificazioni oggi visitabili, e attrasse, tra gli altri, Napoleone Bonaparte, respinto dalla flotta comandata dal maddalenino Domenico Millelire(1793). È stata a lungo base della Marina militare italiana e di quella statunitense, dismessa definitivamente a inizio 2008. I sommergibili USA stanziavano a Santo Stefano, quarta isola dell’arcipelago per grandezza. Oggi La Maddalena ospita una scuola sottufficiali ed è sede di compartimento marittimo. La cittadina, unica dell’arcipelago, è popolata da oltre undicimila abitanti. Il suo porto s’affaccia su Palau, da cui dista 15 minuti di traghetto. Sui vicoli lastricati del centro si affacciano palazzi di fine XVIII secolo e la parrocchiale di santa Maria Maddalena. Nella sua sacrestia ha sede il museo diocesano d’arte sacra, dove è esposto il tesoro della santa patrona, che comprende il crocifisso e due candelieri d’argento donati dall’ammiraglio Nelson (1804). È il luogo della memoria storica della città. Nel porticciolo di Cala Gavetta si innalza una colonna con l’effigie di Giuseppe Garibaldi, che visse gli ultimi 26 anni a Caprera, collegata alla Maddalena dal passo della Moneta, istmo artificiale di 600 metri. La seconda isola più grande dell’arcipelago era il ‘giardino’ dell’Eroe dei Due Mondi, celebre oggi per il Compendio garibaldino, il museo più visitato in Sardegna. Il verde incontaminato è contornato da splendide insenature, una più bella dell’altra: spiccano cala Coticcio, la Tahiti sarda), cala dei Due Mari e la spiaggia del Relitto. A Stagnali, borgo militare durante le guerre mondiali, oggi centro di educazione ambientale, c’è il museo geomineralogico naturalistico, dove ammirerai rocce e rari minerali, come enormi cristalli di quarzo, sabbie di spiaggia e fossili. In città potrai proseguire il tour culturale nel museo del Mare e nel museo archeologico navale Nino Lamboglia, dedicato al relitto di Spargi, una nave oneraria romana, che naufragò nelle acque della splendida terza isola maddalenina verso il 120 a.C. Vedrai la ricostruzione dello spaccato dello scafo in scala naturale con dentro 200 anfore vinarie e vasi da mensa rinvenuti nei fondali. Spargi, oltre a immersioni, ti offre capolavori della natura, tra cui spicca Cala Corsarabouquet di quattro calette di sabbia impalpabile, contornate da ginepri, ginestre e gigli marini. Dal porto della Maddalena partirai in barca alla scoperta anche delle altre isole del parco: accanto, Santo Stefano, punteggiata da calette, cave di granito e strutture ricettive; a nord-ovest Budelli, celebre per la mitica (e inaccessibile) spiaggia Rosa, set cinematografico del ‘Deserto rosso’ di Antonioni; nell’estremo nord le bellissime Razzoli Santa Maria; a sud, di fronte alla Costa Smeralda, le granitiche isole delle Bisce e di Mortorio. dimora di rara avifauna.

Cala Brandinchi : La perla più luminosa di San Teodoro

Cala Brandinchi : La perla più luminosa di San Teodoro

La perla più luminosa di San Teodoro, una delle spiagge più celebri della Gallura, nella Sardegna nord-orientale, di fronte all’area marina protetta di Tavolara.

Ti resterà impressa al primo sguardo, abbagliato dal candore della sabbia e dall’intenso turchese del mare. Ti sembrerà di stare in Polinesia o ai Caraibi, non a caso, è chiamata ‘la piccola Tahiti’. Cala Brandinchi è una spiaggia dalla bellezza esotica, inserita tra le 15 più belle di tutta la Sardegna da siti web specializzati, la conferma che il paradiso esiste anche sulla Terra. La perla più splendente di San Teodoro si distende tra Punta Sabbatino e Capo Coda Cavallo, lembo di terra granitica proteso nel mare, quasi di fronte all’imponente mole di Tavolara, montagna calcarea che esce dall’acqua e fa da quinta scenografica a un paesaggio inimitabile. La lunga e stretta striscia di sabbia bianca, fine e compatta, s’immerge nell’acqua limpida e cristallina. Il fondale è molto basso per decine di metri con ‘effetto piscina’, ideale per bagno e giochi dei bambini. Il bianco della sabbia risalta le tonalità dell’acqua: dal verde smeraldo al turchese, dall’azzurro al blu cobalto. Riflessi scuri appaiono là dove affiorano gli scogli, habitat di una ricca fauna marina e oasi per amanti di snorkeling.

A contorno ci sono dune sabbiose ricoperte da ginepri, giunchi, gigli marini e piante aromatiche. Alle spalle appare il verde di giardini perfettamente curati e di una pineta, dove trovare ombra, ristoro e un ampio parcheggio, adatto anche ai camper. Lo raggiungerai da San Teodoro percorrendo circa sette chilometri della statale 125 e deviando in località Lutturai per Capo Coda Cavallo, infine imboccando una strada sterrata di un chilometro e mezzo. Dal parcheggio accederai, oltre che a Brandinchi, anche alla ‘gemella’ Lu Impostu, altro capolavoro della natura, le cui dune, punteggiate da ginepri e mimose, si distendono per un chilometro: è meno lunga di Brandinchi ma più larga, la sabbia è altrettanto candida e soffice, l’acqua ugualmente limpida e con le stesse tonalità. I due lidi sono separati dal piccolo promontorio di Capo Capicciolu e collegate da un sentiero immerso nella macchia mediterranea. Dietro spiagge e pineta risplende lo stagno di Brandinchi, dimora di aironi, cavalieri d’Italia e fenicotteri rosa, ideale per appassionati di birdwatching. Paesaggio, fascino e comfort vanno di pari passo. La cala è dotata di tutti i servizi: noleggio di attrezzatura balneare, pedalò, canoe e gommoni (per escursioni). Non mancano bar e spazi per attività sportive in spiaggia. A pochi passi hotel, campeggi, ristoranti e locali. Un molo accoglie piccole barche da diporto. Proprio dal porto di Brandinchi il 17 ottobre del 1867 Giuseppe Garibaldi, dopo una fuga da Caprera, s’imbarcò per Piombino e tentare di liberare Roma. I gioielli costieri di San Teodoro fanno parte dell’area marina protetta di Capo Coda Cavallo, che si estende da Capo Ceraso (a nord) per 15 mila ettari su acque cristalline, calette, spiagge bianche, isola di Tavolara, isole minori di Molara e Proratora, lagune, fino a punta s’Isuledda, suo confine meridionale (e del territorio teodorino), dove si dispiega per mezzo chilometro un’altra spettacolare spiaggia di sabbia chiara e setosa. L’area marina è uno degli scenari più spettacolari del Mediterraneo, fuori e dentro l’acqua: scoprirai il mondo sommerso grazie a centri diving che ti accompagneranno in vari punti di immersione. La penisola di ‘Coda Cavallo’ è caratterizzata da scogliere coperte da macchia mediterranea e insenature sabbiose. La forma della sua spiaggia principale dà nome al promontorio. Nel ‘capo’ si distendono anche Salina Bamba, con alle spalle lo stagno di Salina Manna, la deliziosa Cala Suaraccia, detta anche ‘Le Farfalle’, e, sul lato sud, Baia Salinedda, il cui panorama è arricchito dall’isola Ruia. Il confine sud di Lu Impostu è Puntaldìa, lingua di sabbia in mezzo al mare turchese, metà di appassionati di immersioni e golfisti. Un luogo incantato ed esclusivo che segna l’estremità settentrionale de La Cinta, spiaggia-simbolo di San Teodoro: un arco lungo cinque chilometri di dune di sabbia fine e scintillante, ricoperte da ginepri secolari, che degradano dolcemente nel mare limpido e azzurro. Si affaccia dalla parte del mare su Tavolara, verso l’entroterra sulla laguna di San Teodoro, punto di sosta dei fenicotteri rosa e residenza del cavaliere d’Italia.

Western Australia, là dove la natura si fa meraviglia

Western Australia, là dove la natura si fa meraviglia

Da Perth, gemma baciata dal sole, alle remote barriere coralline del Ningaloo, passando per deserti scolpiti dal vento e isole incontaminate: un itinerario autentico nel cuore selvaggio dell’Australia.

Un viaggio in Western Australia è come aprire un atlante dei sogni: distese incontaminate, paesaggi primordiali, barriere coralline che affiorano come miraggi e una fauna che sembra uscita da un altro tempo. È l’altra Australia, quella meno battuta, che conquista con la sua naturale bellezza, capace di far breccia nel cuore di ogni viaggiatore.

Qui l’esperienza non è mai soltanto una tappa, ma un’immersione emotiva profonda, un’ode all’avventura e alla meraviglia.

Tra arte urbana e spiagge infinite: il volto giovane di Perth

Il viaggio parte da Perth, elegante e cosmopolita, dove il fiume Swan incontra l’oceano e la vita scorre sotto un sole generoso. Le passeggiate tra murales e architetture moderne raccontano una città in fermento creativo, mentre poco oltre cominciano le lunghe spiagge dove il tempo rallenta. Un ferry conduce alla piccola Rottnest Island, santuario di baie turchesi e quokka sorridenti, da esplorare in bicicletta tra una sosta di snorkeling e un picnic vista oceano.

 

 

Meraviglie scolpite dal vento: i Pinnacoli e il Lago Rosa

Procedendo verso nord, la Coral Coast si svela con i suoi paesaggi onirici: nel Nambung National Park, le bizzarre sculture calcaree dei Pinnacoli emergono dalla sabbia come antichi guardiani del deserto. Poco oltre, il Lago Rosa di Hutt Lagoon incanta con le sue acque fucsia, specchio irreale sotto il cielo australe. A Geraldton e Kalbarri, la natura disegna scogliere maestose e canyon infuocati dove il fiume Murchison scorre lento, incorniciato da gole rosse e silenzi profondi.

Abrolhos e Ningaloo: la terra che si specchia nel mare

Dal cielo, le isole Abrolhos si rivelano come perle disperse nel blu: 122 lembi di terra circondati da barriere coralline, popolate da uccelli marini, leoni marini e pesci multicolori. Un volo panoramico le sorvola fino alla storica isola di East Wallabi, dove il tempo si ferma tra snorkeling a Turtle Bay e passeggiate tra grotte calcaree.

Ancora più a nord, a Coral Bay, la Ningaloo Reef – patrimonio dell’umanità – si estende per 300 chilometri lungo la costa. Qui l’oceano è teatro di incontri straordinari: tra marzo e agosto, nuotare con lo squalo balena, mite gigante del mare, è un’emozione che non si dimentica, mentre le crociere al tramonto e le immersioni tra le mante sono un inno alla vita marina.

Exmouth, crocevia di natura selvaggia

Sospesa tra il Cape Range National Park e l’oceano, Exmouth è il punto di partenza per esplorare canyon e altopiani, tra emù e wallaby, fino al faro di Vlamingh Head da cui ammirare le megattere al tramonto. E ancora, Monkey Mia, dove i delfini si spingono fino a riva, e Dirk Hartog Island, patrimonio UNESCO, dove la storia dell’Australia comincia tra spiagge dorate e gin distillati in riva al mare.

 

© Tourism Western Australia Bullara Station Stay, Exmouth
 Australia Bullara Station Stay, Exmouth 
Turchia: un Paese unico

Turchia: un Paese unico

“Viaggiando spesso in Turchia ho imparato due cose: a lasciare a casa l’orologio e a non guardare la bussola. Così ho disegnato i nostri viaggi: pensando a strade che non troverai sulla mappa, a luoghi dove la quotidianità si mescola al mito e a sguardi antichi che restano nella memoria come l’odore del caffè. In Turchia, Oriente e Occidente sono concetti relativi, il tempo ha ritmi diversi e l’identità dei luoghi è così poliedrica da volerci tornare mille volte ancora per svelarne il segreto.”

Un viaggio in Turchia alla scoperta dei suoi tesori è un’immersione nella storia del mondo antico in un connubio straordinario di cultura e natura.

Viaggiamo nell’Anatolia centrale, da Ankara a Konya, attraverso le bellezze ricche di suggestioni della Cappadocia. E a Istanbul, con i suoi monumenti senza tempo, i suoi quartieri più pittoreschi e i suoi straordinari musei.

Poi a ponente, nei luoghi che hanno visto succedersi le civiltà greca, romana, bizantina e ottomana, attraversando gli Stretti dei Dardanelli per raggiungere la Troia cantata da Omero e quindi Assos, Pergamo, Hierapolis, Laodicea, Afrodisia, Didime, Mileto, Priene e soprattutto Efeso.

E infine nella “regione dei laghi”, ovvero l’antica Pisidia, con i siti di Salagassos, Selge e dell’emozionante “città perduta” di Termessos arroccata su una specie di nido d’aquila.