Aoshima, l’isola dei gatti

Aoshima, l’isola dei gatti

Aoshima 青島, detta anche l’isola dei gatti (猫の島 Neko no shima), è una piccola isola della prefettura di Ehime, nella regione dello Shikoku.

Da non confondersi con l’omonima Aoshima nella Prefettura di Miyazaki, quella di Ehime è una delle mete sognate da tutti gli appassionati di gatti e di un certo tipo di turismo fotografico (street photography, travel photography, ritrattistica).

Può sembrare strano, ma in Giappone esistono diverse isole dei gatti (se ne contano circa una dozzina), tra cui Aoshima spicca per fama e densità di popolazione felina, così come esistono altrettanto popolari e kawaii isole dei conigli. La fama di queste isole è dovuta proprio al particolare tipo di turismo tematico nato dal diffondersi delle loro immagini scattate da fotografi professionisti, che hanno in breve tempo conquistato il web e varcato i confini nipponici.

Altre famose isole dei gatti in Giappone sono Enoshima nella prefettura di Kanagawa, Okishima nella prefettura di Shiga e Sanagishima nella prefettura di Kagawa.

Perché Isola dei gatti?

Gatti nell'isola di Aoshima, Giappone

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, sulla tranquilla isola di Aoshima fu insediata una colonia di gatti. Il motivo era semplice: la popolazione locale viveva per lo più di pesca, e come in ogni altra parte del mondo i pescherecci erano insidiati dai topi e minavano gli affari degli isolani. Per placarne l’invasione, un piccolo gruppo di gatti fu “adottato” dagli abitanti di Aoshima, che nel 1945 erano circa 900 persone.

Oggi i numeri di felini e umani sono radicalmente cambiati: con una proporzione di 6 a 1 a favore dei gatti, si può dire che siano questi ultimi i veri abitanti dell’isola di Aoshima, a buon diritto chiamata Isola dei gatti.

pochi abitanti rimasti ad Aoshima, la maggioranza dei quali pensionati, si dividono tra chi allontana i felini e chi li nutre, in un equilibrio placido e distante dal resto del mondo. Il mondo, tuttavia, viene a trovare la piccola isola due volte al giorno, con un battello che trasporta i turisti dalla terraferma.

I gatti sopravvivono con il cibo che gli viene dato dagli abitanti (in genere avanzi dei pasti) e portato dai turisti, e continuano a moltiplicarsi. Per cercare di tenere sotto controllo le nascite, che stanno diventando un grosso problema per la piccola Aoshima, alcuni animali sono stati recentemente sterilizzati. La colonia felina è cresciuta a dismisura circa 10 anni fa, quando la popolazione umana dell’isola ha subito invece un grosso calo.

Attualmente i gatti sono la principale attrazione del luogo, che attira il turismo mordi-e-fuggi degli appassionati. Gli abitanti non sembrano particolarmente felici di questo fenomeno, non sono attrezzati a ricevere molti visitatori e probabilmente preferirebbero essere lasciati in pace come erano abituati a vivere fino a non molto tempo fa.

La raccomandazione, se si vuole visitare un posto così raccolto e non votato all’accoglienza turistica, è di comportarsi come ospiti educati che non vogliono disturbare: salutare discretamente, chinarsi gentilmente, cercare di recare il minore disturbo possibile e non invadere la privacy degli abitanti del luogo per cercare lo scatto rubato del secolo.

Ovunque si vada si è ospiti a casa d’altri, e in piccoli angoli di mondo come questi ancora di più ci si deve sforzare di non imporre la propria presenza ma ringraziare per l’accoglienza, cercando di lasciare una buona impressione.

Come raggiungere Aoshima

Aoshima in Giappone, come raggiungerla

Aoshima non è una meta per tutti, specialmente se si ha poco tempo per viaggiare e lo Shikoku non è tra le mete prescelte per il proprio tour. Si tratta comunque di una destinazione interessante e consigliata, soprattutto a chi vuole allontanarsi dai percorsi turistici più battuti e scoprire una delle regioni giapponesi meno visitate dai turisti stranieri e forse per questo più autentica.

La città di Matsuyama , tappa obbligatoria per raggiungere Aoshima, è inoltre una meta di sicuro interesse in sé, grazie alle famose Dogo Onsen e al castello Matsuyama-jo.

  • In aereo da Tokyo. È il mezzo preferibile considerata la lontananza. Un volo a/r da Tokyo Haneda a Matsuyama dura circa 1 ora e 30 e il prezzo va dai € 155. Dall’aeroporto, poi si prende il bus per la stazione di Matsuyama e da qui la JR Yosan Line che in 60 – 75 minuti ti porta a Iyo-Nagahama, a due passi dal porto per prendere il battello.
  • In treno da Kyoto. Il tempo di percorrenza è di circa 5 ore e mezza e le tratte sono incluse nel Japan Rail Pass :
    – Kyoto Station – Okayama (Shinkansen Hikari, 64 minuti circa)
    – Okayama – Matsuyama (Ltd Express Shiokaze, circa 2 ore e 40 min)
    – Matsuyama – Iyo-Nagahama (JR Yosan Line, 60 – 75 minuti). Il porto Nagahamako è a 2 minuti a piedi.
  • In treno da Tokyo. Anche se le tratte sono gratis con il Jrpass, il tempo di percorrenza è di circa 9 ore e 2 cambi:
    – Tokyo Station – Okayama (Shinkansen Hikari, circa 4 ore)
    – Okayama – Matsuyama (Ltd Express Shiokaze, circa 2 ore e 40 min)
    – Matsuyama – Iyo-Nagahama (JR Yosan Line, 60 – 75 minuti). Il porto Nagahamako è a 2 minuti a piedi.

L’isola di Aoshima si trova a 35 minuti di viaggio in battello dal porto di Nagahamako (長浜港). I battelli partono ogni giorno da Nagahamako alle 8:00 e alle 14:30, mentre da Aoshima alle 8:45 e alle 16:15.

Il biglietto di sola andata tra i due porti costa ¥680 e non è coperto da Japan Rail Pass (la compagnia di trasporto è Aoshima Kaiun Co., non JR).

Kanazawa: cosa vedere e come vivere il meglio del Giappone più autentico

Kanazawa: cosa vedere e come vivere il meglio del Giappone più autentico

Situata sulla costa occidentale dell’isola di Honshu, tra il Mar del Giappone e le Alpi settentrionali, Kanazawa è una delle destinazioni da non perdere se si vuole sperimentare il Giappone più autentico. Lontana dai circuiti più affollati, questa città è un concentrato di tradizione, arte, gastronomia e architettura storica. Dal giardino Kenrokuen alle case dei samurai, dal castello di Kanazawa all’Omi-cho Market, dai musei di arte contemporanea alle case da tè di epoca Edo, questa città saprà sorprendervi e conquistarvi.

Il giardino Kenrokuen a Kanazawa, Giappone ©leochachaume24 / Shutterstock

Il giardino Kenrokuen a Kanazawa, Giappone

Cosa vedere a Kanazawa

Kenrokuen, uno dei tre giardini più belli del Giappone

Tra le cose da vedere a Kanazawa, Kenrokuen ha senza dubbio un posto d’onore. Considerato uno dei tre giardini più belli del Giappone (gli altri due sono il Kōraku-en a Okayama e il Kairaku-en a Mito), Kenrokuen rappresenta alla perfezione l’estetica giapponese. Di epoca Edo, fu realizzato nel 1643 come giardino esterno privato del castello di Kanazawa. Tra i suoi stagni, gli antichi alberi spinosi, i cipressi giapponesi, i ponticelli, le lanterne in pietra e i santuari coperti di muschio è possibile anche intravedere coppie vestite in abiti tradizionali che passeggiano lungo i suoi percorsi circolari. Una curiosità: dentro il giardino si trova anche la fontana più antica del Giappone.

Il castello di Kanazawa

A due passi dal Kenrokuen si trova il maestoso Castello di Kanazawa. Come la maggior parte dei castelli giapponesi ha avuto periodi di alti e di bassi, ma nel 1949 è scomparso del tutto per far posto all’Università di Kanazawa. Negli anni ’90 l’Università viene trasferita e così si decide di ricostruire il castello, seguendo il progetto originale in legno, risalente agli anni Cinquanta del XIX secolo. La ricostruzione è iniziata nel 1997 ed è in parte ancora in corso. Sono stati utilizzati materiali originali dell’epoca e anche le tecniche di carpenteria di quegli anni. Inoltre, al suo interno sono presenti alcune strutture originali come la porta Ishikawa-mon, costruita nel 1788, e la porta Kahoku-mon datata 1772.

Danze tradizionali a Tono, tra le montagne di Iwate ©yspbqh14/Shutterstock

Il castello di Kanazawa durante la fioritura dei ciliegi ©TK Kurikawa / Shutterstock

Il castello di Kanazawa durante la fioritura dei ciliegi

Nagamachi, l’antico quartiere dei samurai di Kanazawa

Questo quartiere conserva ancora oggi l’atmosfera di un’epoca lontana. Passeggiare per le sue strette vie permette di capire meglio la vita dei samurai. Un’esperienza da non perdere per chi desidera visitare Kanazawa immergendosi nella sua storia.

Higashi Chaya, il quartiere delle case da tè

Dei tre quartieri delle geisha di Kanazawa, nessuno attira più visitatori di Higashi Chaya, elegante quartiere di epoca Edo, fondato all’inizio del XIX secolo. Qui si possono visitare le raffinate case da tè con facciate di legno a graticcio e partecipare alla cerimonia del tè, alla fine della quale si può gustare un matcha accompagnato dai wagashi, i tipici dolcetti giapponesi. Consigliato venirci all’imbrunire quando le strade illuminate rendono il quartiere ancora più elegante.

La fioritura dei Nemophila menziesii nell’Hitachi Seaside Park, Giappone ©Teerayut Hiruntaraporn/500px

Il mercato di Omi-cho

Fin dal 1721 il mercato di Omi-cho è il punto di riferimento di Kanazawa per il pesce fresco. Tra il vociare dei pescivendoli e quell’atmosfera unica che solo i mercati del pesce in Giappone hanno, si trovano anche sushi bar e venditori che offrono di tutto, dalla tempura di seppia alle crocchette di gamberi.

Il Myoryuji, il tempio ninja

Situato nel suggestivo quartiere dei templi, il Myoryuji è un tempio buddhista del 1643 con un sistema di difesa incredibilmente ingegnoso. Scale e gallerie nascoste, vie di fuga, camere segrete e porte a scomparsa lo rendono un vero e proprio labirinto architettonico, costruito per proteggere i signori di Kanazawa dagli attacchi nemici. Se vi interessa visitarlo, ricordate che l’accesso è consentito solo con tour guidato, da prenotare in anticipo.

Il mercato di Omi-cho a Kanazawa ©TkKurikawa/Getty Images

Il mercato di Omi-cho a Kanazawa

L’arte contemporanea a Kanazawa

In una città celebrata per la sua cultura tradizionale spicca tra i musei il 21st Century Museum of Contemporary Art, con il suo edificio in vetro a forma circolare, circondato da installazioni di arte pubblica, e le sue mostre innovative. Da visitare è anche il Kanazawa Gold Leaf Museum, dedicato alla foglio d’oro, una delle specialità artigianali più rinomate della città.

La via Kyoka no michi lungo il fiume Asanogawa a Kanazawa, Giappone ©Anusorn Sutapan/500px

La via Kyoka no michi lungo il fiume Asanogawa a Kanazawa,

Come muoversi a Kanazawa

Il modo migliore per visitare Kanazawa è farlo a piedi, se alloggiate in centro o nei pressi del castello. Se invece siete più lontani, il Kanazawa Loop Bus è quello che fa per voi. Si tratta di un servizio di autobus che collega le principali attrazioni della città, con partenze ogni 15 minuti. Un altro mezzo molto gettonato è il bike sharing.

Un viaggio in autonomia in Giappone vi regalerà tantissime sorprese ©AaronChenPS2 N/Shutterstock

Dove dormire a Kanazawa

Per toccare con mano la tradizione giapponese consigliamo di provare l’esperienza di dormire in un ryokan a Kanazawa. Si tratte di locande tradizionali che conservano alcuni elementi tipici giapponesi come i tatami, i futon e le porte scorrevoli in legno e carta di riso. Alcuni ryokan si trovano nel cuore del centro storico, altri sono più lontani ma immersi nella natura.

Il giardino Kenrokuen ricoperto di neve, Kanazawa ©Sean Pavone/Shutterstock

Il giardino Kenrokuen ricoperto di neve, Kanazawa

Quando visitare Kanazawa

Il clima di Kanazawa è di tipo subtropicale umido, caratterizzato da estati calde e afose e inverni freddi con abbondanti piogge e frequenti nevicate. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori per visitare la città, grazie al clima mite e stabile. In particolare, sono consigliati i mesi di maggio e ottobre per le temperature piacevoli e le giornate più soleggiate. L’estate è molto umida, mentre in inverno il freddo intenso può rendere la visita meno agevole, anche se la neve rende il paesaggio davvero suggestivo.

Un giorno perfetto ad Agadir, in Marocco

Un giorno perfetto ad Agadir, in Marocco

Agadir è una città costiera compatta e tranquilla. La sua ampia baia ospita la spiaggia di Agadir, lunga 5 km, con una passeggiata lastricata fiancheggiata da hotel, ristoranti e caffè. La regione è famosa per la costa atlantica, il clima soleggiato e le onde perfette per il surf, il che significa che potrete trascorrere il tempo mangiando pesce, giocando con la sabbia, remando o rilassandovi in riva al mare. Lontano dalla spiaggia, scoprite uno dei più grandi souq dell’Africa e una vasta offerta culturale, tra cui il Museo d’Arte di Agadir e un ricco patrimonio culinario. Nelle vicinanze, ai piedi dell’Atlante, troverete sentieri escursionistici panoramici, villaggi rurali Amazigh e la pittoresca Valle del Paradiso. Per gli amanti della fauna selvatica, il Parco Nazionale di Souss-Massa, che ospita uccelli migratori, specie endemiche rare e un assaggio della savana africana, è ora raggiungibile in e-bike. Ecco allora alcune idee su come trascorrere una giornata perfetta ad Agadir, durante il vostro viaggio in Marocco.

Barche nel porto turistico di Agadir. saiko3p/Shutterstock

Barche nel porto turistico di Agadir.

Colazione: pancake, programmi e osservare la gente

Fate come i marocchini: iniziate la giornata con una colazione rilassata. Potete andare al porto turistico, dove troverete molti caffè soleggiati per godervi un caffè con vista sulle barche (Espresso Lab è il primo locale a essere illuminato dal sole del mattino) oppure dirigetevi verso Agadir Bay, un quartiere emergente e di lusso. È qui che gli abitanti della città si recano per una colazione di lusso: con quel che in altre città del mondo è il prezzo di un cappuccino, potrete ordinare un assortimento di pane, dolci, pancake o waffle serviti con succo d’arancia fresco e una bevanda calda a scelta. Latte Latte è uno dei locali più apprezzati del momento; il suo ricco menu per il brunch è disponibile dalle 7:00 alle 19:00.

Una gazzella dorcas del Sahara in piedi su una collina nel Parco Nazionale di Souss-Massa. Damian Lugowski/Shutterstock

Una gazzella dorcas del Sahara in piedi su una collina nel Parco Nazionale di Souss-Massa.

Mattina presto: uscite prima che il sole raggiunga il culmine

La mattina è il momento migliore per esplorare Agadir. Visitate la città a piedi, salendo su un autobus o su un petit taxi color arancio bruciato per tragitti più lunghi. Tra le nuove attrazioni culturali figurano il Museo d’Arte di Agadir, che espone su due piani principalmente opere d’arte contemporanea marocchina, e il Musée de la Reconstruction d’Agadir, un racconto emozionante e ben curato del terremoto del 1960 che distrusse l’80% della città. Le famiglie possono divertirsi con Le Petit Train, un trenino che attraversa le principali zone turistiche.

L’architettura brutalista della città e i recenti miglioramenti urbanistici, Hello Ride e le corsie preferenziali per gli autobus, possono essere ammirati con un tour in city bike. Shine & Ride offre una scelta di tour della città in e-bike o la possibilità di noleggiare biciclette e esplorare la città in autonomia. Se preferite immergervi nella natura, prendete in considerazione il tour in e-bike di Shine & Ride al Parco Nazionale di Souss-Massa, dove potrete vedere struzzi, orici e gazzelle nel loro habitat naturale.

Preferite tenere i piedi ben saldi a terra? Fate un’escursione nella Paradise Valley, nelle vicine montagne dell’Atlante. Un taxi collettivo dal centro di Agadir vi porterà al Centro Visitatori della Paradise Valley. Da lì, seguite il sentiero principale fino a una piccola oasi con caffè lungo il percorso; la possibilità di fare il bagno nell’oasi dipende dalle precipitazioni. In alternativa, prenotate un’escursione in piccolo gruppo con Amazigh Hike and Yoga per un’esperienza più autentica e tranquilla.

L’oasi di Afella-Ighir ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Pranzo: è ora di ricaricare le energie

La pesca è una delle quattro principali attività economiche di Agadir, insieme al turismo, all’agroalimentare e all’agricoltura; non sorprende quindi che il pesce sia protagonista dei menù di tutta la città. Il classico cibo di strada di Agadir è un panino con polpette di sardine o kefta, servito nelle bancarelle e nei ristoranti di tutta la città.

Accanto al porto peschereccio, Moul Tawa Port fa parte di un nuovo e vasto complesso che comprende un mercato del pesce e un ristorante. Oppure, Le Flore, situato sul lungomare, è una scelta popolare per il pesce fresco e i piatti di frutti di mare serviti in un ristorante con licenza per la vendita di alcolici di fronte alla spiaggia.

Se volete sapere dove vanno i locali per un tagine autentico, provate Annahda in Avenue Moulay Youssef per piatti marocchini semplici ma gustosi. Il venerdì, provate il couscous, il piatto tradizionale consumato dopo le preghiere settimanali alla moschea.

Hammam marocchino con motivi marocchini. Dragonzay Photo/Shutterstock

Hammam marocchino con motivi marocchini.

Primo pomeriggio: surf, shopping, riposino a bordo piscina o visita all’hammam

I marocchini fanno spesso un pisolino, soprattutto dopo un pasto abbondante e durante le ore più calde della giornata. Unitevi a loro in questa tradizione a bordo piscina o sotto un ombrellone in spiaggia, dove la fresca brezza dell’Atlantico attenua anche le giornate più calde. Una volta ricaricate le energie, le onde vi aspettano. Sulla spiaggia principale di Agadir ci sono scuole di surf con tavole morbide e istruttori pronti a insegnare le basi di questo sport.

Se non siete tipi da pisolini o surf, che ne dite di un hammam? Questo antico rituale di purificazione consiste in uno scrub nella sauna che lascia la pelle luminosa. La maggior parte degli hotel dispone di hammam interni; in caso contrario, l’elegante centro benessere del Riad Villa Blanche offre una varietà di pacchetti hammam, massaggi e jacuzzi. In ogni quartiere troverete anche un hammam locale essenziale.

Il pomeriggio è il momento ideale per visitare il souq, poiché i prezzi dei prodotti deperibili si abbassano verso la fine della giornata. Una delle principali attrazioni della città è il Souq el Had, un vasto mercato di 14 ettari dove residenti e visitatori possono fare acquisti. Al Souq el Had è possibile acquistare, riparare o realizzare qualsiasi cosa. Se preferite un souq più piccolo, date un’occhiata ai mercati dell’artigianato artistico di Kasbat Souss e Agadir Medina.

La Kasbah Oufella, un’autentica fortezza ad Agadir saiko3p/Shutterstock

La Kasbah Oufella, un’autentica fortezza ad Agadir

Tramonto: funivia per Kasbah Oufella

Con le condizioni giuste, i tramonti sull’oceano ad Agadir possono essere davvero spettacolari. Per una vista panoramica della città e un tramonto sull’Atlantico, prendete la funivia con cabine di vetro fino alla Kasbah Oufella (1756 m, 5761 piedi). Se non amate le altezze, una passeggiata sul lungomare offre anche un posto in prima fila per ammirare il tramonto e osservare la vita locale, con i bambini che giocano sul lungomare fino a tarda notte.

Cena: è ora di mangiare (di nuovo)

La maggior parte dei ristoranti con licenza per la vendita di alcolici si trova all’interno di hotel o vicino al lungomare. Tre dei più famosi sono comodamente situati uno accanto all’altro sul lungomare principale. Scegliete in base alle vostre preferenze culinarie: Jade, per sushi e cucina fusion asiatica; El Toro, per bistecche, grigliate e tagine; e O Playa, per la cucina marocchina e mediterranea.

Se preferite evitare l’alcol e volete provare qualcosa di più locale, prendete in considerazione Hay Mohammadi, un quartiere emergente che ospita giovani professionisti e ristoranti vivaci. Black Pan si distingue per la pasta e la pizza autentiche; è la seconda creazione di Francesco Montano, uno chef italiano formatosi a Napoli. Il suo primo ristorante ha aperto a Marrakech.

Notte: un drink, un dessert o un cabaret

La maggior parte dei bar e dei locali notturni si trovano sul Boulevard du 20 Aout e sull’Avenue Mohammed V, le strade che corrono parallele alla spiaggia. Si va dai tapas bar e wine bar, come Le Z, ai locali notturni in stile cabaret; Naya offre uno spettacolo davvero imperdibile.

Se preferite qualcosa di più tranquillo, unitevi ai marocchini per un dessert; la maggior parte di loro non beve alcolici. Il loro digestivo preferito prima di andare a dormire è qualcosa di dolce, come le deliziose crepes ricoperte di cioccolato belga del Chocolate Dip.

Surfista sulla spiaggia di Taghazout. Kofimage/Shutterstock

Surfista sulla spiaggia di Taghazout.

Dove alloggiare ad Agadir?

Lungo il lungomare troverete grandi hotel e resort all-inclusive con vista sull’oceano, piscine e tratti di spiaggia privati. L’estremità meridionale della baia, Founty, è un quartiere esclusivo con hotel a cinque stelle, ville di lusso e boutique hotel. Per una posizione centrale, ma comunque a breve distanza dalle attrazioni principali, Talborjt è un quartiere centrale con strade a griglia, parchi, come il Jardin d’Olhão, e alcune pensioni tradizionali, come il Riad les Chtis d’Agadir.

Per scoprire la scena surfistica della regione, dirigetevi verso la periferia nord: Anza, Tamraght e Taghazout, dove troverete onde di livello mondiale, surf camp e scuole di surf. Gli amanti della natura potrebbero prendere in considerazione rifugi rurali come l’Atlas Kasbah, a 10 minuti di auto dal centro della città. I golfisti che cercano la vicinanza ai campi dovrebbero prendere in considerazione gli hotel situati a sud-est del centro città.

Quando è meglio andare ad Agadir?

Agadir ha un clima desertico arido, con precipitazioni molto scarse. Da dicembre a febbraio le giornate sono più fredde, con una temperatura media giornaliera di 15 °C. I mesi estivi, da luglio a settembre, possono essere molto caldi, con una temperatura media giornaliera massima di 26 °C. Tuttavia, grazie alla copertura nuvolosa mattutina e alla brezza rinfrescante dell’Atlantico, il caldo estivo è meno intenso rispetto alle regioni dell’entroterra.

A causa dell’elevato numero di alloggi adatti alle famiglie, le vacanze scolastiche europee e marocchine sono le stagioni più affollate ad Agadir. La stagione intermedia, da aprile a giugno, è più tranquilla, con temperature piacevoli e alcuni pomeriggi ventosi.

Viaggi negli USA: cosa è vero e cosa no su tasse, visti e autorizzazioni

Viaggi negli USA: cosa è vero e cosa no su tasse, visti e autorizzazioni

L’estate è quella stagione in cui le fake news e il clickbait proliferano sul web. È legittimo, per tutti noi lettori ‘sotto l’ombrellone’, aspettarci che i titoli sensazionalistici riguardino presunti flirt dei Vip o magari magiche diete per perdere last minute qualche chilo prima della sospirata prova costume.
Eppure, anche il turismo – settore dagli equilibri quanto mai fragili – è spesso vittima di queste dinamiche. Del resto, Re Media trasforma in notizia (se non vera quanto meno veritiera) tutto ciò che tocca. In questi giorni, a tenere accesa l’attenzione della travel industry sono gli Stati Uniti. Una delle destinazioni più apprezzate dal pubblico italiano si trova al centro di un interesse mediatico capace di far leva sull’emozione più umana, su quella che smuove le nostre certezze, su quella che il più delle volte determina le nostre decisioni: la paura.
Leggendo qua e là, dai blog alle testate nazionali più blasonate, vengono messe sul piatto delle news parziali e si dà spazio a ipotesi non confermate con il risultato di un’informazione distorta.

Per entrare negli Stati Uniti, i turisti italiani potrebbero presto dover pagare una tassa di 250 dollari: FALSO

Questa notizia circola online da almeno un paio di giorni, ma è il caso di fare chiarezza. Sebbene sia vero che nel ‘One Big Beautiful Bill’ di Donald Trump viene menzionato tale provvedimento (peraltro senza alcuna puntualizzazione sulla possibile entrata in vigore e sui termini di pagamento), è altrettanto vero che questa fee sarebbe strettamente connessa alla richiesta di un visto non-immigrante. Ma i turisti italiani, in virtù del Visa Waiver Program, non necessitano – salvo casi eccezionali – di un visto turistico per l’ingresso negli USA. Come è noto, infatti, è sufficiente richiedere l’ESTA. Quindi, no panic!

Il prezzo dell’ESTA è raddoppiato: FALSO

Sfatiamo un’altra leggenda che si sta diffondendo a macchia d’olio. A oggi, l’ESTA continua a costare 21 dollari. Sì, sempre nella nuova legge di bilancio di Trump, si parla di un possibile aumento a 40 dollari ma non è un provvedimento già esecutivo e non si sa se e quando lo sarà.

L’ESTA può essere revocato senza motivo: FALSO

Il ‘senza motivo’ è quanto mai fuorviante. Come ben spiega FIAVET in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook, “Le autorità statunitensi hanno intensificato i controlli sulle autorizzazioni di viaggio ESTA, anche su quelle già approvate. In particolare, sono in corso verifiche più approfondite che in alcuni casi hanno portato alla revoca dell’ESTA senza preavviso, rendendolo non più valido anche a ridosso della partenza. Ciò dipenderebbe dal mancato rispetto delle istruzioni relative al caricamento della fotografia del richiedente (selfie) durante la procedura di richiesta”.
Da qui, prosegue FIAVET, l’invito a “rispettare scrupolosamente le istruzioni fornite dal C.B.P. (Customs and Border Protection) nella procedura di richiesta”.  

Per le agenzie di viaggio, il consiglio è quello di fare riferimento ai propri tour operator di fiducia e ricordare che:
– Non va caricata una fototessera del viaggiatore
– Va inserito un selfie a colori su sfondo neutro con volto ritratto per intero, includendo solo testa e spalle. No occhiali da sole, copricapo o mascherine. No filtri o ritocchi digitali.

Rimane preferibile suggerire ai propri clienti di procedere in autonomia tramite app o di recarsi in agenzia con il proprio smartphone ma esclusivamente per farsi assistere nella presentazione della richiesta.

Anche in questo caso, insomma, nessun allarmismo.

E ricordiamoci che, se viaggiare è un diritto, informarsi è un dovere. L’America resta lì, pronta ad accogliere i visitatori: e per alleggerire il bagaglio…meglio lasciare a casa le bufale, non la testa.

Maldive, tennis vista oceano al Jumeirah Olhahali Island

Maldive, tennis vista oceano al Jumeirah Olhahali Island

Al Jumeirah Olhahali Island, esclusivo resort alle Maldive, lo sport incontra la bellezza naturale con un campo da tennis fronte oceano che offre agli ospiti un’esperienza unica tra palme e sabbia bianca. Situato a pochi metri dalle acque cristalline, il campo è progettato per coniugare attività fisica, benessere e suggestioni paesaggistiche, ed è illuminato per permettere match anche dopo il tramonto.

Aperto a tutti gli ospiti del resort, il campo propone sessioni gratuite per bambini ogni mercoledì e incontri social per adulti il venerdì pomeriggio, con attrezzatura fornita direttamente dalla struttura. Per chi desidera perfezionare la tecnica, sono disponibili lezioni individuali con un professionista.

Jumeirah Olhahali Island ridefinisce l’idea di sport in vacanza offrendo un’esperienza immersiva nel cuore dell’atollo. Con 67 ville sulla spiaggia e sull’acqua, sei ristoranti, la Talise Spa e una proposta completa di attività wellness e marine, il resort è pensato per chi cerca relax, eleganza e un contatto diretto con la natura.

Lauchernalp: la montagna d’estate si raggiunge in treno con il panoramico Trenino Verde delle Alpi

Lauchernalp: la montagna d’estate si raggiunge in treno con il panoramico Trenino Verde delle Alpi

Un viaggio che inizia già dal finestrino: salire a bordo del Trenino Verde delle Alpi significa immergersi in uno degli itinerari ferroviari più scenografici tra Italia e Svizzera. Tra le tappe da non perdere lungo la tratta Domodossola–Berna, Lauchernalp rappresenta una meta ideale per vivere l’estate alpina, tra esperienze outdoor, natura e cultura.

Il collegamento con la località è garantito ogni due ore dalla linea ferroviaria BLS: dal treno panoramico si scende alla stazione di Goppenstein, da cui un autobus porta a Wiler, punto di partenza della cabinovia che conduce direttamente alla terrazza della Lauchernalp, a quota 2.000 metri. Per vivere appieno il viaggio è disponibile il Biglietto Speciale BLS Trenino Verde Lauchernalp – 2 giorni (54 CHF / 58 EUR), acquistabile su bls.ch/it: un pacchetto che include tutti i trasferimenti tra treno, bus e funivia.

Conosciuta come destinazione invernale, Lauchernalp rivela d’estate un paesaggio alpino vibrante: pascoli, boschi, sentieri per ogni livello e attività pensate anche per i più piccoli. La valle del Lötschen, in cui è incastonata, offre una proposta escursionistica articolata e immersiva.

Tra le esperienze più rappresentative:

Alperlebnisweg: il sentiero avventura con 14 tappe interattive, pensato per i bambini, tra giochi manuali e scoperte sulla vita in alpeggio;
Loichi Kugelweg: un percorso escursionistico di 5 km con piste in legno per biglie lungo il tracciato, per unire gioco e cammino (le biglie sono acquistabili a 5 CHF);
Rundwanderung Lötschenpasshütte: itinerario circolare di media difficoltà fino a 2.690 metri, con panorami sul Lötschental e sulla valle di Kander;
Trekking botanico: una passeggiata tematica tra fiori alpini, con guida alla flora locale disponibile sul posto;
Wiler Blue Room: esperienza immersiva nella Blaue Stube, spazio espositivo dedicato al tradizionale carnevale della valle, da vivere attraverso suoni, immagini e materiali.

La valle offre inoltre numerose soluzioni per il soggiorno, tra chalet, rifugi e strutture ricettive immerse nella natura.