Dormire in un riad della Medina, perdersi nel souk, mangiare con una famiglia berbera e avvistare i macachi tra le cascate della valle dell’Ourika: ecco le esperienze più insolite e curiose per vivere quest’angolo di Marocco in modo sorprendente.

Marrakech, conosciuta anche come la “città rossa”, è una delle principali destinazioni turistiche del Marocco, nota in tutto il mondo per la coloratissima Medina, dichiarata Patrimonio dell’Umanità, i souk che pullulano di vita e l’enorme piazza Jemaa el Fna, che la sera si trasforma in un delirio di luci e danze al suono etnico del tamburo. La primavera, complice il clima piacevole, è la stagione ideale per programmare un weekend lungo in questo angolo del Marocco. L’itinerario che vi proponiamo fa base in città, per poi allontanarsi dai circuiti dell’overtourism e fare rotta sui caratteristici villaggi berberi dell’imponente catena montuosa dell’Atlante, a circa un’ora e mezza in auto da Marrakech. Il consiglio è di affidarsi ad un servizio di driver in loco per queste escursioni, e a guide locali nei villaggi per i percorsi di trekking, facili o di media difficoltà e non privi di dislivelli.

Kasbah Tamadot

Vivere un weekend lungo come i “local”: la top 6 delle esperienze da non perdere, in autentico spirito berbero

Il canto del muezzin che scandisce le ore al ritmo della preghiera, i profumi degli hammam tradizionali, l’aroma delle spezie, il pane appena sfornato nei vicoli della Medina: Marrakech è folklore e pura vita, ma anche storia, arte, spiritualità, cultura, architettura islamica, come testimoniano i palazzi storici El Bahia ed El Badi, la Madrasa Ben Youssef, le Tombe Saadiane, la Moschea della Koutoubia e i Giardini Majorelle, con gli interessanti musei dedicati all’artigianato berbero e a Yves Saint Laurent. Le strade labirintiche dei souk e la raffinata architettura islamica attirano milioni di visitatori ogni anno. Il prossimo step auspicabile? Un turismo più consapevole, che eviti di fomentare lo sfruttamento degli animali (scimmie, cavalli, cobra, tartarughe) ad oggi ancora tenuti in condizioni disdicevoli per compiacere gli stranieri. Ecco, invece, un percorso che vi permetterà non solo di scoprire la città nel suo volto più vero, ma anche di vedere gli animali in libertà, in particolare i macachi berberi.

Passeggiata nel souk, Marrakech

Passeggiare nel souk, senza fretta e senza meta, alla scoperta dell’artigianato berbero e dell’Africa Nera

La piazza delle spezie, il souk del cuoio, quello dell’argento, o dei tappeti lavorati a mano con maestrìa dalle donne berbere, fino alle botteghe piene di maschere delle tribù africane più remote: a Marrakech verrete letteralmente “catturati” da una girandola di ispirazioni, tanto che è impossibile lasciare la Medina senza aver ceduto alla tentazione dello shopping etnico. Fra vicoli stretti e antiche porte di legno, troverete cortili, banchetti che vendono dolci al miele e frutta secca, e un tripudio di cosmetici all’olio di argan e all’olio di fico d’india berbero, elisir di giovinezza per la pelle. Dimenticate il navigatore, nei souk c’è davvero il rischio di perdersi piacevolmente. Niente paura, però: la città è molto sicura, e ritroverete comunque la strada.

Angolo del souk nella Medina di Marrakech
Le Jardin Secret

Esplorare angoli nascosti, via dalla pazza folla: le Jardin Secret e Palazzo Er Bacha, paradiso del caffè

Ci sono luoghi, a Marrakech, meno battuti dalle flotte dei turisti internazionali. Qui vi sembrerà di riprendere respiro dal caos che imperversa in città, e troverete ancora artisti impegnati a disegnare sul loro taccuino scorci di architettura musulmana e flora tropicale, palme e alberi in fiore. Segnate nella vostra agenda di viaggio una visita a Le Jardin Secret, meravigliosa oasi di quiete e natura, nonché uno dei più belli esempi di giardino islamico del Marocco, dove sentirete solo il piacevole canto degli uccelli come colonna sonora. Poco distante non perdete Dar el Bacha, stupendo palazzo nobiliare, costruito nel 1910 da Thami el Glauoi, pacha di Marrakech dal 1907 al 1956. Al suo interno il Musée des Confluences, con interessanti raccolte di arte contemporanea, arte negra e artigianato berbero. Se trovate fila è per via del Bacha Coffee, vera istituzione di Marrakech: in ambiente ispirato all’Art Déco e all’eleganza vittoriana, questo è il paradiso degli amanti del caffè, con miscele da tutto il mondo tostate al momento, accompagnate da raffinati pasticcini.

Bacha Coffee, palazzo Dar El Bacha
Interno del Riad Dalia

Dormire in un vero Riad, e rilassarsi con il Sat Guru Charan

Se volete vivere davvero qualche giorno come i “local”, scegliete di alloggiare in un riad anziché in un hotel. I riad sono le abitazioni tradizionali della Medina, al cui centro si trova un giardino (abbellito dalle caratteristiche maioliche dai motivi moreschi) con una fontana al centro, scrigno di pace e silenzio separato dall’esterno da alte mura perimetrali. Nei riad potrete anche gustare le tradizionali “Tajine” (vegetariane o di pollo), il cous cous, il delizioso tè alla menta accompagnato dalla pasticceria locale a base di miele, pasta di mandorle, pistacchio, semi di zucca, burro di arachidi. Alcuni riad sono anche oasi di benessere per il fisico e per la mente. Nel Riad Dalia (risalente agli anni Trenta, vicino Palazzo Dar el Bacha), per esempio, ci si può rilassare in terrazza (con il suggestivo panorama della Medina) sperimentando il Sat Guru Charan, massaggio dei piedi con approccio meditativo, trattamento olistico di riflessologia plantare che ritempra corpo e anima: ideale dopo un giorno di camminata nei souk o dopo il trekking sui monti dell’Atlante.

Rilassamento con il Sat Guru Charan, Riad Dalia
Trekking al villaggio di Imlil

Pranzare in una casa berbera nel villaggio di Imlil

Ad un’ora e mezza da Marrakech, i monti dell’Atlante rappresentano il paradiso degli escursionisti. Il villaggio berbero di Imlil, fra i 1740 e i 1800 metri di altitudine, è il punto di partenza per le escursioni verso la cima del Jebel Toubkal, il monte più alto del Marocco e dell’intera catena dell’Atlante (4167 metri slm).

Il percorso che vi proponiamo è decisamente meno impegnativo, e prevede la salita (in circa un paio di ore) ad una delle case della parte alta del paese, dove potrete vivere l’esperienza di mangiare in una casa berbera, con il pranzo preparato dalle proprietarie dell’abitazione. Il benvenuto è sempre con un aromatico tè alla menta: per degustarlo ci si toglie le scarpe e si entra nel salotto interamente foderato di tappeti, per accomodarsi sui caratteristici pouf di cuoio. A seguire, vi verranno serviti pane appena sfornato, tajine di carne o verdure, e arance aromatizzate alla cannella.

 

Pranzo nella casa berbera
Macaco berbero, Valle dell’Ourika

Avvistare i macachi berberi nella Valle dell’Ourika

Dall’altro versante della montagna rispetto ad Imlil, il villaggio di Setti Fatma, tra i 1500 e i 1874 metri di altitudine, è famoso per le sue cascate e i panoramici sentieri escursionistici, ma anche per i “ristorantini salotto” berberi lungo il corso del fiume Ourika, che fanno la gioia degli influencer su Instagram. La particolarità di questo luogo, però è che sugli alberi dei boschi, così come sui tetti delle case di mattoni di terra cruda, potrete vedere le simpatiche scimmie Macaca sylvanus, ovvero i macachi berberi, in libertà. Si tratta di dell’unica specie di macaco presente al di fuori dell’Asia. Dal villaggio partono i trekking per ammirare in quota le cascate, e lungo il percorso in montagna vedrete all’opera gli artigiani dell’alabastro, mentre scolpiscono maschere e monili. A fine percorso niente di meglio che sedersi sui tappeti e i pouf in uno dei colorati bar lungo il fiume Ourika, per ascoltare musica etnica suonata dal vivo e sorseggiare un tè marocchino.

Le “sale da tè” en plein air lungo il fiume Ourika
Anima Garden

Come in un sogno: visitare il Giardino Anima, oasi paradisiaca di arte e natura

Immaginate un angolo di verde lussureggiante in mezzo a distese rosse di rocce sedimentarie di arenaria. A circa 30 minuti in auto da Marrakech, sulla via che porta alla Valle dell’Ourika, Anima (considerato dal New York Times uno dei giardini più belli al mondo) è frutto dell’ispirazione di Andrè Heller, artista, poeta, attore e cantante austriaco che ha creato quello che viene definito “le retour du Paradis”, fondendo in magica alchimia natura lussureggiante, installazioni di arte contemporanea e percorsi meditativi ispirati al Buddismo tibetano. Esplorare questo parco significa immergersi in una dimensione onirica sospesa al di fuori dello spazio e del tempo: un’esperienza che farà felici adulti e bambini.

Installazioni d’arte contemporanea, Anima Garden