Minnesota: viaggio tra benessere, natura, foraging e sapori autentici

Minnesota: viaggio tra benessere, natura, foraging e sapori autentici

Il Minnesota, uno stato ricco di risorse naturali e una cultura culinaria in rapida evoluzione, offre un ambiente unico dove sostenibilità e innovazione si incontrano. La sua natura mozzafiato e il crescente interesse per le tradizioni alimentari locali rendono questo luogo ideale per esperienze che combinano relax, scoperta e autenticità, regalando esperienze gastronomiche straordinarie, come al ristorante Owamni di Minneapolis.

Delizie per foodie all’Owamni di Minneapolis. Credits Explore Minnesota

Delizie per foodie all’Owamni di Minneapolis.

Owamni: un inno alla biodiversità americana

Fondato dallo chef sioux Sean Sherman nel 2021, il ristorante Owamni è un esempio brillante di come la tradizione possa incontrare l’innovazione. Situato a Minneapolis, questo pilastro della buona cucina si distingue per un approccio culinario “decolonizzato,” eliminando ingredienti introdotti dagli europei come zucchero raffinato, grano e latticini. Il menu celebra la biodiversità del continente americano con ingredienti come bisonte, mais, riso selvatico e frutti di bosco.

Owamni non è solo un ristorante, ma anche un centro culturale. Dal 2023, sotto la gestione della North American Traditional Indigenous Food Systems (NATIFS), promuove iniziative come la formazione di giovani chef indigeni e lo sviluppo di prodotti alimentari sostenibili.

Tra i piatti più iconici, se la vostra filosofia alimentare ve lo consente preparatevi ad assaggiare il bisonte grigliato con salsa di ribes nero e il pesce persico del Lake Superior condito con erbe selvatiche. “Ciascun piatto racconta una storia,” afferma Sherman, “è un tributo alla terra e alle sue tradizioni.”

Le bevande non sono da meno, con mocktail a base di erbe locali e infusi di frutta selvatica che completano l’esperienza.

Piatti di walleye, pesce tipico del Minnesota. Credits Explore Minnesota

Piatti di walleye, pesce tipico del Minnesota.

Il tour nella cucina del Minnesota continua…

La cultura culinaria indigena del Minnesota non si limita a Owamni. Ecco alcuni altri ristoranti che meritano una visita:

  • Gatherings Café (Minneapolis): situato presso l’American Indian Center, questo locale offre piatti come stufato di bisonte e tacos di riso selvatico.
  • Wabasha Street Caves Cafe (Saint Paul): questo ristorante si trova in una location unica all’interno di grotte storiche e offre piatti che incorporano ingredienti nativi e tecniche culinarie tradizionali.
  • Sioux Chef Commissary Kitchen (Bloomington): uno spazio dedicato alla cucina indigena dove è possibile gustare specialità come il bisonte affumicato e il pane fritto artigianale.
  • Pow Wow Grounds (Minneapolis): una caffetteria che combina tradizione e modernità con specialità come frybread e caffè tostato localmente.
  • Tatanka Truck (Minneapolis): un food truck che celebra i sapori nativi con ingredienti locali e piatti come il bisonte arrosto.

Oltre alla cucina indigena, il Minnesota offre una scena culinaria diversificata. A Duluth, ristoranti come il Duluth Grill si concentrano su ingredienti locali e ricette creative, mentre il Northern Waters Smokehaus è famoso per i suoi panini gourmet e il pesce affumicato. A Saint Paul, luoghi come W.A. Frost and Company e Moscow on the Hill celebrano rispettivamente la cucina americana contemporanea e le tradizioni russe.

In giro per l’Itasca State Park. Credits Kvidt Creative

In giro per l’Itasca State Park.

Foraging: un mondo di sapori direttamente da madre natura

Il foraging è l’antica pratica di raccogliere cibi selvatici direttamente dalla natura, un’attività che permette di riscoprire un legame profondo con l’ambiente circostante. In Minnesota, questa tradizione è più di una moda: è un’opportunità per esplorare la terra e vivere un rapporto autentico con la sua abbondanza naturale.

“Per me, il foraging è un’opportunità per uscire e connettermi con l’ambiente,” spiega Josh Carroll, chef e appassionato ‘forager’ di Bloomington.

Tra i tesori naturali più ricercati ci sono funghi pregiati come chanterelles (finferli) e morels (spugnole), bacche selvatiche di ogni tipo e il riso selvatico, una pianta acquatica che viene raccolta ancora oggi con tecniche tradizionali indigene, usando canoe per non danneggiare l’ecosistema. I funghi trovano habitat ideali nelle foreste di latifoglie, mentre le bacche prosperano in terreni ricchi di sole.

Per chi vuole iniziare, il Minnesota offre diverse opportunità per apprendere l’arte del foraging. Eventi come i corsi presso la North House Folk School a Grand Marais o il Biggest Blueberry Contest sul Gunflint Trail permettono di imparare tecniche di raccolta sostenibili e di condividere esperienze con esperti locali.

Lungo il Superior Hiking Trail. Credits Explore Minnesota

Lungo il Superior Hiking Trail.

Passeggiate detox: un’esperienza rigenerante

Immergersi nella natura incontaminata è uno dei modi più efficaci per ricaricare corpo e mente, anche qui in Minnesota. Il North Country Trail, che si snoda attraverso lo stato, attraversa foreste incontaminate, prati fioriti e fiumi cristallini, offrendo un’esperienza unica per il corpo e la mente. I suoni della natura e l’aria fresca accompagnano ogni passo, creando un’atmosfera di totale relax. Lungo il sentiero, è possibile raccogliere lamponi selvatici o ammirare la fauna locale, come cervi e volpi.

Un’altra destinazione imperdibile è il Superior Hiking Trail, che si estende lungo la spettacolare costa del Lake Superior. Con cascate scintillanti, vedute mozzafiato e una flora unica, ogni passo su questo sentiero è un’esperienza sensoriale indimenticabile e coinvolgente.

Chi ama l’acqua può esplorare il Lake Itasca State Park, dove le sorgenti del Mississippi creano un ambiente sereno e rigenerante. I percorsi del parco includono tranquille passeggiate lungo le rive del lago, dove il canto degli uccelli accompagna i visitatori, e sentieri più impegnativi che si addentrano nella fitta vegetazione. Questa esperienza immersiva permette di staccare completamente dalla routine e riconnettersi con la natura.

Il Minnesota è un esempio di come sostenibilità e tradizione possano coesistere portando a splendidi risultati. Dal foraging alla cucina, ogni esperienza in questo stato invita a riscoprire un ritmo di vita più lento e autentico.

Ananea Madivaru Maldives

Ananea Madivaru Maldives

Ananea Madivaru Maldives ha aperto le sue porte nel gennaio 2025, offrendo un’esperienza di lusso nel cuore dell’Atollo di Ari Nord. Questo esclusivo resort a cinque stelle si estende su due isole private collegate da un molo sull’acqua, circondate da spiagge di sabbia bianca e una barriera corallina vivace, ideale per immersioni e snorkeling.

Con 110 ville progettate per offrire il massimo comfort ed eleganza, le opzioni includono Beach Pool Villas e Water Pool Villas, tutte dotate di piscine private e accesso diretto alla spiaggia o all’oceano. L’architettura del resort fonde lo stile moderno con la cultura maldiviana, utilizzando materiali locali e valorizzando la bellezza naturale dell’ambiente circostante.

Tra i servizi di spicco vi è la spa sull’acqua, un santuario del benessere che offre trattamenti progettati per bilanciare corpo e mente, accompagnati da viste panoramiche sull’Oceano Indiano. Il resort offre anche un cinema, una boutique, una biblioteca e varie opzioni gastronomiche che combinano cucina locale e internazionale.

Con un focus sul relax e il lusso discreto, Ananea Madivaru Maldives si presenta come una destinazione ideale per coppie e famiglie, con sistemazioni che vanno dalle ville con una camera da letto alle residenze con tre camere. L’isola è accessibile in idrovolante da Malé, garantendo un’esperienza esclusiva fin dall’arrivo.

Questo rifugio paradisiaco promette una fuga indimenticabile, dove lusso e natura si incontrano in perfetta armonia.

Ananea Madivaru Maldives è un nuovo resort di lusso nell’atollo di Ari Nord, alle Maldive, raggiungibile in 20 minuti di idrovolante dall’aeroporto di MaléIl resort, che si estende su due isole collegate da un pontile, offre 110 ville con piscina privata, sia sulla terraferma che overwater, oltre a 6 residenze più ampie. Tra i servizi, spiccano 9 ristoranti e bar, una spa overwater con trattamenti e palestra, campi da tennis, un kids club e attività sportive sia motorizzate che non. 

Ecco alcuni dettagli aggiuntivi:
  • Posizione:

    Situato nell’incantevole atollo di Ari Nord, a breve distanza dall’aeroporto di Malé. 

  • Alloggi:

    110 ville con piscina privata, di cui 5 tipologie, e 6 residenze con ville a due e tre camere da letto, sia overwater che sulla spiaggia. 

  • Ristorazione:

    9 ristoranti e bar che offrono una varietà di esperienze culinarie. 

  • Benessere:

    Spa overwater con otto suite per trattamenti, sala relax e palestra vista oceano. 

  • Attività:

    Campi da tennis, sport acquatici motorizzati e non, kids club e accesso diretto a una barriera corallina ideale per snorkeling e immersioni. 

  • Stile:

    Il resort fonde eleganza contemporanea con l’eredità del Sud Asia e dell’Oceano Indiano, offrendo un’esperienza di “lusso rilassato”. 

  • Esperienza:
    Ananea Madivaru Maldives promette momenti indimenticabili, con un’attenzione particolare al ritmo lento della vita e alla bellezza incontaminata dell’ambiente naturale. 
Cosa vedere ad Arrecife in un giorno 

Cosa vedere ad Arrecife in un giorno 

Una graziosissima città, colorata e cosmopolita, che affaccia sul mare ed è ricca di tradizioni secolari: Arrecife, la capitale di Lanzarote, vi sorprenderà con le sue bellezze storiche e naturali! Questa è una delle mete più amate e ambite di tutte le Canarie, e chiunque la visiti se ne innamora perdutamente. Strade, stradine, castelli, palazzi e musei ne fanno una meta unica per chiunque visiti le Canarie. La sua posizione strategica la rende praticamente imperdibile: vicina com’è all’aeroporto internazionale, vanta degli ottimi collegamenti ed è un punto di riferimento per chiunque approdi sull’isola. Una visita è davvero obbligatoria! Senza contare che la sua storia, le sue bellezze e i suoi paesaggi incantano tutti. Fra castelli antichissimi, stradine di ciottoli e casette bianche, potrete immergervi in un’atmosfera unica e vivere un’esperienza indimenticabile. Potrete concludere la giornata in riva al mare, ad ammirare il tramonto, o scoprendo i suoi monumenti storici. Trasformate le vostre vacanze a Lanzarote in un’avventura all’insegna della scoperta, e visitate le bellezze della sua capitale. Continuate pure a leggere per scoprire cosa vedere ad Arrecife in un giorno, e preparatevi a partire!

Il centro storico, Casa Amarilla, El charco de San Gines

Il centro storico, Casa Amarilla, El charco de San Gines

Arrecife è famosa per la sua storia, le grandi tradizioni, l’ottima cucina e le botteghe di artigianato locale che fanno puntualmente innamorare tutti i suoi visitatori. Fra le mete storiche da visitare c’è anche la suggestiva Casa Amarilla, nel cuore del centro. Questo edificio suggestivo è stato, anticamente, sede del Municipio di Lanzarote. Oggi è dei centri culturali del paese: qui, infatti, si tengono mostre ed eventi di ogni tipo. Potrete immergervi nella storia dell’isola attraverso una mostra di fotografia permanente, e ammirare la bellezza di uno dei palazzi più antichi dell’isola. L’antico porticciolo di San Gines vi farà immergere in un’atmosfera unica e particolare, molto pittoresca, che vi farà scoprire il lato più autentico della città.

 

 Playa Reducto

Playa Reducto

La suggestiva spiaggia del Reducto, su cui si affaccia la città, vi regalerà un panorama stupendo e un mare unico, azzurro e cristallino, dove potrete rilassarvi e ricaricare le batterie! Questa spiaggia dalle sabbie dorate è famosa anche per i fondali bassi, perfetti anche per le famiglie con bambini. Se avete passato la giornata a scoprire le bellezze storiche della città, una passeggiata al tramonto è d’obbligo!

Ponte de Las Bolas e il Castillo de San Gabriel

Ponte de Las Bolas e il Castillo de San Gabriel

Se non sapete cosa fare ad Arrecife, una passeggiata nei suoi monumenti storici è il punto giusto per cominciare. Potrete camminare sul suggestivo Ponte de Las Bolas, che collega la terraferma al Castello, e ammirare il panorama dalle sue mura. Nel castello c’è anche il Museo della storia di Arrecife; piccolo e ben tenuto, vi darà modo di scoprire di più sulle origini e lo sviluppo di questa città!

Chicago fuori rotta: itinerario tra arte, natura e sobborghi

Chicago fuori rotta: itinerario tra arte, natura e sobborghi

Chicago è spesso associata alla sua iconica skyline, alla musica blues e al soprannome di Windy City. Ma la metropoli dell’Illinois rivela il suo lato più autentico e sorprendente anche lontano dai grattacieli e dal Loop. Dai sobborghi residenziali sul lago Michigan alle attività outdoor nel cuore del downtown, ecco un itinerario tra piccole gemme culturali, esperienze inaspettate e suggestioni fuori rotta.

Il Bahá’í House of Worship di Wilmette

A nord del centro città, a Wilmette, si trova il Bahá’í House of Worship: uno dei templi più significativi al mondo per la fede bahá’í e il più antico del Nord America. Raggiungibile in metropolitana (Red Line fino a Howard e poi Purple Line fino a Linden), il tempio è immerso in un curato giardino e sorge poco distante dal North Shore Channel. L’edificio, progettato da Louis Bourgeois e costruito tra il 1912 e il 1953, è un luogo di preghiera aperto a tutte le religioni, simbolo di dialogo e inclusione spirituale. L’ingresso è gratuito.

Le case storiche di Wilmette

Passeggiando per le vie residenziali di Wilmette si respira l’atmosfera tranquilla dei sobborghi americani, con abitazioni che risalgono anche a oltre un secolo fa. Lo stile architettonico è omogeneo e lineare, tipico della middle class del Midwest. Un contesto ideale per una pausa dal ritmo frenetico della città.

Block Museum of Art – Northwestern University

Scendendo alla fermata Davis (Purple Line), si entra nel sobborgo di Evanston, sede della prestigiosa Northwestern University. Qui si trovano due tappe culturali interessanti: la Frances Willard House, casa museo dell’attivista femminista vissuta tra il 1839 e il 1898, e il Block Museum of Art, che ospita collezioni d’arte contemporanea e opere ispirate alle culture native americane.

Kayak sul Chicago River

Nel cuore del centro città, Urban Kayaks propone tour guidati e noleggi individuali sul Chicago River, da maggio a ottobre. È possibile esplorare la città da una prospettiva inedita, pagaia alla mano, tra ponti, architetture storiche e tratti del fiume che si estendono fino al Navy Pier. Da non perdere le escursioni serali in occasione degli spettacoli pirotecnici settimanali. Attenzione però alle onde generate dalle barche turistiche: consigliato un minimo di dimestichezza per i principianti.

La skyline vista dal Navy Pier

Il Navy Pier è uno dei luoghi migliori per ammirare lo skyline di Chicago, soprattutto al tramonto o durante i fuochi d’artificio del mercoledì (ore 21) e del sabato (ore 22). Dalla punta estrema del molo, lo sguardo abbraccia l’intero profilo urbano, offrendo uno dei panorami più iconici della città.

Il Field Museum of Natural History
Situato poco distante dal centro, il Field Museum è uno dei più importanti musei di storia naturale degli Stati Uniti. Tra le attrazioni principali: il più grande scheletro di dinosauro mai rinvenuto, una sezione dedicata alle civiltà indigene del Nord America e una collezione che spazia dalle isole del Pacifico all’antico Egitto.

Voli panoramici in elicottero

Dal Vertiport Chicago, a sud-ovest del centro, partono i tour in elicottero organizzati da Fly Heli Chicago. Diverse opzioni sono disponibili, dai voli base a partire da 110 dollari a quelli serali con vista sui fuochi d’artificio (fino a 375 dollari). I voli sono ideali anche per occasioni speciali come compleanni, proposte di matrimonio o anniversari.

Una serata a Pilsen

Il quartiere di Pilsen, un tempo abitato da immigrati cecoslovacchi, oggi è un vivace barrio a forte identità latinoamericana. Le facciate degli edifici sono animate da murales colorati e mosaici in vetro che raccontano storie di migrazione e memoria collettiva. La musica dal vivo, spesso di ispirazione messicana e centroamericana, accompagna le serate di chi vive o visita il quartiere. Anche la scena gastronomica riflette questa trasformazione, con una forte impronta centroamericana.

Copenaghen, lungo i canali in cerca di creatività e sostenibilità

Copenaghen, lungo i canali in cerca di creatività e sostenibilità

Un itinerario fra gli edifici e locali della Capitale Mondiale dell’Architettura 2025 che ha scelto di porre al centro del suo modello innovativo di sviluppo urbano un nuovo umanesimo.

A Copenaghen il mare non è mai lontano con i suoi colori cangianti e con il cielo e l’acqua che si fondono. La città e chi la vive ha con l’acqua una relazione indissolubile e osmotica. I vichinghi arrivarono a Copenaghen via mare e quel porto, in posizione strategica sullo stretto di Øresund, divenne una base di elezione . Lo sfondo marittimo è centrale nella storia moderna e nel patrimonio architettonico danese con il suo porto che ha subito una trasformazione radicale: le aree interne riconvertire in spazi residenziali e commerciali secondo un modello urbanistico innovativo, basato su un nuovo umanesimo e un’infrastruttura a misura delle persone. Ne è un esempio Nordhavn, città ideale della Danimarca distante 4 km dal centro città, il più grande progetto di sviluppo edilizio della storia scandinava. Ancora oggi proprio lungo i canali ci si immerge nello stile di vita locale (la bicicletta è il mezzo più usato per muoversi), si gode delle migliori vedute, si respira l’atmosfera vibrante e creativa di quella che per tutto il 2025 è Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia ( passerà poi il testimone a Barcellona), grazie a un impegno costante nell’architettura sostenibile, nella vivibilità urbana e nell’innovazione. Non è un caso se ogni mese vi si trasferiscono circa 600 persone e l’età media è di 37 anni. Vi hanno sede studi di architettura di fama internazionale (da Bjarke Ingels Group a Henning Larsen Architects, Cobe, Gehl Architects, C.F. Møller e 3XN) e anche il design ha una storia radicata con brand che ne hanno fatto la storia scandinava e mondiale: Fritz Hansen, Carl Hansen & Søn, Louis Poulsen, Georg Jensen e Royal Copenhagen. Maestria artigianale, uso di materiali di alta qualità, creatività e design iconico sono il filo conduttore anche di brand che a Copenaghen sono nati più di recente e da qui sono partiti alla conquista del mondo.

Blox, centro multifunzionale sul Frederiksholms Kanal.

Lungo i canali

Proprio lungo i canali ci sono opere archittettoniche storiche e altre innovative, in un gioco di antico e moderno che si ritrova in tutta la città. Se al 12 di Frederiksholms Kanal c’è il Museo Nazionale (ndr da non perdere “La Strega Vichinga” mostra che esplora il mondo mistico dei Vichinghi e il loro rapporto con il loro tempo e appunto il mare) ospitato nell’antica Mansion del Principe, un bellissimo edificio settecentesco in stile rococò, al numero 30 tra la Biblioteca Reale e Langebro, praticamente alla fine del canale dove fino a qualche anno fa c’era un’area portuale dismessa, oggi c’è il cuore del distretto culturale di Copenaghen, con BLOX, emblema della creatività danese e capofila dei progetti di sviluppo urbano volti a dare una nuova identità alla città con nuovi ponti, piazze pubbliche, aree per pedoni e ciclisti. Progettato dagli architetti di fama internazionale OMA e finanziato dall’associazione filantropica Realdania, BLOX ospita DAC – (Danish Architecture Center), riferimento per gli appassionati di architettura e design di tutto il mondo, Creative Denmark dove la conoscenza e le esperienze si incontrano per creare impegno, e ispirare le persone a prendere posizione sull’architettura e il design e BLOXHUB, un incubatore multidisciplinare per lo sviluppo sostenibile in cui si cerca di coniugare le sfide dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici con un nuovo approccio collaborativo tra enti, istituzioni e cittadini .

Tra Nyhavn e Østerbro

Il nostro itinerario sull’acqua torna lungo il canale Nyhavn, il più famoso e fotografato della città con i suoi caratteristici edifici colorati, le barche d’epoca ormeggiate, i caffè e i ristoranti. Costeggiandolo si arriva al Teatro dell’Opera di Copenaghen ( Operaen) inaugurato a gennaio tra i più moderni teatri al mondo e anche tra i più costosi (oltre 500 milioni di dollari) progettato dall’architetto danese Henning Larsen. Di li a poco si passa davanti al Black Diamond, un’estensione della Biblioteca Reale con le sue vetrate lucide a specchio che lo fanno assomigliare ad diamante e riflettono il magnifico paesaggio attorno. Inaugurato nel 1999 ci si va anche solo per sorseggiare un caffè mentre non molto lontano ci sono le banchine da cui i ragazzi si tuffano in acqua e fanno il bagno nel canale (pulito). Nello stesso Kulturkvarter (quartiere culturale) non si possono trascurare il bellissimo Parco di Tivoli (il celebre parco divertimenti con le sue giostre, giardini, ristoranti e concerti) e il Palazzo di Christiansborg, la reggia ufficiale della corona danese dove si visitano le sale delle udienze e delle feste, ammirano gli arazzi creati dall’artista Bjørn Nørgaard che raccontano più di mille anni di storia danese e la collezione di utensili di rame delle cucine rimaste come erano nel 1937. Non lontano nel quartiere di Østerbro c’è il caratteristico distretto di Kartoffelrækkerne (fila di patate), una piccola area con case a schiera in stile londinese, bellissime e molto costose, diventato famoso da quando Lily Collins, la star della serie di successo di Netflix “Emily in Paris”, vi ha comprato casa. Da non perdere nel quartiere le piccole gallerie tra cui c’è anche la Dybdahl Co, una viaggio alla scoperta degli aspetti visivi dei libri rari rinvenuti in aste, archivi, biblioteche e musei che diventano poster, tesori visivi del passato mai disegnati, incisi e stampati. Poco più in la c’è Olufsvej, una deliziosa stradina tra il più grande parco della città, Fælledparken, e la principale via dello shopping del quartiere, Østerbrogade.

Nordhavn. Il progetto più innovativo della penisola scandinava a 4 km dal centro città con edifici progettati secondo i più alti standard energetici, con materiali da riciclo e da recupero

A spasso tra i quartieri

Uno dei luoghi più frequentati dai giovani è Kødbyen, quartiere del confezionamento delle carni. Qui si trova un mix di bar e di ristoranti, come Fiskebar, dove gustare solo pesce locale tra vetrate a tutt’altezza e pareti di cemento grezzo. Ci sono poi piccoli negozi indipendenti e studi di design. Siamo a Vesterbro, una destinazione molto popolare anche se fuori dal centro. Lo stesso vale per Nørrebro, un tempo quartiere operaio con le caratteristiche strade lastricate a nord del centro di Copenaghen e dei laghi, Søerne. Da qui, in pochi minuti a piedi, attraversato il canale del Sortedams So sul ponte Dronning Louises Bro, dove c’è solo un via vai di biciclette, ci si ritrova ai tavoli dell’Aamaan’s, ristorante dello chef Adam Aamann:tutto è fresco e fatto in casa, anche le affumicature. Assolutamente da provare i suoi deliziosi smørrebrød, una sorta di panini farciti, preparati con ingredienti biologici. L’ospitalità può contare su alcuni hotel di design degni di nota come 25hours Hotel Indre By che si trova in un edificio del XIX secolo, ex fabbrica di porcellana e poi università. Situato in posizione centrale, vicino alla Torre Rotonda, offre 243 camere uniche e tesori nascosti come la Sala Vinile. Nel centro della città c’è il lussuoso Villa Copenhagen così come il Nobis Hotel Copenhagen ospitato in un edificio neoclassico del 1903, inizialmente progettato dall’architetto danese Martin Borch. Essendo uno dei primi edifici in cemento armato di Copenaghen, ha ospitato la Royal Danish Academy of Music, prima di essere trasformato in un hotel sotto la guida dello studio di architettura svedese Wingärdhs. Lusso a 360 gradi al centralissimo d’Angleterre, membro de Leading Hotel of the world, vera icona di Copenaghen dal 1755, è l’unico hotel di lusso a 5 stelle superior in Danimarca, situato in posizione centrale su Kongens Nytorv, a pochi passi dal Teatro Reale Danese, dal canale di Nyhavn e dalla via pedonale dello shopping Strøget, ospita anche il ristorante Marchal con stelle Michelin, Balthazar Champagne Bar, la pasticceria e la rinomata Amazing Space Spa.

Montagne, sentieri e storie nell’ancestrale Corsica

Montagne, sentieri e storie nell’ancestrale Corsica

Itinerario nella terra di Napoleone, fiera della sua insularità tra castelli, hotel sospesi, boschi e torri di avvistamento.

Ci si imbarca a Livorno, lasciando le sue due fortezze, per attraccare poche ore dopo a Bastia e cominciare da lì un viaggio ancora ancestrale in un’isola dai profumi intensi, le passioni forti, la macchia mediterranea aspra, il carattere degli abitanti indomito e fiero della propria identità culturale e linguistica. Un’avventura in Corsica non può prescindere dai siti archeologici di Filitosa, Capula e Cucuruzzu, perché i loro dolmen e menhir attestano che la prima forma di civiltà presente sull’isola vi si stanziò addirittura tra la fine del Neolitico e l’Età del Bronzo.

La Torre di Turghiu, nel sud, eretta nel 1608 dai genovesi, che dominarono con alterne vicende l’isola dal 1284 al 1768, quando passò alla Francia

In particolare, a Cucuruzzu le tribù dedite all’agropastorizia abitavano in capanne posizionate sopra un terrazzamento cinto da un’altissima cerchia di mura. Invece ad Aleria si ha testimonianza del passato ellenico dell’isola grazie ai manufatti rinvenuti durante gli scavi ed esposti nel Forte di Matra. L’anima pastorale è ancora il collante della popolazione locale, così come le pievi comprovano l’importanza dell’opera di evangelizzazione medievale, e l’architettura di matrice pisana nella Corsica Suprana e Banda di Dentro, ovvero la zona settentrionale. Una conferma di quanto sia variegato e frastagliato il paesaggio viene dalla cosiddetta Scala di Santa Regina, scandita da gole e in equilibrio sull’orlo dei burroni di granito cremisi, proprio sotto i Monti Cinto, Stello e Rotondo, tra le cime più elevate dell’isola. Dall’altra, si incontrano in questo on the road dal ritmo nervoso anche antichi e più rilassanti boschi, come quelli della Castagniccia: penetrando in questo paesaggio fresco e rigenerante, infatti, ci si imbatte in villaggi come Campana, situato alle pendici del San Petrone e ha come epicentro architettonico il suo lavatoio, il medievale Castellare di Casinca e il bellissimo, vertiginoso Penta di Casinca, abbarbicato sulla roccia, dove le case sono tutte fatte di pietra e coperte di lose, tegole-lastre di pietra.

La spiaggia dell’Ostriconi, a Balagne.

La natura incontaminata della Foresta d’Aïtone e della Riserva di Scandola

Tra le mete imperdibili, il Golfo di Porto, Patrimonio Unesco, merita di essere scelto per alcuni giorni, in virtù della sua natura incontaminata: la Foresta d’Aïtone, nei pressi del villaggio di Evisa, domina tutta l’insenatura e insieme al bosco di Valdu Niellu custodisce spettacolari pini larici, ai quali si giunge attraverso un sentiero escursionistico punteggiato da secolari castagni. Da non perdere, se non per l’acqua molto fredda, un bagno nelle cascate dell’Aïtone. La Gola di Spelunca è un’altra attrattiva irresistibile per i bacini di acqua celati dai glabri rilievi di roccia. Anche la spiaggia di Bussaglia è ammantata di una bellezza ruvida e irrorata da una luce verginale. Tutti questi itinerari di scoperta nel Golfo di Porto, insieme al percorso dell’antica mulattiera Piana-Ota, il percorso a piedi per raggiungere la spiaggia di Ficajola partendo dalla Chapelle Sainte Lucie di Piana, si possono scoprire durante il soggiorno all’Hotel Les Roches Rouges che conserva intatti l’architettura e il design tipico degli anni 30. Da lì, svegliandosi presto, si avrà la chance di arrivare tra i primi al promontorio di Capo Rosso, posto a 331 metri di altitudine, in quella Torre di Turghiu dove godere una vista incredibilmente vasta sul Golfo di Girolata e la Riserva naturale di Scandola.

L’hotel Les Roches Rouges fra i boschi di Piana.

Tour nella Regione dell’Agriate

Un altro on the road immaginifico e indimenticabile conduce lungo la strada dipartimentale numero 81 che percorre la regione dell’Agriate da oriente a occidente: questo scrigno di incomparabile bellezza era schiuso dai pastori durante la transumanza da Asco sino alle spiagge adamantine di Saleccia e degli Ostriconi, con le loro spettacolari dune sabbiose che si rincorrono fra leccete, uliveti e pinete. Questa terra è ricca di architetture ardite: la chiesa romanica di San Michele di Murato dalle pietre bianche e verdi, il faro di Mortella lungo il sentiero costiero tra le località di Lotu e Formali, i muri a secco che salgono e scendono ininterrottamente intorno al borgo di Santo Pietro di Tenda, quell’autentico villaggio-belvedere costituito da San Gavino di Tenda non si dimenticheranno facilmente. Così come rimarrà nella memoria delle papille gustative la cucina di Pauline Juillard alla Ferme de Campo Di Monte, fattoria in cui si può soggiornare.È tempo di tornare verso Capo Corso e di inforcare l’emozionante strada D80: serpeggia con estrema destrezza, lasciando stupefatti per l’armonia tra la macchia mediterranea, le coste arzigogolate, il mare e le montagne, i villaggi di pescatori come Erbalunga, le cappelle romaniche pisane risalenti al XII secolo e la maestosità dei cosiddetti Palazzi di l’Americani, eretti dagli emigrati come prova della loro agiatezza conquistata oltreoceano. Dalla spiaggia turchese di Nonza si può passare a visitare la riserva naturale di Capense, così come fare la spola tra le torri genovesi che sorvegliano Capo Corso, cominciando da quella assai spettacolare di L’Osse, e scegliendo magari di prenotare una stanza in quel Palazzo Nicrosi a Rogliano abitato dalla stessa famiglia dal 1877, emblema della predilezione per un design elegante, con una piscina immersa tra alberi e fiori. Anche la marina di Canelle dall’alto sembra un quadro, nel quale ci si può tuffare godendo l’azzurro delle sue acque trasparenti. Da esse proviene il pesce che si gusterà nel borgo marinaro di Centuri, in particolare le aragoste, la cui pesca è una tradizione secolare. Qui, infatti, almeno un decimo della popolazione esce all’alba e al tramonto per tornare con tesori raccolti dal mare, sempre nel rispetto di un Mediterraneo generoso, come in fondo è tutta la Corsica, la terra di Napoleone che non smise mai di rimpiangerla.