La Masseria Beneficio è una lussuosa villa di charme situata nella campagna di Ceglie Messapica, in Puglia, immersa in un contesto di uliveti secolari e caratterizzata da un’atmosfera di pace e tranquillità. La struttura offre sistemazioni raffinate, tra cui camere e suite, dotate di comfort moderni e arredate con gusto classico, alcune con vista sul giardino e sulla piscina. Gli ospiti possono godere di una piscina all’aperto, di un ampio giardino con portico e di una cucina ben attrezzata.
Attorniata dalla campagna, a 10 minuti di macchina da Ceglie Messapica, la proprietà Luxury Villa Masseria Beneficio propone camere e suite raffinate, dislocate all’interno di tipiche abitazioni in pietra. Offre un ristorante, la connessione WiFi gratuita e una piscina estiva. Affacciate sul giardino e sulla piscina, le camere e le suite della Masseria Beneficio presentano l’aria condizionata, una terrazza, soffitti in pietra a volta, mobili in legno in stile classico, un divano, un minibar e un bagno con lavandini in pietra. In più le suite sono fornite di una moderna zona giorno e di una vasca da bagno con idromassaggio. La struttura serve ogni mattina una prima colazione a base di prodotti dolci e salati, ed è provvista di una piscina con luci d’atmosfera, munita di ombrelloni e circondata da una terrazza solarium e da oliveti rigogliosi. La proprietà dista 20 minuti di macchina dal centro storico e dalle antiche mura di Ostuni, ed è collocata a metà strada tra la Costa Ionica e quella Adriatica, dove si trovano rispettivamente Taranto e Brindisi.
Ecco alcuni dettagli aggiuntivi:
Posizione:
La masseria si trova in contrada Beneficio, a breve distanza da Ceglie Messapica e ben collegata alle città di Ostuni, Taranto e Brindisi.
Sistemazioni:
Le camere e le suite sono climatizzate e presentano soffitti in pietra a volta, mobili in legno e terrazze, alcune con zona giorno e vasca idromassaggio.
Servizi:
La struttura offre una colazione a buffet, una piscina con solarium, un ristorante e la connessione Wi-Fi gratuita.
Atmosfera:
La masseria è ideale per chi cerca una vacanza rilassante e all’insegna del lusso, immersi nella natura e nella tradizione pugliese.
Cucina:
La cucina interna è pratica e ben attrezzata, con zona pranzo interna ed esterna.
Eventi:
La masseria può essere affittata per eventi esclusivi, offrendo un’ambientazione suggestiva per matrimoni e altre occasioni speciali.
Strade acciottolate e in lontananza echi di musiche ritmate, mentre gli edifici, illuminati dai caldi raggi del sole, si vestono di sfumature brillanti e si accendono di colore. Questo è il cuore de L’Avana(La Habana Vieja), dove le tradizioni si perdono ancora nel passato e alle auto d’epoca si contrappongono balli tipici, dimore coloniali e il sorriso immancabile dei più anziani che sorseggiano rhum, con il sigaro locale in mano.
Il tour nella sua parte storica, traccia un cammino diviso in un dedalo di viuzze che attraversano un nucleo di sette isolati per due, restaurato, a formare un romboide. Le principali piazze sono agli angoli e i gioielli architettonici non si contano, distribuiti su diversi percorsi spesso pedonali. Attenzione però: il caldo, a volte, può essere opprimente, quindi meglio intraprendere il giro di mattina.
La passeggiata può iniziare dall’angolo sud-ovest di Plaza de Armas: su Calle Obisco spiccano case coloniali con balconi lignei, portoni in mogano e architettura particolare. Sulla stessa strada, al numero 119, c’è una libreria che rappresenta la casa più antica della città, proprio accanto al Museo de la Orfebreria, che espone manufatti in argento. Raggiungendo Calle Oficios si incontra la Casa de los Arabes, dedicata alla cultura araba a Cuba. Di fronte, invece, ecco il Deposito del Automovil che espone auto d’epoca. Proseguendo fino a la Plaza de San Francisco.
Andare per dimore coloniali
Le più belle de La Habana Vieja si trovano nell’isolato di fronte alla Iglesia y Convento de San Francisco de Asis. Tra queste spicca la Galeria Carmen Montilla Tinoco con facciate verde chiaro e rosa pallido. In zona c’è anche il Museo Palacio de Gobierno con un atrio neoclassico che prende luce dalle vetrate policrome. Ha ospitato nel tempo la Camera dei Rappresentanti, il Ministero dell’Istruzione e il Consiglio Comunale. Oggi espone oggetti storici.
Tra musei e curiosità
Da non perdere è certamente uno sguardo al Coche Presidencial Mambi, un antico vagone ferroviario presidenziale, che occupa lo spazio tra il Convento prima citato e la Antigua Camara. Superata Plaza Veja, ci si può dirigere verso il Museo del Chocolate, per provare diverse varietà artigianali. Se cercate una zona di sicuro effetto, il vostro indirizzo è la Casa de la Obra Pia, nell’omonima via, dalla facciata giallo chiaro e crema, che risale al Cinquecento. Apparteneva a un uomo buono, le cui opere caritatevoli hanno dato il nome alla strada. Sempre sullo stesso tema, chi ama la cultura africana, può visitare a Calle Obisco, Casa de Africa.
In zona, altre esposizioni interessanti sono quelle del Museo del Tabaco, a Calle Mercaderes, sopra alla Casa del Tabaco, con oggetti a tema e, soprattutto, la curiosa Maqueta del Centro Historico che espone un modello in scala 1:500 de La Habana Vieja. E, ancora, se avete tempo non perdete la possibilità di fermarvi all’Hotel Ambos Mundos e salire alla Camera 511 dove soggiornò Hernest Hemingway e vi scrisse Per chi suona la campana. Per concludere il giro, dirigetevi verso Plaza de la Catedral, continuate verso Calle San Ignacio che sfocia in Calle Tacon. Questa strada rappresentava il confine de La Habana Vieja e ancora oggi corre parallela ai resti delle mura fortificate della città. Prima di tornare in hotel, infine, dare una occhiata alla facciata barocca del Seminario de San Carlos y San Ambrosio, gesuita, fondato nel 1774 ma oggi chiuso al pubblico e al caratteristico mercato dell’artigianato che si allunga fino alla plazuela all’incrocio fra Tacon e Empedrado.
L’autore premio nobel non è conosciuto soltanto per essere uno dei più grandi scrittori americani, ma è colui che amava bere meglio rispetto alla maggior parte delle persone nella storia… vi raccontiamo i luoghi preferiti da Hemingway che hanno aiutato il suo talento a fiorire.
Il Ritz (Parigi, Francia) Il famoso hotel parigino è fortemente legato all’autore tanto da avere un bar che porta il suo nome.
E’ famoso il suo contributo alla liberazione dell’albergo dalle forze tedesche nel 1944.
Sloppy Joe’s (Key West, Florida)
Hemingway scrisse circa due terzi dei suoi lavori pubblicati a Key West prevalentemente allo Sloppy Joe’s, locale che aprì il 5 Dicembre 1933, data in cui venne abrogato il proibizionismo negli Stati Uniti, offrendo un bicchierino di whisky a 15 centesimi. Il bar mantiene ancora l’atmosfera frizzante dell’epoca con ospiti che arrivano già dalle prime ore del mattino per bere!
Hotel Lutetia (Parigi, Francia) Un altro ritrovo parigino amato da Hemingway, l’Hotel Lutetia è il luogo dove James Joyce scrisse parte del suo Ulysses (1922), con Ernest che intervenne occasionalmente nella redazione tra un drink e l’altro.
Bar Ingles (Lima, Peru)
Durante il periodo che trascorse in Perù, Hemingway era solito frequentare il bar nel Country Club Lima Hotel, che è famoso per il miglior Pisco Sour a Lima. Tra gli oltre 60 tipi di cocktail serviti ogni giorno, ci si chiede quali di questi siano stati tra i preferiti dall’autore!
Harry’s Bar (Venice, Italy) Durante il suo soggiorno a Venezia negli ultimi anni ’40, praticamente viveva all’Harry’s Bar, dove aveva sempre un tavolo riservato e spesso si intratteneva a bere con il proprietario.La Floridita (Havana, Cuba) Casa del famoso Hemingway Daiquiri, che fu inventato dal “re dei cocktail di Cuba”. Si dice che un giorno l’autore, dopo aver notato che tutti i clienti abituali bevevano lo stesso drink, chiese di assaggiarlo. Ne ordinò uno con meno zucchero e più rum e così nacque il Papa Doble, il suo daiquiri speciale.
La Bodeguita del Medio (Havana, Cuba)
All’Havana, Hemingway qualche volta preferiva un mojito—a La Bodeguita del Medio, che si suppone sia la casa del noto cocktail. Un’insegna nel bar indica una citazione dell’autore: “Il mio mojito a La Bodeguita del Medio e il mio daiquiri alla Floridita.”
Casino Bar (Ketchum, Idaho)
Dal 1959 fino alla sua morte nel 1961, Hemingway visse nella tranquilla città di Ketchum, conosciuta prevalentemente per essere una destinazione sciistica. Egli trascorse molte notti in questo bar che attualmente offre gradevoli aperitivi per l’happy hour.
Scopri Palawan Filippine, tra spiagge nascoste, natura incontaminata e incontri autentici con le comunità locali.
Ci sono luoghi nel mondo che sembrano sfuggire al tempo, isole che, nonostante la crescente notorietà turistica, continuano a risuonare con una voce propria, a custodire una bellezza selvaggia e intatta che resiste alla modernità.
Palawan è indubbiamente una di queste. Una lunga e sinuosa striscia di terra situata all’estremità occidentale dell’arcipelago filippino, maestosamente sospesa tra le acque cristalline del Mar Cinese Meridionale a ovest e quelle più tranquille del Mar di Sulu a est.
È un angolo remoto del pianeta dove il concetto di “paradiso” non è semplicemente uno slogan accattivante da brochure turistica, ma una promessa palpabile, mantenuta in ogni sfumatura di verde e blu.
Per chi sogna un viaggio che sia una vera e propria scoperta, una profonda contemplazione e un’immersione autentica nella natura incontaminata, Palawan si rivela la risposta inaspettata, capace di superare ogni aspettativa.
È un invito a rallentare, a connettersi con l’essenza più pura del mondo e a riscoprire un senso di meraviglia che spesso si crede perduto.
Palawan, l’isola autentica delle Filippine tra due mari cristallini
La prima impressione, quando ci si avvicina a Palawan in volo, è quella di un’incredulità quasi mistica, un senso di stupore che toglie il fiato.
Dalla piccola finestrino dell’aereo, lo sguardo si perde in una tavolozza di azzurri che sfumano dolcemente nel turchese più vibrante, creando un mosaico liquido sotto di sé.
Lunghe lingue di sabbia candida si allungano nel mare come pennellate leggere e delicate, mentre le foreste pluviali, dense e lussureggianti, sembrano scolpite nella giada più preziosa, avvolgendo le montagne in un abbraccio verde smeraldo.
E poi, una volta atterrati a Puerto Princesa, la vivace ma tranquilla capitale dell’isola, si viene immediatamente avvolti da un’aria gentile e dalla sensazione di un tempo dilatato, dal ritmo lento e armonioso di una comunità che vive ancora in profonda sintonia con il battito della natura.
Non c’è il frastuono assordante del traffico urbano, né il caos frenetico delle grandi metropoli.
Solo il profumo inebriante dell’oceano salmastro, misto a quello della terra umida e della vegetazione tropicale, e quella luce calda e avvolgente che solo i tropici sanno regalare al tramonto, dipingendo il cielo di colori indescrivibili.
Palawan si estende per oltre 400 Chilometri in lunghezza, eppure, ovunque ci si avventuri, si avrà la sensazione di essere giunti all’estremità più remota e incontaminata del mondo.
E sarà una sensazione bellissima, di libertà e di profonda pace.
El Nido e Bacuit Bay: cosa vedere nel gioiello più famoso di Palawan
Chiunque abbia avuto la fortuna di posare lo sguardo su El Nido non potrà mai più dimenticarlo.
Questo pittoresco villaggio costiero funge da punto d’accesso privilegiato alla straordinaria Baia di Bacuit, un labirinto di isole calcaree che si ergono come monoliti maestosi e ancestrali dallo smeraldo liquido del mare.
Le tradizionali imbarcazioni locali, le bangka, agili e leggere come farfalle d’acqua, con i loro bilancieri laterali che danzano sulle onde, ti condurranno attraverso un labirinto di lagune nascoste, dove l’acqua è così trasparente da rivelare ogni dettaglio del fondale.
Esplorerai grotte marine dove la luce del sole filtra dall’alto creando effetti scenografici, simili a quelli di una cattedrale naturale, e scoprirai spiagge segrete e appartate, celate alla vista, dove potrai fermarti a contemplare il cielo infinito, ascoltando solo il suono delle onde.
C’è la suggestiva Secret Lagoon, raggiungibile solo nuotando attraverso una stretta apertura nella roccia, un passaggio che sembra condurre in un mondo incantato.
E poi c’è la maestosa e silenziosa Big Lagoon, dove il kayak scivola senza sforzo sull’acqua, senza disturbare la quiete sacra del luogo.
Ma la vera magia risiede nelle spiagge senza nome, quelle che non troverai su Google Maps, quelle che scoprirai per puro caso, allontanandoti dalle rotte più battute.
Sono queste le spiagge che ti rimarranno impresse nel cuore per sempre, testimoni silenziose di momenti di pura meraviglia e solitudine idilliaca.
Coron Island: relitti sommersi, laghi nascosti e immersioni indimenticabili
Più a nord, separata da un breve ma suggestivo tratto di mare, l’isola di Coron si rivela un altro piccolo tesoro, forse meno battuto dal turismo di massa rispetto a El Nido, ma proprio per questo più ruvida, più autentica e, in un certo senso, più intensa.
Coron è un vero paradiso per gli amanti delle immersioni, celebre in tutto il mondo per i suoi relitti giapponesi della Seconda Guerra Mondiale, oggi adagiati nei fondali marini come scheletri silenziosi e maestosi, interamente ricoperti di corallo vibrante e popolati da una ricchissima vita marina.
Ma non è necessario essere subacquei esperti per restarne incantati: basta una semplice maschera e un boccaglio per nuotare sopra i lakes hidden in the mountains, laghi di acqua dolce incastonati tra imponenti formazioni calcaree, come il celebre Kayangan Lake.
Qui, l’acqua è di una trasparenza così incredibile che si ha la sensazione di galleggiare nell’aria, e non si riesce a distinguere dove finisce la superficie e dove inizia il fondale.
Coron è anche il luogo dove ti risvegli con il canto vivace dei galli all’alba, dove i bambini giocano scalzi e spensierati nei villaggi, e dove il tramonto dipinge il cielo con sfumature di arancio, rosa e viola che nessuna fotografia potrà mai restituire con la stessa intensità emotiva.
È un luogo dove il tempo sembra rallentare, e ogni momento diventa un esperienza sensoriale profonda.
Esperienze autentiche: incontro con la cultura e le comunità locali di Palawan
A Palawan non si viene solo per le sue spiagge da sogno e i suoi paesaggi mozzafiato.
Si viene, soprattutto, per incontrare le persone.
Gli abitanti dell’isola, in gran parte pescatori che vivono in armonia con il mare, agricoltori che coltivano la terra con rispetto, e custodi di un tempo semplice e di tradizioni antiche, accolgono i viaggiatori con un sorriso genuino e disarmante, un’ospitalità che scalda il cuore.
Non è raro che le famiglie ti invitino a pranzo con un’autentica generosità, offrendoti pesce appena pescato, cucinato secondo ricette tradizionali, accompagnato da riso al cocco fragrante e manghi dolcissimi e succosi, raccolti direttamente dagli alberi.
I bambini, con i loro occhi grandi e curiosi, ti salutano con una mano alzata e un’innocenza contagiosa.
Le guide locali, veri e propri custodi della memoria dell’isola, raccontano le leggende e le storie dei luoghi con voce calma e piena di orgoglio, condividendo la loro profonda connessione con la terra e il mare.
C’è qualcosa di profondamente umano, quasi commovente, nel modo in cui Palawan ti apre le sue braccia e il suo cuore.
È come se l’isola volesse sussurrarti: “non hai bisogno di nulla, solo di essere pienamente presente, di aprirti a questa esperienza e di lasciarti avvolgere dalla sua semplicità e bellezza“.
Underground River: visita al fiume sotterraneo di Puerto Princesa
Non si può narrare la magia di Palawan senza citare il suo gioiello geologico più famoso e imponente: il fiume sotterraneo di Puerto Princesa, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e una delle Nuove Meraviglie della Natura.
Ci si imbarca in silenzio, a bordo di una piccola barca a remi, navigando per chilometri nelle profondità della terra, mentre la guida, armata solo di una torcia, illumina le maestose formazioni di stalattiti e stalagmiti che sembrano opere d’arte scolpite dalla natura nel corso di milioni di anni.
È un viaggio suggestivo nel ventre della terra, un’esplorazione nel buio che rivela la sua bellezza più sorprendente proprio quando si ha il coraggio di addentrarsi in esso.
Il silenzio è interrotto solo dal leggero rumore dei remi e dalle gocce d’acqua che cadono, creando un’atmosfera quasi sacra.
E quando si riemerge alla luce accecante del sole, dopo aver attraversato questo mondo nascosto, si ha la sensazione profonda di aver oltrepassato un confine invisibile, tra la natura più selvaggia e una dimensione quasi spirituale, un ‘esperienza che arricchisce l’anima.
Quando andare a Palawan: il periodo migliore per visitare l’isola
Il periodo migliore per visitare Palawan va da novembre a maggio, coincidendo con la stagione secca.
Durante questi mesi il clima e’ perfetto: le giornate sono assolate, il mare è calmo e invitante, e la visibilità sott’acqua raggiunge il suo apice, rendendo le immersioni e lo snorkeling un’esperienza indimenticabile.
Ma c’è un altro motivo, forse ancora più pressante, per considerare un viaggio a Palawan adesso: l’isola sta lentamente ma inesorabilmente cambiando.
Sebbene il processo sia graduale, il turismo sta crescendo esponenzialmente, portando con sé l’ampliamento delle strade, l’apertura di nuovi hotel e resort, e l’aumento dei voli.
Questo sviluppo, pur portando benefici, inevitabilmente modifica l’essenza piu’ autentica e incontaminata dell’isola.
E allora, vale davvero la pena vederla ora.
Finché è ancora quella perla segreta, dove il paradiso è autentico, e dove la natura, con la sua forza e la sua bellezza primordiale, ha ancora l’ultima parola, dettando i ritmi e le sensazioni di ogni giorno.
Viaggio su misura a Palawan: cosa possiamo organizzare per te
Noi possiamo aiutarti a costruire un viaggio su misura, un’esperienza autentica e indimenticabile, pensata per farti esplorare Palawan fuori dalle rotte più battute.
Dalle escursioni in barca privata nella Baia di Bacuit di El Nido, al soggiorno rilassante in eco-resort immersi nella natura rigogliosa, fino ai tour culturali che ti porteranno a contatto con le vibranti comunità locali.
Non è solo una vacanza… è un ritorno a te stesso, un’opportunità per riconnetterti con la natura e con la tua essenza più profonda.
Prima di stilare la nostra lista, è importante segnalare che anche per le isole la bellezza è soggettiva. Pertanto, abbiamo scelto di stilare una classifica basata su popolarità e reputazione delle isole.
In questa lunga lista magari mancherà la tua isola preferita o, probabilmente, non sarai d’accordo con le varie posizioni in classifica. Considera, comunque, che si tratta solo di alcune raccomandazioni, pur sapendo che sparse per il mondo ci sono tante altre bellissime isole!
Detto questo, possiamo iniziare a elencare le 20 isole più belle del mondo. Quale sarà la tua preferita?
Bora Bora, una delle isole più belle del mondo
1 – Bora Bora, Polinesia Francese
Bora Bora è il paradiso terrestre per eccellenza, con spiagge bianche e acque cristalline. Dal punto di vista politico, fa parte della Francia e, pertanto, si può raggiungere dall’Italia anche senza passaporto. Il periodo migliore per visitare Bora Bora è da maggio a ottobre, ovvero durante “l’inverno polinesiano”, quando non fa troppo caldo e non piove eccessivamente.
Il mare cristallino delle Maldive
2 – Malè, Maldive
Malè è l’isola di riferimento delle Maldive, essendo la capitale di questo arcipelago e anche la più dinamica. Su quest’isola ci sono moschee e tantissimi edifici dai colori vivaci, che donano uno scenario suggestivo a tutto il contesto. Ti consigliamo di visitare il mercato ortofrutticolo e quello del pesce, dove si possono gustare i prodotti tipici dell’isola.
Santorini, un’isola da sogno
3 – Santorini Grecia
Quando si parla di Grecia, spesso si nomina Santorini. Quest’isola di origine vulcanica è una delle mete turistiche più frequentate fra tutte le isole greche, paradiso degli amanti del trekking, grazie ai suoi villaggi e spiagge raggiungibili a piedi. Da non perdere una capatina al calar del sole a Oia: si dice che qui si può ammirare il più bel tramonto al mondo!
Seychelles, fra le isole più amate del mondo
4 – Seychelles
L’arcipelago delle Seychelles, nell’Oceano Indiano, conta ben 115 isole, e rappresenta un paradiso naturalistico dove poter osservare tante specie protette, come la tartaruga gigante di Aldabra. L’isola di riferimento è Mahé, che ospita la capitale Victoria, le spiagge di Beau Vallon e l’Anse Takamaka o il parco nazionale Morne Seychellois.
Bali, l’isola più famosa dell’Indonesia
5 – Bali, Indonesia
Bali è l’isola più famosa di tutta l’Indonesia. È ricca di bellezze naturali e testimonianze storiche, alcune delle quali risalenti addirittura al 300 a.C. È situata fra Asia e Oceania e offre relax per le famiglie, spiagge dove fare snorkeling e tantissimi locali dove lasciarsi andare alla vita notturna.
Isola di Maui, Hawaii
6 – Maui, Hawaii, Stati Uniti
Maui è la seconda isola più grande delle Hawaii, nell’Oceano Pacifico. Politicamente fa parte degli Stati Uniti, ed ha uno scenario di natura incontaminata grazie ai suoi due vulcani e alle numerosissime spiagge balneabili. Il clima è mite tutto l’anno, e anche qui lo snorkeling è una delle attività sportive più praticate vista la bellezza del mare cristallino che bagna l’isola. Le Hawaii fanno parte degli Stati Uniti, dove la sanità pubblica spesso è molto cara: valuta di stipulare un’assicurazione di viaggio per proteggerti da qualsiasi imprevisto e viaggiare senza pensieri.
Isole Phi Phi in Thailandia
7 – Phi Phi Islands, Thailandia
Le Phi Phi Islands sono in realtà un “duo” di isole della Thailandia del sud: Koh Phi Phi Don e Koh Phi Phi Leh. Il nome ai più non dirà molto, ma queste isole vantano scenari che si sono visti in tutto il mondo, visto che hanno fatto da set perThe Beach, film di Leonardo di Caprio del 1999. Circondate da una barriera corallina, le Phi Phi Islands vantano spiagge di sabbia bianca e fine e un mare verde smeraldo.
Capri, una perla italiana
8 – Capri, Italia
Per noi italiani non ha bisogno di presentazioni: Capri è un’isola tanto piccola quanto affascinante, che ogni anno ospita turisti di tutto il mondo. Non è sicuramente un’isola dai prezzi economici ma, in compenso, grazie alle sue dimensioni contenute può essere visitata anche in un solo giorno. Fra le sue attrazioni principali ci sono la Piazzetta, i Faraglioni e la Grotta Azzurra.
I panorami affascinanti delle Galapagos
9 – Galapagos Islands, Ecuador
Le Galapagos sono delle isole al largo dell’Ecuador, che ancora oggi conservano con cura scenari di natura incontaminata. Con oasi naturalistiche e spiagge bianche, le Galapagos sono salite ogni onori della cronaca grazie a Charles Darwin, che proprio analizzando la fauna dell’isola trasse gli spunti per la sua famosa teoria dell’evoluzione.
Mauritius, fra le isole piu belle del pianeta
10 – Mauritius
Seppur se ne parli al plurale, le Mauritius sono in realtà una sola isola, che si trova al largo delle coste africane in pieno Oceano Indiano. Lo scenario che si presenta è quello tipico dell’isola incontaminata: animali di rara bellezza, folta vegetazione, spiagge bianche e mare cristallino. Ogni anno quest’isola viene visitata da migliaia di turisti da tutto il mondo.
Le Palawan sono delle isole appartenenti all’arcipelago delle Filippine, scoperte da Magellano nel 1521. In queste isole si trovano tantissime specie animali in via d’estinzione, spiagge stupende e ben due siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO: il fiume sotterraneo Puerto-Princesa e il parco marino del Tubbataha Reef.
Isola di Sant’Elena
12 – Sant’Elena, Territorio d’Oltremare Britannico
L’isola di Sant’Elena si trova al largo della costa africana, sponda Oceano Atlantico, e tutti noi la conosciamo come l’isola dove fu esiliato e morì Napoleone Bonaparte. Se è vero che l’isola deve molto del suo turismo alla triste fine dell’imperatore francese, è altrettanto vero che Sant’Elena ha molto di più da offrire: animali protetti, tanta vegetazione, sole, mare e tranquillità.
Zanzibar in Tanzania
13 – Zanzibar, Tanzania
Quest’isola della Tanzania è conosciuta con il nome Zanzibar, che però si riferisce alla capitale, Zanzibar City, chiamata anche Stone Town. In realtà, si chiama Unguja ed è l’isola principale di questo arcipelago tanzaniano, che offre natura incontaminata, spiagge bianche e mare cristallino.
Alla scoperta delle meraviglie della Sardegna
14 – Sardegna, Italia
Altra bellezza italica che conosciamo benissimo è la Sardegna. Nota in tutto il mondo come luogo di vacanze di VIP e imprenditori, la Sardegna è molto di più della celebre Costa Smeralda: tanti scavi archeologici di civiltà antiche e misteriose, cale nascoste, buon cibo e tradizioni intramontabili.
Islas Mujeres, in Messico
15 – Islas Mujeres, Caraibi
Questa deliziosa isola si trova nel mar dei Caraibi e appartiene al Messico. L’isola ha una lunghezza di circa 5 km per cui è facile ricorrerla a piedi o in bici e visitare le sue bellissime spiagge. In questo paradiso tropicale potrai rilassarti al massimo e goderti un cocktail sulla spiaggia!
Ibiza, un gioiello spagnolo
16 – Ibiza, Spagna
Quando pensiamo al divertimento e alla movida, non può non venirci in mente un’isola spagnola: Ibiza. Appartenente all’arcipelago delle Baleari, Ibiza è molto di più di movida e festa: oltre alle discoteche più importanti d’Europa, offre calette nascoste, piccoli villaggi di pescatori e tanti reperti naturalistici e storici.
Il fascino delle Isole Lofoten
17 – Lofoten, Norvegia
Si tratta di isole molto diverse dal resto della classifica, ma altrettanto belle. Con i loro paesaggi mozzafiato con imponenti montagne e coste frastagliate, le Lofoten sono sicuramente tra le isole più belle del mondo. Qui, si possono osservare fenomeni naturali incredibili, come il sole di mezzanotte e l’aurora boreale. Tra le più visitate: Hamnoy, Austvågøy, Sakrisøy, Gimsøya e Moskenesøya.
Le bellissime isole di Whitsunday
18 – Whitsunday Islands, Australia
Le Whitsunday Islands sono probabilmente le isole più selvagge al mondo. Si tratta di un arcipelago racchiuso in un raggio di 50 km, al largo del Queensland, in Australia, e vantano tutte una florida vegetazione che si alterna alla barriera corallina. Alcune delle Whitsunday Islands hanno popolazioni indigene, altre sono addirittura disabitate.
Sicilia, un’isola ricca di cultura e paesaggi mozzafiato
19 – Sicilia, Italia
Sicuramente non ti sorprenderà che la Sicilia si trovi nel nostro elenco delle isole più belle del mondo. Quest’isola straordinaria presenta zone di natura incontaminata a città attrezzate per la movida, mentre che nelle sue strade si respira la storia delle popolazioni che nel corso dei secoli l’hanno vissuta. Il tutto è circondato da uno dei mari più belli del mondo!
L’isola di Fernando de Noronha in Brasile
20 – Fernando de Noronha, Brasile
Fernando de Noronha appartiene all’arcipelago brasiliano del distretto di Pernambuco. L’isola più grande, che da anche il nome all’intero arcipelago, fu scoperta da Amerigo Vespucci nel 1503, mentre dal 2001 è diventata parco naturale e patrimonio UNESCO. Si tratta forse dell’unica isola “a numero chiuso” del mondo: ogni giorno, infatti, non possono pernottarvi più di 700 persone.
Quali sono le altre isole più belle da visitare?
Sia nella nostra classifica, sia da quella stilata da Travel+Leisure non sono presenti tantissime isole, che pure meriterebbero di essere citate. Vi presentiamo in questo paragrafo un breve elenco di eccellenti escluse che, seppur non vantano copertine di riviste specializzate, rimangono angoli di paradiso in terra.
Isola di Pasqua: situata al largo del Cile, famosa per le gigantesche ed enigmatiche statue chiamate Moai;
Isola di Malapascua: appartenente alle Filippine, nelle sue acque si possono ammirare i rarissimi squali volpe;
Skye: isola scozzese caratterizzata da alte scogliere e antichi castelli;
Komodo: isola dell’Indonesia dove vivono i più grandi rettili al mondo, i draghi di Komodo;
Isle Royale: isola dei grandi laghi del Michigan, negli Stati Uniti, famosa per la sua fauna selvatica;
Socotra: isola dello Yemen, oasi naturalistica di primissimo livello;
Isle of Man: isola del Regno unito dalla storia millenaria;
Jeiu: isola della Corea del Sul dalla caratteristica sabbia nera;
Moorea: isola della Polinesia Francese, che vanta mare azzurro e resort di lusso.
Tempo bello ma non troppo afoso, spiagge deserte, aerei con ottime tariffe e resort scontati. Ecco perché raggiungere gli atolli in luglio e agosto può essere piacevole e vantaggioso.
Non esistono più le mezze stagioni. Ma neppure quelle intere, almeno quando si parla di Maldive. Gli atolli più azzurri del mondo, un tempo ambitissimi per una pausa invernale sotto il sole, ora rivoluzionano il calendario delle vacanze. In estate costano molto meno e – a sorpresa– regalano un clima piacevole. Se infatti durante l’inverno molti sfortunati hanno infilato un giorno dietro l’altro di pioggia, i viaggiatori che si sono lanciati in una settimana di vacanza in giugno o luglio sono tornati abbronzati e sorridenti.
Qualche pioggerella pomeridiana o notturna ma niente di più. Di giorno un piacevole venticello – ottimo per chi vuole fare sport – e cielo limpido. Niente caldo afoso. Temperature che sia aggirano intorno ai 30 gradi e un sapore magico e struggente. Niente a che fare con l’ansia da divertimento forzato di Natale e capodanno.
I colori delle Maldive in estate Sun Siyam Iru Fushi
Oltre alla sorpresa meteorologica partire in estate verso le Maldive ha i suoi indubbi vantaggi: i “pacchetti”, o comunque le tariffe di hotel e resort, sono decisamente più convenienti. Con sconti sono al 50% per i vari servizi. Non solo. Gli aerei con destinazione Male sono molto meno affollati di quelli verso le più tradizionali isole greche o italiane. Per chi non si è ancora organizzato vale dunque la pena di preparare la valigia e cliccare sulle offerte last minute.
Aerial Yoga Sun Siyam Olhuveli
Niente Svapo negli atolli
Prima di fare la valigia una raccomandazione utile agli amanti di svapo. Se i turisti all’entrata nel Paese avranno un dispositivo per lo svapo non verranno multati né sarà negato loro l’ingresso nel Paese. I dispositivi verranno però confiscati alla dogana e restituiti alla loro partenza verso casa. Conviene forse lasciarli direttamente in città.
Cosa si fa alle Maldive in estate
Pronti ad accogliere anche molte famiglie, che in agosto più facilmente raggiungono gli atolli causa le lunghe vacanze scolastiche, i resort si organizzando offrendo ai viaggiatori svaghi adatti a ogni età. Per gli animi forti c’è la possibilità di nuotare tra gli squali. Per le appassionate di favole l’occasione di trasformarsi in sirene. E naturalmente tanto yoga.
Sun Syam Iru Fushi yoga in spiaggia
Per non parlare del benessere. Sempre più le vacanze maldiviane sono un’occasione per rimettersi in forma strizzando spesso un occhio ai trattamenti ayurvedici della vicina India. Per assaporare al meglio lo spirito locale e non farsi travolgere dal turismo la cosa migliore è recarsi in una struttura 100% maldiviana. Per chi punta al risparmio ci sono moltissime guest house gestite da locali. Strutture semplici, ma comunque affacciate sul mare, permettono di godere di una vacanza immersi nella natura. Si possono consultare vari siti come “maldivesinguesthouse” e “mondomaldive” che mettono i turisti in contatto diretto con i gestori.
Il resort per tutte le tasche
Per chi punta invece al classico resort c’è il Sun Siyam Olhuveli, che fa parte del gruppo alberghiero 100% maldiviano Sun Siyam Resorts, e si trova in un “punto mare” tra i più belli delle Maldive ed è considerato come uno dei migliori luoghi per le immersioni per la varietà e quantità di pesci e i coralli. In pratica sono 3 isole in una collegate da ponticelli. I prezzi? Le prime due sono adatte alle famiglie e offrono tariffe anche a metà prezzo per la nostra estate. La catena alberghiera è in prima linea per operare in modo sostenibile e responsabile. Con il programma Sun Siyam Cares mette in atto diverse iniziative – reduce, reuse, recycle – per ridurre l’impatto ambientale delle sue attività. Per chi sogna una vacanza nel blu – accompagnati dalla bravissima e paziente Victoria – c’è lo snorkeling safari lungo la barriera che circonda il resort, ricchissima di pesci e coralli, a pochi metri dalla riva. Per chi è in cerca di adrenalina pura, c’è l’escursione allo shark point snorkeling all’atollo di Vaavu, le cui acque sono il luogo preferito di squali nutrici.
Nuotare tra gli squali nei Sun Siyam resort
Si può partecipare a pesca all’alba e tramonto (i pesci poi vengono liberati). Uno spettacolo emozionante è quello delle mante che frequentano le acque ricche di plancton, microorganismi che, come accade per le falene, sono attratti dalla luce. I subacquei più curiosi possono immergersi in uno degli oltre 50 punti di immersione dove avvistare squali balena, tonni, squali, aquile di mare, pesci vela, mante e tartarughe, e canali con incredibili formazioni coralline e un’incredibile varietà di pesci di barriera.
Iru Fushi il_Garden_Beaches
Al Sun Siyam Olhuveli è possibile diventare sirene, almeno per un giorno. Il mermaiding è una disciplina acquatica che riproduce il nuoto delle sensuali figure mitologiche metà donna e metà pesce. Possono farlo tutti, anche i bambini, forniti di monopinna flessibile che si indossa come una guaina dai fianchi fino ai piedi.
il mermaiding al Sun Siyam Olhuveli
Si può iniziare con una lezione in piscina o direttamente in mare, per apprendere come muoversi pinneggiando. E a proposito di bimbi un’area del Sun Siyam Olhuveli, è dedicata ai più piccoli: il Kid’s Club Maakanaa, il nome in maldiviano dell’airone tipico dell’arcipelago, con piscina dedicata e sdraio e ombrelloni taglia bimbi nella zona all’aperto e con camere per il riposino e per i giochi. Una curiosità: al Sun Siyam Olhuveli è appena stata inaugurata la piscina più lunga delle Maldive, per 210 metri la piscina dei record corre parallela alla spiaggia.
La piscina più lunga delle Maldive Sun Siyam Olhuveli
La vacanza adults only
Voglia di privacy e tranquillità totale? Situato su una delle tre isole tropicali dove sorge Sun Siyam Olhuveli c’è il “Romance” il primo resort adults, esclusivamente riservato a un pubblico adulto, in particolare alle coppie, agli sposi in luna di miele e a chi desidera rinnovare i voti o celebrare anniversari importanti: una sorta di isola a parte, con sistemazioni e servizi dedicati a chi viaggia in due. È possibile anche organizzare una cerimonia nuziale simbolica direttamente in loco, con scambio degli anelli sulla spiaggia con sottofondo della musica delle onde. Ad accogliere gli ospiti e a metterli a proprio agio ci pensano Florante e Zian, efficientissimi e sempre sorridenti. Una serata più romantica delle altre è quella al Romance Restaurant in mezzo al mare.
Non solo mare all’Iru Fushi
Spirito local anche per il Sun Siyam Iru Fushi che si trova sulla estremità meridionale dell’atollo di Noonu e dista 45 minuti di volo panoramico in idrovolante da Malé. Ad accogliere gli ospiti uno staff soprattutto al femminile con le magiche Myla e Arjola in prima fila per risolvere ogni problema. Per venire incontro alle esigenze proprio delle famiglie c’è un programma che si chiama Kids are Kings con un kid club. Per gli appassionati di immersioni, il diving centre certificato organizza uscite in mare per esplorare la barriera corallina dove si trovano mante, squali nutrici e leopardo che nuotano tra le “thila” le formazioni coralline che dal fondale dell’atollo si ergono fino a 5 metri dalla superficie dell’acqua.
IruFushi_DiveCentre
Per la loro buffa conformazione vengono anche chiamate Alberi di Natale e sono abitate da centinaia di pesci di barriera. Si può partecipare a crociere al tramonto per avvistare i delfini, a uno snorkeling safari o alle nature walk, le passeggiate nella vegetazione tropicale dell’isola alla scoperta dell’incredibile varietà di fauna e flora, accompagnati da esperti locali. Per quelli che hanno meno dimestichezza con l’acqua c’è qualcosa da fare anche a terra: lezioni di artigianato per scoprire che, da una semplice foglia, una conchiglia o un pezzo di legno si possono creare cesti, cappelli da sole o ventagli. Il tutto a chilometro 0. Per gli appassionati di cucina c’è anche un corso di cucina maldiviana: un mix tra India, Cina, Asia ed Africa dai sapori molto delicati.
lezione di cucina sulla spiaggia dell’Iru Fushi
Infine, per chi punta a tornare in Italia in forma migliore, nella spa si effettuano oltre 140 trattamenti utilizzando tecniche orientali, comprese quelle specifiche dei guaritori maldiviani.
La spa per i trattamenti cinesi al Sun Siyam Olhuveli
La spa è una sorta di isola nell’isola: 20 cabine circondate dall’acqua dove fare trattamenti di ogni parte del mondo: balinesi, indiani, cinesi, maldiviani, thailandesi e persino norvegesi. Un medico ayurvedico del Kerala, il dottor Rahul, guida gli ospiti sui trattamenti maggiormente indicati per il loro benessere e può seguire anche un Panchakarma, cioè un antico programma indiano di una settimana che mira alla rimozione profonda e radicale di tossine dall’organismo.