Poltu Quatu, tra mare, yoga e cucina una meta da film per l’estate 2025

Poltu Quatu, tra mare, yoga e cucina una meta da film per l’estate 2025

Inedite visioni, energia e progetti internazionali: il “porto nascosto” tra Porto Cervo e Baja Sardinia si trasforma e ridefinisce l’idea di vacanza sulla costa nord dell’isola. E’ stato anche la location della serie “A casa tutti bene”.

Appassionati di design, architettura, sport, buona cucina e divertimento hanno una nuova destinazione da segnare sulla mappa: Poltu Quatu, il ‘porto nascosto’, si presenta con una veste e un’identità rinnovate, diventando il punto di riferimento delle vacanze estive, leggere, informali. Nato alla fine degli anni ’80, il villaggio abbraccia uno stile mediterraneo: linee curve, intonaci bianchi, una piazzetta centrale e il porticciolo, la Marina dell’Orso, di fronte a Caprera e alle altre isole dell’arcipelago. Una location scenografica, scelta anche per film e serie TV, tra cui la seconda stagione di “A casa tutti bene”, diretta da Gabriele Muccino, che oggi si presenta con nuova voce ed energia.

 

Tra benessere e cultura

Il borgo, dopo l’importante intervento di riqualificazione, riapre con un nuovo resort, diversi ristoranti, beach club, un’area dedicata al benessere e una proposta lifestyle per una vacanza di qualità, senza ostentazione. Oggi Poltu Quatu è il nuovo meeting point della costa: un luogo dove soggiornare, attraccare con la barca, passeggiare. Ma non solo. La destinazione accoglie i suoi visitatori come un vero Hub culturale e artistico, che coinvolge i turisti in esperienze che abbracciano ogni sfaccettatura della vacanza in chiave lifestyle. Si viene per un giro di shopping, per visitare gallerie d’arte contemporanea, allenarsi con la vista sul mare o rilassarsi alla spa. E ogni sera, grazie ad una proposta gastronomica internazionale, Poltu Qualtu offre un’esperienza diversa. E ancora: gli ospiti del borgo possono partire dalla Marina dell’Orso alla volta dei beach club di Poltu Quatu per fare escursioni e vivere momenti di relax nei luoghi più suggestivi della costa.

 

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Ospitalità ed eventi

Ricco il calendario delle attività pensate per accogliere anche gli ospiti che non hanno necessità di pernottare, ma che all’interno del resort che esprime la vera anima del borgo possono incontrare personeprendere un aperitivoandare a cena o partecipare agli happening che si susseguono dalla mattina fino a tarda sera.

La ristorazione

Cucina Mediterranea dal tocco internazionale, intrattenimento e ristorazione sono il punto forte dell’offerta di Poltu Quatu. Lungo la passeggiata che dalla piazzetta sopraelevata sul mare attraversa il ponticello della darsena e continua lungo la Marina dell’Orso, è possibile scegliere tra cucine e atmosfere diverse, tutte di grande qualità. La promessa? Cucina mediterranea dal tocco internazionale, spazio per socializzare, cocktail dagli ingredienti originali e fuori dagli schemi. E molte altre novità: dalla pizza d’autore fino all’incontro riuscito fra la tradizione giapponese e sapori italiani in un menu che promette di sorprendere. E per gli amanti della griglia una storica churrascaria trasferita da Porto Cervo, e la rinnovata caffetteria proprio al centro della piazza, animata tutto il giorno e cuore conviviale del borgo grazie alla proposta all-day dining sotto la regia di un noto chef stellato.

Sport e benessere

Poltu Quatu dedica al benessere un’ampia area con vista sul porto. Il wellness club ed il suo team di trainer esperti segue gli ospiti in allenamenti ad hoc. E non manca una zona dedicata allo yoga e al mat e reformer pilates, con corsi individuali o di coppia. Gli amanti di tennis e padel possono divertirsi all’Academy dedicata a questa disciplina, scegliendo fra lezioni private o di gruppo, clinic settimanali e allenamenti su misura con coach certificati.

Uno sguardo al futuro

Il rilancio di Poltu Quatu è solo all’inizio di un piano di sviluppo a lungo termine. Nei prossimi anni il borgo continuerà a evolversi grazie a nuove aperture, eventi, collaborazioni e progetti culturali, candidandosi a diventare una delle destinazioni più dinamiche e interessanti del Mediterraneo.

Cascata in Antartide

Cascata in Antartide

Nel cuore dell’Antartide, sul ghiacciaio Taylor nelle Valli Secche, si svolge uno dei giochi naturali più inquietanti e affascinanti al mondo. Davanti a un ghiacciaio bianco latte, si trapunta una cascata di liquido rosso scuro che sembra sangue appena versato. Blood Falls è così drammatico che i primi esploratori pensavano di assistere a un omicidio cosmico commesso dalla natura stessa.

Questa cascata sanguinosa è un mistero assoluto per oltre un secolo. Quando il geologo australiano Griffith Taylor lo scoprì nel 1911, pensava che il rosso derivasse da alghe rosse nel ghiaccio. Per decenni, gli scienziati hanno cercato di spiegare perché un ghiacciaio polare versa sangue, ma la verità si è rivelata molto più spettacolare di qualsiasi teoria.

Sotto il ghiacciaio Taylor si trova uno degli ecosistemi più estremi della Terra. Quasi 400 metri sotto il ghiaccio c’è un lago sotterraneo isolato dal mondo esterno da 1,5 milioni di anni. Quest’acqua antica contiene un’incredibile concentrazione di ferro – 20 volte più del normale oceano. Se quest’acqua ricca di ferro riesce a penetrare attraverso le crepe del ghiaccio e a raggiungere la superficie, il ferro si ossida immediatamente a contatto con l’aria e si trasforma in ruggine liquida color sangue.

Ma la scoperta più sorprendente è che in questo lago sotterraneo ghiacciato ci sono microrganismi che si sono evoluti in modo del tutto unico. Questi batteri sopravvivono senza luce solare, ossigeno e meno temperature e si nutrono esclusivamente di ferro e zolfo. Sono letteralmente i vampiri microbici del pianeta che trasformano il metallo in energia vitale e producono questa cascata di “sangue” come effetto collaterale del loro metabolismo alieno.

Blood Falls è una finestra su un tipo di vita che potrebbe esistere su altri pianeti ghiacciati come Europa o Encelado. La prova che la vita può sopravvivere nelle condizioni più impossibili, e che il nostro pianeta nasconde ecosistemi di sorprendente alienazione, anche in luoghi che sembrano completamente sterili. Quando vedi questa cascata rossa che erutta dal ghiaccio bianco, non vedi solo un fenomeno geologico, ma vedi il sangue di un mondo sotterraneo che si è evoluto nel silenzio e nel buio nel corso di milioni di anni.

In aumento gli italiani che scelgono di noleggiare una barca

In aumento gli italiani che scelgono di noleggiare una barca

L’Italia ha segnato +20% sulla piattaforma specializzata Samboat. Destinazioni preferite sono Grecia, Croazia, Spagna e Francia.

Cresce la voglia di andar per mare nel Belpaese. Lo registra Samboat, azienda fondata nel 2014, con sede a Bordeaux, specializzata nel noleggio di barche, con o senza skipper, per i privati. La piattaforma collega i proprietari di barche con i locatari in 76 Paesi, offrendo una flotta di oltre 50mila imbarcazioni, tra vele, catamarani, motoscafi e yacht a motore.

L’Italia, spiega Nicolas Cargou, cofondatore e ad della società, «ha registrato una crescita del +20% su Samboat lo scorso anno, confermando il forte slancio del mercato sia dal lato dell’offerta che della domanda. Si tratta di un mercato fortemente nazionale, con oltre l’80% delle prenotazioni effettuate da italiani stessi, spesso fedeli a zone di crociera familiari come Sardegna, Sicilia, Napoli e Costiera Amalfitana. Porti come Porto Rotondo, Castellammare del Golfo e Palermo sono in cima alla lista delle prenotazioni estive, considerando anche il mese di settembre 2025».

Destinazioni soprattutto europee

Tra gli italiani che viaggiano all’estero, «le destinazioni preferite, quest’anno – prosegue Cargou – includono Grecia, Croazia, Spagna e Francia. Nel complesso, le prime tre europee, in termini di volume, da giugno a settembre 2025, sono Francia, Spagna e Italia, un trio che guida la stagione sulla piattaforma. Dopo gli italiani, le nazionalità più presenti in Italia, tramite Samboat, sono la francese e la tedesca». Un recente studio dell’azienda francese ha anche rilevato che l’età media dei noleggiatori, in Italia, è di 45 anni, con una tendenza alle uscite in gruppi, composti generalmente da 4 persone per imbarcazione.

Guardando al futuro, Cargou sottolinea che «stiamo assistendo a un crescente interesse per esperienze più immersive ed esotiche. La Thailandia, ad esempio, sta guadagnando terreno come destinazione a lungo raggio, per i viaggiatori che cercano un legame più profondo con la natura e la cultura locale. Allo stesso tempo, Dubai si sta affermando come meta molto richiesta per fughe veloci, lussuose e memorabili. Anche i Caraibi continuano a essere una meta ambita per le crociere, soprattutto in inverno. In definitiva, il nostro ruolo è quello di collegare entrambi i lati del mercato: portare i viaggiatori dove si trovano le navi, ma soprattutto, dove sognano di vivere un’esperienza unica. È qui che continueremo a investire: nell’allineamento dell’offerta con le aspettative in continua evoluzione dei viaggiatori».

Obiettivo 100 milioni

Samboat nel 2024 ha gestito «quasi 60 milioni di euro in volume – precisa l’ad -registrando un leggero aumento, rispetto all’anno precedente. E siamo riusciti a incrementare i nostri margini, grazie a una migliore monetizzazione, offerte a valore aggiunto e una distribuzione ottimizzata. Il nostro obiettivo è di sorpassare i 100 milioni di euro di volume online e di superare, rapidamente, i 10 milioni di euro di fatturato, nei prossimi due anni. Abbiamo gettato le basi e l’accelerazione è in corso». I principali mercati dell’azienda oggi includono Francia, Spagna, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. «Questi Paesi – conclude Cargou – rappresentano il nostro target principale e abbiamo creato team locali per gestirli al meglio».

Le isole più remote e selvagge del mondo: 10 paradisi da scoprire, dalla Norvegia, passando per le Seychelles fino alle Isole del Pacifico

Le isole più remote e selvagge del mondo: 10 paradisi da scoprire, dalla Norvegia, passando per le Seychelles fino alle Isole del Pacifico

Nel mondo sono ancora moltissime le isole inesplorate o poco raggiunte dal turismo di massa. Luoghi dalla straordinaria bellezza, spesso incontaminata e rimasta quasi del tutto intatta.
Ecco qui, allora, 10 paradisi tutti da scoprire.

Pitcairn, lo Stato meno popolato al mondo

Nella parte più remota (o quasi) dell’Oceano Pacifico si trovano le Pitcairn Islands, dove ancora oggi vivono i discendenti degli ammutinati del Bounty. Si tratta di un arcipelago, di quattro isole vulcaniche, di cui solo una è abitata, Pitcairn, sede anche della Capitale, che dà anche il nome all’arcipelago. Una curiosità: questo è lo Stato meno popolato al mondo.

Canton, un piccolo Eden nell’arcipelago della Fenice

Nell’arcipelago della Fenice, nell’Oceano Pacifico, si trova un posto incantevole dove il mare è azzurro e cristallino. Si tratta di Canton, un piccolo atollo appartenente alla Repubblica di Kiribati. Qui vicino si possono ammirare anche due barriere coralline sommerse. Un vero spettacolo naturale.

Nelle Svalbard c’è Hopen, un paradiso tra ghiacci e vento

Hopen è una piccola isola remota che si trova nell’estremo sud-est delle Svalbard, in Norvegia. Un piccolo paradiso, parte di una Riserva naturale, con onde che si infrangono spesso pesantemente sulla costa, spesso ghiacciata. Uno spettacolo della natura, ideale per chi cerca luoghi totalmente inesplorati.

Cocos Island, un paradiso naturale

A 7 km a nord di La Digue, si trovano le Isole Cocos, un piccolo gruppo di isole che spaziano nell’arcipelago delle Seychelles. Completamente disabitato, Cocos è un paradiso incontaminato dove vivono specie rare di uccelli e farfalle. Il mare, cristallino e puro, rende questo posto una vera meraviglia della natura.

Rapa Iti, una bellezza tra mare e monti

Rapa Iti è la più grande e remota isola abitata delle Isole Bass nella Polinesia francese. Qui il paesaggio alterna mari e monti: le montagne circondano la baia e la proteggono, come un piccolo gioiello, da sguardi indiscreti. Non lontano da qui, inoltre, si trovano i piccoli isolotti di Martotiri, completamente disabitati.

Bouvet, un’isola vulcanica sub-antartica

Un’isola vulcanica sub-antartica, nel sud dell’oceano Atlantico, quasi interamente ricoperta dal ghiaccio. Ecco come si presenta Bouvet, nella parte meridionale del Capo di Buona Speranza, in Sudafrica. Di dipendenza norvegese, è considerata una delle isole più remote del pianeta.

Tristan Da Cunha, amata per il paesaggio e i suoi francobolli rari

Tra Africa e Sud America, nell’Atlantico meridionale, si trova l’Isola di Tristan da Cunha che dà il nome a tutto l’arcipelago costituito da altre quattro isole, le tre di Nightingale e quella di Gough. Gli abitanti qui sono meno di 300 e nessuno ama le nuove tecnologie. La loro fonte di reddito principale? La vendita di francobolli rari con il timbro dell’isola: i più richiesti dai collezionisti.

Un’isola di ghiaccio, ecco l’isola Pietro I

Completamente di ghiaccio, tranne d’estate dove si può scoprire un po’ di suolo, l’Isola Pietro I è un vulcano estinto che prende il nome dall’omonimo Zar russo. Rivendicata dalla Norvegia, non è eccessivamente distante dalla costa dell’Antartico occidentale.

Raivavae, la Bora Bora d’Australia

Nota come la “Bora Bora” delle isole d’Austrialia, Raivavae è una piccola isola montuosa che si trova a circa 700 km da Tahiti e a Sud del Tropico del Capricorno. Qui si trovano ancora antichi templi polinesiani tutti da scoprire, immersi in una vera meraviglia che si perde tra piccoli isolotti corallini dalle bellissime spiagge bianche.

Napuka, un piccolo arcipelago corallino

Nell’arcipelago delle Tuamotu, nella Polinesia francese, si trova Napuka. Si tratta di un piccolo atollo corallino anche conosciuto, insieme a Tepoto, come ‘Isola della Delusione’. Questo non per la bellezza dei luoghi, che fanno perdere il fiato, ma solo perché l’esploratore che le scoprì si trovò di fronte a nativi ostili. Un soprannome che è rimasto nel tempo ma che non gli rende affatto giustizia.

CNB 62 (18 m): la super barca per girare il mondo (anche in due)

CNB 62 (18 m): la super barca per girare il mondo (anche in due)

Il nuovo CNB 62 è la perfetta sintesi dello spirito di CNB. È una barca elegante, marina e capace di grandi performance grazie a una progettazione attenta all’ergonomia e alla praticità. Dal piano di coperta agli interni, progettazione e suddivisione degli spazi sono pensati per essere facilmente condotta da una coppia, ma con spazi adeguati a ospitare a bordo famiglia e amici in grande comodità.

Avere una barca di oltre 18 metri e poterla portare da soli o in coppia non è più un sogno. È questa la promessa del nuovo CNB 62, l’ultima creazione del cantiere francese, ora parte del gruppo Solaris, che vedremo in anteprima mondiale al prossimo Salone di Cannes. Un vero e proprio bluewater di lusso, pensato per chi vuole macinare miglia in oceano senza dover per forza imbarcare un equipaggio professionista.

CNB 62 è il bluewater di lusso che porti anche da solo

CNB 62 rappresenta una simbiosi perfetta“, afferma Vincent Arnaud, Brand Director di CNB, “è uno yacht progettato per armatori che si aspettano sia comfort che capacità, una vera barca da crociera d’altura che non scende a compromessi sull’eleganza“. Erede del famosissimo Bordeaux 60, il nuovo 62 piedi ne alza l’asticella. Il progetto, firmato ancora una volta da un mago delle carene come Philippe Briand, risponde a una domanda che molti armatori si pongono: qual è la barca più grande che posso gestire senza aiuto? Lo stesso Briand commenta: “CNB 62 è il degno successore del famoso CNB Bordeaux 60. La sua tenuta di mare è assicurata da uno scafo equilibrato e potente, combinato con un piano velico generoso“.

In coperta comanda la semplicità

Come si rende “facile” una barca così grande? Con soluzioni intelligenti. Prima fra tutte, la posizione delle timonerie, molto avanzate e a ridosso del pozzetto degli ospiti. In questo modo chi è al timone non è isolato e, soprattutto, ha tutte le manovre a portata di mano.

A liberare il pozzetto da ingombri e pericoli c’è poi un arco in carbonio su cui è fissato il trasto della randa. Per proteggersi dal sole o dal cattivo tempo, si può scegliere tra un bimini classico o un hard-top rigido che trasforma l’area del timoniere in una postazione protetta a 360 gradi, ideale per navigare comodi anche alle latitudini più fredde. A poppa non manca un garage per il tender (fino a un Williams di 2,85 metri) con apertura longitudinale, “l’unica soluzione praticabile per un facile varo del tender”, come sottolinea il cantiere.

Sottocoperta: una casa sul mare

Se fuori stupisce per la funzionalità, dentro il CNB 62 è una vera casa sul mare. Gli interni, disegnati da Jean-Marc Piaton, sono inondati di luce grazie alle grandi finestrature a murata e ai lucernari in tuga, un marchio di fabbrica di CNB. “Volevamo che gli interni riflettessero la libertà e la serenità della crociera oceanica“, spiega Vincent Arnaud. “Non si tratta di stravaganza, ma di armonia: un luogo dove l’armatore e gli ospiti si sentano veramente a casa, anche in mezzo all’oceano“.

Lo stile è elegante ma non sfarzoso, con legni chiari (rovere spazzolato), pelli e finiture opache, per creare un ambiente rilassante. Il salone è il cuore della barca, con un grande divano a U sulla sinistra e una zona carteggio sulla dritta. La cucina, aperta e super attrezzata, si trova verso prua.

La vera magia è nel layout a tre cabine. L’armatoriale occupa l’intera area a prua dell’albero, liberando “uno spazio senza precedenti per un’imbarcazione di 60 piedi“, come afferma Piaton. Qui si può persino integrare uno studio opzionale per chi non stacca mai la spina.

Le due cabine di poppa, entrambe con bagno privato, sono accessibili tramite un corridoio sul lato sinistro della barca, dato che il tabuccio si trova a dritta. E c’è una chicca: i letti della cabina di dritta sono su rotaie, per poterli configurare come matrimoniale o come due letti singoli. E se si cambia idea e si vuole un marinaio a bordo? Nessun problema, è disponibile un layout opzionale con cabina equipaggio ad accesso separato.

Come conclude Arnaud, CNB 62 ti offre “la libertà di andare ovunque, in assoluto comfort e bellezza“. Una barca capace di attraversare l’oceano, fare bella figura a Portofino e ancorare in una baia sperduta della Polinesia.

CNB 62 – Scheda tecnica

Lunghezza fuori tutto 18,47 m
Baglio massimo 5,30 m
Pescaggio 2,95  m
Superficie velica 196 mq
Motorizzazione Nanni 80 hp / Volvo D4 175 CV (opt.)
Serbatoio carburante 1000 l
Serbatoio acqua 800 l
Design esterni Philippe Briand Yacht Design
Design interni Jean-Marc Piaton
Cantiere CNB Yachts

Giro del Mondo in barca a vela

Giro del Mondo in barca a vela

Un giro del mondo in barca a vela è un’impresa ambiziosa che richiede preparazione, pianificazione e una buona dose di spirito avventurosoCi sono diverse opzioni per affrontare questa sfida, dalle regate competitive come il Vendee Globe e la World ARC, alle crociere più tranquille e personalizzate. 

Opzioni per un giro del mondo in barca a vela: 

  • Regate:
    • Vendée Globe: Una regata in solitario, senza scalo e senza assistenza, che circumnaviga l’Antartide. 
    • The Ocean Race: Una regata a squadre che attraversa diversi oceani e continenti. 
    • World ARC: Una regata di crociera che prevede soste in diversi porti e la possibilità di conoscere diverse culture. 
  • Crociera:
    • Si può organizzare un giro del mondo personalizzato, scegliendo la rotta, le soste e la durata in base alle proprie preferenze e al budget. 
    • È possibile partecipare a regate di crociera o organizzare il viaggio in modo indipendente. 
Fattori da considerare:
  • Tempo:

    La durata di un giro del mondo in barca a vela può variare da pochi mesi a più di un anno, a seconda del tipo di viaggio e della velocità della barca. 

  • Costo:

    I costi possono variare notevolmente in base alla scelta della barca, dell’equipaggio, della rotta e delle soste. 

  • Requisiti:

    È necessario avere una barca adatta, esperienza di navigazione e, nel caso di regate, requisiti specifici di ammissione. 

  • Rotta:

    La scelta della rotta è fondamentale e va ponderata in base alle condizioni meteorologiche, alle stagioni e ai paesi che si desidera visitare. 

  • Equipaggio:

    Un giro del mondo può essere affrontato in solitario, in coppia o con un equipaggio più numeroso. 

Consigli:
  • Pianificazione:

    È fondamentale pianificare con cura il viaggio, studiando la rotta, le condizioni meteo e le possibili soste. 

  • Formazione:

    È consigliabile seguire corsi di vela e di sicurezza in mare per affrontare al meglio le sfide del viaggio. 

  • Equipaggiamento:

    Assicurarsi di avere una barca adeguatamente attrezzata e di dotarsi di tutto il necessario per la navigazione e la sicurezza. 

  • Budget:

    Stabilire un budget realistico e tener conto di tutte le possibili spese. 

  • Esperienza:

    Acquisire esperienza di navigazione e familiarizzare con la propria barca prima di intraprendere un giro del mondo. 

Un giro del mondo in barca a vela è un’esperienza unica e indimenticabile che richiede impegno e dedizione, ma che può regalare emozioni e soddisfazioni incomparabili.