Così a Istanbul il design contemporaneo vive grazie allo splendido passato

Così a Istanbul il design contemporaneo vive grazie allo splendido passato

Non solo moschee suggestive e straordinarie architetture romane, bizantine e ottomane: la perla del Bosforo oggi è uno specchio del presente grazie a nuove realtà, architetture futuristiche, musei all’avanguardia, quartieri rinnovati, biennali ed esposizioni.

Istanbul non è più soltanto un ponte. Per secoli la città che fu Bisanzio e poi Costantinopoli, è stata il ponte per eccellenza: tra Oriente e Occidente, tra Islam e cristianesimo, tra antico e moderno. Oggi bastano pochi giorni tra le sue strade affollate da 17 milioni di abitanti, tra le salite ripide che collegano la città bassa a quella alta, tra gli affacci che si aprono improvvisi sul Bosforo luccicante, a farne riconoscere la nuova vocazione di metropoli che sperimenta e produce contemporaneità, che usa la cultura come leva per reinventare sé stessa, per ripensare il proprio ruolo nello scenario internazionale. Istanbul, forse, da ponte si è trasformata in un mosaico in movimento in cui nuovi attori e nuove realtà, architetture futuristiche, musei all’avanguardia, quartieri rinnovati, tensioni artistiche e culturali del presente si vanno ad incastrare nelle straordinarie testimonianze di un passato così ricco da essere ancora, e sempre, sorprendente.

Lungo la Istanbul Cultural Route

Hagia Sofia e la Moschea Blu, affollate ma irripetibili, come la splendida Cisterna Romana continuano ad incantarci e a toglierci il respiro ad ogni passo (e ad ogni visita) ma per immergersi in questa evidente trasformazione vale la pena cominciare dal l’AKM (Atatürk Kültür Merkezi) il centro culturale Atatürk della immensa piazza Taskim che, proprio come tanti edifici di questa città è andato distrutto per poi risorgere dalle sue ceneri.

«Progettato nel 1956 dall’architetto Hayati Tabanl?o?lu era nato per l’Opera di Istanbul e, quando venne inaugurato nel ’69, era considerato il quarto centro d’arte più grande del mondo – ci spiega Ay?em Ergino?lu che scorta magnificamente i turisti alla scoperta dell’anima di questa città con la passione e la disinvoltura di una navigata storica dei luoghi e che sarà il mio Caronte per traghettarmi tra i segreti di Istanbul. – Icona imprescindibile della città, venne ricostruito dopo un grave incendio del 1970 e in questa versione inaugurata nel ’77 è rimasto attivo fino al 2008. Ma è nel 2018 che il presidente Recep Tayyip Erdo?an e dal suo ministro della Cultura e del Turismo, Mehmet Nuri Ersoy immaginano di dargli nuovo lustro facendolo rinascere completamente ma conservando la riconoscibilissima facciata vetrata, dietro la quale si intravede la semisfera ricoperta da 15.000 ceramiche appositamente realizzate in smalto rosso fuoco che non può che evocare il rosso della bandiera turca».

Il nuovo Atatürk Kültür Merkezi, firmato da Murat Tabanl?o?lu, figlio del primo architetto, grazie alla cupola rossa che risalta anche nella notte, rappresenta davvero il cuore rosso di piazza Taksim. I suoi cinque edifici costruiti in meno di due anni e mezzo, includono la spettacolare Turk Telekom Opera Hall, dove si può assistere in uno dei suoi oltre 2000 posti a sedere a spettacoli di danza e di musica dal vivo, un teatro di prosa, una galleria, un cinema, una sala polivalente, una biblioteca (specializzata su musica, arte, architettura e design), un centro d’arte per bambini. In questi giorni e fino a fine anno si possono visitare le mostre Salvador Dali: Masterpieces of Surrealism at AKM Gallery e Henri Matisse: Towards a Simplification of Shapes at AKM Multi-Purpose Hall.

 

Ataturk Cultural Center (MgFilippi)
Ataturk Cultural Center 

 

L’energia di una città in continuo cambiamento

Ma è proprio partendo da piazza Taksim e scendendo lungo ?stiklal Street, l’arteria che conduce a Galata Tower nel cuore di Beyo?lu, che la città inizia a mostrarsi in tutta la sua inesauribile energia, caos sublime, secondo alcuni. ?stiklal Street, che significa viale dell’Indipendenza, infatti, accompagna la Istanbul Cultural Route, che si snoda tra edifici storici e moderni intrecciando arte, architettura, spettacolo. Come lo storico cinema Atlas, proprio a metà della grande arteria cittadina, che ha riaperto dopo un restauro completo e ora funge da cinema e da museo ed ospita attualmente, nell’ambito dell’Istanbul Cultural Route, la mostra The Art of James Cameron, dedicata al percorso creativo del regista di fama mondiale, che rimarrà aperta per sei mesi. Arrivare fino alla Torre di Galata, attraversando l’antico distretto di Pera, significa anche la possibilità di farsi completamente affascinare dal Pera Palace Hotel, concedendosi il lusso di immedesimarsi, con una tazza di tè nella mano e un pasticcino nell’altra, in Agatha Cristhie che proprio qui, nella famosa stanza 411, scrisse il suo Assassinio sull’Orient Express.

 

La Biennale di arte contemporanea (MgFilippi)
La Biennale di arte contemporanea 

 

E se anche non salirete nella sua suite, completa di biblioteca con i testi della scrittrice e di una replica della sua macchina da scrivere, per entrare nel ruolo basterà uno dei tanti divani illuminati dagli specchi di un soffitto così sontuoso da sembrare cinematografico. Splendido, nella sua semplice linearità, il complesso architettonico del Galata Mevlevihanesi (Loggia dei Dervisci) con la sua antica porta, che si incontra poco più avanti sempre percorrendo quella che un tempo si chiamava Grande Rue de Pera e che rimane ad oggi uno dei luoghi nevralgici della città. Superata la Torre di Galata, indubbiamente uno dei più famosi simboli della città e della presenza dei figli della Repubblica Genovese dove, pena una lunga fila, si può salire fino alla cima per una splendida vista del Bosforo, la discesa conduce da Beyo?lu a Kad?köy.

Il Tünel, l’antica funicolare sotterranea

In questo continuo rimando tra passato e presente, tra antico e moderno, si può approfittare del Tünel per far riposare le gambe e scoprire l’orgoglio con cui i turchi conservano la prima linea funicolare della città. Un vagone rosso e bianco, un minuto e mezzo e circa di percorso netto e due sole stazioni (partenza e arrivo) che, oltre a raccontare la storia di quest’opera inaugurata nel 1875 come la seconda più antica linea sotterranea urbana al mondo dopo la metropolitana di Londra, collegano l’alto e il basso e sostituiscono una sfilza infinita di gradini o di viuzze in discesa ripida, come la bella Bankalar Caddesi, la via delle banche, dove vale la pena di fermarsi per un caffè (o per un drink) da Salon Galata, un locale restaurato nel 2021 con legno originario del Mar Nero che vi folgorerà con due splendide fotografie di Ara Güler, forse il più famoso fotografo turco che qualcuno ricorderà anche grazie alla retrospettiva che si tenne in Italia al Museo di Roma in Trastevere nel 2020. Le sue immagini in bianco e nero restituiscono una Istanbul sgranata e malinconica dal fascino insuperabile che gli valsero il soprannome di “Occhio di Istanbul”.

Biennale d’arte, una porta sul contemporaneo

Il contemporaneo ritorna prepotentemente sul percorso della Cultural Route grazie alle varie sedi espositive della Biennale d’Arte di Istanbul che si incontrano, ormai in piano, procedendo verso il Galaport, il grande intervento di riqualificazione del porto storico affacciato sul Bosforo.

 

Gatti tra i vicoli di Istanbul (MgFilippi)
Gatti tra i vicoli di Istanbul 

 

La Biennale di Arte Contemporanea di Istanbul rappresenta un punto di riferimento imprescindibile in questa scoperta di una città che non esaurisce la bellezza nel suo maestoso passato che pure, non dimentica mai di apparire in qualche angolo sotto forme di mosche, di bazar o di hammam disseminati in tutta la città. Organizzata dalla IKSV (Fondazione per la Cultura e le Arti di Istanbul), la Biennale si è affermata negli anni come una delle più importanti del panorama internazionale. Non solo per la qualità degli artisti coinvolti, ma perché è riuscita negli anni a rendere protagonisti temi sempre più attuali come identità, migrazione, ecologia, memoria, spazio pubblico.

La scelta delle sedi espositive – spesso spazi industriali riconvertiti, edifici storici, o zone periferiche – contribuisce ogni anno a dare nuovi contorni alla geografia culturale della città, riuscendo a portare spesso l’arte là dove prima non c’era. È il caso, ad esempio, del Külah Fabrikas? che Ay?em ci porta a scoprire nascosta tra i vicoli coloratissimi e affollati di Karaköy, dalla sua facciata in mattoni grezzi ricoperta di graffiti. «Lo spazio espositivo – ci racconta – un tempo era uno stabilimento per la produzione di coni gelato. Oggi è diventato uno spazio di sperimentazione culturale diversificata che ha portato in mostra in questi giorni in occasione della Biennale, le opere di Doruntina Kastrati e di Claudia Pagès Rabal».

Galataport e il Museo di Renzo Piano

Per attraversare le linea del reticolo di stradine che si estende verso il porto, si può agevolmente sfruttare il passaggio del Faruk Güllüo?lu a Karaköy per assaggiare, a pochi passi dal lungomare, un’infinita declinazione di baklava dolci e salate, rituffandosi per un momento nella tradizione antica e mai abbandonata della pasticceria più dolce del pianeta. È solo un tuffo, anche se di estrema dolcezza, nel passato ancora attuale. Perché a pochi passi arriva l’Istanbul Modern, il museo firmato da Renzo Piano, che si presenta come un altro tassello di quel mosaico in movimento, capace di raccontare una città viva, complessa e in perenne trasformazione.

Il Galataport, concepito come un hub multifunzionale che unisce terminal crocieristico, spazi commerciali, ristoranti, uffici e aree pubbliche, è indubbiamente il volto di una città che guarda al futuro. «Ha restituito agli abitanti – ci spiega Ay?em – un’area chiusa e fatiscente da duecento anni»

 

Ataturk Cultural Center (MgFilippi)
Ataturk Cultural Center 

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E nel cuore del Galataport, che spaventa con la sua ambizione di attrarre, con il primo terminal crocieristico sotterraneo al mondo, «circa 1,5 milioni di passeggeri via mare e, più in generale, 25 milioni di visitatori all’anno, di cui 7 milioni di turisti stranieri» che si staglia l’opera architettonica del nostro Renzo Piano, vero simbolo di questa trasformazione. L’Istanbul Modern, il Museo d’Arte Moderna di Istanbul che, inaugurato nel 2023, sorge proprio sul lungomare di Karaköy. Ay?em ci spiega con passione come Renzo Piano abbia voluto nel suo progetto omaggiare e rendere protagonista il Bosforo che, a pochi passi, diventa mare e specchio, fonte di luce e di riflessi che trovano spazio nell’architettura sobria e luminosa in un dialogo armonioso che crea un affascinante paesaggio marittimo e urbano. La collezione, all’interno, spazia dal moderno al contemporaneo, con particolare attenzione alla produzione artistica turca, ma molti sono anche gli artisti internazionali che trovano spazio nelle sue sale.

L’arte dove si costruivano palle di cannone

Poco distante, basta attraversare la piazza che che connette al parco di Tophane, è ad accogliere i visitatori c’è un altro bellissimo esempio di architettura storica dal passato millenario riadattata ad accogliere il contemporaneo. É il MSGÜ Tophan-i Culture and Art Center che fino alla fine dell’anno accoglie, nell’ambito della Istanbul Cultural Route la mostra le fotografie di Steve McCurry per la mostra Haunted Eye Exhibition.

La storia di questo centro culturale è esemplare: il sultano II Mehmet volle una fabbrica di fusione di palle di cannone e il Tophane-i Amire divenne il luogo in cui venivano prodotte per l’esercito e la marina ottomana. Dopo il 1850, l’edificio divenne il centro dell’industria e del commercio di armi. Oggi racconta l’anima di questa città che ha saputo trovare nella cultura e nel bello la spinta ad una nuova visione di sè, che nasce e finisce nel Bosforo che la circonda e la bagna come mille e mille anni fa e si muove al canto dei muezzin che gli altoparlanti, simbolo della modernità, diffondono ovunque.

 

Il Bosforo di notte (MgFilippi)
Il Bosforo di notte 
Cosa vedere in Islanda: i luoghi più belli da visitare

Cosa vedere in Islanda: i luoghi più belli da visitare

L’Islanda, terra magica dai paesaggi mozzafiato, presenta un’ampia offerta turistica grazie ai numerosi tour ed escursioni che conducono ai meravigliosi vulcani, alle splendide terme e cascate.

 

Reykjavík: la magica capitale dell’isola. Piccola ma vivace, la capitale offre attrazioni come l’emblematico Harpa Concert Hall, la Hallgrímskirkja (Chiesa di Hallgrímur), simbolo della città, e il Perlan.

  • Lago Mývatn: un piccolo angolo di paradiso dalla fauna eccezionale. Nella stessa area si incontrano i Mývatn Nature Baths, piscine termali dove immergersi e rilassarsi.
  • Circolo d’Oro: uno splendido itinerario di 300 km che attraversa soltanto alcuni dei luoghi più belli dell’Islanda. L’itinerario consente di ammirare le stupende cascate di Gullfoss, le sorgenti calde di Geysir e il meraviglioso Parco Nazionale di Thingvellir.
  • Laguna Blu: il centro termale più frequentato e più in voga in assoluto. Queste terme sono il luogo ideale dove rigenerarsi nelle calde e azzurre acque termali.

 

Altre attività e punti di interesse da non perdere sono:

 

  • Whale watching a Húsavík: dal piccolo villaggio di Húsavík partono svariati tour in barca dedicati all’avvistamento di balene. Un’attività consigliata agli amanti degli animali e a chi desidera lasciarsi affascinare da queste bellissime creature.
  • Skógafoss: una cascata spettacolare, una delle più importanti d’Islanda. È possibile raggiungere la cima attraverso una scalinata laterale per godere di una vista mozzafiato.
    Si dice che la cascata abbia un potere magico: chiunque si bagni nelle sue acque, ritroverà un oggetto perduto.
  • Thríhnúkagígur: l’Islanda è anche e soprattutto terra di vulcani.
    Il Thríhnúkagígur è un vulcano dormiente, l’unico in cui è permesso scendere fin nell’enorme camera magmatica.
  • Aurore boreali: se si sceglie l’Islanda come destinazione di viaggio, non è permesso perdersi l’affascinante spettacolo delle aurore boreali. Va specificato, però, che il periodo adatto per avvistare questo fenomeno è quello che va da settembre a metà aprile.

 

 

Reykjavík – Cosa vedere nella capitale islandese

 Reykjavík, città più grande e capitale dell’Islanda, è il posto perfetto per immergersi nell’atmosfera islandese. Nonostante le dimensioni ridotte, Reykjavík offre ai turisti diverse attività e attrazioni uniche.

 

Tra i principali punti di interesse appaiono:

  • Harpa Concert Hall: un emblematico edificio interamente realizzato in vetro nel vecchio porto della capitale islandese.
    I giochi di luce e i riflessi della costruzione permettono ai turisti di scattare fotografie eccezionali. Numerosi eventi e concerti vengono organizzati al suo interno ed è possibile assistervi.
  • Hallgrímskirkja: questa chiesa è l’edificio simbolo di Reykjavík.
    Si tratta di una struttura moderna, facilmente individuabile da ogni angolo della città. Salendo in cima alla torre di 75m è possibile approfittare di un panorama mozzafiato della città.
  • Museo Nazionale dell’Islanda: numerosi reperti e contenuti multimediali narrano la storia dell’Islanda dai primi insediamenti vichinghi ai giorni d’oggi.
    Al suo interno è possibile ammirare l’Esposizione permanente sulla conquista dell’indipendenza dell’Islanda (Making of a Nation).
  • Museo Marittimo Vikin: un museo incentrato sul mondo della pesca, attività di cui la capitale vive principalmente.
  • Perlan: un’imponente struttura dall’architettura estremamente moderna, con una grossa cupola di vetro. Salendo in cima all’edificio, una vista incredibile della città a 360° farà rimanere senza fiato.
  • Sun Voyager: la scultura emblematica della capitale la cui forma ricorda quella di un drakkar stilizzato, una nave vichinga.

Oltre alle principali attrazioni appena elencate, si consigliano altre attività:

  • Guardare l’aurora boreale: il periodo adatto per avvistare questo fenomeno spettacolare è quello che va da settembre a metà aprile. Naturalmente, a causa dell’illuminazione pubblica, lo spettacolo non sarà tanto suggestivo quanto in altre zone. Tuttavia, le luci della città non riescono a nasconderla completamente, quindi è possibile ammirarla anche da lì.
  • Birdwatching e whale watching: due attività obbligatorie per gli amanti della natura e i curiosi.
  • Passeggiata nel centro storico: percorrendo le vie principali del centro storico(Laekjargata, Laugavegur Street e Skólavörðustígur Street) sarà possibile apprezzare la bellezza e singolarità delle antiche case del posto. Locali e negozi di souvenir permettono, inoltre, soste piacevoli e momenti di shopping.
Ortahisar, il gioiello nascosto della Cappadocia

Ortahisar, il gioiello nascosto della Cappadocia

La Cappadocia, rinomata per essere una delle meraviglie naturali più straordinarie al mondo con i suoi iconici camini delle fate e i voli in mongolfiera, ha conquistato un altro riconoscimento internazionale. Ortahisar, un villaggio storico nel cuore della regione, è stato recentemente inserito nella lista dei “50 villaggi più belli del mondo” stilata da Forbes per il 2025, riaffermando lo status della Cappadocia come destinazione di incomparabile bellezza e importanza culturale.
Ortahisar è un luogo eccezionale che merita di essere inserito nella lista dei desideri di ogni viaggiatore che visita la regione. Si trova a circa sei chilometri da Ürgüp, il più grande insediamento della Cappadocia, e fonde la caratteristica architettura scavata nella roccia della Cappadocia con il suo antico castello e i cieli pieni di mongolfiere.

Il fascino senza tempo dell’architettura vernacolare

Riferendosi alla topografia vulcanica della regione, Forbes descrive Ortahisar come una città che sorge dalla terra della Cappadocia come un monolite dimenticato sotto un cielo basaltico striato di albicocca e cenere. Nel corso di milioni di anni, la pioggia e il vento hanno modellato i morbidi strati vulcanici creati dalle eruzioni dei monti Erciyes, Hasandağ e Güllüdağ, dando origine agli iconici camini delle fate della regione. E questo paesaggio unico, scolpito dalla natura e dal tempo, è diventato il segno distintivo dello scenario mozzafiato della Cappadocia.
Nel cuore della città sorge il Castello di Ortahisar, un imponente camino delle fate sotto mentite spoglie. Si ritiene che sia stato scolpito durante il periodo ittita, il castello presenta grotte, colombaie e tunnel labirintici ed è considerato uno dei primi insediamenti a più piani al mondo. Oggi è uno dei punti panoramici più alti della regione e offre una vista spettacolare.
Ortahisar vanta anche splendidi esempi di architettura vernacolare della Cappadocia raggruppati intorno alla sua base. Vicoli di pietra, fiancheggiati da bancarelle di albicocche e giardini di tè profumati di rose, si snodano verso valli panoramiche.
Storicamente, gli spazi di stoccaggio scavati in queste valli conservavano i prodotti locali, come mele, patate, arance e limoni, che venivano importati dal Mediterraneo. La zona ospita anche affascinanti chiese e monasteri, tra cui la chiesa di Sarıca, la chiesa di Cambazlı, la chiesa di Tavşanlı, le chiese di Balkan Deresi e il monastero di Hallaç Deresi, che riflettono il ricco patrimonio religioso e culturale della Cappadocia.

Terra delle fiabe

Le attrazioni della Cappadocia si estendono ben oltre questa straordinaria città. Questa incantevole regione, che lo scorso anno ha accolto oltre 4,37 milioni di visitatori nei suoi musei e siti archeologici, offre esperienze indimenticabili, che vanno dalle misteriose città sotterranee e dalle chiese scavate nella roccia agli intricati hotel rupestri che fondono un’architettura mozzafiato con il comfort contemporaneo. I visitatori possono anche godersi trattamenti termali in lussuosi hotel scavati nella roccia, fare passeggiate a cavallo tra le suggestive formazioni rocciose o partecipare a laboratori di ceramica dove possono creare le proprie opere d’arte. Tutte queste esperienze sono completate dalla cucina cappadocia, che attinge alle tradizioni culinarie turche e anatoliche, nonché al terroir locale.
I piatti tipici, che spesso combinano carni tenere con frutta regionale cucinate nei famosi vasi di terracotta della zona, e i vini pregiati prodotti dal terreno tufoso della regione, rendono la cucina della Cappadocia un’esperienza davvero indimenticabile. Recentemente, la Cappadocia si è guadagnata un posto sulla mappa della Türkiye della Guida MICHELIN, consolidando ulteriormente la sua reputazione di destinazione di livello mondiale sia per il turismo culturale che gastronomico.

Grande Nord o Mediterraneo?

Grande Nord o Mediterraneo?

Isole Svalbard, Islanda, Cipro e Italia

Sì, parliamo ancora di Capodanno. E questa volta ti proponiamo quattro destinazioni in Europa per il tuo viaggio invernale in occasione dell’arrivo del nuovo anno.

Alle Isole Svalbard, innanzitutto, per vivere il Capodanno in una delle terre più remote ed estreme del pianeta, inseguendo ogni giorno le effimere e seducenti aurore boreali: un’esperienza unica e affascinante, ricca di mistero e magia. E poi in Islanda, in scenari indimenticabili tra il bianco dei ghiacci e il nero delle sabbie vulcaniche, il freddo dei venti polari e il calore delle pozze termali.

Preferisci un clima invernale più mite? Cipro, isola nella quale secondo la leggenda nacque la dea dell’amore Afrodite, è un museo a cielo aperto, dove puoi visitare insediamenti preistorici, templi greci di epoca classica, teatri e ville romane, basiliche paleocristiane, chiese bizantine e monasteri, castelli dell’epoca delle crociate, fortificazioni veneziane, moschee musulmane ed edifici in stile coloniale britannico.

Oppure puoi rimanere in Italia e visitare l’affascinante Venezia con un viaggio ricco di spunti storici e culturali, passando per i suoi luoghi meno conosciuti e assistendo al concerto di Capodanno al Gran Teatro La Fenice, o inoltrarti con le ciaspole nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra sentieri ricoperti dalla neve, piante secolari e piccoli borghi, fino alle vette dell’Appennino.

Tra foglie e facciate: i 7 borghi più colorati d’Italia da non perdere in autunno

Tra foglie e facciate: i 7 borghi più colorati d’Italia da non perdere in autunno

In autunno l’Italia si trasforma in una tavolozza di colori, e alcuni borghi ne diventano veri protagonisti. Tra vicoli pittoreschi, facciate vivaci e paesaggi incorniciati da foglie dorate, questi piccoli centri offrono esperienze uniche per chi ama camminare tra storia, tradizione e atmosfere da cartolina. Un viaggio tra sfumature, profumi e scorci che rimangono impressi nella memoria: ecco i 7 borghi più colorati d’Italia.

Varenna, Lombardia

Varenna, borgo colorato Lombardia

Varenna, affacciata sulle acque placide del Lago di Como, in autunno si trasforma in un quadro dai toni caldi e avvolgenti. Le case dai colori pastello si riflettono nel lago, mentre i vicoli stretti e i giardini segreti regalano angoli romantici e tranquilli.

Manarola, Liguria

Manarola, uno dei pittoreschi borghi delle Cinque Terre, in questa stagione si tinge di toni caldi che risaltano sulle sue case color pastello. I vigneti circostanti si colorano di giallo e arancio, mentre il mare limpido riflette la luce morbida del tramonto.

Manarola, borgo colorato Liguria

 

Ponza, Lazio

Nel bel mezzo del Tirreno, Ponza in autunno mostra un volto più raccolto e autentico. I vicoli del borgo si animano di luci calde e di profumi di cucina locale, mentre le barche nel porto ondeggiano lente sulle acque trasparenti.

Ponza, borgo colorato Lazio

 

Castelsardo, Sardegna

Decisamente pittoresco è anche Castelsardo, uno dei borghi più colorati d’Italia che si trova arroccato sulla costa nord della Sardegna. Un luogo che nei mesi di ottobre e novembre rivela ancora di più tutta la sua storia e il suo fascino. Le stradine lastricate conducono a scorci panoramici sul mare turchese, mentre le torri del borgo e il castello dei Doria emergono tra i tetti color ocra.

Castelsardo, borgo colorato Sardegna

Burano, Veneto

Mille sfumature sono presenti anche a Burano. Con le sue case dai colori vivaci e i canali tranquilli, in autunno mette a disposizione un’atmosfera ancora più suggestiva. I riflessi delle facciate sull’acqua creano quadri naturali, mentre i vicoli silenziosi invitano a passeggiate lente tra botteghe di merletti e caffè tipici.

Burano, borgo colorato Veneto

Positano, Campania

Poi c’è Positano, sospeso tra mare e monti della Costiera Amalfitana, che in questo periodo dell’anno mostra il suo lato più intimo. Le case dalle mille tonalità sembrano arrampicarsi sulla roccia, i vicoli si svuotano dai turisti estivi e il profumo di limoni e mare accompagna ogni passeggiata.

Positano, borgo colorato Campania

Foto da Pixabay

Vipiteno, Alto Adige

Perfetto per l’autunno è anche Vipiteno, borgo incastonato tra le montagne dell’Alto Adige, che in questa fase dell’anno si veste di toni caldi e dorati. Le facciate multicolore del centro storico risplendono sotto il sole basso, mentre i mercatini e i caffè accoglienti invitano a sostare tra vicoli medievali e scorci pittoreschi.

Vipiteno, borgo colorato Alto Adige

 

Capodanno in Sud America

Capodanno in Sud America

Cile, Argentina,Colombia e Perù

Prova ad immaginarti in Cile, alla scoperta dell’arido deserto di Atacama, tra rocce, vulcani e laghi salati abitati da fenicotteri, e della Patagonia, terra dura e aspra dove il mare prende a pugni le scogliere e il vento spazza l’erba delle grandi praterie fino al limitare della cordigliera andina. O nei paesaggi più spettacolari, selvaggi e sconosciuti delle regioni andine dell’Argentina del nord, tra vallate di rocce multicolori, grandi “salares” e inaspettate formazioni glaciali nel deserto di alta quota.

Immaginati anche in viaggio in Colombia, un Paese dai contrasti forti, dalla natura rigogliosa e selvaggia e dall’arte coloniale splendida: dall’effervescenza culturale di Bogotà, alle piantagioni di caffè, dalle comunità indigene ai siti archeologici e ad Aracataca, l’immortale Macondo di Márquez. Oppure, infine, in Perù, dalla pianura costiera alle regioni degli altipiani, attraversando città e villaggi ricchi di mescolanze etniche e linguistiche, visitando “la città perduta degli Inca” Machu Picchu, Cusco, Arequipa, la “Città Bianca”, e le splendide isole Ballestas.

Ecco: questi potrebbero essere i paesaggi e le esperienze del tuo prossimo Capodanno, con uno dei nostri viaggi in Sud America.