Viaggio (da sogno) in Polinesia. Il resort di lusso The Brando

Viaggio (da sogno) in Polinesia. Il resort di lusso The Brando

Soggiorno a Tetiaroa, atollo privato e isola sacra amata da Marlon Brando, dove oggi sorge un resort esclusivo ed ecosostenibile, che ha ospitato Obama, Lady Gaga e Chiara Ferragni.

Il Brando è un resort di lusso unico nel suo genere, situato nell’atollo di Tetiaroa, nella Polinesia francese, dalla bellezza mozzafiato. Si trova su uno dei dodici isolotti (motus) che circondano una spettacolare laguna larga tre miglia. I motus sono tutti di proprietà privata e sono accessibili solo agli ospiti degli hotel e ai ricercatori in visita.
Con accesso all’atollo tramite un volo privato di 20 minuti da Tahiti, il resort dispone di 35 ville appartate con piscina privata su splendide spiagge di sabbia bianca frequentate da tartarughe marine e uccelli esotici.
Questo resort in stile polinesiano offre pasti all-inclusive, attività sportive, culturali e di benessere e dispone di tre ristoranti che servono piatti di ispirazione polinesiana, cucina gourmet classica francese e un ristorante teppanyaki tradizionale giapponese. una lussuosa spa e centro benessere con diverse ville per massaggi e trattamenti intorno a un sereno laghetto di ninfee. un orto biologico dove si coltivano frutta e verdura per i ristoranti dell’hotel. un bar con vista sulla laguna tra le palme. un bar sulla spiaggia presso una grande piscina a sfioro. un campo da tennis. una biblioteca e un centro culturale. negozi. e una stazione di ricerca ambientale con programmi di escursioni per gli ospiti.
Una moltitudine di attività attende coloro che vogliono essere più attivi. Ogni villa dispone di una bicicletta per ogni ospite, che può essere utilizzata per esplorare i sentieri intorno all’isola o per fare un picnic sulla spiaggia preferita. Gli ospiti possono fare snorkeling o immersioni con i pesci tropicali, navigare nella laguna, fare paddle board fino a un’isola vicina, andare in kayak sui giardini di corallo, passeggiare sui lunghi tratti di spiaggia, partecipare a un’escursione marina, ornitologica, culturale o di altro tipo, guidata o meno, o semplicemente trascorrere una giornata nella spa e nel centro benessere.

The Brando    1 the brando villa familiale une chambre terrasse piscine vue mer

Sinuosi cerchi concentrici in un universo liquido di palette che dall’azzurro diventano blu foncé. Un microcosmo rivestito da curvi cocotiers che dall’alto sembrano una manciata di sassolini che galleggiano nell’immensità blu del Pacifico. Mentre il minuscolo velivolo sorvola i piccoli motu color smeraldo, 12 per l’esattezza, di cui solo quello di Onetahi abitato, la potenza del Mana, la forza vitale delle Isole di Tahiti, inizia a scorrere in un impeto crescente dentro i visitatori. Tetiaroa, il sogno divenuto realtà di Marlon Brando. E qui la realtà supera davvero la fantasia. Perché fin da subito ci si rende conto che l’espressione paradiso terrestre deve essere per forza stata forgiata qui.

In questo atollo privato, unico nelle isole Sopravento Settentrionali (isole della Società), 60 km a nord di Tahiti e immerso in una magnifica laguna, dove i tramonti si tingono di rosa. Dove la bellezza struggente della natura non ha bisogno di orpelli per manifestarsi. Dove è dolce il sorriso dei polinesiani e il profumo del tiaré che sembra inebriarti. Era il buen retiro della famiglia reale tahitiana Pomare, è diventato quello del seduttore di Hollywood in T-shirt bianca attillata che qui visse la storia d’amore più intensa della sua vita con la bellissima Tarita. Si era innamorato follemente di Tetiaroa durante le riprese de “L’ammutinamento del Bounty”, voleva preservarne la ricchezza culturale, la naturale bellezza e l’incredibile biodiversità. Con Richard H. Bailey, Ceo di Pacific Beachcomber e pioniere nella protezione ambientale e nella sostenibilità, iniziò a concepire la filosofia di The Brando: una sintesi perfetta di purezza ambientale, lusso, eco-sostenibilità e charme polinesiano, il tutto racchiuso in un’esperienza ineguagliabile di privacy e relax. Non riuscirà a vedere il suo sogno realizzato ma il 1 ° luglio 2014, dieci anni dopo la partenza di Marlon dall’isola, viene inaugurato The Brando. 35 Deluxe Villa, sul motu Onetahi, a cui quest’anno si è aggiunta The Brando Residence, ancora più esclusiva, per questo eco-luxury resort all inclusive. Da sogno.

Tutto compreso a Tetiaroa. Anche lo champagne. Dettaglio chic che fa il paio con i massaggi. Nel prezzo, infatti, circa 11mila euro per 3 notti, il minimo richiesto per alloggiare qui, è compreso un massaggio al giorno alla Varua Te Ora Polynesian Spa, un’oasi di pace sulle rive di un laghetto immerso nella vegetazione color smeraldo. Varua, che in tahitiano significa “anima”. Il luogo dove corpo e spirito si fondono in un equilibrio naturale. Promessa e premessa di un massaggio in cui l’olio monoï, l’elisir di bellezza delle donne polinesiane a base di fiori di tiaré e olio di cocco, e la sabbia nera di Tahiti di origine vulcanica sono alla base del Taurumi, rito ancestrale praticato fin dai tempi antichi dai tahua, i guaritori, che scioglie i nodi fisici e spirituali e pure libera dal fastidioso jet lag. Le terapiste lo effettuano alla Fare Manu, l’eco suite in forma di nido d’uccello, a 6 metri da terra: qui sembra proprio di toccare il cielo con un dito!

Tutta la magia di Tetiaroa, isola sacra della Polinesia

Il resort conta 35 ville. La più piccola, one bedroom, è da 100 m2. Perfetto nido d’amore con giardino ombreggiato da Miki Miki e cocotiers, tetti in Pandanus, legni tropicali, interior raffinato, mai urlato, spiaggia e piscina privata e una vasca, nell’angolo più riservato, dove al tramonto ci si immerge nel profumato Flower Bath. E dove l’unico suono per centinaia di miglia sembra essere il mare. A disposizione un WiFi super veloce e un iPad con cui gestire ogni desiderio, oltre a un servizio in camera H24. Dalla colazione accompagnata da succhi detox 100% naturali al lunch vegano a firma di Kelvin Au-Ieong,  del rivoluzionario Invitation V di Montreal. Il tutto sul proprio patio in stile tiki. Vista laguna ovviamente. La sera la cena è stellata a Le Mutinés, il fine dining by Guy Martin del pluri-stellato Le Grand Véfour di Parigi oppure ci si accomoda alla chef’s table di Nami teppanyaki  per lasciarsi tentare dai piatti di Kaito Nakamura. Per entrambi un’esplosione di sapori autentici, innaffiati da una delle più prestigiose cantine del Pacifico.

Dove tutto è possibile

Il segreto di Tetiaroa è che qui tutto è possibile. E nella privacy totale. Ed è questo, forse, il motivo per cui tante celeb lo scelgono. Obama restò un mese qui a scrivere le sue memorie. Lady Gaga, Bradley Cooper (non insieme!), Leo Di Caprio, Pierce Bronson, Pippa Middleton, Alberto di Monaco e Chiara Ferragni sono solo alcuni degli ospiti passati dall’isola. Tutto possibile, dicevamo. Come nuotare con le balene (solo nell’epoca del loro passaggio, da metà luglio a metà ottobre), avvistare le tartarughe marine che raggiungono Tetiaroa per deporre le uova sulle sue spiagge coralline, fare snorkeling tra gli squali limone nei giardini di corallo della Mermaid Bay. Oppure con un biologo marino andare alla scoperta di Reiono, l’unico motu che ha conservato la sua foresta pluviale originaria dove far conoscenza degli enormi Kaveu, i granchi del cocco, dalla corazza rosso rubino che possono raggiungere facilmente un metro di lunghezza, che qui si cerca di preservare il più possibile.

L’eco resort più green del mondo

Non ci sono zanzare a Tetiaroa. Grazie a un programma di sterilizzazione pressoché unico al mondo, messo a punto dall’Institut Louis Malardé in collaborazione con la Tetiaroa Society, i fastidiosi insetti sono stati completamente debellati. Si tratta di uno dei tanti programmi di tutela ambientale del resort che ha ottenuto, primo al mondo, la certificazione LEED Platinum, il più alto riconoscimento in campo di energie e design ambientale. “A The Brando”, mi spiega Silvio Bion, general manager dell’hotel, “l’uso di combustibili fossili è ridotto al minimo, e l’utilizzo di gas naturale è limitato all’uso della cucina”. Mentre ci addentriamo nell’avveniristica struttura, invisibile dal resort, Silvio mi spiega quanto fosse stato lungimirante Marlon Brando che già agli inizi del 1970 sognava un sistema di condizionamento il più possibile sostenibile. E, in effetti, il Sea Vater Air Conditioning (SWAC), in funzione qui, sfrutta il freddo delle profondità oceaniche e delle tubature a terra per creare aria condizionata a basso consumo energetico e un raffreddamento ad alta efficienza per tutti gli edifici del resort. E pure l’acqua calda viene generata in modo sostenibile grazie ai 4.800 pannelli solari fotovoltaici installati lungo la pista di atterraggio. A pochi metri di distanza ecco il rigoglioso orto biologico realizzato su un terreno sabbioso e corallino con tecniche di coltivazione innovative. E infine l’ultima perla: ben 64 arnie sono state installate sui motu di Oroatera Hiraanae Reiono e Onetahi. Il miele che producono è qualcosa di sublime. Un cadeau da portare con sé per ritrovare, anche solo un attimo a casa, tutta la magia di Tetiaroa.

INFORMAZIONI
Tetiaroa / The Brando (
 https://thebrando.com) e la Polinesia francese si possono raggiungere con voli dall’Italia con stop over all’aeroporto parigino Charles de Gaulle con Air Tahiti Nui (www.airtahitinui.com). Da Papeete si vola a Tetiaroa/ The Brando con Air Tetiaroa (https://thebrando.com/resort/getting-here )

Tahiti Tourisme  www.tahititourisme.it

Tokyo in novembre: tra foglie d’oro e luci al neon

Tokyo in novembre: tra foglie d’oro e luci al neon

Tokyo in novembre si mostra in tutta la sua complessità, un caleidoscopio di contrasti dove i viali si tingono d’oro e i quartieri cambiano ritmo, respirando una nuova energia.

L’autunno accende la capitale con aperture sorprendenti, design d’avanguardia, festival che celebrano l’inclusione e parchi che diventano poesia. Ogni angolo racconta una storia di movimento e meraviglia, dai panorami vertiginosi di Shinjuku fino al futuro che si riflette sull’acqua di Tokyo Bay. A pochi passi da Shinjuku Station, &Here SHINJUKU è il nuovo indirizzo per chi viaggia in gruppo o in famiglia. Le 65 camere, alcune con letti a castello, combinano comfort e design industriale, ma è di notte che il fascino prende forma: i neon della città entrano dalle finestre e la terrazza all’11° piano diventa un osservatorio sul cuore pulsante di Tokyo. Qui ci si addormenta tra riflessi colorati e ci si sveglia sentendosi parte della città.

Non lontano, Harajuku Quest ridefinisce il ritmo creativo di Tokyo. Riaperto l’11 settembre, il complesso di sette piani mescola moda e cultura, dove il “kawaii” dialoga con l’eleganza di Omotesandō. Dopo l’apertura dello store Nike, arrivano marchi internazionali come Sunspel e nuovi concept café dal design raffinato. Ogni vetrina è una dichiarazione di stile, ogni angolo un’istantanea da immortalare. Harajuku Quest non è solo uno shopping mall: è il battito creativo di una città che pensa, crea e si racconta.

A novembre, Tokyo accoglie per la prima volta le Deaflympics, con 6.000 atleti provenienti da 80 Paesi, impegnati in 21 discipline e 19 sedi, tra cui Hibiya Park e Tokyo Budokan. Dal 15 al 26 novembre, lo sport diventa linguaggio universale, emozione condivisa e inno all’inclusione, con un ingresso gratuito per il pubblico, tranne che per le cerimonie ufficiali. Per chi cerca la calma e la poesia, Showa Kinen Park si trasforma in un quadro vivente. Dal 30 ottobre al 30 novembre, i ginkgo dorati e gli aceri cremisi colorano le passeggiate, tra luci serali e riflessi incantati. Si può esplorare in bici, in barca o a piedi, con la sensazione che il tempo rallenti e la bellezza diventi l’unico ritmo da seguire.

Infine, Tokyo Bay si conferma laboratorio urbano dove il futuro si riflette sull’acqua. A Shibaura, la nuova torre “S” del complesso Blue Front scintilla tra grattacieli e arte digitale. A Odaiba, il Toyota Arena Tokyo e la pista City Circuit Tokyo Bay portano adrenalina e innovazione, mentre a Toyosu l’arte interattiva di teamLab Planets incontra gastronomia e benessere. La baia è oggi un parco urbano liquido, dove tecnologia e divertimento dialogano in un equilibrio sorprendente. In novembre, Tokyo non smette mai di stupire. Tra una tazza di matcha fumante e un tramonto dorato, la città si offre nella sua versione più autentica: quella che unisce poesia e tecnologia, silenzio e meraviglia, inclusione e movimento.

Per due settimane, per un mese, o semplicemente per un attimo, Tokyo invita a scoprire il suo ritmo inedito, dove ogni dettaglio racconta la capacità infinita della capitale di reinventarsi.

Nel 2026 la Route 66 compie 100 anni: gli Stati Uniti celebrano la “Mother Road” con musei, arte, diner e nuovi itinerari firmati Brand USA.

Nel 2026 la Route 66 compie 100 anni: gli Stati Uniti celebrano la “Mother Road” con musei, arte, diner e nuovi itinerari firmati Brand USA.

In vista del centenario della celebre Route 66, che sarà celebrato l’11 novembre 2026, gli Stati Uniti si preparano a rendere omaggio alla “Mother Road”, l’iconica strada che accompagna i viaggiatori alla scoperta di musei, attrazioni e delizie culinarie attraverso il Paese, da est a ovest. Dai diner dal fascino retrò alle moderne food hall, la strada più famosa d’America promette un viaggio capace di soddisfare tutti i gusti.
Secondo un recente studio condotto da Brand USA, i road trip figurano tra le tre esperienze turistiche che più attraggono i visitatori internazionali. Per rispondere a questa crescente domanda, Brand USA, insieme al segretario Sean Duffy e al Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, ha lanciato l’iniziativa Great American Road Trip, che mette in risalto oltre 250 luoghi iconici lungo le strade più celebri del Paese, inclusa naturalmente la leggendaria Route 66.
“La Route 66 è parte integrante della storia americana. Da quasi un secolo collega persone, luoghi ed esperienze che rappresentano l’anima degli Stati Uniti”, ha dichiarato Fred Dixon, presidente e CEO di Brand USA. “Avvicinandoci al suo centenario, celebriamo i suoi simboli più amati, la sua eccentricità e la sua eredità di libertà ed esplorazione. Invitiamo i viaggiatori di tutto il mondo a scoprire il nuovo capitolo della Route 66 e come il suo spirito continua a plasmare i viaggi negli Stati Uniti”.

I MUSEI E LE ATTRAZIONI DA NON PERDERE

Lungo la Route 66 non mancano le tappe imperdibili: si parte dal Route 66 Hall of Fame and Museumdi Pontiac, Illinois, dove è possibile ammirare cimeli e scattare foto davanti al più grande murale del celebre cartello “Route 66”.
Il Missouri è noto per le sue numerose attrazioni lungo la Route: questa parte è ricca di curiosità uniche, come la sedia a dondolo più grande del mondo e la seconda forchetta più grande del mondo a Springfield.
Sebbene breve con poco più di 20 km, il tratto del Kansas include diversi punti d’interesse per gli appassionati di storia, tra cui il Marsh Arch Bridge (Rainbow Bridge), il Baxter Springs Heritage Center & Museum e il Galena Mining & Historical Museum.
The Oklahoma Route 66 Museum di Clinton, Oklahoma racconta la storia della Route, com’è stata fondata e il periodo storico in cui nacque. I visitatori possono immergersi nel passato e scoprire come durante il Dust Bowl molte persone percorrevano questa via in cerca di una nuova vita. Non può mancare una sosta alla celebre Blue Whale of Catoosa, a Catoosa, Oklahoma, attualmente in fase di ristrutturazione in vista del centenario. A Luther, la storia prende vita alla Threatt Filling Station: costruita nel 1915, fu un punto di riferimento per i viaggiatori afroamericani lungo la Mother Road; inserita nel 2021 nella lista dei Most Endangered Places del National Trust for Historic Preservation, da allora ha vissuto una rinascita sia materiale che in termini di visibilità.
In Texas, ad Amarillo, si trova il celebre Cadillac Ranch, una famosa installazione artistica a cielo aperto, mentre a Santa Rosa, New Mexico, il Route 66 Auto Museum espone una collezione di auto d’epoca e cimeli.
Sempre in New Mexico, aprirà presto il nuovo West Central Route 66 Visitor Center ad Albuquerque, una struttura polifunzionale di 2.000 mq che ospita una collezione di insegne al neon, un museo, anfiteatro, sala conferenze, negozio di souvenir e spazi per eventi e mercati all’aperto. Inoltre, il progetto artistico “Route 66 Remixed”, in collaborazione con Meow Wolf, Refract Studio e artisti locali, trasformerà la Central Avenue in un “road trip artistico” con installazioni su larga scala ed esperienze digitali che celebrano le tradizioni locali. Le installazioni comprendono esperienze di realtà aumentata in location come il Guild Theater e l’Albuquerque Museum Sculpture Garden, oltre ad opere fisiche tra cui sculture e la decorazione del bus Albuquerque Rapid Transit. I visitatori potranno esplorare i singoli siti oppure seguire un itinerario tramite un’interfaccia web. Hakim Bellamy, il primo poeta laureato di Albuquerque, sarà il narratore e racconterà l’esperienza del  road trip.
A ovest nello stato dell’Arizona si trova il Petrified Forest National Park, l’unico parco del sistema dei Parchi Nazionali a includere un tratto della storica “Mother Road”. L’Arizona ospita anche alcune tra le attrazioni più particolari sulla Route 66 come il Jack Rabbit Trading Post a Joseph City,o la città di Winslow, resa celebre dalla nota canzone degli Eagles “Take It Easy”, e Kingman, sede dell’Arizona Route 66 Museum e il Route 66 Electric Vehicle Museum.
La Route termina in California, all’iconico Santa Monica Pier, che ospita un parco divertimenti con vista sull’oceano. Ma prima di arrivarci, vale la pena visitare il sito e museo del primo McDonald’s, appena fuori dalla Route 66 a San Bernardino, e l’Elmer’s Bottle Tree Ranch nel Deserto del Mojave. Alla fine del percorso, a Santa Monica, i visitatori possono vedere l’insegna “End of the Trail” sul leggendario molo come simbolica conclusione della Mother Road, uno dei punti più fotografati della città, con una vista mozzafiato sull’oceano e la costa, a pochi passi dal “West Coaster” del Pacific Park, la giostra a tema Route 66.

I SOGGIORNI PIÙ STRAVAGANTI E LUSSUOSI LUNGO LA ROUTE 66

In Arizona, il Wigwam Motel a Holbrook è uno dei punti di riferimento più simbolici della “Main Street USA”. Da decenni, questo motel a forma di tepee accoglie ospiti con il suo fascino vintage. È incluso nel National Register of Historic Places, registro nazionale dei luoghi storici.
Sempre in Arizona, l’Americana Motor Hotel si trova lungo la Route 66, a circa un’ora e mezza di auto sia dal Grand Canyon che dal Petrified Forest National Park. La struttura retro-futuristica dispone di 89 camere dal design curato, ispirato all’abbigliamento sciistico anni ’70 e offre servizi come una piscina riscaldata, un ampio giardino con bracieri, telescopi per l’osservazione delle stelle, biciclette a noleggio, colonnine per veicoli elettrici, un’area recintata per gli animali domestici (“Barkyard”) e cucina messicana in stile Sinaloa al ristorante Baja Mar.
In Oklahoma, The Colcord Hotel è un hotel storico della catena Hilton situato nel centro di Oklahoma City, all’interno del primo grattacielo costruito in città, un edificio del 1910 incluso nel National Register of Historic Places e riaperto nel 2006 da Coury Hospitality. L’hotel combina l’eleganza del primo Novecento con il comfort moderno e un servizio personalizzato. La celebre insegna al neon di Mrs. Colcord, posta in cima all’edificio, riflette il suo spirito raffinato e indipendente. Gli ospiti possono soggiornare in camere e suite eleganti con arredi contemporanei, Wi-Fi gratuito e servizi di alto livello.
Sempre a Oklahoma City, The National, Autograph Collection si trova nel famoso edificio del 1931 della First National Bank, uno dei più preziosi esempi architettonici della città. Dopo un importante restauro, l’hotel unisce la grandiosità del passato all’eleganza dell’ospitalità dei giorni d’oggi, con quasi 150 camere di lusso e oltre 230 metri quadrati di spazio per eventi. Elementi originali come murali, porte di caveau, colonne in pietra e sportelli bancari sono stati conservati, riportando in vita la storia di Oklahoma fatta di petrolio, finanza e ambizione.
Più avanti, a Tulsa, The Campbell Hotel offre camere a tema, come la Leon Russell Room, la Art Deco Room o la Oil Barons Room. Gli ospiti possono godere di servizi di lusso in questo hotel restaurato in stile revival coloniale spagnolo.
The Barfield, Autograph Collection invece si trova a pochi passi dalla Route 66 ad Amarillo, in Texas. Situato nell’edificio secolare Oliver–Eakle–Barfield, anch’esso nel National Register of Historic Places, l’hotel fonde l’architettura storica con l’ospitalità sofisticata, caratteristica del Sud. Le sue 112 camere e suite vantano arredi fatti su misura, dettagli in pelle e cuoio, TV SMART, tende oscuranti, accappatoi e prodotti da bagno di design, oltre a un isolamento acustico completo per il massimo comfort.

ROAD TRIP CULINARIO LUNGO LA ROUTE 66

Durante il tragitto, è possibile fermarsi in uno dei tipici diner: partendo da Chicago, proprio all’inizio si trova Lou Mitchell’s, che serve colazione tutto il giorno e prodotti da forno preparati secondo ricette di famiglia. Il ristorante aprì addirittura prima della nascita della Route 66, nel 1923, ed è stato il primo locale a Chicago a servire la colazione per tutto il giorno. I bignè donut holes sono il marchio di fabbrica del diner, offerti a ogni cliente appena entra.
Per un assaggio di cucina internazionale, vale la pena visitare il Mother Road Market lungo la Route 66 a Tulsa, Oklahoma, l’unica food hall no-profit dello stato che ospita bancarelle che propongono piatti africani, giapponesi, brasiliani, cajun e molto altro.
Più avanti si trova The Rock Cafe a Stroud, Oklahoma. La proprietaria, Dawn Welch, è stata l’ispirazione per il personaggio di Sally nel film Pixar Cars. Il locale aprì nel 1939, ma dopo un incendio nel 2008 fu chiuso per restauri e riaprì l’anno successivo.
In Arizona, i viaggiatori possono fare una sosta al Delgadillo’s Snow Cap Drive-In a Seligman, dove si servono piatti semplici come panini di pollo, frappè o granite, mentre a Victorville, California, Emma Jean’s Holland Burger Café propone ancora le ricette originali di Emma Jean, oggi preparate dai suoi figli. Il menù è semplice ma amatissimo dai clienti.
Chi desidera raggiungere la fine ufficiale della Route in California può fermarsi al Mel’s Drive In all’incrocio tra Lincoln e Olympic Boulevards, dove è possibile osservare i cartelli che segnalano il termine del percorso mentre si gustano i classici piatti dei diner americani. Questo locale, situato in un edificio storico degli anni ’50, cattura l’essenza della tradizione dei diner della Route 66, con la presenza di un colorato murale “California 66” nel parcheggio, di numerosi cimeli da road trip e di un mosaico dedicato alla Route 66 all’ingresso del ristorante.

Maiori, itinerario d’autunno nella perla discreta della Costiera Amalfitana

Maiori, itinerario d’autunno nella perla discreta della Costiera Amalfitana

Maiori non ha bisogno di urlare per farsi notare. Il suo richiamo è un invito alla lentezza, a godere della bellezza del territorio e dei piccoli grandi piaceri della tavola, che qui resta una delle grandi protagoniste. La sua spiaggia è la più ampia dell’intera Costiera Amalfitana, ma fuori dall’acqua color azzurro intenso a perdita d’occhio sa farsi amare anche a fine stagione, quando il grande turismo è ormai lontano e i suoi scorci silenziosi diventano poesia da ricordare per lo sguardo del visitatore d’autunno. Alle sue “sorelle” più famose ha ben poco da invidiare ed è perfetta per la fuga di un weekend o anche per ritrovarsi dopo una settimana di stressante lavoro. Il ritmo più pacato, infatti, rende i vicoli piccole finestre di pace intorno a storie di marinai, chiese barocche, ma anche limoni e vigne aggrappate alle montagne.

 

Cosa vedere a Maiori

 

Il biglietto da visita che per primo colpisce lo sguardo è senz’altro, il mare: quasi un chilometro di sabbia dorata che corre parallela allo scenografico lungomare Amendola. Lo sfondo è perfetto per una passeggiata al tramonto o per una sosta con vista, mentre le barche scivolano lente sull’acqua placida. A Maiori, la Costiera cambia il suo registro e l’acqua diventa uno spazio più aperto, il vento più gentile e la folla meno presente.

 

Il centro storico tra archi, chiese e profumo di limoni

 

Con la facciata marittima alle spalle, il centro di Maiori mostra un’altra veste, altrettanto affascinante, che si arrampica piano verso le colline. In un susseguirsi di vie dove vale la pena di perdersi, si incontra la Collegiata di Santa Maria a Mare, con la cupola ricoperta di maioliche gialle e verdi, visibile da ogni punto del paese e legata alla Santa Patrona. La stessa che viene festeggiata in agosto e a novembre quando si assiste alla corsa della Madonna, che viene portata correndo lungo i 130 scalini che separano l’edificio religioso dalla piazzetta sottostante.

L’ex monastero di Santa Maria de’ Olearia, è invece scavato nella roccia ed è ricco di affreschi medievali.

 

Palazzo Mezzacapo e i suoi giardini all’italiana

 

Uno degli edifici più eleganti, sorge nel cuore di Maiori ed è Palazzo Mezzacapo, l’attuale Palazzo del Comune. Costruito probabilmente tra il ‘500 e il ‘600, presenta un aspetto settecentesco, tardo barocco. Questa antica residenza nobiliare, pur necessitando qualche restauro, conserva al suo interno affreschi e stucchi d’epoca di notevole interesse. Viene ricordato come salone o palazzo dell’amore, perché una delle sue decorazioni riguardante il piano nobile, con una allegoria nuziale è legata a un matrimonio, probabilmente quello tra Gaetano Mezzacapo, della nobiltà maiorese e Marianna Pepoli, di Bologna.

All’esterno si aprono i Giardini Mezzacapo, disegnati a forma di croce maltese, con vialetti geometrici e aiuole fiorite. Un lato raffinato di Maiori, perfetto per una pausa dopo una bella passeggiata sul lungomare.

 

Il castello di San Nicola de Thoro-Plano

 

Questa fortezza del IX secolo, sorge sulla catena dei monti Lattari e serviva da rifugio alla popolazione contro le incursioni saracene.

 

 

Innamorarsi di sentieri vista mare, limoneti e vigne secolari

 

Un cammino profumato dove il colore giallo intenso la fa da padrone, si snoda tra Maiori e Minori: si tratta della Via dei Limoni e attraversa terrazze di agrumi e antichi muri di pietra. Tuttavia, non è solo questo prodotto emblematico territoriale a descrivere l’area; altrettanto interessante è la presenza di vigne secolari, con ceppi contorti che affondano le radici nei terrazzamenti di pietra.

Qui si coltivano vitigni autoctoni rari, come il tintore e il piedirosso, con i contadini che raccolgono l’uva a mano con ceste di vimini arrampicandosi tra i filari. Un gesto antico che segue metodi tradizionali come accade ancora ad esempio alla cantina San Francesco, all’interno della quale vengono anche organizzate delle degustazioni e dei pranzi tipici cucinati al momento. Un progetto interessante che, qualche anno fa, ha conquistato persino Justin Timberlake che, in vacanza in zona, ha voluto provare l’esperienza.

 

Il Santuario di Santa Maria dell’Avvocata

 

Si trova a un’altezza di 827 metri, in cima al Monte Falerzio e si tratta di una delle mete spirituali più amate della Costiera. Si raggiunge solo a piedi, con un’escursione panoramica che parte da Maiori e regala viste scenografiche sul Golfo di Salerno. Custodito dai monaci benedettini, sembra un luogo sospeso tra cielo e mare.

 

Dintorni da scoprire

 

A Maiori non serve correre per vedere tutto: la Costiera si racconta senza clamore, lasciandosi cullare dal rumore del mare e respirando profumo di limoni e di mostro in autunno. Da qui ci si può spostare anche verso le conosciutissime Amalfi, Ravello e Positano o raggiungere Tramonti, patria del vino e dell’autentica pizza napoletana.

 

Dormire in un hotel iconico, a picco sul mare

 

Varcare la soglia di una delle camere del’Hotel Club Due Torri, è come entrare in un dipinto di luce e mare: ci si trova immersi nella perfezione di un quadro che non ha cornici, solo l’orizzonte che si allunga verso l’infinito. Qui il blu evoca pace e silenzi e il respiro dell’acqua, contribuisce a donare un’atmosfera di totale relax. Il prezioso resort, accoglie i suoi ospiti con raffinata eleganza e calore e regala esperienze gastronomiche che difficilmente si dimenticano, grazie alla cucina dell’executive chef Alfonso Crisci che dal 2021 porta agli ospiti verso un viaggio speciale tra i sapori locali. Se al Bistrot Donna Emilia propone una cucina autenticamente campana, fatta da una grandissima materia prima che narra la terra e il mare della Costiera Amalfitana, strizzando l’occhio a incursioni vesuviane, al ristorante gastronomico Oltremare, segnalato nella Guida Michelin, porta la sua innovativa intuizione di una cucina di tradizione e di memoria.

Quella dell’albergo, inoltre, è una bella storia di imprenditoria al femminile, ma anche di resilienza, di creatività e di determinazione. La tradizione di famiglia viene oggi portata avanti dalle sorelle Anna e Nadia Citarella, albergatrici per caso, come amano definirsi e da Helena e Chiara Celotto, figlie di Anna: “La mia famiglia è sempre stata nel settore edilizio – pavimentazioni, strade, cantieri. Mai avremmo pensato di finire nel turismo. – dice Anna Citarella – Alla fine degli anni Settanta mio padre entrò in società con due costruttori di Maiori che avevano appena edificato questo albergo, l’ultima licenza edilizia rilasciata nel paese. Il posto era meraviglioso, lo scelse chi conosceva bene il territorio. Inizialmente papà partecipò solo come investitore: l’albergo era nuovo, ma aveva bisogno di capitali freschi. Poi la Soprintendenza pose un vincolo di destinazione d’uso: qui poteva esserci solo un albergo, niente appartamenti. Così, quasi per forza, diventammo albergatori. All’inizio non fu semplice. Nessuno di noi aveva esperienza nel settore, venivamo tutti dalle costruzioni e faticavamo a coprire i mutui. Quando papà venne a mancare, mi ritrovai a gestire l’attività. Le competenze specifiche le ho imparate sul campo, giorno per giorno.”

Quarantasette camere tutte con affaccio sul mare con ceramiche di Vietri e colori chiari, quattro suite esclusive, il parcheggio privato per tutti i clienti con servizio di car valet, la navetta per la spiaggia e per il centro, il ristorante panoramico gastronomico Oltremare, il bistrot Donna Emilia, posizionato sul rooftop, vera perla della struttura, dove si trovano anche la piscina a sfioro e il lounge bar Vista: l’Hotel Club Due Torri di Maiori è un viaggio nel viaggio e tutte le esperienza sono aperte anche alla clientela esterna.“Quello che per me conta davvero – conclude Anna – è il senso di accoglienza. In questo lavoro puoi offrire tutti i servizi del mondo, ma se manca l’anima, manca tutto. Io definisco il nostro un albergo di famiglia non perché cuciniamo noi, ma perché vogliamo che chi arriva si senta a casa, anche se è lontano da casa.
Quando entri qui, non devi avere la sensazione di essere in una grande catena. Da noi ogni ospite ha un volto, una storia. Abbiamo perfino deciso di conservare le vecchie chiavi, invece delle tessere magnetiche: ci piace l’idea di consegnare una chiave vera, un gesto che sa di calore, di tradizione”.

Trekking, cammini e viaggi in bici

Trekking, cammini e viaggi in bici

Al cuore della natura e delle culture locali

I Viaggi Active mettono al centro la la scoperta degli ambienti naturali e l’l’incontro con le identità locali e uniscono il piacere dell’esplorazione all’aria aperta con la ricchezza culturale che da sempre ci caratterizza, in compagnia di esperti, guide ambientali e professionisti del mountain biking.

Scopri i trekking in Italia, tra le secolari foreste casentinesi e sull’isola di Capraia. Tra i campi in fiore della Valle delle Rose e i pinnacoli di roccia del Jebel Saghro in Marocco. A Karpathos, la più incontaminata delle isole del Dodecaneso in Grecia. E nei panorami mozzafiato e nella giungla del Guatemala.

In Giappone ti attendono magnifiche escursioni a piedi, visitando i luoghi simbolo del Paese del Sol Levante, lungo i sentieri delle antiche vie di pellegrinaggio.

E infine, un imperdibile itinerario in bici ti porta da Marrakech fino al Sahara marocchino, attraversando le montagne sacre e andando ad immergersi nelle tradizioni dei berberi nomadi.

Famiglie, coppie e sognatori: RAAYA by Atmosphere ridefinisce l’ospitalità maldiviana

Famiglie, coppie e sognatori: RAAYA by Atmosphere ridefinisce l’ospitalità maldiviana

Il paradiso ha un nome: RAAYA by Atmosphere, esclusivo resort a 5 stelle situato nell’incantevole atollo di Raa, alle Maldive. Parte della collezione Atmosphere Hotels & Resorts, l’ultima apertura del gruppo, immersa in una natura incontaminata, rappresenta la destinazione ideale per famiglie e coppie alla ricerca di un soggiorno che coniughi gastronomia, sport, benessere e creatività. La proposta di ospitalità si ispira alla leggenda del naufrago Seb che, nel 1954, naufragò davanti all’isola dove rimase otto anni prima di essere ritrovato. In questi anni Seb non solo si ingegnò a coltivare il terreno ma, essendo un artista, realizzò anche un atelier open air, ancora presente.

Un’esperienza family friendly

Al RAAYA by Atmosphere ogni angolo invita alla scoperta e alla meraviglia: cuore pulsante di questo paradiso per famiglie è il Discovery Den, un innovativo Kids Club dove il gioco si intreccia con l’apprendimento, dando vita a esperienze che stimolano curiosità e fantasia. Tra le attività più amate, la Caccia al Tesoro di Seb accompagna i piccoli ospiti in un’avventura ispirata al leggendario naufrago che ha scoperto l’isola: seguendo le sue orme, attraversano luoghi simbolici e raccolgono preziosi calchi da conservare nel Libro di Seb.
All’Artist Zone, invece, l’arte diventa strumento di condivisione: genitori e bambini possono costruire e dipingere insieme un Dhoni, la tradizionale imbarcazione maldiviana, un ricordo indelebile da mettere in valigia. Il Dhoni è protagonista anche del RAAYA Ritual, un piccolo evento dal profondo significato organizzato a giorni alterni per salutare gli ospiti in partenza. Il rituale è legato al viaggio di Seb e al suo salvataggio da parte di un’imbarcazione tradizionale: tutti i Dhoni colorati realizzati dagli ospiti si sfidano in una competizione amichevole navigando nel corso d’acqua che circonda la piazza centrale del resort. L’imbarcazione che raggiunge per prima il punto di arrivo designato si aggiudica un premio simbolico. Un momento di condivisione semplice ma che racchiude tutte le emozioni del soggiorno.

Fuga intima a due

La struttura è ideale anche per le coppie alla ricerca di un rifugio intimo, dove staccare completamente dalla frenesia quotidiana. Per iniziare la giornata in modo esclusivo e godendosi a pieno il proprio angolo di paradiso, è possibile ordinare la Floating Breakfast, una colazione ricca di prodotti locali, che viene servita direttamente nella propria piscina privata. Il ritmo lento della giornata prosegue tra momenti di relax in spiaggia e immersioni alla scoperta della fauna marina che popola la barriera corallina.
Al calar del sole, l’atmosfera del resort diventa ancora più magica, con tanti luoghi speciali da condividere con la propria dolce metà. Tra le proposte più affascinanti la Jungle Dinner, una cena immersa nella lussureggiante vegetazione tropicale, tra i suoni della natura e del mare che circonda l’isola. Per un’esperienza indimenticabile, il nuovo concept gastronomico della Seb’s Farm propone una cucina “farm-to-table”, dove ogni portata è preparata con ingredienti freschi e stagionali. Al mattino gli ospiti partecipano alla raccolta di frutta e verdura dall’orto, che verranno cucinati sapientemente e serviti a cena, in un grande tavolo comune posizionato al centro dell’orto. Un percorso gastronomico che celebra i sapori locali, ideale per una serata illuminata da luci soffuse, sotto un cielo punteggiato di stelle.

Santuario del benessere

Il resort è anche un luogo di profondo benessere grazie all’esclusiva SPA ELE|NA Ayur, immersa nella natura maldiviana. Ogni trattamento è pensato per ristabilire l’equilibrio tra corpo e mente, in un ambiente che favorisce un rilassamento profondo e una riconnessione con sé stessi.
Tra le proposte più apprezzate il tradizionale Kaashi Scrub – Coconut Body Scrub, ispirato alla cultura terapeutica maldiviana, che offre un’esperienza intensamente purificante. Il trattamento inizia con uno scrub corpo energico, realizzato con un mix di oli detossinanti e sale marino ricco di minerali, seguito dall’applicazione di puro olio di cocco maldiviano. Questo rituale stimola il sistema linfatico, favorendo un profondo rilassamento. Per chi invece desidera riscoprire le antiche tradizioni locali, il Maldivian Sands Bundle Massage rappresenta una pratica curativa secolare delle Maldive. Utilizzando un sacchetto caldo riempito di sabbia, il massaggio aiuta a sciogliere le tensioni muscolari e ad alleviare dolori legati ad artrite, spasmi e reumatismi.

Sostenibilità a 360°

RAAYA by Atmosphere segue i più alti standard di sostenibilità, impegnandosi a proteggere l’ambiente attraverso il progetto Core Impact, che include iniziative come la riduzione della plastica e il riciclo dei rifiuti.

Ospitalità all-inclusive

L’esperienza del resort è resa ancora più speciale dal Raaya Plan, un piano che permette di godere a pieno dell’offerta completa di ospitalità. Oltre ai trasferimenti in idrovolante dall’aeroporto internazionale di Malè alla struttura, sono incluse tutte le attività di intrattenimento, accesso al Kid’s Club e alla Sports Zone, attività acquatiche non motorizzate e l’offerta gastronomica del Raaya Life. A partire da un soggiorno di 4 notti sono comprese anche le esperienze dei quattro ristoranti principali, un trattamento benessere, una sessione di snorkeling e l’escursione in barca al tramonto, per un’immersione completa nella Joy of Giving di Atmosphere Core.