Sai qual’è la frase tipica di chi torna da un mio viaggio Ecuador e Galapagos? Eccola:
…..”le isole sono stupende, come ce le aspettavamo, ma la vera sorpresa è stato l’Ecuador!, veramente incredibile“!
Cosa aspetti?
Ecco 8 validi motivi per farti sorprendere anche tu!
Tutto in poco spazio
Prendi una cartina e te ne renderai subito conto. L’Ecuador è una delle nazioni più piccole del Sud America, precisamente la quarta, un “nanerottolo” se lo si confronta con altre nazioni, come il Brasile, ad esempio.
Con una superficie in chilometri quadrati inferiore all’ Italia peninsulare (quindi senza Sicilia e Sardegna), non possiede però la forma allungata del nostro paese.
Difficile trovare una località (Galapagos escluse, ovviamente) che si trovi a più di un giorno di viaggio in autobus dalla capitale Quito.
Per darti un’idea delle distanze e dei tempi di percorrenza, sono circa 410 chilometri (coperti in poco più di 7 ore) che separano Quito a Guayaquil, la capitale economica del Paese, dal lato opposto del Paese rispetto a Quito.
2. Si spende poco
Prima che il dollaro americano diventasse la valuta ufficiale del paese, l’Ecuador era uno dei paesi più economici del Sud America.
Ora le cose sono un poco cambiate, ma rimane comunque una delle nazioni maggiormente convenienti per noi italiani. Lo standard delle strutture ricettive è uguale a quello europeo, con prezzi però decisamente inferiori.
Una camera doppia in un hotel di media categoria costa 40-60 dollari, un pasto street food dai 2-3 dollari e pranzare o cenare in un buon ristorante costa mediamente sui € 15-20.
3. Galapagos
Ecco l’unico posto sulla Terra dove gli animali non fuggono all’arrivo dell’uomo! Se vuoi sapere come è fatto l’Eden, queste isole sono il posto per te.
Un arcipelago formato da ben 13 isole maggiori, 6 isole piccole e decine di altre isolette, dove vivono in assoluta tranquillità tartarughe giganti, iguane marine, leoni di mare, uccelli di tantissime specie.
E’ qui che Darwin si ispirò per la sua celebre teoria sull’evoluzione.
4. Sport
Se non sei un pantofolaio, l’Ecuador è una sorta di paradiso, tante sono le possibilità di mettere in moto ogni muscolo del nostro corpo.
Se ti piace l’escursionismo, in Ecuador ci sono tantissimi percorsi di trekking, ma puoi fare anche delle belle discese in mountain bike, come la Ruta de las Cascadas, da Baños a Puyo, una spettacolare strada di 61 chilometri che scende di quasi 1.000 metri di altitudine lungo la valle del Rio Pastaza fino al confine con l’Amazzonia.
Ci sono quasi una dozzina di cascate che potrai ammirare lungo il percorso.
Oltre a rilassarsi nelle terme, Baños offre la possibilità di … meritarsi questo relax: qui potrai intraprendere tantissime attività sportive, dall’escursionismo a piedi, in bici o a cavallo, all’arrampicata, al rafting, al parapendio al canyoneering e al bungee jumping.
E’ in pratica la capitale dello sport dell’Ecuador.
5. Mercati
E’ un classico per chi ha viaggiato in Ecuador, ritornare a casa con almeno una borsa in più, piena di maglioni di lana (speciali quelli di alpaca), ceramiche, tessuti, coperte, cappelli e tantissimo altro acquistati durante il viaggio.
I mercati locali offrono la possibilità per un magnifico tuffo tra la folla locale, per riempirsi gli occhi di immagini coloratissime e le borse di oggetti magnifici!
I mercati più pittoreschi e autentici sono quello mitico (e stra-turistico) di Otavalo, ma anche il quotidiano Mercado Artesanal La Mariscal a Quito o quello di Saquilisì, sull’altopiano andino, di giovedì.
Quello di Guamote viene considerato il vero mercato dell’Ecuador; è un paesino a 50 chilometri da Riobamba, che ogni giovedì si riempie di venditori provenienti da diverse località circostanti, intraprendendo anche lunghi viaggi notturni.
6. Arte coloniale
Non solo natura e avventura sportiva; l’Ecuador è anche una delle capitali sudamericane della cultura! I centri storici di Quito e di Cuenca, sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’ Umanità.
Difficile dire quale sia la città più bella! La Chiesa della Compagnia di Gesù a Quito è l’edificio religioso più famoso dell’Ecuador e uno dei più conosciuti dell’intero Sudamerica.
Non perderti comunque anche Riobamba, con il suo convento del XVI secolo ottimamente restaurato.
7. Natura
I biologi considerano l’Ecuador uno degli “Hot spot” mondiali per la biodiversità. Sono ben 25.000 le specie di piante che vivono nel paese (il 10% di quelle dell’intero pianeta) e 1600 le specie di uccelli, due volte le specie che vivono in Europa.
A aggiungono ben 300 specie di mammiferi, tra cui il giaguaro e il raro orso andino dagli occhiali. Una ricchezza data dalla varietà di ambienti del Paese.
Alle isole Galapagos potrai vedere tante specie animali che non si trovano in nessun altro posto al mondo!
Tanto per fare alcuni nomi: la tartaruga gigante, l’iguana marina, il cormorano attero e il pinguino, l’unica specie di pinguino che si trova vicino all’Equatore!
8. Montagne
Se ti piacciono le vette, l’Ecuador offre ben 10 cime sopra i 5000 metri, di cui 8 si trovano negli altopiani centrali. Le puoi ammirare percorrendo la celebre Avenida de los Vulcanos, su cui si affacciano 70 vulcani in meno di 300 km.
La vetta più alta dell’Ecuador è il Chimborazo (6310 metri), un vulcano estinto, considerato dagli esperti una scalata relativamente facile. Per qualche tempo venne considerata la montagna più alta delle terra.
Il Cotopaxi è invece un vulcano attivo, di 5897 metri; è la seconda vetta del paese, più impegnativo da salire.
Città imperiali, oasi verdissime e piccoli villaggi come camaleonti nel paesaggio. La vita si confonde con il Sahara, una simbiosi perfetta con la natura e i suoi imperativi. Il vuoto del deserto è storia millenaria, la più affascinate che tu possa immaginare
Il Marocco è come un miraggio, suggestione di luci, colori, profumi e quel pizzico di magia che lo rende unico. Un Paese ancorato a radici profonde, dove forti contrasti incontrano la leggerezza di una quotidianità fatta di aromi intensi e di sapori dolci, architetture fiabesche e muri spessi, spesso scavati nella roccia, abitazioni come nidi d’ombra sotto un sole che non conosce stagioni. Occhi vispi e sorrisi autentici, a volte sibillini, di chi ha fatto del contrattare un’arte, la stretta di mano decisa di un artigiano, i polsi sottili delle donne, meravigliosamente decorati con le hennè. Dai gioielli alle stoffe, la raffinatezza dei dettagli è cultura da queste parti, capace di ispirare anche i guru della moda, Saint Laurent lo sapeva bene, e per tutta la sua vita si lasciò ispirare dalle meraviglie di questo Paese.
Anche la natura si rivela inaspettata in quest’angolo d’Africa incipriato di sabbia. Ed è così che l’ocra del deserto roccioso sfuma nei toni brillanti dei boschi dell’Atlante e al candore delle sue cime, mentre nelle pianure verdeggianti si confonde con le fioriture dei mandorli e con i fiori lillà degli alberi di jacaranda. Più a sud, le dune dorate si tingono d’ambra alle prime luci del giorno, e di rosso al tramonto, una delle tante meraviglie che il Sahara può regalare. Montagne innevate e aridi deserti, Mar Mediterraneo ed Oceano Atlantico incorniciano questa straordinaria propaggine nord-occidentale del Maghreb, contrasti di terra e acqua in perfetta armonia.
Per scoprire le suggestioni del Marocco, Francorosso crea dei viaggi su misura, esperienze all’insegna dell’avventura ma senza rinunciare al comfort, con la garanzia di avere a disposizione i migliori servizi di trasporto e guide professionali parlanti italiano. Scoprirai le magnifiche città imperiali, capaci di alternare la vita moderna alla storia antica, visiterai il sud del Paese, e lo farai in modo davvero speciale, percorrendo le piste sterrate del Sahara in 4×4. Dormirai sotto una trapunta di stelle, comodamente alloggiato in un glamping tra le dune, l’abitare atavico ed esclusivo di una vacanza dai mille contrasti.
Il grande Sud in 4×4
Un tour “on the road” pensato per gli amanti dell’avventura: 1140 km da percorrere in 4×4 sfidando le piste sterrate dove un tempo passavano le carovane ricche di merci. L’ Intour Explore Grande Sud 4X4 di Francorosso mixa l’adrenalina al relax grazie a soggiorni esclusivi in campi tendati per vivere tutta la magia delle notti sahariane.
Partenza da Marrakech, la “città rossa”, chiamata così per le costruzioni in pietra arenaria, e proseguimento per il passo di Tizi n’ Tichka, uno dei valichi più belli della catena montuosa dell’Alto Atlante, a 2260 metri di altezza. Tappe successive alla Kasbah Telouet, chiamata anche Palais du Glaoui, e nella magnifica città fortificata, o “Ksar”, di Ait Ben Haddou, uno dei 9 patrimoni UNESCO del Paese nonché ambientazione di alcune riprese di Game of Thrones. Ti troverai al cospetto di un mirabile esempio di architettura antica del Marocco meridionale, caratterizzata da torri angolari, vicoli minimi e un grande granaio fortificato chiamato “agadir” che svetta sulla cima dell’abitato e che sovrasta un alveare di case in argilla rossa.
Il tour prosegue macinando chilometri e collezionando paesaggi tra scenari desertici e canyon mozzafiato dell’anti-atlante, prima di giungere presso la lussureggiante Valle del Draa, dove si trova il palmeto più grande del Marocco. Nella località di Merzouga, cenerai e dormirai sotto le stelle, accampato nelle tende berbere ai piedi delle famose dune, e quando penserai di non aver visto nulla di più bello del firmamento, assisterai allo spettacolo dell’alba nel deserto. Ma il Sahara non è solo natura straordinaria, è anche la vita resiliente delle popolazioni berbere: scoprirai la bellezza dell’accoglienza e delle tradizioni nomadi radicate nei secoli, a cominciare da un benvenuto speciale, sorseggiando un tè alla menta.
L’itinerario prosegue lungo la scenografica Valle del Dadès, un incredibile canyon scavato dall’omonimo fiume nel cuore della Valle delle Rose, per poi approdare nella cittadina di Ouarzazate, dai più conosciuta come location cinematografica. Un posto nell’olimpo del cinema lo merita per davvero poichè è stata palcoscenico di numerosi film che ne immortalano la bellezza, dal memorabile Lawrence d’Arabia, colossal del 1962 diretto da David Lean, ad alcune scene del film Tè nel deserto, pellicola cult tratta dall’omonimo romanzo di Paul Bowles, al Gladiatore di Ridley Scott.
Tappa finale del tour dove tutto è iniziato, per scoprire le bellezze di Marrakech: la Medersa Ben Youssef, il palazzo Bahia, la moschea della Koutoubia (esterno), i giardini della Menara e la piazza Djemaa El Fna con i coloratissimi souk, un turbinio per i sensi a contrasto con il silenzio offerto dai numerosi riad, i cortili interni delle abitazioni dove regna la pace.
Gran Tour del Marocco
La linea InTour di Francorosso propone un grande classico per scoprire l’essenza più autentica del Marocco, alla scoperta delle sorprendenti kasbah del sud ma soprattutto delle stupende città imperiali. Un viaggio nella storia e nella cultura del Paese per seguire le tracce di Cartaginesi, Romani, Arabi e dinastie berbere, e svelare l’eredità di regni, dinastie, sultani e pascià.
1705 km con partenza da Marrakech, dove una guida parlante italiano ti accompagnerà nelle visite dei palazzi più belli e nel dedalo della medina. Con l’InTour Gran Tour del Marocco scoprirai anche l’identità della più antica delle città imperiali, nonché capitale spirituale del Marocco, Fez. Preparati per un vero e proprio tuffo nel passato esplorando il quartiere Fès-el-Jdid, a spasso per la Piazza del Mechouar, sino a giungere al cospetto delle splendide porte del Palazzo Reale. Un vero e proprio scrigno di cultura che ospita la Medersa el-Attarine, del Mausoleo di Moulay Idriss e della Moschea al-Qarawiyyin, famosa per essere la prima Università del mondo arabo.
Tappa anche a Rabat, la capitale del Marocco situata lungo le rive del fiume Bou Regreg, dove i palazzi governativi e le nuove realtà convivono con l’eredità antica e del colonialismo francese. Il tour prevede una visita agli esterni del Palazzo Reale, all’iconica Torre diHassan e al Mausoleo Mohammed V. Infine Casablanca, città dall’animo cosmopolita: sarà l’influenza dell’Oceano Atlantico e l’impronta marinara e commerciale a conferirle quel pizzico di frenesia che non si percepisce nell’entroterra marocchino. Qui è facile fiutare la modernità e ammirare architetture che coniugano lo stile coloniale francese, moresco e Art Deco europeo. Merita una passeggiata lungo la Corniche sino alla Moschea Hassan II, che si annuncia con il suo minareto di ben 210 metri affacciato sulle onde: appare come un faro, capace di orientare nei contrasti di una città in divenire, saldamente ancorata al passato.
Le Filippine è uno stato composto da circa 7600 isole, e Palawan è la prova che spesso sono sottovalutate dal punto di vista turistico.
L’arcipelago
Palawan è l’arcipelago nonché provincia più grande delle Filippine.
Lambito dal Mare di Sulu a Sud-Est e dal Mar Cinese Meridionale a Nord-Ovest, è composto da circa 1800 tra isole e isolotti di una straordinaria ed a volte incontaminata bellezza. .
La chiesa dell’ Immacolata Concezione, Cattedrale di Puerto Princesa
Palawan
È l’isola la più grande dell’arcipelago, lunga 450 Km e larga 50.
Nel suo territorio troviamo Puerto Princesa, che ne è la capitale.
Puerto Princesa è da sempre centro delle attività amministrative, commerciali ed economiche della provincia ed ha ottenuto un importante riconoscimento come modello di città per pulizia, protezione e conservazione ambientale e amministrazione.
Tra le isole maggiori dell’arcipelago di Palawan da ricordare anche Cuyo e Busuanga
A Cuyo possiamo trovare il forte del XVII secolo, costruito a protezione contro le incursioni dei pirati.
Busuanga fa parte delle Calamian Islands. Il turismo è arrivato solo di recente per cui si può godere della bellezza della zona senza troppo affollamento di turisti.
L’ Isola di Busuanga
Un po’ di storia
Le vicende di Palawan sono strettamente connesse alla storia delle Filippine.
Dopo l’arrivo di Ferdinando Magellano nel 1521, la colonizzazione spagnola portò i primi missionari nel XVII secolo e solo il secolo successivo si iniziò la costruzione delle Chiese.
Agli spagnoli seguì il periodo della colonizzazione americana e la successiva autonomia delle Filippine.
Prima dell’arrivo degli spagnoli le isole Palawan erano abitate da piccoli nuclei provenienti dai paesi vicini: Cina, India e Malesia.
Questa molteplicità di origine ha dato vita a circa 90 gruppi etnici sparsi sulle isole dell’Arcipelago.
Furono proprio gli abitanti della Malesia ad introdurre la religione dell’Islam che è attualmente la principale.
Cosa vedere
El Nido
El Nido con la Big Lagoon e la Small Lagoon
A nord di Palawan troviamo El Nido e basta vedere alcune immagini per sentir nascere il desiderio di visitarlo.
È un’insenatura di forma circolare protetta da scogliere molto alte che ricordano un nido: ecco l’origine del nome.
Arrivare non è semplice , ma vale la pena di affrontare la scomodità del viaggio per arrivare in questo paradiso che ha ispirato Alex Garland per il suo libro “The Beach”.
Impossibile resistere ad una nuotata nelle basse acque turchesi della Big Lagoon o della Small Lagoon, circondate dalle pareti di roccia frastagliate.
Le scogliere ad ovest di El Nido impediscono di godere il tramonto, ma basta spostarsi di un paio di km verso Corong Corong per godere di un’indimenticabile tramonto.
Underground River di Puerto Princesa
A circa un’ora da Puerto Princesa si trova Underground River, dichiarato uno delle nuove sette meraviglie della natura nel novembre 2011.
È un fiume sotterraneo lungo 8,2 km che scorre dentro una grotta ricca di stalattiti e stalagmiti dalle forme uniche.
Per accedere all’ingresso della grotta bisogna arrivare via mare e sbarcare a pochi metri dalla spiaggia vicino al fiume.
Proprio per la particolarità del luogo non possono accedere alla grotta più di 1000 persone al giorno, per questo è consigliato prenotare con molto anticipo.
Anche osservare la fauna locale rende unica l’esperienza: macachi dalla coda lunga, il Palawan Water Monitor (una specie di varano) e con un po’ di fortuna il Pavone di Palawan (Palawan peacock-pheasant).
I fantastici scenari lungo l’ Underground River
Quando andare a Palawan
Come per tutte le isole tropicali, il clima a Palawan è diviso in una stagione secca e in una stagione delle piogge.
La stagione secca va da Novembre a Maggio mentre la stagione delle piogge inizia a Maggio e continua fino a Novembre.
Considerato che il Capodanno Cinese cade tra Gennaio e Febbraio , il periodo migliore per visitare Palawan è tra Febbraio e Aprile.
Anche se la temperatura del mare è calda tutto l’anno, è sconsigliato visitare Palawan nella stagione delle piogge.
Tifoni e acquazzoni rendono difficile la viabilità stradale ed aerea: strade inagibili e cancellazione di voli sono all’ordine del giorno.
L’ economia di Palawan
La straordinaria bellezza delle sue isole, della natura e paesaggi ha permesso di sviluppare un’economia basata quasi interamente sul turismo.
Purtroppo l’attività mineraria si sta sviluppando sempre più, minacciando il patrimonio ambientale locale.
Questo patrimonio deve essere salvaguardato attraverso nuove forme di ecoturismo che rispettino e valorizzino l’ambiente.
A Suakin in Sudan, la vecchia città è ormai praticamente una città fantasma ma forse proprio per questo ha il potere di suscitare immagini di mistero e di avventura.
È una città che vanta una storia veramente antica e che ha visto crescere e sparire tante antiche potenze.
Suakin, cosa significa
La situazione logistica di Suakin, in fondo ad una marsa
Il nome sembra derivi da “U Suk” che in lingua begia deriva dalla parola araba “suq” che a sua volta vuol dire “mercato”.
In un’altra formulazione del nome, “Sawakin”, si potrebbe risalire ad una parola araba che significa “abitanti”.
In ogni caso il nome compare in un’antichissima leggenda su Re Salomone.
Narra che qui imprigionò tutti i “jinn”, ovvero quelle entità che nella mitologia musulmana sono simili ai nostri angeli anche se un po’ inferiori.
Suakin…tanto tanto tempo fa
Intanto diciamo che Suakin si trova su un’isola all’interno di una profonda marsa.
Una situazione che l’ha resa sempre un porto sicuro e facilmente difendibile.
I resti della dimora di un ricco mercante
E in antico era il porto principale di questa regione e lo è stato fino a quando non si decise di fondare Port Sudan, ma questo avvenne solo all’inizio del ‘900.
Probabilmente Suakin era il Porto di Buona Speranza attivissimo in età Tolemaica, anche se i romani usarono molto anche il porto di Berenice, circa 500 km più a nord.
Le prime documentazioni storiche, comunque, sono del X sec. d.C. e se ne deduce che fosse già ritenuta una città antichissima.
Fu costruita interamente con blocchi di corallo, materiale di cui si aveva senz’altro un’alta disponibilità, ma che, se non debitamente curato, non è sicuramente…eterno.
Suakin nel Medioevo
Con le Crociate e le invasioni Mongole della Siria questo porto divenne attivissimo.
Addirittura, nel XIV sec. molti mercanti veneziani stabilirono qui delle basi intuendo l’incremento dei traffici commerciali.
Questo non impedì ad un sovrano di Suakin, Ala al-Din al-Asba’ni, di praticare regolarmente la pirateria.
Inoltre, qualche storico avanza l’ipotesi che la città fosse addirittura di fede cristiana in quanto gli abitanti erano Begi che, come i Nubiani e gli Etiopi, erano, appunto, cristiani.
La Moschea
Dopo il ‘500
Nel 1517 avviene la conquista Ottomana.
Ed inizia il declino.
Sotto i Turchi, Suakin assiste all’abbandono da parte di molti abitanti.
In quel periodo, infatti, gli esploratori portoghesi scoprirono e perfezionarono una nuova rotta commerciale verso le Indie circumnavigando l’Africa.
Gli Ottomani furono incapaci di contrastare i commerci lungo la nuova rotta e mercanti di ogni nazionalità incominciarono ad abbandonare la città.
A cavallo fra il XVIII e il XIX sec. due terzi degli edifici erano già abbandonati e in rovina.
Poi subentra l’influenza britannica.
Ma nel 1870 iniziano le prime mosse di quella che diventerà la rivolta Mahdista contro il colonialismo inglese in Sudan.
Lord Kitchener usò Suakin come suo quartier-generale e sopravvisse a un lungo assedio, ma, dopo la sconfitta, i Britannici, invece di ricostruire la vecchia città, preferirono fondarne una nuova una sessantina di chilometri più a nord: Port Sudan.
Suakin iniziò a decadere rapidamente, i commerci si trasferirono a Port Sudan e la principale attività divenne la pesca.
Nel 1922 gli ultimi mercanti lasciarono Suakin per sempre.
Ai giorni nostri
Ciò che resta della vecchia sede della Banca Nazionale
La magia di questa antica città, anche se distrutta, è sempre comunque tanta.
Al punto che nel 2017 il governo turco ha stanziato 650 milioni di dollari per il recupero della città vecchia di Suakin in ottica turistica con la costruzione di una nuova darsena.
Pochi mesi dopo, nel marzo 2018, il Governo del Qatar ha siglato con le autorità di Khartoum un accordo di 4 miliardi di dollari per il restauro ed il rilancio del porto della città.
Che dire?…vedremo se Suakin tornerà veramente a nuova vita senza che vengano meno le emozioni che tuttora trasmette.
Il suo antico nome malese era Ujang Salang, dove Ujang significa “capo, promontorio”.
Al giorno d’oggi l’Isola di Phuket è collegata al continente con una struttura modernissima, il ponte Sarasin, oltre ad un modernissimo aeroporto internazionale.
Siamo nel Mare delle Andamane e le bellezze di questa isola attirano più di undici milioni di turisti ogni anno.
Vediamo qualche notizia che può interessarvi.
Vacanza a Phuket
La Provincia di Phuket non comprende solo l’omonima isola, ma anche numerose isole minori.
Però, prima di salire su una delle caratteristiche long-tail boat per raggiungerle, vi consigliamo di conoscere bene cosa potete trovare sull’isola principale.
Vi assicuriamo che avrete molto da visitare: attrazioni culturali, monumenti spirituali, mercatini, baie nascoste e un mondo sottomarino spettacolare.
Una strada nel centro storico di Phuket, con i tipici negozietti
Iniziamo con la città di Phuket.
È il punto di riferimento culturale dell’isola e vi si trova un’interessante architettura sino-portoghese dell’inizio del XX secolo con i tipici negozietti del suo centro storico.
E rimanendo in città non potete perdervi i suoi mercatini notturni.
Sarete coinvolti in colori, odori e sensazioni a non finire e troverete souvenir artigianali, street food e artisti da strada, il tutto in un’atmosfera assolutamente elettrizzante.
Prima di andare sul mare, poi, potreste visitare il Wat Chalong, uno dei principali templi, per percepire la reale cultura buddhista dell’isola.
Non lontano si trova il “Grande Buddha”, che dai suoi quarantasei metri di altezza offre dei panorami unici sulla costa di Phuket assieme ad un’atmosfera di grande serenità.
E tenete anche presente che l’isola è coperta da piantagioni e foreste che possono essere esplorate in trekking o, per chi ama l’adrenalina, con percorsi zip-line come il Flying Hanuman.
La frequentatissima spiaggia di Patong
Il mare di Phuket
Ma Phuket è famosa per le sue spiagge.
La più frequentata è Patong, lunghissima e ben attrezzata, dove si concentra la maggior parte della vita notturna dell’isola assieme a grossi centri per lo shopping.
Ma se non amate la confusione, andate a sud dove si trovano Karon, Kata Yai e Kata Noi.
E non dimenticate che sulla Rawai Coast troverete gli scenari più paradisiaci di Phuket.
Soprattutto Promthep Cape offre i tramonti più suggestivi dell’isola.
Oppure andate a nord sulle spiagge di Kamala o Surin o Bang Tao.
All’estremo nord, poi, sulla costa occidentale c’è una spiaggia semi-deserta, Mai Khao.
Nei pressi si trova pure il Parco Nazionale Sirinat sulle cui spiagge le tartarughe marine vengono a deporre le uova.
In tutto questo, non potrete esimervi dal mettere la testa sott’acqua.
I siti di immersione sono tanti, ma anche col semplice snorkeling riuscirete a godervi la straordinaria bellezza e la biodiversità delle barriere coralline di quest’angolo di Oceano Indiano.
Koh Phi Phi
Via da Phuket
Se vi organizzate e soprattutto se siete subacquei o almeno snorkelisti convinti, con una navigazione veloce nemmeno troppo lunga vi consigliamo tre mete imperdibili: le Phi Phi Islands, le Racha Islands e le Similan Islands.
Phi Phi Islands
Fanno parte del Parco Nazionale Hat Noppharat Thara-Mu Ko Phi Phi e sono 25 miglia a est-sud-est di Phuket.
Sono due, unite da un istmo di sabbia: Koh Phi Phi Don, la principale e unica abitata, e Koh Phi Phi Leh, in buona parte disabitata e del tutto incontaminata.
Maya Bay è spettacolare con la spiaggia perfetta, l’acqua diamantina e le scogliere coperte di vegetazione tropicale che si gettano in mare.
Racha Islands
Si trovano a 18 miglia a sud-sud-ovest di Phuket.
Anche queste sono due, ma sono separate: Koh Racha Yai, la più grande e con strutture ricettive, e Koh Racha Noi, più piccola e disabitata.
Sono entrambe la quintessenza della tranquillità, della purezza delle spiagge e di un mare incredibile sia per chi pratica solo snorkeling che per chi cerca un po’ più di profondità.
Fondali di Phuket
Similan Islands
Queste sono più distanti: 65 miglia a nord-ovest, nel bel mezzo del Mare delle Andamane.
Sono Parco Nazionale e sono annoverate fra i 10 punti di immersione migliori al mondo.
Ci si può organizzare per un’escursione dalla mattina alla sera, ma per goderle appieno sarebbe meglio prevedere una mini-crociera di 2 o 3 giorni percorrendo tutto l’arcipelago.
Per certo, la limpidezza di queste acque, la biodiversità, l’ottimo stato dei coralli la renderanno un’esperienza davvero unica.
Concludendo
Non pretendiamo di avervi detto tutto, ma sicuramente abbastanza perché ora non abbiate dubbi che a Phuket non vi annoierete, qualunque sia il modo che preferite di passare le vostre vacanze.
Scopri l’incantevole fascino dell’isola di Ifuru, una gemma nascosta in attesa di essere svelata. Questa straordinaria destinazione, situata nell’atollo di Raa, è il segreto meglio custodito delle Maldive. A settembre 2023, IFURU ISLAND MALDIVES ha fatto il suo magico DEBUTTO, promettendo un’esperienza inaspettata e lussuosa.
Con 147 SUNSET BEACH SUITES & VILLAS CHE REGALANO UNA VISTA SUL TRAMONTO, L’isola di Ifuru è un santuario di proprietà indipendente. I nostri quattro bar e sei squisiti ristoranti ridefiniscono il lusso delle Maldive. Gli ospiti possono concedersi un pacchetto PREMIUM ALL-INCLUSIVE e godere di servizi curati che superano le aspettative.
Parti per un viaggio incantevole sull’isola di Ifuru, progettato per sfidare l’ordinario e accendere l’avventura. Crea ricordi eterni mentre ti godi risate gioiose, assisti a tramonti vibranti e immergiti in questo paradiso tropicale. L’isola di Ifuru si erge con orgoglio su quattro pilastri: SOCIALE, DIVERTIMENTO, STILE DI VITA e GRANDE VALORE.
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Viviamo per le sorprese quotidiane e i magnifici tramonti. Che tu sia un appassionato di avventura in cerca di avventure emozionanti, un disperato desiderio romantico di serenità e intimità o un gruppo di amici in cerca di momenti gioiosi, le Maldive offrono qualcosa di straordinario per tutti. Il nostro obiettivo è quello di curare esperienze che soddisfino interessi e desideri diversi, assicurando che ogni viaggiatore scopra il proprio incanto in questo paradiso tropicale.
Parti per un viaggio in cui ogni momento è pieno di stupore, dove i tramonti scuotono lo spirito e l’affascinante bellezza delle Maldive cattura il tuo cuore.
Preparati a essere ipnotizzato, euforico e pieno di stupore mentre ti imbarchi in una straordinaria esperienza di paracadutismo sull’isola di Ifuru, dove paradiso e adrenalina convergono senza soluzione di continuità. Preparati per un’avventura che fonde l’eccitazione al cardiopalma con l’impareggiabile bellezza di questo paradiso tropicale.