A Suakin in Sudan, la vecchia città è ormai praticamente una città fantasma ma forse proprio per questo ha il potere di suscitare immagini di mistero e di avventura.
È una città che vanta una storia veramente antica e che ha visto crescere e sparire tante antiche potenze.
Suakin, cosa significa

Il nome sembra derivi da “U Suk” che in lingua begia deriva dalla parola araba “suq” che a sua volta vuol dire “mercato”.
In un’altra formulazione del nome, “Sawakin”, si potrebbe risalire ad una parola araba che significa “abitanti”.
In ogni caso il nome compare in un’antichissima leggenda su Re Salomone.
Narra che qui imprigionò tutti i “jinn”, ovvero quelle entità che nella mitologia musulmana sono simili ai nostri angeli anche se un po’ inferiori.
Suakin…tanto tanto tempo fa
Intanto diciamo che Suakin si trova su un’isola all’interno di una profonda marsa.
Una situazione che l’ha resa sempre un porto sicuro e facilmente difendibile.

E in antico era il porto principale di questa regione e lo è stato fino a quando non si decise di fondare Port Sudan, ma questo avvenne solo all’inizio del ‘900.
Probabilmente Suakin era il Porto di Buona Speranza attivissimo in età Tolemaica, anche se i romani usarono molto anche il porto di Berenice, circa 500 km più a nord.
Le prime documentazioni storiche, comunque, sono del X sec. d.C. e se ne deduce che fosse già ritenuta una città antichissima.
Fu costruita interamente con blocchi di corallo, materiale di cui si aveva senz’altro un’alta disponibilità, ma che, se non debitamente curato, non è sicuramente…eterno.
Suakin nel Medioevo
Con le Crociate e le invasioni Mongole della Siria questo porto divenne attivissimo.
Addirittura, nel XIV sec. molti mercanti veneziani stabilirono qui delle basi intuendo l’incremento dei traffici commerciali.
Questo non impedì ad un sovrano di Suakin, Ala al-Din al-Asba’ni, di praticare regolarmente la pirateria.
Inoltre, qualche storico avanza l’ipotesi che la città fosse addirittura di fede cristiana in quanto gli abitanti erano Begi che, come i Nubiani e gli Etiopi, erano, appunto, cristiani.

Dopo il ‘500
Nel 1517 avviene la conquista Ottomana.
Ed inizia il declino.
Sotto i Turchi, Suakin assiste all’abbandono da parte di molti abitanti.
In quel periodo, infatti, gli esploratori portoghesi scoprirono e perfezionarono una nuova rotta commerciale verso le Indie circumnavigando l’Africa.
Gli Ottomani furono incapaci di contrastare i commerci lungo la nuova rotta e mercanti di ogni nazionalità incominciarono ad abbandonare la città.
A cavallo fra il XVIII e il XIX sec. due terzi degli edifici erano già abbandonati e in rovina.
Poi subentra l’influenza britannica.
Ma nel 1870 iniziano le prime mosse di quella che diventerà la rivolta Mahdista contro il colonialismo inglese in Sudan.
Lord Kitchener usò Suakin come suo quartier-generale e sopravvisse a un lungo assedio, ma, dopo la sconfitta, i Britannici, invece di ricostruire la vecchia città, preferirono fondarne una nuova una sessantina di chilometri più a nord: Port Sudan.
Suakin iniziò a decadere rapidamente, i commerci si trasferirono a Port Sudan e la principale attività divenne la pesca.
Nel 1922 gli ultimi mercanti lasciarono Suakin per sempre.
Ai giorni nostri

La magia di questa antica città, anche se distrutta, è sempre comunque tanta.
Al punto che nel 2017 il governo turco ha stanziato 650 milioni di dollari per il recupero della città vecchia di Suakin in ottica turistica con la costruzione di una nuova darsena.
Pochi mesi dopo, nel marzo 2018, il Governo del Qatar ha siglato con le autorità di Khartoum un accordo di 4 miliardi di dollari per il restauro ed il rilancio del porto della città.
Che dire?…vedremo se Suakin tornerà veramente a nuova vita senza che vengano meno le emozioni che tuttora trasmette.