Kenya, dove nasce il mal d’Africa.

Kenya, dove nasce il mal d’Africa.

Cinque motivi o più per andare in Kenya e per una volta non parlerò di mare…

La prima cosa che viene in mente sono i safari e i tramonti sulla savana con giraffe ed elefanti che si spostano lenti.

In effetti questo è sicuramente uno dei tanti motivi per visitare il Kenya.

I parchi naturalistici e le riserve sono tantissimi e non voglio farne la lista.

Ma nemmeno voglio dilungarmi sui parchi più conosciuti come lo Tsavo, l’Amboseli o il Masai Mara.

Voglio soffermarmi piuttosto su qualcuno dei meno noti.

Haller Park

È un parco che si trova vicino a Mombasa.

Ci sono dei sentieri per trekking all’interno della foresta e il nome del sentiero principale è bamburi perché arriva fino alla spiaggia che ha questo nome.

Nel parco è possibile intravedere tanti tipi di animali selvatici.

Fra questi ci sono scimmie, zebre, tartarughe e tantissimi uccelli.

Teoricamente anche ippopotami ma l’incontro con questi bestioni è sempre preferibile evitarlo.

Riserva Nazionale Samburu

Riserva Nazionale Samburu

Fra i meno conosciuti ma ricchissimo di fauna selvatica, il parco è abbastanza piccolo, solo 165 kmq.

Si sviluppa lungo il fiume Evaso Nyiro che si trova a nord e prende il nome dalla popolazione locale.

La riserva include nel suo territorio anche il Monte Koitogor che supera i 1200 m per cui si trovano diversi tipi di habitat.

Al fiume accorrono tutti ed è possibile vedere in vari orari e stagioni elefanti, bufali, ippopotami, coccodrilli, zebre di Grant, gazzelle, impala, leoni, leopardi, ghepardi e chi più ne ha più ne metta.

Parco Nazionale di Hell’s Gate

Si trova a nord ovest di Nairobi ed è un’altra piccola riserva, ricchissima di animali, di solo 68 kmq.

È palesemente una zona di origine vulcanica.

La Gola di Hell’s Gate

Questo risulta dalle particolari formazioni rocciose come la Fischer’s Tower, la Central Tower o la Gola di Hell’s Gate da cui prende nome il parco.

Ma altre attività vulcaniche sono sempre presenti con acque calde sotterranee e sorgenti termali.

Al punto che nella vicina località di Olearia, ci sono tre centrali geotermiche.

Qui non ci sono animali pericolosi e il parco si raggiunge in 90 minuti di auto da Nairobi, quindi è un posto ideale per fare trekking, climbing e bike.

I cinefili sappiano che la gola di Hell’s Gate è stata usata per alcune scene di uno dei film di Tomb Rider.

Kenya, i laghi

Non è tutto, qui vicino c’è il Lake Naivasha, un lago grande abbastanza da avere onde che si creano quando c’è vento.

Una curiosità sul nome… “naivasha” in Swahili significa appunto “bacino d’acqua dove si formano le onde”, ossia lago.

Ma alla domanda dei primi esploratori inglesi ai locali su come si chiamasse il lago fu risposto “naivasha” e da lì si chiamò Lake Naivasha… come dire: Lago Lago.

E di lago in lago, appunto, parliamo anche del Lake Nakuru che si trova a oltre 1700 mt di altitudine, all’interno della Rift Valley e a sud della città di Nakuru.

Il lago contiene una gran quantità di soda (siamo in zona dove appunto l’attività vulcanica è presente in ogni sua forma).

Non per nulla Nakuru significa “luogo polveroso”.

Fenicotteri rosa al Lago Nakuru

Ma così del tutto non è, perché il lago con la sua salinità nutre una delle colonie più grandi di fenicotteri che si cibano di alghe e micro-crostacei.

Interessante notare che sulle sue rive il lago è paludoso poi si trasforma in foresta e poi in foresta asciutta.

Da qui passiamo alla savana arborea, e infine a quella piatta.

Il Parco Nazionale del Lago Naruku è casa per ben oltre 70 rinoceronti bianchi e oltre 25 rinoceronti neri.

Sono stati introdotti e si sono felicemente riprodotti.

Oltre a questi si possono vedere facoceri, babbuini, impala, antilopi d’acqua, oltre a qualche leone che serve a contenere l’aumento del numero dei bufali.

Ci sono poi zebre di Grant, giraffe di Rothshild, iene striate, ippopotami e tantissimi tipi di uccelli.

Parco Nazionale Arabuko Sokoke

È piccolissimo ed è solo una porzione dell’omonima foresta (420 km²), la più grande foresta pluviale costiera di tutta l’Africa orientale.

Ci sono tanti animali endemici fra cui alcuni veramente insoliti e buffi come il topo ragno elefante, l’elefante nano e il gatto selvatico.

Sono tutti denominati con la specifica “…dell’Arabuco Sokoke”, proprio perché differenti da altre specie simili.

Inoltre, i rangers hanno creato una pozza artificiale dove nelle stagioni più secche gli animali possano trovare da dissetarsi.

Nel cuore del Kenya: il Parco Nazionale di Aberdare

Uno scenario del Parco Nazionale di Aberdare

Si trova nel Kenya centrale e si tratta di un’enorme zona montuosa con altitudini che vanno dai 1800 ai quasi 4000 m raggiunti dalla vetta dell’Oldonyo Lesatima.

Sono rappresentate quindi sia le brughiere montane Africane che le foreste montane con la flora e la fauna che le contraddistingue.

Il clima, infatti, è temperato e caratterizzato da una nebbia quasi sempre presente e da abbondanti precipitazioni.

Il parco ospita una grande varietà di specie vegetali che variano con l’altitudine, nonché una fauna molto ricca comprendente oltre 200 specie di uccelli e da 50 a 60 specie di mammiferi.

Da notare che molti animali appartengono a specie minacciate come il rinoceronte nero, l’ilochero, il potamochero e altri.

Kenya, per concludere…


Andate a passare qualche giorno a contatto con la natura vera di questi parchi e capirete davvero cosa sia il mal d’Africa.

Tornerete a casa cambiati dentro, con negli occhi e nella mente scene indimenticabili.

La natura avvolgente dell’America Latina: vacanza tra ritmi e magia della Colombia.

La natura avvolgente dell’America Latina: vacanza tra ritmi e magia della Colombia.

Una delle destinazioni più affascinanti dell’America Latina vi aspetta per vacanze indimenticabili all’insegna della natura, della bellezza e di quell’esuberante magia che si respira solo in questo angolo del pianeta. Un viaggio in Colombia garantisce un’esperienza immersiva tra ricche tradizioni culturali, una calda ospitalità e una spiritualità che svela i nostri legami ancestrali con le forze della natura. Dalle spiagge dorate di Cartagena e Santa Marta che si affacciano sul Mar dei Caraibi fino alle fresche cime delle Ande e alle rigogliose foreste amazzoniche, questo affascinante paese è un caleidoscopio di scenari mozzafiato. Grazie a questa novità dei Villaggi Bravo potrete vivere la Colombia in una maniera ancora più speciale, tra il relax a bordo piscina e l’avventura delle escursioni.

Dalle Ande alle spiagge caraibiche: le meraviglie della Colombia

Cartagena e Santa Marta sono veri gioielli del turismo colombiano. La prima, con il suo centro storico fortificato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, offre un viaggio nel tempo tra le strade acciottolate, le case colorate e le imponenti mura coloniali. Playa Blanca e le Isole del Rosario, rigogliose e con delle bellissime baie incontaminate situate in mezzo al mare a sud di Baru, sono due location da sogno nei paraggi di Cartagena, ideali per il relax e le immersioni. Santa Marta è invece la città più antica della Colombia, nonché porta d’accesso al Parco Nazionale Naturale Tayrona, dove foresta tropicale e spiagge selvagge si incontrano dando vita ad uno dei paesaggi più suggestivi del paese. Qui si nascondono le antiche rovine della città perduta di Teyuna, conosciuta anche come la “Ciudad Perdida”.

Uno scenario completamente diverso è invece quello che vi aspetta sulle Ande: vette innevate, villaggi pittoreschi e piantagioni di caffè. La zona del “Eje Cafetero“, che abbraccia le città di Manizales, Pereira e Armenia, è il cuore di questa regione, in cui potrete partecipare a degustazioni di caffè o immergervi nell’aroma delle sue piantagioni. Al contrario, l’Amazzonia colombiana con la sua biodiversità senza pari offre emozioni indimenticabili lungo il Rio delle Amazzoni o incontrando le comunità indigene che la abitano.

Bogotá, la capitale della Colombia, è un centro culturale e gastronomico molto vibrante. Tappa obbligata è il Museo del Oro e il quartiere di La Candelaria. Tra le sue strade strette e gli edifici coloniali potrete esplorare l’arte e la cultura colombiana. Medellín, conosciuta come la “città dell’eterna primavera” è simbolo di riscatto, innovazione e progresso. Il suo sistema di trasporto pubblico è considerato uno dei migliori dell’America Latina. Le colline circostanti offrono escursioni panoramiche e viste spettacolari sulla città.

La Colombia è rinomata per le sue feste colorate e vivaci che riflettono l’anima del paese. Il Carnaval de Barranquilla, uno dei più grandi carnevali del mondo, è una celebrazione di musica, danza e folklore che attira visitatori da ogni angolo del pianeta. La Feria de las Flores di Medellín è un altro evento imperdibile con sfilate di carri fioriti, concerti e attività culturali che mettono in mostra l’allegria e la creatività dei colombiani.

In Colombia al Bravo Decameron Barù

Immerso nella verdeggiante giungla tropicale affacciata su un tratto di mare corallino si trova il Bravo Decameron Baru’ con la sua spiaggia di sabbia fine che sorge sull’omonima penisola di Barù, a breve distanza dalla celebre Playa Blanca. La zona è caratterizzata da diversi arenili, alcuni sabbiosi, altri rocciosi, fino a pittoresche lagune. Situato a pochi chilometri da Cartagena, il villaggio si trova in un’ottima posizione anche come punto di partenza per visitare diversi luoghi di interesse della regione. Il suo stile caraibico e accogliente lo rende la destinazione ideale per una vacanza all’insegna del relax, del divertimento, del benessere e dell’esplorazione, grazie anche alle tante escursioni, come ad esempio, il City Tour di Cartagena che vi porterà a visitare anche il famoso e caratteristico quartiere di Getsemani, con i suoi vivaci murales e i tanti locali che servono specialità colombiane.

Il Bravo Decameron Barù sarà la scelta giusta per una vacanza completa di tutto: natura selvaggia, storia e cultura, relax e divertimento con Bravo, il tutto con il colorato ritmo del Caribe più autentico.

La natura avvolgente dell’America Latina: vacanza tra ritmi e magia della Colombia
Forse non tutti sanno che in Vietnam…

Forse non tutti sanno che in Vietnam…

Forse non tutti sanno che pensando al Vietnam le cose che dovremmo sapere per organizzare un viaggio non sono solo dove andare, cosa vedere o il clima.

Qui voglio raccontarvi alcune cose un po’ curiose che ho avuto modo di vedere e provare in prima persona.

Siete pronti? Let’s go!

La cucina vietnamita e i 5 elementi

In Vietnam la presentazione del cibo è molto gradevole e curata, e mi ha ricordato molto la cura nei dettagli giapponese.

Andando un po’ a cercare maggiori informazioni ho scoperto che anche il cibo è legato alla filosofia locale e all’influenza cinese.

Tutto si basa sui 5 elementi della natura: Fuoco, Terra, Metallo, Acqua e Legno

I cinque elementi base sono collegati ad altrettanti sapori, parti del corpo, colori e sensi.

Combinando gli ingredienti si hanno non solo piatti gustosi ma anche equilibrati , sani e presentati in modo….. artistico.

Così può capitare che se ordini pesce grigliato ti venga presentato un enorme pesce in piedi, le crepês di riso avvolte in foglie e legate da una tagliatella di carota così come tutti i piatti vengono presentati con bellissime decorazioni di carote (e non solo carote) di tutte le forme: fiori, rose, nastrini e alberelli .

Una accurata ed invitante presentazione di un piatto vietnamita

Forse non tutti conoscono la differenza fra involtini primavera e involtini estate

Il primo incontro con il cibo vietnamita è stato con quelli che pensavo fossero Spring Rolls: stessa forma, ripieno simile ma molto più leggeri poiché l’involtino era al naturale.

In realtà ho scoperto che se l’involtino è fritto si chiama Involtino Primavera, se non lo è, si chiama Involtino Estate.

Provateli entrambi e scegliete quale vi piace di più.

Forse non tutti sanno cosa sono buccette e pissa

In un paio di ristoranti ci hanno consigliato le “buccette” e dopo qualche momento di imbarazzo (non capivamo cosa fossero) abbiamo capito che si trattava delle “bruschette” !!!

Con molta curiosità e diffidenza abbiamo voluto provarle e devo dire che non solo ci siamo ricreduti, ma abbiamo anche fatto il bis.

Per non parlare della immancabile pizza – o “pissa” come dicono qui – tanto amata da chi preferisce andare su sapori noti.

Superando la difficoltà linguistica è bello trovare un po’ di casa nelle strade di Hanoi.

Donne Ninja

In Vietnam il 90% delle donne sono chiamate Donne Ninja, ma non sono sicari né spadaccine.

Semplicemente le donne vietnamite non amano la pelle abbronzata e fanno di tutto per tenere la pelle lontana dai raggi solari.

Ecco perché si incontrano donne coperte dalla testa ai piedi, nonostante il caldo, compreso mascherine e guanti.

Forse per noi donne amanti dell’abbronzatura a tutti i costi ciò può sembrare molto strano, ma vedendo la bellezza delicata delle donne vietnamite mi viene in mente il vecchio proverbio: “Chi bella vuole apparire, qualche pena deve soffrire“.

Forse non tutti sanno l’importanza di calligrafia e alfabeto

La calligrafia vietnamita è considerata una vera e propria arte, tant’è che viene praticata dai maestri calligrafici.

Basta vedere qualche pergamena per renderci conto che il maestro riversa nel messaggio scritto la sua ispirazione e il suo stato d’animo.

Sono piccole opere d’arte che per i vietnamiti rappresentano dei piccoli porta fortuna.

Se vi imbattete in un maestro calligrafo durante i vostri viaggi, fatevi fare una pergamena con una frase o una virtù da portare a casa.

Vi potrebbe essere utile nella vita quotidiana per recuperare un po’ di serenità.

L’alfabeto vietnamita moderno si deve ai missionari gesuiti che basandosi sulla lingua latina, creano lettere che riescono a rendere più comprensibile la lingua vietnamita.

Ma attenzione alle inflessioni e alla pronuncia, se non siete sicuri evitate perché potreste dire l’opposto o peggio….

L’aspetto ultramoderno di Saigon

Hanoi Vs Saigon

Hanoi e Saigon sono le città più popolose del Vietnam, alter ego delle nostre Roma e Milano.

La prima, attuale capitale del Vietnam riunificato, conserva numerosi edifici millenari accanto ai più recenti a testimonianza del periodo della colonizzazione francese e della nuova repubblica.

Impressionante ad Hanoi è la massiccia presenza di motorini che seguono delle proprie regole stradali.

È necessario un po’ (tanta) di attenzione quando si cammina per strada e scansare le orde di TucTuc e motorini.

Saigon, o meglio Ho Chi Minh, presenta un’architettura più moderna, complice i danni dei bombardamenti della guerra del Vietnam.

Un’altra differenza che ho notato tra Hanoi e Saigon è il traffico

Mentre ad Hanoi devi fare attenzione a motorini e TucTuc, a Saigon trovi una flotta di due ruote più ordinata e rispettosa delle regole stradali.

I Mercati di Saigon

Forse non tutti sanno che Saigon è molto simile alla nostra Milano, una città pulsante di attività commerciali ed economiche, con alti palazzi e larghe strade.

Tra le varie attrazioni della città, sicuramente i più visitati sono i grandi mercati di Ben Thanh e Cho Lon (mercato di Binh Tay) dove è possibile trovare di tutto.

Ma attenzione, preparatevi al caldo e all’afa che troverete all’interno dei capannoni e ad uscire con portafoglio più leggero e tante buste in mano.

La coltivazione di perle

Una visita alla fattoria delle perle è d’obbligo: il Vietnam infatti ha un’importante produzione di perle.

La lavorazione delle perle

Durante il percorso guidato ho avuto modo di scoprire che il nucleo centrale della perla, introdotto manualmente dalle operatrici, è una piccola pallina ottenuta dai gusci delle ostriche e quindi anch’essa di madreperla

Niente nucleo di plastica e quindi si raggiunge un livello qualitativo più alto.

Il procedimento per l’allevamento delle perle è abbastanza semplice.

Con telefonino alla mano abbiamo avuto modo di osservare il procedimento di innesto della pallina di madreperla: si apre leggermente l’ostrica, delicatamente si fa un piccolo taglio e si introduce la pallina di madreperla attorno alla quale si creerà la perla.

Le ostriche vengono riposte in una vasca ed a seconda della tipologia possono passare fino a 6-8 anni prima di poter raccogliere le perle.

Una volta che sono state raccolte, ne viene fatta una selezione per stabilire la taglia e la perfezione.

Le perle giudicate non perfette vengono utilizzate per la cosmesi.

Le perle che passano il controllo qualità finiscono nelle mani degli artigiani che procedono a fare un foro cieco o passante, a seconda del gioiello che si vuole realizzare.

La visita si conclude nel negozio con file interminabili di banconi dove sono esposte tutte le creazioni della farm.

Orecchini, collane, bracciali di semplici perle, oppure incastonate in oro e argento per la gioia degli occhi e meno del portafoglio.

Esistono anche soluzioni economiche di piccoli oggetti in madreperla che riescono a soddisfare il desiderio di portare a casa un piccolo prezioso souvenir.

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Nusret apre a Roma. Ecco dove Salt Bae inaugurerà il suo primo ristorante italiano.

Nusret apre a Roma. Ecco dove Salt Bae inaugurerà il suo primo ristorante italiano.

Nusret Gökçe, noto come “Salt Bae”, ha annunciato l’apertura del suo primo ristorante in Italia. Dopo aver aperto oltre 30 ristoranti nel mondo, adesso punta alla Capitale anche se tutti scommettevano su Milano. Lo spazio? Centrale e panoramico.

“Salt Bae” apre un suo ristorante a Roma? A quanto pare ci siamo per davvero. 53,5 milioni di follower su Instagram, a cui si sommano i 15, 3 su TikTok, macellaio di origini turche conosciuto da tutti come “Salt Bae” per il suo inconfondibile modo di mettere il sale sulla carne. Nusret Gökçe, questo il suo nome di battesimo, ha appena annunciato con un video sui suoi canali social che sta per aprire il suo primo ristorante in Italia. Dove? Beh, dopo aver tentato su Milano, non poteva che riprovarci con la Capitale. E a quanto pare ha svelato anche più di qualche dettaglio della location.

Nusret mentre fa uno dei suoi spettacoli con la carne
Nusret mentre fa uno dei suoi spettacoli con la carne

Chi è il macellaio turco Nusret Gökçe alias “Salt Bae”

“Salt Bae” è un macellaio e ristoratore turco diventato famoso a livello internazionale per il suo modo molto spettacolare di salare la carne che gli ha fatto guadagnare valanghe di follower sui social. Nato nel 1983 a Erzurum, in Turchia, Nusret ha iniziato a lavorare come apprendista macellaio in giovane età, affinando gradualmente le sue abilità e diventando noto per la sua maestria nella preparazione della carne. Nel 2010 ha aperto il suo primo ristorante, Nusr-Et Steakhouse, a Istanbul. La sua popolarità è esplosa nel 2017 quando un video della sua caratteristica tecnica di salatura della carne è diventato virale, facendolo soprannominare “Salt Bae”. Da allora, ha espanso la sua catena di ristoranti Nusr-Et Steakhouse in tutto il mondo.

La storia che ritrae Salt Bae in visita nella probabile futura location a Roma
La storia che ritrae Salt Bae in visita nella probabile futura location a Roma

Oggi è un imprenditore con 4000 dipendenti e oltre 30 locali situati nelle principali città del globo, tra cui: Istanbul, Ankara, Bodrum e Marmaris in Turchia, Dubai, Abu Dhabi e Doha in Medio Oriente, Miami, New York, Dallas, Beverly Hills e Las Vegas in USA. Mentre in Europa era presente fino ad ora solo a Londa e a Mykonos. Questi ristoranti sono rinomati per l’ampia varietà di carni, in particolare le bistecche di wagyu, e per le esperienze uniche – a tratti assurde – che offrono, spesso includendo spettacoli di taglio della carne al tavolo e altre forme di intrattenimento che vanno ben oltre la cucina​.

 

L’apertura a Roma: tutte le indiscrezioni

“Siete pronti? Stiamo aprendo un ristorante in Roma”. Queste le uniche parole che compaiono sotto al reel pubblicato da Nusret il 18 giugno, sotto cui piovono decine di migliaia di commenti, tra chi è curioso di sapere di più e qualche haters polemico che lo critica (ancora) per i prezzi al grido di “nun te volemo!”. Anche se non da nessuna anticipazione su coordinate e data di apertura, si lascia sfuggire qualche dettaglio nelle storie. Proprio ieri Nusret si trovava a Roma a visitare quella che potrebbe essere la location del suo primo ristorante in Italia. Dalle foto postate dal macellaio più famoso del web, e dai primi rumors, sembrerebbe proprio essere in Piazza Augusto Imperatore. Infatti, appare in una foto dove sta apprezzando la vista dall’interno di un cantiere. Sul vetro però  abbiamo intercettato l’inequivocabile scritta “augustoimperatore.com”. Si sarà fatto sfuggire troppo?

La storia di Nusret nel cantiere
La storia di Nusret nel cantiere

La rigenerazione urbana di Piazza Augusto Imperatore a Roma

Piazza Augusto Imperatore è stata recentemente al centro di una grande opera di recupero, volta alla valorizzazione di uno dei più significativi monumenti a cielo aperto della capitale. Un progetto con un investimento da 500 milioni di euro, attualmente una delle più rilevanti operazioni di rigenerazione urbana pubblico-privata su tutto il territorio nazionale. Questa ha visto la realizzazione del Bulgari Hotel nell’edificio Augusto I, aperto al pubblico da giugno 2023.

Lo sviluppo di Piazza Augusto Imperatore a Roma
Lo sviluppo di Piazza Augusto Imperatore a Roma

Dopo l’inaugurazione dell’albergo, la riqualifica dell’area è andata avanti con la ristrutturazione dell’altro edificio sulla piazza (chiamato commercialmente Augusto II), progettato sempre dall’architetto Vittorio Ballio Morpugo negli Anni ’30 del 1900. L’edificio, per intendersi, che ospita il ristorante Il Vero Alfredo che da anni si contende il primato delle Fettuccine Alfredo con il vicino Alfredo alla Scrofa. L’operazione prevede la realizzazione di uffici, aree commerciali di lusso e outlet gastronomici: 12 grandi vetrine, di cui alcune con ampi dehors affacciati sull’intera area archeologica dell’Ara Pacis e del Mausoleo di Augusto. Una zona porticata collegata a Via del Corso tramite Largo dei Lombardi. 15 mila metri quadri di struttura, di cui 3 mila destinati a uso commerciale, che in qualche modo dovranno pur essere riempiti da prestigiosi tenant e affittuari di grido. Il primo spazio se lo sarà accaparrato effettivamente Nusret?

Masseria Li Reni : un paradiso pugliese

Masseria Li Reni : un paradiso pugliese

Le masserie nacquero nell’area meridionale d’Italia a cavallo tra il XVI ed il XVIII secolo, come edifici di proprietà della classe nobiliare che andarono a ripopolare il Regno delle Due Sicilie. La struttura era espressione di un’economia basata sul latifondo e la masseria risultava quindi una realtà sociale ben definita.

Immersa nella splendida cornice delle campagne pugliesi, la Masseria Li Reni si trova nel cuore del Salento, a meno di quattro chilometri da Manduria.

Nata come residenza gentilizia della famiglia Troiani nella seconda metà del ‘500, nel 1674 fu donata al Monastero di San Giovanni Battista delle Benedettine di Casalinuovo, quale dote monacale di due figlie del medico Giacomo Antonio Troiani. L’Unità d’Italia (1861) portò alla a confisca dei beni ecclesiastici e la tenuta, venduta all’asta, passò nel 1866 a Sir James Lacaita, un gentiluomo italo-inglese che la tenne fino alla morte nel 1895. L’anno successivo il figlio Charles la vendette alla famiglia Selvaggi, titolare di uno storico palazzo a Manduria.

Dal 2015 Francesco Selvaggi, artista del vetro, trasferì la proprietà alla famiglia Vespa che ha riportato la struttura agli antichi fasti grazie ad una serie di radicali interventi di restauro conservativo.

A soli 15 minuti di auto dalle splendide spiagge di San Pietro in Bevagna, Porto Cesareo, Punta Prosciutto, Torre Lapillo e Torre Colimena, la struttura gode della pace e del silenzio dell’ambiente rurale salentino, culla di una cultura millenaria, depositario del patrimonio enogastronomico della bassa Puglia.

Trasformata nel 2017 in residenza di lusso, la Masseria ha 14 suites fino a 60mq, un ampio salotto con tavolo da pranzo e divano letto. Aria condizionata, wi-fi gratuito, televisione satellitare. Ogni suite è dotata di bagni privati con doccia.

Ogni suite ha uno spazio privato all’aperto affacciato sui giardini.
La Masseria Li Reni è stata arredata secondo lo schema “Puglia fuori, comfort dentro”. Letti di pelle, divani e mobili disegnati da Natuzzi, lampade di Fontana Arte. Opere d’arte contemporanea.

Una suite ha un bagno per persone diversamente abili. Gli angoli cottura con cucina attrezzata, presenti nelle suite Torrino ed Helena, consentono agli ospiti che lo desiderino di preparare autonomamente un pranzo. Sarà nostra cura servirlo su ordinazione.