Massa Marittima non ha bisogno di presentazioni. Una vera città medievale, la più importante della Maremma, per la sua bellezza e la sua fama.
Massa Marittima è una vera perla della provincia di Grosseto. Nel 1225 era l’unico Stato indipendente nella zona, e accoglieva le famiglie nobili della Toscana e gli artisti più ispirati, mentre le città vicine discutevano di domini feudali e tasse sulla terra. Le miniere di rame e argento resero la città così ricca che cominciò ad essere conosciuta come Massa Metallorum (“la città dei metalli”). Con la tipica raffinatezza italiana, Massa Marittima ha scambiato il fascino agreste dei suoi vicini con splendore artistico, bel vivere e stile moderno. Oggi la città vanta alcuni dei piaceri semplici della vita del sud della Toscana, bisogna solo rimanere svegli abbastanza a lungo per approfittarne. La sera, quando i turisti sono già a letto da un pezzo, i Massetani reclamano la loro città. Non c’è niente di più italiano di una cena condivisa con gli amici e Massa Marittima ha abbastanza ristoranti, tutti ottimi, da scoraggiare chiunque dal mangiare a casa. Dato che non hanno alcuna intenzione di andare a letto presto, i Massetani hanno l’abitudine di passeggiare dopo i ricchi pasti, approfittando dei negozi che rimangono aperti fino a tardi solo per loro. I girovaghi finiscono sempre in piazza Garibaldi, attratti dalla musica dei concerti improvvisati. Il ritmo è rilassato e nessuno sembra essere in grado di spostarsi più di un metro senza incontrare qualcuno che conosce. Seduti sui gradini della cattedrale, sarete incantati dalla bellezza di questa città dopo il tramonto.
Cosa vedere a Massa Marittima
Il cuore di Massa Marittima è in piazza Garibaldi. I Massetani moderni hanno battezzato la piazza con il nome del loro eroe Giuseppe Garibaldi: una dedica perfetta dato che la piazza onora anche San Cerbone, un santo del VI secolo che sapeva parlare agli animali e che fuggì in Africa e comandò ai papi nello stesso modo in cui Garibaldi comandò ai re. San Cerbone è sepolto a Massa, all’interno del Duomo, che ha impiegato quattro secoli ad esser costruito ed è senza dubbio la più bella chiesa della Maremma. Vale la pena fare la coda per entrare in questa cattedrale: c’è qualcosa di grezzo e medievale nello spazio malgrado la sua collezione di tesori dell’arte italiana. Il palazzo del Podestà si trova alla destra della cattedrale. Risale alla metà del XIII secolo e porta gli stemmi dei Capitani di Giustizia, nobili cittadini che nel Rinascimento svolgevano le funzioni di capitani di polizia. Sopra la porta a destra c’è una piccola scultura in pietra della Lupa con i gemelli, la versione senese della romana Lupa Capitolina. Il palazzo è oggi sede del Museo Archeologico di Massa. Più in basso il palazzo del Comune sembra piuttosto una fortezza che la sede del consiglio comunale. Lo stemma appartiene ai Medici, un promemoria di quanto sia stato facile per Cosimo Medici conquistare Siena e tutto il suo territorio nel XVI secolo. Alla sinistra della piazza su via della Libertà c’è la fonte dell’Abbondanza. Sotto gli archi di questo palazzo si può vedere l’affresco dell’Albero della fecondità. Il suo artista medievale deve essersi molto divertito a dipingere un albero carico di frutti dalla forma di falli. L’affresco era destinato a favorire la fertilità nelle donne che venivano ad attingere acqua dalla fonte ed è un miracolo che sia sopravvissuto ai rigori controriformisti. Via della Libertà non è solo la sede dei migliori negozi di Massa Marittima, ma anche dei suoi palazzi più antichi. Il governatore Pannocchieschi abitava al numero 11/15 nel XIII secolo. San Bernardino da Siena, ricordato soprattutto per la sua opposizione ai costumi lascivi del XV secolo, nacque al numero 63. Seguite via Albizzeschi fino alla Chiesa di San Francesco, che si trova all’interno dei giardini di un albergo di lusso. Sia la chiesa e il monastero furono fondati da san Francesco stesso, o almeno così dice la leggenda, nel 1220, e presentano uno stile gotico che rispecchiava l’austerità di tutti gli edifici religiosi costruiti in suo nome. Le finestre ampie e alte sono le uniche a Massa Marittima durante questo periodo. All’interno, la navata scarsamente decorata rappresenta la convinzione San Francesco che i fedeli dovessero poter vedere l’altare chiaramente. Dopo anni di degrado e un terremoto, della chiesa originaria resta solo l’abside. Il dipinto Gesù in gloria, la Vergine e San Cerbone di Raffaello Vanni,
risalente al XVII secolo, adorna le pareti. Continuate in salita verso la porta di San Francesco, l’arco meglio conservato della città, costruito nel 1377, che si apre su piazza Matteotti, il cuore militare di Massa, e la torre del Candeliere, su cui salire per non perdersi una vista incredibile. Nella piazza c’è
anche il palazzetto delle Armi del XV secolo, originariamente utilizzato per lo stoccaggio di armi e
attualmente sede del Museo di Arte e Storia delle Miniere. Seguite Corso A. Diaz fino alla Chiesa di Sant’Agostino. L’abside è la più bella caratteristica di questa chiesa gotica, progettata nel 1350 dallo stesso artista che ha progettato il Duomo di Siena. All’interno le luminose vetrate danno colore all’ambiente altrimenti spoglio ed essenziale. Le opere conservatevi risalgono in gran parte al XVII secolo; il pezzo più bello è la Fuga in Egitto di Lorenzo Lippi. Accanto, la Chiesa e Convento di San Pietro all’Orto ospita il Museo di Arte Sacra e il Museo degli Organi Meccanici.
Come arrivare a Massa Marittima
In auto: Se arrivi da nord (ad esempio da Firenze), puoi prendere l’autostrada A1 fino a Firenze Impruneta, poi prendere la superstrada Firenze-Siena e proseguire fino a Grosseto. Da Grosseto, prendi la strada statale SS322 in direzione di Follonica, poi la strada provinciale SP152 in direzione di Massa Marittima.
Se arrivi da sud (ad esempio da Roma), puoi prendere l’autostrada A12 fino a Civitavecchia, poi la superstrada SS1 Aurelia fino a Grosseto. Da Grosseto, prendi la strada statale SS322 in direzione di Follonica, poi la strada provinciale SP152 in direzione di Massa Marittima.
Immagina una fuga invernale o autunnale, immersa nel cuore del Mediterraneo, dove le giornate si allungano grazie a un clima mite e accogliente. Scegliere Malta come meta significa far vivere ai tuo clienti un’esperienza autentica e raffinata, lontana dai ritmi frenetici, tra boutique hotel eleganti e ristoranti di alto livello, dove la cucina locale si mescola sapientemente a influenze internazionali.
Valletta, la vibrante capitale, diventa il teatro perfetto per godersi piacevoli serate all’aperto, magari in una delle sue piazze storiche o lungo i vicoli che raccontano secoli di storia e cultura. Qui, la bellezza architettonica si unisce a una vivace vita culturale, e ogni angolo invita a essere scoperto.
Ma l’isola offre molto di più: per chi desidera abbandonarsi al contatto con la natura, Gozo rappresenta una tappa imperdibile. Piccola e selvaggia, quest’isola sorella invita ad avventurarsi tra i suoi paesaggi incontaminati, esplorando scogliere, calette nascoste e antichi sentieri che offrono panorami mozzafiato.
Qui il ritmo rallenta e si può godere appieno della pace e della tranquillità che solo una destinazione così autentica può offrire.
Una fuga verso Malta e Gozo in autunno o inverno è la scelta perfetta per chi cerca una vacanza sofisticata e ricercata, dove il mare e la natura si fondono con la cultura e l’eleganza di un soggiorno di alto livello.
Un arcipelago con un mare da sogno dove è ancora possibile scoprire meravigliose spiagge incontaminate e il più ricco ecosistema marino del pianeta.
Le Filippine sono un meraviglioso arcipelago composto da 7.000 isole: un incredibile mosaico di lingue, tradizioni, paesaggi e umanità. Una destinazione unica, che vanta un entroterra lussureggiante e maestoso, con vette, vulcani, laghi e terrazze naturali di una bellezza mozzafiato e non manca di certo la cultura, con un patrimonio storico ancestrale che si mescola armoniosamente con la tradizione cattolica, rendendo le manifestazioni filippine suggestive ed emozionanti. Un’offerta alberghiera in continua crescita dal punto di vista qualitativo completa l’offerta turistica di questo Paese che è diventato negli anni un luogo d’elezione per le vacanze balneari, meta prediletta dagli appassionati di snorkeling e immersioni grazie al mare cristallino, ma soprattutto agli splendidi fondali.
LE SPIAGGE Le Filippine offrono ai propri visitatori molte spiagge incontaminate, tra cui Boracay Island e Palawan Island, note al grande pubblico perché la bellezza di queste isole ha già catturato l’attenzione di tutto il mondo. Se l’isola di Palawan è stata infatti nominata una delle 30 migliori spiagge del mondo da Condé Nast Traveller nel 2020. Boracay è stata invece riconosciuta dalla rivista di viaggi internazionale “Travel + Leisure” come la migliore isola del mondo nel 2012, più volte nominata da Condé Nast Traveller, come Best Island in the World nel 2014, nella Top 10 destinazioni da osservare nel 2016 e ha vinto il premio come World’s Best Island Beaches nei Readers’ Choice Awards del 2020.
Ma se alcune isole sono note e apprezzate, altri luoghi nelle Filippine sono ancora intatti e tutti da scoprire. Tra le gemme ancora poco conosciute ci sono senza dubbio spiagge meravigliose ancora segrete che offrono ampi spazi all’aria aperta e sorrisi amichevoli della gente del posto, vediamone insieme alcune.
BANTAYAN ISLAND Situata nella punta più settentrionale di Cebu, l’isola di Bantayan vanta splendide spiagge di sabbia bianca e località perfette per l’ecoturismo. A Bantayan si potrà nuotare, fare tuffi dalle scogliere, spostarsi di isola in isola, fare kayak e perfino skydiving. Ma ci si potrà immergere anche nella cultura locale, approcciandosi agli abitanti dell’isola che si dedicano alla pesca e alla produzione di gustoso pesce essiccato.
KALANGGAMAN ISLAND Un baffo di farina in mezzo all’oceano, questo sembra l’isola nella zona di Leyte. Una lunga lingua di sabbia bianca bagnata da acque cristalline, perfetta per potersi godere lunghe passeggiate in solitaria e immortalare la bellezza circostante nella propria mente o grazie all’ausilio della macchina fotografica. Trascorrere la notte qui però non è impossibile, si può pernottare nei cottage degli autoctoni o accamparsi lungo la striscia di spiaggia, guardando lo spettacolo regalato dalle stelle che brillano nel cielo notturno.
SECRET BEACH Sebbene, come dicevamo, Palawan sia una delle isole più conosciute e apprezzate dai viaggiatori internazionali, riserva ancora qualche sorpresa, soprattutto nella sua più celebre zona, quella di El Nido. Qui, incorniciata da imponenti scogliere e acque turchesi, Secret Beach è un paradiso nascosto che aspetta di essere scoperto dai viaggiatori che vogliono provare l’emozione di trovare uno dei tesori che Madre Natura ci offre. La spiaggia è accessibile solo nuotando attraverso una fessura tra le rocce calcaree che sfiorano il livello dell’acqua e quindi solo i più intrepidi e avventurosi possono raggiungerla ma lo sforzo varrà di certo l’impresa!
SUGAR BEACH Non potrebbe avere nome più appropriato questa spiaggia, il colore dei granelli, infatti, è molto simile a quello della canna da zucchero e probabilmente prende la denominazione proprio da questa similitudine. Localizzata nella dolce provincia di Negros Occidental, e conosciuta con il nome di Langub Beach, attira moltissimi locali che adorano trascorrere i pomeriggi d’estate nuotando nelle sue acque cristalline e rilassandosi lungo il litorale. Da qui si ammira uno dei più meravigliosi tramonti della destinazione, cullati dal suono delle onde e rilassandosi sulla scura e calda sabbia.
GUYAM, DAKU e NAKED ISLAND Siargao del Norte Siargao sta rapidamente diventando una delle mete preferite per il surf dagli appassionati locali e stranieri. I viaggiatori che invece desiderano vivere il lato più idilliaco di questa zona, possono prenotare un tour in barca che li porterà da un’isola all’altra per un’intera giornata all’insegna del divertimento tra piccole appartate spiagge di sabbia.
IL DIVING Per il terzo anno di seguito le Filippine sono state infatti elette nel corso dei World Travel Awards (WTA) 2021, come migliore destinazione subacquea al mondo, superando in bellezza alcune delle più meravigliose destinazioni mare sparse in ogni angolo del mondo come le Maldive, la Grande Barriera Corallina in Australia, le Isole Azzorre, Bora Bora nella Polinesia francese, le Isole Cayman, le Fiji, le Isole Galapagos e il Messico.
Il paese può vantare alcuni dei migliori punti di immersione dell’intero emisfero dove si trovano risorse marine e acquatiche biologicamente estremamente differenti tra di loro. Le Filippine non appartengono solo al magnifico triangolo dei coralli, soprannominato l’Amazzonia dell’Oceano – che ospita 600 specie di coralli, 2.000 specie di pesci di barriera e sei delle sette specie di tartarughe marine del mondo – ma anche, come hanno affermato gli scienziati marini, si trovano al centro di questa meraviglia naturale, rendendo il paese sede del più ricco ecosistema marino del pianeta. I migliori punti di immersione nel paese includono il Parco Naturale Tubbataha Reefs a Palawan, Anilao a Batangas, Malapascua e Moalboal a Cebu, Balicasag, Panglao e Anda a Bohol e Puerto Galera a Oriental. Coloro che vogliono scoprire la biodiversità marina devono dirigersi al Tubbataha Reefs Natural Park di Cagayancillo, a Palawan, oppure andare al Wreck Diving di Coron. Se invece si cercano i luoghi migliori per le immersioni in notturna, la scelta obbligata è Anilao a Batangas. E per gli incontri ravvicinati ad alto tasso di adrenalina ecco Monad Shoel a Malapascua Island, nelle sue acque limpide nuota il temibile squalo volpe, mentre per ritrovarsi faccia a faccia con lo squalo balena ci si dirige verso Donsol, a Sorsagon. In alternativa si può anche immergersi o fare snorkeling a Moalboal dove si assiste ad uno spettacolo unico, la danza di milioni di sardine in acqua.
Montego Bay, nel Nord della Giamaica, vanta alcune delle località balneari più amate e scenografiche del Paese. Ma oltre all’indiscutibile bellezza paesaggistica, questo tratto di costa tra Negril e Ochio Rios, ospita uno dei principali aeroporti: l’Aeroporto Internazionale di Montego Bay. La posizione strategica rende Montego Bay il punto di partenza privilegiato per partire all’esplorazione della Giamaica e per raggiungere uno dei resort da sogno firmati Alpitour.
Montego Bay, il cuore tropicale della Giamaica tra spiagge bianchissime e piantagioni di canna da zucchero
Il fiore all’occhiello di Montego Bay sono ovviamente le sue spiagge: infinite distese di sabbia bianchissima che invitano ad immergersi nelle acque calde e smeraldine dei Caraibi. Il Montego Bay Marine Park è una coperta di mangrovie nella quale si nascondono pellicani e barracuda, con i quali è possibile fare incontri ravvicinati anche grazie alle molte escursioni proposte. Immersioni e snorkeling sono all’ordine del giorno in questo giardino tropicale dove una meravigliosa barriera corallina corre lungo tutte le spiagge di sabbia dorata. I più romantici possono poi godersi una gita di rafting sulle acque del fiume Martha Brae. Le guide locali vi faranno navigare su incredibili zattere di bambù e addentrandosi nella giungla scoprirete la flora e la fauna locale.
Dopo una meravigliosa immersione nella natura, avrete la possibilità di scoprire i monumenti, la cultura e la movida di Montego Bay. Il Museo Saint James racconta la storia della Jamaica, mentre Gloucester Avenue è la passeggiata dello shopping di Montego, il luogo ideale per fermarsi in un bar per un drink e provare la cucina locale. La cosiddetta “Hip Strip” si trova proprio vicino a Doctor’s Cave Beach ed è animata da un fitto mosaico di negozietti di artigianato e gallerie d’arte. Poco fuori città si diffonde un aroma dolce, emanato dalle infinite piantagioni di canna da zucchero che in diversi casi sono diventati dei veri musei dedicati a questa tradizionale coltura. Una delle più famose è la Rose Hall Great House, antica casa coloniale oggi tornata al suo antico splendore dove, si racconta, viva ancora lo spirito della crudele padrona.
Ciaoclub Royal Decameron Jamaica: due strutture per il doppio della qualità
Montego Bay è uno dei tratti di costa più famosi della Jamaica e dando un’occhiata al paesaggio non è difficile capire perché. Il Royal Decameron Jamaica sorge proprio qui, in equilibrio tra la meraviglia paesaggistica e la movida jamaicana della Hip Strip. La zona è infatti perfetta per fare un po’ di shopping e godersi della musica reggae dopo una giornata al mare. Il resort ha un’atmosfera informale e si sviluppa su ben due edifici, il Royal Decameron Montego Beach e il Royal Decameron Cornwall Beach, per raddoppiare l’offerta e la piacevolezza dei servizi per i propri ospiti. Quattro piscine, area bambini, intrattenimento, teatro all’aperto, discoteca e campi da tennis. Tutte le camere godono di una meravigliosa vista sull’oceano, dal momento che il Ciaoclub sorge proprio sulla spiaggia più bella e più bianca di Montego Bay. E per scoprire un po’ la costa, bastano pochi passi per arrivare alla famosa spiaggia di Doctor’s Cave e altrettanti per arrivare a Margarita Ville. Quest’ultima offre la scenografia più romantica per ammirare dei tramonti memorabili, magari sorseggiando cocktail colorati in una location unica a strapiombo sul mare.
Un mondo di escursioni per vivere tutto il bello dell’isola del reggae
Nella proposta di Ensy7 per la Giamaica, oltre ovviamente a un soggiorno che si adatta alle esigenze di tutta la famiglia, c’è la possibilità di prendere parte a una serie di interessanti escursioni tematiche per vivere il meglio di quest’isola così ricca di luoghi naturali e sorprendenti attrazioni culturali.
Che sia la Costa Sud, dove fermarsi a visitare l’iconico Pelican Bar, oppure un tuffo dallo storico Rick’s Cafe, ogni turista avrà a disposizione il suo percorso tematico, acquistabile comodamente in loco o all’atto della prenotazione. Per gli amanti di Bob Marley, ad esempio, sarà imperdibile il tour a Ocho Rios & Nine Miles, tra le cascate dell’entroterra giamaicano e i luoghi della vita del maestro del Reggae.
Il tutto, senza dimenticare che ci troviamo in una terra dove l’acqua è declinata in tanti modi diversi, anche attraverso il rafting lungo il Great River, con le tradizionali zattere in bamboo, oppure godendosi una crociera nella laguna luminosa a Falmouth, chiamata così perché i microorganismi che la caratterizzano sono naturalmente fluorescenti e, durante le ore notturne, rischiarano le acque come tante piccole lucciole galleggianti.
Le Filippine sono una delle destinazioni più straordinarie del pianeta, composta da migliaia di isole, una più incantevole dell’altra. Ma quale isola scegliere per la propria vacanza? Se sei alla ricerca di un luogo autentico e genuino, lontano dal turismo di massa, con una natura lussureggiante e splendide spiagge, la tua scelta non potrà che ricadere sulle isole di Bohol e Panglao.
Bohol e Panglao: autenticità e genuinità allo stato puro
Tra le numerose isole delle Filippine, Bohol e Panglao sono tra le più autentiche in assoluto, oltre ad essere tra le più incantevoli e imperdibili durante un viaggio nel Paese.
Bohol è nota per le sue splendide spiagge di sabbia bianca come il borotalco e per il suo mare azzurro e cristallino, nel quale nuotano una grande varietà di pesci. Inoltre, qui si trovano alcuni dei siti per immersioni più straordinari del mondo!
Ma non solo: l’entroterra offre luoghi meravigliosi da visitare. A partire dalle grotte, passando per le terrazze di riso, fino alle Chocolate Hills, le famose colline a forma di cono.
C’è poi la splendida isola di Panglao, che si trova a sud-ovest di Bohol, ed è caratterizzata da paesaggi variegati e affascinanti.
Qui, potrai goderti le spiagge di sabbia bianca circondate da lunghe file di palme, nonché grotte, rilievi montani, colline e zone lussureggianti.
Per non parlare poi delle numerose attività acquatiche da poter intraprendere, tra cui immersioni e snorkeling.
Quando andare a Bohol e Panglao: il clima
Il periodo migliore per organizzare un viaggio nelle Filippine – quindi anche sulle isole di Bohol e Panglao – va da dicembre ad aprile (in particolare i mesi di febbraio e marzo).
Questi sono i mesi in assoluto meno piovosi e più soleggiati, con temperature davvero piacevoli sia per fare il bagno che per visitare i luoghi più interessanti del Paese.
Ad ogni modo, le Filippine sono visitabili tutto l’anno, in quanto il clima è tropicale, dunque fa caldo e si può fare sempre il bagno. Ciò che cambia tra un mese e l’altro è solamente la quantità di piogge e la presenza o meno di afa, che diventa più fastidiosa nei mesi estivi.
Come raggiungere Bohol e Panglao
Raggiungere Bohol e Panglao è molto semplice. L’aeroporto di riferimento per Bohol è quello di Tagbilaran, servito con numerosi voli giornalieri da Manila – la capitale delle Filippine – e da altre destinazioni nazionali.
Se, invece, la tua destinazione finale è l’isola di Panglao, dovrai prendere un volo con arrivo a Tagbilaran, per poi proseguire con un comodo trasferimento via terra, in quanto le isole di Bohol e Panglao sono collegate via terra.
Per chi si trova sull’isola di Cebu c’è anche la possibilità di prendere un traghetto che in circa due ore arriva a Bohol.
Cosa fare e cosa vedere a Bohol e Panglao
A Bohol e Panglao potrai intraprendere numerose attività, che arricchiranno la tua vacanza di momenti davvero indimenticabili.
Ecco le attività più imperdibili:
Escursione alle note Chocolate Hills di Bohol, 1.200 colline che sembrano essere state modellate a mano.
Navigazione del fiume Loboc che, scorrendo molto lentamente, attraversa la zona meridionale di Bohol. Qui potrai ammirare paesaggi davvero suggestivi!
Visita del Santuario dei Tarsier, delle scimmie endemiche con degli occhi enormi, che fanno tanta tenerezza.
Per gli amanti delle escursioni acquatiche, consigliamo di dedicare una giornata alla splendida Dumaluan Beach, ma anche alle Virgin Islands, dove è possibile avvistare i delfini, e a Puntod Island, una meravigliosa isoletta disabitata.
Come organizzare un viaggio alle Filippine?
Per organizzare un viaggio alle Filippine nel massimo della sicurezza è necessario affidarsi a dei professionisti che conoscano perfettamente la destinazione e che sappiano consigliarti la soluzione migliore per te.
Noi di Ensy7 organizziamo viaggi su misura in questa destinazione e avveriamo i sogni di tutti i viaggiatori che scelgono di appoggiarsi a noi.
Salt, cittadina ottomana nella provincia di Balqa, nella Giordania settentrionale, è stata recentemente inserita dall’UNESCO nella lista dei patrimoni dell’umanità con la dicitura “città della tolleranza e dell’ospitalità”. E questa nomina se la merita tutta visto che a Salt musulmani e cristiani vivono senza separarsi in quartieri e importanti chiese si alternano a moschee.
Salt sorge in una posizione pittoresca arroccata com’è sulle colline Qala’a, Jada’a e Salalem e fu una città molto importante nella regione, ben più di Amman. Infatti sotto l’Impero ottomano era un centro molto popoloso, ricco e dinamico grazie principalmente a due fattori: la sua terra fertile (Salt fu anche centro produttivo di zucchero di canna a partire dal IX secolo fino a quando poi la concorrenza spietata delle piantagioni americane assorbì il mercato) e la sua locazione sulla strada verso la vicina Gerusalemme.
Amman scavalcò in importanza Salt solo dopo che fu dichiarata capitale dell’emirato di Transgiordania. Prima di allora Amman era abitata per lo più da pastori e dai circassi che gli ottomani vi trasferirono a causa dell’avanzata russa nel Caucaso.
Insomma, come dico sempre, la Giordania non è “solo” Petra, e Wadi Rum, ma ha molto di più da offrire.
Veduta di Salt dal Museo archeologico
COME ARRIVARE
Salt si può visitare in giornata dalla vicina Amman. La visita vi prenderà non più di una mattinata.
Con i mezzi pubblici a Salt si arriva solo da Amman. Ci sono varie opzioni:
1) posteggio dei local bus di Sweleh, in arabo si scrive صويلح (dal centro in taxi massimo JOD4. Consiglio di usare Uber o Careem) durata: 20 minuti, costo JOD0,50
… (su come districarsi con i tassisti giordani scriverò a breve un articolo)
2) Stazione bus di Ragadhan (JOD0,75, durata 45 minuti traffico permettendo). N.B. Al ritorno potere chiedere di lasciarvi “al balad”, ovvero in centro, e l’autista vi scaricherà nei pressi di Hussein Street. È un’opzione consigliata se avete l’hotel in centro
3) Stazione bus in prossimità della University of Jordan (JOD0,50, durata 30 minuti)
Al Khader Street, Salt
COSA VEDERE
MUSEO ARCHEOLOGICO
Cominciate la visita dal Museo archeologico di Salt (JOD2, gratuito con Jordan Pass), ospitato nella casa Tourqan, perfetto esempio di architettura ottomana che caratterizza Salt, dell’omonima famiglia che ci visse fino agli anni Cinquanta quando divenne una scuola.
MUSEO ABU JABER
Continuate addentrandovi nel centro facendo tappa al Museo Abu Jaber (entrata gratuita) che è di fatto la sede del centro informazioni. Qua potrete prendere materiale informativo in inglese e la mappa della cittadina. C’è anche una sala in cui viene proiettato un breve video che spiega Salt (per ora è solo in arabo).
Cortile interno della Tourqan house (oggi Museo archeologico di Salt)
HARMONY TRAIL
La visita delle principali attrattive di Salt si snoda lungo il percorso ribattezzato Harmony trail proprio per la caratteristica di armonia culturale e religiosa che si respira in questa cittadina.
Alti minareti delle moschee si alternano a importanti chiese… questo è Salt: connubio armonico di fedi e culture
Lungo questo percorso pedonale (che non vi prenderà più di un’oretta e mezza) incontrerete:
1) CHIESA LATINA
Di fronte al centro informazioni trovate la prima chiesa latina di Giordania. Progettata dall’architetto italiano Giovanni Moritan, è edificata con la tipica pietra gialla che è una delle caratteristiche architettoniche di Salt. Tutta la città fu infatti costruita con questa roccia calcarea gialla estratta nella vicina Wadi al Ser.
2) PIAZZA AL AIN
Questa piccola piazzetta ombreggiata da alberi è il centro di ritrovo degli anziani del centro storico che vengono qua a sorseggiare tè e caffè e soprattutto a giocare a backgammon e a manqala. Il manqala di un antico gioco da tavola che prende il nome dal verbo arabo “muovere” e consiste nel conquistare le pietruzze dell’avversario.
Soffermatevi ad sbirciare le mosse dei giocatori.
3) GRANDE MOSCHEA
Proprio dietro la piazzetta sorge questa moschea, una delle maggiori di Salt. Risale al tempo dei Mamelucchi ed è stata menzionata anche dall’esploratore svizzero Burkhardt (colui che riscoprì Petra) nel suo libro “Travel in Syria and Holy Land”.
Anche la Grande Moschea, come tutti gli edifici del centro di Salt, sono stati edificati con la pietra calcarea gialla
4) OSPEDALE EVANGELICO (O INGLESE)
A pochi passi dalla moschea se vi inerpicate sulla stradina che si dipana proprio dietro la piazzetta arriverete all’ospedale evangelico. Si tratta di un palazzo che fu scuola, chiesa nonché primo ospedale in Giordania. Andate sul terrazzo per ammirare Salt dall’alto.
Le finestre ottomane di Salt sono una delle caratteristiche architettoniche di questa cittadina
5) CHIESA ORTODOSSA DI AL KHADER
Imboccate Al Khader Street che vi condurrà alla chiesa di San Giorgio (in arabo Al Khader), una piccola perla nascosta in un cortile e che secondo me è la parte più interessante dell’intera Salt.
Questa chiesetta è dedicata a San Giorgio, santo molto venerato dai cristiani ortodossi. Da fuori non promette nulla di speciale, ma basta entrare per scoprire un interno molto suggestivo ricavato da una costruzione che ricorda un po’ le chiese rupestri. La piccola chiesa è tappezzata di quadri che rappresentano il santo sul suo cavallo alle prese con la sua impresa più epica: l’uccisione del drago (rappresentazione del male).
Alcune caratteristiche rendono unico questo posto:
-Innanzitutto è un luogo di culto sia per cristiani sia per musulmani. Infatti all’entrata della chiesa si trovano un bagno e dei lavandini per le abluzioni che i fedeli islamici fanno prima di pregare. Mentre la sala sinistra è il luogo in cui i musulmani possono pregare (altro notevole esempio di tolleranza religiosa!)
-Nella chiesa c’è un’impronta nel pavimento. Si tratta di un miracolo recente, apparso qualche anno fa (chi dice nel 2009 chi nel 2016). Secondo i fedeli è l’impronta del piede sinistro del santo, il piede con il quale fa leva per montare a cavallo. I fedeli sostengono che in alcuni momenti si può sentire il suono del galoppo.
-Infine c’è una piccola nicchia ricavata da una minuscola rientranza della pietra dove scende dell’olio. Per i credenti si tratta anche in questo caso di un miracolo. È a questa nicchia che essi affidano pezzi di carta in cui hanno scritto le loro preghiere.
Ah, se passate qua salutatemi Malik, l’amabile custode, che è sempre lieto di fare da guida nella chiesa (per chi capisse l’arabo)
Nicchia della Chiesa di San Giorgio da cui esce l’olio
5) DORMITORIO DELLA VERGINE MARIA
Questo bell’edificio che ospitava una scuola risale al XVI secolo, ma fu ristrutturato grazie alle donazioni dei cittadini di Salt.
6) CASE OTTOMANE PATRIMONIO DI SALT
Varie sono le abitazioni che hanno conservato il tipico stile architettonico ottomano. Alcune sono state convertite in guesthouse, in altre si può mangiare o bere qualcosa e sono visitabili. Tra queste vi segnalo:
La casa Qaqaish: fu la residena privata di un’antica famiglia cristiana. Inizialmente riconvertita in ristorante, poi in guesthouse, questa cassa è oggi sede del Municipio di Salt.
La casa di Al Khalili: questo edificio della famiglia Al Khalili che tempo addietro ospitava un mulino, fu trasformata in guesthouse ed è ora luogo di eventi culturali.
La casa di Fatima: tuttora abitata dalla signora Fatima, ha un ampio terrazzo in cui si può pranzare .
Salt è famosa per la sua architettura in stile ottomano
7) HAMMAM STREET
Concludete la vostra visita in Hammam Street, la più vecchia strada di Salt chiamata così perché ospitava un hammam (bagno turco). Oggi è la via dei bazar della città. Si tratta di una strada pedonale lunga circa 300 metri, che in passato si divideva in due parti: la parte alta (dove si vendevano frutta, verdura e generi alimentari) e quella bassa (zona riservata alla vendita di bestiame e cavalli). Tra i suoi negozi troverete drogherie (dove poter comprare i famosi fagioli di Salt, consumati in 5 modi: freschi, secchi, al forno, abbrustoliti, macinati), profumerie tipiche giordane, negozi di abaya (lunga veste femminile ricamata a motivi geometrici), pasticcerie di knafeh (tipico dolce giordano ripieno di formaggio filante), attar (farmacie tradizionali in cui si vendono erbe medicinali come la salvia, in arabo maramiye, usata per dolori di stomaco e timo, in arabo za’atar, per le vie respiratorie) e tanto altro.