Un volo verso l’America Latina o il Sudest asiatico? E se invece sotto l’albero, come gradito regalo, ci fosse un’avventura nell’Africa Subsahariana? E come rinunciare, nondimeno, a un Capodanno in una capitale dell’Est Europa o nella cornice sempre affascinante delle grandi città europee e italiane? Le festività natalizie sono ormai alle porte e in tema di viaggi i desideri degli italiani sono alquanto diversificati, con una buona parte di vacanzieri che cercano esperienze uniche e autentiche, altri che dimostrano invece interesse per le destinazioni più calde ed esotiche ed altri ancora che prediligono invece le bellezze della Penisola fra arte, benessere ed enogastronomia. Sono più di sette su dieci coloro che stanno prenotando un viaggio per le feste di fine anno con un budget predefinito (la media è 800 euro a persona) e approfittando di offerte promozionali e cancellazioni senza pensali, l’8% lo farà last-minute, il 60% prevede di partire in occasione del Natale mentre si ferma al 21% la percentuale di coloro che pensano di non muoversi affatto. A dirlo è l’Osservatorio Bit 2025 (l’evento in programma a Fiera Milano Rho dal 9 all’11 febbraio prossimo), che ha analizzato i dati delle principali piattaforme di travel e dei tour operator.
I viaggi a lungo raggio
Fra le tendenze più evidenti c’è sicuramente la crescente attenzione per i viaggi che coniugano avventura e relax, con tour in Paesi che offrono sia la natura selvaggia sia le spiagge di sabbia bianca e acque cristalline. Le destinazioni più richieste portano in tal senso ai Caraibi e mete evergreen come la Repubblica Dominicana; ancora più positivi i numeri relativi alle preferenze per il Centro America, a cominciare da El Salvador, altro Paese dove poter abbinare al relax delle spiagge di sabbia bianca l’esperienza di visitare grandi parchi naturali incontaminati e suggestive località culla della tradizione ispanica, per proseguire con Nicaragua, Guatemala e Honduras. Sempre molto gettonati sono i classici safari fotografici, con molti viaggiatori che guardano a itinerari relativamente nuovi come le lussureggianti foreste del Madagascar, mentre chi cerca l’avventura farà rotta verso il Sudamerica. In prima fila spicca l’Uruguay, con le sue città coloniali, la pampa, i grandi fiumi da esplorare e l’iconica tradizione culinaria a base di carne. Guardando all’Asia, invece, il Vietnam rimane una delle attrazioni più desiderate per il mix unico che sa offrire fra cultura millenaria e natura tropicale mentre per chi non ha paura di sfidare il freddo è l’Islanda la meta che sta guadagnando maggiore attenzione per i suoi paesaggi incontaminati fra vulcani e acque termali, le sue impareggiabili aurore boreali e i suoi pittoreschi villaggi di pescatori con le case colorate.
Magico Natale stando in Italia
I viaggi a corto e medio raggio, durante le feste, saranno ancora una volta la soluzione prediletta per chi ha voglia di fare la valigia e staccare per qualche giorno dalla solita routine. Le capitali europee come Parigi, Vienna o Londra (l’ente del turismo Visit Britain prevede un record di 25,1 milioni di visite per una spesa di quasi 14 miliardi di sterline) ma anche la voglia di immergersi nell’atmosfera festiva fra eventi, mostre e luminarie restando in Italia è decisamente importante. Milano è in testa alla classifica di gradimento (nel capoluogo lombardo sono arrivati nel 2024, in media, oltre un milione di visitatori al mese) grazie alla rinomata offerta di shopping mentre Napoli (che stima di raggiungere entro fine anno i 14 milioni di turisti) è la meta sui cui puntare per la sua tradizione del presepe e l’immancabile visita alle creazioni degli artigiani di San Gregorio Armeno. Molte le richieste, infine, per le città del Nord-Est dove si celebra il rito dei mercatini di Natale e in crescita anche quelle per alcune località di Calabria e Puglia.
A San Silvestro fra le capitali europee e le luci di New York e Dubai
Per Capodanno si cercano destinazioni che combinano una grande tradizione di eventi e spettacoli all’aperto con un’offerta di locali dove festeggiare fino a tarda notte. Una delle mete più ambite in Europa resta Londra, che promette intrattenimento per tutti tra i fuochi d’artificio sul Tamigi, i party in locali notturni di ogni tipo in quartieri come Soho e Camden o serate sui generis nei teatri del West End. Altra capitale molto desiderata è Madrid, con lo storico rituale dei dodici acini d’uva da mangiare ai dodici rintocchi di mezzanotte davanti al grande orologio di Plaza del Sol e la possibilità di proseguire la festa nei locali della movida della Gran Vía, a Chueca, o nei quartieri alternativi emergenti come Lavapiés. Chi è in cerca di novità guarda a Est e più precisamente a città dal fascino senza tempo come Budapest e Berlino (destinazione preferita per i viaggiatori più giovani sia per il tradizionale party presso la Porta di Brandeburgo sia per l’ampia scelta di discoteche techno e house) e a capitali dal fascino asburgico come Lubiana, Zagabria e Bratislava, senza dimenticare ovviamente Praga. Chi non si vuole spostare dall’Italia rimbalzerà invece fra i canali di Venezia e il centro storico di Roma o Torino mentre sono in forte ascesa le richieste per passare il Capodanno sul mare in Liguria o nei borghi medievali dell’Umbria. Tre su tutte, infine, le destinazioni scelte per chi brinderà all’anno nuovo dall’altra parte del mondo: New York e la sfera di cristallo di Times Square, Dubai con gli spettacolari show pirotecnici attorno al Burj Khalifa e Rio de Janeiro per accogliere il 2025 sulla spiaggia di Copacabana tra musica e danze in costume.
Situato a Marrakech, il Bahia Palace è immerso nella storia. Il Palazzo Bahia (la bella o brillante) prese il nome dalla cortigiana di Ba Ahmed. Fu costruito inizialmente dal grande visir Si Moussa, e più tardi, si dice che lo scopo era di ospitare le sue quattro mogli e quattro concubine, così come la più bella di loro, la famosa Bahia.
Nel 1900, suo figlio Ba Ahmed decise di rendere più bello il capolavoro architettonico marocchino costruito da suo padre, per questo, chiamò il più famoso architetto marocchino dell’epoca: Mohammed ben Makki el-Misfoui, quest’ultimo impiegò più di 5 anni di lavoro continuo per unire gli splendidi riad e case riacquistati da Ba Ahmed per formare questo splendido palazzo che è la Bahia.
Costruito su un solo livello a causa della disabilità di peso del proprietario, che non poteva salire le scale, questo immenso palazzo dove ha soggiornato Lyautey è una meraviglia architettonica. I giardini sono pieni di fiori e si estendono su diversi ettari. Lyautey si stabilì qui per alcuni anni e ne fece la sua residenza principale, trovando un luogo incantevole dove il gioco della luce sembra essere stato meticolosamente studiato. Costruito in non meno di 7 anni da Ben Meki el Mifioui, un architetto molto ispirato allo stile andaluso, questo palazzo è uno dei meglio conservati di Marrakech.
Il Palazzo di Bahia passò di mano sotto il protettorato francese. Fu il generale residente, il generale Lyautey, che ne fece la sua casa a Marrakech.
Questo palazzo è un capolavoro dell’architettura e dell’arte decorativa marocchina. È composto da due grandi giardini, un piccolo Riad, un piccolo cortile, un grande cortile di marmo conosciuto come “Corte d’onore” e un grande Riad. Il tutto si trova al piano terra. Esiste solo un appartamento al primo piano “il menzeh”.
Che si tratti delle sale di ricevimento, della sala del consiglio, delle numerose stanze tra cui quella della cortigiana, del cortile d’onore, tutto è fatto nella più pura arte marocchina con marmo proveniente direttamente dall’Italia, soffitti in legno di cedro dipinto, pareti con mosaici colorati e stucchi di grande finezza, ornamenti sontuosi nei più piccoli recessi. La ricchezza del padrone di casa era così impressionante che non risparmiò alcun sacrificio per fare di questo palazzo un gioiello dell’architettura moresca dove si tenevano feste private. Recentemente sottoposto a restauro, ha subito molti mesi di lavoro, eseguiti da professionisti per conservare lo spirito architettonico dell’epoca.
Il numero degli “allergici” al turismo di massa cresce costantemente e la voglia di trascorrere un weekend all’aria aperta, raggiungendo luoghi ancora poco frequentati è una tendenza che si fa strada da qualche anno. Andare alla ricerca di borghi meno noti e di centri abitati dalle antiche tradizioni e dai paesaggi incontaminati più che una moda è un vivo desiderio di tanti aspiranti viaggiatori che vogliono vivere al meglio il nostro Paese e ritrovarne l’essenza più vera, regione per regione. Ecco dieci luoghi da scoprire in queste settimane che precedono il Natale, per rigenerarsi e regalare alla vista immagini da cartolina lontani dal traffico e dallo stress quotidiano.
Andar per borghi caratteristici e poco frequentati
Vallo di Nera, Umbria
Punteggiato da abitazioni in pietra chiara, il centro abitato fa da perfetto contrasto con il colore verde scuro dei boschi della Valnerina. Per un’immersione totale nella vegetazione e nella storia, questo è il posto giusto per regalarsi un salto indietro nel tempo fino al Medioevo, periodo nel quale ha preso il via la sua costruzione. Risale infatti al 1217 e il transito è consentito solo ai pedoni. Passeggiare nel suo dedalo di viuzze permette di perdersi tra antiche mura e torri, piccole logge e le porte simmetriche, Portella e Portaranne, che permettono di accedere al paese-castello.
Monastero Bormida, Piemonte
Intorno alla fortezza ex monastero, sorge un borgo poco abitato (popolato da meno di mille anime) che permette di fare un viaggio nel passato. Ci si ritrova tra i ruderi della torre campanaria e delle antiche mura e ci si perde lungo lo splendido ponte romano che ha resistito ben otto secoli. Si incontra in provincia di Asti e fu fondato da un gruppo di benedettini che intorno al 1050 intendevano ridare vita alle terre devastate dai Saraceni. Oggi è il luogo ideale per gustare i prodotti tipici delle Langhe e godere di un turismo lento e rilassato lontano anni luce dallo stress delle grandi città.
Castiglione della Pescaia, Toscana
Dieci borghi italiani poco conosciuti che vale la pena di visitare
Gode di una vista privilegiata tra il mare e le colline toscane e sorge in provincia di Grosseto. Ad aggiungere fascino a questo luogo, anche le tipiche stradine acciottolate, i vicoli stretti, il Castello e l’architettura storica. Chi vuole vivere completamente il contesto naturalistico può anche cercare relax nelle sue numerose spiagge o visitare la Riserva Naturale Diaccia Botrona.
Antagnod, Valle d’Aosta
Il suo nome è sicuramente poco conosciuto, ma basta scoprirlo una volta per non dimenticarlo più. Quello che colpisce maggiormente è lo sfondo, con una panorama d’eccezione sulla valle dominata dal massiccio del Monte Rosa. Il villaggio sorge a 1710 metri di altezza e permette di vivere i ritmi lenti della montagna o di scoprire, al contrario, il divertimento dello sport in alta quota. Una vera peculiarità della zona è la Maison Fournier, tra le case rurali più belle di tutta la Valle d’Aosta, oggi mostra permanente dell’artigianato locale.
Buonconvento, Toscana
Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, è ancora poco conosciuto nonostante conservi dei veri tesori storici e paesaggistici. Le sue atmosfere medievali lasciano senza fiato, con il suo centro storico che racchiude la chiesa, il Palazzo Comunale, il Museo d’Arte Sacra della Val d’Arbia e il Museo della Mezzadria, senza dimenticare la sua tipica architettura in mattoni rossi.
Finalborgo, Liguria
Questo scrigno di meraviglie è un mix tra fascino montano e paesaggi da fiaba. Sorge in provincia di Savona non lontano dal mare, ma in un contesto perfetto per dedicarsi agli sport di montagna tanto amati dagli alpinisti professionisti e non solo. Ottima anche la gastronomia, con i ravioli di borragine e l’insaccato “testa in cassetta”, mentre nell’antico centro storico spiccano splendidi palazzi quattrocenteschi di epoca rinascimentale.
Ala, Trentino-Alto Adige
Fa parte di uno degli indimenticabili borghi della provincia di Trento e ha antiche origini romane. Oggi è un mix di stili tra elementi medievali e palazzi rinascimentali e barocchi. E, ancora, ville con portali in pietra, balconi in ferro battuto e stradine dove a farla da padrone sono vasi fioriti e antiche botteghe artigiane.
Strassoldo, Friuli-Venezia Giulia
Con i suoi due castelli (Castello di Sotto e Castello di Sopra), di sicuro merita una menzione per la sua originalità oltre che per la sua bellezza. Si trova in provincia di Udine e rappresenta un antico borgo medievale con suggestivi castelli. Notevole è il parco settecentesco del Castello di Sotto con le sue statue, le piante rare e persino un giardino all’italiana in miniatura.
Saludecio, Emilia-Romagna
Dalle antiche torri ai moderni murales, questo luogo in provincia di Rimini colpisce immediatamente. Passeggiando nel suo centro storico si incontra la Chiesa di Biagio che domina la piazza, il Museo di Saludecio e del Beato Amato che racconta del passato locale e un mix di stradine intervallate da giardini, mentre a breve distanza spicca il Castello di Cerreto.
Sperlinga, Sicilia
Dieci borghi italiani poco conosciuti che vale la pena di visitare
La bellezza di questo borgo è regalata soprattutto dalle grotte scavate nell’arenaria. Il nome stesso che significa “spelonca”, dice molto sul suo passato. Risale al 1132 e oggi rimane un borgo rupestre con le incredibili case-grotta. Sono stati ricostruiti gli ambienti originali di alcune abitazioni come la casa contadina e la stanza del telaio, proprio per mantenere vivo il ricordo delle abitudini di vita degli abitanti che qui hanno trascorso nei secoli passati la loro esistenza.
Piazza Navona, la più bella piazza barocca di Roma, occupa la pista dell’antico “Stadio di Domiziano”, o “Circus Agonalis“, del quale ha conservato perfettamente la forma rettangolare allungata dell’arena, con uno dei lati minori (quello settentrionale) curvo, mentre gli edifici circostanti occupano il luogo delle gradinate della cavea. Lo Stadio fu fatto costruire da Domiziano forse già prima dell’86 d.C. per servire ai giochi atletici greci da lui particolarmente apprezzati, ma che i Romani non amavano, considerandoli immorali.
1 Ricostruzione dello Stadio di Domiziano di Jean-Claude Golvin
L’edificio (nell’immagine 1 la ricostruzione dello Stadio di Domiziano di Jean-Claude Golvin e nella foto 2 i resti nei sotterranei situati nell’area compresa tra piazza Navona, piazza di Tor Sanguigna e via di Tor Sanguigna) misurava 275 metri in lunghezza per 106 di larghezza. Due ingressi principali si aprivano al centro dei lati lunghi, mentre un altro era al centro del lato curvo. Esternamente la facciata era costituita da due ordini di arcate poggianti su pilastri di travertino con semicolonne ioniche nel primo ordine e corinzie nel secondo. Da un calcolo effettuato sulla lunghezza dei gradini si è potuta ricostruire la cifra degli spettatori in circa 30.000. Il livello attuale della piazza è sopraelevato di circa 6 metri rispetto a quello originario. I giochi sopra ricordati erano denominati “agones” ed il toponimo della piazza deriva proprio da questo termine, per corruzione: da “agone” divenne “in agone“, “innagone“, “navone” e quindi “Navona”. Intorno all’anno Mille lo Stadio era ancora interamente chiuso, con una sola via che correva lungo le attuali vie di Pasquino e dei Canestrari, mentre la piazza si presentava divisa in piccoli orticelli con qualche casupola e la piccola, primitiva, chiesa di S.Agnese.
2 Resti dello Stadio di Domiziano
La vita della piazza iniziò, però, solo nella seconda metà del XV secolo, allorché venne qui trasferito il mercato che da parecchi anni si teneva sulla piazza del Mercato, divenendo un punto fisso di vendita di ortaggi, carni e merci varie. Luogo di mercato e d’incontro, la piazza divenne anche il luogo delle feste e delle processioni, tanto più che era stata regolarizzata e “mattonata” nel 1485 (anche se la vera e propria selciatura avverrà soltanto nel 1488). Gli spagnoli, insediati nella chiesa di San Giacomo, introdussero, nel 1579, la tradizione della processione del mattino di Pasqua con lo sparo dei mortaretti; qui si rinnovarono quelle feste carnevalesche del Maggio romanesco che in passato si svolsero al Monte Testaccio, al Corso ed in altri luoghi della città. Essenziale fu, per il miglioramento e l’ornamento della piazza, l’impresa di Gregorio XIII Boncompagni (1572-85), che fece portare ben tre fontane, compreso un abbeveratoio, al servizio del mercato e degli animali da trasporto che vi affluivano. Ma la sorte più benigna per il destino della piazza venne decisa nel 1630, quando il cardinale Giovanni Battista Pamphilj, poi divenuto papa nel 1644 con il nome di Innocenzo X, fece costruire un edificio in forme tardo cinquecentesche sull’area di alcune case già di proprietà della sua famiglia.
3 Palazzo Pamphilj
L’imponente Palazzo Pamphilj (nella foto 3) fu costruito da Girolamo Rainaldi ed è costituito da un corpo centrale, scandito da paraste e arcature cieche, con un balcone centrale al piano nobile, retto da quattro colonne, sovrastante il portale ad arco bugnato. Al primo piano vi sono finestre con timpano centinato e triangolare alternato, al secondo finestre con cimasa decorata da conchiglia e sovrastate dalle finestrelle dell’ammezzato con il grande stemma dei Pamphilj al centro, costituito da tre gigli sopra una colomba con un ramo di ulivo nel becco. Sopra il cornicione di coronamento vi è una grandiosa loggia con tre arcate e due finestre. Ai lati del corpo centrale sorgono due edifici uguali di tre piani ciascuno, con due portali incorniciati e sovrastati da un balconcino. Qui risiedette uno dei personaggi più famosi di Roma, Donna Olimpia Maidalchini Pamphili, soprannominata da Pasquino la “Pimpaccia de piazza Navona”, dal personaggio di una commedia seicentesca della Roma Barocca, “Pimpa”, perché come questa dispotica e furba, presuntuosa e spregiudicata. Viterbese di nascita, venne ad abitare nel palazzo di piazza Navona dopo essersi sposata con Pamphilio Pamphilj; rimasta vedova, accumulò tante ricchezze da divenire la padrona di Roma, soprattutto dopo che il cognato Giovanni Battista divenne papa col nome di Innocenzo X. Mirabili affreschi di Pietro da Cortona, una galleria del Borromini ed altre pregevoli opere d’arte adornano le belle sale del palazzo, dal 1961 sede dell’Ambasciata del Brasile. Nel 1647 Innocenzo X progettò una più degna sistemazione della piazza con la costruzione di una fontana al centro, in sostituzione della semplice vasca quadrilatera che fungeva da “beveratore delli cavalli“. Per questo motivo il pontefice fece condurre nella piazza circa 150-180 once di acqua dal condotto dell’Acqua Vergine, a conferma della grande importanza che Innocenzo X dava all’opera. Inizialmente il progetto fu affidato al Borromini, ma Gian Lorenzo Bernini, allora in disgrazia presso il papa, o meglio, presso Donna Olimpia, riuscì a riguadagnare il favore della potente donna ed a soppiantare il rivale con uno stratagemma: fece pervenire ad Olimpia (e quindi al papa) un modellino d’argento della fontana. Il pontefice, vedendo “per caso” il modellino, ne rimase entusiasta e trasmise l’ordine al Bernini. Secondo fonti dell’epoca, il modello piacque perché era fuso in argento e, soprattutto, perché fu lasciato in regalo all’avida “Pimpaccia“. La presenza dell’obelisco sulla fontana fu richiesta espressamente dal papa, dopo che questi si recò in visita a S.Sebastiano il 27 aprile del 1647 e lì, presso il Circo di Massenzio, vide “per terra un obelisco grandissimo”. Le iscrizioni in geroglifico, sulle quali appare il nome di Domiziano, provano che originariamente l’obelisco era situato presso il “Tempio di Iside” e soltanto successivamente trasferito da Massenzio nel suo Circo.
4 Obelisco Agonale
L’obelisco Agonale (nella foto 4), di granito e alto 16,54 metri, fu innalzato il 12 agosto 1649 sopra un alto basamento affinché apparisse ancora più elevato, al di sopra dello scoglio. La Fontana dei Fiumi, inaugurata nel 1651 e realizzata grazie ai proventi di tasse su pane, vino e analoghi generi di consumo, risulta senza dubbio uno dei monumenti più belli e famosi della Roma barocca e rappresenta i quattro grandi fiumi allora conosciuti, il Gange, il Nilo, il Danubio ed il Rio della Plata.
5 Fontana dei Fiumi
Quattro statue di marmo bianco (nella foto 5), alte cinque metri, situate su masse sporgenti di travertino attorno al monolite, rappresentano i quattro fiumi: il Nilo, opera di Giacomo Antonio Fancelli, presenta la singolarità di avere la testa velata perché le sue sorgenti erano allora sconosciute, anche se per il popolo, invece, esprimeva il disprezzo del Bernini per la vicina chiesa di S.Agnese in Agone, progettata dal suo rivale Borromini, come anche il braccio alzato a protezione della testa del Rio della Plata, opera di Francesco Baratta, esprimeva il timore ironico dell’artista che la chiesa potesse crollare. Tali dicerie sono però destituite da ogni fondamento perché Bernini completò la fontana prima che Borromini iniziasse la chiesa. Infine, il Gange è opera di Claude Poussin mentre il Danubio è di Antonio Raggi. Lo stemma araldico della famiglia papale, la colomba con il ramo d’olivo, decora la roccia piramidale dell’obelisco e simboleggia il potere divino che scende come raggio solare lungo i quattro angoli dell’obelisco fino alla roccia, che ricorda la materia informe, il caos. Secondo l’iscrizione voluta da Innocenzo X, il monumento intende magnificamente offrire “salubre amenità a chi passeggia, bevanda a chi ha sete, esca a chi medita”.
6 S.Agnese in Agone
La chiesa di S.Agnese in Agone (nella foto 6) è fondata, si dice, sul luogo in cui, nell’anno 304 d.C., fu martirizzata la giovane Agnese, rea di avere rifiutato il figlio del prefetto di Roma e quindi denunciata come cristiana. Venne denudata ed i suoi capelli, allora, ebbero una crescita miracolosa e scesero a coprirle interamente il corpo. Nessuno osò più violare la sua verginità dopo che l’unico che ci provò cadde fulminato ai suoi piedi; gettata nel fuoco, questo si spense dopo le sue orazioni e fu così che venne trafitta da un colpo di spada alla gola, allo stesso modo con cui si uccidevano gli agnelli. La struttura più antica della chiesa risale all’VIII secolo: più volte ricostruita, nel 1652 fu sostituita dalla maestosa chiesa, che ancora oggi possiamo ammirare, per volontà di papa Innocenzo X Pamphilj, il quale affidò l’opera a Girolamo e Carlo Rainaldi, sostituiti, in seguito, dal Borromini, che vi lavorò dal 1653 al 1657. Questi si attenne quasi completamente al progetto dei Rainaldi, salvo che per la facciata concava, studiata per dare maggiore risalto alla cupola. Come risposta alle statue della Fontana dei Fiumi, il popolo attribuì alla statua di S.Agnese, collocata sulla facciata e raffigurata con una mano sul petto, la volontà di rassicurare la statua del Rio della Plata circa la stabilità della chiesa, ma anche il volto girato della statua, che non guarda la fontana, sarebbe un segno di disprezzo. Nell’interno, a croce greca, vi è la tomba dell’artefice della bellezza della piazza, Innocenzo X, situata, insieme ad altri membri della famiglia, in una cripta a sinistra dell’altare maggiore; inoltre, seminascosto sopra l’ingresso, è situato il “Monumento di Innocenzo X”, opera di G.B.Maini nel 1730, busto che, si dice, benedice chi non lo vede perché ben pochi sono coloro che si voltano per ammirare il busto del pontefice. Nella chiesa si conserva anche la testa di S.Agnese, donata da Pio X nel 1908 e deposta nel reliquario donato alla chiesa dal cardinal Rampolla. Le altre due fontane che ornano piazza Navona sono la Fontana del Moro e la Fontana del Nettuno, entrambe opere di Jacopo Della Porta.
7 Fontana del Moro
La Fontana del Moro (nella foto 7), posta sul lato meridionale sotto le finestre di palazzo Pamphilj, fu realizzata nel 1574 sotto il pontificato di Gregorio XIII Boncompagni ed originariamente era posta su un basamento con due scalini in travertino, circondata da una balaustrata in travertino (alta circa 35 cm) e da 12 colonnine “per defendere et salvare dette opere dalla carrette e cocchi, che potrebbero mandarla a ruina“. La vasca, di dura pietra mischia, fu ornata di mostri marini e alternativamente da un drago e un’aquila (stemmi araldici della famiglia Boncompagni) e, agli angoli, da quattro tritoni con la buccina, alternati da mascheroni (anche se originariamente i tritoni erano stati ordinati per la fontana Del Trullo, allora situata in piazza del Popolo). Il centro della vasca infine era ornato con un modesto gruppo di scogli, al di sopra dei quali zampillava l’acqua. Nel 1652 Innocenzo X ordinò al Bernini di restaurare la fontana e fu così che l’artista vi appose un piccolo gruppo costituito da tre delfini che sorreggevano nell’alto una lumaca dalla quale schizzava un getto d’acqua. Il gruppo, denominato la Lumaca, fu l’unico mutamento che il Bernini apportò alla fontana, in sostituzione dell’originario gruppetto di scogli e per questo motivo la fontana venne chiamata “della Lumaca”. La figura non piacque né ai Pamphilj né al popolo e perciò fu sostituita nel 1655 con il Moro, ovvero la statua in marmo dell’Etiope in lotta con un delfino scolpita da Giovan Antonio Mari nella casa stessa del Bernini: in realtà la statua rappresenta un muscoloso tritone che trattiene a viva forza un delfino che tenta di sottrarsi alla stretta sfuggendogli tra le gambe. Solo successivamente il Bernini eliminò gradini e balaustrata dalla fontana ed allargò attorno alla vasca una bella piscina a livello del suolo.
8 Fontana del Nettuno
Sull’altro lato della piazza vi è la Fontana del Nettuno (nella foto 8), anticamente detta “dei Calderari” per la presenza nella zona di botteghe di fabbricanti di catini e vasi di rame. Realizzata dal Della Porta nel 1574 questa fontana, non avendo una Donna Olimpia che la proteggesse, rimase a lungo abbandonata, priva di decorazioni fino al 1873, quando il Comune di Roma, dopo un bando di concorso, assegnò l’opera al siciliano Zappalà ed al romano Della Bitta, il primo autore dei gruppi costituiti da cavalli marini guidati da fanciulli, da sirene in lotta con mostri marini e da putti alati che giocano con i delfini, mentre il secondo fu l’autore della figura centrale rappresentante Nettuno con il tridente che si difende da una piovra avvinghiata alle gambe. Una grande manifestazione che rese famosa piazza Navona fu inaugurata il 23 giugno 1652 da (neanche a dirlo) papa Innocenzo X e da sua cognata: furono chiusi gli scarichi delle tre fontane, lasciando così debordare l’acqua fino a coprire la parte centrale della piazza, che era concava. Nobili e poveracci vi si divertivano: i primi, attraversando la piazza a cavallo o in carrozza, i secondi sguazzandoci sopra oppure spingendo in acqua i carretti a mano.
9 Piazza Navona allagata
Il “Lago di piazza Navona” (nella foto 9) divenne una consuetudine estiva e per quasi due secoli, il sabato e la domenica del mese di agosto, la piazza si allagava, finché, nel 1866, sotto Pio IX, il divertimento venne sospeso. Dopo il 1870, con Roma capitale d’Italia, piazza Navona venne pavimentata con i “sampietrini”, ma soprattutto venne costruito il marciapiede centrale a schiena d’asino: ciò significa che la piazza divenne convessa anziché concava, rendendo impossibile, quindi, un eventuale ripristino del “lago”. Ciò non tolse definitivamente, però, l’animazione alla piazza, che, pur se acquistando un carattere ludico-fieristico, rinasce, durante il periodo natalizio, con la festa dell’Epifania: in questa occasione la piazza si riempie di bancarelle, giocattoli, “Befane” e “Babbi Natale”, quasi a non voler abbandonare il gioco e l’allegria che per secoli l’hanno accompagnata.
Una sinfonia di paesaggi epici tra i simboli naturalistici del Golden West americano
C’è una terra, nel cuore del Golden West degli Stati Uniti, che ispira con la sua bellezza e i suoi panorami mozzafiato. Qui, tra canyon maestosi, foreste secolari e deserti infiniti, si snodano itinerari che offrono esperienze indimenticabili a chi cerca l’avventura e il contatto con la natura selvaggia.
Golden West – Bryce Canyon
Attraversare i parchi naturali di questa regione, che ci piace chiamare Golden West, significa immergersi in un mondo di meraviglie naturali, dove ogni angolo svela un nuovo spettacolo: le imponenti pareti del Grand Canyon, l’incredibile diversità della fauna e della flora del Yosemite, i panorami lunari di Death Valley, le incredibili formazioni del Bryce Canyon e di Antelope Canyon, le torreggianti sequoie del Sequoia National Park e l’iconica Monument Valley.
Ogni sentiero percorso, ogni vista ammirata, è un passo verso una connessione più profonda con la terra. Il Golden West è un luogo dove il silenzio delle valli e il canto del vento tra le rocce raccontano storie antiche, di popoli nativi e pionieri coraggiosi. Viaggiare attraverso questi parchi è più che un semplice itinerario turistico; è un pellegrinaggio verso l’anima selvaggia dell’America, un invito a riscoprire la propria meraviglia e il proprio stupore di fronte alla maestosità del mondo naturale.
Golden West – Antelope Canyon
In ogni parco, il cielo stellato notturno si apre come un oceano di luce, ricordandoci quanto siamo piccoli e quanto è grande l’universo. E in questa vastità, il Golden West ci offre un abbraccio di roccia, sabbia e cielo, un’esperienza che lascia il segno, arricchendo il cuore e lo spirito di chiunque abbia la fortuna di esplorarla.
Golden West: Grand Canyon National Park
Golden West – Grand Canyon
Il Grand Canyon, una delle meraviglie naturali più conosciute del mondo, si estende per oltre 446 chilometri attraverso il nord dell’Arizona, offrendo uno spettacolo di vastità e bellezza senza pari. Le sue imponenti pareti di roccia scolpite dal fiume Colorado rivelano miliardi di anni di storia geologica, strati di roccia che brillano nelle tonalità del rosso, arancione e oro sotto il sole del deserto.
Le vedute panoramiche del South Rim, facilmente accessibili e straordinariamente suggestive, contrastano con l’aspetto più remoto e meno visitato del North Rim, regalando esperienze diverse, ma ugualmente mozzafiato. Il Grand Canyon non è solo un luogo di straordinaria bellezza visiva, ma anche un santuario di pace e riflessione, dove il silenzio della natura si mescola al fruscio del vento tra le gole e al canto degli uccelli. Osservando l’alba che dipinge le pareti del canyon con colori vibranti o ammirando il cielo stellato che avvolge questo antico paesaggio, al Grand Canyon si percepisce l’incontro con la grandezza e la serenità della natura.
Golden West: Yosemite National Park
Golden West – Yosemite National Park
Il Yosemite National Park, situato nelle maestose montagne della Sierra Nevada in California, è un luogo di straordinaria bellezza naturale e diversità. Con le sue spettacolari valli, cascate impetuose, prati fioriti e antiche foreste di sequoie giganti, Yosemite è un vero paradiso per gli amanti della natura e dell’avventura. Il parco è rinomato per i suoi imponenti monoliti di granito, tra cui El Capitan e Half Dome, che attirano scalatori da tutto il mondo, sfidando la loro abilità e resistenza.
Ogni stagione porta con sé una magia unica: l’inverno trasforma Yosemite in un regno incantato di neve e ghiaccio, mentre la primavera porta cascate rigogliose e prati in fiore. In estate, i sentieri escursionistici offrono l’opportunità di esplorare laghi alpini cristallini e panorami indimenticabili, mentre l’autunno dipinge il parco con una tavolozza di colori caldi e avvolgenti.
Golden West – Yosemite National Park
Yosemite è anche un santuario per la fauna selvatica, dove cervi, orsi neri e una varietà di uccelli vivono indisturbati nel loro habitat naturale. Il parco non è solo un rifugio per gli animali, ma anche un luogo di ispirazione e tranquillità per chiunque lo visiti. La vista delle sequoie giganti, alcuni degli esseri viventi più antichi e maestosi del pianeta, evoca un senso di meraviglia e umiltà, ricordando a tutti noi la bellezza e la fragilità della natura.
Golden West: Death Valley National Park
Golden West – Death Valley
La Death Valley, con il suo nome evocativo e il suo paesaggio surreale, è un luogo di contrasti estremi e bellezze inaspettate. Situata tra California e Nevada, questa valle desolata è uno dei posti più caldi e aridi del pianeta, dove le temperature possono superare i 50 gradi Celsius e le notti portano un freddo tagliente. Ma oltre questa facciata implacabile, la Death Valley nasconde una straordinaria complessità e una bellezza che lascia senza fiato.
Il Badwater Basin, il punto più basso del nord America, con le sue distese di sale bianco che scintillano sotto il sole, sembra un paesaggio alieno, mentre le dune di sabbia di Mesquite Flat invitano a una meditazione silenziosa con le loro forme ondulate e cangianti. I colori delle Artist’s Palette, con le loro sfumature di rosa, verde e viola, rivelano la ricchezza minerale di queste terre e creano uno spettacolo visivo che sembra uscito da un sogno.
Al tramonto, Zabriskie Point offre una vista mozzafiato sui calanchi dorati e sulle montagne scure, un momento di pura magia in cui il deserto si tinge di colori caldi e vibranti. E di notte, la Death Valley si trasforma in uno dei cieli stellati più limpidi del mondo, dove la Via Lattea si svela in tutto il suo splendore, ricordando la vastità dell’universo e il nostro posto in esso.
Golden West – Death Valley
La Death Valley non è solo un luogo di estremi, ma un regno di resilienza e adattamento, dove la vita trova un modo di prosperare anche nelle condizioni più dure. Visitare questo parco è un’esperienza che tocca l’anima, un incontro con la natura nella sua forma più pura e potente. È un viaggio che sfida, ispira e rinnova, lasciando una traccia indelebile nel cuore di chiunque abbia il privilegio di esplorarla.
Golden West: Bryce Canyon National Park
Golden West – Bryce Canyon
Il Bryce Canyon, situato nel sud-ovest dello Utah, è un luogo dove la natura ha scolpito un capolavoro di straordinaria bellezza e mistero. Con le sue formazioni rocciose uniche chiamate hoodoos, questo parco nazionale offre uno spettacolo visivo che sembra appartenere a un altro mondo. Le torri di pietra, dalle forme strane e fantastiche, si ergono come sentinelle silenziose in un anfiteatro naturale, creando un panorama che incanta ed emoziona.
L’alba e il tramonto al Bryce Canyon sono momenti di pura magia, quando la luce dorata del sole tinge le rocce di sfumature rosse, arancioni e rosa, trasformando il paesaggio in un dipinto vivente. Ogni punto di osservazione, come Sunrise Point e Sunset Point, offre vedute mozzafiato che lasciano senza fiato e invitano alla riflessione e alla meraviglia.
Camminare lungo i sentieri del parco, come il Navajo Loop o il Queen’s Garden Trail, è un’esperienza che avvicina alla terra e alla sua storia millenaria. Ogni passo svela nuove prospettive e dettagli, dai pinnacoli appuntiti alle gole profonde, e permette di sentire l’energia e il silenzio di questo luogo incredibile. La flora e la fauna del parco aggiungono ulteriore fascino, con pini ponderosi che offrono ombra e rifugio, e cervi e scoiattoli che si aggirano tra le rocce.
Golden West – Bryce Canyon
Di notte, il Bryce Canyon si trasforma in uno dei cieli stellati più brillanti e incontaminati del nord America, un vero paradiso per gli amanti dell’astronomia. La Via Lattea si staglia chiaramente nel cielo e la vastità dell’universo sembra avvolgere il visitatore, offrendo un senso di pace e connessione con il cosmo.
Il Bryce Canyon non è solo un luogo da vedere, ma un’esperienza da vivere con tutti i sensi, un viaggio nell’immensità della natura che arricchisce lo spirito e il cuore. Chi visita questo parco lascia un pezzo di sé tra quelle rocce antiche e custodisce nel cuore la bellezza e l’incanto di un paesaggio senza eguali.
Golden West: Antelope Canyon
Golden West – Antelope Canyon
L’Antelope Canyon, nascosto nel cuore dell’Arizona, è un luogo di straordinaria bellezza che sembra uscito da un sogno. Questo canyon a fessura, scolpito nel corso di millenni dall’azione dell’acqua e del vento, offre un’esperienza visiva e sensoriale che tocca l’anima. Le sue strette pareti ondulate, levigate dall’erosione, creano un labirinto di arenaria che si tinge di tonalità surreali, dal rosso profondo al giallo dorato, con sfumature di arancio e viola.
Camminare tra le strette gole dell’Antelope Canyon è come entrare in una cattedrale naturale, dove la luce del sole, filtrata attraverso le fessure in alto, danza sulle pareti creando fasci di luce che sembrano raggiungere direttamente il cuore. Questi raggi di luce, che penetrano nell’oscurità con una bellezza quasi mistica, trasformano il canyon in un’opera d’arte vivente, un luogo di pace e contemplazione che ispira riverenza e stupore.
Golden West – Antelope Canyon
Upper Antelope Canyon, con i suoi fasci di luce famosi in tutto il mondo, offre uno spettacolo particolarmente magico nelle ore centrali della giornata, quando il sole è alto nel cielo. Lower Antelope Canyon, con le sue curve più strette e ripide, invita a un’esplorazione più avventurosa, rivelando angoli nascosti e prospettive uniche ad ogni passo.
La visita ad Antelope Canyon è un viaggio nelle profondità della terra e nell’anima, un’esperienza che rimane impressa nella memoria e nel cuore. Le storie e le leggende del popolo Navajo, custodi di questo luogo sacro, aggiungono un ulteriore strato di significato e connessione a una visita che è molto più di una semplice escursione turistica. È un’iniziazione alla meraviglia della natura, un promemoria della potenza e della bellezza del nostro pianeta, che ci invita a rispettare e proteggere questi tesori naturali per le generazioni future.
Golden West: Sequoia National Park
Golden West – Sequoia National Park
Il Sequoia National Park, situato nella maestosa Sierra Nevada in California, è un luogo dove la natura mostra la sua grandiosità in modo straordinario. Qui, tra valli profonde e montagne svettanti, si ergono le sequoie giganti, gli esseri viventi più imponenti del pianeta. Camminare tra questi colossi millenari è un’esperienza che lascia senza parole e riempie di umiltà, offrendo un incontro diretto con la forza e la longevità della natura.
Il parco è famoso per il General Sherman Tree, l’albero più grande del mondo in termini di volume. Stare alla base di questo titano, che ha visto passare oltre 2.000 anni di storia, è un momento che ispira rispetto e meraviglia. Le sequoie non sono solo alte, ma anche incredibilmente larghe, con tronchi che sfidano l’immaginazione per la loro grandezza.
Ma il Sequoia National Park è molto più delle sue maestose piante. Le sue foreste incantate, attraversate da sentieri ombrosi, offrono una fuga rigenerante dal ritmo frenetico quotidiano. Il parco è anche un santuario per la fauna selvatica, dove è possibile avvistare orsi neri, cervi, aquile e una varietà di altre specie in un habitat naturale incontaminato.
Le vedute panoramiche, come quelle da Moro Rock, offrono una prospettiva mozzafiato sulle montagne e le vallate sottostanti, rivelando un paesaggio di una bellezza austera e sublime. I fiumi e i torrenti che scorrono attraverso il parco aggiungono un elemento di serenità, con le loro acque limpide che riflettono il cielo azzurro e il verde delle foreste.
Ogni stagione porta con sé una nuova magia al Sequoia National Park. In inverno, la neve copre gli alberi giganteschi, trasformando il parco in un regno incantato. In primavera e in estate, i prati si riempiono di fiori selvatici, mentre l’autunno tinge le foglie di colori caldi e dorati.
Visitare il Sequoia National Park è un invito a riconnettersi con la natura in un modo profondo e significativo. È un luogo che nutre l’anima, ispira meraviglia e gratitudine, e ricorda l’importanza di preservare questi straordinari tesori naturali per le generazioni future.
Golden West: Monument Valley
Golden West – Monument Valley
La Monument Valley, situata al confine tra Utah e Arizona, è uno dei paesaggi più iconici e riconoscibili del Golden West americano. Questo straordinario parco tribale della Nazione Navajo è famoso per le sue imponenti formazioni rocciose che si ergono maestose dal deserto, creando un panorama che sembra uscito da una tela dipinta da mani divine.
Le butte e i mesas, con le loro silhouette distintive, raccontano storie di erosione e resistenza, di forze naturali che hanno scolpito queste meraviglie nel corso di milioni di anni.
Ogni alba e tramonto alla Monument Valley offrono uno spettacolo di colori mozzafiato, quando il sole tinge le rocce di rosso fuoco e arancio dorato, trasformando il paesaggio in un’incantevole visione. La luce gioca con le ombre, creando contrasti netti e rivelando dettagli nascosti nelle superfici rugose delle formazioni. È un momento di pura magia, in cui la natura mostra tutta la sua potenza e bellezza.
Percorrere la Valley Drive, una strada sterrata che serpeggia attraverso il parco, permette di avvicinarsi alle meraviglie naturali come la West Mitten Butte, la East Mitten Butte e il Merrick Butte. Ogni fermata lungo questo percorso offre prospettive uniche e spettacolari, invitando i visitatori a contemplare e fotografare queste monumentali opere d’arte naturale.
Ma la Monument Valley è molto più di un semplice scenario cinematografico o un luogo di straordinaria bellezza geologica. È una terra sacra, ricca di storia e cultura Navajo. Le guide locali offrono tour che approfondiscono la comprensione della valle, raccontando storie di antichi abitanti e condividendo la spiritualità e le tradizioni che pervadono questo luogo.
Visitare i siti come il Totem Pole, il Three Sisters, e il John Ford Point – quest’ultimo reso famoso dai classici film western – arricchisce l’esperienza con un senso di connessione storica e culturale.
Di notte, la Monument Valley rivela un’altra delle sue meraviglie: un cielo stellato dove le stelle sembrano così vicine da credere di poterle accarezzare.
Incontra l’essenza pura del Wild West americano in Wyoming, il Cowboy Country
Il Wyoming è un luogo dove la natura si manifesta in tutta la sua maestosità e dove lo spirito libero dell’America trova la sua casa. Qui, tra le vette frastagliate delle catene montuose, le vaste praterie sconfinate e i cieli che sembrano infiniti, ogni viaggiatore può sentire l’essenza autentica del selvaggio West.
Il Wyoming non è solo una destinazione, è un viaggio nel cuore di una terra che conserva intatti i suoi paesaggi primordiali e la sua storia ricca di avventure. Dai geyser di Yellowstone, alla bellezza incontaminata del Grand Teton e le strade polverose che hanno visto passare cowboy e pionieri, il Wyoming ti accoglie con un abbraccio fatto di natura, libertà e meraviglia. Ogni angolo di questo Stato incantevole racconta una storia di scoperta e di connessione profonda con la terra, una storia che invita a lasciarsi ispirare e a vivere un’esperienza indimenticabile.
Il Wyoming è lo Stato dei cowboy. Su questo non si può discutere, tanto che anche la targa delle auto mostra un cowboy in groppa ad un cavallo selvaggio. Il cavallo ha anche un nome, “Old Steamboat”: realmente esistito e che non si lasciava facilmente domare.
Non è neanche casuale che Cheyenne, la capitale dello Stato, ospiti il rodeo più famoso e più grande del mondo, e che la cittadina di Cody prenda il nome dal mitico Buffalo Bill “Cody”, suo fondatore. Tutto in Wyoming ci trasporta verso la mitologia della prateria e dei cowboy. Ascoltando le liriche di Song of Wyoming cantata dal cowboy professionista di rodeo e cantante country Chris LeDoux, sembra cavalcare e rivivere lo stile di vita nostalgico e romantico di queste terre.
Wyoming
Cheyenne
Come molte cittadine western, anche Cheyenne è sorta nel 1867 lungo il percorso della ferrovia transcontinentale, dove attraversava le grandi pianure. Soprannominata “Hell on Wheels,” (l’Inferno sulle Ruote) la turbolenta cittadina abitata prevalentemente dagli operai della ferrovia e dai soldati del vicino Fort D.A. Russell era ricca di saloon e di teatri di burlesque.
Cheyenne non è rimasta una città selvaggia per molto, dal momento in cui la fiorente industria del bestiame attrasse investimenti da parte di facoltosi uomini d’affari dell’area orientale degli USA e dall’estero. Con queste nuova ricchezza, Cheyenne ha visto la creazione e lo sviluppo di lussuosi alberghi, di teatri e del primo teatro dell’opera ad ovest del Mississippi. Negli anni 80 del 1800, Cheyenne era la città con maggiore ricchezza pro capite al mondo. La cupola del suo Campidoglio venne perfino ricoperta con foglie d’oro.
La capitale fu chiamata Cheyenne dall’omonimo nome della tribù dei nativi indiani, una delle più importanti e presenti nelle Great Plains. Per visitarla iniziate con un trail a piedi che seguirete per trovare tutti i big cowboy boots sparsi in città: stivali di circa 2,5 mt sono stati decorati da artisti locali, interpretando il Wyoming e la storia di Cheyenne.
Cheyenne vanta molteplici attrazioni che rimandano al suo glorioso passato. Magioni in stile vittoriano ed edifici storici come il Capitol e la Governors’ Mansion dominano il suo downtown. Una delle attrazioni più iconiche del centro cittadino di Cheyenne è il suo Union Pacific Depot, sapientemente restaurato. La grandiosa struttura ospita un Visitors Center, un ristorante e il Cheyenne Depot Museum che illustra la storia della ferrovia di Cheyenne.
I visitatori possono ascoltare molte di queste storie durante un tour narrato a bordo di un tram storico – Cheyenne Street Railway Trolley’s historic tour (tutti i giorni da maggio a settembre); per un’esperienza simile, sono disponibili anche giri gratuiti in carrozza del downtown cittadino. I più piccoli – e non solo – apprezzeranno il fascino tipico del West al Terry Bison Ranch che offre tour a bordo di un trenino o in sella ad un cavallo e 3200 bisonti.
In estate, i pistoleri – Cheyenne Gunslingers – si esibiscono in sparatorie tipicamente western alle 18.00 da fine giugno e fine luglio. All’Holliday Park di Cheyenne si trova anche uno degli ultimi esemplari di “Big Boy”, le più grandi locomotive a vapore mai costruite.
Big Boy Old Number 4004
A Cheyenne si trovano anche numerosi musei, come il Cheyenne Frontier Days Old West Museum, il Nelson Museum of the West, il F.E. Warren ICBM and Heritage Museum, i Cheyenne Botanic Gardens ed il Wyoming State Museum.
Cheyenne è anche rinomata per il suo rodeo, lo Cheyenne Frontier Days La prima edizione si tenne nel 1897; l’evento è poi cresciuto fino a diventare il più grande rodeo outdoor e celebrazione western del mondo. La manifestazione prevede rodei ogni giorno, concerti, un Indian Village, parate, esposizione artistiche, colazioni a base di pancake, una fiera ed altro ancora.
Cheyenne Frontier Days
Cheyenne Frontier Days: il più antico ed il più grande rodeo all’aperto! Ogni anno, questo grandioso evento, si svolge durante l’ultima intera settimana di luglio. È il più antico, tradizionale e maggiore rodeo all’aperto nonché la più grande celebrazione western al mondo. Conosciuto anche come “Daddy of’em All” – il padre di tutti – dai migliori cowboy, la massima celebrazione dello spirito western esistente al mondo fin dal 1897.
Una grande manifestazione unica che vanta secoli di tradizione e un’autentica cultura western che celebra l’Old West: 10 giorni di intrattenimenti, parate, breakfast gratuiti con pancake caldi e la partecipazione di cowboy & cowgirl, Nativi Americani, tori, cavalli.
Il rodeo, accreditato dalla Professional Rodeo Cowboy Association, vanta più partecipanti che ogni altro rodeo: 1.800 tra i migliori cowboy e cowgirl del mondo. Tutti ambiscono la famosa fibbia premio al campione del rodeo di Cheyenne: la vittoria può avviare o rilanciare una brillante carriera di cowboy.
Le specialità in cui si esibiscono i cowboy sono molteplici, ad esempio il Bareback Riding ossia la monta a cavallo senza la sella, come usavano fare i Nativi Americani oppure il Bull Riding, cioè, cavalcare un toro senza sella. Esiste perfino una gara dedicata esclusivamente alle donne: la corsa a cavallo intorno ai barili, Barrell Racing.
Da non perdere è il Villaggio Indiano: musiche tradizionali, danzatori, cantastorie e artigiani si esibiscono illustrando la cultura dei Nativi Americani.
Per chi, invece, ama l’arte, assolutamente da visitare il Cheyenne Frontier Days Western Art Show & Sale che celebra acclamati artisti internazionali in una mostra di oltre 300 dipinti, sculture, alabastri e tessuti di Nativi. Ed infine per gli amanti della cucina da non perdere il Chuckwagon Cook-off: prelibatezze culinarie in tipico stile western offerte nei caratteristici carri da pionieri, i chuckwagon, e servite da personaggi in costume. Contest per assicurarsi il premio come miglior carro, miglior piatto di carne, di fagioli, di pane, di patate e di dessert.
Cody Yellowstone
Un assaggio di vero West!
Se siete alla ricerca dell’autentico West americano, allora dovete per forza visitare Cody, Wyoming. Questa cittadina fu fondata nel 1896 dal personaggio più iconico del Vecchio West, il colonnello William F. “Buffalo Bill” Cody.
Buffalo Bill ha impersonato l’dea romantica dell’uomo di frontiera audace e coraggioso. Attraverso le sue imprese ed il suo Wild West Show, divenne l’americano più famoso del mondo. Il suo nome rappresenta l’epitomo del Vecchio West ed ancora oggi attira l’attenzione su questa cittadina western, dove veri cowboy spostano ancora le mandrie di bestiame ed i bisonti pascolano liberi.
La città di Cody si trova a circa 33 km ad est della Shoshone National Forest, la prima foresta nazionale d’America e a circa 86 km dall’ingresso orientale del primo parco nazionale americano, Yellowstone. Ubicata ai piedi delle Montagne Rocciose del Wyoming, Cody unisce il vecchio ed il nuovo senza sacrificare il suo autentico carattere western.
Il Buffalo Bill Center of the West di Cody è considerato il più bel museo d’America dedicato all’universo western. I suoi oltre 27.000 m² di spazi espositivi lo rendono certamente uno dei più grandi della Nazione, con cinque musei differenti raccolti sotto un unico tetto. Il Whitney Art Museum rappresenta un’incredibile collezione di opere del West americano, quali dipinti, sculture e foto a partire dal 19° secolo fino ai giorni nostri.
Il Cody Firearms Museum custodisce la più grande ed importante collezione di armi americane del mondo, ma vanta anche armi europee del 16° secolo. Il Plains Indian Museum è considerato uno delle migliori interpretazioni della civiltà dei nativi d’America.
Il Buffalo Bill Museum mette in mostra cimeli ed oggetti relativi alla vita di Buffalo Bill Cody e celebra la sua variegata carriera di Pony Express, uomo di frontiera, scout, cacciatore di bisonti, rancher, ideatore e protagonista del primo Wild West Show. Il quinto museo, il Draper Natural History Museum è un’esplorazione interattiva delle relazioni tra il genere umano e la natura nella Greater Yellowstone area.
Cody, “the Rodeo Capital of the World,” offre l’opportunità unica di assistere ad un vero rodeo. Il Cody Nite Rodeo è l’unico rodeo che si svolge ogni sera da giugno ad agosto. Uno spettacolo per tutta la famiglia!
La Old Trail Town è stata creata con autentici edifici dell’epoca della frontiera raccolti in tutto lo Stato del Wyoming. Tra questi, ci sono il capanno usato da Butch Cassidy, Sundance Kid e dalla loro banda, Hole-in-th-Wall, ed il capanno di Curley, lo scout indiano del Generale Custer che sopravvisse alla battaglia di Little Big Horn.
Un’altra pietra miliare di Cody è l’Irma Hotel. L’hotel sulle Montagne Rocciose” di Buffalo Bill venne costruito nel 1902 per accogliete cacciatori, uomini d’affari e visitatori in viaggio verso Yellowstone. Prese il nome dalla sua figlia più piccola, Irma. Oggi è il luogo di ritrovo per turisti e gente del posto e durante le serate estive qui si può assistere ad una sparatoria tra pistoleri come nel Vecchio West!
Con Yellowstone National Park, le Absaroka e le Beartooth Mountains a fare da sfondo, Cody è la porta di accesso ad alcuni dei paesaggi più spettacolari d’America. Meraviglie naturali quali il geyser Old Faithful e Mammoth Hot Springs a Yellowstone, le torreggianti vette, le vallate verde smeraldo ed laghi scintillanti delle Beartooth Mountains, vi lasceranno senza fiato.
Ad ovest di Cody, la East Yellowstone Valley ospita una ricchissima fauna locale. Un occhio ben allenato può facilmente avvistare cervi, grizzly, antilocapre ed alci che si nutrono lungo le rive di corsi d’acqua, nei prati o su montagne scoscese.
Gli appassionati di outdoor troveranno molteplici attività da praticare qui tra cui, escursioni a cavallo, hiking, biking, pesca, rampicate, kayak, rafting, golf e campeggio. Se amate l’avventura outdoor, a Cody Yellowstone non di certo rimarrete delusi!
Moderne sistemazioni quali catene alberghiere e hotel a gestione locale, bed and breakfasts, guest house, cabin, campeggi per tende o camper nonché dude e guest ranch accolgono migliaia di visitatori ogni anno. Ottimi ristoranti, negozi di abbigliamento western e gallerie d’arte attirano turisti da tutto il mondo.
Casper
Non c’è posto al mondo come Casper. Se siete alla ricerca di autentiche esperienze Western oppure di eccellente ospitalità da piccola cittadina, le troverete proprio qui. Casper è una comunità deliziosa con molteplici opportunità ricreative all’aperto, una fiorente scena artistica, innumerevoli siti storici, ed un affascinante centro urbano in grado di lasciare nei suoi visitatori piacevoli ricordi duraturi.
La posizione unica di Casper offre una varietà di esperienze straordinarie. Forse, più in particolare, la leggendaria storia di Casper è tra le più ricche dell’ovest. L’ attuale Casper è stata forgiata infatti, da un passato che include: percorsi degli indiani nativi, cacciatori di pellicce, pionieri, una fiorente industria energetica, abbondanti attività ricreative all’aperto, dinosauri e il selvaggio West. Per vivere davvero le varie sfaccettature della storia, è meglio esplorarle in prima persona.
Al centro della vicenda storica del Wyoming Centrale si trova il National Historic Trails Interpretive Center. Questo museo di classe mondiale è gratuito e presenta mostre interattive insieme ad esperienze multimediali. Qui, i visitatori possono sperimentare come era la vita delle praterie nel 1800 quando migliaia di pionieri tracciarono il proprio percorso migratorio verso l’ovest.
Se volete vivere un’esperienza di vita ancora più coinvolgente sui sentieri storici, potete provare un trekking appena fuori città con Historic Trials West, a cavallo oppure a bordo di un tipico carro Conestoga sui solchi originali dell’Oregon Trail. La durata di questa esperienza può variare da alcune ore a giornate intere ed è completa di una visita in prima persona al sentiero storico, vere lezioni di storia impartite da esperti e pasti in tipico stile western con il tradizionale chuck wagon.
Benché Casper sia nota per il suo passato Western, lo spirito del West vive ancora oggi in questa moderna cittadina. Le radici Western di Casper si mostrano durante l’annuale College National Finals Rodeo (CNFR).
Ogni giugno, centinaia dei migliori atleti del rodeo universitario giungono qui per competere per il titolo nazionale. In concomitanza con il CNFR, non si deve perdere l’occasione di visitare l’iconico Lou Taubert Ranch Outfitters nel centro cittadino. Vale la pena una sosta in questo negozio western vecchio di 100 anni e curiosare tra gli oltre 10.000 stivali da cowboy, indossare un cappello da cowboy e trovarsi preparati per un’autentica avventura western.
Oltre alle esperienze storiche e western a Casper, non perdetevi anche tutto quello che la rende la vibrante comunità che è oggi. Casper vanta una vasta gamma di offerte culturali: dai diversi musei e gallerie d’arte moderna alla musica dal vivo, al primo teatro d’opera del Wyoming e il più grande centro eventi dello stato.
Il centro di Casper è il fulcro dei migliori ristoranti, eventi e negozi della zona. Ma solo un breve tragitto in qualsiasi direzione conduce nella natura selvaggia del Wyoming, in posizione perfetta per escursioni a piedi, in bicicletta, pesca e altre favolose opportunità di svago all’aperto.
Buffalo
Luoghi Selvaggi e Spazi Aperti!
Buffalo e Kaycee sono sede di alcuni dei migliori e più diversi accessi alle Bighorn Mountains, con la piccola città di Buffalo incastonata ai piedi delle colline, all’intersezione della I-25 con la I-90. Attrazione importante sia per i locali così come per i visitatori attirati dall’ avventura, da vedute panoramiche mozzafiato e dalla ricca storia del West, le cittadine di Buffalo e Kaycee e tutta la Contea di Johnson non vi deluderanno.
Il patrimonio della Contea di Johnson è ricco di agricoltura, rafforzato dalla colonizzazione del West, la nascita delle industrie del bestiame e delle pecore. L’immigrazione di pastori baschi durante i primi anni del 1900 ha portato con sé una cultura che ha anche contribuito a formare la comunità.
Wyoming
Oggi Buffalo è un gioiello nascosto con una vivace Main Street piena di gallerie d’arte, boutique, ristoranti a conduzione familiare, e negozi locali che offrono tutto il necessario per una vacanza rilassante o un’avventura high country. Provate un campo da golf a 4 stelle e una varietà di esperienze in alloggi unici: da eclettiche soluzioni Airbnb ad accoglienti motel, alberghi, punti sosta per camper e campeggi di montagna.
La Highway 16 West, altrimenti nota come Cloud Peak Scenic Byway, porta i visitatori direttamente sulle Bighorn Mountains e nella Bighorn National Forest. Con 189.000 ettari di natura selvaggia e circa 2400 km di sentieri, le Bighorns sono una destinazione di popolare sia per i turisti e nativi del Wyoming.
Wyoming
Visitatori provenienti da tutto il mondo arrivano nella Johnson County ogni anno per godere di ciò che la zona offre: paesaggi mozzafiato, svariate attività outdoor, fauna selvatica e l’ospitalità di una piccola cittadina western.
Provate incredibili opportunità di pesca, dalle insenature a pochi minuti dalla città ai laghi alpini d’altura nel Cloud Peak Wilderness. Fate camping in campeggi curati sparsi in tutta la Bighorn National Forest, soggiornate in un ranch della zona, o coinvolgete la vostra famiglia in un’avventura escursionistica con un’organizzazione locale.
Avete voglia di fare un’escursione, andare in bicicletta, a cavallo o in quad? Le Bighorns offrono chilometri di sentieri ben mappati con imbocchi ben segnalati, a pochi minuti da Buffalo. Una breve sosta al Forest Service prima della partenza può essere una risorsa preziosa per aiutarvi a pianificare un’avventura divertente, sicura e di successo.
Wyoming
Fate un giro in auto verso sud fino a Kaycee, dove potrete visitare un’autentica comunità western, patria dell’artista di musica country Chris Ledoux. La zona è completa di accesso al Hole-in-the-Wall Country, sede del nascondiglio della famigerata banda Hole-in-the-Wall. Gustate una cena rustica, visitate gli Hoofprints of the Past Museum e rilassatevi nel parco Chris Ledoux.
Qualsiasi sia il vostro punto di partenza, preparatevi ad un’esperienza che non avete mai vissuto prima. Immergetevi nella natura, rinvigoritevi all’aria aperta, lasciatevi avvolgere dal meraviglioso paesaggio e riconnettetevi con ciò che conta davvero.
Wind River Country, Wyoming
Le migliori avventure del Wyoming iniziano nella Wind River Country. Situata non lontano dal Parco Nazionale di Yellowstone e dalle montagne del Grand Teton, la Wind River Country è il luogo ideale per chi desidera allontanarsi dalla folla e dalla frenesia. Fanno parte della Wind River Country: Dubois, Hudson, Lander, Riverton, Shoshoni e la riserva indiana di Wind River, oltre a diverse comunità più piccole.
Wyoming
Dubois
Dubois è una delle ultime vere cittadine del Vecchio West – un affascinante gioiello con l’atmosfera autentica della Frontiera. La cittadina ha un’economia diversificata con working ranch, organizzatori di escursioni, artisti, artigiani e taglialegna. Il Dubois Museum ospita molti manufatti di un tempo. Dubois è nota per il Togwotee Pass, il National Musuem of Military Vehicles, le pecore Bighorn, i Monti Absaroka, gli storici dude e guest ranch, la pesca a mosca, i rodei, la square dance e le escursioni in motoslitta.
Wyoming
Hudson
L’8 marzo 1909, Hudson fu incorporata come una “company town”. Le miniere erano operative prima dell’avvento della ferrovia, ma la nascita di Hudson si deve perlopiù alla costruzione della ferrovia nel 1907 e 1908. La ferrovia gestiva le miniere, eseguendo tre turni al giorno fino agli anni Venti. La forte domanda di carbone durante la Prima guerra mondiale ha mantenuto le miniere in grande attività.
Lander
Fondata nel 1890, Lander prese il nome da Frederick W. Lander, l’ingegnere responsabile del Lander Trail, un percorso per carri su cui viaggiarono migliaia di persone dirette verso il Grande Ovest. Qui potrete visitare numerose gallerie d’arte, negozi unici e provare molteplici ristoranti che offrono carne locale, birrifici ed altro ancora. Lander è nota per il Sinks Canyon State Park, il Wind River Mountains, Red Canyon ed attività quali mountain bike, arrampicata, campeggio, pesca e per l’International Climbers’ Festival.
Wyoming
Riverton
Fondata nel 1906, Riverton – nota anche come The Rendezvous City – si trova alla confluenza dei fiumi Big e Little Wind. La città sorge in un bacino naturale che è stato a lungo un punto di ritrovo, in particolare per mountain man (cacciatori di pellicce) nel 1830 e 1838. Tra i luoghi di interesse figurano il Wind River Heritage Center, il Riverton Museum, il Mountain Man Rendezvous Site del 1838, l’Art Banner Project e il percorso Rails to Trails.
Shoshoni
Shoshoni è la porta d’ingresso al Wind River Canyon e il luogo dove si trovano la Boysen Reservoir e il Boysen State Park, rinomato per gli sport acquatici e la pesca. Tra le varie specie di pesci si trovano: il pesce persico, la molva, il salmerino di fontana, il coregono, vari tipi di trote ed altri ancora.
Wyoming
Wind River Indian Reservation
la Wind River Country ospita la settima riserva indiana più grande della nazione e l’unica nello stato del Wyoming. I visitatori possono assistere ad un powwow, raduno nativo, visitare un museo oppure dedicarsi ad attività outdoor su migliaia di ettari di terre incontaminate della riserva (per questo è necessario richiedere un permesso speciale).
Wyoming
Luoghi di interesse includono la tomba di Sacajawea, il Wind River Wild Horse Sanctuary, il Path of Honor, Memoriale ai Veterani della Riserva di Wind River , l’Eastern Shoshone Tribal Cultural Center, St. Stephens Indian Mission & Heritage Center e la Northern Arapaho Experience Culture Room.
Wyoming
Carbon County
Organizzate un viaggio in un luogo con molto spazio da esplorare e scoprite la Carbon County del Wyoming! Scoprite la ricca storia della Carbon County piena di personaggi pittoreschi e famigerati fuorilegge, rilassatevi con un bagno nelle nostre sorgenti termali naturali oppure fate un’escursione a piedi o in mountain bike in un paradiso per gli amanti dell’outdoor.
Wyoming
Le attività all’aperto più popolari sono l’escursionismo, la pesca a mosca, il rafting, la mountain bike! Abbiamo centinaia di chilometri di sentieri da esplorare, inclusa una bellissima sezione del Continental Divide Trail.
Guidate attraverso le montagne e le praterie della Carbon Country del Wyoming per ammirare la fauna abbondante e gli incredibili scenari. Sia che stiate esplorando il grande spartiacque continentale (Continental Divide), i deserti di alta montagna o le vaste praterie, lo scenario del Wyoming non vi deluderà! Guidare lungo una qualsiasi delle autostrade che collegano le piccole città della contea di Carbon ricorda il vero vecchio West: qui abbondano i ranch e il fly fishing non ha eguali.
Wyoming
Rawlins e Sinclair
Un tempo stazione ferroviaria remota e turbolenta, Rawlins, insieme alla vicina Sinclair, offre un’atmosfera accogliente tipica del Vecchio West e tante cose da fare. Non importa quale sia la stagione, adorerete la grandezza ultraterrena del Seminoe State Park, insieme ai numerosi ristoranti e negozi del centro di Rawlins. Rawlins è una città ricca di storia e il Wyoming Frontier Prison Museum è da non perdere.
Wyoming
Il museo contiene centinaia di manufatti della prigione, tra cui opere d’arte dei detenuti, manifesti di detenuti evasi e persino un esilarante glossario dei “termini” del carcere. Fate uno dei tour a piedi del centro di Rawlins per approfondimenti storici. Durante le stagioni calde potrete invece trascorrere un po’ di tempo giocando sui green ondulati del Rochelle Ranch Golf Course.
Saratoga
Dirigendosi a sud di Rawlins, il percorso è circondato da vasti spazi aperti con le cime della Snowy Range che si ergono in lontananza. Il nostro suggerimento è quello di abbassare i finestrini e cantare canzoni country durante il viaggio. Prendete in considerazione l’idea di soggiornare all’Historic Wolf Hotel and Saloon. Sì, lo chiamano “saloon” e non “bar” e ci sono due porte a battente per entrare. Dall’hotel è possibile visitare facilmente negozi e ristoranti della città.
Conosciuta tanto per la pesca alla trota blu quanto per le sue calde sorgenti termali minerali, Saratoga è un paradiso per gli amanti della natura circondato da vette imponenti (grazie alla sua vicinanza sia alle catene montuose innevate che alla Sierra Madre!). Apprezzerete questa cittadina tranquilla per il suo facile accesso a tutte le attività a cui vorrete dedicarvi in Wyoming, come l’escursionismo, il campeggio, la caccia, lo sci nordico, la motoslitta e altro ancora.
Sorgenti termali
Saratoga è una destinazione per molte cose, vale a dire le sue sorgenti termali. Hobo Hot Springs è convenientemente situata in centro, aperta 24 ore su 24 e completamente gratuita!
Encampment e Riverside
Situato lungo le pendici della catena montuosa della Sierra Madre, Encampment e Riverside offrono una doppia dose di felicità all’aria aperta per il viaggiatore esperto di avventura. Fate una sosta al Grand Encampment Museum ed ammirate i panorami selvaggi della Medicine Bow National Forest (meglio se a piedi lungo una sezione del Continental Divide Trail).
Wyoming
Old West e New West
Il Wyoming oggi è la coniugazione perfetta dell’Old West e del New West. Esistono sia cowboy sia indiani, orsi e natura ridondante, ma anche università ed internet. Serba il fascino di uno stato con la popolazione più bassa di tutti gli USA, ma al contempo il primato nella storia americana per aver concesso il diritto di voto nel 1869 alle donne, molto prima che in Italia!
Viaggiando tra passi di montagna, canyon e vallate, si incontra la prateria costellata di tremuli pioppi gialli in una danza luccicante tra i classici pini lodgepole verdi e scuri. Introspezione e contemplazione in questi infiniti spazi del West, ma anche la memoria di storie e leggende di grandi disagi durante la storia pionieristica. Scene di carovane e diligenze, di uomini e donne che hanno affrontato l’imperdonabile natura di questi territori, i primi intrepidi avventurieri che attraversarono a piedi, in barca, sui carri o a cavallo questa frontiera selvaggia.
Wyoming
Oggi un viaggio nel sud del Wyoming consente di ripercorrere il sentiero aspro ed impervio dell’800: l’Oregon National Historic Trail. È come immergersi in tante storie: dai fuorilegge come The Sundance Kid, ladro di cavalli e di forzieri di banche, che ha percorso in lungo ed in largo il Wyoming, in fuga; personaggi che hanno frequentato i mitici saloon ed i quartieri a luci rosse delle cittadine di Cheyenne e Laramie ove ancora esiste il Buckhorn Saloon che mostra fori di pallottole nel suo storico specchio. Un’insaziabile irrequietezza violenta che ci affascina in questa sfaccettatura epica dell’amato Wild West Americano nel Wyoming!
Il Wyoming è anche terra di grandi opere della natura dove si trovano due gioielli: il Grand Teton e lo Yellowstone National Park.
Grand Teton
Come non rimanere semplicemente abbagliati dalle vedute delle montagne della catena dei Teton, che circondano la valle di Jackson incontaminate coi picchi coperti di neve, che si riflettono nelle acque azzurre e pure dei laghi alpini in Wyoming.
Il Grand Teton conserva un paesaggio spettacolare, ricco di maestose montagne, laghi cristallini e straordinaria fauna. Le elevazioni verticali e ripide delle cime della catena montuosa del Teton Range contrastano con le valli orizzontali ricoperte di artemisia ed i laghi glaciali, creando una scenografia oramai famosa che attira circa quattro milioni di visitatori ogni anno.
Yellowstone
Yellowstone è molto più di un semplice parco, è un santuario dove la terra respira e vive in modi che tolgono il fiato. Qui, la natura si esprime con una potenza senza pari: geyser che esplodono verso il cielo, sorgenti termali che dipingono il suolo con sfumature surreali, e canyon scolpiti dal tempo che raccontano storie antiche.
Camminare a Yellowstone significa immergersi in un mondo primordiale, dove l’odore del pino si mescola al vapore sulfureo, e dove il ruggito di un orso grizzly o il richiamo distante di un lupo possono far battere il cuore più forte. Ogni angolo del parco è un invito alla meraviglia, dalla quiete incantata del Lago Yellowstone alla maestosità incontaminata delle sue foreste. Yellowstone non è solo un luogo da vedere, ma un’esperienza da vivere con tutti i sensi, un incontro intimo con la natura nella sua forma più pura e selvaggia.
Yellowstone porta il primato del primo e più grande Parco Nazionale del mondo, istituito dal presidente Grant nel 1872. Adagiato su altopiani di origine vulcaniche nella parte nordoccidentale dello Stato del Wyoming, il parco contiene approssimativamente metà della capacità idrotermale mondiale: ci sono oltre 10.000 fonti idrotermali, inclusi oltre 300 geysers. Yellowstone ospita un’infinita varietà di mammiferi e volatili e numerosi tipi pesci che lo rendono uno dei principali santuari della fauna mondiale. Molto interessanti sono i tour a bordo degli storici yellow bus.
Devils Tower
Nel Wyoming si trova il primo Monumento Nazionale, Devils Tower, istituito dal Presidente Roosevelt nel 1906, così imponente e magnetico tanto da ispirare il film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, spettacolare monolite che i Nativi Indiani considerano sacro.
Devils Tower si erge maestosa nel paesaggio del Wyoming, come un colosso antico che sfida il cielo. Questo monolite di roccia, sacro alle tribù native, non è solo una meraviglia geologica, ma un simbolo di mistero e spiritualità. La sua forma unica, quasi innaturale, sembra emergere direttamente dalle profondità della terra, evocando storie e leggende di epoche passate.
Mentre ci si avvicina a Devils Tower, il silenzio che la circonda è rotto solo dal sussurro del vento e dal grido di un falco in volo. Scalatori e pellegrini si radunano qui, attratti dalla sua energia magnetica e dalla sfida delle sue pareti verticali. Sotto il cielo limpido del Wyoming, Devils Tower si staglia come un faro di roccia, una cattedrale naturale che invita alla contemplazione e all’avventura.
Poi ancora: le seconde più vaste dune di sabbia mobili del mondo, le Killpecker Dunes a nord di Rock Springs, in Wyoming: habitat di cervi e wapiti, grande risorsa naturale ed al contempo luogo cruciale ove l’uomo può anche perdersi. Le più grandi fonti termali minerali del mondo a Thermopolis in Wyoming; Old Faithful, certamente il più famoso geyser che si unisce a molteplici altri grandi e piccoli, con o senza nomi. Tutti nati dalle stesse rocce ed acqua, incantano per come diversamente giocano nel cielo blu.
Una delle più belle camminate di montagna nel sistema dei Parchi Nazionali d’America è proprio in Wyoming: il giro del Paintbrush Canyon/Cascade Canyon nel Grand Teton National Park consente di ammirare l’Holly Lake ed il Lake Solitude e due incredibili valli glaciali con panoramiche spettacolari della catena del Teton e dei picchi circostanti portando a grandi altitudini e passi di montagna che non possono che lasciarci stupefatti.
Così forse si spiega il nome Wyoming, dalla parola degli Indiani Delaware, “montagne e valli che si alternano”. Ci sono così tanti luoghi immersi nella natura da offrire svago di tutti i generi, per tutti. Sigillate la vostra esperienza nel Wyoming partecipando al powwow Eastern Shoshone Indian Days a Fort Washakie – Riserva degli Eastern Arapaho e Shoshone di Wind River – o con un soggiorno in uno dei numerosi ranch per assimilare l’autenticità di questo Paese.
Patrimonio dei Nativi Americani
La storia del West è la storia di molte persone e una visita alla regione del Great American West non sarebbe complete senza scoprire la cultura ed il patrimonio delle tribù native d’America.
Un tempo dimora di oltre una dozzina di tribù indiane, lo Stato del Wyoming oggi contra tra i suoi abitanti oltre 11.000 nativi Shoshone e Arapaho che vivono nella Riserva di Wind River. A sud-est di Jackson, la riserva con un’estensione di quasi 900.000 ettari è il luogo dove si svolgono powwow ogni estate.
Anche al Plains Indian Museum, presso il Buffalo Bill Historical Center di Cody, si tiene un powwow annuale nel Robbie Powwow Garden. In Wyoming si trovano anche numerosi siti considerati sacri dai nativi d’America, come Devils Tower (conosciuta anche con il nome di Bears Lodge – la tana dell’orso) e l’affascinante Medicine Wheel National Historic Site, nella Bighorn National Forest vicino a Lovell.
Si tratta di un antico circolo di pietre con dei “raggi” interni, spesso paragonato a Stonehenge; si ritiene sia stato costruito da tribù native per scopi religiosi ed astrologici tra il 1200 ed il d.C. Oggi, il sito viene usato dai Nativi per cerimonie religiose ed è aperto al pubblico da giugno a settembre.
Powwow in Wyoming
Quando si pensa alle grandi tribù delle montagne e delle pianure si pensa ai Sioux, ai Corvi, ai Piedi Neri, agli Shoshone, agli Arapaho, ai Lakota. Oggi le riserve degli Indiani sono ricche di storia dei Nativi: sono posti dove la cultura degli Indiani può essere ammirata nei paesaggi sacri, nei raduni annuali, nei vestiti e nei rituali così come nelle arti e mestieri che si tramandano da migliaia di anni. La riserva è l’unico sistema che permette di preservare la loro cultura, poiché sono l’ultimo rifugio che li lega spiritualmente alla terra.
Ogni riserva ha speciali eventi ed attività sociali e culturali. I Powwow (o wacipi) delle tribù, i giochi e i rodei sono eventi tradizionalmente aperti al pubblico. Bisogna munirsi di permessi speciali per poter partecipare alla maggior parte delle cerimonie religiose, che di solito non sono accessibili al visitatore. Ogni tribù preserva la propria religione e tradizione con estremo orgoglio.
Durante i Powwow, i raduni sociali degli Indiani, i suoni e le danze sono accompagnati dai tradizionali costumi e cibi e bisogna fornirsi di sedie e coperte perché non vi sono posti a sedere. Gli ospiti possono danzare nella Round Dance (tutti danzano in cerchio), ma bisogna sempre ricordare che lo spazio della danza è sacro. Ma vediamo bene il significato e l’importanza di questa celebrazione.
I powwow si sono evoluti rispetto al passato e al giorno d’oggi vedono una grande presenza di arte e design che variano di anno in anno.
La parola deriva dal termine algonchino “pau wau,” che i primi Europei erano soliti associare alla danza. Sebbene per gli Algonchini pau wau significasse “colui che sogna”, il termine fu poi utilizzato dagli Europei per riferirsi alle danze e in un secondo tempo venne poi modificato in “powwow”. Nell’epoca moderna la parola ha assunto il significato preciso di raduno annuale estivo, che prevede socialità e danze cerimoniali. Questa tradizione può essere rintracciata nel tempo, prima dell’arrivo degli Europei, quando i Nativi delle praterie solevano danzare per onorare membri della tribù, riconoscere eventi importanti, proteggere guerrieri e cacciatori.Quando gli indiani furono segregati nelle riserve alla fine del 19° secolo, il significato delle loro danze cambiò.
In origine i powwow avevano luogo in primavera per celebrare l’inizio della nuova vita ma ora si tengono praticamente tutto l’anno.
Le celebrazioni spesso hanno un significato religioso ma sono anche un momento di aggregazione per cantare, danzare, pregare, rinnovare amicizie e stringerne di nuove. Queste cerimonie sono tuttora una parte molto importante nella vita dei Nativi d’America.
Gli stili delle danze, l’abbigliamento e la musica ai powwow sono elaborati e molto colorati. Intricati addobbi con perline insieme a movimenti ritmici sono unici per i vari tipi di danze che vengono attuate.
Questo evento sociale può durare uno o più giorni, poiché le tribù si riuniscono per raduni famigliari, per onorare cerimonie e per amicizia. Le danze sono per uomini e donne e sono suddivise a seconda dell’età. La Grand Entry apre la parata dei danzatori ed è un momento per i partecipanti di aggiudicarsi punti mettendo bene in mostra il proprio stile e regalia.
I danzatori entrano nell’arena e danzano seguendo il sole o in senso orario, attorno ad un bastone ornato con piume d’aquila. Le danze sono varie come i colori dei costumi.
Il pubblico viene invitato dal MC (Master of Ceremonies) ad unirsi alla danza tribale, è tuttavia molto importante rispettare il seguente protocollo:
Alzarsi quando la Grand Entry fa il suo ingresso nell’arena.
Alzarsi quando l’inno nazionale Lakota, Dakota o Nakota viene cantato. Togliersi il cappello e farlo anche quando cade una piuma d’aquila e viene cantata in suo onore una canzone.
Non parlare ai danzatori quando sono impegnati in un’esibizione. Chiedere sempre il permesso prima di fare una foto.
Non raccogliere mai un pezzo del costume di un danzatore. Fateglielo notare e saranno loro a raccoglierlo.
Chiedere al comitato organizzativo del powwow se è possibile riprendere o registrare i canti.
Portare una sedia pieghevole o una coperta.
Non toccare la regalia indossata dai danzatori. Chiedere il permesso di guardare da vicino i costumi.
Siate di vedute aperte e vogliosi di imparare, condividere e danzare con le popolazioni tribali.
Attività Outdoor & Fauna in Wyoming
La regione del Great American West è perfetta per le avventure outdoor. Dalle arrampicate allo sci, dalla pesca alle gite a cavallo. Gli stati del Great American West offrono infinite opportunità per godersi la vita senza limiti. Fate biking al Badlands National Park in South Dakota oppure al Grand Teton National Park in Wyoming, gettate l’amo nel fiume Gallatin in Montana, pedalate lungo il Maah Daah Hey Trail in North Dakota oppure fate surf sulle dune di sabbia al Bruneau Dunes State Park in Idaho.
I fiumi sono in piena a giugno e luglio promettendo sicuro divertimento e la sfida alle rapide con il gommone. Pesca a mosca per un tranquillo relax nelle acque fluviali ricche di trote. Scampagnate, passeggiate ed arrampicate sui pendii e le vette sono una delle tante accezioni per gli amanti della montagna. L’avvistamento della fauna selvatica offre l’esperienza unica di incontri ravvicinati con tutte le specie esistenti in questa regione: mammiferi, avifauna, rettili, insetti. Chi ama gli animali può anche unirsi a guide esperte naturaliste e biologi per poter apprendere di più su specie altrimenti non disponibili nel Vecchio Mondo!
All’amante di attività dinamiche e sportive i numerosi percorsi ciclabili, anche in altitudine, regalano l’emozione di sentieri immersi nella natura, in boschi e foreste, lungo crinali e canyon, attorno a laghi e torrenti: ovunque l’aria è sana ed i panorami mozzafiato! Facilissimo trovare il noleggio di bici, mountain bike e tour ben segnalati ovunque, per principianti o esperti, per adulti oppure per famiglie con bambini.
Infine: gli accaniti biker delle due ruote a motore possano optare per una delle tante strade scenografiche, anche attraverso passi di montagna, tra curve e rettilinei, ripercorrono antichi sentieri dell’epopea del West!