Vivono proprio ai piedi della catena dell’Himalaya , ritenuti da più fonti, la popolazione più longeva al mondo!!
quali sono i loro segreti?
Siamo in Pakistan del Nord, ai piedi della catena dell’Himalaya. E’ qui che si trovano gli Hunza, ritenuti da più fonti la popolazione più longeva al mondo. Quali sono i loro segreti? Sono in tanti a chiedersi cosa li faccia vivere così a lungo (pare che alcuni individui raggiungano i 150 anni e che le donne siano fertili sino a 90 anni, partorendo figli a 65). Si sa che consumano moltissime albicocche, fresche o essiccate, nelle zuppe, sotto forma di succo mescolato con ghiaccio o neve per ricavare una specie di gelato. Molto della loro misteriosa sopravvivenza è racchiuso nella loro alimentazione semplice e salutare. Niente alimenti industriali, processati, inscatolati o confezionati, niente additivi chimici. Gli Hunza, al contrario, consumato tè, tisane, l’erba tumuro (timo selvatico) oltre a noci, cereali, in particolare grano saraceno, miglio e orzo, legumi, uova, raramente formaggio e latte di capra locale.
Si sa che fanno il bagno in acqua fredda, non adottano spuntini fuori orario, sono molto misurati nel cibarsi, non mangiano nulla durante la cd “Primavera di fame”, per circa 2-4 mesi, nutrendosi solo con succo di albicocca secca. Questo popolo vive dei frutti stagionsli della natura, di un lungo periodo di carestia nei mesi invernali, adotta un forzoso digiuno terapeutico, percorre chilometri a chilometri a piedi durante il giorno, è prevamentemente vegetariano, non conosce l’inquinamento atmosferico, ambientale ed elettromagnetico, né lo stress della civiltà evoluta o l’uso della tecnologia.
Ma basta il suo stile di vita semplice e sano ad apportar tutta questa longevità? Fu il dottor Henri Coanda, padre della dinamica dei fluidi, il primo ad analizzare, negli anni 50, le proprietà benefiche dell’acqua che gli Hunza bevevano, scoprendo che essa possiede un elevato livello di ph, quindi si tratta di un’acqua alcalina, una straordinaria quantità di idrogeno attivo, un notevole potenziale antiossidante e un elevato contenuto di minerali colloidali. E un’acqua anomala, ossia le sue proprietà cambiano a seconda dei luoghi. Nella regione degli Hunza si congela a una temperatura differente rispetto ai valori dell’acqua della città. Differenti sono anche la viscosità, la tensione superficiale e l’indice di rifrazione. E’ nascosto forse in quest’acqua così particolare il segreto della longevità degli Hunza?
Sulla cima di una rupe di tufo si trova un piccolo e caratteristico borgo dalle origini antichissime. Si tratta di Ceri, una frazione di Cerveteri, ed è la meta della nostra gita fuori porta di oggi. Seguiteci!
Come arrivare a Ceri e dove parcheggiare
Partendo da Roma, ci vuole circa un’oretta per arrivare al borgo di Ceri. Partendo dall’Aurelia, bisogna uscire in direzione SS1. Superate Malagrotta, Aranova e Palidoro, bisogna svoltare a destra su via Doganale e percorrerla fino a superare Valle del Canneto.
Dopo alcuni km, svoltare a sinistra su via Fucecchio, poi, all’incrocio, prendere la strada a destra, ovvero Via San Sebastiano. All’altezza del piccolo cimitero comunale, immettersi su Via di Ceri e proseguire fino al parcheggio ai piedi del borgo.
È possibile arrivare in macchina fino in cima, ma i posti sono veramente pochi, circa una decina.
Cosa vedere nel borgo di Ceri e nelle vicinanze
Ceri, piccolo borgo con meno di cento abitanti, è immerso nella pace più assoluta. Camminare tra le sue stradine, per chi è abituato al traffico della città, è un’esperienza veramente piacevole e rilassante.
Ci si può immaginare facilmente perché, sin dai tempi più antichi, sia stata scelta per ricoprire un posto importante nella vita dei primi insediamenti della zona. Già dall’Età del Ferro, per esempio, l’area poco fuori il borgo di Ceri era la sede di quella che oggi conosciamo come Necropoli delle Fornaci – circa una quarantina di tombe a camera, suddivise in tre zone a breve distanza l’una dall’altra.
Lungo la stessa strada è presente anche la cosiddetta Tomba delle Statue, scoperta nel 1971. Risale al VII secolo a.C. e prende il nome dalle due figure, scolpite nel tufo, che sono state trovate a guardia della camera di sepoltura. Per quanto ne sappiamo oggi, si tratta dei primi esempi di statuaria etrusca.
L’altare della chiesa della Madonna di Ceri
Tornando al borgo, è d’obbligo una visita al Santuario di Santa Maria Immacolata. Si tratta di una chiesa del XII secolo, che nel corso dei secoli ha subito svariate modifiche. È probabile che un tempo fosse a tre navate e copertura a capriata, con falde laterali.
Quel che è certo è che fu modificata nel momento in cui fu scelta per ospitare le reliquie di San Felice II, antipapa per meno di una decina di anni a partire dal 356, in un periodo particolarmente tumultuoso della storia cristiana. È uno dei due antipapi della storia a essere venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Le sue spoglie si trovano in una grata della navata principale.
La chiesa è comunque un piccolo gioiello di storia e arte, ricco di affreschi di epoca romanica.
Una bellezza davvero poco conosciuta, che volevamo farvi scoprire quest’oggi.
Il percorso ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone.
Il percorso della pista ciclabile Paliano – Fiuggi ripercorre il tracciato della vecchia ferrovia Roma-Fiuggi-Frosinone ed è una delle più belle piste ciclabili del Lazio. Si estende per circa 25 chilometri, è un percorso di media difficoltà, e parte dalla campagna bassa della Ciociaria, sotto la città di Paliano, risalendo gradualmente sui monti Ernici fino a raggiungere la città di Fiuggi, passando da Serrone, Piglio e Acuto. Per affrontarla sono consigliate biciclette da trekking e MTB. Fra i punti di forza della Paliano-Fiuggi c’è un tracciato che non passa da alcun centro abitato.
Il percorso
Il percorso offre una magnifica vista sulla Valle Latina o Valle del Sacco, come ne viene chiamata la parte più settentrionale, e spesso offre la possibilità di immergersi in una fitta vegetazione, costeggiando numerosi vigneti e uliveti; nei tratti più vicini alla strada o più esposti, la pista ciclabile è protetta da una barriera di legno rinforzata. La pista ciclabile è accessibile dalla strada in vari punti: ci si può immettere dalla ex-stazione di ogni paese e dai tratti che attraversano la strada statale 155.
La pista inoltre taglia attraverso i monti rimanendo ad una quota più o meno costante e per alcuni chilometri corre parallela al sentiero che aggira il Monte Pila Rocca e nell’ultimo tratto del sentiero europeo E1 che da Piglio raggiunge l’area di sosta del laghetto di Volubro, vicino ad Acuto.
Il percorso asfaltato della pista ciclabile, anche se raggiunge in alcuni tratti i 600 metri di altitudine, non è troppo impegnativo, seguendo un itinerario adatto alle motrici dei vecchi treni elettrici, il dislivello è ampiamente distribuito lungo i chilometri percorsi. Adatto a pedoni e ciclisti di tutte le fasce d’età, il percorso alterna tratti pianeggianti a falsopiani in leggera salita. L’itinerario prende il via da Paliano, sulla via Prenestina; da qui si raggiunge l’ ex stazione di Serrone e dopo circa 3.5 km si giunge a Piglio, in cui è disponibile un’ area giochi per bambini. Procedendo in tranquillità, grazie ad una piena e piacevole immersione nella natura, si continua in direzione Acuto. Qui la strada è leggermente in salita e solo negli ultimi 3 km si fa più impegnativa, ma non diventa mai durissima. Segue poi una piacevole discesa per arrivare a Fiuggi.
Lungo il percorso sono dislocate aree di sosta in cui è possibile fermarsi per ammirare, in completo silenzio, suggestivi panorami naturalistici. Le più attrezzate aree di sosta si trovano nelle stazioni della ex ferrovia che, ristrutturate recentemente, invitano a visitare i caratteristici borghi medievali che la pista ciclabile attraversa.
Gli scorci sui paesi e sui paesaggi che l’ itinerario offre rendono la pista ciclabile Paliano-Fiuggi una delle più belle e affascinanti piste ciclabili del Lazio regalando atmosfere uniche e incantevoli in cui a dominare è la natura.
L’obiettivo
La realizzazione della pista nasce con l’obiettivo di valorizzare le risorse del territorio e per questo le vecchie stazioni, restaurate nella loro integrità strutturale, sono destinate ad attività legate al ciclismo, all’escursionismo, al turismo in generale, alla conoscenza delle bellezze naturali, all’ artigianato, alle degustazioni del vino Cesanese del Piglio e dell’ Acqua di Fiuggi. È possibile lungo il percorso, uscire dalla pista ciclabile e visitare cantine di produttori di vino, visitare i borghi, raggiungere luoghi di culto e sentieri montani.
Un interessante itinerario naturalistico tra lecci, carpini, ulivi, viti, ginestre e campi coltivati da non perdere se si ama lo sport, la natura e il benessere psico-fisico .
Il libro
Per descrivere la pista ciclabile è stato scritto anche un libro dal titolo “Pedalando sulla Pista Ciclabile Paliano-Fiuggi e dintorni” di Stefano Pacciani edito da Alcheringa Edizioni. Il libro non si sofferma solo a descrivere le bellezze del percorso, ma va oltre, verso ricordi che tornano alla mente, pensieri, considerazioni e riflessioni. Lo scopo dunque è, da un lato realizzare una sorta di guida utile per pubblicizzare l’opera, che merita di essere rilanciata per la bellezza naturalistica e per le potenzialità legate al turismo nel territorio, e dall’altro raccontare lo stato d’animo e la sensazione di libertà che si prova mentre la si percorre pedalando.
Non tutti sanno che l’Algeria è il secondo Paese più grande dell’Africa e che presenta il deserto più grande del continente, ma soprattutto non tutti sanno che si tratta del secondo Paese al mondo per l’importanza del patrimonio archeologico di epoca romana ed uno dei più importanti per la presenza di pitture e incisioni rupestri, oltre ad ospitare il più spettacolare deserto di sabbia!
L’Algeria è una destinazione ancora poco esplorata e per questo autentica, ricca di bellezze naturali e di storia. Un viaggio in questo Paese nordafricano ti permetterà di ammirare rovine romane, antiche città berbere e paesaggi desertici spettacolari conditi dalla squisita ospitalità algerina.
Se il massiccio dell’Ahaggar presenta un paesaggio montuoso che sembra provenire da un altro pianeta, le cascate di Tikjda, immerse tra le montagne del Djurdjura, sono una meta ideale per chi ama gli ambienti verdeggianti. Ma ancora: le coste sabbiose del Mediterraneo, le montagne dell’Atlante e del Djurdjura e immense distese del Sahara stanno facendo impazzire i viaggiatori di tutto il mondo che nell’ultimo periodo stanno riscoprendo l’Algeria.
L’incredibile patrimonio storico e archeologico dell’Algeria
L’Algeria vanta ben sette siti riconosciuti dall’UNESCO, tra cui alcune delle meglio conservate rovine romane del mondo. Le rovine di Timgad, la “Pompei africana” costruita dall’imperatore Traiano, presentano ancora oggi tantissime strutture intatte, mentre il sito romano di Djemila è conosciuto per il suo foro, i templi e i bagni pubblici.
Ma la storia dell’Algeria non si ferma all’epoca romana: la Casbah di Algeri è infatti un labirinto di vicoli e scalinate che testimonia la storia ottomana e i secoli di resistenza locale.
Il deserto del Sahara tra oasi e Kasbah
Il Sahara è un’attrazione imperdibile in Algeria, che offre una bellezza surreale e silenziosa. Le dune di sabbia finissima ti accoglieranno con un paesaggio che sembra immobile nel tempo, ma che invece è vivo e in continuo cambiamento.
La città-oasi di Djanet è il punto di partenza ideale per esplorare il Parco Nazionale del Tassili n’Ajjer, famoso per le sue spettacolari formazioni rocciose e per i graffiti preistorici che testimoniano la presenza umana risalente a migliaia di anni fa. Qui, le dune di sabbia dorata si alternano a oltre 300 archi naturali, profondi canyon, immense pianure rocciose nelle quali sorgono delle vere e proprie «foreste» di monoliti, punteggiate da grandi depressioni (le «guelta») che si riempiono di acqua occasionalmente nel corso di piogge che periodicamente si verificano in queste aree, regalando uno scenario che non ha eguali… non a caso il Sahara algerino è considerato uno dei deserti più belli del mondo!
La cucina algerina tra sapori e tradizioni
La cucina algerina è un incontro di sapori mediterranei, arabi e berberi.
Specialità come il couscous e la chorba, una zuppa tradizional, sono solo alcune delle prelibatezze che si possono gustare, ma tra i piatti da provare non potrai perderti il zefiti, un piatto preparato direttamente nel mortaio di legno, il chakhchoukh, ricetta a base di pane sottile rougag tagliato a pezzetti e condito e la hakshuka, una ratatouille di verdure speziate con uova aggiunte a fine cottura.
Ovviamente il tè offerto dai tuareg nel deserto ha tutt’altro sapore, siamo d’accordo, vero?
Come organizzare un viaggio in Algeria
La destinazione ha riaperto le porte ai turisti da pochi anni e il Paese volutamente si rivolge ad un turismo di nicchia, il che rappresenta un vantaggio per chi cerca un’esperienza intima e autentica.
I visitatori devono comunque rispettare alcune raccomandazioni di sicurezza come in qualsiasi altro paese: affidarsi a guide esperte, evitare viaggi in solitaria in zone remote e informarsi sempre sulle condizioni locali.
Se il deserto, le città romane e i resti archeologi stanno facendo molto parlare tra i viaggiatori, la necessità di utilizzare voli interni per gli spostamenti date le dimensioni del paese, la difficoltà linguistica (è quasi impossibile trovare qualcuno che parli italiano, più diffuso il francese e l’inglese), ma anche regole interne che impongono la presenza di una guida ufficiale che accompagni i visitatori, rendono la destinazione visitabile solo grazie all’assistenza di personale locale.
Per questo motivo Ensy7 , grazie ai contatti sul posto, crea e accompagna personalmente viaggi di gruppo con partenze fisse che hanno come obiettivo quello di portare i viaggiatori a scoprire tutto il meglio del Paese, e viaggi personalizzati per piccoli gruppi già costituiti e con temi specifici: approfondimento sull’archeologia, tour a carattere musicale o letterario, tour spirituali sulle tracce della cristianità, viaggi per fotografi e per amanti della moto fuoristrada.
Viaggiare in Algeria è sicuro?
L’Algeria, negli ultimi anni, ha fatto passi significativi per migliorare la sicurezza e l’accessibilità per i visitatori, rendendolo una destinazione sicura. Il governo algerino ha investito notevolmente in infrastrutture turistiche e nelle misure di sicurezza, soprattutto nelle aree ad alto interesse culturale e naturalistico, come Algeri, Tamanrasset, il Parco Nazionale del Tassili e la regione sahariana.
Sono state rafforzate le collaborazioni internazionali per migliorare la formazione e le pratiche a totale garanzia di tutela per il turismo. Esistono controlli rigorosi e un’attenta gestione delle zone consentite al turismo per garantire un’esperienza sicura ai visitatori.
Il debutto di questo nuovo capitolo nella storia del viaggio lento sarà a luglio 2025. A bordo il rinomato chef Simon Rogan.
La crisi climatica e lo stress di una vita frenetica ci impongono di rallentare. Il viaggio lento è l’emblema di un cambiamento necessario che è prima di tutto interiore e nessun mezzo di trasporto quanto il treno rappresenta al meglio questa evoluzione. Un modo di viaggiare che è anche una filosofia di vita, perché mentre attraversi un luogo lo osservi nelle sue tante sfaccettature e lo vedi cambiare mano a mano. Un privilegio che nemmeno bicicletta e macchina offrono con questa intensità, perché in entrambi i casi la mente è per forza di cose concentrata sulla strada.
In quest’ottica, assume un’importanza particolare la futura inaugurazione del Britannic Explorer, siglato Belmond, marchio del lusso dell’industria dell’ospitalità, parte dell’universo LVMH, che in Italia ha tra le sue offerte il Cipriani di Venezia, il primo treno di lusso in Inghilterra e Galles. Il debutto di questo nuovo capitolo nella storia del viaggio lento sarà a luglio 2025.
Un percorso affascinante come pochi, che rende omaggio alla tradizione ferroviaria senza tempo della vecchia Europa, con le sue eccellenze gastronomiche, culturali e di stile che tutti noi conserviamo nell’immaginario grazie a libri, film e canzoni.
Un viaggio che è quindi anche una immersione nella storia, curato, dal punto di vista culinario, dal rinomato chef Simon Rogan, esponente visionario del movimento inglese Farm to fork, che con i suoi ristoranti vanta ben 8 stelle Michelin e due stelle verdi Michelin in tutto il mondo. L’esperienza è chiaramente lussuosa e rivolta a un pubblico che quando viaggia vuole sentirsi coccolato, e non a caso a bordo è presente una suite benessere, nonché un attento programma culturale.
Il Britannic Explorer partirà da Londra per un viaggio di tre notti che seguirà tre percorsi evocativi a scelta attraverso i meravigliosi paesaggi naturali della Cornovaglia, del distretto dei laghi e del Galles. L’itinerario che attraversa la Cornovaglia e il Lake District è previsto da venerdì a lunedì, mentre quello che attraversa il Galles da lunedì a giovedì. Ognuno dei tre percorsi ferroviari prevede menu personalizzati per il tè del pomeriggio, il pranzo e la cena.
Durante il giorno, i passeggeri potranno scendere dal treno e partecipare a escursioni guidate alla scoperta del patrimonio culturale, delle bellezze naturali e della storia di ogni destinazione, tra gallerie di livello mondiale, parchi nazionali mozzafiato e città ricche di storia. Tra le tappe più suggestive, un tour privato della rinomata Hauser & Wirth Somerset, seguito da una cena nel ristorante interno Da Costa, escursioni guidate tra i pittoreschi paesaggi gallesi, nuotate nella natura del distretto dei laghi e una visita ai Tremenheere Sculpture Gardens in Cornovaglia.
La sera sarà possibile rilassarsi e socializzare nel bar del treno, ispirato al mondo della botanica, nella Carrozza panoramica, destinata a diventare il cuore pulsante della vita sociale a bordo del Britannic Explorer.
Nulla a bordo è lasciato al caso. Il design degli interni e delle 18 cabine – di cui tre Grand Suite – è stato curato dal rinomato studio londinese Albion Nord, con una palette cromatica ispirata all’aspra costa britannica e alle colline ondulate che si possono ammirare lungo il percorso.
Un’esperienza di lusso a bordo del Britannic Explorer parte da 11.000 sterline in carrozza doppia comprensiva di itinerario di tre notti, escursioni, pasti, vino e bevande alcoliche a bordo.
Tikehau è proprio l’atollo di Robinson Crusoe, con i suoi lunghi nastri di sabbia rosa o bianca, ancora vergini, che orlano una laguna turchese del diametro di 26 chilometri, dove abbondano le specie marine più fantastiche e insolite.
Simbolo dell’unione fra un uomo, Tii, e una donna, Hau, che per dare il nome al proprio figlio avevano unito i loro in “Tikehau”, divenne successivamente Tikehau, che significa “atterraggio pacifico”. Su questo atollo quasi circolare, vero e proprio anello di Eden, rinomato come uno dei più pescosi del pianeta, la calma e la serenità hanno tessuto, fra cielo e mare, la trama segreta di una ritrovata armonia. Selvaggio, naturale, autentico…
Un’immensa piscina naturale di 26 km di diametro famosa per essere l’atollo più pescoso della Polinesia.
Un’escursione al vivaio di pesci o all’unica “passe” (interruzione della barriera corallina) di Tuheiva, importante centro di pesca lagunare, permette di osservare i balletti delle razze manta, i banchi di barracuda e di tonni, la presenza silenziosa dei variopinti carangidi, che spiegano graziosamente le loro pinne translucide, la presenza dello squalo grigio o pinna nera ed i bellissimi delfini blu.
Delle immersioni di difficoltà adeguata al livello dei sub sono organizzate dai centri dell’isola. La ricchezza della fauna, sia acquatica sia terrestre, è unica. Jacques-Yves Cousteau, durante una delle sue spedizioni, lo ha definito l’atollo più pescoso del mondo. Questa definizione, tuttora valida, rende l’immersione una delle principali attività dell’isola. Grazie all’apertura sull’oceano tramite un unico stretto, le immersioni risulteranno entusiasmanti per tutti i sub. Tuttavia, le immersioni diventano quasi accessorie, tanto lo scenario si presta all’ozio e alle passeggiate a piedi attraverso l’incantevole villaggio fiorito di Tuherahera, reso vivace da file di alberi di cocco, di buganvillee e d’ibisco.
Si possono anche raggiungere con la piroga i piccoli “Motu” (isolotti ), disseminati sulla laguna, dove si rifugiano colonie di uccelli dai nomi magici: sule dalle zampe rosse, sterne crestate, sterne grigie-blu o fregate aquila, che contribuiscono a fare di Tikehau un luogo di villeggiatura sempre più apprezzato.
E poi le crociere al tramonto, la traversata della laguna fino alle sabbie rosa, la visita di una coltivazione di perle, sono altrettante esperienze magiche da non perdere.
L’atollo di Tikehau, situato nelle remote isole Tuamotu della Polinesia francese, un gioiello di straordinaria bellezza e autenticità incastonato nelle acque cristalline del Pacifico. A Tikehau la natura incontaminata si fonde con la cultura e la tradizione polinesiana rendendo il motu un luogo speciale.
Immersi tra le acque turchesi dell’oceano e circondati da una barriera corallina mozzafiato, ci si sente come se si fosse sospesi in un sogno. Dalle immersioni tra i coralli e la fauna marina, alle escursioni in barca, alle esperienze culinarie locali, fatevi conquistare dalla magia di questa gemma del Pacifico.
I giorni trascorrono tranquilli a Tikehau. Dal cielo, questo grazioso atollo assomiglia a una corona di spiagge di sabbia bianca e rosa che luccicano intorno a una laguna che è troppo bella per essere vera. Qui risiedono solo 500 tahitiani, generazioni di pescatori le cui vite ruotano intorno al mare. Una vita di pace e serenità.
Una laguna che mantiene le promesse
Questa laguna ovale è formata da una serie di motu con spiagge bianche e rosa. È una piscina naturale che si apre su un piccolo passaggio chiamato Tuheiava. I sub appassionati saranno ammaliati dalla stupefacente fauna marina, dove “diavoli di mare”, banchi di barracuda e di tonni, squali grigi, tartarughe marine e delfini amano giocare. Per coloro che sono in cerca di relax, le immacolate spiagge di sabbia fine accanto alla laguna color smeraldo soddisferanno in pieno le loro aspettative.
Scoprite il villaggio di Tuherahera e le superbe spiagge dell’atollo, osservate gli impressionanti resti corallini che giacciono sulla spiaggia nella costa meridionale e che formano un muro naturale. Viaggerete indietro nel tempo, scoprendo la leggenda della campana di Hina legata a questo posto. Sui motu, spiagge rosa, una meraviglia della natura, vi aspettano.
“Atterraggio pacifico” questo è il significato della parola Tikehau, il motu circolare conosciuto per essere stato definito da Jacques Cousteau uno dei luoghi più pescosi di tutto il pianeta e che per questo motivo è la più grossa fornitrice di pesce fresco per il mercato di Papeete.
Più selvaggia e pacifica tra le Isole Tuamotu, Tikehau ammalierà tutti, da chi decide di rilassarsi su una tipica spiaggia di sabbia rosa ai sub più appassionati che resteranno rapiti dalla particolare e ricca fauna locale.
Come arrivare e dove alloggiare
Situata a 340 km a nord di Tahiti, Tikehau è raggiungibile in 55 minuti di volo da Papeete e 20 minuti circa di volo da Rangiroa. L’isola conta pochissimi residenti, per lo più pescatori, che fanno di questa attività il centro focale della loro vita e della loro economia interna.
A fare da padrone qui sono le classiche guest house dal tipico sapore tahitiano che con la loro autenticità, i loro colori e profumi consentono di immergersi in un ambiente tipico venendo a contatto con la popolazione locale e con le loro usanze.
Le meraviglie naturali di quest’isola
I colori di Tikehau rapiscono per il loro blu e le sfumature turchesi che circondano questo motu arricchendolo di una bellezza abbagliante. La sua laguna tranquilla si estende maestosa, brillante e ultramarina e invita ad immergersi circondati da squali pinna bianca, pinna nera e simpatiche tartarughe.
Tikehau è conosciuta come l’isola delle mante, poiché è qui che viene ospitata la stazione di pulizia per le magnifiche Manta birostris soprannominate “diavoli di mare”. Con ali che raggiungono i 3,5 metri, questi grandi animali planano sott’acqua con grazia e l’incontro con loro è un’esperienza indimenticabile.
L’isola degli uccelli
L’isola di Tikehau è anche sede di numerose colonie di uccelli che si rifugiano su questo piccolo motu. Il motu, che tra tutti meglio si presta al birdwatching, è completamente disabitato da esseri umani, ma largamente popolato da uccelli di diverse specie e nidi colmi di piccoli esseri. Vero e proprio paradiso per il birdwatching, questo motu offre l’opportunità di vedere molte specie aviarie nel loro habitat naturale e di poterle avvicinare.
TIKEHAU PEARL BEACH RESORT
Cat. 4 stelle
Miglior albergo sull’isola, è situato sul motu Tiano direttamente sulla barriera corallina a circa 2 km dall’aeroporto e a 3 km dal villaggio di Tuherahera. Il trasferimento, della durata di circa 30 minuti, viene effettuato in barca.
Questo gioiello delle Tuamotu è costruito su una superficie di 4 ettari ed è immerso in un giardino tropicale, circondato da spiagge bianchissime e palme da cocco.
Il resort dispone di 7 beach bungalow, 6 premium beach bungalow, 9 overwater bungalow, 7 premium overwater bungalow e 8 overwater suite, progettati utilizzando materiali polinesiani che si integrano perfettamente con la natura circostante. Tutte le sistemazioni dispongono di ventilatori a soffitto (solo i premium beach bungalow anche di aria condizionata), cassetta di sicurezza, minibar, telefono, televisore, macchina per tea e caffè, asciugacapelli, terrazza. Tutti gli overwater bungalow sono dotati di un tavolino di vetro da cui è possibile ammirare la vita sottomarina della laguna, mentre solo gli overwater suite e premium overwater bungalow dispongono di scaletta per accedervi direttamente. Gli overwater bungalow, data la differente posizione, non ne sono dotati per ragioni di sicurezza.
Il bar e la zona ristorante vicino alla piscina consentono di ammirare in tutta la sua bellezza il complesso del resort.
Per i più dinamici possibilità di numerose escursioni ed attività sportive quali snorkeling, kayak, volley ball, immersioni, pesca d’altura.
Tra i servizi a disposizione degli ospiti: boutique, lavanderia, noleggio biciclette, barca navetta per il villaggio di Tuherahera, escursioni al Lagoonarium.