Per ogni volta che manteniamo viva la capacità di meravigliarci, che ci incantiamo davanti a un orizzonte, che vediamo una nuvola e immaginiamo un racconto, le Maldive materializzano la vacanza di una vita con resort che incantano.
Le Maldive sanno appagare i sensi come pochi altri lembi del nostro pianeta: appena i piedi nudi accarezzano le loro sabbie, quando gli occhi iniziano a perdersi nei turchesi del mare e nei blu del cielo, si comprende di essere alle soglie di un’esperienza indimenticabile. Per scoprire l’autenticità dell’arcipelago più desiderato al mondo e vivere un viaggio indimenticabile, bisogna affidarsi a chi ha fatto dell’accoglienza un’arte che esalta i sensi.
Per questo motivo i Travel Designer di Ensy7 hanno selezionato due proposte che materializzano l’idea del paradiso naturale in cui immergersi, sperduti nell’Oceano Indiano in eco-resort esclusivi, a tu per tu con mante, squaletti e tartarughe giganti alla scoperta di isole sommerse, tra coralli e giardini di gorgonie.
Relax senza limiti
Negli atolli di sud ovest, il Diamonds Thudufushi contempla il mare aperto lasciando godere l’incanto dell’Oceano Indiano in un’armonia tra passato e presente, offrendo le due anime della vacanza maldiviana. Da un lato, i piedi affondano nella sabbia calda degli accoglienti Beach Bungalow, dall’altro le eleganti Water Villa si protendono sull’oceano lungo il sinuoso pontile che è già una fiaba percorrere accarezzati dalla tiepida brezza marina. Accesso diretto al mare e l’opzione della Jacuzzi sul terrazzo privato sono solo alcuni dei dettagli che incantano.
Anche la cucina del Diamonds Thudufushi è un viaggio sensoriale tra storie di terre e tradizioni. Nel ristorante principale Maakana, la scuola italiana declina un buffet ricco e vivace tra live cooking e griglie. Per gli ospiti delle Water Villa e Beach Suite, il ristorante Aqua Over Water è un palcoscenico di sapori europei e asiatici. Il Farivalhu Maldivian, propone una cena romantica attraverso piatti degli chef locali. Al Thila Japanese, dodici ospiti vivono lo spettacolo del Teppanyaki, con i cuochi esperti che trasformano la preparazione in performance. Al Kakuni Sea Food, gli amanti del pesce cenano sotto un cielo stellato assaporando il pescato dell’oceano.
Rigenerarsi aiutando il pianeta
Essere alle Maldive, significa trovarsi in uno degli ecosistemi più spettacolari e delicati. Anche in questo, la scelta del Diamonds Thudufushi appaga. Bastano poche bracciate per essere circondati dai coloratissimi branchi di pesci. Se l’oceano invita al relax e alla meditazione, gli amanti della vacanza attiva hanno nel trattamento all inclusive canoa, sup, windsurf, ping pong, beach volley, acquagym e stretching. L’esperienza di fare snorkeling al tramonto o volare sull’acqua in catamarano, sono solo alcune delle attività extra.
C’è poi un plusvalore che si può vivere unicamente qui. Protagonisti come in un documentario delle serie Nature, si può prendere parte, al fianco di biologi marini esperti, al “Coral Conservation Project”. In questo modo sarà possibile contribuire a preservare la barriera corallina e impegnarsi in un turismo più consapevole. Infatti, gli ospiti che scelgono questa attività sviluppata in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, partecipano attivamente al ripristino della barriera corallina aiutando scienziati e tecnici specializzati ad inserire in acqua colonie di coralli vivi.
Per la cura del corpo, la “Serena Spa” rigenera tra tradizione indiana e tecniche orientali, con un’ampia varietà di massaggi ayurvedici e trattamenti rinvigorenti per il corpo e il viso basati sull’utilizzo di sostanze organiche come miele, sesamo, cocco, yogurt, papaya e arancia.
Tra foresta e oceano
Orizzonti sconfinati, relax e sport anche nella parte nord dell’arcipelago maldiviano, dove si trova il Brennia Kottefaru, paradiso tropicale selezionato da Turisanda nell’atollo di Raa. La sabbia disegna un cerchio perfetto nelle acque turchesi, le suite fondono elegantemente lo stile contemporaneo con l’autenticità locale in cui la privacy è accentuata del design delle architetture nel paesaggio esotico. Le sistemazioni sublimano chi cerca la comodità di una villa sulla spiaggia, alcune con piscina privata, ma anche chi chiede il fascino della suite sospesa sul mare, con le due appendici rappresentate dai pontili che si allungano verso le Water Villa sulle acque cristalline dei litorali opposti.
La barriera corallina che fa da corona all’isola è un’occasione per la pratica dello snorkeling ed emozionanti immersioni subacquee grazie al centro diving attrezzato per accogliere principianti ed esperti. Per chi preferisce la dimensione relax delle Maldive, è disponibile la grande piscina fronte mare, un’ampia Spa con trattamenti mirati e lo Sport Bar fronte oceano.
Anche al Brennia Kottefaru la ristorazione è un viaggio gastronomico che spazia dalla cucina mediterranea internazionale a quella orientale, con ristoranti a buffet e à la carte che propongono pietanze interpretate in un viaggio creativo dei sapori.
Benvenuti a Masseria dei Gesuiti, un autentico gioiello nel cuore della Puglia che rappresenta il fiore all’occhiello della collezione di ville di lusso di Villas Planner. Questa splendida masseria incarna il perfetto equilibrio tra lusso autentico e natura incontaminata, ideale per chi cerca un’esperienza unica di comfort, privacy ed eleganza.
Immersa tra vasti uliveti, Masseria dei Gesuiti è un rifugio esclusivo dove la bellezza del Salento si sposa con servizi di altissimo livello. La proprietà si distingue per un altissimo standard di qualità e un’attenzione impeccabile ai dettagli, insieme ad un servizio completamente su misura: ogni aspetto, dalla prenotazione all’accoglienza, è curato con la massima professionalità per soddisfare ogni esigenza degli ospiti.
Siamo orgogliosi di presentarvi questo autentico gioiello, pensato per chi desidera un soggiorno indimenticabile in un contesto di lusso autentico e incontaminato. Masseria Visciglito non è solamente una villa, ma un luogo dove il tempo si ferma e ogni dettaglio è pensato per regalare emozioni e offrire un soggiorno indimenticabile.
Masseria dei Gesuiti
Lecce, Salento
22 ospiti
10 camere da letto
11 bagni
A pochi chilometri da Lecce, immersa nel cuore della campagna pugliese e a soli 45 minuti dall’aeroporto di Brindisi, Masseria dei Gesuiti offre un rifugio esclusivo e senza pari. Circondata da vasti uliveti e avvolta dalla tranquillità della natura incontaminata, la proprietà è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, pur offrendo comfort moderni di altissimo livello.
La masseria, risalente alla fine del XVI secolo, custodisce un colonnato del XVIII secolo realizzato dai monaci gesuiti che abitavano e gestivano la proprietà, simbolo di tradizione e spiritualità. All’interno della tenuta si trovano due rari frantoi ipogei, testimonianze della tradizione olivicola pugliese, di cui uno visitabile come sito archeologico. Completa il fascino della proprietà una piccola chiesa, costruita dai Gesuiti per accogliere i pellegrini e offrire loro un luogo di preghiera, un dettaglio che aggiunge ulteriore fascino a questa residenza d’eccezione.
La proprietà si estende su un vasto terreno circondato da uliveti, offrendo silenzio e privacy assoluta. L’intera tenuta è prenotabile in esclusiva, ideale per gruppi numerosi o famiglie che cercano un soggiorno privato e rilassante.
Il giardino della masseria è un’oasi di relax, con una piscina di 17×5 metri circondata da lettini e aree relax. Un elegante bar in pietra, un barbecue e un forno a legna completano l’ambiente, ideale per pranzi e cene all’aperto. Immersi nella quiete della campagna pugliese, gli ospiti possono godere di un panorama mozzafiato e di un’atmosfera unica.
Il tocco, secondo Villas Planner
Sostenibilità: Masseria dei Gesuiti incarna un approccio eco-sostenibile che soddisfa le esigenze di una clientela attenta alla sostenibilità. Grazie all’utilizzo di pannelli solari, l’energia rinnovabile alimenta la struttura, riducendo l’impronta di carbonio senza sacrificare il comfort degli ospiti. La gestione delle acque reflue avviene attraverso il fitorisanamento, un sistema che sfrutta le piante per garantire un impatto ambientale minimo. Inoltre, l’acqua depurata, disponibile sia fredda che frizzante, riflette un impegno concreto per ridurre il consumo di plastica.
Autenticità e Maestosità: la masseria cattura l’essenza della Puglia con dettagli architettonici unici e paesaggi straordinari. L’ingresso maestoso offre un impatto visivo memorabile, mentre la tipica atmosfera salentina, caratterizzata dal calore del sole e dalla dolce brezza del vento, rende il soggiorno autentico e rigenerante. Ogni angolo della proprietà celebra le tradizioni agricole pugliesi con elementi culturali e storici di grande valore.
Privacy e Libertà Totali: la proprietà può essere prenotata nella sua totalità, garantendo una privacy completa a chi desidera tranquillità e riservatezza assoluta. Circondata da uliveti e lontana dal caos, dispone di piscina, spazi immersi nella natura e una cucina attrezzata. Ogni dettaglio è curato con materiali di alta qualità, combinando artigianato locale e comfort moderno. Le camere vantano biancheria di lusso in percalle e cotone puro per un’esperienza di relax superiore, mentre le stoviglie in ceramica e arredi realizzati da maestri del Salento aggiungono un tocco di autenticità unico.
La Grande Muraglia Cinese è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1987 e inserita nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno. Un monumento grandioso che tutti conoscono, ma che riserva incredibili sorprese, storie e misteri che vanno ben oltre la sua fama.
La Grande Muraglia non è solo una struttura difensiva, ma è un simbolo della resistenza, dell’unità e della cultura cinese. Per questo motivo non hanno dubbi Emilio e Valeria, consulenti di riferimento di Evolution Travel per la Cina: “camminare lungo la muraglia cinese è un viaggio nel tempo e nello spazio, un’occasione unica per immergerti a fondo in una delle civiltà più affascinanti della storia”.
Curiosità e misteri della Muraglia che potrebbe abbracciare metà Equatore
Con i suoi oltre 21.000 chilometri, la Grande Muraglia si snoda tra deserti, montagne, vallate e mari. Pensa che è così lunga che potrebbe circondare metà dell’Equatore! La Muraglia attraversa paesaggi mozzafiato e diversissimi tra loro: inizia tra i deserti aridi del Gobi, si arrampica sulle vette delle montagne cinesi e finisce per tuffarsi nel Mar Giallo.
Questa varietà di ambienti rende la costruzione ancora più misteriosa: come hanno fatto a reperire materiali edili in zone così impervie? E a costruire su terreni tanto ostili? Freddo, deserti inospitali, distanza dai centri abitati: ogni mattone ha richiesto uno sforzo straordinario. Si dice infatti che milioni di operai abbiano lavorato all’opera. Anche se gli storici negano questa ipotesi, una leggenda narra che le ossa dei lavoratori siano state integrate nella struttura.
Questo titanico progetto è il risultato di secoli di lavoro iniziati nel III secolo a.C. e proseguito fino al XVII secolo. Il muro che vediamo oggi infatti inizialmente era fatto di terra battuta e legno ed è solo con le dinastie successive che si è alla pietra e ai mattoni: sotto alcuni tratti si possono ancora vedere i resti delle precedenti mura di terra.
La strategia difensiva della Grande Muraglia Cinese
La muraglia ospita decine di migliaia di torri di guardia: ogni chilometro era sorvegliato da circa 120 soldati, pronti a respingere eventuali attacchi, che comunicavano tra di loro con segnali di fumo e bandiere, un sistema tanto semplice quanto efficace. Il muro infatti era presidiato da un esercito di circa un milione di uomini, che vivevano nelle torri di guardia e, armati di balestre, vegliavano giorno e notte.
Oltre alla difesa però, l’esercito cinese doveva fare i conti con la sopravvivenza: come nutrire e rifornire un numero così alto di uomini in aree remote? La logistica, incredibilmente complessa, fa parte del fascino della Muraglia Cinese.
Visitare la Grande Muraglia Cinese
Partiamo dalle buone notizie: fino al 31 dicembre 2025 non è necessario il visto quindi ti basterà il passaporto per iniziare il tuo viaggio! La maggior parte delle sezioni della Grande Muraglia che si possono visitare oggi vennero costruite sotto la dinastia Ming e le sezioni meglio conservate e restaurate si trovano nei dintorni di Pechino.
A seconda della propria forma fisica, del periodo di viaggio e degli interessi personali potrai scegliere il percorso giusto per te, che si tratti di un trekking di più giorni per escursionisti esperti o di una semplice passeggiata pensata per tutta la famiglia, per gli appassionati di fotografia o per persone con mobilità ridotta (esistono sezioni che sono del tutto prive di barriere architettoniche).
Avrai inoltre la possibilità di fermarti a dormire nei villaggi circostanti per visitare la Grande Muraglia all’alba o al tramonto in un’atmosfera più intima, approfittando della squisita ospitalità cinese e della cucina tipica. Il viaggio nella storia dell’Impero inizia qui, ma l’Esercito di Terracotta, la Città Proibita, il Palazzo d’Estate e il Tempio del Cielo sono solo un assaggio di un viaggio incredibile che, passo dopo passo, ti svelerà i misteri della millenaria storia cinese.
Chichen Itza è uno dei siti archeologici più affascinanti del Messico, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988 è stato riconosciuto come una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo nel 2007.
Situato nella penisola dello Yucatán, questo complesso monumentale è una testimonianza straordinaria della cultura Maya, famosa per la sua avanzata conoscenza dell’astronomia, dell’architettura e dell’ingegneria ed è proprio qui che, ogni anno si avvera un evento straordinario che attira visitatori da ogni angolo del pianeta: la discesa del “serpente piumato” Kukulcan.
L’enigma del serpente piumato
La costruzione più iconica del sito, la piramide di Kukulcan (El Castillo), è il cuore pulsante di Chichen Itza: una piramide di 30 metri la cui struttura che riflette una conoscenza straordinaria dell’astronomia e dell’architettura. La piramide è stata costruita per onorare Kukulcan, il “serpente piumato”. Un’importante divinità di molte religioni mesoamericane, particolarmente conosciuto tra gli Aztechi col nome di Quetzalcoatl.
Durante i solstizi di primavera e autunno, al tramonto, i raggi del sole creano un gioco di luci e ombre lungo uno dei lati della piramide, dando vita a una figura serpentiforme che sembra strisciare dalla cima fino alla testa scolpita alla base. Questo spettacolo rappresenta Kukulcan, una divinità Maya legata al rinnovamento e alla fertilità.
Ciascuno dei quattro lati della piramide infatti ha 91 gradini che, sommati insieme alla piattaforma del tempio in alto, fa un totale di 365 gradini: il numero dei giorni dell’anno!
Non è un mistero che gli antichi Maya, maestri dell’astronomia, progettarono le loro costruzioni più importanti con una precisione impressionante, ma questo evento rende Chichen Itza non solo un luogo sacro, ma anche un calendario vivente. La discesa del serpente piumato simboleggiava l’inizio di un nuovo ciclo agricolo, un evento di vitale importanza per questa antica civiltà.
Per questo motivo ogni anno, milioni di persone si radunano per ammirare questo spettacolo che fonde spiritualità, scienza e cultura. Un evento che sembra sfidare il tempo e che rimane ammantato nei secoli da un fascino misterioso impenetrabile.
Chichen Itza: il cuore della civiltà Maya
Il nome “Chichen Itza” deriva dalla lingua Maya e si traduce in “alla bocca del pozzo degli Itza“. Questo termine si riferisce ai due grandi cenote presenti nel sito che erano fondamentali per la vita della città. Nel Cenote Sagrado infatti sono stati ritrovati numerosi reperti che testimoniano il suo utilizzo per rituali religiosi, inclusi sacrifici umani e offerte agli dèi.
Tra il IX e il XII secolo Chichen Itza divenne un grandioso centro politico, religioso ed economico della civiltà Maya per rimanere, nei secoli successivi, un importante sito sacro. Oltre alla Piramide di Kukulcan, infatti, non può mancare una visita al Tempio dei Guerrieri decorato con colonne raffiguranti guerrieri toltechi, il gran campo da gioco della palla, uno dei più grandi della Mesopotamia e l’Osservatorio El Caracol soprannominato “la chiocciola” per la forma della sua scala interna.
Viaggio in Messico, “Visitare il Messico durante i solstizi ed assistere al dio serpente che torna per alcuni istanti sulla terra è un’esperienza che segna la vita di chiunque”.
Partecipare a questo evento significa immergersi nel cuore della civiltà Maya e assistere a un fenomeno che racchiude secoli di conoscenza e tradizione. Se desideri vivere questa esperienza unica, un programma di viaggio ben organizzato è essenziale. Puoi combinare la visita a Chichen Itza e alle città coloniali con una vacanza rilassante sulle spiagge caraibiche del Messico nella Riviera Maya.
La Nuova Zelanda è una meta straordinaria. Immaginate immense distese verdi, centinaia di pecore passeggiare liberamente qua e là, altissime montagne che svettano in un cielo che più azzurro non si può, ghiacciai e laghi cristallini; ecco siete arrivati! Oggi vi porto in viaggio con me in Nuova Zelanda e vi do un caloroso benvenuto in questa destinazione così affascinante.
Cosa troverete in questo articolo? Tutto ciò che dovete sapere per organizzare un viaggio in Nuova Zelanda al meglio, tra cui informazioni legate al clima, come spostarvi, come arrivare dall’Italia e molte altre curiosità..
Inizia il nostro viaggio in Nuova Zelanda, alcune curiosità da sapere
Prima di partire per questo nuovo viaggio insieme in Nuova Zelanda, vorrei fare una breve premessa, raccontandovi alcune curiosità che vi serviranno per scoprire questo splendido Paese.
La Nuova Zelanda non è un paese molto popoloso, anzi: ci sono più pecore che persone! Non è uno scherzo: si dice che per ogni abitante ci siano circa 10 pecore.
E’ una delle destinazioni con il più basso tasso di inquinamento sul pianeta. Qui i colori sono più vividi che in ogni altro posto al mondo: il cielo è azzurrissimo, la natura è verdissima, i laghi sono cristallini e così via.
In Nuova Zelanda avete tutto a portata di mano: in diverse zone è possibile andare a sciare la mattina e andare al mare nel pomeriggio.
Questa è stata la prima destinazione al mondo ad aver dato alle donne il diritto di votare, nel 1893.
La capitale è Wellington, che si trova nell’Isola del Nord, non Auckland. Attenzione perché è un comune errore pensare che Auckland sia la capitale, in quanto è la città più popolosa e più nota.
In Nuova Zelanda non esistono i serpenti: a differenza della vicina Australia che è nota per i serpenti più pericolosi al mondo, in Nuova Zelanda non ci sono animali pericolosi per l’uomo.
Si tratta di un paese altamente sismico: si registrano circa 400 terremoti all’anno, ma di cui solitamente solo un centinaio vengono avvertiti.
In Nuova Zelanda si può prendere la patente per guidare la macchina da giovanissimi, ossia a partire dai 15 anni.
Uno dei simboli del paese è il Kiwi, un raro volatile che non può volare.
Qual è il periodo migliore per andare in Nuova Zelanda?
Partiamo dal clima, che come sempre è fondamentale per organizzare un viaggio. Il periodo migliore per andare in Nuova Zelanda è durante i mesi dell’estate australe, quindi da Novembre-Dicembre a Marzo-Aprile, che corrisponde al periodo meno freddo e più secco.
In generale il clima in Nuova Zelanda è mite nell’Isola del Nord e più fresco e ventoso nell’Isola del Sud, grazie alla presenza di ghiacciai e montagne.
I periodi peggiori per visitarla sono sicuramente i mesi dell’inverno australe, quindi da Giugno ad Agosto. Nel caso in cui decidiate di intraprendere il vostro viaggio in Nuova Zelanda proprio in questo periodo, il mio consiglio è di optare per un itinerario nell’Isola del Nord, che è sempre più mite, perché nell’Isola del Sud potreste rischiare di avere difficoltà a muovervi nel caso di forti nevicate.
Come arrivare in Nuova Zelanda?
Per raggiungere la Nuova Zelanda dall’Italia, dovrete armarvi di pazienza poiché ci vogliono circa 23-26 ore di volo.
I voli prevedono solitamente uno o due scali e la soluzione migliore è quella di prevedere dei volati con la compagnia aerea Air New Zealand che è la compagnia di bandiera.
Un’altra ottima soluzione sono i voli con scalo a Singapore, operati sempre da Air New Zealand o dalla compagnia aerea Singapore Airlines, che solitamente hanno delle ottime coincidenze aeroportuali e un solo scalo.
In ogni caso vi suggerisco di prenotare il vostro volo di arrivo su Auckland, che è la città neozelandese meglio servita e con il maggior numero di voli.
Durata del viaggio in Nuova Zelanda: quanti giorni servono per visitarla?
Ovviamente, più giorni avete a disposizione e meglio è, perché la Nuova Zelanda è una destinazione ricca dal punto di vista paesaggistico, faunistico e culturale.
L’ideale sarebbe avere a disposizione almeno 3 settimane, da distribuire tra Isola del Nord e Isola del Sud, anche perché il viaggio per arrivare qui come avete letto nel precedente paragrafo è lungo, quindi non varrebbe la pena venire fino a qui per pochi giorni.
Se avete solo 15 giorni a disposizione potreste valutare di visitare una sola isola delle due, oppure prendere parte ad un Tour organizzato, che essendo appunto guidato ottimizza gli spostamenti e avrete la possibilità di vedere più località in meno tempo.
Come spostarsi in Nuova Zelanda?
Questa è una destinazione che merita di essere vissuta on the road, quindi il mio suggerimento è quello di noleggiare un veicolo per spostarvi in completa autonomia da Nord a Sud.
L’auto è perfetta per visitare la Nuova Zelandaed è anche piuttosto economica. Potreste pensare di noleggiarla al vostro arrivo ad Auckland, per poi rilasciarla in un’altra località dell’Isola del Sud, come ad esempio a Christchurch, prima di ripartire con il vostro volo di rientro. Tra l’altro, solitamente in Nuova Zelanda non viene richiesto il pagamento di una Drop-Off fee per il rilascio del vostro veicolo in un punto differente e questo rende ancora più economico il noleggio.
Tornando alla questione dell’auto, sicuramente starete pensando: e come faccio a portare la mia auto dall’Isola del Nord all’Isola del Sud? Nessun problema, potrete imbarcare la vostra auto proprio con voi sul traghetto che parte da Wellington ( Isola del Nord ) e arriva a Picton ( Isola del Sud ) o viceversa se fate il tour al contrario. La durata della traversata è di circa 3 ore e mezza e il costo è decisamente abbordabile.
Attenzione: se non si proviene da un paese di lingua inglese, per guidare un’automobile in Nuova Zelanda è necessaria una patente internazionale che deve essere richiesta per tempo all’ACI, quindi informatevi bene prima della vostra partenza.
Costo per un viaggio in Nuova Zelanda
Ora parliamo di un aspetto fondamentale: quanto costa un viaggio in Nuova Zelanda? Qual è il costo della vita in Nuova Zelanda?
Sicuramente dipende da cosa decidete di fare, poiché i Tour non sono sicuramente tra i più economici, mentre se decidete di visitare la Nuova Zelanda più in libertà e con noleggio auto avete un bel risparmio.
In linea di massima il costo della vita è abbastanza elevato, per cui non è la destinazione più economica, ma con i dovuti accorgimenti si riesce a spendere meno.
In generale per i voli si spendono tra gli Euro 1.000-1.500 a testa se prenotati con largo anticipo. Per i pernottamenti si spendono tra gli Euro 50.00-90.00 a notte in sistemazioni di categoria 3 o 4 stelle. Per il noleggio di un’automobile di categoria standard/intermedia dovete considerare tra gli Euro 35.00-50.00 al giorno, quindi fate voi i conti. In più ci sono da aggiungere i costi extra in loco, le assicurazioni, le escursioni e così via.
Un consiglio che mi sento di darvi è di non includere mai la colazione nel costo del pernottamento: vi costerebbe uno sproposito, è molto più conveniente consumare i pasti fuori dagli hotel in Nuova Zelanda.
Documenti previsti per viaggiare in Nuova Zelanda
Per viaggiare in Nuova Zelanda bisogna essere in possesso di un passaporto con una validità residua di almeno tre mesi dalla partenza dalla Nuova Zelanda. Per tutte le informazioni aggiornate, vi invito a consultare il sito Viaggiare Sicuri.
Inoltre, a partire dal 01 Ottobre 2019, per visitare la Nuova Zelanda è necessario richiedere un “Electronic Travel Authority” ( NZeTA ). La NZeTA deve essere richiesta prima di partire ( almeno 72 ore prima della partenza ), ha una validità di 2 anni e un costo che varia tra i 9 e i 12 NZD. A tale cifra si dovranno aggiungere 35 NZD a copertura dell’International Visitor Conservation and Tourism Levy.
Il visto sarà richiesto anche ai viaggiatori in transito in Nuova Zelanda, quindi attenzione a munirsene prima della partenza.
In molti potrebbero non aver mai sentito parlare di Tristan da Cunha, ma questo arcipelago ha una caratteristica molto speciale che lo rende unico al mondo: ospita infatti il centro abitato più isolato della Terra. La minuscola cittadina conta poco più di 240 abitanti, ha vissuto di baratto fino alla Seconda guerra mondiale e ancora oggi ha l’usanza di suddividere tutti i proventi delle attività di allevamento e caccia tra gli abitanti.
Un luogo curioso e unico, dove però il fatto di essere a circa 2400 km dal centro abitato più vicino procura non pochi problemi, tra cui la scarsità di beni di prima necessità e la trasmissione di malattie genetiche.
Tristan da Cunha: le caratteristiche geografiche
Trista da Cunha è un arcipelago situato nell’Atlantico meridionale e composto da quattro isole: il minuscolo insediamento di soli 240 abitanti si trova su quella principale, che dà il nome a tutta la zona circostante, mentre le altre si chiamano Inaccessibile, Nightingale e Gough. Dal punto di vista politico, questo avamposto isolato fa parte del cosiddetto territorio britannico d’oltremare di Sant’Elena, Ascensione e Tristan da Cunha, anche se bisogna segnalare che le isole di Sant’Elena e Ascensione sono situate a diverse migliaia di km più a nord.
L’isola è formata da un vulcano alto più di 2.000 metri e presenta un territorio montagnoso, ma con l’eccezione di due pianure: in quella principale si trova l’unico centro abitato, mentre nell’area di Potato Patches vengono coltivate le patate.
Il centro abitato più isolato della Terra
La caratteristica principale di Tristan da Cunha, come vi abbiamo anticipato, è quella di presentare il centro abitato più isolato della Terra. Il più vicino all’insediamento presente sull’isola principale si trova infatti a oltre 2.400 km, una distanza che definire incommensurabile non è un’esagerazione. La città abitata più vicina situata su un continente, invece, è ancora più lontana: si tratta di Citta’ del Capo, in Sudafrica, ed è separata da Tristan da ben 2.810 km. Questo comporta, prevedibilmente, un numero molto ridotto di collegamenti tra il resto del mondo e l’arcipelago, che non presenta aeroporti né piste di atterraggio (per via della conformazione inospitale del territorio) né porti per l’attracco di navi di grandi dimensioni.
Dunque, come si arriva a Tristan da Cunha? C’è un porticciolo, costruito nel 1967 e ampliato nel 2008, dove le piccole imbarcazioni che provengono dal Sudafrica possono attraccare. La logistica, però, non è sempre gestibile: possono presentarsi condizioni avverse del clima e dello stato di navigazione, ed in questo caso Tristan da Cunha e il suo centro abitato rimangono isolati per mesi.
La storia di Tristan da Cunha
Arrivati a questo punto, molti di voi potrebbero chiedersi come ci sia arrivata della gente su quest’isola immersa nel nulla. Non è facile ricostruire la storia locale, ma sappiamo che l’isola viene avvistata per la prima volta dal navigatore portoghese Tristão da Cunha nel 1506, che gli dà il suo nome (poi anglicizzato in Tristan). Questo luogo resta a lungo disabitato, fino a che gli olandesi tra il Seicento e il Settecento decidono di utilizzarlo come appoggio per fare rifornimento di viveri durante le lunghe traversate.
Arriviamo così al 1815, quando il Regno Unito, dopo aver confinato a Sant’Elena Napoleone Bonaparte e aver preso possesso di Tristan da Cunha, decide di inviarci circa 80 persone per evitare qualsiasi tentativo di fuga dell’ormai destituito imperatore. Dopo un paio di anni quasi tutti gli occupanti tornano a casa, ma quattro persone decidono di restare sull’isola: uno di questi si chiamava William Glass, che è considerato il vero fondatore dell’insediamento.
Nei decenni successivi arrivano anche altre persone, sia viaggiatori che naufraghi, e la popolazione inizia a crescere. L’isolamento rimane costante, ma qualcosa cambia durante la Seconda guerra mondiale, quando a Tristan viene installata una base dell’esercito britannico e i soldati costruiscono diverse strutture (tra cui l’ospedale) e soprattutto introducono l’uso della moneta, sostituendo il baratto praticato sino ad allora.
Come si vive in questo arcipelago?
A Tristan Da Cunha vivono circa 238 persone, che appartengono a otto famiglie (due di queste, curiosamente, hanno cognomi italiani): l’economia si basa essenzialmente su agricoltura, allevamento, pesca e commercio ittico; anche il commercio di francobolli, estremamente ricercati dai collezionisti, fa la sua parte. Non altrettanto sviluppato è il turismo, limitato dalla difficile logistica e dai collegamenti praticamente inesistenti con il mondo esterno.
Sull’isola èvietata l’immigrazione, ma è possibile stabilirsi temporaneamente per motivi di lavoro. A Tristan si trovano infatti diverse strutture pubbliche come un piccolo ospedale, due chiese, un bar, un pub e una scuola, che garantisce l’istruzione fino ai 16 anni. Dal punto di vista politico, l’isola è sottoposta all’operato di un amministratore nominato dal consiglio locale.
I problemi principali di questo isolamento si palesano soprattutto nell’ambito della salute: in primis, il fatto che gli abitanti si riproducano all’interno di un gruppo ristretto e di un ambiente chiuso porta alla diffusione di diverse malattie genetiche. Inoltre, i beni di prima necessità e i medicinali possono arrivare solo dall’esterno attraverso navi che giungono dal Sudafrica, e non sempre questo è possibile.