Come si vive in questo arcipelago?

A Tristan Da Cunha vivono circa 238 persone, che appartengono a otto famiglie (due di queste, curiosamente, hanno cognomi italiani): l’economia si basa essenzialmente su agricolturaallevamento, pesca e commercio ittico; anche il commercio di francobolli, estremamente ricercati dai collezionisti, fa la sua parte. Non altrettanto sviluppato è il turismo, limitato dalla difficile logistica e dai collegamenti praticamente inesistenti con il mondo esterno.

Sull’isola è vietata l’immigrazione, ma è possibile stabilirsi temporaneamente per motivi di lavoro. A Tristan si trovano infatti diverse strutture pubbliche come un piccolo ospedale, due chiese, un bar, un pub e una scuola, che garantisce l’istruzione fino ai 16 anni. Dal punto di vista politico, l’isola è sottoposta all’operato di un amministratore nominato dal consiglio locale.

I problemi principali di questo isolamento si palesano soprattutto nell’ambito della salute: in primis, il fatto che gli abitanti si riproducano all’interno di un gruppo ristretto e di un ambiente chiuso porta alla diffusione di diverse malattie genetiche. Inoltre, i beni di prima necessità e i medicinali possono arrivare solo dall’esterno attraverso navi che giungono dal Sudafrica, e non sempre questo è possibile.