Australia: mille modi per viverla.

Australia: mille modi per viverla.

L’Australia, con la sua vastità e diversità, offre un’infinità di modi per essere scoperta, adattandosi alle esigenze e ai desideri di ogni viaggiatore.
Che siate amanti dell’avventura, appassionati di natura, o alla ricerca di esperienze culturali, il continente australiano è pronto a sorprendervi.
Ecco alcune opzioni per esplorarlo.

Viaggi in libertà con la propria auto
Grazie a un’ottima rete stradale, l’Australia è ideale per chi ama viaggiare in autonomia. Con una vettura a noleggio, potrete percorrere itinerari iconici come la Great Ocean Road o esplorare zone meno battute. Per i più avventurosi, non mancano percorsi su strade sterrate che conducono a luoghi remoti e affascinanti.
Treni panoramici per viaggiare con stile
I treni australiani offrono viaggi straordinari attraverso paesaggi mozzafiato. L’Indian Pacific, ad esempio, è uno dei tragitti ferroviari più lunghi al mondo, con i suoi 4.352 km che collegano Sydney a Perth. Un’esperienza che unisce comfort e bellezza, perfetta per chi desidera viaggiare senza fretta.
Esplorare in camper: libertà e comodità
Noleggiare un camper è un’ottima scelta per chi vuole combinare trasporto e alloggio. L’Australia vanta una rete di caravan park ben attrezzati, che rendono l’esperienza ancora più piacevole. Da est a ovest, potrete vivere il continente seguendo il vostro ritmo.
Escursioni guidate: esperienze autentiche con guide locali
Per chi preferisce viaggiare senza pensieri, i tour guidati sono l’opzione ideale. In compagnia di guide esperte, è possibile approfondire aspetti culturali e naturalistici unici. Dai tour giornalieri nelle città, nelle riserve naturalistiche o alla scoperta di luoghi iconici come Uluru, ogni itinerario diventa un’esperienza memorabile.

Qualunque sia il vostro stile di viaggio, l’Australia vi invita a scoprire le sue mille sfaccettature, regalandovi emozioni indimenticabili.

Alla scoperta delle Isole Marshall.

Alla scoperta delle Isole Marshall.

L’arcipelago corallino della Micronesia regala emozioni uniche a contatto con la natura e la storia travagliata che lo ha segnato.

La storia travagliata, macchiata dai devastanti esperimenti nucleari che hanno coinvolto alcuni degli atolli durante il secondo dopoguerra non ha annientato le Isole Marshall e non ne ha intaccato la bellezza. Il magnifico arcipelago dell’Oceania, appartenente alla regione della Micronesia, ha saputo rialzare la testa ed anche se alcuni atolli, tra cui quello famosissimo di Bikini che ha dato il nome al costume da bagno più diffuso al mondo, ancora oggi risentono delle conseguenze dei test che ne causarono l’evacuazione nel corso degli anni ’60, l’arcipelago ha mantenuto inalterato il suo fascino incontaminato ed invita i turisti desiderosi di conoscere un luogo dalla bellezza mozzafiato a vivere un’avventura al di fuori dei classici circuiti del turismo di massa. C’è tempo fino a maggio per cedere alla tentazione di scoprire questo angolo di paradiso godendo del caldo sole che bacia le spiagge, poi, per sei mesi, le isole saranno funestate dalle violente perturbazioni, dalle tempeste e dai tifoni tipici dei climi tropicali.

Sono 29 gli atolli che, assieme ad altre 5 isole, formano lo Stato delle Marshall, per un totale di circa un migliaio di isole coralline suddivise nei due gruppi chiamati Ralik, o Isole del Tramonto, e Ratak, o Isole dell’Aurora. Ognuna di esse vanta scenari tropicali da sogno fatti di vegetazione lussureggiante, lagune incantevoli e fondali variopinti adornati dalla ricchissima barriera corallina. Ciò che colpisce di questo arcipelago oceanico è la sorprendente biodiversità. Sui suoi atolli e nelle acque che li lambiscono vivono, infatti, circa 250 varietà di corallo, più di 1.000 specie di pesci differenti, oltre 70 specie di uccelli e tutte e cinque le specie di tartaruga esistenti al mondo. Un autentico paradiso per gli amanti delle immersioni, dello snorkeling e della pesca sportiva che, specialmente a Arno e a Majuro, nel Calalin Channel (conosciuto anche come Shark Alley), troveranno la propria dimensione, ed un vero concentrato di vita e di natura mozzafiato in cui si incastonano i centri abitati e le testimonianze storiche e culturali che custodiscono.

L’atollo più popoloso è proprio quello di Majuro, la capitale, con le tre comunità di Dalap, Uliga e Darrit che formano un unico grande centro abitato chiamato anche Rita, nei pressi del quale sorge uno dei pochissimi resort dell’arcipelago il Marshall Island Resort (www.marshallislandsresort.net). La città, centro economico ed amministrativo dell’arcipelago, è anche la sede della maggior parte dei servizi e delle attività commerciali, oltre che di alcune delle principali attrazioni di interesse storico, culturale ed architettonico. Da non perdere, a Dalap, il Capital Building (la modernissima sede del Governo), l’Alele Museum & Public Library a Uliga, dove approfondire gli aspetti più interessanti della cultura marshallese a suon di interessanti manufatti di conchiglie, antiche mappe nautiche e modellini di imbarcazioni, e il Toolbar Copra Processing Plant, lo stabilimento per la lavorazione della copra, la polpa di cocco essiccata da cui si ricava l’olio di cocco.

Per chi desidera abbandonare il caos della città che, pur con le sue atmosfere particolari, è afflitta da tutte le problematiche tipiche dei centri più popolosi, vale la pena raggiungere a soli 40 chilometri, la località sul lembo più occidentale dell’atollo di Majuro. Si tratta di Laura, dove il tempo sembra essersi fermato all’epoca precoloniale, dove la popolazione vive ancora, prevalentemente, di pesca e allevamento e dove regna la totale tranquillità. Proprio qui, inoltre, ha sede il suggestivo Peace Park che custodisce il monumento ai caduti della Seconda Guerra Mondiale. Percorrendo la strada asfaltata costeggiata di palme da cocco e alberi di banano che conduce fino a Laura, merita una sosta la caratteristica Ajeltake che sorge su un lembo di terra largo soltanto 10 metri incorniciato da un lato dalla laguna e dall’altro dall’Oceano Pacifico. Parallelamente alla strada, che può essere considerata l’unica vera strada asfaltata di Majuro, si estende la Spiaggia delle 17 Miglia, affacciata sulla spettacolare laguna dell’atollo.

Non lontano da Laura, spostandosi verso nord, ci si trova al cospetto dell’angolo più selvaggio ed incontaminato dell’atollo: l’isola di Rongrong da raggiungere in barca, magari una delle canoe tradizionali delle Marshall, per poi proseguire alla volta delle piccole paradisiache isole, tra cui Calalin, Kiddenen, Eneko, Enemanot, Ejit e Bokiur attraverso le quali chiudere il cerchio e ritrovarsi, di nuovo, a Darrit.

Cosa fare a Phuket quando piove.

Cosa fare a Phuket quando piove.

Ciao a tutti gli amanti di Phuket.

Siete in cerca di idee su cosa fare a Phuket quando il tempo si fa capriccioso? Non lasciate che qualche nuvola rovini la vostra avventura in questo paradiso tropicale. Anche sotto un cielo grigio e pioggerellina, Phuket nasconde tesori e attività simpatiche che aspettano solo di essere scoperte. Quindi, indossate quella mantellina da pioggia (le trovate in vendita in ogni 7eleven) e preparatevi: stiamo per esplorare insieme le meraviglie che Phuket ha da offrire, venendo incontro a ogni gusto e interesse, anche nei giorni più umidi!

PS. Ricorda che a Phuket fa sempre caldo, anche quando piove, e che il clima è tropicale pertanto spesso se piove, è probabile anche che passi in fretta.

1. Deliziarsi con la Cucina Locale: Le Perle della Guida Michelin

 

La pioggia è il pretesto perfetto per esplorare le delizie culinarie di Phuket. La Guida Michelin elenca vari ristoranti (e anche bettole) che meritano una visita. Ecco alcuni dei miei preferiti:

 

  • PRU: Un ristorante stellato Michelin che offre un’esperienza gastronomica unica, con ingredienti provenienti direttamente dalla loro fattoria. L’atmosfera è intima e il menu è un viaggio attraverso i sapori di Phuket.
  • Ta Khai: Questo ristorante offre un’autentica cucina tailandese in un ambiente rustico e romantico. I piatti sono preparati con ingredienti freschi e locali, e ogni boccone è un tuffo nella cultura culinaria tailandese.
  • Raya: Situato in un’antica casa cinese a Phuket Town, Raya è famoso per i suoi piatti tradizionali tailandesi. L’ambiente storico e il cibo delizioso rendono questo ristorante una tappa obbligata.

2. Regalati un Momento di Pura Felicità in una Spa

Immaginate di rilassarvi con un massaggio mentre fuori piove. A Phuket, questo sogno diventa realtà! Qui, le spa sono un’istituzione: ce n’è una ad ogni angolo, pronta a coccolarvi. Che sia un massaggio tailandese tradizionale, un trattamento viso rilassante o uno scrub energizzante, c’è sempre qualcosa che fa al caso vostro. E non preoccupatevi del budget: i prezzi partono da soli 300 baht. Immaginatevi: siete sdraiati, ascoltando la pioggia cadere fuori, mentre mani esperte vi trasportano in un mondo di relax. È un’esperienza che non potete perdervi, soprattutto in una giornata piovosa!

3. Esplorare i Mercati Colorati di Phuket

La pioggia non è un problema quando hai la possibilità di visitare i vivaci mercati notturni di Phuket. Ogni mercato ha il suo fascino unico, offrendo un’esperienza diversa:

  • Phuket Sunday Street Market (Lard Yai): Situato a Thalang Road a Phuket Town, questo mercato è una delle attrazioni più popolari della città, offrendo un mix creativo di cibo, artigianato e spettacoli. È aperto la domenica dalle 17:00 alle 21:00.
  • Chillva Night Market Phuket: Un mercato giovanile e alla moda a Phuket Town, amato soprattutto dai teenager. È noto per l’uso di vecchi container come negozi e stand. Troverai una varietà di cibo e articoli artigianali. Aperto da giovedì a sabato, dalle 17:00 alle 23:00.
  • Phuket Weekend Night Market (Naka Market): Questo grande bazar notturno è conosciuto anche come ‘Talad Tairod’ (il mercato del bagagliaio dell’auto). È un must per chi cerca un’esperienza autentica, con una vasta gamma di cibo locale, vestiti e souvenir. Si trova a Phuket Town ed è aperto il sabato e la domenica, dalle 16:00 alle 21:00.
  • Malin Plaza Patong: Un mercato notturno relativamente nuovo situato a Patong Beach. È famoso per la sua vasta selezione di cibo, che attira la gente del posto e i turisti. Aperto tutti i giorni dalle 14:00 a mezzanotte.
  • OTOP Night Market: Situato a Patong Beach, questo mercato era originariamente pensato per promuovere l’artigianato locale. Oggi, è un luogo perfetto per trovare cibo di strada, bar e souvenir. Aperto tutti i giorni dalle 10:00 fino a tardi.
  • Kata Night Market: Un grande mercato meno conosciuto a Kata Beach, funziona come un food court con una varietà di cibo economico. Aperto tutti i giorni dalle 14:00 alle 23:00.
  • Karon Temple Market: Un mercato situato a Karon Beach, aperto solo il martedì e il venerdì, dalle 16:00 alle 22:00. È popolare per la sua atmosfera esotica e un’ampia gamma di cibo e prodotti artigianali.
  • Fun Friday Avenue Market: Un piccolo mercato del venerdì sera a Boat Avenue, vicino a Phuket Laguna. È una scelta divertente se ti trovi nella zona di Bangtao Beach, aperto ogni venerdì dalle 17:00 alle 22:00.
  • Phuket Indy Market: Un angolo giovane e creativo a Phuket Town, situato in una piccola strada vicino al Limelight Avenue mall. Aperto da mercoledì a venerdì, dalle 16:00 alle 22:00.
  • Karon Plaza: Un hub per lo shopping e il cibo a Karon Beach, con una vasta scelta di ristoranti e bancarelle di cibo. Aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 23:00.

4. Scoprire Phuket Town

 

Phuket Town è un gioiello nascosto, perfetto per essere esplorato anche in una giornata piovosa. La parte storica di Phuket non è vastissima, ma è ricca e affascinante, con tanto da vedere in mezza giornata.

Questa città colorata è un incanto di architettura Sino-Portoghese, piccoli negozi pittoreschi, ristoranti locali squisiti e caffè alla moda. Durante la vostra passeggiata, non perdete l’occasione di visitare sia i templi tailandesi che i santuari cinesi colorati, così come alcuni musei e splendide antiche dimore.

 

  • Thalang Road: Questa strada è un must, soprattutto durante il Sunday Walking Street Market. Pieno di fascino, è un vero e proprio “campo da gioco Instagram”, dove potrete trovare il Chino Cafe Gallery, noto per il suo ottimo caffè e le deliziose torte rotonde di Phuket.
  • Oasis Walking Street: Un passaggio lungo e stretto che collega Thalang Road a Phang Nga Road, pieno di bancarelle che vendono souvenir originali e snack locali. È un’ottima scappatoia dal caldo o dalla pioggia.
  • Soi Romanee: Giusto fuori dalla famosa Thalang Road, Soi Romanee è una delle strade più fotografate di Phuket. Un tempo quartiere a luci rosse, ora è un luogo pittoresco dove potete soggiornare in piccole guesthouse o sorseggiare qualcosa in un caffè, ammirando l’intensa attività sui social media.
  • Dibuk Road: Continuate su Dibuk Road per ammirare l’architettura dei shophouse con i loro tipici archi, progettati per proteggere i passanti dal sole e dalla pioggia. Qui troverete negozi che vendono dolci e pane tipici di Phuket. Non perdete l’opportunità di cenare al The Charm Phuket o provare le specialità locali al food court Lock Tien Restaurant.
  • Yaowarat Road: Attraversando l’intersezione e proseguendo dall’altra parte di Yaowarat Road, scoprirete tre piccole dimore ben mantenute. Una di queste ospita l’incantevole caffetteria e boutique Endless Summer. Molti shophouse nella vecchia Phuket Town sono stati trasformati in caffetterie, hotel e guesthouse ricchi di fascino.

5. Visita ai Templi: Big Buddha e Wat Chalong

 

Anche in una giornata di pioggia, una visita ai templi di Phuket può essere un’esperienza magica e mistica. Il Big Buddha, situato in cima al Nakkerd Hill, offre una vista mozzafiato sull’isola, particolarmente suggestiva con la nebbia che si alza durante la pioggia. Questa gigantesca statua bianca, alta 45 metri, non è solo un’attrazione turistica ma anche un simbolo di pace e spiritualità.

Il Wat Chalong, uno dei templi più importanti di Phuket, è famoso per la sua architettura intricata e il suo ricco decoro. È dedicato a due monaci, Luang Pho Chaem e Luang Pho Chuang, che hanno avuto un ruolo fondamentale nell’aiutare la popolazione locale durante la rivolta dei minatori di stagno nel 1876. Durante la pioggia, i giardini e le strutture del tempio assumono una bellezza eterea, con l’acqua che aggiunge un senso di serenità e rinnovamento. La pioggia non diminuisce la bellezza di questi luoghi sacri, ma piuttosto aggiunge una dimensione diversa e unica alla visita.

6. Esplora la Baia di Phang Nga

 

Non lasciate che un po’ di pioggia vi impedisca di esplorare la meravigliosa Baia di Phang Nga. Questa zona, nota per la sua mozzafiato bellezza naturale, è sorprendentemente affascinante anche con il tempo nuvoloso. La nebbia e la pioggia leggera aggiungono un tocco mistico alle imponenti formazioni calcaree e alle acque verdi. La famosa James Bond Island, con la sua iconica roccia a forma di ago, è ancora più suggestiva sotto un cielo nuvoloso. Inoltre, i tour in barca nella baia offrono un’esperienza unica, perfetta per ammirare questi paesaggi maestosi da una prospettiva diversa, indipendentemente dal tempo. .

 

Phuket, la più grande isola della Thailandia e la principale destinazione balneare.

Phuket, la più grande isola della Thailandia e la principale destinazione balneare.

Phuket, la più grande isola della Thailandia e la principale destinazione balneare, si trova a circa 860 chilometri a sud di Bangkok. E’ nota come “la Perla delle Andamane” e non è difficile capirne il perché. Collegata alla terraferma da una strada rialzata (Ponte Sarasin), si offre al visitatore con le sue distese di sabbia bianca, bagnate da trasparenti acque turchesi. A fare da sfondo a questo paesaggio acquatico, il verde delle colline, la jungla e boschetti di palme da cocco. Sulla via delle principali rotte tra l’India e la Cina, l’isola si è sviluppata in origine grazie allo sfruttamento dello stagno e della gomma. L’intenso traffico commerciale dell’epoca conferiva al luogo un sapore cosmopolita. Tra il  XVIII ed il XX secolo, i ricchi depositi di stagno di Phuket hanno agito come calamita per i commerci. Arrivarono per primi i cinesi con le loro tradizioni, seguiti dalle compagnie minerarie europee di Portogallo, Olanda e Francia che Re Rama V il Grande invitò per aiutare lo sviluppo dell’industria. Questi visitatori fecero profitto e trasformarono Phuket in una piccola casa lontano da casa, influenzando anche lo stile architettonico delle costruzioni. Consigliamo per questo la visita del capoluogo Phuket Town. Ora l’aspetto internazionale di Phuket non è mutato, ma sono cambiati i protagonisti: non più importanti commercianti, ma visitatori provenienti da ogni parte del pianeta, sedotti dalla natura rigogliosa dell’isola, dal suo mare e dall’ospitalità dei suoi abitanti. La varietà del paesaggio è la principale ricchezza del posto. L’isola, che è dominata da una catena di montagne in direzione nord-sud lungo la costa occidentale, comprende numerosi microclimi e una sorprendente varietà di flora e fauna alternando promontori rocciosi a lunghe e ampie spiagge a mezzaluna, scogliere calcaree a colline ricoperte da foreste tropicali. Lunga 54 Km e larga 22, ha 17 spiagge di sabbia bianca, un panorama estremamente variegato e, tutto intorno, uno spettacolare collier di oltre 30 tra isole ed isolette.  A Phuket il fan del mare e della tintarella trova il luogo ideale. Non importa se sotto l’ombrellone e con tutti i confort che offrono attrezzatissime strutture turistiche o in luoghi appartati. Ma, soprattutto, la Perla delle Andamane è il luogo che permette a ciascuno di trascorrere una vacanza secondo i propri gusti, ritmi ed esigenze. A Phuket ci sono solo due stagioni: quella delle piogge e quella estiva che va da novembre ad aprile. La temperatura media dell’isola è tra i 25 e i 32 gradi tutto l’anno, leggermente più fresca durante la stagione delle piogge, molto calda nel mese di aprile. Siamo vicinissimi all’Equatore ed a Phuket le ore di luce corrispondono perfettamente alle ore di buio.

spiagge phuketSpiagge: Patong è la principale località turistica dell’isola ed il centro della vita notturna. Cuore della città è la famosa Bangla Road, una via pedonale consacrata alla celebre nightlife di Patong. Se siete attratti dal fascinoso relax del tutto servito oppure dall’ebbrezza dell’avventura, il mare di Phuket è sempre lì a farsi ammirare, in tutte le sfumature dal blu al celeste più brillante. Mai Khao è la spiaggia più lunga dell’isola. Un luogo che deve avere qualcosa di speciale se anche enormi tartarughe liuto vengono qui ogni anno a depositare le uova. Parte integrante del Parco Nazionale di Serinat, la spiaggia di Nai Yang è tutta circondata da pini e rappresenta il posto ideale per assaporare indisturbati il dolce far niente o per pic nic, tra un tuffo e l’altro. Chi vuole una nota esotica in mezzo all’azzurro del cielo e il blu del mare deve andare alla Spiaggia di Rawai, un posto incantevole circondato da palme, nota anche per il villaggio degli “Zingari del Mare. Qui vivono i sea gipsies, minoranza di pescatori originariamente nomadi di origine Malese. Karon e Kata Beach sono spiagge abbastanza tranquille in cui persiste un buon rapporto tra natura ed urbanizzazione. Una vita notturna pacatamente movimentata, un’ottima offerta di ristorazione ed ottime strutture ricettive fanno di queste località le più adatte ad assecondare le aspettative ed i gusti di diversi target di viaggiatori: dai single alle famiglie con bambini. Nui Beach è una bellissima spiaggia di Phuket. Di dimensioni ridotte vi è anche una piccola cascata alle spalle. E’ sulla strada per Karon/Kata Beach. Si può raggiungere anche in barca mettendosi d’accordo con l’accompagnatore anche per farsi venire a prendere al ritorno. Nai Harn Beach è una spiaggia deliziosa collocata nel luogo più a sud della costa occidentale dell’isola, da qui si può osservare un bellissimo tramonto. Laem Singh presenta uno scenario suggestivo con una cava rocciosa che si trova vicino alla spiaggia di sabbia bianca. E’ piuttosto isolata ma la fatica per raggiungerla viene ampiamente ripagata una volta arrivati.

Attrazioni ed attività: Ci sono innumerevoli attività da svolgere per i visitatori a Phuket: tra tutte, naturalmente, gli sport acquatici ma anche golf, trekking, gite nella foresta sul dorso degli elefanti. E’ possibile abbandonarsi alle attenzioni ed ai trattamenti di un centro benessere oppure dedicarsi al relax e gustare pasti a base di pesce freschissimo. Se non fossero sufficienti le spiagge dell’isola e avete in mente strisce di sabbia bianchissima e deserta, allora noleggiate una barca e navigate verso lidi più solitari. Spendendo qualcosa in più e partendo dalla costa in orari desueti si eviterà di incrociare tutti coloro che, come voi, inseguono il loro sogno.

Le isole vicine si possono raggiungere partendo dai seguenti porti:
Rawai Beach. Un vecchio porto locale, è da qui che le barche a “coda lunga” (long tail boats) partono per le isole vicine come Koh Lui, Koh Racha Yai, Koh Thon Mai, Koh Lon, ecc.  Il prezzo del noleggio dipende dalla distanza.
Ao Chalong. E’ il più grande porto di Phuket ed effettua anche la manutenzione per tutti i tipi di imbarcazioni, tra cui yacht e motoscafi.
Ao Makham. Situato nei pressi di Cape Panwa, questo porto serve quasi esclusivamente navi militari e navi . Ao Sapam (Lagoon). Questo porto è riservato alle barche delle società che organizzano tour.

Miglior periodo per andare: da Dicembre ad Aprile

Come arrivare
Sono numerose le opzioni per raggiungere l’isola e per muoversi una volta arrivati. Compagnie aeree nazionali e internazionali servono l’aeroporto internazionale con voli diretti da numerose destinazioni in Thailandia e in Asia.
In treno. Non esiste un servizio di treno diretto a Phuket. I viaggiatori che optano per questa soluzione scendono solitamente alla stazione ferroviaria di Phun Phin nella Provincia di Surat Thani per proseguire in autobus per Phuket. Per ulteriori informazioni, visitate il sito www.railway.co.th.
In auto. Da Bangkok, prendere l’autostrada No.4 (Petchakasem Road) che attraversa Petchaburi, Prachuap Khiri Khan, Chumphon, Surat Thani e Phang Nga. Quindi attraversare il ponte, Sarasin Bridge, per Phuket. La distanza totale è di 860 km e il tempo di percorrenza è di circa 12 ore.
In autobus. Autobus con aria condizionata partono dal Bangkok Southern Bus Terminal per Phuket più volte al giorno. Visitate il sito www.transport.co.th per ulteriori informazioni. Disponibili servizi regolari di autobus tra Phuket e le province limitrofe come Krabi, Phang Nga, Chumphon, Koh Samui (bus / battello), Nakhon Si Thammarat, Ranong, Surat Thani , Satun, Hat Yai, Takua-Pa, e Trang. Le partenze avvengono dal Phuket Bus Terminal (Phang Nga Road).  In aereo. Il volo è probabilmente il modo più semplice per raggiungere l’isola. La maggior parte delle compagnie aeree nazionali operano diversi voli giornalieri verso Phuket da tutte le località. Operative anche numerose compagnie aeree internazionali che volano direttamente a Phuket da varie capitali asiatiche e non, tra cui Kuala Lumpur, Hong Kong, Penang, Singapore, Sydney, Abu Dhabi. L’aeroporto internazionale di Phuket si trova a circa 30 chilometri a nord di Phuket Town. I taxi fra Phuket Town e l’aeroporto costano circa 900 baht.
In traghetto. Esistono servizi regolari di barche tra Phuket e le isole vicine tra cui Koh Yao e Koh Phi Phi. Durante l’alta stagione (novembre-aprile), i viaggiatori possono anche viaggiare in barca tra Phuket e Koh Lanta. Traghetti da e per Phuket e Krabi (Ao Nang / Railey Spiaggia / Città di Krabi) operano tutto l’anno. Il viaggio dura circa 2 ore, a seconda delle condizioni atmosferiche.

I Tunnel Alluvionali di Tokyo.

I Tunnel Alluvionali di Tokyo.

Ecco come appaiono i tunnel alluvionali di Tokyo, una meraviglia dell’ingegneria sotterranea che protegge la città dall’improvviso innalzamento delle acque.
Questi tunnel, situati sotto le trafficate strade di TOKYO, sono uno straordinario esempio di moderna ingegneria giapponese.
Non solo drenano l’acqua piovana dalle aree urbane, ma forniscono anche vie di fuga di emergenza.
Costituiscono una parte vitale dell’infrastruttura della città e uniscono funzionalità e design straordinario.
I tunnel alluvionali di TOKYO sono una meraviglia dell’ingegneria idraulica.
Il sistema, noto come progetto G-CANS, è una serie di tunnel sotterranei ed enormi camere sotterranee costruite per prevenire le inondazioni nella città di TOKYO, che storicamente è stata vulnerabile allo straripamento dei fiumi durante le forti piogge e le stagioni dei tifoni.
Il progetto è sorprendente per dimensioni e complessità, con tunnel lunghi fino a 6,3 chilometri e gigantesche camere sotterranee in grado di trattenere l’acqua piovana in eccesso.
Queste camere sono così grandi che possono resistere fino a 60.000 metri cubi d’acqua.
Quando si prevede un’inondazione, queste camere possono pompare l’acqua lontano dalla città in un fiume vicino, riducendo il rischio di inondazioni catastrofiche a TOKYO.
Il progetto G-CANS è un esempio impressionante della capacità umana di gestire e controllare i capricci della natura attraverso l’ingegneria e l’innovazione.
Indubbiamente, si tratta di un risultato monumentale che dimostra l’ingegno e la determinazione dell’umanità nel proteggersi dai disastri naturali
Iraq: dove è nata la Storia.

Iraq: dove è nata la Storia.

Un viaggio in Iraq è un viaggio pionieristico in una terra che, dopo aver rappresentato la culla dell’umanità, dopo più di quattromila anni sta ancora plasmando, tra il deserto e la coppia di fiumi più famosa della Terra, il proprio Paese, martoriato da decenni difficili e che ora si sta lentamente aprendo ai più curiosi e intrepidi viaggiatori.

Qui in Mesopotamia nacque la parola. Qui in Mesopotamia nacque la Storia.

Se si prende infatti la nascita della scrittura come punto di demarcazione per separare la storia dalla preistoria, allora i popoli che abitarono in queste terre nei tre millenni precedenti la nascita di Cristo devono essere considerati coloro che hanno dato inizio alla Storia dell’umanità. La loro regione fu chiamata Mesopotamia (“terra tra i due fiumi”) dai Greci che così identificarono la vasta pianura compresa tra il Tigri e l’Eufrate.

Due fiumi che, come il Nilo in Egitto, hanno dato vita al lungo processo di civilizzazione dell’uomo: iniziando dall’agricoltura, reso possibile dal costante e ingente apporto d’acqua in una terra altrimenti arida, si è passati alla nascita delle città. Già dal IX millennio a.C. erano presenti conglomerati di case, circondate da un muro difensivo e con un luogo di culto: basti pensare a Gerico, in Palestina. Ma è qui che la somma di più edifici si fece luogo di vita comunitaria: Uruk viene identificata come la prima città, fatta da strade, mercati, piazze, luoghi di aggregazione urbana che richiamavano persone dalla campagna, protetti dalle possenti mura che si pensa siano state costruite dal mitico eroe Gilgamesh. E dal fiorire di più città, si è passati alla nascita dei primi stati: Sumeri, Accadi, Amorrei, Babilonesi, Assiri e Persiani. Popolazioni che sembrano appunto usciti dai libri di Storia e che qui hanno visto il fiorire delle loro civiltà, lasciando a noi posteri vestigia e siti archeologici di straordinaria importanza. Un viaggio in Iraq, ancora oggi, è un viaggio nella Storia dell’umanità, alla radice della scrittura e del concetto di divinità, alla ricerca delle prime città fatte da edifici monumentali come le ziqqurat e sulle notizie in parte bibliche, in parte storiche e in parte affidate alla leggenda che avvolgono la Mesopotamia antica. Ma è anche un viaggio nel mondo islamico, tra le città sante agli sciiti di Karbala, Najaf e Khufa. Un viaggio che si avventura tra le paludi mesopotamiche, conoscendo la popolazione Ma’dan che le abita ancora in modo tradizionale vivendo su palafitte. E soprattutto questo è un viaggio contemporaneo e completo, con un focus approfondito e prolungato della Regione autonoma del Kurdistan, la terra del popolo curdo che non riesce ad essere disegnata sugli atlanti ma dove il cuore batte forte.

Da Mosul, che dovrà nuovamente rinascere a Erbil, la cui cittadella è patrimonio dell’umanità passando per castelli, santuari cristiani arroccati tra le montagne, paesini che nascondo tesori e sorrisi accoglienti. Tra queste due città andremo alla scoperta, per la prima volta assieme, di territori mai visti che sapranno sorprenderci: dal monastero di San Matteo, risalente addirittura al IV secolo, alla cittadina di Lalish, sacra agli yazidi. Dal castello di Khanzad, avvolto dalle leggende, fino al monte Korek, luogo di villeggiatura caro ai locali, dove dormiremo tra le vette dei monti Zagros. Lungo la Hamilton Road arriveremo fino a Sulaymaniyah e oltre, attraversando montagne, cascate e boschi verdeggianti.

L’Iraq, dalle paludi mesopotamiche ai due grandi fiumi e fino all’altopiano curdo, è un viaggio carico di suggestioni e di grandi speranze, di fragilità e di una cultura sconfinata. Ma è soprattutto un lungo, lento viaggio nel tempo alle origini della Storia dell’umanità.