A Valencia, la Crida segna l’inizio delle Fallas 2025 .

A Valencia, la Crida segna l’inizio delle Fallas 2025 .

La città di Valencia ha dato il via alle sue celebrazioni più emblematiche con la famosa e tanto attesa Crida, l’evento che, ogni anno, segna ufficialmente l’inizio delle Fallas. Ieri, le Torri di Serranos hanno fatto da sfondo all’emozionante discorso delle Falleras Mayores di Valencia, che hanno invitato cittadini e visitatori a godersi la magia della festa. Uno spettacolo di luci, suoni e fuochi d’artificio ha accompagnato questo momento unico, inaugurando settimane ricche di tradizione, spettacoli pirotecnici e arte.

L’Esposizione del Ninot: l’arte fallera al suo massimo splendore
Da settimane, l’Esposizione del Ninot è aperta al pubblico presso il Museo delle Scienze Principe Felipe. Qui i visitatori possono ammirare gli oltre 700 ninots presentati dalle commissioni Falleras, tutti alla ricerca del desiderato indulto, un riconoscimento che permetterà a una di queste figure di essere salvata dall’incendio e di entrare a far parte del Museo Fallero.

Iniziano le Mascletás in Plaza del Ayuntamiento
Il 1° marzo segnerà l’inizio di uno degli eventi più attesi delle Fallas: le mascletás. Ogni giorno, alle 14:00, Plaza del Ayuntamiento vibrerà al ritmo delle esplosioni della polvere da sparo, regalando un’esperienza sensoriale unica che attira migliaia di visitatori. Quest’anno, il calendario pirotecnico vedrà la partecipazione di alcune delle migliori aziende del settore, garantendo spettacoli visivi e sonori emozionanti fino al 19 marzo, il giorno di San Giuseppe.

Disponibili i biglietti per accedere alle Fallas della Sezione Speciale
Dal 21 febbraio è possibile acquistare sul sito della Fundación Visit València i biglietti che consentono l’accesso all’interno di nove dei monumenti più spettacolari della Sezione Speciale, che competono nella categoria più alta delle Fallas. Validi per il 16, 17, 18 e 19 marzo, questi voucher offrono un’opportunità esclusiva per evitare la coda e ammirare nel dettaglio queste straordinarie creazioni. Inoltre, è possibile prenotare diverse visite guidate, come il “tour mattutino” e il “tour pomeridiano” (validi dal 16 al 18 marzo), oltre al suggestivo “tour notturno della cremà” del 19 marzo, che consente di vivere l’essenza delle Fallas da una prospettiva privilegiata.

Salar de Uyuni Bolivia.

Salar de Uyuni Bolivia.

1.Il Salar de Uyuni in Bolivia

1.1. Dove si trova il Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni, un vasto e sconfinato deserto di sale, è situato nella parte sud-occidentale del paese andino della Bolivia. Specificatamente, è localizzato nel Dipartimento di Potosí, uno dei nove dipartimenti che compongono il paese. Questa enorme distesa di sale occupa un’area impressionante di oltre 10.582 chilometri quadrati,  vicino alla punta della Cordigliera delle Ande. E’ il più grande deserto di sale del mondo. Geograficamente, il Salar de Uyuni è abbastanza vicino al confine con il Cile a ovest, e il punto di partenza più comune per i viaggiatori che desiderano visitare questo luogo unico è la cittadina di Uyuni, situata a nord-est del deserto di sale.

1.2. Perché andare al Salar de Uyuni

Viaggiare al Salar de Uyuni è un’esperienza indimenticabile. L’immensità dell’orizzonte bianco infinito offre un paesaggio quasi alieno, e la vista del cielo riflesso nelle acque piovane (durante la stagione delle piogge, l’estate) trasforma il salar in uno specchio gigante, fondendo cielo e terra in un unico panorama mozzafiato.
Il Salar è anche la casa di una diversità di vita selvatica; è comune vedere gruppi di fenicotteri rosa che si nutrono nelle acque salmastre delle lagune nel Sur Lípez e le “isole” popolate da  cactus giganti, come l’Isola Incahuasi, offrono un contrasto stridente al paesaggio altrimenti piatto.

1.3. Quando andare nel Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni può essere visitato in qualsiasi momento dell’anno, ma l’esperienza varia a seconda della stagione. Durante la stagione secca (maggio-novembre), il Salar si presenta come una distesa bianca e croccante di cristalli di sale. Durante la stagione delle piogge (dicembre-aprile), il Salar diventa un gigantesco specchio, riflettendo perfettamente il cielo e creando illusioni ottiche incredibili.

Salar de Uyuni Bolivia- laguna con vigogne
1.4. Come arrivare al Salar de Uyuni

Esistono vari modi per raggiungere il Salar de Uyuni, a seconda del punto di partenza e della preferenza personale per il tipo di viaggio.
Se stai partendo da La Paz, la capitale della Bolivia, hai diverse opzioni. Puoi prendere un volo da La Paz a Uyuni. Ci sono voli giornalieri con Amaszonas e BOA (Boliviana de Aviación), il volo dura circa un’ora. Un’altra opzione è prendere un bus, che impiega circa 10-12 ore per raggiungere Uyuni.

C’è un servizio di bus notturno con la compagnia Todo Turismo, che è più confortevole e offre pasti a bordo. Il bus parte da La Paz alle 20:00 e arriva a Uyuni alle 6:30 del mattino successivo.
Se stai partendo da Potosí, che è molto più vicino al Salar, puoi prendere un bus per Uyuni. Il viaggio dura circa 4-5 ore, e ci sono diverse partenze durante il giorno. Panasur e Trans Emperador sono due delle compagnie di autobus che offrono questo servizio.

Per raggiungere il Salar da San Pedro de Atacama, in Cile, ci sono tour organizzati che durano da 3 a 4 giorni. Questi tour includono trasporti, alloggi e pasti, e ti permettono di esplorare vari luoghi lungo il tragitto, tra cui le lagune, geyser, sorgenti termali e la riserva di fauna andina Eduardo Avaroa, oltre al Salar de Uyuni.

Per raggiungere Tupiza, una cittadina nella parte meridionale della Bolivia famosa per i suoi paesaggi del tipo “far west”, da cui partono quelli che considero i belli e completi tour per scoprire il Salar e il Sur Lípez, puoi prendere un autobus da La Paz , Potosí o da Uyuni. Il viaggio in bus  da La Paz dura una notte circa  (la partenza dalla capitale è alle 19.30) mentre il viaggio da Potosí dura circa 4 ore, con partenze mattutine e pomeridiane.

Attenzione:  gli orari e i servizi possono variare, quindi   verifica in anticipo con le singole compagnie di trasporto. Ricorda anche che le condizioni meteorologiche possono influenzare i tempi di viaggio, soprattutto durante la stagione delle piogge.

Salar de Uyuni Bolivia- altitudine
1.5. A che altezza si trova il Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni si trova a un’altitudine di circa 3.656 metri sopra il livello del mare; è uno dei luoghi più alti al mondo accessibili ai turisti. A quest’altitudine, l’aria è sottile e può provocare sintomi di mal di montagna in alcune persone. È importante che i visitatori si acclimatino alle altitudini più elevate prima di esplorare il Salar.

1.6. Come fotografare nel Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni offre un’infinità di opportunità fotografiche uniche e stupefacenti. La vastità, la straordinaria luminosità e l’unicità del paesaggio possono essere sfruttate per creare immagini incredibili e molto diverse a seconda della stagione.
Durante la stagione delle piogge, da dicembre ad aprile, il Salar si trasforma in un gigantesco specchio, creando un effetto di riflesso perfetto del cielo. Per ottenere la migliore immagine possibile, cerca di scattare all’alba o al tramonto, quando la luce è più morbida e i colori sono più intensi.

Inoltre, è il momento in cui il vento è generalmente più calmo, garantendo che la superficie dell’acqua sia perfettamente liscia e riflettente. Ad esempio, potresti catturare l’immagine di una persona o di un oggetto con il cielo che si riflette intorno, dando la sensazione che stiano fluttuando in mezzo al nulla.

Un altro fantastico trucco fotografico da sfruttare durante la stagione delle piogge è l’uso della simmetria. Utilizzando la riflessione perfetta del cielo nell’acqua, puoi scattare foto con una simmetria perfetta, mettendo il soggetto al centro dell’immagine.

Salar de Uyuni Bolivia- esagoni di sale
Durante la stagione secca, da maggio a novembre, la struttura esagonale del sale offre un’opportunità per scattare foto molto particolari. La struttura del sale può essere utilizzata come elemento di composizione per creare linee e forme geometriche interessanti nelle tue immagini. Ad esempio, potresti scattare una foto a livello del suolo, mettendo in primo piano le strutture esagonali del sale, con l’orizzonte e il cielo come sfondo.

Salar de Uyuni Bolivia- foto di effetti
Un altro fantastico trucco durante la stagione secca è sfruttare l’orizzonte infinito e la mancanza di punti di riferimento per creare illusioni ottiche divertenti e creative. Puoi giocare con la prospettiva e le dimensioni per fare sembrare che una persona sia enormemente grande o piccola rispetto al paesaggio circostante. Ad esempio, potresti scattare una foto con una persona in lontananza che sembra stare sulla mano di un’altra persona in primo piano.

In ogni caso, non dimenticare mai che la cosa più importante è godersi l’esperienza e il magnifico paesaggio che vi circonda. Il Salar de Uyuni è un luogo unico al mondo, e ogni foto che scattate sarà un ricordo prezioso di questo straordinario viaggio.

Salar de Uyuni Bolivia- cielo stellato
1.7. Come osservare il cielo del Salar de Uyuni

L’osservazione delle stelle nel Salar de Uyuni è un‘esperienza unica e magica. Grazie all’altitudine elevata, alla mancanza di inquinamento luminoso e all’aria estremamente chiara e secca, le condizioni per l’osservazione del cielo stellato sono eccezionali. Di notte, il cielo sopra il Salar si illumina di un tappeto di stelle e il chiarore della Via Lattea è visibile a occhio nudo in tutto il suo splendore, un’esperienza che toglie il fiato.

Data la sua ubicazione nell’emisfero sud, da Uyuni è possibile osservare una serie di costellazioni e corpi celesti che non sono visibili da molte parti dell’emisfero nord. Tra queste, le più famose sono la Croce del Sud, la costellazione più facilmente riconoscibile dell’emisfero sud, e le Nubi di Magellano, due galassie satelliti della nostra Via Lattea visibili ad occhio nudo come macchie luminose nel cielo notturno. Inoltre, in certe notti, si può essere fortunati a vedere i bagliori del fenomeno astronomico noto come “luce zodiacale“.

Per organizzare una sessione di osservazione delle stelle, è meglio pianificare la visita durante la stagione secca (maggio-novembre), quando il cielo è più spesso sereno. Tuttavia, durante la stagione delle piogge, se le condizioni atmosferiche lo permettono, l’esperienza può diventare ancora più straordinaria, con le stelle che si riflettono sulla superficie d’acqua del Salar, creando l’effetto di essere sospesi nell’universo. In ogni caso, è importante vestirsi adeguatamente, dato che le temperature notturne possono scendere considerevolmente.

Salar de Uyuni Bolivia- binari nel nulla

1.8. Come si è formato il Salar de Uyuni

Il Salar de Uyuni si è formato a seguito dell’evaporazione di antichi laghi che esistevano nella regione, circa 30.000-42.000 anni fa. Si crede che questi laghi fossero collegati all’Oceano Pacifico attraverso un antico sistema fluviale.
Tuttavia, a causa dei cambiamenti geologici e climatici nel corso del tempo, l’area si è lentamente trasformata in due laghi principali, il Lago Minchin e il Lago Tauca. Alla fine, questi laghi si sono prosciugati, lasciando dietro di sé un paesaggio coperto di sale e minerali.

Salar de Uyuni Bolivia- sale
1.9. I tesori del Salar de Uyuni: i minerali

Il Salar de Uyuni è una preziosa fonte di vari minerali. È il più grande deposito di litio del mondo, con una stima del 50-70% delle riserve globali di questo metallo. Il litio è un componente chiave nelle batterie ricaricabili, rendendo il Salar un’area di grande interesse economico. Oltre al litio, il Salar contiene anche grandi quantità di sale, potassio, magnesio e boro.

Salar de Uyuni Bolivia- laguna colorada
1.10. La natura del Salar de Uyuni

Nonostante sia un ambiente estremamente salino e apparentemente inospitale, il Salar de Uyuni e le lagune limitrofe ospita una varietà di flora e fauna. Tra gli uccelli più comuni ci sono i fenicotteri, presenti qui con ben 3 specie: l’Andino, il James e il Cileno. Inoltre, sulle isole del Salar, si possono trovare cactus giganti e colonie di viscache, un roditore simile al cincillà. Una varietà di specie di piante tolleranti al sale crescono nelle aree marginali

1.11. Guerre stellari

Il Salar de Uyuni ha una connessione speciale con la popolare serie di film di Guerre Stellari. Nel film “The Last Jedi“, le scene del pianeta Crait, caratterizzato da una superficie bianca e rossa, sono state girate nel Salar.
Questa connessione ha portato un nuovo interesse e fascino al Salar de Uyuni, attirando fan di Guerre Stellari da tutto il mondo desiderosi di vedere la “location stellare” di persona.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!

2. Salar de Uyuni Cosa Vedere

Sicuramente, per prima cosa, finalmente ammirerai da vicino il tanto decantato  Salar de Uyuni,  il lago salato più grande del mondo. Attraversarlo è una sensazione veramente surreale. Bianco sotto e il blu del cielo sopra la testa. E’ come correre su un enorme ghiacciaio; in poco tempo, si perdono completamente i punti di riferimento (per fortuna c’è la guida)!

Tutta l’area che visiterai durante un tour è veramente particolare, selvaggia e ultraterrena. Percorrerai chilometri e chilometri senza incontrare nessuno, imbattendoti in  diverse meraviglie della zona, come la bellissima Laguna Verde  o il geyser “Sol de Manana” o ancora la splendida Laguna Colorada, abitata da tantissimi fenicotteri.

Per non parlare poi dell’”Arbol de Piedra“, una incredibile formazione rocciosa plasmata dal vento. Pensa poi che l’isola Incahuasi, al centro del Salar de Uyuni, ospita diverse specie di cactus che crescono fino a 7 metri di altezza a un ritmo di 1 centimetro all’anno. Alcuni di questi hanno un’età di circa 700 anni!

Sinceramente ritengo che arrivare a Uyuni e visitare la zona con un tour giornaliero sia una delle più grandi occasioni di viaggio sprecate nella propria vita 😉
Quindi in questo post mi concentrerò solo ed esclusivamente su un tour di 3 o 4 giorni, che può essere realizzato in vario modo; con andata e ritorno su Uyuni, con partenza da Uyuni e arrivo a San Pedro di Atacama o viceversa o con partenza da Tupiza e arrivo a Uyuni o viceversa.

Ecco allora i principali luoghi che potrai ammirare durante un tour al Salar del Uyuni

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!
2.1. Il cimitero dei treni

Nella periferia deserta di Uyuni troverai l’affascinante e fotogenico “Cementerio de Trenes”.  E’ la prima tappa di un tour giornaliero o di più giorni in partenza da Uyuni mentre rappresenta la chiusura del viaggio provenendo da San Pedro de Atacama

E’ un posto decisamente singolare. I treni furono realizzati in  Gran Bretagna e servivano per trasportare i minerali estratti dal Salar sino  Antofagascta sulla costa cilena. La Bolivia non ha infatti sbocchi sul Pacifico. Quelli che vedrai sono i treni che riportarono a Uyuni i feriti nella guerra del Chaco, e che vennero curati dagli abitanti di Uyuni. Per questo motivo, la cittadina si fregia del titolo di “ Figlia prediletta della Bolivia”.

Purtroppo il crollo dell’industria mineraria negli anni ’40, rappresentò la fine dei sogni di gloria e locomotive e vagoni, una ventina circa, vennero lasciati dove si trovavano. Pian piano sono stati smantellati da mani avide di metallo da rivendere e dai turisti in cerca di souvenir particolari.

I venti salati di Salar de Uyuni hanno corroso buona parte dei treni, ma gli scheletri sono comunque ancora sufficientemente in forma  per essere esplorati e fotografati durante l’oretta di permanenza che solitamente viene destinata per la visita del cimitero.

Hotel di sale Salar de Uyuni Bolivia
2.2 Gli hotel di sale 

Il bisogno, si sa, aguzza l’ingegno. Con tonnellate e tonnellate di sale a disposizione, cosa di meglio che costruire case e edifici con questo materiale? Così, come gli esquimesi utilizzano il ghiaccio per i loro igloo, anche la gente del Salar ha sfruttato in modo creativo ciò che offre copiosamente l’ambiente circostante, creando hotel alternativi in cui tutto, dalle pareti e ai pavimenti, è costruito con  blocchi di sale.

Molti degli hostal utilizzati nel tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni sono fatti interamente di sale e proverai quindi l’ebrezza di passare sotto sale una notte!
Il più rappresentativo di questi hotel salati in Bolivia è il Palacio de Sal, situato appena fuori Colchani, dotato di centro benessere, una piscina, un ristorante in loco e persino un campo da golf salato.

Una curiosità: gli hotel e le abitazioni di sale hanno una durata di soli 10-15 anni, poiché la pioggia li scoglie e devono quindi essere interamente ricostruiti!

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!
2.3 L’isla Incahuasi

Nel cuore del  Salar de Uyuni scoprirai l’Isla Incahuasi, una delle principali attrazioni dei tour. Il nome, che significa “casa degli Inca” in lingua quechua, evidenzia l’importanza di questo posto per gli Inca. Prima dei veicoli a motore la gente del posto usava Isla Incahuasi come punto di sosta nell’attraversamento della distesa di sale. Questa collina è quanto rimane di un antico vulcano sommerso, quando nell’area del Salar si trovava un gigantesco lago, circa 40.000 anni fa.

Ancora adesso è possibile vedere sulle rocce o all’interno delle cavità, i resti di alghe e altri organismi fossilizzati. E’ uno dei punti più affascinanti del Salar. Dalla cima della collina, raggiungibile in poco più di 10 minuti con un comodo sentiero ad anello, si vede il deserto di sale con una vista a 360°. Pazzesco, bellissima!  Gli abitanti dell’isola sono, oltre alle graziose e cicciotte viscacce, cactus giganti che hanno centinaia di anni e crescono al ritmo di un centimetro all’anno.

La maggior parte di essi è alta più di due metri e alcuni raggiungono addirittura i 10 metri. Molti di loro c’erano già, probabilmente, ai tempi degli Inca!

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!
2.4. Colchani

A 20 chilometri circa da Uyuni ti imbatterai nel pittoresco villaggio di Colchani, che rappresenta la porta di ingresso al Salar. Questo piccolo paese, di circa 600 anime, ospita la più grande cooperativa di lavorazione del sale della Bolivia. Il Salar de Uyuni contiene circa 10 miliardi di tonnellate di sale, di cui 25.000 tonnellate sono scavate e lavorate ogni anno a Colchani.

Gli abitanti del paese utilizzavano il sale come oggetto di scambio con altre comunità indigene già da tantissimo tempo. Ogni anno carovane di lama percorrevano incredibili distanze (fino a 560 km fino a Tarija) trasportando sale, tornando con coca, mais e altre merci non prodotte nell’Altiplano.

I tour al Salar de Uyuni  includono anche una visita a una tradizionale fabbrica di sale, in cui vedere il processo di estrazione e raffinamento.  Il sale, una volta estratto ancora con pale e picconi, viene essicato nei forni alimentati con la thola, un arbusto che cresce abbondante da queste parti. Una volta raffinato e dopo l’aggiunta di iodio, è impacchettato e venduto.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorn-Arbol de Piedra
2.5 Arbol de Piedra 

Nel deserto di  Siloli, in prossimità della  Riserva Nazionale Fauna Andina di Eduardo Avaroa, ecco l’albero di pietra più noto e fotografato del mondo, che si puo ammirare con un tour di 3 o 4 giorni nel Salar de Uyuni. Alto 5 metri,  è stato modellato dall’erosione del vento,  rafforzato dalla presenza di sale e particelle di terra e di roccia, nel corso di milioni di anni.

La base dell’albero è prevalentemente di quarzo, mentre la parte superiore è costituita da ferro, più resistente ai venti. E’ stato dichiarato monumento naturale per proteggere la sua straordinaria struttura ed è l’unica roccia nella zona su cui è vietato arrampicarsi.

Valle de Rocas- Salar de Uyuni Bolivia
2.6 Valle de Rocas 

Sono diverse le  incredibili formazioni rocciose che potrai ammirare nel corso del tuo tour di 3 o di 4 giorni al Salar de Uyuni. La Valle de Rocas, ad esempio, dove si trova l’Arbol de Piedra, è lunga  diversi chilometri e si trova all’interno della Riserva Faunistica Eduardo Avaroa.

E’ punteggiata  da rocce insolite formatesi  nel corso di migliaia di anni a seguito dell’attività vulcanica e scolpite dall’azione erosiva del vento. A seconda dei punti di vista e dell’immaginazione personale, queste rocce possono assomigliare ad animali o oggetti, come la “Copa del Mundo” e “El Camel” (il cammello),ma troverai anche condor, rane, sfingi .

La Valle de Rocas è una delle località più belle e suggestive non solo della Bolivia ma di tutto il Sud America. È il luogo perfetto per scattare foto davvero incredibili, di quello che sarà sicuramente uno dei tour più memorabili che tu abbia mai fatto.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni-Terme di Polques
2.7. Le Terme di Polques 

Le sorgenti termali di Polques, riscaldate dall’attività vulcanica del vicino vulcano Polques, rappresentano un ottimo modo per rilassarsi alla fine di una lunga giornata o il modo migliore per iniziarla, durante un tour di 3 e 4 giorni al Salar de Uyuni.

Le sorgenti hanno un alto contenuto di minerali, che si dice siano ottimali per curare artrite e reumatismi. Le temperature dell’acqua è di circa 30 ° C.,  ma esternamente la temperatura può essere sotto zero o poco più alta. L’entrata e l’uscita dall’acqua, con temperature rigide,  rappresentano quindi un momento molto delicato

Una volta superato il difficile rito della svestizione, non ti pentirai di avere fatto questa scelta temeraria, standotene a mollo, magari con un bicchiere di vino in mano, ammirando gli splendidi panorami circostanti. Non ti aspettare però delle terme attrezzate di tutto punto: sono decisamente ruspanti, ma ne vale la pena!

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!
2.8. Laguna Colorada

La Laguna Colorada è una altra bellissima meta dei tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni. Non è difficile capire perché, quando la vedrai.  Si trova a una altezza di 4278 metri, nei pressi del confine cileno e si estende per una superficie di circa 6000 ettari. La profondità massima della laguna è di circa 1 metro e ½.  Il folklore locale  afferma che l’acqua  è rossa per il sangue degli dei. In realtà è un mix di alghe e di plancton.

Una delle principali attrazioni di laguna Colorada sono i fenicotteri, che prosperano grazie al plancton e alle alghe presenti nell’acqua. Qui è possibile ammirare tutte e tre le specie di fenicotteri del Sud America, cileno andino e di James, quest’ultimo ritenuto estinto fino a quando una piccola popolazione non fu scoperta nel 1956.

I fenicotteri diventano rosa nutrendosi di alghe e di Artemia salina, un minuscolo crostaceo ricco di carotenoidi, composti di cui sono ricche anche le carote.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni-laguna verde
2.9. Laguna Verde e Laguna Blanca 

Due altre meraviglie che potrai ammirare durante il tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni sono la laguna Verde e l’adiacente laguna Blanca, divise da una strada. A dir la verità, considerando la vicinanza al confine Cileno, questi due specchi d’acqua possono essere visitati anche con un tour giornaliero da San Pedro de Atacama.  La laguna Verde e la laguna Blanca si trovano ai piedi del vulcano Licancabur, a una altezza di 4350 metri slm.

Il nome laguna Verde deriva proprio dal colore verde smeraldo dell’acqua. Le sospensioni minerali di arsenico, magnesio, carbonato e calcio si mescolano con l’acqua proveniente dal sottosuolo, per dare alla laguna una colorazione che varia dal turchese allo smeraldo scuro a seconda di come la superficie sia “spazzolata” dal vento.  A differenza della laguna Colorada, qui non ci sono fenicotteri,  in quanto l’acqua è ricca di velenoso arsenico. In ogni caso gli spunti fotografici non mancano!

Il nome della laguna Blanca deriva anch’esso dal colore, dovuto dalla presenza di minerali, in particolare borace.

Sulle lagune incombe il vulcano Lincancabur di 5.916 metri. La sua sommità è stata utilizzata dalla NASA per preparare alcune missioni su Marte. Gli scienziati ritengono che la sottile atmosfera, l’elevata radiazione ultravioletta e le temperature siano simili a quelle presenti su  Marte prima che il pianeta diventasse privo di vita.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni-fenicotteri
2.10. Laguna Hedionda 

La laguna Hedionda, che visiterai durante un tour di 3 o 4 giorni al Salar de Uyuni, deve il suo nome (hedionda= puzzolente) al suo odore forte, pungente ma  sopportabilissimo, di zolfo. Possiede un alto contenuto salino del 66-80% e una profondità media di una ventina di centimetri. E’ frequentata dai fenicotteri che sono però di colore bianco, in quanto le microalghe presenti nella laguna sono povere di carotenoidi, che contribuiscono a dare la colorazione rosa delle penne dei fenicotteri che vivono nella laguna Colorada.

La laguna si presta però per ammirare altri uccelli, come diverse specie di anatre e esemplari di oca andina. Lama e alpaca possono essere visti al pascolo assieme alle più rare vigogne.  Hedionda si trova a 4121 meri di altezza; si ritiene che fosse frequentata 8000 anni a.C da cacciatori-raccoglitori.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni-Sol de la manana
2.11. Sol de Mañana

Sol de Mañana è un’area geotermica che si estende per oltre 10 km² a 4850 metri di altezza vicino a Salar de Uyuni, la più grande pianura salata del mondo. Questo bellissimo paesaggio ultraterreno è formato da geyser, funghi di fango gorgoglianti, avvolti dal caratteristico odore di zolfo.

Sol de Mañana è una zona desertica caratterizzata da attività vulcanica, oggetto di studio per un possibile utilizzo come fonte di energia grazie al suo potenziale geotermico.

Un fenomeno naturale che ti stupirà è il vapore caldo emesso dai geyser, che può raggiungere altezze fino a 15 metri. L’area prende il nome dal sole del mattino, in quanto è l’ora del giorno in cui il vapore emesso dai geyser è al massimo della sua intensità.  E’ il motivo per cui generalmente si parte prestissimo dall’hostal in cui si ha soggiornato per vivere l’alba qui. Terminata la visita è tradizione raggiungere le terme di Polques.

Salar de Uyuni Bolivia- Tupiza
2.12. Tupiza

Benvenuti a Tupiza, la porta d’ingresso verso l’affascinante sud della Bolivia. Anche se piccola, questa città è un tesoro nascosto, un punto di partenza ideale per esplorare le meraviglie circostanti, immersi in un paesaggio che sembra uscito direttamente da un film western.
Immagina montagne rosse bruciate dal sole, valli verdeggianti incastonate tra le Ande e formazioni rocciose di una bellezza mozzafiato, come la Puerta del Diablo, le Torre de Los Chicos e el Cañón del Inca. Questi luoghi, accessibili attraverso trekking o passeggiate a cavallo, ti immergeranno in un’atmosfera unica e affascinante, rendendo Tupiza un gioiello da non perdere.

E non dimentichiamo la storia di banditi e cowboy che avvolge la città, conferendole un fascino tutto particolare. Tupiza è, infatti, famosa per essere il luogo dove passarono i loro ultimi giorni i celebri banditi Butch Cassidy e Sundance Kid.

Nel cuore della città, le strade acciottolate e i mercati locali pulsano di vita. Qui, potrai deliziare il tuo palato con la cucina boliviana e scoprire l’artigianato locale, immergendoti nella ricca cultura della regione.

Ma l’aspetto che rende Tupiza veramente speciale è la sua posizione strategica: è il punto di partenza ideale per raggiungere il famoso Salar de Uyuni, una delle meraviglie naturali più stupefacenti del mondo.

Tupiza, dunque, è molto più di una semplice sosta. È un’esperienza, un’avventura, una storia che merita di essere scoperta. E chissà, forse diventerà il tuo racconto preferito da narrare una volta tornato a casa.

Salar de Uyuni Bolivia- Canyon Anaconda
2.13 Cañon dell’Anaconda

Il Cañón de la Anaconda è  circondato da spettacolari formazioni rocciose che si alzano a guisa di monumenti naturali. Prende il nome dal rio Anaconda che lo attraversa, serpeggiando come un gigantesco rettile attraverso l’arida bellezza del paesaggio, costituito da roccia color ocra dalle curve morbide e sinuose a creste affilate. Il fiume Anaconda, nel frattempo, scorre placido in fondo al canyon, un filamento d’argento che riflette la luce del sole e irrora di vita questa terra brulla.

3. Salar de Uyuni: Come Organizzare un Tour

3.1. Come scegliere l’agenzia locale

Il Salar de Uyuni e il Sur Lípez  sono la mecca del turismo boliviano. Qui si concentra la maggior parte degli interessi degli operatori turistici e qui, potenzialmente, si  rischia di  prendere cocenti arrabbiature e delusioni se non si stanno attenti a diversi particolari.
La realizzazione dei tour è praticamente in mano a decine di “padroncini”:  proprietari, co-proprietari o, in alcuni casi anche affittuari, di fuori strada che si mettono a disposizione delle agenzie  di viaggio, siano esse locali, nazionali o internazionali.
Lo stesso si può dire degli hostal presenti in diversi villaggi  dell’area, dove si cena e si passa la notte.
Organizzare un tour al Salar de Uyuni e nel Sur Lipez può essere un’esperienza entusiasmante, ma è importante prendere in considerazione vari aspetti per assicurarsi che il viaggio sia confortevole e sicuro.

Innanzitutto, scegli un tour operator affidabile. Ci sono molte agenzie a La Paz, Uyuni, Potosí e San Pedro de Atacama che offrono tour del Salar e del Sur Lipez, che variano da un giorno a una settimana o più.
Le agenzie più affidabili sono quelle con buone recensioni online e una lunga storia di attività in zona. Assicurati di chiedere dettagli sul tour, come la sistemazione, i pasti inclusi, e i siti che verranno visitati.

Qui faccio una prima distinzione: cosa vuol dire prenotare con una agenzia locale o una italiana.
E’ probabile che  prenotare un tour in Italia  avrà dei costi maggiori rispetto ad acquistarlo a livello locale, ma ha l’enorme vantaggio di essere tutelati dal punto di vista legale dalle normative comunitarie in tema di turismo. Per cui qualsiasi cosa succeda durante il tour è l’agenzia o il tour operator italiano che ne risponde; viceversa con un operatore locale non sarà facile far valere i propri diritti se qualcosa andrà storto.

Salar de Uyuni Bolivia- jeep sul salar
Privilegiare i piccoli gruppi

I tour di solito sono organizzati in piccoli gruppi e prevedono un itinerario che copre diversi punti di interesse. La maggior parte dei tour include una visita al cimitero dei treni, alla città di Colchani, all’isola Incahuasi, e naturalmente, tempo per esplorare e fotografare la vastità del Salar. I tour più lunghi possono includere anche il Sur Lipez, famoso per le sue lagune colorate, i geyser, le sorgenti termali e la fauna selvatica.

A meno di essere molto tirati con il budget, non è mai una buona idea giocare al ribasso e affidarsi all’operatore che pratica il miglior prezzo. Ricordati che nessuno regala nulla nel turismo, per cui se un tour costa poco, vuol dire che l’operatore avrà  fatto quadrare i conti tirando la classica cinghia su diverse cose.
Ad esempio chiedi quale è il numero massimo di persone presenti sui fuoristrada. La norma sono 6 persone, però alcuni operatori  hanno un numero massimo di 4 persone, per rendere il viaggio più confortevole.


3.2. Soggiornare nel tour

Un altro aspetto da considerare è dove si passa la notte; è norma soggiornare in hostal  senza riscaldamento (è comune in Sud America non avere  riscaldamento nelle abitazioni). Però si può dormire in camerate con bagni in comune (soluzione low cost) o in camere private con bagno dedicato e doccia calda.
Anche la qualità dei pasti può variare a seconda del costo del tour.
Salendo di quota si può soggiornare nei pochi alberghi dotati di riscaldamento.
Dai un’occhiata allo stato dei pneumatici;  nella zona del Salar è abbastanza normale cercare di allungare il più possibile la vita di una gomma, per cui battistrada al limite sono nella norma.

Salar de Uyuni Bolivia- ciclista solitario
3.3. Organizzare il tour in autonomia

Per quanto riguarda l’organizzazione di un tour da soli, è importante ricordare che il Salar de Uyuni è un ambiente estremamente remoto e potenzialmente pericoloso per chi non è esperto. Senza una guida esperta, è facile perdersi, e le condizioni meteo possono cambiare rapidamente. Inoltre, guidare in altitudine può essere faticoso e pericoloso per chi non è abituato.
Per queste ragioni, ti sconsiglio di tentare di organizzare un tour in autonomia, a meno che non si abbia una notevole esperienza di viaggi off-road e si sia completamente preparati per le sfide che potrebbero sorgere.

3.4. Cosa portare e come vestirsi nel tour al Salar de Uyuni

Ecco alcuni miei consigli su cosa portare e come vestirsi per godersi  il tour al Salar de Uyuni,

  1. Vestiti a strati: Le temperature al Salar possono variare notevolmente tra il giorno e la notte. Inizia con abbigliamento leggero per le ore diurne, ma non sottovalutare l’importanza di una giacca pesante ( i piumini “urbani” vanno benissimo) , maglioni e persino guanti e cappelli per le fredde notti.
  2. Protezione solare: A causa dell’altitudine elevata e della riflessione del sale, i raggi solari sono particolarmente intensi. Oltre a una crema solare ad alto fattore, porta un cappello a falde larghe e occhiali da sole con protezione UV.
  3. Scarpe comode: Anche se il terreno può sembrare piatto, le superfici irregolari sono comuni. Opta per scarpe chiuse. Se prevedi escursioni più lunghe, scarpe da trekking sono l’ideale.
  4. Idratazione: L’altitudine e il clima secco possono disidratare rapidamente. Bevi frequentemente; nei tour, oramai, l’acqua è sempre disponibile e  inclusa nella quota.
  5. Macchina fotografica: La vastità e la luminosità del Salar offrono opportunità fotografiche incredibili, specialmente all’alba e al tramonto. Oltre a caricatori e batterie extra, considera un treppiede per scatti in condizioni di scarsa illuminazione.
  6. Kit di pronto soccorso: Include medicinali di base per mal di testa, mal d’altitudine, cerotti, disinfettante e eventualmente una crema post-solare in caso di scottature.
  7. Burro di cacao  e crema idratante: Proteggi la pelle e le labbra dall’aridità con prodotti idratanti. Una crema per le mani può anche rivelarsi utile.
  8. Snack e cibo: Sebbene il tour possa offrire dei pasti, avere snack come frutta secca, noci o barrette energetiche ti darà l’energia necessaria durante le escursioni.
  9. Equipaggiamento extra: Una torcia o una frontale sono utili per le prime ore del mattino o la sera. Se hai intenzione di pernottare, un sacco a pelo di qualità ti terrà al caldo nelle fredde notti.

4. Salar de Uyuni: Altitudine e Mal di Montagna 

Il Salar de Uyuni, in Bolivia, è noto per le sue impressionanti altitudini. Durante un tour tradizionale di 3 giorni, si raggiungono quote da 3650 metri (Uyuni) fino a 4850 metri (Sol de Mañana). Queste altitudini possono risultare problematiche, dando origine al mal di montagna, o “soroche”, come viene chiamato in Bolivia.

I sintomi del mal di montagna includono mal di testa, nausea, vertigini e difficoltà respiratorie. Prevenire questi sintomi richiede una corretta pianificazione.
Se arrivi in Bolivia dall’Italia, è consigliabile trascorrere una settimana adattandosi, magari iniziando da luoghi di altitudine inferiore come Santa Cruz (373 metri). Mentre un viaggio che inizia dal Perù, ad esempio da Cusco (3399 metri) o Lago Titicaca (3800 metri), può offrire una transizione più morbida.

Per prevenire il mal di montagna, segui questi consigli:

  • Respira profondamente.
  • Evita l’alcool; l’altitudine potenzia i suoi effetti.
  • Idratati abbondantemente.
  • Dormi almeno 8 ore a notte.
  • Preferisci pasti leggeri e frequenti.
  • Acclimatati lentamente.
  • Presta attenzione ai sintomi e non sottovalutare la malattia di altitudine.
  • Prova il tè alla coca, tradizionale in Bolivia.
  • Consulta un medico prima di assumere farmaci come l’acetazolamide.

Con una pianificazione accurata e seguendo queste raccomandazioni, il tuo viaggio al Salar de Uyuni sarà un’esperienza indimenticabile.

Salar de Uyuni: tour di 3 e 4 giorni. Cosa vedere, cosa sapere!

5. Salar de Uyuni: Tour di 3 giorni

Ecco il classicissimo  tour di 3 giorni/ 2 notti per immergersi nel Salar de Uyuni, dove l’aria è frizzante e i colori sono così brillanti da sembrare irreali. Un’avventura in tre giorni che ti farà scoprire le meraviglie naturali di quest’area, da Uyuni alla Isla Incahuasi, passando per la laguna Colorada, alle Terme di  Polqui, il Sol de Mañana e tanti altri magnifici luoghi.

1° giorno: Uyuni – Isla Incahuasi – Candelaria

Il primo giorno inizia con la partenza da Uyuni verso le  10.30. Prima tappa? Il Cementerio de Trenes, a una manciata di minuti di distanza. È un vero e proprio museo all’aperto, pieno di vagoni e locomotive del 1800. Non male come antipasto, eh? Dopodiché, la prossima fermata sarà a Colchani, dove potrai vedere come viene lavorato il sale. E, parlando di sale, poi ci dirigiamo verso il primo hotel di sale, che ora è un museo, giusto nel cuore del Salar.

Pronti a scatenare la fantasia dopo pranzo? Bene, perché il Salar di Uyuni è perfetto per le foto pazze che ti divertirai a scattare, grazie all’assenza di prospettiva.
Successivamente, raggiungeremo  Isla Incahuasi, una mecca per gli amanti dei cactus giganti. E  preparati poi per uno dei tramonti più belli che tu abbia mai visto.


2° giorno: Candelaria – Laguna Colorada – Polqui

Partenza per le 7:30 per il Salar de Chiguana, una pittoresca salina locale. Da lì, si passa al Mirador Ollague per ammirare il vulcano semi-attivo e le sue rocce vulcaniche.
E’ poi la volta di un trittico di lagune: Cañapa, Hedionda, ricca di fenicotteri e Honda, piena di uccelli di ogni tipo. Dal Desierto de Siloli, attorniato da  montagne colorate,  si raggiunge il  famoso Árbol de Piedra, una sorta di monumento naturale circondato da formazioni rocciose erose dal vento.

Si visita poi  la Laguna Colorada, situata a un’altitudine di 4.350 metri. I suoi 60 km² di superficie si tingono di rosso grazie ad alghe e plancton. Ed ecco  i fenicotteri, ce ne sono a migliaia! Imperdibile il Sol de Mañana, con i suoi  geyser e fumarole; relax finale a Polques, dove troverai delle sorgenti termali perfette per un bagno sotto le stelle.


3° giorno: Polqui – Laguna Verde – Italia Perdida – Uyuni

Il terzo giorno comincia con una visita al Desierto de Dalí, noto per i suoi colori surrealisti che ricordano i quadri del famoso pittore. Poi, andiamo alla Laguna Verde, un lago smeraldo ad alta quota, ricco di arsenico e magnesio, proprio ai piedi del vulcano Licancabur.

Si torna poi alle sorgenti termali prima di andare alle lagune Kollpa e Hedionda Sur. Il prossimo è Italia Perdida, una valle dove il vento ha scolpito gruppi di rocce in forme bizzarre. La storia del nome è un mistero, ma alcuni dicono che un gruppo di italiani si sia perso qui molti anni fa.

Dopo, è la volta della Laguna Negra, un angolo segreto con uno sfondo nero a causa delle alghe, immerso in una straordinaria mescolanza di altipiano e canyon rocciosi. Infine, intraprendiamo il viaggio di ritorno a Uyuni, dove arriveremo intorno alle 19. 30.

6. Salar de Uyuni: Tour di 5 giorni

Se sei alla ricerca di un’esperienza davvero  indimenticabile, ecco il  tour di cinque giorni che da Tupiza  ti  fara scoprire tutte le bellezze del  Sur Lipez e del Salar de Uyuni.  E’ il tour che consiglio, perchè offre una varietà incredibile di panorami: da spettacolari formazioni rocciose a lagune di colori vibranti, fino all’immensità del più grande lago salato del mondo.
Avrai l’opportunità di immergerti nel tepore delle sorgenti termali di Polques, di ammirare i cactus secolari dell’Isla Incahuasi e di esplorare città fantasma in mezzo al deserto. Il tutto, ammirando uno dei cieli più stellati del pianeta. Un viaggio intenso e ricco di avventure, ideale per gli amanti della natura e dei panorami infiniti.

1° giorno: Tupiza-Sillar-Ciuded del Encanto-Ciudad de Roma-San Pablo de Liez

Prima tappa della giornata  è  la Quebrada de Palala, uno spettacolare, frastagliata formazione rocciosa, formata nel corso di molti anni da un’intensa erosione, che verrà ammirata dall’alto nella successiva fermata a El Sillar, un magnifico punto panoramico.


Sarà poi la volta della Ciudad del Encanto,  che si estende su una superficie di 7 kmq, dove osservare le cosiddette La Catedralmapa de América del Sur, La Pata del Diablo (i piedi del diavolo), Encuentro de Monjas, (Incontro delle monache), alcune delle figure rocciose più capricciose e  più rinomate.

Attraversato San Pablo de Lipez, si giungerà dopo pranzo a San Antonio de Lipez, (4250 metri s.l.m., 250 abitanti), dove vedremo le rovine della città fantasma.
In seguito si ammirerà la Ciudad de Roma con le sue caratteristiche formazioni rocciose, per fare poi ritorno a San Pablo de Lipez, dove si trascorrerà la notte in un hostal basico.

2° giorno: San Pablo de Lipez- Laguna Amarilla – Laguna Celeste – Quetena – Polques

Partenza da San Pablo de Lípez  per raggiungere Relave, un piccolo paese della regione. Quindi  ammireremo la laguna Amarilla e la laguna Celeste, che si trova ai piedi del vulcano Uturuncu. Dopo pranzo viaggeremo per circa 2 ore per arrivare a Quetena.

Continueremo quindi  il nostro viaggio attraversando due piccole lagune, la laguna Hedionda e la laguna Kollpa. Infine, arriveremo alle sorgenti termali di Polques, una destinazione popolare, dove si avrà tempo per immergersi nel tepore delle acque,  con temperature di 36-39 gradi C.


Qui si  trascorrerà la nostra seconda notte. Cosa di meglio che osservare le stelle scintillanti in uno dei cieli più limpidi del Pianeta, al caldo e a mollo in una piscina termale all’aperto?

3° giorno: laguna Verde, Deserto di Dalì, Sol de la Mañana, laguna Colorada, Villamar

La prima sosta  della giornata sarà  al Desierto de Dali, (110 kmq), un luogo dai colori surreali, circondato da montagne e formazioni rocciose  di lava pietrificata che spuntano dalla sabbia come le rovine di una città perduta.

Sarà poi la volta della laguna Verde (4350 mslm), situata all’estremità meridionale del Parco Nazionale Eduardo Avaroa. Questa laguna di acqua salata ha una superficie di 17 kmq e si trova ai piedi del vulcano Licancabur (5925 m).

Successivamente si raggiungerà il punto più alto del viaggio in Bolivia, i geyser “Sol de Mañana” (appena sotto 5000 mslm). Quindi sarà la volta della laguna Colorada, con acque rosse e una grande popolazione di fenicotteri, a un’altitudine di 4378 mslm; ha una superficie più di 60 kmq e una profondità media di soli 80 cm, oltre a isole di borace e ghiaccio al suo interno.
Arrivo infine a Villamar dove si passerà la notte in un hostal basico.

4° giorno: Valle de Rocas, Italia Perdida, laguna Catal, Candelaria

La prima tappa sarà la Valle de las Rocas, dove si possono osservare curiose formazioni rocciose. Tra queste la cosiddetta “Copa del Mundo” e “El Camello“.
Successivamente sarà la volta di Italia Perdida, una valle desolata in cui affiorano gruppi di rocce modellate dal vento. L’origine del nome non è chiara. Alcuni dicono che sia perché, in un’epoca in cui il turismo nel Sur Lípez ancora non esisteva, qui si perse un gruppetto di italiani.


Quindi si visiterà la Laguna Negra, nascosta in un paesaggio straordinario che fonde la tipica pianura dell’altopiano con canyon dalle strane formazioni rocciose. Il suo colore scuro è dato da alghe presenti nel suo sfondo.
Quindi si ammirerà  l’impressionante Cañón de la Anaconda. Il nome “anaconda” è dato dal colore verde intenso delle sue acque e dalla sinuosità del percorso del fiume che ricorda le curve del corpo di un serpente.
Arrivo a Candelaria, dove si passerà la notte, passando per i villaggi di San Agustin e Juliaca.

5° giorno: Salar de Uyuni

Prima colazione e partenza, per raggiungere l’immenso Salar de Uyuni che, con i suoi 12.500 kmq, è il più grande lago salato al mondo; si trova a quota 3650 mslm.


L’Isla Incahuasi è uno dei punti più affascinanti del Salar. Dalla cima della collina, raggiungibile in poco più di 10 minuti con un comodo sentiero ad anello, si vede il deserto di sale con una vista a 360°.  Gli abitanti dell’isola sono, oltre alle graziose e cicciotte viscacce, cactus giganti che hanno centinaia di anni e crescono al ritmo di un centimetro all’anno. La maggior parte di essi è alta più di due metri e alcuni raggiungono addirittura i 10 metri. Molti di loro c’erano già, probabilmente, ai tempi degli Inca!

Si visiterà quindi il primo hotel di sale, ora solo un museo; all’esterno il monumento alla Dakar, la corsa per auto, moto e camion fuoristrada che, abbandonata l’Africa dove era nata, è passata per il Salar de Uyuni per diversi anni.  Ai margini del Salar si incontrano le Montañas de Sal; piccole montagne di sale che vengono ammucchiate in modo che la parte superiore del sale si asciughi e sia meno pesante da trasportare.

Infine Colchani, il villaggio dove viene lavorato il sale e  il Cementerio de Trenes, treni abbandonati durante la prima metà del ‘900 con il declino dell’industria miniera, erosi dal sale e dal vento.

7. Salar de Uyuni: Tour da San Pedro de Atacama a Uyuni

Ecco come unire due giganti in uno stesso viaggio: il Salar de Uyuni al deserto di Atacama in Cile. Cosa dire? Non c’è un vincitore tra questa sfida tra titani; è un pareggio e non potrebbe essere così!

1°giorno: Salar de Uyuni

Oggi si visiterà l’immenso Salar de Uyuni che, con i suoi 12.500 kmq è il più grande lago salato al mondo; si trova a quota 3650 mslm.
Colchani, il villaggio dove viene lavorato il sale e  il Cementerio de Trenes, treni abbandonati durante la prima metà del ‘900 con il declino dell’industria miniera, erosi dal sale e dal vento.
Si visiterà quindi il primo hotel di sale, ora solo un museo; all’esterno il monumento alla Dakar, la corsa per auto, moto e camion fuoristrada che, abbandonata l’Africa dove era nata, è passata per il Salar de Uyuni per diversi anni.  Ai margini del Salar si incontrano le Montañas de Sal; piccole montagne di sale che vengono ammucchiate in modo che la parte superiore del sale si asciughi e sia meno pesante da trasportare.
L’Isla Incahuasi è uno dei punti più affascinanti del Salar. Dalla cima della collina, raggiungibile in poco più di 10 minuti con un comodo sentiero ad anello, si vede il deserto di sale con una vista a 360°.  Gli abitanti dell’isola sono, oltre alle graziose e cicciotte viscacce, cactus giganti che hanno centinaia di anni e crescono al ritmo di un centimetro all’anno. La maggior parte di essi è alta più di due metri e alcuni raggiungono addirittura i 10 metri. Molti di loro c’erano già, probabilmente, ai tempi degli Inca!
Arrivo a Candelaria, dove si passerà la notte in un hostal basico.


2° giorno: Salar de Chiguana-Mirador Ollague-lagune- Deserto de Silioli-Sol de la Mañana-Polques

Partenza alle 7.30; dopo 1 ora e mezza si arriverà al Salar de Chiguana, una piccola salina della regione. Quindi, sarà la volta del Mirador Ollague, dove ammirare il vulcano semi-attivo e molte rocce vulcaniche.
Sarà poi la volta della laguna Cañapa, della laguna Hedionda, dove ammirare molti fenicotteri e della laguna Honda, anch’essa ricca di volatili. Quindi il Desierto de Siloli, circondato da montagne ricche di colori e l’ Árbol de Piedra, (albero di pietra), che si trova accanto a  curiose formazioni rocciose erose nei millenni dal vento.
A metà pomeriggio si raggiungerà la laguna Colorada, situata ad un’altitudine di 4.350 metri, che si estende  su un’area di 60 km². La ricca colorazione rossa è data dalle alghe e dal plancton, che prospera nelle sue acque. La laguna è abitata da tantissimi fenicotteri.
Soggiorno in hotel basico.

3°giorno:  Deserto de Dalì, laguna Verde, San Pedro de Atacama

La prima tappa della giornata sarà il Sol de Mañana (forse in tempo per vedere l’alba), un campo geotermico a circa 5000 metri slm  ricco di geyser e fumarole.

Si raggiungeranno quindi le sorgenti termali di Polques, una destinazione popolare, dove si avrà tempo per immergersi nel tepore delle acque con temperature di 36-39 gradi C.
Si proseguirà  poi verso  il Desierto de Dali, (110 kmq), un luogo dai colori surreali, circondato da montagne e formazioni rocciose  di lava pietrificata che spuntano dalla sabbia come le rovine di una città perduta.
Si potrà ammirare subito lo scenario meraviglioso della laguna Verde (4350 mslm), situata all’estremità meridionale del Parco Nazionale Eduardo Avaroa. Questa laguna di acqua salata ha una superficie di 17 kmq e si trova ai piedi del vulcano Licancabur (5925 m).
Al confine di Hito Cajón si attraverserà a piedi il confine Bolivia-Cile. Dall’altra parte ci sarà un mezzo   che condurrà a San Pedro, dove si arriverà verso le 12.30.

8. Cosa vedere in Bolivia 

Esplorare la Bolivia significa entrare in contatto con un paese dalle ricche tradizioni e paesaggi mozzafiato. Nel mio post “Cosa vedere in Bolivia”, ti guiderò attraverso 18 straordinarie destinazioni che rendono questo paese unico.

Inizia il tuo itinerario a Sucre, la città bianca della Bolivia, con la sua architettura coloniale e i musei storici. Poi, lasciati sorprendere dalla vastità del , il più grande deserto di sale del mondo Salar de Uyuni, dove il paesaggio bianco si fonde con il cielo blu.

Non perdere l’occasione di visitare il Parco Nazionale Kaa Iya, famoso per la sua fauna selvatica e la gestione da parte delle popolazioni indigene e il Parco Nazionale Madidi o di ammirare la bellezza della Laguna Verde nella reserva Nacional Eduardo Avaroa.

A Potosi, una delle città più alte del mondo, potrai scoprire la storia mineraria della Bolivia visitando il Cerro Rico, una montagna ricca di argento. Non dimenticare di esplorare Copacabana, un affascinante villaggio sulle rive del lago Titicaca.

Se ti interessa l’aspetto culturale, ti consiglio di fare un giro per i mercati tradizionali della Bolivia, dove potrai immergerti nei colori e nei sapori locali. Infine, visita Tiwanaku, un sito archeologico che offre uno sguardo affascinante sulle antiche civiltà andine. E non perderti La Paz!

 

Bahamas: Un Arcipelago da Sogno tra Spiagge, Cultura e Avventura.

Bahamas: Un Arcipelago da Sogno tra Spiagge, Cultura e Avventura.

Le Bahamas, un paradiso terrestre situato nell’Oceano Atlantico, sono un arcipelago composto da oltre 700 isole e 2400 isolotti. Questo angolo di mondo è celebre per le sue spiagge di sabbia bianca, le acque cristalline e le innumerevoli attività che offre ai viaggiatori. Con una combinazione unica di natura incontaminata, cultura vibrante e un’accoglienza calorosa, le Bahamas sono una destinazione imperdibile per chi cerca relax, avventura o un mix di entrambi. Questo articolo esplora in dettaglio tutto ciò che le Bahamas hanno da offrire, fornendo una guida esaustiva per chi desidera scoprire ogni angolo di questo paradiso.

Informazioni Generali sulle Bahamas

Geografia e Posizione Situate al largo della costa della Florida e a nord di Cuba e Hispaniola, le Bahamas si estendono su una superficie di circa 13.880 km². L’arcipelago è famoso per i suoi paesaggi marini unici, che includono acque turchesi, barriere coralline e una biodiversità marina straordinaria. Le isole principali sono New Providence (dove si trova la capitale, Nassau), Grand Bahama, Eleuthera, Exuma e Abaco, ma ci sono anche numerosi cay e atolli da esplorare.

Clima Le Bahamas godono di un clima tropicale, con temperature che variano tra i 24°C e i 29°C durante tutto l’anno. La stagione secca va da novembre ad aprile, rendendo questo periodo il più popolare per i turisti. La stagione delle piogge, da maggio a ottobre, porta brevi acquazzoni tropicali ma anche un’atmosfera più tranquilla e prezzi più bassi.

Storia e Cultura Le Bahamas hanno una storia ricca e affascinante. Scoperte da Cristoforo Colombo nel 1492 durante il suo primo viaggio verso il Nuovo Mondo, le isole furono in seguito colonizzate dagli inglesi e divennero un rifugio per i pirati nel XVII secolo. Oggi, le Bahamas sono un paese indipendente e fanno parte del Commonwealth britannico. La cultura è un mix vibrante di influenze africane, europee e caraibiche, evidente nella musica, nella danza e nella cucina locale.

La lingua ufficiale è l’inglese, ma il dialetto locale, noto come “Bahamian English”, è ampiamente parlato e aggiunge un tocco unico al carattere dell’arcipelago.

Economia e Turismo Il turismo rappresenta la principale fonte di reddito per le Bahamas, con milioni di visitatori che ogni anno scelgono l’arcipelago per le sue bellezze naturali, le attrazioni culturali e le opportunità di relax e divertimento. Oltre al turismo, l’economia si basa sulla pesca, il commercio e il settore finanziario offshore.

Spiagge da Sogno: Il Tesoro delle Bahamas

Pink Sands Beach, Harbour Island Una delle spiagge più iconiche delle Bahamas, Pink Sands Beach, è famosa per la sua sabbia rosata, un fenomeno naturale causato dalla presenza di minuscoli organismi marini chiamati foraminiferi. Questa spiaggia è il luogo perfetto per rilassarsi, nuotare o esplorare la barriera corallina.

Cable Beach, Nassau Situata vicino alla capitale, Cable Beach è nota per la sua sabbia bianca e le acque turchesi. La zona è costellata di resort di lusso, ristoranti e attività acquatiche, rendendola ideale per chi cerca una combinazione di relax e intrattenimento.

Treasure Cay Beach, Abaco Classificata tra le migliori spiagge al mondo, Treasure Cay Beach offre un paesaggio da cartolina con sabbia soffice e acque cristalline. Questa spiaggia è perfetta per le famiglie e gli amanti dello snorkeling.

Exuma Cays Le Exuma Cays sono famose per le loro spiagge isolate e la bellezza incontaminata. Tra le attrazioni principali ci sono le Pig Beach, dove è possibile nuotare con maialini selvatici, e Thunderball Grotto, una grotta sottomarina resa celebre dai film di James Bond.

Natura e Avventura: Alla Scoperta dell’Arcipelago

Parco Nazionale di Lucayan Situato a Grand Bahama, questo parco nazionale è una delle principali attrazioni naturali delle Bahamas. Con oltre 16 chilometri di grotte sottomarine, foreste di mangrovie e spiagge isolate, il parco è un paradiso per gli amanti della natura e dell’ecoturismo.

Andros Barrier Reef L’Andros Barrier Reef è la terza barriera corallina più grande al mondo e offre straordinarie opportunità per immersioni e snorkeling. La biodiversità marina è impressionante, con una vasta gamma di pesci tropicali, coralli e spugne colorate.

Dean’s Blue Hole, Long Island Dean’s Blue Hole è una delle attrazioni naturali più affascinanti delle Bahamas. Con una profondità di oltre 200 metri, è uno dei più profondi buchi blu al mondo e un luogo popolare per il freediving.

Foresta di Pinus e Le Meraviglie di Abaco Le isole Abaco sono famose per le loro foreste di pini, che ospitano una varietà di specie di uccelli endemici. Questa zona è ideale per escursioni, birdwatching e fotografie naturalistiche.

Cultura e Tradizioni: L’Essenza delle Bahamas

Nassau: La Capitale Vibrante Nassau è il centro culturale e storico delle Bahamas. Tra le principali attrazioni ci sono il Museo dei Pirati, il Forte Charlotte e il Mercato di Paglia, dove è possibile acquistare artigianato locale e souvenir. La città è anche famosa per i suoi colorati edifici coloniali e le strade vivaci.

Junkanoo Festival Il Junkanoo è il festival culturale più importante delle Bahamas, celebrato con parate di strada, musica tradizionale e costumi sgargianti. Questo evento si tiene durante il periodo natalizio ed è una delle esperienze più autentiche per i visitatori.

Cucina Bahamiana La cucina locale è un mix di sapori caraibici e influenze internazionali. I piatti da provare includono la conch fritta, l’aragosta alla griglia, il “johnnycake” e il “cracked conch”. Non mancano cocktail iconici come il Bahama Mama e il Goombay Smash.

Attività e Attrazioni Imperdibili

Immersioni e Snorkeling Le Bahamas offrono alcune delle migliori esperienze di immersioni nei Caraibi, con siti come il relitto della Theo’s Wreck, i giardini di corallo e la Shark Arena, dove è possibile osservare da vicino gli squali.

Nuoto con i Maialini Una delle attrazioni più singolari delle Bahamas è la possibilità di nuotare con i maialini selvatici alle Exuma Cays. Questo incontro unico è diventato un must per molti turisti.

Escursioni in Barca Le crociere e le escursioni in barca sono un ottimo modo per esplorare le isole e isolotti meno accessibili. Molti tour includono snorkeling, pesca e visite a spiagge isolate.

Golf e Relax Le Bahamas ospitano alcuni dei migliori campi da golf della regione, come il campo di Albany e il Grand Lucayan Golf Course. Questi luoghi offrono viste spettacolari e strutture di alto livello.

Consigli Pratici per i Viaggiatori

Quando Visitare Il periodo migliore per visitare le Bahamas è durante la stagione secca, da novembre ad aprile, quando il clima è più fresco e le precipitazioni sono rare. Tuttavia, la stagione delle piogge offre tariffe più basse e un’atmosfera meno affollata.

Come Muoversi Muoversi tra le isole è facile grazie ai numerosi traghetti, voli interni e charter privati. Sulle isole principali, è possibile noleggiare auto, scooter o biciclette per esplorare in autonomia.

Dove Soggiornare Le Bahamas offrono una vasta gamma di alloggi, dai resort di lusso agli eco-lodge, fino alle guest house a conduzione familiare. Ogni isola ha il suo fascino unico, quindi è consigliabile scegliere in base agli interessi personali.

Le Bahamas sono una destinazione che combina bellezze naturali, cultura vibrante e una vasta gamma di attività per tutti i gusti. Che siate in cerca di relax su spiagge paradisiache, avventura nell’entroterra o immersioni nella cultura locale, questo arcipelago è pronto ad accogliervi con il suo calore e la sua straordinaria diversità.

Info: www.bahamas.com/it (Italiano)

Nel Castello di Bran: un viaggio oltre la leggenda di Dracula.

Nel Castello di Bran: un viaggio oltre la leggenda di Dracula.

Benvenuto in mia casa. Entrate e lasciate un po’ della felicità che recate (Dracula, Bram Stoker)

 

Nel cuore dei Carpazi, avvolta dalla nebbia e da un’atmosfera cupa e sinistra, sorge un’antica fortezza le cui torri raggiungono il cielo come artigli affilati, pronti a dilaniare chiunque osasse avvicinarsi troppo. Si narra di un padrone oscuro, un signore che regnava su queste terre con un potere maligno che andava oltre l’umana comprensione.
Questa è la Transilvania, un luogo dove la storia stessa sembra danzare al suono del nome immortale di Vlad Tepes, meglio conosciuto come Conte Dracula.
E questa è la sua dimora di pietra e sangue, dove la luce del sole non osa penetrare, dove la morte si piega alla volontà del suo padrone.

Castello di Bran dimora del conte Dracula

Bene, adesso mettete in pausa il film.
Come ve lo dico? Meglio essere diretti e brevi: questo non è il castello di Dracula.
In questo maniero Dracula non ha mai abitato per la semplice ragione che Dracula (per fortuna ndr) è una mera invenzione letteraria di Bram Stoker.
La cronologia storica ci restituisce il Castello di Bran come una imponente fortificazione difensiva posta sull’antico confine tra Valacchia e Transilvania, non la dimora di un nosferatu.

Tuttavia, se il conte dai canini aguzzi non è reale, la sua leggenda invece sì, come reale è l’aspetto (apparentemente) poco rassicurante di questa rocca ubicata in una regione dove le superstizioni sui vampiri sono ancora diffuse in molti villaggi.
Ma chi sono io per mettere in discussione il folklore rumeno e l’assioma Castello di Bran = dimora di Dracula?
Ho lasciato che a vincere fossero suggestione e fantasia. E non solo io, a quanto pare. È proprio il nesso con il mito di Dracula ad affascinare i visitatori che decidono di raggiungere il Castello di Bran eleggendolo a uno dei luoghi più visitati della Transilvania.
E così, mossa da questa fama alimentata da romanzi, libri e pellicole, ho viaggiato in una terra tanto selvaggia quanto bella, e dunque perfetta per la fervida fantasia di uno scrittore ottocentesco il cui merito è quello di aver consegnato all’editoria mondiale una storia che inquieta ancora adesso.

Per una storia inventata ecco una storia reale. E per reale intendo proprio lignaggio

Ma come mi aspettavo, nel Castello di Bran il suo padrone di carta non è presente né in vita, né in morte, né in suggestione. Quello che invece non mi aspettavo è la storia molto più bella delle ultime due padrone (in carne e ossa) del castello: la regina Maria e la principessa Ileana di Romania, una madre e una figlia una più affascinante dell’altra, due donne entrambe innamorate delle terre rumene e delle sue genti.

Un amore completamente ricambiato, tanto che fu il popolo di Brasov, antica capitale della Transilvania, a donare nel 1920 la fortezza alla loro amata regina Maria. Maria che per il suo animo guerriero, e per la sua incredibile opera in trincea in qualità di crocerossina, si guadagnò i soprannomi di Regina soldatessaMadre dei feriti. Il castello dunque tratteggia la figura di una sovrana amatissima, non di un sanguinario impalatore.

Tra il castello e la sua nuova signora ci fu un legame speciale fin da subito (e sfido), il bel maniero fu salvato dall’abbandono, ristrutturato e infine eletto a residenza reale. I restauri misero in luce passaggi segreti dimenticati da secoli, come la stretta e scenografica via di fuga scavata nella roccia e occultata dietro un finto camino. E vennero realizzate opere innovative per quei tempi, come l’ascensore installato in un vecchio pozzo (a mo’ di bat caverna) che la regina utilizzava per raggiungere più velocemente i giardini ai piedi del castello.

Castello di Bran passaggio segreto e parco

Fatta eccezione per il periodo in cui Ileana trasformò il castello in ospedale durante la Seconda Guerra Mondiale, quella a Bran fu davvero una parentesi idilliaca, e non fatico a capire il perché dopo aver visto con i miei occhi l’incantevole parco dominato dal castello e gli ambienti arredati con mobilia splendidamente intagliata.
Disgraziatamente ci pensò il regime comunista a spezzare questo idillio: la famiglia reale nel 1948 fu esiliata e tutti i loro beni confiscati e nazionalizzati.
Ma ci sono legami che vanno oltre i regimi più spietati, la bella principessa Ileana visse abbastanza a lungo da vedere la fine del comunismo e nel 1991, ormai ottantenne e residente oltreoceano, trovò la forza di tornare un’ultima volta in Romania per rivedere Bran poco prima di spegnersi.

Ma com’è il Castello di Bran? Possente, superbo, perfettamente in contrasto con il grazioso e omonimo villaggio posto ai piedi del suo basamento di roccia. Mentre percorro il sentiero che s’inerpica sulla collina, più mi avvicino e più sono costretta a piegare la testa all’indietro per ammirarlo nella sua interezza.
Le aspettative sono di esplorare un castello gotico e terrificante, invece mi ritrovo tra ambienti e arredi deliziosi in pieno stile arts and crafts voluto dalle sovrane rumene. Sono state loro, Maria e Ileana a passeggiare per ultime tra i camminamenti di ronda, un tempo percorsi dai cavalieri teutonici, oggi trasformati in loggiati dagli affacci mozzafiato sui boschi.

Regina Maria di Romania

La regina Maria

Ileana di Romania da bambina e da ragazza

La principessa Ileana da bambina (ph Bran Castle) e da ragazza

L’immaginario comune di un padrone di casa pallido e magro è rotto dagli oggetti personali e dalle numerose foto d’epoca della famiglia reale. Sono rapita dall’espressività e dalla bellezza dei loro volti che raccontano una verità storica ben diversa da quella consumata tra le pagine di Dracula. Il netto contrasto tra le pareti candide e i mobili scuri sembra quasi evidenziare la “doppia personalità” del Castello di Bran, tra finzione romanzata e una realtà che contempla cavalieri, regine e principesse… ma nessun conte.

Castello di Bran ambienti interni

Interni del castello di Bran Romania

Sono 57 le stanze che hanno visto oltre 800 anni di mutazioni sociali, ambienti in cui fare un bel viaggio stratigrafico attraverso i secoli fino alle origini, quando Bran era una dogana presidiata dai cavalieri teutonici. Il tutto ammirando un’inestimabile collezione di armi e armature, opere d’arte, costumi d’epoca e di scena (alcuni usati in famosi film su Dracula), e poi allestimenti multimediali che illustrano al pubblico gli “esseri” che da millenni popolano le notti del folklore rumeno.
Insomma quello di Bran non è un semplice castello, ma per tutto quello che simboleggia, è un orgoglio per l’intera Romania.

Allora perché Castello di Bran, dimora di Dracula?

Castello di Bran dimora di Dracula

Bran Bram, magari Stoker lo scelse anche per assonanza col suo nome? Non lo sapremo mai. L’ipotesi più accreditata è che Stoker rimase folgorato dall’illustrazione di una fortezza contenuta in Transylvania Its Product and Its People scritto da Charles Boner nel 1865.
Tuttavia l’ago e il filo di Stoker non si fermarono all’illustrazione per cucire il suo romanzo sulla Transilvania. Pur inventando tutto, e pur non ammettendolo apertamente, riuscì a collegare il suo nobile vampiro con Vlad Tepes principe valacco, anche conosciuto come Vlad “Dracul” dell’Ordine Crociato del Drago.
La storia dice che il sanguinario Vlad Tepes ha incrociato il castello numerose volte durante le sue marce punitive nella gola di Bran. Con il suo esercito era solito attaccare, incendiare e impalare migliaia di mercanti sassoni di Transilvania, rei di non rispettare le sue disposizioni commerciali con la Valacchia.

Castello di Bran sala torture

Ironia della sorte, non solo il castello di Bran non fu mai dimora di Vlad, ma ne fu addirittura prigione! Anche se per soli pochi mesi, il principe impalatore fu rinchiuso e torturato a Bran, episodio storico che giustifica la presenza nelle sale del castello di una tremenda collezione di strumenti di tortura. Ecco, quelli sì che fanno paura.

Porticina rumena nel castello di Bran

Concludendo, la verità è che questa terra ha sul serio qualcosa di speciale, una malia che seduce e affascina, ma che nulla ha a che vedere con creature demoniache.
A Bran tutti ci lasciano il cuore.
Anche Dominic von Habsburg, figlio e erede della principessa Ileana. Nel 2008, dopo che la proprietà del castello gli è stata legalmente restituita, l’affermato architetto statunitense ha piazzato Bran sul mercato immobiliare per 40 milioni di sterline, ma qualcosa gli ha fatto cambiare idea. Il dono dei transilvani deve rimanere agli eredi della regina Maria.

Ne sono rimasta stregata anch’io, che mi sono portata a casa quale souvenir non convenzionale, una manciata di terriccio transilvano. Inoltre dal mio ritorno dalla Romania, come per placare una sorta di nostalgia, spesso mi ritrovo a fissare la webcam che punta sul castello e sul suo affascinante scorcio boscoso.
Ma più di tutti il cuore ce l’ha lasciato la regina Maria, intendo proprio letteralmente!
Alla sua morte, dietro sue precise disposizioni, il cuore è stato espiantato, avvolto nella bandiera rumena e riposto in un forziere d’argento. Ora riposa in una roccia nell’ombrosa valle ai piedi di Castelul Bran, ma mi piace pensare che continua a battere nel petto di tutto il popolo rumeno.

Visitare il Castello di Bran: informazioni utili

Bran Castle

Un consiglio su tutti: non storcete il naso alla vista dei bazar di souvenir, dei fantocci di Dracula o dei pannelli con le animazioni apparentemente allestiti come un baraccone. Se andate a Bran per cercare un monumento a Dracula troverete anche quello, ma ne rimarrete delusi. Altrimenti cercate la storia e troverete un monumento all’amore per la Romania.
L’apertura ai visitatori varia in base alla stagionalità e rispetta il seguente orario:

  • 1 ottobre – 31 marzo
    Dalle 9:00 alle 16:00 (ultimo ingresso) dal martedì alla domenica e dalle 12:00 alle 16:00 (ultimo ingresso) il lunedì.
  • 1 aprile – 30 settembre
    Dalle 9:00 alle 18:00 (ultimo ingresso) dal martedì alla domenica e dalle 12:00 alle 18:00 (ultimo ingresso) il lunedì.

Il biglietto intero, acquistabile anche online, costa 120 LEI (circa 25 Euro) e comprende la visita al castello, l’ingresso nella sala delle torture e nel Tunnel del Tempo (il passaggio nel pozzo usato dalla regina Maria di cui vi parlavo sopra).
Ai piedi del castello c’è un grazioso ristorante rumeno, nel parco si tengono periodicamente eventi e manifestazioni, ed è inoltre possibile prenotare visite private e sessioni fotografiche personalizzate. Io stessa mi sono imbattuta in un photoshooting con un piacente Dracula in versione bionda con gli occhi azzurri.
Il personale è gentile e sempre disposto a fornire informazioni ai visitatori, in più occasioni ho parlato con loro anche in lingua italiana.
Il castello è raggiungibile da Bucarest via treno o più comodamente con un transfer privato.

Vi rimando al sito ufficiale del Castello di Bran per consultare altre informazioni più dettagliate.
Qui i canali social:
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E se volete subire un po’ del suo fascino da remoto, questa è la webcam che punta sul Castello di Bran 24H. Magari evitate di collegarvi dopo la mezzanotte ché non si sa mai…

In Thailandia esiste un incredibile tempio avvolto da un drago spaventoso.

In Thailandia esiste un incredibile tempio avvolto da un drago spaventoso.

In Thailandia, a pochi chilometri da Bangkok, esiste un tempio buddista composto da una torre alta 80 metri, avvolta dalle spire di un gigantesco drago.

La Thailandia è una terra magnifica, dal punto di vista naturale, culturale e persino spirituale. Questo Paese del Sudest asiatico, infatti, è puntellato di templi che sono uno più bello dell’altro e che lasciano a bocca aperta per le loro incredibili strutture. Chi si trova a Bangkok, per esempio, può scegliere di visitare nei suoi dintorni il Wat Samphran, edificio locale decisamente originale: è avvolto da un drago “spaventoso”.

Dove si trova al Wat Samphran

Il bellissimo Wat Samphran, chiamato anche il Tempio del Drago, sorge in una zona della provincia di Nakhon Pathom, a circa 40 km di distanza da  Bangkok. Quest’area non è molto collegata con i mezzi pubblici, ma visti i costi poco eccessivi dei taxi e dei minivan privati vale certamente la pena inserire tale tappa nel propio itinerario in Thailandia.

Fino a qualche anno fa era praticamente sconosciuto al pubblico, ma con l’avvento dei social media il numero dei visitatori è aumentato. Tuttavia, rimane ancora un posto poco frequentato dal turismo di massa, al punto che alla sua vista potrebbero rimanere completamente sbalorditi persino i thailandesi stessi.

Cosa vedere

La prima reazione che ha chi ci si trova al cospetto del Wat Samphran è spesso quella di essere increduli, in quanto si è arrivati di fronte a una struttura gigantesca e piena di sfumature: si presenta con una torre di colore rosa alta ben 80 metri (80 come l’età di Buddha alla sua morte), avvolta da cima a fondo da un drago, costruito invece come simbolo dell’ascesa dall’inferno al paradiso.

Parliamo perciò di un edificio dall’architettura molto particolare e composto di ben 17 piani. Decisamente affascinante è anche il drago che lo abbraccia grazie ai tanti dettagli che possiede, particolarmente curati nelle zampe e sul corpo. A lasciare senza fiato è anche il verde smeraldo di cui è caratterizzato, poiché presenta anche suggestive inserzioni dorate. Il drago è stato realizzato in ferro e fibra di vetro, per questo motivo nelle giornate più soleggiate in molti sono pronti a giurare che sembri risplendere.

Wat Samphran, Thialandia
Alcuni dettagli del Wat Samphran

Va specificato, tuttavia, che il passare del tempo (il tempio è stato costruito nel 1985) sembra stia lasciando i suoi segni anche su questa impressionante struttura, poiché attualmente i colori non sono vividi come lo erano fino a poco tempo fa.

In sostanza, il Wat Samphran non è un classico tempio thailandese a livello architettonico, ma sicuramente è unico e soprattutto sfoggia quella tipica spiritualità che caratterizza il Paese del Sorriso.

I visitatori, inoltre, possono attraversare (nel vero senso della parola) l’interno del drago fino a raggiungere la testa, quindi sulla sommità della torre, per ammirare il panorama poiché in cima vi è una sorta di terrazza.

Coloro che sono scaramantici, invece, devono assolutamente sapere che se si decide di scoprire questo particolare luogo della Thailandia occorre compiere azioni ben precise:

  • Toccare dolcemente la coda del drago;
  • Lanciare una moneta nel “vaso della felicità”;
  • Colpire il gong del tempio.

C’è chi è pronto a giurare, infatti, che facendo tutto ciò che abbiamo elencato sopra si ottengano fortuna e felicità per la durata di un anno.

Viaggi tra contemplazione e tutela dell’ambiente. Fenomeno Mindscape: in treno come scelta di vita.

Viaggi tra contemplazione e tutela dell’ambiente. Fenomeno Mindscape: in treno come scelta di vita.

Il viaggio in treno non è più solo un modo per spostarsi da un luogo all’altro ma un’esperienza che arricchisce chi la sceglie. Un arricchimento talmente profondo da meritare una definizione tutta sua, “Mindscape”. Questa la nuova tendenza di viaggio registrata tra gli italiani, un cambiamento che identificala la volontà di scegliere i vagoni su rotaia non solo per spostarsi, ma proprio per godersi il viaggio, rilassarsi e ammirare il mondo che ci circonda da un nuovo punto di vista. Con lentezza, e nel rispetto dell’ambiente. Una sorta di meditazione in movimento, insomma.

Una maggiore consapevolezza ambientale

 

Studio Trainline evidenzia il nuovo trend. Il termine indica l’equilibrio tra “mindful” e “landscape” e definisce un modo di viaggiare più consapevole, in cui la bellezza del paesaggio diventa fonte di relax e ispirazione. E piace sempre più, in particolare ai giovani.

Questa significativa evoluzione culturale è emersa dall’ultimo report Travel Trend 2025 di Trainline, app leader per la prenotazione di treni e pullman: l’indagine, condotta dalla società di ricerca SWG, ha infatti mostrato come il treno sia il mezzo prediletto da chi ama comfort e panorami mozzafiato e soprattutto da chi vive l’esperienza con consapevolezza. E – cosa fondamentale – nell’ottica di una maggiore tutela ambientale.

Dai dati raccolti è emerso che, per l’88% degli intervistati, il benessere è prioritario quando ci si sposta, che itinerari panoramici e treni notturni sono sempre più richiesti (+17% di prenotazioni su Trainline) e, infine, che il 42% delle persone che scelgono il treno lo fa per ridurre l’impronta di inquinamento.

 

 

Un mezzo che è anche una filosofia di vita

Il termine “mindscape” indica la ricerca di un equilibrio tra “mindful” e “landscape” e definisce un modo di viaggiare molto più introspettivo e responsabile, in cui la bellezza del paesaggio diventa fonte di relax e ispirazione. La parola “mindful” richiama la consapevolezza del momento, mentre “landscape” rappresenta il paesaggio che accompagna il viaggio: due situazioni che, messe insieme, creano un’esperienza in cui il tempo rallenta e ogni dettaglio acquista un significato più profondo, che va oltre il semplice fatto di spostarsi da un luogo a un altro. Il treno non viene dunque vissuto solo come un mezzo di trasporto ma come uno strumento per abbracciare una precisa – e sostenibile – filosofia di vita.

Il treno, garanzia di libertà…

In particolare, dall’indagine emerge che gli aspetti del viaggio in treno più apprezzati dai cosiddetti “mindscapers” sono la libertà di dedicarsi ad altre attività durante il viaggio (58%), l’opportunità di guardare fuori dal finestrino e scoprire angoli nascosti del paesaggio, che porta relax e pace (35%) e il senso di spensieratezza e tranquillità che si prova quando i binari scorrono (16%). Il 46% degli intervistati, infine, ha detto di apprezzare il fatto che il treno permetta di raggiungere direttamente il cuore delle città (un vantaggio fondamentale per il 40%), eliminando le preoccupazioni legate al traffico e al parcheggio.

Nel 2024, un italiano su due ha optato almeno una volta per un viaggio in treno, preferendo questo mezzo all’aereo, mentre il 68% lo ha scelto al posto dell’auto. Inoltre, il 46% dei viaggiatori dimostra di tenere conto dell’impatto ambientale quando programma un viaggio, percentuale in aumento del 5% rispetto al 2023. Un cambiamento particolarmente evidente per la generazione Z, la più attenta alla sostenibilità quando si tratta di mobilità.

 

 

…ed economicità

Ultimo ma non ultimo, l’economicità: i “mindscapers” sono infatti molto attenti alle scelte economiche e, secondo il rapporto, la convenienza è uno dei vantaggi principali dei viaggi su rotaia per il 36% degli intervistati.

Un mezzo sempre più amato dai giovani

Dall’indagine emerge insomma che il legame tra viaggio in treno e vacanza si sta rafforzando per gli italiani: mentre questo mezzo rimane la scelta principale per i viaggi di lavoro (45%), i dati evidenziano un aumento della popolarità dei viaggi in treno per il tempo libero.

Negli ultimi due anni, in particolare, sempre più italiani hanno scelto il treno per le vacanze (26% nel 2024 contro il 22% nel 2023), prediligendo soprattutto fughe in città nelle principali destinazioni italiane (83%); viaggi in treno panoramici e viaggi alla scoperta di borghi nascosti (74%); e infine viaggi internazionali in treno (71%), particolarmente apprezzati dalle generazioni più giovani (79% – la percentuale più alta tra le fasce d’età, con Millennials e Gen X entrambi al 71%).