Hanami 2025: quando e dove ammirare la fioritura dei ciliegi in Giappone.

Hanami 2025: quando e dove ammirare la fioritura dei ciliegi in Giappone.

L’hanami, letteralmente “osservare i fiori”, è la tradizione millenaria di contemplare la bellezza effimera dei fiori di ciliegio giapponese, i sakura. In Giappone ci sono diverse varietà di ciliegi ma i più diffusi sono i Somei-yoshino. La fioritura dei ciliegi varia ogni anno, in base al clima e alla regione. Scopriamo insieme dove e quando ammirare i ciliegi in fiore nelle principali città del Giappone nel 2025.

Il castello di Wakayama durante la fioritura dei ciliegi © Mirko Kuzmanovic / Shutterstock

Il castello di Wakayama durante la fioritura dei ciliegi

Hanami a Tokyo

Secondo le previsioni rilasciate dal servizio metereologico giapponese, la prima città in cui assistere alla fioritura dei ciliegi sarà proprio Tokyo. Nella capitale giapponese la fioritura inizierà il 23 marzo per poi culminare il 31 dello stesso mese. Vi consigliamo di contemplare la fioritura dei ciliegi dal centralissimo parco di Ueno, oppure nel più tranquillo Showa Memorial Park, un vasto parco popolato da oltre 1500 alberi di ciliegio. Per un’esperienza più intima e lontano dalle folle, consigliamo lo Sakura Jingu, un piccolo santuario nel quartiere Setagaya.

Ciliegi in fiore nella prefettura di Fukuoka © Chay_Tee / Shutterstock

Ciliegi in fiore nella prefettura di Fukuoka

Ciliegi in fiore a Nagoya, Fukuoka, Hiroshima, Kyoto e Osaka

A Nagoya la fioritura comincerà il 26 marzo e raggiungerà il suo apice il 5 aprile. Il Parco della Pace e il Castello di Inuyama sono ottime opzioni per evitare le folle. Anche a Fukuoka l’hamani inizia il 26 marzo per culminare il 4 aprile. Qui, i luoghi migliori sono il Parco Maizuru e il Parco di Nishi. Spostandoci a Kyoto, i ciliegi inizieranno a fiorire qualche giorno dopo, più precisamente il 29 marzo e continueranno fino al 6 aprile. Vi consigliamo di ammirare la fioritura dei ciliegi camminando lungo il Sentiero del Filosofo (Tetsugaku no Michi) oppure nel rinomato Parco Maruyama, il più antico parco pubblico di Kyoto.

I paesaggi più belli da vedere in Giappone 

Il panorama delle Isole Ogasawara viste dal Monte Asahi © Spyan / Shutterstock

Anche a Hiroshima i ciliegi inizieranno a fiorire il 29 marzo per raggiungere la piena fioritura il 7 aprile. Il Parco Hijiyama e il Giardino Shukkei-en sono perfetti per godersi l’hanami in tranquillità. Osaka  chiude le fioriture che iniziano a marzo (30 marzo) e la piena fioritura sarà il 6 aprile. Qui vi consigliamo il Parco Kema Sakuranomiya oppure la sede dell’Expo ’70 Banpaku Kinen Koen.

Celebrazione dell’Hanami nel Parco Maruyama di Kyoto ©Sean Pavone/Shutterstock

Celebrazione dell’Hanami nel Parco Maruyama di Kyoto

Le principali fioriture ad aprile: Kanazawa, Nagano e Sapporo

A Kanazawa, la fioritura avverrà dal 6 all’11 aprile. Il Kenroku-en, uno dei giardini più belli del Giappone, è il luogo ideale per vivere l’hamani se ci si trova da queste parti. A Nagano la fioritura va dal 12 al 17 aprile. Qui vi consigliamo il Parco Shiroyama o il Castello di Matsumoto. Infine, a Sapporo, nell’isola di Hokkaido, la stagione dell’hanami comincerà il 27 aprile e raggiungerà il suo apice il primo maggio. Il Maeda Shinrin Koen e il Parco Kawashimo sono due posti alternativi dove ammirare i fiori di ciliegio senza essere travolti dalla folla.

Folla a Shinsekai nei pressi della Tsutenkaku Tower a Osaka © Rintaro Kanemoto for Lonely Planet

Sakura Navi: l’app per seguire la fioritura in tempo reale

L’app Sakura Navi è uno strumento molto utile per rimanere sempre aggiornati sulle date di fioritura (kaika) e di piena fioritura (mankai) dei fiori di ciliegio. Questa app permette anche di monitorare la progressione della fioritura e ricevere una notifica quando ci si trova vicino a un Sakura Hot Spot, cioè a un punto dove trovare splendidi ciliegi in fiore.

In Africa per salvare gli animali: così il safari diventa ecoturismo.

In Africa per salvare gli animali: così il safari diventa ecoturismo.

l progetto Wilde Tracks. Dalle operazioni in elicottero al tracciamento con i radiocollari, dalla decornazione di rinoceronti ai farmaci salvavita: ogni spesa è sostenuta grazie a chi partecipa al viaggio, un contributo concreto per la sopravvivenza di questi animali.

Viaggiare in Africa alla scoperta dei suoi animali selvatici più iconici ma non con il solito safari? Magari partecipando attivamente al lavoro di veterinari ed esperti di conservazione animale che intervengono per scongiurarne l’estinzione? È il sogno di molti e ora è anche una possibilità concreta: partire per una missione per la salvaguardia di elefanti e rinoceronti in Sudafrica, finanziata con la propria partecipazione.

Esperienza immersiva

Una vera e propria esperienza immersiva, durante la quale i partecipanti possono lavorare dietro le quinte, collaborando con le comunità locali e con un team di esperti in conservazione per proteggere il futuro delle specie a rischio. «Non offriamo semplici safari, ma la possibilità di partecipare in prima persona a progetti di conservazione cruciali, accedendo ad aree dove il turismo tradizionale non ha normalmente accesso» spiega Chloe Evans, fondatrice e amministratrice delegata di Wilde Tracks che ha ideato questo mix di eco-turismo e conservazione animale.

 

 

Un impegno che, molto concretamente, ha già portato i suoi frutti. Soltanto negli ultimi 14 mesi, infatti, Wilde Tracks con i suoi viaggi ha contribuito attivamente in questo modo alla protezione di 38 animali. «In particolare, tra i 22 rinoceronti su cui si è intervenuti, 4 esemplari erano di rinoceronte nero cioè di una specie considerata come criticamente minacciata di estinzione» spiega Greta Barbera, che ne dirige il settore di ecoturismo e assieme ad Alessia Capurro, che cura la comunicazione e lo sviluppo dei programmi umanitari, rappresentano l’anima italiana di questo innovativo modo di viaggiare con un occhio rivolto alla sostenibilità e al pianeta.

Le attività

Ma in che modo si collabora attivamente partecipando a queste spedizioni? «Ogni viaggio è strutturato in base alle richieste di intervento che ci arrivano direttamente dai nostri partner sul territorio – spiega Alessia. – Si decide su quali animali intervenire e in che cosa consisteranno gli interventi diretti: in genere si tratta di applicare collari di tracciamento alla fauna selvatica oppure di partecipare alla decornazione dei rinoceronti, cioè il taglio dei corni per salvare questi animali dal bracconaggio». Dalle operazioni in elicottero all’acquisto dei collari di tracciamento, dalle spese veterinarie ai farmaci salvavita, ogni spesa è sostenuta grazie alla partecipazione al viaggio che in questo modo garantisce, a chi partecipa, di offrire un contributo concreto per la sopravvivenza di questi animali.

 

 

«Durante il viaggio inoltre si conoscerà anche il lavoro delle unità cinofile K9 nella savana, che supportano gli sforzi anti-bracconaggio, e si visiterà una snake pharm per scoprire il ruolo fondamentale che i rettili svolgono nell’ecosistema e le ricerche rivoluzionarie nel campo di antidoti e cure anti-veleno che i volontari di questi centri stanno svolgendo» aggiunge Greta che sta lavorando all’organizzazione del prossimo gruppo che, dal 28 aprile al 4 maggio, sarà in Sudafrica per gli interventi necessari per la salvaguardia di due rinoceronti e un elefante, con l’obiettivo di finanziare attività di collarizzazione e deconornazione. «Però abbiamo previsto anche una camminata nella boscaglia per avvistare i Big Five (i famosi cinque animali iconici del territorio: elefante, leone, rinoceronte, bufalo e leopardo), pic nic nella savana, aperitivi al tramonto e lezioni sulle tracce, i segnali e la telemetria».

Gli incontri con le popolazioni locali

Fondamentale, secondo Chloe, Greta e Alessia che stanno lavorando per esportare questo modello di turismo sostenibile anche alla Tanzania, all’Uganda e all’Ecuador, il contatto con le popolazioni locali. «Nel viaggio di aprile, ad esempio, si potrà conoscere una tradizionale abitazione Zulu, supportare un asilo locale e relazionarsi con le donne della comunità che trasformano sacchetti di plastica riciclati in cappelli e tappetini per il bagno». Un modo per entrare ancora più in contatto con la realtà locale e avere la possibilità di approfondire e conoscere un’Africa meno turistica, più autentica e sicuramente indimenticabile.

 

Le 5 cose da non perdere durante un viaggio in Giamaica.

Le 5 cose da non perdere durante un viaggio in Giamaica.

Benvenuti ai Caraibi! La Giamaica è considerata una delle mete più adatte per una vacanza che mescoli perfettamente relax e divertimento. Trasgressiva e incantevole allo stesso tempo, l’isola caraibica offre tutto, ma proprio tutto, per una vacanza il cui ricordo sarà indelebile.

Il paese vive al ritmo del raggae: si canta, si balla, si suona tutto il giorno ed è impossibile non farsi coinvolgere dall’allegria travolgente dei cittadini del luogo.

Ma quali sono i luoghi imperdibili da vedere durante una vacanza in Giamaica? Scopriamolo insieme!

Laguna luminosa

Cose da vedere in Giamaica: Laguna luminosa

La bioluminescenza è uno spettacolare fenomeno naturale per cui organismi viventi emettono luce grazie a particolari reazioni chimiche, grazie alle quali l’energia chimica viene riconvertita in energia luminosa.
Di notte l’effetto è incredibile e luoghi in cui si manifesta questo evento sono particolarmente amati dai turisti. Ci sono solamente quattro luoghi in cui la bioluminescenza si sviluppa sull’acqua e uno dei più spettacolari si trova proprio in Giamaica.

Questa meravigliosa laguna si trova nei pressi della storica città di Falmouth, a circa trenta minuti da Montego Bay.

Il punto di incontro tra le acque dolci del fiume Martha Brae e l’acqua salata del Mar dei Caraibi è diventato l’habitat per gli organismi viventi che danno vita alla bioluminescenza.

Nella baia, circondata da una fitta vegetazione di mangrovie, le acque convergono, mescolandosi e creando un ambiente salmastro, perfetto per far prosperare i dinoflagellati. Queste alghe bioluminescenti appartenenti alla famiglia dei fitoplancton, emettono luce quando sono disturbate da movimenti dell’acqua. Queste alghe dinoflagellate sono presenti ovunque, ma soltanto quando raggiungono un numero cospicuo, creano un forte bagliore, grazie ad una sostanza chimica chiamata luciferina, creata da un enzima denominato luciferasi e trasformata in luce.

La luce blu emessa è ipnotizzante e crea giochi di luce davvero indimenticabili.

Cascate del fiume Dunn

Cose da vedere in Giamaica: cascate del fiume Dunn
Nel Nord della Giamaica si trova Ocho Rios, una delle destinazioni turistiche più gettonate dell’intera giamaica. Merito dei suoi paesaggi mozzafiato e delle possibilità che offre per gli appassionati di esplorazioni subacquee.

Inizialmente Ocho Rios era un villaggio abitato da pescatori, il nome è stato dato dagli spagnoli e significa otto fiumi, per la presenza di corsi d’acqua che si intersecano in tutta l’area.

L’attrazione principale di Ocho Rios sono le cascate che genera il fiume Dunn. Immerse in una spettacolare natura lussureggiante, contraddistinta principalmente da felci e palme, le cascate sono alte ben 55 metri e lunghe 180. Grazie a gradini calcarei naturali e un percorso panoramico artificiale, è possibile risalirle e migliaia di turisti ogni anno tentano l’impresa, a piedi.

Alcune scene del film con Sean Connery nei panni di James Bond in “Agente 007 Licenza di uccidere”, sono state girate proprio alle cascate del fiume Dunn!

Rick’s Cafe

Cose da vedere in Giamaica: Rick CafeLa Giamaica è natura, ma anche divertimento. Raggae e Rum: le due R che rendono felici i giamaicani. La stessa iniziale del Ricks Cafè, uno dei cocktail bar più famosi del paese e, in assoluto, del mondo.
Prima degli anni settanta il Ricks Cafè era un rifugio in cima ad una falesia, di proprietà di un medico locale, figlio del primo governatore della Giamaica indipendente. Nel 1974 arriva la svolta, grazie a Richard Hershman. L’imprenditore vide del potenziale in quella struttura, che può vantare una posizione invidiabile, con un’incredibile vista mare e la possibilità di far ammirare ai propri clienti tramonti decisamente suggestivi. All’epoca mancavano ancora elettricità, linea telefonica e acqua corrente, ma venivano serviti comunque tantissimi bicchieri di Rum, destinati agli assetati pescatori di Negril.

Nel settembre 1988, l’uragano Gilbert distrusse completamente il Rick’s Café. Onde superiori a 25 piedi si sono schiantate sulle scogliere e sulle cime degli alberi, distruggendo completamente la struttura. I proprietari decisero di ricostruire il bar

Oggi il Rick’s è una vera icona giamaicana, richiamando ogni anno migliaia di turisti, pronti a degustare cocktails, sentire musica caraibica e assistere agli incantevoli tramonti i cui riflessi colorano il mar dei Caraibi.
Oltre a questo spettacolo della natura, è possibile poi osservare i tuffi dei saltatori che si riuniscono in cima alla falesia per lanciarsi in mare con acrobazie spettacolari.

Bob Marley Mausoleum

Cose da vedere in Giamaica: Bob Marley MusoleumSoltanto pronunciando il nome Giamaica la mente proietta immediatamente il profilo di Bob Marley, simbolo numero uno dello stato caraibico. Il cantante ha fatto conoscere nel mondo la musica e la cultura raggae, sino ad allora confinata nella sola Giamaica, diventando uno dei musicisti più famosi di tutti i tempi.

Dopo la sua morte, arrivata nel 1981, la sua fama, infatti,  non è diminuita e la sua figura leggendaria ha continuato ad echeggiare in tutto il mondo. Nel suo villaggio natio, Nine Miles, in cui Marley ha trascorso i primi dodici anni della sua vita e che lo ha ispirato per innumerevoli canzoni, sorge oggi uno splendido mausoleo, perfetto omaggio ad una vera e propria leggenda giamaicana.

Nelle varie strutture che compongono questo atipico mausoleo, sono presenti arredi e mobili originali appartenuti a Bob Marley, la sua camera e il suo letto, i suoi vestiti e costumi preferiti, numerosi dischi d’oro e di platino ottenuti in tutto il mondo.

Nel giardino antistante la storica prima abitazione di Marley, gli appassionati di raggae, che vengono qui in pellegrinaggio, contemplano la pietra dove il cantante poggiava la testa per trarre ispirazione per i suoi testi.

Di fronte alla tomba invece sono presenti ceri sempre accesi e si possono individuare tutti i classici simboli del rastafarianesimo, tra cui la storica bandiera etiope con il leone.

Il 6 febbraio di ogni anno migliaia di fan si radunano in questo luogo, cantando tutto il giorno le canzoni di Marley, omaggiando la data della sua nascita.

Frenchman’s Cove

Cose da vedere Frenchman Cove
Le spiagge della Giamaica sembrano uscite da una raccolta di sfondi per il desktop di Windows: piccoli angoli di Paradiso che dal vivo regalano una vera estasi visiva.

Frenchman’s Cove è così magnifica da sembrare irreale. La spiaggia prende il nome dal titolo di un racconto popolare che descrive una battaglia esplosiva con colpi di cannone e spadaccini tra inglesi e francesi vicino alla baia. Si narra che gli inglesi sconfissero gli avversari e i soldati francesi feriti si ritirarono in questa baia per ripararsi.

Incastonata in una lussureggiante foresta tropicale, la spiaggia sembra essere protetta dagli alberi e dai promontori antistanti. Per la sua bellezza e per la sua forma particolare, Frenchman’s Cove è stata utilizzata come location in decine di film, tra cui No Time To Die, ultimo film in cui Daniel Craig ha vestito i panni dell’iconico agente segreto James Bond.

Caraibi e Messico: scegli il tuo viaggio e parti in vacanza.

Caraibi e Messico: scegli il tuo viaggio e parti in vacanza.

Acque trasparenti dalle sfumature straordinarie, fondali ricchi di flora e fauna marina e spiagge di finissima sabbia bianca: questa è l’immagine dei Caraibi, una regione del centro America che comprende tutti i paesi bagnati dal Mar dei Caraibi anche se questi appartengono a differenti nazioni. Tra di essi, per comodità, ricomprendiamo anche il Messico: la zona turisticamente più vocata infatti, la celebre e splendida Riviera Maya che occupa la costa meridionale della penisola dello Yucatan, è bagnata proprio dal Mar dei Caraibi.

Suddivisa in circa 1300 isole di cui fanno parte anche alcuni atolli piccolissimi, la regione è composta da tre arcipelaghi principali: le Grandi Antille, le Piccole Antille e le Bahamas. Diverse per tradizioni, usanze e costumi, ognuna di queste isole conquista i visitatori con il suo fascino particolare, l’accoglienza calorosa dei suoi abitanti, la cucina, i panorami mozzafiato.

Facilmente raggiungibili dall’Italia con voli diretti o con scali, i Caraibi rappresentano la meta ideale per la vacanza perfetta, complici il clima tropicale e le temperature gradevoli per buona parte dell’anno. Un viaggio alla scoperta di sorprendenti bellezze naturali nel Mar dei Caraibi, delle sue meravigliose isole immerse in un contesto paradisiaco è qualcosa di assolutamente fantastico, da vivere almeno una volta nella vita.

Cosa vedere in viaggio ai Caraibi e in Messico

Spiagge esotiche e scenari da favola sono il simbolo dei Caraibi, meta ideale per dimenticare lo stress della vita quotidiana. Un viaggio in questa terra tra foreste tropicali, incroci di culture e gli immancabili panorami da cartolina è quanto di meglio si possa desiderare per vivere un’esperienza indimenticabile.

Oggi i Caraibi rappresentano un paradiso molto variegato, un caleidoscopio di razze, culture e influenze diverse, che rende ogni singola isola unica e inimitabile. Spiagge di sabbia rosa, bianca o del colore grigio brillante frutto di antiche eruzioni vulcaniche. Spiagge che sembrano non aver mai visto un essere umano e altre animate e rumorose a ogni ora del giorno e della notte. I Caraibi incarnano la fuga perfetta dalla routine, il luogo ideale per un piacevole naufragio a tempo, ma con ritorno programmato.

Immancabile è una visita a Cuba, considerata una tra le isole più belle dei Caraibi, per andare alla scoperta di una cultura incredibile e immergersi nella musica che riecheggia in ogni angolo de L’Avana. Lasciarsi conquistare dai suoi incredibili paesaggi e località come Varadero Cayo Largo è un’autentica magia!

Oltre ad altre isole suggestive come Porto Rico e Haiti un’altra destinazione di grande fascino è la Giamaica, patria del reggae, meta perfetta per gli appassionati della natura e degli animali, per chi vuole divertirsi e ascoltare della buona musica in uno dei tanti locali alla moda di Kingston e per gli amanti del mare che troveranno a Negril una delle spiagge più famose della Giamaica.

Spettacolare è Aruba, perla delle Antille Olandesi, affascinante con le sue candide spiagge bagnate da acque turchesi, un vero paradiso tropicale rimasto intatto. Qui potrai praticare sport acquatici ed emozionanti immersioni per esplorare le meraviglie dei fondali.

Anche Antigua offre panorami mozzafiato: questa affascinante isola dell’arcipelago delle Piccole Antille conquista per gli incredibili scenari formati da spiagge paradisiache, come Jolly Beach, lambite da acque cristalline e fondali ricchi di pesci variopinti.

Suggestiva per i suoi edifici coloniali che si possono visitare nella splendida capitale Santo Domingo, la Repubblica Dominicana è un’altra tappa imperdibile durante un viaggio ai Caraibi. La bellezza della sua natura e le architetture tipiche di un’epoca che ha lasciato tracce indelebili offrono visioni fantastiche, impossibili da dimenticare.

Altro paradiso terrestre sono le Bahamas, tra la Florida e Cuba, oltre 700 isole caratterizzate da lunghe spiagge bianche, barriere coralline e fondali incantevoli, metà da sogno e fonte di ispirazione per il grande cinema interzionale.

Da segnalare anche Turks & Caicos, un incantevole arcipelago di circa 40 atolli situato a Sud delle Bahamas con centinaia di chilometri di barriera corallina, spiagge bianche e acque cristalline, luogo ideale per fare attività come snorkeling e immersioni subacquee.

Last but not least, naturalmente, il Messico. Mèta sontuosa e molto gettonata dal turismo internazionale, il Messico offre ai suoi viaggiatori un immenso patrimonio storico, culturale e archeologico, oltre a cornici naturali e spiagge mozzafiato. Città del Messico è una megalopoli affascinante e tutta da visitare. Ma puoi optare per un tour, vale a dire un viaggio itinerante all’insegna delle testimonianze lasciate dalle civiltà precolombiane tra siti archeologici come Cobà Chichén Itzá, il tesoro della penisola dello Yucatan e, per gli amanti del mare, le famose spiagge bianche messicane come Playa del Carmen e la spiaggia di Tulum, ritenuta tra le 10 più belle del continente americano secondo il New York Times.

Scegliere una vacanza ai Caraibi o in Messico vuol dire immergersi in un contesto straordinario, con colori magnifici e panorami mozzafiato, con spiagge incantevoli !

Qatar: cosa vedere nell’Emirato proveniente dal futuro.

Qatar: cosa vedere nell’Emirato proveniente dal futuro.

Come un Giano bifronte il Qatar ha due volti diametralmente opposti, due sguardi che osservano due direzioni temporali agli antipodi. Uno rivolto al passato, alle tradizioni, alla storia secolare, un altro che guarda prepotentemente al futuro, ad un progresso che si muove con ritmi impressionanti.

L’evoluzione del Qatar ha cambiato completamente i suoi connotati in un breve lasso di tempo, creando microcosmi quasi fantascientifici in un ambiente apparentemente idiosincratico, tra souk e realtà rurali.
Pur essendo una delle nazioni più piccole del Golfo Persico, il paese ha un PIL procapite di 100.889 dollari che lo proietta tra le nazioni più ricche del mondo. Grazie alla presenza di risorse preziose come petrolio e gas naturale, il Qatar vanta un’economia particolarmente florida, che ha permesso la sua trasformazione architettonica, culturale, modificando la forma mentis dei suoi abitanti.

Un viaggio in Qatar permette di ammirare i contrasti di questo paese, che desidera mantenere le sue tradizioni e la sua memoria, depositaria di una lunga storia, nonostante la sua virata verso il lusso e l’iper tecnologia.
Grattacieli, musei dall’architettura straordinaria si mescolano ai mercati tradizionali, alle oasi nel deserto e al fascino che solo il Medio Oriente sa regalare.

Cosa vedere in viaggio in Qatar

Un viaggio in Qatar proietta in una dimensione turistica dalla duplice anima. Due prospettive e modi di abbracciare l’essenza del paese, uno ammiccante le tradizioni e il passato, l’altra rivolta al futuro e al progresso. Proprio grazie a questa peculiarità, il Qatar appaga diverse esigenze e desideri di chi lo visita, proponendo una vacanza in grado di cogliere tout court le differenti sfumature. Doha accoglie in sé i due aspetti che hanno contraddistinto il Qatar dell’ultimo decennio e rappresenta una tappa fondamentale per comprendere e ammirare il paese.

Il tour nella città qatariota potrebbe iniziare al Souq Waqif, edificio che propone il canonico stile architettonico del paese e in cui è possibile acquistare abiti tradizionali, spezi e artigianato.

Per immergersi nelle trame storico-antropologiche del Qatar è decisamente consigliata una visita al Museo d’arte Islamica, punto focale della ripresa culturale avviata dall’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani. L’enorme collezione presente nel museo palesa un enorme valore storico-artistico e propone ai visitatori oggetti provenienti dall’intero mondo islamico, comprendente Spagna, Asia e India, che coprono il periodo che va dal settimo al diciannovesimo secolo. L’edificio ha grande valore anche dal punto di vista architettonico, essendo stato progettato dal celeberrimo architetto cino-americano Ieoh Ming Pei.

Un altro museo imperdibile, sia in ottica di un approfondimento storico e culturale, sia per apprezzarne la meravigliosa architettura, è il National Museum, anche conosciuto con l’acronimo di NMoQ.  La struttura, aperta il 28 marzo del 2019, è stata progettata da Jean Nouvel che per la forma e si è ispirato alla rosa del deserto.

The Pearl-Qatar” un’isola artificiale con grattacieli e ville di lusso, è invece l’emblema della Doha che guarda al futuro e alla vita più mondana.

Un altro aspetto da ammirare del Qatar riguarda i suoi scorci naturalistici: le splendide distese di sabbia che sfumano nel mare del Golfo Arabico. In particolar modo a Khor Al Udaid, anche conosciuto con il nome internazionale di Inland Sea, una grande laguna salata che presenta ambienti tropicali, circondata da imponenti dune dorate.

Sempre in ambito paesaggistico, la regione di Ras Abrouq, sulla costa occidentale, è famosa per il suo meraviglioso aspetto lunare, dovuto alla composizione calcarea, scolpita dai venti. Arrampicarsi sui crinali formati dalle rocce monolitiche permette di ammirare lo splendido panorama.

Nel deserto del Zekreet, sempre in quest’area del Qatar, è possibile vedere una delle opere artistiche più importanti: nella riserva naturale del Brouq in Qata è infatti presente East-West/West-East, l’ultima e più grande opera pubblica dell’artista Richard Serra. Quattro enormi lamine di metallo compaiono dal nulla e sembrano enigmatici miraggi di acciaio nel deserto, che, a seconda della posizione in cui si osservano, assumono forme e colori differenti.

Come il Giano bifronte il Qatar mostra due volti agli antipodi. Uno è rivolto al passato, alle plurisecolari tradizioni, l’altro guarda prepotentemente al futuro, seguendo un progresso che si muove con ritmi impressionanti.
L’evoluzione del Qatar ha cambiato completamente i suoi connotati in un breve lasso di tempo, creando microcosmi quasi fantascientifici in un ambiente apparentemente idiosincratico, tra souk e realtà rurali.

Pur essendo una delle nazioni più piccole del Golfo Persico, il paese ha un PIL pro capite di 100.889 dollari che lo proietta tra le nazioni più ricche del mondo. Grazie alla presenza di risorse preziose come petrolio e gas naturale, il Qatar vanta un’economia particolarmente florida, che ha permesso la sua trasformazione architettonica, culturale, modificando la forma mentis dei suoi abitanti.

Un viaggio in Qatar permette di ammirare i contrasti di questo paese, che desidera mantenere le sue tradizioni e la sua memoria, depositaria di una lunga storia, nonostante la sua virata verso il lusso e l’iper tecnologia.

Ma quali sono le cose da vedere assolutamente durante un viaggio in Qatar? Scopriamolo insieme!

Souq Waqif

Souq WaqifSulle rive del Wadi Musheureb un tempo sorgeva l’antico mercato di Doha, che con i suoi colori, profumi e rumori animava la città nel diciannovesimo secolo. Prima dei grandi cambiamenti, dei grattacieli, del presente che ha il forte retrogusto del futuro.

Costruito sul suolo dell’antico mercato, il Souq Waqif è un luogo che ha mantenuto inalterata la sua anima tradizionale e che ora appare in netto contrasto con il resto della città, la cui imponente verticalità sembra quasi avvolgerlo e proteggerlo, come prezioso luogo di aggregazione. Gli edifici color fango, realizzati seguendo l’architettura originale, rimarcano il collegamento con un’era passata e fungono da collante sociale. Il mercato è ancora oggi infatti un centro vitale fondamentale, con i suoi vicoli pieni di persone, chiacchiere e trattative. Qui si possono comprare alimenti (dai samosa alle foglie di vite ripiene fino agli stufati di carne e agli gnocchi dolci), vestiti tipici, ma anche falchi! La falconeria è infatti uno sport tradizionale in Qatar e il Souq Waqif è sede di un mercato di falconi, che si possono acquistare (ovviamente solo i qatarioti) o ammirare da vicino.

Ras Abrouq

Ras AbrouqSulla costa occidentale si trova una regione dalla conformazione e dall’aspetto decisamente particolare: Zekreet. In particolare nella località di Ras Abrouq, le rocce calcaree regalano alla zona un aspetto quasi lunare: il vento ha infatti scolpito la superficie, creando effetti che sembrano ultraterreni. I bizzarri connotati geomorfologici dell’area sono particolarmente apprezzati dai turisti, che raggiungono questa regione proprio per i suoi paesaggi decisamente unici. Oltre alle spettacolari formazioni rocciose, sono qui presenti splendide spiagge incontaminate e scogliere, da cui ammirare il vasto orizzonte.

Si possono inoltre visitare forti militari abbandonati che sembrano location cinematogafiche, attorno a cui passeggiano cervi selvatici; la fauna di Zekreet  è contraddistinta poi dall’orice arabo, animale che è diventato il simbolo nazionale del Qatar.

I musei di Doha

Musei DohaLa rinascita economica del Qatar è coincisa con un’attenzione particolare per la cultura e per il mantenimento delle tradizioni. Proprio nell’ottica di abbinare allo strepitoso rilancio tecnologico e architettonico, uno sguardo verso il proprio passato e la propria storia, sono stati aperte o ammodernate numerose strutture museali, tappe imperdibile durante un viaggio in Qatar.

Per conoscere e comprendere la cultura qatariota e quella islamica tout court, non c’è niente di meglio di una visita al museo dell’arte islamica. Frutto del mecenatismo dell’emiro Hamad bin Khalifa Al Thani, la struttura è stata realizzata nel 2008 su un’isola artificiale a ridosso della Corniche, il lungomare di Doha. La particolarità architettonica dell’edificio è attribuibile all’estro di Ieoh Ming Pei, architetto modernista cino-americano, Premio Pritzker nel 1983. Nei quattro piani, che comprendono mostre permanenti e temporanee, sono presenti oggetti provenienti dall’ intero mondo islamico, comprendente Spagna, Asia e India, e storicamente assimilabili al periodo che va dal settimo al diciannovesimo secolo. Il museo ospita inoltre una libreria dedicata interamente al patrimonio librario qatariota, con un’enorme collezione di ben 21.000 libri.

Altro museo che merita attenzioni, sia per motivi culturali che per ragioni estetiche e architettoniche, è il National Museum, anche conosciuto con l’acronimo di NMoQ.  La struttura, aperta il 28 marzo del 2019, è stata progettata dall’architetto francese Jean Nouvel che, per la scenografica forma, si è ispirato alla rosa del deserto.

La Corniche

La CornicheNell’immaginario comune Doha viene abbinata ad una miriade di grattacieli, simbolo di opulenza e materializzazione delle sterminate ricchezze che il Qatar ha maturato negli ultimi decenni, grazie al petrolio e al gas naturale.

Per apprezzare lo skyline caratteristico della capitale qatariota e averne una spettacolare visione d’insieme, l’ideale è una passeggiata sulla Corniche, la panoramica promenade cittadina, che si estende per chilometri dinanzi agli scintillanti palazzi che popolano la città e si affacciano sull’altra costa del Golfo Persico.

Uno degli edifici simbolo è la Doha Tower, vincitrice del Pritzker Architecture Prize, il cui caratteristico rivestimento in alluminio omaggia la “mashrabiya“, un elemento architettonico tipico dell’Islam il cui scopo era proteggere dai raggi del sole.

Sul lungomare è possibile visitare anche il Monumento alla perla, bizzarra scultura che rimanda alla pesca alla perla, attività che per secoli ha rivestito un’importanza fondamentale per l’economia del paese.

Inland Sea

Inland SeaOltre ai grattacieli e agli elementi culturali, il Qatar offre innumerevoli spunti anche di carattere prettamente paesaggistico e naturalistico, come abbiamo già visto per la regione di Zekreet. A 60 chilometri da Doha è possibile visitare una riserva naturale, diventata patrimonio Unesco, conosciuta con il nome di Khor Al Adaid e conosciuta a livello internazionale come Inland Sea. La peculiarità della riserva è che si tratta di un vero e proprio mare, circondato dalle dune. Il bacino è infatti un braccio del golfo Persico completamente circondato interamente dalla sabbia.

La fauna locale è ben rappresentata dalla presenza di falchi pescatori , dugonghi e tartarughe. Ad alimentare poi la spettacolarità del luogo c’è anche un curioso effetto sonoro: il movimento dei granelli delle dune con il vento crea una sorta di mormorio, rinominato “canto della sabbia”.

Negli ultimi anni il Qatar è diventato una delle destinazioni più richieste in ambito turistico. Complice la sua ascesa economica e culturale, il paese offre una vacanza in grado di offrire diverse tipologie di itinerari. Grattacieli e lusso, ma anche il fascino mediorientale più tradizionale e autentico.

Primavera a Roma: un tour tra tulipani, rose e ciliegi in fiore .

Primavera a Roma: un tour tra tulipani, rose e ciliegi in fiore .

Con l’arrivo della primavera, Roma si trasforma in un tripudio di colori e profumi, offrendo agli amanti della natura angoli di straordinaria bellezza senza dover viaggiare lontano. Il Roseto Comunale, l’Orto Botanico, il TuliPark e il Giardino Giapponese sono solo alcune delle meraviglie floreali della Capitale, ideali per passeggiate rilassanti tra fioriture spettacolari.

La stagione dei ciliegi in fiore, nota come Hanami nella tradizione giapponese, regala scenari suggestivi in diversi punti della città, tra cui il Laghetto dell’Eur, il Parco dell’Appia Antica e il giardino dell’Istituto Giapponese di Cultura, progettato dall’architetto Ken Nakajima. Per chi preferisce il fascino delle rose, il Roseto Comunale sull’Aventino offre un’esposizione di oltre 1100 varietà, visibili da aprile a maggio.

Oltre i confini urbani, la primavera continua a sorprendere con destinazioni uniche come il Roseto Vacunae Rosae a Roccantica, che ospita oltre 5500 varietà di rose in un percorso immerso nella natura della Sabina. Poco più lontano, il Tuscia Flower vicino Viterbo incanta con le sue distese di tulipani in stile olandese e i vasti campi di girasoli e gladioli. Per gli amanti delle orchidee, invece, l’evento “Orchidee dal Mondo” a Monte Porzio Catone rappresenta un appuntamento imperdibile.

Dopo un’immersione tra i colori della primavera, un soggiorno esclusivo nel cuore di Roma completa l’esperienza. L’FH55 Grand Hotel Palatino, situato nel quartiere Monti, offre un’accoglienza raffinata a due passi dal Colosseo e dai Fori Imperiali. Inserito nella Top 10 degli hotel premiati dai Condé Nast Traveler Reader’s Choice Awards 2023, la struttura combina eleganza e comfort, con camere panoramiche, un ristorante gourmet e spazi dedicati al relax e al benessere. Un punto di partenza perfetto per vivere la città nella sua stagione più affascinante.