Se stai pianificando un viaggio in Costa Rica, oltre a chiederti cosa vedere in Costa Rica, ti domanderai anche quale è il periodo migliore.
Scopri allora con me le diverse stagioni e scegli quando andare per osservare gli animali o per dedicarti al tuo sport preferito!
1. Quando andare in Costa Rica
La Costa Rica ha un clima tropicale con due stagioni principali: quella secca e quella delle piogge (soprannominata “stagione verde”). La stagione secca va da dicembre ad aprile, mentre la stagione verde va da maggio a novembre. Durante la stagione secca, il clima è caldo e soleggiato; il momento perfetto per le attività in spiaggia e le escursioni.
La stagione verde rende però più rigogliose le foreste e, in alcuni casi, è il momento migliore per avvistare gli animali, poiché escono per nutrirsi e accoppiarsi durante questo periodo. Attenzione però, perche il meteo può variare a seconda dell’area.
1.1 La stagione secca (dicembre-aprile) La stagione secca in Costa Rica è, ovviamente, il periodo più popolare per i turisti. Il tempo è statisticamente stabile per le attività all’aperto come l’ escursionismo, le zip line e il surf ma anche, più semplicemente, per stare sulla spiaggia a oziare. Tuttavia, poiché è alta stagione, i prezzi possono essere più alti e si può avere anche molta difficoltà a trovare sistemazione negli hotel. È importante quindi prenotare sia gli alloggi che le attività in anticipo.
Attenzione: la zona caraibica non segue alla lettera, purtroppo, questa regola. Non aspettarti quindi di andare, ad esempio, a febbraio e trovare sicuramente il solleone stabilmente a Puerto Viejo e dintorni. In teoria, dati alla mano, febbraio e marzo sono i mesi con meno pioggia da queste parti; con questo non voglio dire che non ce ne sia, dico solo che, statisticamente, piove di meno.
Però la costa caraibica è talmente bella che merita sicuramente una scommessa e un soggiorno.
1.1 La stagione verde (maggio-novembre) La stagione verde (maggio-novembre) ha un suo fascino unico. Questo è il momento in cui la foresta pluviale si anima davvero; la vegetazione è lussureggiante e la presenza della fauna selvatica è particolarmente vivace.
Da fine aprile/inizio maggio, andando verso la stagione meno propizia (settembre/ottobre – prima metà di novembre) le mattine sono quasi sempre serene; ci possono essere delle piogge tropicali (precipitazioni breve ma intense) nel pomeriggio/serata/nottata. Dopodiché ritorna il sereno.
Per me la Costa Rica non è sicuramente da prendere in considerazione a settembre e ottobre per via delle piogge. Non faccio mai viaggiare i miei clienti in questo periodo anche se, teoricamente, la costa del Pacifico potrebbe offrire maggiori possibilità di tempo stabile.
2. Quando andare in Costa Rica per la Natura
2.1. Il momento migliore per vedere le tartarughe marine. Se sei un appassionato di tartarughe marine, il periodo migliore per visitare il Costa Rica è praticamente tutto l’anno. Le tartarughe marine escono dal mare e risalgono le spiagge sia della costa caraibica che di quella del Pacifico per deporre le uova. Il Parco Nazionale Tortuguero è la destinazione più popolare per osservare le tartarughe marine e i piccolini che nascono e corrono veloci verso il mare, ma anche altre spiagge come Ostional e Playa Grande offrono ottime possibilità per vivere in diretta questo incredibile fenomeno della natura
In ogni caso, ecco le principali zone dove puoi vedere le tartarughe marine deporre le uova: Parco nazionale Tortuguero: √ Quando osservare le tartarughe verdi: luglio – metà ottobre (picco: agosto – settembre)
√ Quando osservare le tartarughe liuto: febbraio – giugno (picco: marzo – aprile)
Parco nazionale marino Las Baulas √ Quando osservare le tartarughe marine liuto: da ottobre a metà febbraio
Ostional Wildlife Refuge √ Quando andare: settembre – novembre.
Parco marino Ballena √ Quando andare: le tartarughe embricate e olivace vi compaiono da maggio a novembre, con un picco tra settembre e ottobre.
2.2 Il momento migliore per vedere balene e delfini. Sembra impossibile ma la Costa Rica è uno dei Paesi al mondo dove hai la maggiore possibilità di vedere le balene. Tra l’altro è tra i Paesi con la stagione più lunga al mondo per il whale watching, l’osservazione di questi enormi animali in natura. Puoi infatti ammirare questi cetacei quasi tutto l’anno lungo la costa del Pacifico. Le balene megattere che provengono dall’Emisfero nord, – lato Pacifico, frequentano le acque del Paese da dicembre ad inizio aprile. Le megattere che arrivano invece in senso inverso, quindi dall’Emisfero australe, giungono a fine luglio per rimanere sino a novembre. Il punto migliore dove osservarle? Sicuramente il Parco marino Ballena.
2.3 Il momento migliore per osservare gli uccelli. Se sei un amante dei volatili e il birdwatching è uno dei principali scopi del tuo viaggio in Costa Rica, il periodo migliore per visitare il Paese è durante la stagione secca, da metà novembre ad aprile. È durante questi mesi che gli uccelli si fanno vedere più frequentemente e si possono sentire cantare quasi ovunque. Inoltre, la visibilità è decisamente migliore durante questo periodo. Questo è anche il momento di massima attività degli uccelli; molte specie, infatti, nidificano e si riproducono.
Se però vuoi osservare gli uccelli migratori, viaggiare in Costa Rica da settembre a novembre può darti molte soddisfazioni. La costa caraibica del Costa Rica, da metà settembre a ottobre, è uno dei posti migliori per vedere la spettacolare migrazione dei rapaci. In una giornata limpida, potrai centinaia di falchi, nibbi e avvoltoi che si librano in alto nel cielo.
3. Quando andare in Costa Rica per lo Sport
3.1 Surf Sono davvero tante le spiagge su cui cimentarsi con questo sport per equilibristi. Decisamente da preferire la costa del Pacifico rispetto a quella caraibica.
Sul Pacifico, le onde migliori si trovano a ottobre, alla fine della stagione delle piogge, mentre il meglio della costa caraibica lo si ha tra novembre e maggio.
La stessa spiaggia, a seconda dell’ora della giornata ma anche dalla ubicazione può essere adatta per chi è agli inizi o per chi è alla ricerca di emozioni forti.
3.2 Escursionismo Canyon, montagne, giungle, foreste e vulcani e spiagge: ecco quello che il paese mette a disposizione a chi piace camminare, una delle miglior destinazioni dell’America centrale.
Il periodo migliore è da dicembre ad aprile, dove avrai la magior probabilità di imbatterti in cieli sereni.
Sarà così più facile camminare lungo i sentieri e goderti. Alcuni dei migliori punti escursionistici includono il Parco Nazionale del vulcano Arenal, il trekking nel Parco Nazionale del Corcovado e la salita al Chirripò che, con i suoi 3820 metri, è la montagna più alta del Paese.
3.3 Pesca Se sei un appassionato di pesca, il periodo migliore per visitare la Costa Rica va da dicembre ad aprile. Durante questi mesi le acque sono più calme e limpide ed è più facile avvistare i pesci. Alcuni dei migliori aree sono Quepos e Los Sueños, che ospitano tutti i loro principali tornei di pesca al pesce vela tra gennaio e aprile di ogni anno.
3.4 Rafting Se sei un amante del brivido e vuoi fare rafting in Costa Rica, il periodo migliore per visitare è da maggio a dicembre. Durante questi mesi in cui la pioggia non si fa desiderare, i fiumi sono ai massimi livelli e le rapide sono più emozionanti e impegnative. Alcuni dei migliori fiumi sono il Pacuare, il Sarapiqui e il Reventazon. Il rafting è un eccellente modo per esplorare zone in cui difficilmente si riuscirebbe ad arrivare in altro modo.
Il dolce richiamo dell’Asia, dove la modernità incontra la tradizione, il fascino delle leggende precolombiane del Centro e Sud America, tra le vette andine e la fitta giungla che orla il blu del Mar dei Caraibi. Ogni viaggio è una rivelazione, scegli la tua destinazione.
La fioritura dei ciliegi incornicia il monte Fuji ancora imbiancato di neve, lo scorrere del fiume Mekong sembra invece non conoscere stagioni nel suo andare calmo e rilassato, quasi una panacea che allieta le memorie del passato vietnamita. Le rovine Inca tra le Ande e quelle Maya nella giungla messicana suggellano un tempo sospeso, rendendo la storia immortale. I luoghi ci raccontano mille suggestioni, ci insegnano e incantano con la loro bellezza e le loro preziose testimonianze, un incontro millenario tra natura e civiltà, una magia da vivere. E poi ci sono una miriade di piccoli dettagli, peculiarità che impreziosiscono le esperienze, come i magnifici contrasti che rivela il Giappone, dove la lentezza dell’antica cerimonia del tè vive in un mondo che rincorre il domani, tra maxi schermi dalle immagini pop e luci al neon che colorano la notte. Il Vietnam e la poesia dei suoi paesaggi, le baie puntellate da speroni di roccia, le coltivazioni di tè e le risaie a perdita d’occhio, lì dove spuntano donne laboriose con il loro tipico cappello a cono, un accessorio che protegge il volto dal sole e svela sorrisi autentici. In Perù vive ancora l’essenza precolombiana, e le leggende prendono vita lungo la Valle Sacra e in quel di Machu Picchu, l’iconica cittadella incastonata tra le Ande a 2.350 metri di altezza. Sono tanti gli enigmi della storia ma anche le nuove rivelazioni, come Lima, la Capitale gourmet che brilla nel panorama mondiale della cucina stellata. Il Messico invece ha già le sue certezze dalle note piccanti, il guacamole e gli immancabili tacos, da accompagnare ad un goccio di tequila e mezcal. Qui c’è sempre una valida occasione per brindare e fare “fiesta”, celebrare i santi e omaggiare le tradizioni che si perdono nella notte dei tempi.
Usi e costumi, leggende e realtà, presente e passato, sempre quel pizzico di magia che contraddistingue un viaggio autentico. Ensy7ha selezionato per te le migliori destinazioni al mondo creando dei Tour Magic ricchi di emozioni e attività speciali, tutto a un prezzo leggero. Proposte immersive capaci di svelare l’identità dei luoghi, vere e proprie avventure in compagnia di guide esperte parlanti italiano, che sveleranno la natura, la storia e le tradizioni, con un’occhio di riguardo alla buona tavola. Che sia un sushi mangiato (rigorosamente) con le bacchette, un pho fumante, la zuppa di tagliolini vietnamita per eccellenza, un ceviche di pesce e lime peruviano, condito con olio di anacardi e aceto di banana, o un piatto con jalapenos ultra piccanti, sarà un’esperienza memorabile e gustosa (a tratti sfidante).
La magia dell’Asia
Parti per la Terra del Sol Levante, con il tour Magic Giappone scoprirai alcune delle tappe più belle del Paese e le atmosfere che lo rendono unico. Ti immergerai nella storia e nelle tradizioni di una cultura millenaria, che sa essere sempre al passo con i tempi, a cominciare dalle grandi e vibranti metropoli come Tokyo e Kyoto, e la romantica Nara. L’itinerario punta alla triade delle città giapponesi per eccellenza, luoghi che concentrano l’essenza di questo Paese: dalle giungle di grattacieli moderni e all’avanguardia, alle antiche tradizioni custodite nei templi e nei pittoreschi quartieri, come la zona di Yanesen, considerata la “vecchia Tokyo”, un dedalo di viette dove si trovano negozietti tipici, chioschetti e neko-cafè, dove rilassarti in compagnia di qualche gatto sornione. Così l’antico quartiere Gion, a Kyoto, culla della cultura delle geishe e del teatro kabuki, caratterizzato dalle tradizionali case a schiera conosciute come “machiya” e quelle dei samurai. Anche il centro di Nara incanta con angoli autentici, bellissimi e inaspettati, come il Tempio di Todaiji, in cui è custodito il Buddha più grande del mondo, o il Parco di Nara, ai piedi del Monte Wakakusa, habitat di tantissimi esemplari di cervi e daini.
Il fascino orientale è di per sé una magia. Anche il Vietnam incanta con paesaggi suggestivi e molto vari, dal montuoso a Nord, al Sud pianeggiante e tropicale, dove baie orlate di sabbia dorata sono punteggiate da isole e isolette, tipiche della morfologia costiera vietnamita. Un Paese dalla terra fertile, solcata da fiumi che si fanno leggenda, come il Mekong, dove alla foce spazia un vero e proprio paradiso di biodiversità, basti pensare al Parco Nazionale di Con Dao e a quello di Phong Nha-Ke Bang, dichiarato Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Visitare il Vietnam significa tuffarsi nella natura selvaggia, ma anche conoscere la storia millenaria, tristemente nota per i suoi ultimi capitoli del Novecento. Scoprirai che le prime civiltà approdarono nel Golfo del Tonchino già nel IV secolo a.C. poiché venne considerato un vero e proprio paradiso terrestre per la grande fertilità, e proprio dalle terre che lo costeggiano affiorano antiche e preziose testimonianze. Con la proposta di viaggio Magi Vietnam potrai conoscere questa sorprendente realtà, un tour esclusivo che spazia da Nord a Sud, vivendo l’emozione di pernottare su una tipica giunca vietnamita nella Baia di Halong, visitando le più famose località come Hanoi, Hoi An, Hue, i tunnel di Cu Chi, Saigon, il Delta del Mekong, ma anche gustando i piatti prelibati e ricchi della cucina vietnamita.
Il richiamo Inca e Maya
Le proposte Ensy7 ti portano anche in Sud America, in uno dei luoghi più affascinanti ed enigmatici del continente. Con il tour Magic Todo Peru’seguirai un itinerario da condividere con un piccolo gruppo di compagni di viaggio, pronti a scoprire i gioielli nascosti, un’incredibile ricchezza culturale e i panorami incantevoli della Cordigliera delle Ande. Un viaggio autentico che svela la vera essenza dell’antica terra degli Inca, con tappa nelle città simbolo come la pittoresca Arequipa, la “ciudad blanca” per il candore della pietra locale, e a Cusco, l’iconica capitale dell’Impero del Sole oggi Patrimonio UNESCO, un mix di civiltà a 3.400 metri d’altezza. Qui le rovine inca si confondono tra palazzi in stile coloniale, troneggiati dalla maestosa Cattedrale, anch’essa costruita su fondamenta precolombiane. Percorrerai la Valle Sacra, fermandoti nei villaggi abitati da comunità di tessitori che ti accoglieranno raccontandoti il loro sapere, una straordinaria abilità tessile tramandata da generazioni. Una bellissima condivisione immersiva che descrive uno degli usi e costumi più autentici ed identitari del Perù prima di raggiungere la leggendaria Machu Picchu, l’iconica cittadella dove a regnare è ancora la magnificenza del popolo Inca. Al suo cospetto ci si chiede come l’uomo possa essersi adattato in un contesto tanto incantevole quanto impervio, un incredibile esempio di geografia possibilista. Tutt’altra rivelazione Lima, la moderna Capitale gourmet, frizzante e alla moda, che non smette di stupire per i piatti raffinati ma che rispecchiano le profonde radici con il territorio.
Le tracce della storia precolombiana ti portano anche in Messico dove sorgono le rovine di un’altra grande ed affascinante civiltà, quella dei Maya. Con la proposta di viaggio Magic Chiapas e Yucatan, vivi tutto il fascino del passato ma anche della natura dei due stati messicani, tra foreste e spiagge da sogno, così la bellezza dell’incontro con i locals. Dal Mar dei Caraibi di Cancun, a città identitarie come San Cristóbal de Las Casas nell’entroterra, importante centro culturale situato a più di 2.000 metri d’altezza, dove visitare i simboli della cristianità come la Cattedrale barocca di Santo Domingo, e sperimentare le tradizioni indigene come un bicchierino di Pox, il liquore dei Maya molto simile alla tequila. Ogni centro in Messico è custode di peculiarità, forti identità che legano le radici precolombiane alle eredità importate dall’Europa. I siti archeologici testimoniano splendidamente le magnificenze della civiltà Maya, e consentono di comprendere l’antico passato. Quello di Palenque è tra i più noti e risale al III secolo d.C., famoso per il Tempio delle Iscrizioni, la più grande delle piramidi mesoamericane. Nella zona archeologica di Uxmal è possibile visitare i resti della città maya fiorita tra il III ed il X secolo, in cui sorgono la Piramide dell’Indovino ed il Palazzo del Governatore. Il tour approda anche lungo la Riviera Maya dove sorge Chichén Itzà, capitale maya dello Yucatan, attiva tra il V ed il X secolo d.C., dichiarata una delle 7 Meraviglie del Mondo Moderno. Questo sito archeologico è il più importante del Messico nonché patrimonio UNESCO, campeggiato dall’iconica piramide di Kukulkan, nota come “El Castillo”. Qui tanti misteri sono ancora da svelare, e forse, per risolverli, ci vuole un pizzico di magia, quella passione che porta a conoscere il mondo, più forte di qualsiasi incantesimo.
L’Assessore regionale al Turismo, Simona Meloni, illustra le strategie per valorizzare il turismo lento, il patrimonio UNESCO e le nuove tecnologie applicate al settore turistico.
L’Umbria si conferma una destinazione d’eccellenza per il turismo sostenibile e culturale. In vista del Giubileo e degli anniversari francescani, la Regione punta su iniziative come “Cammini Aperti 2025” per promuovere il turismo lento e spirituale. Al contempo, eventi internazionali come il World Tourism Event 2026 e l’uso di tecnologie immersive nei siti archeologici rafforzano l’attrattività del territorio. L’Assessore al Turismo, Simona Meloni, racconta le strategie in atto per rendere l’Umbria sempre più accessibile e competitiva sul mercato turistico globale.
Cammini Aperti 2025 rappresenta un’importante iniziativa per valorizzare il turismo lento e spirituale. Quali strategie state adottando per rendere questi percorsi sempre più accessibili e attrattivi anche per un pubblico internazionale?
“Cammini Aperti 2025″ rappresenta un’importante iniziativa per valorizzare il turismo lento e spirituale, coordinata dalla Regione Umbria in occasione del Giubileo e degli anniversari francescani. Il nostro obiettivo principale è rafforzare il ruolo dell’Umbria come meta di riferimento per il turismo spirituale e sostenibile, promuovendo in modo unitario i cammini religiosi che includono la Via di Francesco, il Cammino di San Benedetto e la Via Lauretana. Un aspetto fondamentale dell’iniziativa è l’inclusività e la sostenibilità, con un’attenzione particolare all’accessibilità dei percorsi e delle esperienze. Per raggiungere questo obiettivo, stiamo implementando diverse strategie chiave: miglioramento delle infrastrutture esistenti, manutenzione regolare dei sentieri e creazione di punti di sosta attrezzati. Collaboriamo con le comunità locali per offrire esperienze autentiche, tra cui workshop, eventi culturali e degustazioni di prodotti tipici. Infine, per attrarre un pubblico internazionale, investiamo in campagne di marketing digitali e contenuti informativi multilingua, oltre a facilitare la prenotazione di pacchetti turistici completi.”
L’Umbria è da tempo impegnata nella promozione del suo patrimonio UNESCO. In vista del World Tourism Event 2026, quali nuove iniziative verranno lanciate per rafforzare il legame tra turismo culturale ed economia locale?
Stiamo sviluppando iniziative mirate a valorizzare il patrimonio culturale e naturale dell’Umbria, creando sinergie con l’economia locale. Un evento chiave sarà ‘Umbria, le Giornate del Patrimonio UNESCO’, in programma dal 26 al 28 settembre, che offrirà un’opportunità unica per esplorare i beni UNESCO della regione e le risorse del Lago Trasimeno. Il Comune di Assisi organizzerà un educational tour per buyer e giornalisti, promuovendo il sito seriale Longobardi e il Tempietto del Clitunno. Queste iniziative includono esperienze legate alla natura e all’enogastronomia, con l’obiettivo di stimolare nuove forme di accoglienza e itinerari sostenibili, rafforzando il turismo esperienziale e il suo impatto sull’economia locale.
Il progetto “Tiber-Pallia” punta su tecnologie immersive per valorizzare il patrimonio archeologico. Crede che l’uso di realtà aumentata e podcast possa diventare un modello replicabile per altre aree della regione?
Tiber-Pallia è un progetto innovativo che collega cinque siti etrusco-romani dell’Orvietano, offrendo esperienze immersive con realtà aumentata, smartglass e un sistema di podcast multilingua. Crediamo che possa diventare un modello replicabile in altre aree dell’Umbria, ma è essenziale trovare un equilibrio tra il virtuale e il reale. L’evoluzione di questa relazione richiederà collaborazione tra tecnologi, esperti di turismo e comunità locali per garantire esperienze autentiche e sostenibili. L’obiettivo è far sì che la tecnologia arricchisca l’esperienza turistica, senza sostituire l’emozione della visita fisica ai luoghi storici.
L’evento “Screenings” di Rai Com porterà a Spoleto 70 buyer internazionali. Quanto è strategico per l’Umbria il connubio tra audiovisivo e turismo e come si intende capitalizzare questa opportunità per attrarre nuove produzioni e visitatori?
Il connubio tra audiovisivo e turismo è estremamente strategico per l’Umbria. Eventi come ‘Screenings’ di Rai Com attraggono buyer internazionali e promuovono la regione come set cinematografico. L’Umbria ha già ospitato film e serie TV di grande successo, come ‘Don Matteo’. Per capitalizzare questa opportunità, intendiamo potenziare la Film Commission regionale e creare pacchetti turistici dedicati alle location cinematografiche. Collaboriamo con enti locali e operatori del settore per sviluppare eventi che mettano in rete turismo e audiovisivo, attirando nuove produzioni e visitatori.
L’Umbria vanta un’offerta culturale ampia, dai festival musicali agli eventi dedicati al giornalismo e alla letteratura. In che modo la Regione intende promuovere questi appuntamenti in sinergia con le altre esperienze turistiche per rendere l’offerta sempre più integrata?
La Regione Umbria sta lavorando per integrare la sua offerta culturale con esperienze turistiche complementari. Stiamo sviluppando pacchetti tematici che combinano eventi culturali con soggiorni in strutture ricettive, visite a siti storici e tour enogastronomici. Puntiamo su alleanze tra organizzatori di eventi, operatori turistici e amministrazioni locali, e sull’uso di piattaforme digitali per promuovere l’offerta in modo mirato. Progetti come ‘Perugia, città dei Festival’ e il biglietto unico per i musei del capoluogo sono esempi concreti di questa strategia di integrazione culturale e turistica.
Il borgo medievale, vicino all’Aquila, ha riscritto la propria identità con la street art .Tra palazzi e vicoli, i murales trasformano il centro in un gran museo a cielo aperto.
Una storia scritta a colori, oltre le pagine di un libro, oltre i confini di un foglio o di una tela. I personaggi si animano a colpi di rossi, azzurri, gialli, diventano grandi giganti gentili a rivestire palazzi e porte monumentali. Può succedere anche questo nella terra abruzzese della Marsica, che un piccolo borgo medievale, incastonato su uno sperone di roccia, incorniciato dal paesaggio delle montagne del parco Regionale del Velino-Sirente, in provincia dell’Aquila, diventi un funambolico spettacolo di street art. L’estro è quello di giovani artisti contemporanei innamorati di questo angolo di paradiso ad un passo dal cielo. Ma il cuore è quello degli abitanti che hanno scelto l’arte per riscrivere la propria identità. Aielli, coloratissimo paese accarezzato da due torrenti che convergono presso il lago del Fucino, promosso al circuito del Borghi Autentici d’Italia, segnalato dal Fai Fondo Ambiente italiano, tra i borghi del cuore più votati, riesce a stupire così, in uno stile unico. «Arrivare ad Aielli è come entrare in un luogo fuori dal tempo, dove storia e arte si fondono perfettamente», dice Enzo Di Natale, giovane sindaco, che ama trasformarsi in cicerone speciale per le stradine in technicolor del paese.
INCONTRI RAVVICINATI
È un incontro continuo, con le creature dei murales che sembrano danzare un girotondo surreale in una placida quiete medievale di torri e mura. «Gli spettacolari murales raccontano storie di tradizione, cultura e letteratura, con l’idea di regalare ai visitatori un museo a cielo aperto. L’atmosfera è quella di un paese autentico, sospeso tra passato e modernità, con viste mozzafiato sulle montagne circostanti e sulla Marsica…D’altronde, passeggiando per le vie del borgo, ogni angolo nasconde un murales diverso, che merita di essere scoperto». Colori sì, ma anche stelle. Ad Aielli anche la volta celeste gioca un ruolo speciale. «Imperdibile è la visita alla Torre delle Stelle – indica il primo cittadino – un osservatorio astronomico che permette di scrutare le meraviglie del cielo, situato nella parte più alta del paese, circondato da orologi solari, libri trascritti su parete e panorami mozzafiato». Già, perché il legame con l’astronomia, qui, risale all’800, quando nacque l’astronomo Filippo Angelitti al quale è intitolata la piazza centrale del paese. Dalle stelle all’arte sacra, da vedere, certo, c’è anche la Chiesa di Sant’Adolfo, punto di riferimento storico e culturale. La stagione invernale diventa l’occasione per godersi questo connubio insolito: «Aielli si veste di fascino – sottolinea Enzo Di Natale – con le montagne imbiancate che fanno da cornice perfetta. È il momento ideale per scoprire la natura circostante, magari con una passeggiata sulla neve nelle vicinanze. In Estate il borgo si rianima con eventi culturali e mostre all’aperto legate alla street art. Inoltre, sono previste nuove installazioni artistiche e rassegne dedicate alla letteratura e alla tradizione locale». Insomma, un’agenda continua.
LE FESTE
Che attinge alla tradizione delle feste patronali e della gastronomia. «Il folklore più autentico rivive durante le celebrazioni religiose, accompagnate da musiche popolari e antichi riti – svela il sindaco – L’artigianato locale spazia dalla lavorazione del legno alla produzione di prodotti tipici del territorio». E se ci volessimo fermare a degustare, cosa bolle in pentola qui, ad Aielli? «La cucina offre sapori genuini e autentici. Da non perdere la pasta fatta in casa, come gnocchi e fettuccine, accompagnata dai salumi e formaggi del territorio. Tra i piatti tipici ci sono anche l’agnello alla brace e le zuppe di legumi. Da bere, i vini locali come il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano, oltre ai liquori artigianali aromatizzati alle erbe del luogo». Un brindisi ai colori e alle stelle. Ad un passo dal cielo.
SULLA ROTTA DA AVEZZANO A CELANO: PER SCOPRIRE IL TESORO DELLA ROCCA
Il profilo delle creste di montagna è una costante. Incornicia l’orizzonte per ogni sguardo. Il paesaggio, qui, in questo angolo di terra abruzzese, intreccia l’anima dell’Appennino con le sorprese della natura e l’estro della storia. Se Aielli è considerato il balcone della Marsica, i suoi dintorni completano l’esperienza. Bastano pochi minuti di macchina per raggiungere luoghi di piena suggestione.
Ne sa qualcosa il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, che confezione il suo itinerario del cuore: «Le Gole di Celano sono una perla naturalistica, perfette per escursioni e passeggiate immersi nella natura. Il castello Piccolomini di Celano, poi, è una tappa d’obbligo per gli amanti della storia, mentre la città di Avezzano offre percorsi culturali e archeologici legati all’antico Lago Fucino. Ideale anche una passeggiata sul Monte Velino per ammirare panorami indimenticabili…». L’entusiasmo nella voce lascia percepire il legame del sindaco a questi luoghi.
IL MONUMENTO
Celano – siamo nella provincia de L’Aquila – è una meta da mettere in agenda, allora, segnato dalla mole possente ed elegante del suo Castello Piccolomini. «Colpisce, è vero, il visitatore soprattutto per la poderosità della sua struttura e per la vista a 360° su tutto il territorio circostante», racconta Marina Maria Serena Nuovo, direttrice del monumento, perla del circuito della Direzione regionale Musei Nazionali Abruzzo.
«Una curiosità riguarda il nome del castello, da Antonio Todeschini Piccolomini, nipote del famoso umanista Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa con il nome di Pio II – riflette la direttrice – Tuttavia il Piccolomini non è stato il primo proprietario del castello, per quanto abbia contribuito al suo completamento. La volontà di costruire un castello sul colle San Flaviano è opera di Pietro, conte di Celano, che diede il via ai lavori attorno al 1392. Ultima erede di Pietro fu la contessa Covella, una figura molto complessa ed emblematica, che nel corso del tempo si è prestata ad essere romanzata, ma che, a mio avviso, non è stata ancora sufficientemente indagata da un punto di vista strettamente storico» (per visitarlo, 0863793730, museiabruzzo.cultura.gov.it; orari: mer, ven-dom 8.30-19.30).
Al di fuori di questo scrigno, cosa colpisce il cuore del viaggiatore? «La bellezza del paesaggio, davvero mozzafiato – indica Marina Maria Serena Nuovo – Per non parlare delle eccellenze enogastronomiche, dominate dalle tradizionali paste fatte in case, come i maccheroni alla chitarra e le sagne, dalle zuppe di legumi, alla celebre patata del Fucino Igp». Le Gole di Celano sono una meta imperdibile per i fan del trekking: uno dei canyon più belli d’Italia, da riscoprire (è consigliabile) con la primavera. E l’archeologia? «A pochi km da Celano si scopre un gioiello come Alba Fucens, la colonia romana costruita alla fine del IV secolo a.C. raggiungibile in macchina in circa 20 minuti – spiega Nuovo – Camminare nel silenzio delle sue antiche strade basolate dà al viaggiatore l’emozione di rivivere il passato in pochi, semplici passi».
I CONSIGLI DI LINO GUANCIALE, ABRUZZESE DOC
I luoghi del cuore, in Abruzzo, per me sono tanti. Posso dire di conoscere bene la mia regione, oltre che di amarla molto. Le esperienze negli anni decisivi della mia vita, tra l’infanzia e l’adolescenza, sono legate a questa grande complessità di paesaggi diversissimi, dal mare alle montagne, alle colline più dolci. Se dovessi consigliare un itinerario particolare che faccia da distillato d’Abruzzo per un visitatore, consiglierei, in moto o in bici, di mettersi sulla Tiburtina, che da Roma attraversa la regione fino al litorale. Così si assaggiano le montagne, si attraversa il complesso di gole della Marsica, per arrivare alle colline del nostro vino, il Montepulciano. A questo itinerario corrispondono sapori diversi. Dagli arrosticini alle dolcezze della cucina gentile e forte a cavallo tra colline e mare, olio e pescato. Proporrei un trittico di montagne, come il Monte Velino che si affaccia sulla piana del Fucino e di Avezzano dove sono nato, il Gran Sasso e la Maiella, così particolare da sembrare una scheggia di luna, piovuta sulla terra. Ancora, la costa dei trabocchi, L’Aquila tutta nel suo complesso, i borghi della Marsica, oltre al paese di mio padre Collelongo. Luoghi che consiglierei di cercare sulla cartina. Proprio con il mio lavoro sull’incredibile storia dell’abruzzese Raffaele Trequarti mi piacerebbe che si aprisse nell’immaginario dell’ascoltatore e viaggiatore, una finestra su un mondo linguistico e antropologico inerente la terra da cui provengo, che è per tanti versi emblematica della storia dell’Italia. La storia del popolo minuto, della provincia. Da conoscere e da amare.
Venezia è da sempre una delle città più incantevoli al mondo, grazie alla sua particolare conformazione e alla sua straordinaria unicità. Trovarsi nei dintorni e non dedicare almeno qualche ora alla sua scoperta sarebbe imperdonabile!
Venezia, ricca di angoli nascosti lontani dagli sguardi delle folle, è un luogo che rivela la sua vera essenza solo a chi ha la pazienza e la curiosità di allontanarsi dai percorsi più battuti. Le calli segrete, i ponti meno frequentati e le piccole corti silenziose offrono uno scorcio autentico della città, lontano dal clamore delle zone turistiche.
Ogni angolo custodisce un pezzo di storia ed è capace di affascinare chiunque in ogni stagione e in ogni momento della giornata.
Venezia è una città da esplorare e vivere intensamente, un luogo che lascia ricordi indelebili: Venezia è tutto questo!
Angoli nascosti di Venezia da non perdere
Pensando a Venezia vengono subito in mente le gondole, i canali e Piazza San Marco, ma Venezia è più di tutto questo. Passeggiando per i suoi vicoli meno conosciuti, si possono scoprire botteghe artigianali, bacari tradizionali dove gustare cicchetti accompagnati da un’ombra di vino, e piazzette dove il tempo sembra essersi fermato. I luoghi meno noti ai turisti di Venezia racchiudono l’anima della città, la sua storia e la sua voce.
Venezia affascina non solo per la sua architettura unica e i suoi canali, ma anche per la sua capacità di trasformarsi con la luce del giorno e piano piano svelandosi. All’alba la città è avvolta da un’atmosfera quasi mistica, con le sue strade deserte e la nebbia che si alza dai canali. Al tramonto, i riflessi dorati che si specchiano nell’acqua creano un panorama surreale, mentre la notte, con le sue luci soffuse dei lampioni rosati in Piazza San Marco, rende Venezia un luogo romantico e suggestivo, pieno di angoli nascosti di Venezia da scoprire.
Luoghi Segreti e Meno Noti per Esplorare la Venezia Autentica
Venezia è ricca di angoli nascosti e luoghi meno noti. Dal ghetto ebraico al Ponte del Lovo andiamo a scoprirli insieme!
Ghetto Ebraico: a pochi minuti di distanza dalla fermata del bus ATVO è una delle zone più affascinanti di Venezia che racchiude oltre 500 anni di storia, e dove il tempo sembra essersi fermato. Caratterizzato da edifici molto alti, che raggiungono anche gli otto piani, il ghetto Ebraico è ricco di angoli nascosti tutti da scoprire. Dalla piazza, ad esempio, si possono cercare con lo sguardo le cinque sinagoghe, riconoscibili dalle 5 finestre allineate;
Calle Varisco: questo è sicuramente uno dei luoghi meno noti di Venezia. Da percorrere dall’inizio alla fine è interessante vedere come si restringe, fino a raggiungere la larghezza di 50 centimetri, diventando così una delle calli più strette della città;
Libreria Acqua Alta: È una delle librerie più eccentriche al mondo, con libri conservati in gondole e vasche da bagno per proteggerli dalle maree. Qui puoi trovare libri antichi e nuove edizioni, e godere di una vista unica sul canale dal cortile posteriore. Questo è il luogo ideale per vagare con la mente e con la fantasia, circondati da libri nuovi e antichi. Visita il sito web per scoprire qualche curiosità in più;
Ponte del Lovo: Uno degli angoli nascosti di Venezia capace di rivelare tutta la bellezza del campanile di San Marco. Da questo scorcio, infatti, si può vedere in tutta la sua maestosità, lontano dalle masse di turisti;
Scala del Bovolo e palazzo Contarini: Questa scala a chiocciola è un gioiello architettonico nascosto, costruita in stile rinascimentale. Dall’alto, si può godere di una vista panoramica su Venezia che pochi conoscono.
Passeggiate Fuori dai Circuiti Turistici: Scoprire una Venezia Insolita
Venezia è una città che stupisce, non solo per i suoi monumenti iconici, ma anche per gli angoli nascosti e i vicoli silenziosi che nascondono la sua anima più autentica. Lontano dalle affollate strade principali e dai ponti sovraffollati, esiste una Venezia intima, fatta di scorci incantevoli, calli deserte e campi nascosti che meritano di essere scoperti.
Uno dei sestieri più autentici della città, che fa parte dei luoghi meno noti di Venezia, è Cannaregio, dove la vita scorre tranquilla e i turisti sono meno presenti rispetto al centro. Qui puoi passeggiare lungo la Fondamenta della Misericordia, costeggiando canali e bacari frequentati dai veneziani. Le Fondamenta degli Ormesini offrono una passeggiata piacevole, punteggiata di piccole osterie dove fermarsi per un bicchiere di vino e qualche cicchetto, il tradizionale spuntino veneziano. Questa zona è perfetta per assaporare l’atmosfera locale e rilassarsi senza fretta.
Un’altra passeggiata fuori dai circuiti turistici ti porterà alla scoperta del quartiere di Tornielli, situato tra Cannaregio e Castello. Qui, le calli e i campi sono ancora poco esplorati dai visitatori. Una zona tranquilla, con viste uniche sui canali e sui ponti minori di Venezia, perfetta per una giornata alla ricerca di scorci suggestivi e angoli fotogenici.
Una delle zone meno battute dai turisti, invece, è il sestiere di Dorsoduro, con le sue calli tortuose e la presenza di piccole botteghe artigiane. La Chiesa di San Sebastiano, decorata con affreschi del Veronese, è un gioiello nascosto che vale la pena visitare. Dopo una sosta culturale, puoi proseguire lungo la Fondamenta delle Zattere, che offre una splendida vista sul Canale della Giudecca, specialmente al tramonto, quando i colori caldi del cielo si riflettono nell’acqua.
Consigli per Visitare i Posti Nascosti di Venezia in Modo Autonomo
Vedere i luoghi meno noti di Venezia in autonomia ti permetterà di vivere la città in maniera più autentica e rilassata. Pianificare l’itinerario è importante, ma lasciare spazio all’improvvisazione perdendosi tra le calli e i suoi vicoli è una delle migliori esperienze: spesso i luoghi più suggestivi sono quelli che si scoprono per caso, senza seguire un percorso preciso.
Se vuoi goderti Venezia in tutta la sua tranquillità, cerca di visitare i posti nascosti nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la città è meno affollata. Alcuni luoghi come la Giudecca o Cannaregio sono perfetti per una passeggiata mattutina, mentre al tramonto le Zattere offrono una vista mozzafiato sul Canale della Giudecca.
Una delle cose fondamentale da fare quando si va a Venezia è non sottovalutare l’importanza del comfort: indossare scarpe comode è importantissimo. Le strade della città, infatti, sono spesso acciottolate e i numerosi ponti che dovrai attraversare possono essere faticosi per chi non è abituato a camminare.
A Venezia, gli imprevisti fanno parte dell’esperienza. Che si tratti di una strada chiusa o di un vaporetto ritardato, sii flessibile e pronto a modificare i tuoi piani. La città ha un ritmo tutto suo, e parte della sua magia sta nel lasciarsi trasportare da questo flusso.
Esplorare gli angoli nascosti di Venezia in modo autonomo è un’esperienza affascinante, che ti permette di scoprire l’anima autentica della città. Seguendo questi consigli riuscirai a vivere la tua avventura in modo rilassato e indimenticabile, immergendoti nelle tradizioni e nei segreti di una delle città più belle e uniche al mondo.
Eventi e Cultura
Ogni anno a Venezia si susseguono moltissimi eventi della tradizione, dalle più note come il Carnevale e la festa del Redentore, a quelle meno conosciute ma comunque molto sentite dalla popolazione veneziana. Tra queste la festa del mosto di Sant’Erasmo in cui, nell’omonima isola, la prima domenica di ottobre i carri agricoli vestititi a festa vengono benedetti, e tra regate e spettacoli musicali le strade si riempiono di artisti di strada e mercatini con prodotti tipici, come il famoso carciofo violetto di Sant’Erasmo.
The Sky Garden, i giardini pensili più alti di Londra, si trovano al 35° piano del 20 Fenchurch Street, il grattacielo della City conosciuto anche come Walkie-Talkie per la sua forma più stretta alla base e più larga in cima. Ed è proprio la parte superiore del palazzo a vetri che si sviluppa in altezza su tre piani, dal 35° al 37°, che è diventata una delle attrazioni più affascinanti di Londra.
L’ingresso allo Sky Garden è gratuito dalle 10:00 alle 18:00 nei giorni feriali (ultimo ingresso alle ore 17:00) e dalle 11:00 alle 21:00 nei fine settimana. Si consiglia di prenotare un biglietto gratuito, soprattutto nei fine settimana quando può essere più affollato, ma se sei sprovvisto puoi sempre sperare di trovare la disponibilità entro le 17:00! I biglietti sono attualmente disponibili per la prenotazione fino a tre settimane di anticipo. I biglietti sono validi solo per la data e l’ora indicate sul biglietto e hanno un limite di tempo di 1 ora dal momento dell’ingresso. Se hai una prenotazione per un ristorante, non hai bisogno di un biglietto di accesso separato.
Ricordati di portare un documento d’identità con fotografia insieme al tuo biglietto il giorno della tua visita.
I minori di 16 anni devono essere accompagnati da un adulto di età pari o superiore a 18 anni. Un adulto può portare con sé un massimo di tre bambini.
L’entrata dello Sky Garden si trova alle spalle dell’entrata principale del palazzo destinato ad uffici e dopo aver passato i controlli di sicurezza, rigorosi come quelli di un aeroporto, due velocissimi ascensori conducono direttamente al 35 ° piano e alla struttura che racchiude i giardini pensili.
Dopo aver ammirato la città dall’alto del Sky Garden, perché non continuare l’esplorazione con un’altra iconica attrazione panoramica? Il London Eye, situato lungo il Tamigi, offre una vista mozzafiato a 360 gradi su Londra, complementare a quella del Sky Garden. Unendo la visita di queste due attrazioni, avrai l’opportunità di vivere due prospettive diverse e altrettanto emozionanti della capitale inglese.
Pensato come parco pubblico della City of London, un escamotage per rendere meno inviso il progetto di un edificio che cozzava all’interno di una zona protetta architettonicamente, The Sky Garden si propone come spazio aperto a tutti per trascorrere piacevolmente il tempo libero, ma solo durante le ore d’ufficio e previa prenotazione; il giardino infatti apre al pubblico alle 10 e chiude alle 18. Dalle 18 in poi l’accesso è riservato ai clienti del bar e dei due ristoranti presenti nella struttura.
L’ambiente, una combinazione di acciaio e vetro dalle pareti al tetto, offre un panorama mozzafiato sul Tamigi e sulla City of London, trovandosi l’edificio a torreggiare, a poca distanza, su monumenti come il Tower Bridge e la Torre di Londra a Est, e il complesso di edifici della zona di Bank, dove si individuano costruzioni medievali come la Great Hall di Guildhall o alle sue spalle il Barbican. I giganti di Aldgate, Cheesegrater, Gherkin, Heron Tower e Tower 42 sono alle spalle, visibili dal lato opposto all’ingresso del giardino, mentre la prima immagine che si coglie è quella dello Shard di Renzo Piano che occupa il campo visivo appena varcata la soglia dello Sky Garden.
Alle estremità della grande terrazza inferiore partono due larghe rampe di scale che costeggiano due grandi aiuole verticali che accolgono una limitata varietà di piante mediterranee. Al centro di questo giardino, l’edificio a due elevazioni che contiene la brasserie e il ristorante.
Ad accogliervi un membro dello staff di Rhubarb, la società di catering pluripremiata che gestisce lo Sky Pod bar e i ristoranti Darwin Brasserie e Fenchurch Bar & Grill.
Nel complesso non si può negare che sia un ambiente elegante, ma l’atmosfera rarefatta, così come la temperatura controllata, che impone l’uso obbligatorio del cappotto, lo allontanano dalla promessa di voler essere un luogo di relax dove sostare e intrattenersi amabilmente in attività sociali. Tuttavia, il panorama che si gode dalle sue vetrate, vale certamente la visita.
The Sky Garden
Sky Pod Bar
Occupa la terrazza più grande dello Sky Garden ed è stato pensato come un chiosco nel parco dove fermarsi per un caffè o una colazione veloce di giorno, o per bere un cocktail quando si accendono le luci della città. A proposito di cocktail, da provare il Viñoly, chiamato così in omaggio all’architetto uruguayano che ha firmato il progetto del Walkie-Talkie.
Darwin Brasserie
La Darwin Brasserie propone il classico menù british da pub, dalla full english breakfast al fish and chips, all’highlight del menù: la puffy pie di capriolo glassato. Il tutto da consumare davanti alle vetrate affacciate sulla città.
Fenchurch Bar & Grill
E’ il fine dining dello Sky Garden. Vanta un menù ricercato e tipicità alimentari di nicchia provenienti da località celebrate per ciascuna specialità. Il pesce, i crostacei, il caviale, i molluschi sono i protagonisti ma per gli amanti della carne non mancano succulenti tagli speciali. Si trova al 37° piano ed ha una terrazza che si affaccia sui piani sottostanti.