Isole Cíes: un paradiso in Galizia.

Isole Cíes: un paradiso in Galizia.

 

 

Le Isole Cíes in passato erano chiamate dai romani le “Isole degli Dei”.. noi non ci siamo stupite del motivo, voi leggete l’articolo e lo capirete!

 

 

Isole Cíes

 

 

Le Isole Cíes sono un arcipelago, meraviglioso e ancora non troppo conosciuto, nell’Oceano Atlantico, a poca distanza dalla costa della Galizia, di fronte alla città di Vigo.

 

 

Fanno parte del Parco Nazionale delle Isole Atlantiche della Galizia, insieme agli arcipelaghi di CortegadaSàlvora e Ons e sono state dichiarate Parco Nazionale, come uno dei migliori esempi degli ecosistemi delle coste e dei fondali atlantici spagnoli.

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L’arcipelago è composto da tre isole: San Martiño, la più piccola, e Monteagudo e Faro, collegate tra loro da una striscia di sabbia che affiora durante la bassa marea e forma la Lagoa dos Nenos, una laguna che ospita numerosissime specie marine.

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Sono isole prevalentemente rocciose, in cui si trovano spiagge bianchissime e acque cristalline, da far invidia ai Caraibi.

 

 

E’ proprio qui che il noto giornale The Guardian individuò la spiaggia più bella del mondo: Praia das Rodas .

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Come arrivare alle Isole Cíes

Al fine di preservare il territorio, l’accesso alle Isole Cíes è permesso solo a 2200 persone al giorno. Per accedervi, bisogna quindi richiedere l’autorizzazione alla Regione, la Xunta de Galicia. La procedura è molto semplice, basta andare sul loro SITO e richiedere il permesso, gratuito.
Una volta ottenuto il codice per il permesso, si possono prenotare i biglietti presso le compagnie di navigazione.
Alle Isole Cies si può arrivare in alta stagione dai porti di Vigo, Baiona e Cangas con le compagnie di navigazione Mar de Ons e Piratas de Nabia: circa 45 minuti e circa 20€.
Con una barca privata, invece, la visita può essere effettuata in qualsiasi giorno dell’anno, ma è necessario essere in possesso dei permessi di navigazione e ancoraggio rilasciati dal Parco Nazionale.

 

Cosa fare

 

Le spiagge delle Isole Cíes

Sulle Isole Cíes troviamo spiagge incantevoli, in cui rilassarsi e godersi la pace e la bellezza. Ricordiamoci che siamo nell’Oceano Atlantico e il mare è gelido! Il bagno si può fare, ma ci vuole molto coraggio.
Le spiagge sono 9, ma vediamo le più belle:

  • Praia das Rodas: la spiaggia più bella del mondo è questa, secondo il The Guardian. È la prima spiaggia che si incontra, proprio appena sbarcati sull’Isola di Monteagudo, e unisce quest’isola all’Isola di Faro, dando forma al Lago de los Niños. E’ un vero paradiso: l’acqua turchese, la sabbia bianchissima.
    (Piccolo parere personale, non per competere con il The Guardian, ovviamente, ma pensiamo che definirla la spiaggia più bella del mondo sia un po’ eccessivo. Va sicuramente inserita tra LE spiagge più belle al mondo, ma non sappiamo se assegnarle il primato sia corretto. Ci fate sapere cosa ne pensate voi?)
  • Playa Das Figueiras: è la spiaggia frequentata dai naturalisti, ma non esclusivamente e quindi si può andare anche con il costume. E’ quella più selvaggia ed è un sogno.
  • Playa De Nosa Señora: una piccola insenatura incantevole, sempre selvaggia.

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Trekking

Una delle attività più belle da fare alle Isole Cíes è sicuramente il trekking. L’unico modo per girare le isole è a piedi, quindi se vogliamo raggiungere i punti panoramici e godere al meglio della meraviglia di queste isole dobbiamo intraprendere uno dei percorsi segnalati.
Gli itinerari sono quattro, tutti con partenza dal punto informativo del Parco Nazionale all’arrivo del traghetto, contraddistinti da quattro colori diversi.

 

  • Ruta do Faro de Cíes: percorso giallo, 3,5 km, durata circa 1 ora e mezza andata. E’ il percorso più famoso, più panoramico e con più contrasti di paesaggi. Porta al Faro, da cui il panorama a 360° è mozzafiato.
  • Ruta do Faro da Porta: percorso verde, 2,6 km, durata circa un’ora andata. E’ il meno pendente e il più vicino alla costa, sempre da un lato dell’Oceano.
  • Ruta do Alto do Príncipe: percorso blu, 1,7 km, durata circa 45 minuti andata. È il percorso che sale dalla Praia de Rodas. E’ il percorso più breve, ma a noi è piaciuto davvero molto perchè il punto panoramico che si raggiunge regala davvero una vista da lasciare senza parole. Noi qui saremmo rimaste delle ore, a contemplare la bellezza di queste isole particolari dall’alto.
  • Ruta do Faro do Peito: percorso rosso, 2,5 km, durata circa un’ora andata. Si raggiungono qui le scogliere di Monteagudo e si apre il panorama sulle Isole di Ons.

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Immersioni

I fondali marini qui sono di una ricchezza unica. Le immersioni sono possibili, ma solo ottenendo l’autorizzazione specifica, rilasciata dal Parco.

Birdwatching

Questa è un’attività molto praticata, vista la grande varietà di specie presente sull’arcipelago. Qui vivono, infatti, tra le più importanti colonie di cormorani e gabbiani ed è presente un osservatorio degli uccelli, che si raggiunge prendendo il percorso Alto do Principe.

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Dove mangiare

Sulle Isole Cíes sono presenti tre ristoranti. Uno vicino al molo e due nei pressi del campeggio. Noi vi consigliamo il pranzo al sacco da gustare o in spiaggia o in uno dei fantastici punti panoramici che raggiungerete. Poi, una buona bibita fresca al bar ve la sarete meritata.

 

Dove alloggiare

Alle Isole Cíes non ci sono hotel, case o altre costruzioni. È presente un solo campeggio, direttamente sull’oceano, in cui potrete pernottare con la vostra tenda o con una fornita da loro. E’ obbligatoria la prenotazione, in quanto servirà un permesso speciale.
Noi non abbiamo dormito qui, pensando di passare in queste isole solo una giornata (poi ci siamo ricredute e il giorno dopo siamo tornate), ma crediamo sia un’esperienza da fare: possiamo solo immaginare la meraviglia di restare “soli” su queste isole, una volta partita l’ultima barca, o svegliarsi la mattina e godere del silenzio e della pace prima dell’arrivo del turisti. Inoltre, visto che qui inquinamento luminoso ovviamente non ce n’è, sono uno dei posti migliori al mondo per ammirare il cielo stellato. Quindi ve lo consigliamo molto!

 

 

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Isole Cíes: altri consigli

 

Primo consiglio fondamentale:

noi ci raccomandiamo sempre di fare una buona assicurazione di viaggio, per viaggiare sicuri e senza pensieri.
Vi consigliamo Heymondo, affidabile, totalmente personalizzabile, con un ottimo rapporto qualità-prezzo e con un’assistenza 24 ore su 24.

 

Indossate scarpe comode. Come avete letto non sono le classiche isole in cui star sdraiati in spiaggia. O meglio, potete farlo, ma senza camminare e andare alla scoperta di questo territorio vi perderete uno spettacolo unico.

 

 

Chiedete per tempo l’autorizzazione ad accedere a queste isole, per non rischiare di restar senza, soprattutto nel periodo più gettonato.

 

 

Seguite queste poche e semplici regole:

  • Non portate né biciclette né altri mezzi di trasporto, ci si muove solo a piedi.

 

  • Vietato portare cani o altri animali (solo cani guida), per non disturbare la fauna autoctona. 
  • Non raccogliete conchiglie, fiori, frutti, piante. 
  • Portate con voi i vostri rifiuti e non abbandonateli per nessun motivo, li getterete tornati sulla terra ferma.

 

La misteriosa e spettrale isola di North Brother a New York.

La misteriosa e spettrale isola di North Brother a New York.

Sconosciuta ai più e quasi dimenticata: quest’isola nel cuore dell’East River di New York, tra Bronx e Queens, ha una storia unica da raccontare.

Nel cuore della Grande Mela, New York, esiste un luogo misterioso, quasi dimenticato dal tempo. Un’isola avvolta nel mistero e nel silenzio, che nulla sembra avere a che fare con la metropoli americana. Si tratta della misteriosa e spettrale isola abbandonata di North Brother a New York.

Quest’isola si trova tra i quartieri del Bronx e del Queens, nel bel mezzo delle acque turbolente dell’East River e da oltre mezzo secolo resta inaccessibili al pubblico e avvolta da un’aura inquietante, ma allo stesso tempo decisamente affascinante. Perché? Scopriamolo insieme in questo articolo.

Una storia di isolamento e tragedie a New York

North Brother Island è una piccola isola che misura appena 400 metri per 250, quindi circa 0,1 chilometri quadrati. Una superficie quasi impalpabile rispetto anche l’isola di Manhattan. Ha anche una sorella minore, South Brother Island, ed entrambe sono disabitate da decenni. La prima è quella che vanta una storia più densa di eventi drammatici e utilizzi, in certi casi decisamente controversi, e che fu disabitata fino al 1885.

Tra la fine del Diciannovesimo Secolo e gli anni Trenta del Novecento, infatti, l’isola ospitava il famoso Riverside Hospital, una struttura sanitaria creata per l’isolamento di pazienti affetti da malattie contagiose, come il tifo, il vaiolo e la tubercolosi. Tra gli ospiti più famosi della struttura ci fu anche Mary Mallon, conosciuta anche con il nome di Typhoid Mary, una portatrice sana di tifo che fu confinata sull’isola per oltre vent’anni contro la sua volontà, dal 1915 alla sua morte nel 1938, proprio a causa della sua patologia e per aver contagiato oltre cinquanta persone.

Inizialmente l’isola fu anche luogo del tragico naufragio della General Slocum, un battello a vapore il 15 Giugno 1904 si incendiò durante il suo viaggio sulle acque dell’East River verso Long Island e che portò alla morte di oltre mille persone, la maggior parte cittadini tedeschi. Molti corpi furono ritrovati sulle rive di North Brother, mentre i sopravvissuti furono soccorsi dal personale medico del Riverside Hospital.

In seguito, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l’isola è stata utilizza prima per ospitare i veterani di guerra, che frequentavano le università di New York, per combattere la crisi degli alloggi del dopoguerra. Negli anni cinquanta il Riverside Hospital venne nuovamente riconvertito, questa volta in un centro per il trattamento di adolescenti tossicodipendenti, fino alla sua chiusura nei primi anni Sessanta, quando i membri dello staff medico vennero accusati di fornire stupefacenti ai pazienti, causando un alto tasso di ricaduta fra i pazienti.

 

È possibile visitare North Brother Island?

Una storia che ha dell’incredibile e che ha lasciato macchie indelebili nella storia della meravigliosa città di New York.

Tuttavia, dopo il suo abbandono, North Brother Island si è trasformata in una riserva naturale protetta. Gli edifici in rovina, infatti, sono stati letteralmente divorati dalla vegetazione e si sono trasformati in un perfetto rifugio per diverse specie di uccelli. Tra questi, la Nitticora, un airone notturno a rischio estinzione e protetto.

Questa sua trasformazione non consente di accedere all’isola, con l’obiettivo di preservare l’ecosistema e ridurre l’impatto umano, oltre che per la pericolosità degli edifici presenti e delle condizioni impervie del terreno. In certi casi eccezionali solo ricercatori, documentaristi e funzionari governativi possono ottenere permessi speciali per la visita dell’isola. Basti pensare che vengono rilasciati dal NYC Parks solo quattro permessi di ingresso a stagione, in Inverno ed Autunno, e gli ingressi sono vietati dal 21 Marzo al 21 Settembre, ovvero Primavera ed Estate.

Per chi desidera scoprire il lato affascinante e misterioso dell’isola di North Brother da vicino, la soluzione migliore è partecipare a un tour in barca lungo l’East River, che permette di osservare l’isola senza violare le restrizioni.

Il fascino eterno di un luogo dimenticato

North Brother Island, per la sua storia, è più di un’isola abbandonata. È un pezzo di storia nascosto nel cuore di New York, icona degli Stati Uniti e una delle città più vivaci e grandi del mondo. Un luogo inquietante, ma allo stesso tempo affascinante e ricco di storia, seppur caratterizzato da momenti tragici, che continua tutt’oggi ad attirare l’attenzione di urban explorer e amanti del mistero.

Navigando tra isole e atolli con i biologi marini.

Navigando tra isole e atolli con i biologi marini.

Crociere in Indonesia, alle Maldive,a Panama e in Madagascar.

I nostri Oceani sono uno scrigno di bellezze uniche e di straordinaria biodiversità. Scopri quattro affascinanti Paesi in diversi continenti viaggiando in compagnia di biologi marini in Indonesia, alle Maldive, a Panama e nel Madagascar.
Tra gli atolli formati da isole coralline delle Maldive navighiamo a bordo di barche lussuose, per pochi passeggeri e dotate di ogni comodità. Visitiamo luoghi remoti, passeggiamo su magnifiche spiagge deserte, ci immergiamo in una fauna variopinta e incontaminata ed entriamo in contatto con la popolazione locale.
In Indonesia viaggiamo in uno degli ultimi paradisi terrestri, un luogo conosciuto col nome di Raja Ampat, il luogo con la maggiore biodiversità marina del pianeta. A bordo di un tipico veliero indonesiano in legno ci attende un’esperienza indimenticabile alla scoperta di bellezze senza eguali e della ricchezza della vita marina.
Al largo dell’istmo di Panama esploriamo le isole dell’Arcipelago di San Blas con un’imperdibile crociera a bordo di un comodo catamarano in un ambiente naturale incontaminato, tra spiagge di fine sabbia bianca, palme e mare color turchese.
E infine in Madagascar, a bordo di un confortevole catamarano dagli ampi spazi, andiamo alla scoperta di un arcipelago ancora del tutto sconosciuto: le Isole Radama, Riserva della Biosfera Unesco, un vero paradiso tropicale caratterizzato da acque blu profondo, splendide spiagge, foreste spontanee e da una varietà di fauna marina incredibile.
Australia: il viaggio perfetto per coppie, amici e famiglie!

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  L’Australia è una destinazione che conquista tutti, grazie alla sua incredibile varietà di paesaggi, alle città vibranti e a un’offerta enogastronomica d’eccellenza.
Dalle spiagge paradisiache ai vigneti rinomati, dai parchi naturali alle avventure mozzafiato, ogni viaggiatore troverà il suo angolo di paradiso.Per le coppie: soggiorni esclusivi e momenti indimenticabili
• Boutique hotel e lodge appartati immersi nella natura
• Cene romantiche e degustazioni nei migliori ristoranti e cantine del paese
• Sorvoli panoramici su luoghi iconici come Uluru e le Whitsundays

Per gruppi di amici: divertimento e atmosfere vibranti
• Surf nelle spiagge di Byron Bay e immersioni tra i coralli di Ningaloo Reef
• Trekking spettacolari tra foreste pluviali e scogliere mozzafiato
• Città dinamiche, ricche di eventi e cultura, come Melbourne e Sydney

Per le famiglie: natura e divertimento
• Incontri ravvicinati con koala, canguri e altre specie nelle riserve naturali
• Parchi divertimento della Gold Coast, tra cui Dreamworld e Sea World
• Spiagge sicure e attrezzate per tutta la famiglia

Un continente, infinite possibilità: l’Australia sa sorprendere e affascinare chiunque!

I vent’anni dell’albergo diffuso italiano, idea di ospitalità sostenibile e slow. I luoghi top.

I vent’anni dell’albergo diffuso italiano, idea di ospitalità sostenibile e slow. I luoghi top.

Un modello di viaggio rispettoso e integrato nel territorio, che in qualche caso ha salvato delle realtà antiche dalla scomparsa. Vi raccontiamo i più belli, da Matera a Filicudi, dalle Alpi alla Puglia.

Casolari, rifugi, trulli, masserie, baite. In campagna, alta quota, tra spiagge e scogliere. Borghi storici, villaggi marinari, paesini d’alta montagna. Dalle alpi al Mediterraneo, dalla Toscana alle isole. Gli alberghi diffusi portano a vivere il volto più autentico di un luogo, portando il concetto di ospitalità a tutto un altro livello: più intimo, riservato ma al tempo stesso molto legato al territorio. Soggiornare in un albergo diffuso fa vivere il paese da dentro, offrendo una vacanza lenta in cui assaporare il piacere di sentirsi a casa in un piccolo paese. Quando sono nati hanno portato una vera rivoluzione, che ancora va avanti: compie 20 anni l’Associazione Nazionale degli Alberghi Diffusi (ADI), che abbraccia e custodisce questi hotel integrati con il paesaggio, che offrono tante opzioni per tutti i viaggiatori. E per tutte le tasche.

 

Sextantio Le Grotte della Civita a Matera
Sextantio Le Grotte della Civita a Matera 

 

Ma cos’è davvero un Albergo Diffuso? Come funziona? E quali esperienza offre? Per dirla con le parole di Giancarlo Dall’Ara, che ha messo a punto questo modello di ospitalità originale fondando l’ADI, di cui è presidente: “si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l’esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti”. Infatti si alloggia in case o camere che distano al massimo 200 metri dal cuore dell’albergo diffuso, dove si trovano reception, sale comuni, bar o ristorante.

Un’idea sostenibile in partenza

Il tutto con un cuore sostenibile: non si costruisce niente, ma si recuperano strutture, case, borghi preesistenti, quindi non si crea un impatto ambientale. “Per dare vita ad un Albergo Diffuso ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già”. Senza contare il coinvolgimento in questi progetti di accoglienza dei produttori locali: artigiani, contadini, piccoli produttori e realtà locali considerati come componente chiave dell’esperienza. “Un Albergo Diffuso, infatti, grazie all’autenticità della proposta, alla vicinanza delle strutture che lo compongono e alla presenza di una comunità di residenti, riesce a proporre più che un soggiorno, uno stile di vita”.

 

Monte Prat, Friuli
Monte Prat, Friuli 

 

Esempi? Tanti. Tra i più noti – e i primi ad aprire – c’è Il Sextantio, che offre sistemazioni originali nel borgo medievale fortificato di Santo Stefano di Sessanio, tra le colline abruzzesi, a 1.250 metri sul livello del mare. Situato nel Parco Nazionale del Gran Sasso, questo borgo è stato conservato perfettamente: si alloggia in sistemazioni che ben raccontano la storia del luogo, con camere e suite in autentici palazzi d’epoca, arredate con tessuti locali, antichi caminetti e soffitti in legno del 1600. Se volete arricchire l’esperienza, provate il ristorante, che propone specialità locali e prodotti freschi provenienti dai campi vicini.

Lo show tra i Sassi

Molto suggestivo anche l’Albergo Sextantio Le Grotte della Civita con sistemazioni pittoresche tra i Sassi di Matera: le camere e le suite si trovano dentro le tipiche grotte della zona, con pavimenti in pietra, pezzi d’antiquariato e una terrazza panoramica con affaccio sul Parco Nazionale della Murgia. Da provare il ristorante che propone un viaggio di gusto tra le specialità della cucina lucana. Un dettaglio unico? La prima colazione viene servita in un’antica chiesa duecentesca.

 

La Sirena, Filicudi, Eolie
La Sirena, Filicudi, Eolie 

 

Si trova in Toscana, invece, Al Vecchio Convento, un albergo diffuso situato a Portico di Romagna, sulle colline tra Ravenna e Firenze, ideale per scoprire la zona della Romagna Toscana. Un posto dove sentirsi a casa, arredato con mobilio d’epoca originale, gestito da una famiglia locale: l’ambiente è quello rilassato di un piccolo paese, la cucina porta alla scoperta della tradizione, con una ricca cantina di vini. Tante le esperienze da provare, come le escursioni in bici e le passeggiate nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

Tra Appennino, Alpi e isole

Nelle Marche a offrire un’esperienza autentica è La Loggia Historic Resort, tra vigneti e ulivi secolari, sulle dolci colline. Le dimore storiche sono disseminate tra le vie del borgo di Gradara, sviluppate attorno al Conventino, il cuore del resort. Si può andare alla scoperta della Rocca, percorrere i Camminamenti di Ronda, o partire sulle tracce di Dante. Ma le esperienze sono tante, dalla gastronomia alla natura.

 

Sextantio Le Grotte della Civita a Matera
Sextantio Le Grotte della Civita a Matera 

 

Salendo verso le cime del nord, non mancano alberghi realizzati tra baite e rifugi di montagna. Monte Prat, a Forgaria, nel Friuli, offre una serie di case in pietra integrate nel paesaggio, circondate dal verde, tra prati e da boschi di faggio. Meglio il mare? Dai trulli della Puglia ai casolari della Sardegna le proposte non mancano. Alcuni alberghi sono delle vere gemme. A Filicudi, per esempio, La Sirena Filicudi è un piccolo ritrovo di mare, dove il tempo sembra essersi fermato: affacciato sulla Piazzetta di Pecorini Mare, ha solo cinque le camere e una vista panoramica sulla Sicilia e sull’Etna, che racconta tutta la magia del luogo.

 

Il fascino autentico di Malta tra benessere e tradizione .

Il fascino autentico di Malta tra benessere e tradizione .

Malta si conferma una destinazione in continua evoluzione, capace di attrarre visitatori tutto l’anno grazie a un’offerta sempre più diversificata. Dalla crescita del urismo lifestyle alla destagionalizzazione, fino all’attenzione per il benessere e la sostenibilità, l’arcipelago si sta affermando come un punto di riferimento per un turismo di qualità. Ne parliamo con Ester Tamasi, direttrice Italia di Malta Tourism Authority.

Malta si sta affermando come una City Island, una destinazione che unisce autenticità, lifestyle e diversificazione dell’offerta turistica. Quali sono i principali elementi che stanno contribuendo a questa evoluzione?

Da circa vent’anni stiamo lavorando per migliorare l’offerta turistica e oggi raccogliamo i frutti di questo impegno. Malta sta crescendo come destinazione lifestyle, con strutture di alto livello e una ristorazione sempre più orientata alla qualità. Anche aree come St. Julian’s, un tempo criticate per lo sviluppo edilizio, stanno vivendo una riqualificazione mirata a elevare lo standard complessivo dell’isola.

Un altro elemento chiave della strategia di Malta è la destagionalizzazione. In che modo si sta concretizzando?

Oggi Malta è una destinazione attiva tutto l’anno. Contiamo su 21 aeroporti italiani che garantiscono collegamenti costanti e, oltre all’ampliamento dell’aeroporto per accogliere voli a lungo raggio, stiamo investendo in nuovi segmenti di mercato. I numeri mostrano che il periodo con il maggiore incremento turistico è tra ottobre e marzo-aprile, segno che il concetto di diversificazione è ormai una realtà.

Quali sono i segmenti turistici su cui state puntando per ampliare l’offerta?

Uno degli aspetti che abbiamo valorizzato è il turismo esperienziale e di nicchia. Penso ai percorsi culturali nei villaggi storici, alla gastronomia con degustazioni di prodotti tipici o corsi di cucina tradizionale. Anche il mare non è più solo un’attrazione estiva: oggi offre esperienze tutto l’anno, come tour in barca con le tipiche daise, le imbarcazioni tradizionali maltesi.

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Gozo, in particolare, si distingue per un’offerta più autentica e legata al benessere. Qual è il valore aggiunto di questa isola?

Gozo conserva un’atmosfera intima e autentica, perfetta per chi cerca esperienze di benessere e rigenerazione. Stiamo lavorando molto sul concetto di retreat, con soggiorni dedicati al recupero del tempo, alla mindfulness e al benessere olistico. Il Kempinski di Gozo, per esempio, ospita programmi di Ayurveda e wellness di alto livello.

L’Italia ha registrato un forte incremento di arrivi. Qual è la posizione del mercato italiano rispetto agli altri?

Nel 2023, l’Italia è diventata il primo mercato di incoming con oltre 540.000 visitatori e il 17,4% di market share. Nel 2024, siamo scesi al secondo posto, ma il numero di visitatori italiani resta significativo. Inoltre, stiamo assistendo a un incremento della capacità di spesa del turista italiano, segno che Malta viene percepita sempre più come una destinazione di valore.

I soggiorni legati ai viaggi studio è un settore che si sta evolvendo. Quali sono le novità in questo ambito?

Un tempo i corsi di inglese a Malta erano prevalentemente estivi e rivolti a un target europeo. Oggi, invece, accogliamo studenti da tutto il mondo per percorsi di specializzazione di alto livello, anche per aziende che organizzano programmi di full immersion per il proprio management. Inoltre, abbiamo lanciato corsi di inglese specifici per agenti di viaggio italiani, che stanno riscuotendo un grande successo.

Anche il turismo religioso è un elemento di interesse per Malta. Quali sono le prospettive in questo settore?

Malta ha una forte connessione con il turismo religioso, grazie alla presenza di San Paolo e ai numerosi itinerari legati alla fede. Quest’anno abbiamo sviluppato percorsi tematici che valorizzano le chiese minori e i luoghi di culto meno conosciuti. Questo segmento sta attirando un pubblico internazionale, con molti visitatori che proseguono il loro viaggio da Roma a Malta.

Infine, Malta sta investendo molto nel turismo sostenibile e nei viaggi esperienziali. Come si sta muovendo in questa direzione?

Stiamo lavorando sulla riqualificazione e il riuso di spazi urbani, come è avvenuto per Valletta, che da città semi-abbandonata è diventata un modello di recupero sostenibile grazie anche al progetto di Renzo Piano. Inoltre, puntiamo su un turismo organizzato e ordinato, con un’attenzione particolare ai gruppi e ai tour di qualità, per preservare l’integrità del nostro territorio.