Il nostro pianeta è ricchissimo di meraviglie e abbracciarle con lo sguardo è un’emozione unica. gli spettacoli della natura, per cominciare: cascate che riversano tonnellate d’acqua ogni secondo, montagne frastagliate che svettano su vallate fiorite, canyon modellati dai fiumi nell’arco di millenni e spiagge dorate di fronte a barriere coralline che pullulano di vita. Poi ci sono le opere dell’ingegno umano, dai templi millenari ai grattacieli vertiginosi, fino agli edifici splendidi e inconfondibili come il Taj Mahal, in India. E questi sono solo alcuni esempi: quando si tratta di scenari mozzafiato, il mondo non conosce limiti. Da dove dovrebbero iniziare, dunque, i viaggiatori curiosi? Un ottimo punto di partenza è questa selezione di 8 dei paesaggi più belli del mondo.
Pochi paesaggi sulla Terra possono eguagliare le proporzioni del Grand Canyon.
1. Grand Canyon National Park, Stati Uniti
Una maestosa, immensa grandezza
La meraviglia naturale più famosa d’America si trova all’interno dell’omonimo parco nazionale nello stato dell’Arizona. Lasciatevi alle spalle i sofisticati contesti urbani di Phoenix e Tucson e ammirate le tracce di miliardi di anni di storia geologica della Terra impresse negli strati color arcobaleno del Grand Canyon.
Ciò che più colpisce i visitatori sono le proporzioni immense del Grand Canyon, una fenditura aperta da due miliardi di anni nella crosta terrestre. L’azione paziente e incessante della natura ha lasciato il segno: lo noterete nel gioco di luci sulle creste illuminate dal sole, nelle butte (le sommità piatte delle enormi rocce) scarlatte, nelle macchie lussureggianti che costeggiano il fiume sinuoso.
Il Grand Canyon si presta ad avventure di ogni genere: escursioni a piedi o in mountain bike, rafting su acque tumultuose o gite a dorso di mulo. Se non avete voglia di grandi emozioni, accomodatevi semplicemente lungo il South Rim e osservate il paesaggio cambiare colore davanti ai vostri occhi, rapiti dalla maestosità del luogo.
E a proposito di vedute mozzafiato, non perdetevi la Skywalk del Grand Canyon West, tra Sedona e Las Vegas: una spettacolare piattaforma in vetro, costata 30 milioni di dollari, sospesa a 1219 m sopra il canyon (se soffrite di vertigini non è il posto per voi!).
Quando andare: il periodo migliore per visitare il Grand Canyon va da marzo a maggio, quando le temperature diurne sono più gradevoli e si pongono le condizioni perfette per il rafting.
Come arrivare: l’ideale per raggiungere il Grand Canyon è un viaggio on the road, con partenza da Las Vegas, Phoenix o Salt Lake City.
Il cielo si specchia nelle saline del Salar de Uyuni.
2. Salar de Uyuni, Bolivia
Per sentirsi trasportati in un altro mondo
Dalle montagne dell’Alaska alle foreste dell’Amazzonia, le Americhe vantano alcuni dei paesaggi più belli del mondo. Fra di essi c’è il Salar de Uyuni, la più grande distesa naturale di sale del pianeta, situata in Bolivia.
La perfezione cristallina di questa distesa bianca abbagliante è semplicemente spettacolare, così come le illusioni ottiche vivide e spiazzanti prodotte dalla sua superficie riflettente. Un’escursione tra le formazioni rocciose erose dal tempo, i campi di geyser e le sorgenti termali fumanti – raggiungibili con un viaggio di tre giorni su strada – vi lascerà ricordi indimenticabili.
Un tour in fuoristrada di tre o quattro giorni attraverso il Salar de Uyuni freddo e desolato, sferzato da un vento che intirizzisce i viaggiatori, è probabilmente l’esperienza più memorabile che si possa vivere in Bolivia. Chi avrebbe mai pensato che soffrire il freddo potesse farci sentire così bene?
Quando andare: il periodo migliore va da maggio a ottobre, quando il clima è più favorevole e le viste spettacolari. A ottobre-novembre sono in vigore le tariffe più vantaggiose.
Come arrivare: La Paz, capitale della Bolivia, è il principale punto di partenza per i tour nel Salar de Uyuni, ma è possibile raggiungere la regione anche dal Cile, partendo da San Pedro de Atacama. Molti viaggiatori arrivano in aereo al piccolo aeroporto di Uyuni per proseguire poi in fuoristrada.
Dall’elicottero si ammira tutta la magnificenza delle Cascate Vittoria.
3. Cascate Vittoria, Zambia e Zimbabwe
L’impressionante potenza della natura
Le spettacolari Cascate Vittoria sono uno dei principali motivi di richiamo dello Zambia e dello Zimbabwe: non faticherete a rendervi conto del perché quando sentirete nelle orecchie il fragore dell’acqua che cade e sentirete sul viso la nebbia umida che si sprigiona dal salto ribollente, alto in media 128 m.
Le cascate possono essere ammirate da un sentiero lungo un chilometro che percorre la cima della gola, con punti panoramici che regalano straordinarie vedute di questa titanica meraviglia d’acqua.
Uno dei posti migliori per abbracciare con lo sguardo le cascate è il belvedere occidentale, noto come Cataract View; per i più temerari, un sentiero conduce al Danger Point (un nome del tutto meritato!), posto a picco su uno strapiombo di 100 m e privo di protezioni. Seguendo una diramazione del sentiero principale si possono ammirare alcune delle migliori vedute del ponte ferroviario che collega le due rive del fiume Zambesi.
Per aggiungere un tocco di adrenalina, partecipate a un tour in elicottero sopra le cascate o fate un bagno nella cosiddetta Devil’s Pool. E le emozioni non si fermano qui: le Cascate Vittoria offrono l’occasione di praticare tante eccellenti attività all’aria aperta, come bungee jumping, zipline e rapide di grado V per fare rafting e kayak lungo il corso dello Zambesi.
Quando andare: le cascate si fanno apprezzare nel loro massimo splendore subito dopo le piogge, da marzo a maggio; il momento più favorevole per un viaggio nella regione va invece da luglio a settembre: stabilite le vostre priorità. Le condizioni migliori per fare rafting sulle mitiche rapide dello Zambesi si manifestano tra luglio e dicembre.
Come arrivare: lo Zambia e lo Zimbabwe sono raggiungibili con voli internazionali da Kenya, Sudafrica, Namibia ed Etiopia. Aerei e treni collegano Harare, Bulawayo e Mutare alle Cascate Vittoria. Nello Zambia, da Lusaka si può volare su Livingstone, circa 10 km a nord delle cascate.
Il paese del fuoco e del ghiaccio: il Parco Nazionale del Vatnajökull in Islanda.
4. Parco Nazionale del Vatnajökull, Islanda
Le meraviglie del ghiaccio
Vulcani che sbucano fuori da coltri di ghiaccio: per vivere un’esperienza degna de Il Trono di Spade immergetevinello splendido scenario del Parco Nazionale del Vatnajökull, in Islanda.
Il parco nazionale più grande d’Europa copre quasi il 14% della superficie dell’isola e tutela il possente Vatnajökull, la più estesa calotta di ghiaccio al di fuori dei poli (è grande tre volte il Lussemburgo). Sotto il ghiaccio si celano picchi montuosi e vulcani attivi (l’eruzione più recente risale al 1996). Questa è la massima espressione del tema “fuoco e ghiaccio” che ha reso l’Islanda famosa in tutto il mondo: rimarrete incantati dai paesaggi strabilianti e dall’assoluta particolarità di questo parco gigantesco.
Le attività all’aperto praticabili qui sono virtualmente infinite: potrete esplorare grotte di ghiaccio, percorrere sentieri che si snodano in uno scenario dal fascino senza pari, fare escursioni con il gatto delle nevi o la motoslitta o uscire in kayak tra gli iceberg ai margini del Vatnajökull. Nlon mancate di fare una sosta alla splendida cascata di Dettifoss e dedicate un po’ di tempo alla Riserva Naturale di Skaftafell.
Quando andare: la fresca estate islandese, da giugno ad agosto, è il periodo migliore per le attività all’aperto. Tenete presente che questi mesi coincidono con l’apice della stagione turistica, quindi i prezzi sono più alti. Da aprile a maggio il tempo è instabile, ma c’è meno gente e le tariffe sono più basse.
Come arrivare: la soluzione più semplice per raggiungere il parco è atterrare nella piccola capitale islandese, Reykjavik, e noleggiare un’automobile. Numerosi operatori organizzano attività nell zona del Vatnajökull.
L’ingresso della grotta di Tham Kong Lor sembra il portale che schiude un mondo fantastico.
5. Tham Kong Lor, Laos
Alla scoperta di un mondo fantastico
A Tham Kong Lor, nella remota provincia di Khammuan, c’è una caverna nella giungla, lunga 7 km e mezzo, con una volta di stalattiti alta come una cattedrale. Si tratta di una delle grotte più grandi dell’Asia e addentrarsi in barca nelle sue profondità significa scoprire un mondo fantastico: sarebbe davvero un peccato visitare il Laos e non spingersi fin qui.
Situata nel Parco Nazionale di Phu Hin Bun, la caverna è scavata in un’immensa montagna calcarea. La vostra immaginazione galopperà quando la barca passerà sotto una cortina di stalattiti simili a zanne prima di sprofondare in un’oscurità quasi impenetrabile. I fiumi sono vie di comunicazione fondamentali in Laos e questo viaggio sotterraneo è una delle esperienze più suggestive che si possano fare in questo splendido paese.
Quando andare: il periodo più indicato va da novembre a febbraio, quando il clima “invernale” fa sì che le temperature siano tollerabili, mentre il livello dell’acqua rimane piuttosto alto e rende la caverna navigabile.
Come arrivare: il mezzo più comodo per raggiungere Tham Kong Lor è un autobus dalla capitale Vientiane al villaggio di Kong Lor.
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Le maestose montagne del Banff National Park.
6. Banff National Park, Canada
Le montagne da ammirare e da vivere
Sul confine tra British Columbia e Alberta, la sezione canadese delle Montagne Rocciose incute un certo timore e allo stesso tempo invita i viaggiatori all’azione. Cinque Parchi Nazionali – Yoho, Kootenay, Waterton Lakes, Jasper e Banff – offrono innumerevoli opportunità di immergersi nella natura selvaggia, tra sentieri escursionistici, fiumi impetuosi e piste da sci.
Il Banff National Park potrebbe da solo occupare un’intera estate, con la sua miriade di possibilità e la sua ruvida bellezza: dedicategli non meno di tre giorni. Fate un’escursione sulla Sulphur Mountain, rilassatevi nelle sorgenti termali, andate alla ricerca dei castori intorno ai Vermilion Lakes, quindi dirigetevi verso le acque turchesi del Lake Louise, dove si trova la Plain of Six Glaciers Teahouse.
Nei dintorni della vicina Jasper non perdetevi il Maligne Lake, il monte Whistlers e l’apprezzato comprensorio sciistico di Whistler-Blackcomb. Se avete più tempo a disposizione, prendete una navetta per ammirare il Moraine Lake (i veicoli privati non possono arrivarci) e i paesaggi montani dal Columbia Icefield Skywalk.
Quando andare: sebbene Banff sia una destinazione accessibile tutto l’anno, il periodo migliore per visitarla va da maggio a settembre, quando la maggior parte dei sentieri e dei campeggi sono aperti. In inverno le escursioni sono in buona parte impossibili, per contro alcune delle migliori piste da sci del Nord America aprono per la stagione.
Come arrivare: l’aeroporto internazionale più vicino è quello di Calgary, collegato ogni giorno con Banff grazie all’autobus Banff Airporter.
Niente vi preparerà ai colori della Grande Barriera Corallina australiana.
7. Grande Barriera Corallina, Australia
Lo spettacolo sotto il mare
Il Queensland settentrionale è la base ideale per partire alla scoperta della Grande Barriera, il più grande sistema corallino del mondo, colonizzato da una straordinaria varietà di vita in tutte le forme e dimensioni.
Celebrata da Sir David Attenborough come uno dei luoghi più belli della Terra, la barriera è un ecosistema complesso, tanto fragile quanto affascinante. Estesa per circa 2300 km lungo la costa del Queensland, pullula di coralli variopinti, tartarughe marine che nuotano con grazia, mante sinuose, timidi squali della barriera e pesci tropicali di ogni colore immaginabile.
Che scegliate di immergervi con le bombole o di ammirarlo da una barca con fondo di vetro (o, perché no, dall’alto, con un volo panoramico), questo regno sottomarino è semplicemente stupendo, così come le sue isole orlate da coralli e spiagge da sogno. Per godere di questo spettacolo non è necessario immergersi a grandi profondità: lo snorkelling nelle sezioni più basse della barriera è un’esperienza memorabile.
Quando andare: i mesi dell’inverno australe caldi e secchi, in particolare da giugno a ottobre, sono il momento migliore per visitare la Grande Barriera Corallina. Conseguentemente, è anche il periodo che fa registrare il maggiore affollamento nei siti di immersione e sulle isole.
Come arrivare: la barriera si estende lungo gran parte della costa del Queensland; Cairns, la città più vicina, è il punto di partenza più comodo. Decine di tour operator e centri di immersioni offrono uscite in mare giornaliere e safari subacquei di più giorni.
Geyser zampillanti, fauna selvatica e sorgenti termali arcobaleno vi aspettano a Yellowstone.
8. Yellowstone National Park, Stati Uniti
Meraviglie geologiche e fauna selvatica
Su cosa poggia il fascino del più vecchio parco nazionale del mondo? Le meraviglie geotermiche giocano indubbiamente un ruolo importante. Tra gli altipiani boscosi e gli affioramenti rocciosi di Yellowstone i getti dei geyser si proiettano verso l’alto e le sorgenti termali fluorescenti creano disegni arcobaleno, mentre le fumarole e le pozze di fango ribollenti emanano un forte odore di zolfo.
Questo ambiente così straordinariamente americano è abitato da moltissimi animali selvatici. Mandrie di bisonti pascolano nella prateria, insieme ad antilocapre, alci, lupi e possenti grizzly. Esteso su circa 9000 kmq, questo è uno dei parchi nazionali più popolari del continente.
Se cercate il massimo dell’intensità prendete in considerazione di venire fin qui in inverno. Vedere questi posti magnifici con la neve è davvero magico (anche se il clima renderà alcune escursioni impraticabili o perlomeno molto impegnative).
Per godere dei panorami migliori, date la priorità ai campi di geyser che circondano l’Old Faithful, cercate le mandrie di bisonti e altri animali selvatici (tra cui i lupi) nella Lamar Valley e ammirate le fragorose cascate che scrosciano nel Grand Canyon di Yellowstone.
Quando andare: i mesi tra novembre e marzo sono i migliori per visitare Yellowstone al riparo dalle grandi folle. Tuttavia, l’alta stagione (giugno-settembre) porta con sé un clima piacevolmente caldo e maggiori probabilità di avvistare gli animali selvatici. Si tenga presente che molti servizi del parco non sono operativi da novembre ad aprile.
Come arrivare: Yellowstone è raggiungibile in auto o in autobus da città vicine come Bozeman, nel Montana, o Jackson, nel Wyoming. Il parco ha cinque ingressi, quindi scegliete una base che sia vicina alle aree del parco che intendete vedere.
Jal Mahal, conosciuto come anche come Palazzo dell’acqua è un suggestivo edificio in marmo che si trova nelle acque di un lago artificiale nella città rosa di Jaipur, nello stato del Rajasthan in India.
Le sue origini sono avvolte da un velo di mistero, ma è risaputo che sia stato costruito dal Maharaja Madho Singh intorno al 18esimo secolo e che il figlio poi lo abbia fatto ampliare con l’aggiunta di un cortile.
Per due secoli, Jal Mahal è stato vittima di abbandono e solo all’inizio del 2000 è stato ristrutturato e riportato al suo splendore. La struttura è parecchio singolare: non ci sono stanze adibite ad alloggi, ma solo un ampia terrazza giardino dove il Maharaja amava passeggiare.
Il Palazzo dell’acqua è in realtà composto da cinque piani, ma solo il piano superiore è ben visibile tutto l’anno; quando l’acqua è più bassa è possibile scorgere anche i rimanenti. Anche lo stile architettonico è un mix di culture tra il Rajput tipicamente indù e il Mughal, fortemente influenzato da caratteristiche islamiche e persiane.
All’interno, i lunghi corridoi e le grandi camere sono decorati con dipinti ed incorniciati da torri semi ottagonali ed eleganti cupole. Una delle bellezze da ammirare è sicuramente il padiglione rettangolare in stile bengalese chiamato Chhatri.
Il lago artificiale Man Sagar è stato costruito nel 1610 dall’allora governatore di Amer, Raja Man Sing in risposta a una carestia e carenza d’acqua che stava affiggendo lo Stato. Per molti anni, è stato fonte di sostentamento e habitat naturale di numerose e rare specie di uccelli.
Nel secolo scorso, il lago era diventato una discarica per le acque reflue e solo di recente, nel 2004 una società privata si è occupata della bonifica con l’intento però di trasformare il Jal Mahal in un resort lussuoso.
Jal Mahal significa “palazzo dell’acqua” ed è noto per la sua architettura unica nel mezzo del lago Man Sagar. Il Maharaja Jai Singh II di Amber costruì il magnifico palazzo e la splendida architettura nel 1750. Il bellissimo palazzo è una miscela di architettura Mughal e Rajput con intricati dettagli all’interno. Il palazzo si trova nella città di Jaipur, nello stato indiano del Rajasthan. Una delle cose interessanti di Jal Mahal è che si tratta di un edificio di 5 piani di cui 4 piani sono sommersi sott’acqua e solo l’ultimo piano è sopra il livello dell’acqua. Il palazzo, risalente a 200 anni fa, è uno dei monumenti più interessanti e unici protetti dal governo. L’articolo fornisce approfondimenti e informazioni complete sul lago, la sua architettura unica e la sua ricca storia.
Storia del Palazzo
Il palazzo originale fu costruito nel 1699. Tuttavia, nel XVIII secolo, ci furono lavori di ristrutturazione al palazzo e al lago che lo circonda da parte del Maharaja di Amber Jai Singh II.
Jal Mahal è stato costruito sul lago artificiale Man Sagar. Il lago fu costruito sbarrando il fiume Dravyavati nel 1610.
Il palazzo è circondato dalle colline degli Aravalli e fu inizialmente costruito nel 1596 d.C. per motivi speciali. La carestia del XV secolo fu la ragione per la costruzione di Jal Mahal. La costruzione della diga aveva lo scopo di raccogliere l’acqua proveniente dalle montagne. Il lago artificiale è stato costruito con tre porte interne sott’acqua.
Il palazzo fu costruito e utilizzato dal re per trascorrere del tempo con la regina e celebrare occasioni speciali. È stato costruito in mezzo al lago per mantenerlo fresco.
Il Maharaja Jai Singh II fu il 29º sovrano Kachwaha Rajput del Regno di Amber. Fu il fondatore della città di Jaipur e fu responsabile della sua fortificazione.
Architettura e struttura di Jal Mahal
L’architettura in stile Rajput è uno stile comune in Rajasthan e il palazzo è uno dei migliori esempi di tale architettura.
Jal Mahal è costruito in arenaria rossa ed è un edificio di 5 piani di cui quattro piani rimangono sott’acqua. Solo l’ultimo piano è visibile quando il lago è pieno.
Il palazzo si sviluppa su un’enorme superficie di 300 acri e ha una profondità massima di 4,5 metri.
Il palazzo fu ristrutturato da Jai Singh II nel XVIII secolo con l’aggiunta di 21 colonne finemente intagliate. Il giardino sul tetto del luogo è noto come Chameli Bagh.
Ci sono cenotafi ottagonali situati su tutti e quattro gli angoli di Jal Mahal. Le torri semi-ottagonali costruite ad ogni angolo del palazzo hanno una cupola, una piccola struttura a cupola.
Lavori di restauro del Palazzo
A causa del ristagno idrico, il palazzo e la sua struttura subirono danni. I lavori di restauro di Jal Mahal sono iniziati negli anni 2000. Il lavoro di restauro è stato fatto utilizzando materiali tradizionali come calce, sabbia e una combinazione di jaggery, guggul e polvere di methi.
I lavori di restauro sono stati rilevati nel 2004 dalla Rajasthan Tourism Development Corporation, che ha firmato un accordo con i Jal Mahal Resorts. Il contratto di locazione di 99 anni è stato concesso al KGK Group of Companies per il restauro e la gestione.
L’area totale approvata per il ripristino e lo sviluppo era di 432 acri, compresi i 300 acri del lago e Jal Mahal.
Turismo a Jal Mahal e dintorni
Lo stato del Rajasthan è noto per il suo patrimonio e i suoi monumenti che si crogiolano nella gloria degli ex governanti Rajput. L’area intorno al palazzo è conosciuta come il paradiso degli amanti del birdwatching. Dopo il restauro del palazzo, il palazzo fu illuminato e illuminato per tutta la notte. Ospita diversi uccelli migratori, tra cui il codone, il gheppio, il fenicottero, il moriglione, lo svasso maggiore, ecc. Le gite in barca sono attualmente interrotte e l’ingresso generale a Jal Mahal è chiuso per motivi di protezione. Tuttavia, il gruppo di gestione ha avviato il progetto turistico con lo sviluppo del Centro Congressi e della Galleria d’Arte, dei Resort, del Villaggio delle Arti e dei Mestieri, delle aree ristoro ecc., intorno a Jal Mahal.
Conclusione
Il palazzo di 200 anni costruito nell’architettura del Rajasthan è un palazzo in arenaria ed è noto per il suo design e la sua costruzione unici. Jal Mahal fu inizialmente costruito nel XVI secolo a causa della carestia nella zona. Il sovrano di Amer costruì una diga per la raccolta dell’acqua per la gente del posto e quindi portò alla costruzione del lago artificiale Man Sagar. Il palazzo fu successivamente ristrutturato nel XVIII secolo dal Maharaja Jai Singh II. Si tratta di un edificio di 5 piani di cui 4 piani rimangono immersi nell’acqua mentre l’ultimo piano rimane a galla sopra il livello dell’acqua. Il palazzo fu utilizzato dal re Jai Singh II per trascorrere del tempo con la sua regina e celebrare le occasioni reali. La contaminazione delle acque e i danni al monumento hanno portato al restauro e all’affitto della gestione in un’impresa pubblico-privata.
Le Gole del Dades e quelle del Todra sono uno dei luoghi di maggior interesse in Marocco. Tutti, o quasi, avrete visto almeno una volta la foto sulla “copertina” di questo articolo.
Quello è lo spettacolo naturale delle Gole del Dades. Una persona che non conosce il Marocco non si aspetterebbe mai che in un paese dove ci sono escursioni nel deserto, a poche centinaia di chilometri ci sia una catena montuosa che nel suo punto più alto raggiunge anche i 4000 metri nella parte dell’Alto Atlante.
La latitudine ed il caldo anche ad alta quota non consentono una vegetazione rigogliosa (nel Medio Atlante dalle parti di Ifrane si) e le vette sono particolarmente aride e spoglie.
C’è un forte contrasto tra il verde dei palmeti, il rosso terra delle montagne ed il blu del cielo. Appena tre colori, ma tre colori che rendono il paesaggio uno spettacolo.
Palmeti che si possono ammirare dalla strada
Nel contesto delle montagne dell’Atlante, molti viaggiatori che fanno questo itinerario in Marocco da sud a nord si fermano a godere della pace delle montagne. E quale posto migliore delle Gole del Dades e del Todra.
Le Gole del Dades: come arrivare al punto panoramico
In rete le informazioni sono scarse e non corrette; guardando google immagini spesso, digitando passo Tizi n Tichka, appare la foto delle Gole del Dades. Erroneamente ciò porta a pensare che scavallando il passo ci sia un punto in cui si vede la strada dall’alto così come nella foto che vi ho allegato qualche riga sopra.
È successo anche a me, ed il risultato è stato scendere dal passo con una mezza delusione per il non aver trovato il punto panoramico, salvo poi capire che le foto non erano corrette.
Le Gole del Dades si trovano nell’omonima valle. Il fiume che le ha formate è per l’appunto il Dades e per raggiungerle è molto semplice, basta arrivare a Boulmane Dades e svoltare verso la strada che conduce a Tamellat.
I paesaggi sono dapprima lunari, poi di colpo si aprono i palmeti nelle gole che in questo punto sono particolarmente larghe.
Il panorama circostante
La strada prosegue con il palmeto sulla destra e la montagna sulla sinistra, il panorama è sempre dominato dal verde dei palmeti e dal rosso delle montagne.
Ad un certo punto, proseguendo, non si capisce dove sia quel fatidico punto panoramico della foto. Eppure si prosegue, deve arrivare prima o poi!
Non vi lascio sulle spine, il punto panoramico si raggiunge dopo circa 25 km da quando si è svoltato per Tamellat, ma saranno i 25 km più appaganti mai fatti. La strada resta semi-pianeggiante fino al momento in cui si attraversa il fiume su un ponte e ci si ritrova con la montagna sulla destra. Da questo punto in poi le gole si stringono di molto e la strada comincia a salire con parecchi tornanti, quei tornanti che si vedono nella foto.
La vista dal bar in cima alle Gole del Dades
Avanti e indietro, fino ad arrivare al punto in cui la strada “scavalla”. Noterete un albergo sulla cresta della montagna e appena sopra l’albergo vedrete un bar con la vista panoramica in cui dovrete necessariamente entrare se vorrete fare la famosa foto. Poco importa direi, considerato il posto in cui sarete, qualche dirham per una bibita vi consiglio di investirli.
Questo posto è fantastico. Nel silenzio del vento ci si gode un panorama spettacolare, quella foto vista e rivista in internet e nelle riviste, si concretizza. È proprio lì davanti ai vostri occhi!
La vista è spettacolare anche dietro al ristorante, dove la strada prosegue. Un piccolo baracchino ed un tavolino immerso nel nulla.
Il “retro” del panorama delle Gole del Dades
Per tornare indietro avrete due scelte:
Tornare tramite la strada che avrete appena percorso.
Continuare la strada e percorrere la deviazione per le Gole del Todra che si possono raggiungere solamente tramite uno sterrato. NON è un tragitto da fare se non si possiede una macchina 4×4.
Le Gole del Todra
Poco distante dalle Gole del Dades vi consiglio di visitare anche le Gole del Todra.
Io ho visitato entrambe ma in due giorni differenti perché volevo dedicargli il giusto tempo. Ho pernottato a Tinghir .
Pernottare vicino ed aver la possibilità di visitare le gole del Todra al mattino presto è fondamentale per potersele godere davvero. Verso le 11 cominciano ad arrivare i primi autobus delle varie agenzie e da piccolo paradiso si trasforma in un piccolo mercato, sempre assai bello ma molto meno affascinante.
Le gole si sviluppano in maniera pianeggiante ed è un tratto breve, non credo raggiunga nemmeno il chilometro. Sono speciali perché sono strette ed il fiume appare in superficie solo a metà delle gole.
L’acqua gelida affiora dal terreno e comincia a scorrere verso l’abitato di Tinghir. Potrete vedere le donne locali utilizzare l’acqua per svolgere qualche azione quotidiana ed il mio consiglio è di non fotografarle a tradimento. La popolazione locale è abituata ai turisti ma non è sicuramente come quella che potrete trovare visitando Marrakech.
Arrivando in macchina verso le gole, prima dell’ingresso troverete un ampio parcheggio a sinistra prima di una taverna. La domanda sorgerà spontanea…parcheggio qui o si può andare oltre? La risposta è: andate oltre. La strada continua, passa all’interno delle gole e prosegue per il paese di Toumliline, è una strada normale a tutti gli effetti.
Nei pressi delle gole la strada diventa più ampia ed è possibile parcheggiare a lato sulla sinistra direttamente tra le pareti delle gole stesse.
Visitare le gole presto, senza le orde di turisti, significa godersi la pace ed il silenzio. Inoltre, proseguendo verso la fine delle gole troverete un punto in cui parte una ferrata. Se siete amanti delle ferrate vi consiglio di informarvi, una giornata in ferrata tra le montagne dell’Atlante non dev’essere per nulla male!
Mi chiamo Alessandro Marchese e sono un Consulente di Viaggi in Ensy7. Se stai pensando di intraprendere questa avventura, una delle prime domande che ti starai ponendo è: su quale destinazione mi specializzo?
Questa è una scelta strategica fondamentale, perché il nostro metodo di lavoro suggerisce di focalizzarsi su una meta o una tipologia di viaggio per diventare veri esperti nel minor tempo possibile. Ma come prendere questa decisione? Ecco i passi fondamentali.
1. Scegliere con il cuore (ma anche con la testa)
Il punto di partenza più naturale è chiedersi: quale destinazione o tipo di viaggio mi appassiona di più? Se hai già esperienza diretta di una meta, se hai amici o contatti locali o se sei profondamente affascinato da un luogo, sarà più facile trasmettere entusiasmo e sicurezza ai clienti.
Detto questo, la passione da sola non basta. Scegliere una destinazione significa anche valutare il potenziale di vendita e la domanda di mercato, ma non preoccuparti: non sarai solo in questo processo. Ti forniremo tutto il supporto necessario per aiutarti a individuare la nicchia più adatta a te.
2. Studiare e formarsi: il percorso di specializzazione
Una volta individuata la tua nicchia, il passo successivo è diventare un vero esperto. Specializzarsi non significa solo conoscere gli hotel e le attrazioni principali, ma comprendere come proporre la destinazione in base ai diversi target di clienti.
In Evolution Travel mettiamo a disposizione un’ampia gamma di strumenti per la formazione:
Webinar e corsi online con esperti di destinazione
Materiali di studio e guide aggiornate
Community di consulenti con cui confrontarsi
Eventi e viaggi educational per vivere in prima persona la destinazione
Figure a supporto interne al network dei consulenti, come i promotori di riferimento prodotto (PRP), consulenti che ricoprono un ruolo fondamentale nella formazione dei nuovi arrivati e li supportano durante la vendita
3. Costruire la propria autorevolezza
Essere esperti di una destinazione non serve a nulla se nessuno lo sa! Una volta acquisite le competenze, il tuo obiettivo sarà farti trovare dalle persone che cercano proprio un consulente esperto della meta che hai scelto.
Hai due strade principali per ottenere visibilità:
Investire nelle campagne di gruppo, dove, in cambio di un budget pubblicitario, riceverai richieste mirate sulla destinazione di tuo interesse.
Sviluppare il tuo personal brand, attraverso un blog, i social e la creazione di contenuti che dimostrino la tua esperienza.
Queste due strategie non si escludono a vicenda, anzi, il nostro consiglio è di utilizzarle entrambe. All’inizio, può essere molto efficace partire con le campagne di gruppo per ottenere risultati immediati e, nel tempo, costruire gradualmente il proprio personal brand per affermarsi come punto di riferimento nel settore.
4. Crescere nel tempo: ampliare le specializzazioni
Nessuno dice che dovrai occuparti per sempre di un’unica destinazione. Una volta consolidata la tua esperienza, potrai estendere la tua offerta a mete complementari, costruendo un portafoglio equilibrato e diversificato.
Un metodo efficace è pianificare una programmazione annuale delle campagne di marketing, alternando destinazioni per bilanciare la stagionalità e massimizzare le vendite tutto l’anno.
Scegliere la propria specializzazione come Consulente di Viaggi Ensy7 è un passo cruciale per il successo. Ricorda: meno si disperdono le energie, più sarà facile diventare un punto di riferimento per i clienti e ottenere risultati concreti.
Viaggio alle Maldive: spesso chi non c’é ancora stato, pensa che i resort alle Maldive e le isole siano tutte uguali; pensa magari che le strutture differiscano solo dal numero di stelle come per gli Hotel.
Niente di più diverso…
Se stai pensando alle Maldive come prossima meta di un fantastico viaggio e ti sei posto la domanda: “come scelgo l’isola giusta?” e se vuoi capire meglio cosa aspettarti, devi assolutamente leggere questo articolo!
Sarai poi in grado di scegliere la tipologia di isola più adatta per te.
Viaggio alle Maldive: due tipologie di isole
Possiamo infatti dividere in due categorie le isole alle Maldive.
Isole con barriera corallina vicina e poca laguna ed isole lagunari che hanno una vasta laguna e dove la barriera corallina è molto lontana.
Prendiamole in considerazione una alla volta.
Isole coralline
Le isole con barriera corallina vicina che chiamiamo per velocizzare Isole coralline, sono spesso tondeggianti e di dimensioni abbastanza ridotte.
La spiaggia è ridotta nella profondità e se esiste una zona con spiaggia più ampia, può variare a seconda della stagione e quindi delle correnti che tendono ad accumulare la sabbia da una parte o da un’altra.
Queste isole sono sicuramente perfette per chi vuole fare snorkeling in autonomia in quanto la barriera è raggiungibile spesso in più punti della circonferenza dell’isola e direttamente dalla riva.
Per lo stesso motivo si potranno anche fare immersioni in House-reef senza bisogno di prendere un’imbarcazione.
Attenzione sempre alle correnti soprattutto se vogliamo portare bambini e ragazzi a vedere le meraviglie del reef, sempre meglio chiedere al diving center presente su tutte le isole, quando e dove è meglio immergersi.
Isole lagunari
Le isole lagunari invece, generalmente sono più grandi ed allungate e sono circondate per gran parte da una vasta laguna. Laguna significa acqua bassa a volte meno di un metro, colori fantastici dovuti alla sabbia bianca sul fondo.
Spesso alcune zone del fondale sono ricoperte da una prateria di fanerogame.
Sono macro alghe un po’ come un prato e quindi una nursery per piccoli pesci e crostacei.
Con una maschera e molta pazienza anche qui si possono fare incontri particolari e macrofoto di soddisfazione.
La laguna è ottima per chi non è un nuotatore esperto e si vuole rilassare magari sdraiandosi sulla battigia con acqua sempre calda e calma… e la sabbia non si attacca visto che la sabbia corallina si stacca facilmente e non si appiccica…
Queste isole sono meno adatte per chi ama fare snorkeling in autonomia che dovrà sempre rivolgersi al diving center o al resort per poter fare delle escursioni in barca.
Viaggio alle Maldive: la dimensione delle isole
Facciamo una piccola premessa: alle Maldive esistono tanti tipi di alloggi.
Piccoli hotel su isole abitate da locali, guest-house sempre nei paesini maldiviani ma di queste tipologie vi parlerò in un altro articolo.
Oggi parliamo di resort ossia di quelle isole che hanno un solo hotel/resort interamente dedicato alla clientela.
Queste isole possono essere di tutte le dimensioni, da minuscole (250 mt x 150 mt) a medie o grandi (1600 mt x 400 mt).
Quindi il grande è sempre relativo. Il numero delle camere è parzialmente relativo alle dimensioni dell’isola.
Parzialmente perché molte isole, la maggioranza oramai, hanno aumentato il numero delle camere costruendo dei lunghi pontili sul plateau corallino e che si allungano nelle lagune.
Da questi pontili si accede alle famose over-water! le camere su palafitta… di cui vi parlerò sempre in un altro articolo.
Isole piccole
Su di un’isola piccolissima avremo meno cose da fare … passeggiate brevi visto che si gira l’isola in poco tempo, spesso non c’è una piscina … ma serve?
Per il resto avremo di sicuro una SPA dove poter fare i massaggi e che consiglio vivamente, un diving center con cui poter uscire per escursioni di mare, snorkeling e immersioni, un piccolo negozio di souvenir e… basta.
Anche i ristoranti a disposizione saranno probabilmente meno di quelli su di un’isola un po’ più grande.
Isole grandi
Isola grande infatti vuol dire principalmente spiagge lunghe e quindi passeggiate, una palestra generalmente super attrezzata, più ristoranti anche se a la carte e non inclusi nel trattamento previsto.
Troveremo campetti polivalenti per pallavolo o basket e campi da tennis ma anche campi da golf a 8 buche o minigolf.
Ci saranno anche spazi attrezzati con intrattenimenti per i bambini.
Sulle isole più grandi si può anche passeggiare attraverso l’isola percorrendo (anche scalzi) i vialetti sempre ben manutenuti.
La vegetazione spesso è rigogliosissima anzi un’isola ha un pregio maggiore quando la sua vegetazione è fitta e ricca in diversità.
Per chi ama la natura, uno spettacolo, piante che qui da noi abbiamo in vaso, lì sono alberi fioriti e dai profumi incredibili.
Una vera scoperta!
Viaggio alle Maldive: come raggiungere le isole
La terza discriminante su come scegliere l’isola giusta è in base a come la si può raggiungere.
Ovvio in aereo… fino a Male, poi però per spostarsi su quei piccoli paradisi, abbiamo bisogno di un mezzo e sono tre: motoscafo, volo interno, idrovolante.
Motoscafo
Il motoscafo o barca veloce si prende quando c’è una distanza ridotta fra Male e l’isola da raggiungere.
Traduzione: se il trasferimento è di massimo un’ora, ok per il motoscafo, vuol dire che siamo all’interno dell’Atollo di Male nord o Male sud ma se dovesse essere di più … sconsiglio vivamente.
Probabilmente andiamo in un altro Atollo e quindi attraversiamo un tratto di oceano in zona quindi meno protetta e il mare può anche essere agitato, meglio evitare il mal di mare…
Volo interno
Quindi se vado oltre l’Atollo di Male nord o sud che sia, che mezzo prendo? dove possibile, un volo interno…
Il governo maldiviano ha stanziato negli anni molte risorse per incentivare e migliore i trasporti sia per motivi turistici che per la popolazione locale.
Sono stati costruiti sulle isole più grandi piste di atterraggio tali da consentire un viavai di aerei che lì, sono un pò come i bus per noi.
Si arriva su di un’isola grande, la più vicina all’isola che abbiamo scelto e poi con un breve tragitto in motoscafo si arriva a destinazione.
Gli aerei non sono piccolissimi e sicuramente sono molto panoramici e chiariamolo … una meraviglia del viaggio alle Maldive è vedere le isole dall’alto e nel loro insieme.
Idrovolante
Terza soluzione, ove possibile, l’idrovolante… ASSOLUTAMENTE FANTASTICO!
il volo è molto divertente e quindi lo definisco un’esperienza in più, un viaggio nel viaggio… a cominciare dall’equipaggio…
I due piloti infatti hanno una bellissima divisa con camicia a maniche corte e bermuda e spesso sono scalzi o al massimo in ciabatte infradito!
L’idrovolante ci porterà direttamente sull’isola e visto che vola a bassa quota il panorama sarà davvero unico.
Unico neo, è il trasposto più costoso dei tre descritti.
Il mio consiglio?
Isola medio/medio grande con almeno parziale barriera corallina raggiungibile facilmente e se il budget lo consente, raggiungibile con idrovolante.
Ricordatevi che sull’idrovolante si possono portare massimo 15kg di bagaglio a persona… ma del resto, alle Maldive serve poco: costume, pareo e maschera soprattutto se come me si ha la maschera ottica… tutto il resto è un optional!
New York City, una metropoli che pulsa di energia creativa e vibra al ritmo della musica, ti invita a vivere un’esperienza unica: un viaggio attraverso i suoi quartieri iconici, da Chelsea ad Harlem, dall’East Village a Brooklyn, alla scoperta delle sottoculture artistiche newyorkesi, dalla musica al cinema, dall’arte alla cultura pop.
In compagnia di Giuseppe Pipitone, autore ed esperto di cultura hip hop e storia afroamericana, e Ricky Russo, giornalista musicale e guida turistica certificata GANYC, percorriamo le orme di leggende come Louis Armstrong, Bob Dylan, Madonna, Basquiat, Warhol, Jay-Z e molti altri. Esploriamo i luoghi che hanno ispirato le loro creazioni e il loro influsso sulla città, plasmata attraverso la loro arte. Scopriamo locali leggendari e teatri storici, luoghi di culto delle leggende urbane, ma anche set cinematografici iconici, gallerie d’arte all’avanguardia e punti di ritrovo della cultura pop. Con uno sguardo che unisce giornalismo musicale, storytelling urbano e una conoscenza approfondita delle sottoculture newyorkesi, assieme a Giuseppe e Ricky attraversiamo le storie che hanno reso questa città un crocevia culturale unico al mondo.