Sotto le Pale di San Martino. Le Dolomiti di San Martino e Primiero, un eden per chi ama l’outdoor

Sotto le Pale di San Martino. Le Dolomiti di San Martino e Primiero, un eden per chi ama l’outdoor

Natura incontaminata e panorami mozzafiato sono le caratteristiche di questo angolo di Trentino, perfetto per praticare sport e godersi momenti di relax.

San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi sono mete d’eccellenza nel panorama delle Alpi, amate sia per il fascino del gruppo dolomitico delle Pale di San Martino – il più esteso delle Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO – che per la rinomata accoglienza della gente. Natura incontaminata e panorami mozzafiato sono le caratteristiche di questo angolo di Trentino, perfetto per praticare sport e godersi momenti di relax.

Trekking, canoa e borghi antichi

Dall’Altopiano delle Pale, un tavolato di roccia a 2700m di altezza che ha ispirato alpinisti e scrittori, fino alla selvaggia Catena del Lagorai, dove si possono trovare testimonianze della Prima Guerra Mondiale, e al Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino, in quest’area di 20.000 ettari la natura regna sovrana.

Trentino, Val Canali @ M. Gober
Trentino, Val Canali

Chi ama le attività outdoor potrà sbizzarrirsi fra trekking, bike, canyoning, vie ferrate, ponti tibetani e arrampicata in compagnia delle Guide Alpine “Aquile” di San Martino e Primiero.

Imperdibili anche la Val Venegia e Val Canali, a cominciare da una visita ai paesi della Valle di Primiero, come Fiera di Primiero, contrada elegante e vivace, e Mezzano, borgo che ha conservato nel tempo la propria identità rurale e che, grazie alle installazioni Cataste & Canzei, fa parte dei Borghi più belli d’Italia.

Per gli amanti del “forest bathing” e per chi vuole ritrovare il contatto con la natura, ecco i percorsi barefoot: a San Martino di Castrozza sce ne sono tre, e uno – il “sentiero didattico barefoot” – è particolarmente adatto a chi si vuole avvicinare per la prima volta alla camminata a piedi nudi in montagna.

Merita una visita anche il Parco Benessere Navoi, oasi di benessere a pochi passi dal centro di Fiera di Primiero, con vista privilegiata sulle Pale di San Martino e sulla valle di Primiero e in cui è possibile rilassarsi, provare il percorso kneipp, praticare yoga e tenersi in forma grazie a degli attrezzi per il fitness. Da quest’estate il Parco ospita anche un biolago non balneabile dotato di impianto di fitodepurazione.

 

L’attenzione per l’ambiente e la sostenibilità

Nel 2016 le Valli di Primiero e Vanoi sono state riconosciute da Legambiente come “territori 100% rinnovabili” e, nel 2022, Primiero San Martino di Castrozza è entrato a far parte delle “Alpine Pearls”, le “Perle Alpine”, il circuito europeo delle località che offrono esperienze legate a una vacanza sostenibile e più consapevole.

Trentino, Val Canali @ M. Gober
Trentino, Val Canali

Gli Host di Alpine Pearls sono strutture che hanno attivato azioni concrete sul fronte della mobilità e della riduzione delle plastiche. Sul territorio che si estende ai piedi delle maestose Pale di San Martino gli impianti funzionano ad energia rinnovabile e l’energia, che proviene dalle 13 centrali idroelettriche e dalle 2 centrali a biomassa, permette di alimentare fino a 98% delle utenze di San Martino di Castrozza. In tutta l’area sono anche disponibili oltre 30 colonnine per la ricarica delle auto elettriche e molte stazioni di ricarica e-bike, posizionate nei punti più strategici.

Di rifugio in rifugio

Tra i sentieri, quello delle Marmotte sull’Alpe Tognola è perfetto per le famiglie, mentre i più allenati potranno divertirsi tra Dolomiti Palaronda Trek – un trekking in più tappe, suddiviso in varie formule dai 3 agli 8 giorni, con o senza vie ferrate – Dolomiti Palaronda Ferrata e tra gli ambienti selvaggi del Park2Trek Dolomites.

Seguendo la traccia dell’Alta Via 2 potranno percorrere il tratto che da Feltre porta al Passo Valles, attraversando le Vette Feltrine e le Pale di San Martino, all’interno di due parchi naturali, il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e il Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

Trentino, Val Canali @ T. Prugnola
Trentino, Val Canali

Nuovissimo, infine, il Primiero Slow Tour, dedicato a chi ama camminare a ritmi lenti, con quattro notti nei rifugi escursionistici dei dintorni di Primiero, pensato per primavera e autunno.

 

Pedalando fra le Dolomiti

A San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi le due ruote sono di casa: oltre 300 i km di percorsi bike di diversa lunghezza e difficoltà che si sviluppano su strade sterrate, attraversando boschi e pascoli tra laghi alpini e malghe.

In bici da strada è possibile risalire verso il Passo Rolle o affrontare i dislivelli del Passo Cereda o ancora salire i dolci tornanti del Passo Gobbera. In sella alla mountainbike o e-bike, si possono invece percorrere i 700m di dislivello che dai paesi di Primiero portano a San Martino di Castrozza.

Per una pedalata in famiglia si può infine scegliere la comoda pista ciclabile che da Imèr porta a Siror, affiancando il torrente con una spettacolare vista sulle Pale di San Martino.

Cosa vedere in Calabria

Cosa vedere in Calabria

Durante una vacanza in Calabria sono tanti i borghi tipici da visitare e le tante spiagge, ognuna con caratteristiche diverse ma sempre lambite da acque trasparenti e cristalline.

Con Ensy 7 potrai scoprire la meraviglia dei luoghi incantevoli situati nella cosiddetta Costa degli Dei: un tratto di costa del Tirreno meridionale che corrisponde all’intero tratto marittimo della provincia di Vibo Valentia. È la parte di costa che delimita il cosiddetto corno di Calabria, un tratto che conta circa 55 kilometri di litorale che si presenta con una morfologia molto varia, il che rende particolarmente eccitante la visita: a lunghe spiagge bianche si succedono rocce frastagliate, che creano piccole calette raggiungibili solo a piedi o tramite escursioni in barca.

La Costa degli Dei inizia in corrispondenza di una località stupenda: Pizzo Calabro, un antichissimo borgo marinaro a picco sul mare e arroccato su un masso tufaceo, anche noto per una rinomata specialità gastronomica: il celebre Tartufo, che a dispetto del nome è un gelato preparato secondo un preciso metodo artigianale.
Esplorando questo tratto di costa potrai ammirare spiagge, baie e calette da sogno oltre a due must-see assoluti come Capo Vaticano e Tropea.

Altra splendida località turistica e balneare è Scilla, considerato uno dei borghi più belli e caratteristici d’Italia, che custodisce un castello medievale, una bella spiaggia sabbiosa e il caratteristico e antico quartiere dei pescatori di Chianalea, le cui viuzze sapranno regalarti emozioni sempre nuove!

Tra le spiagge da visitare ci sono innanzitutto quelle di Capo Vaticano, meraviglioso con spiagge di sabbia bianca e fine alternate a grandi rocce e scogli immersi nel mare cristallino. Questo meraviglioso tratto di costa roccioso e frastagliato offre un panorama mozzafiato, reso ancora più bello dalle variegate sfumature del verde della macchia mediterranea che lo circonda. I fondali sono straordinari e offrono uno spettacolo incredibile alla vista.

Bellissima e famosa in tutto il mondo è la spiaggia di Tropea, con alcuni tratti liberi e altri con lidi attrezzati con ogni comfort e servizio. Molto rinomate e gettonate ogni anno da turisti e vacanzieri sono anche la spiaggia di Diamante, lunga ben 8 chilometri, in cui potrai immergerti per scoprire gli incantevoli paesaggi sottomarini, la spiaggia di Praia a Mare e la spiaggia di San Nicola Arcella, luogo di straordinaria bellezza con sabbia argentea e un mare turchese da favola!

Tra le cose da non perdere visitando questa regione, come non citare Reggio Calabria con il lungomare più famoso d’Italia e il Museo Archeologico, “casa” di quel capovolaro che sono i Bronzi di Riace.

Immancabile è poi, senza dubbio, una crociera delle Isole Eolie, per scoprire la storia e le bellezze di isole stupende come Vulcano, Lipari, Panarea e Stromboli. Potrai goderti un bagno in spiagge meravigliose, lambite da acque cristalline, e passeggiare per le vie di Panarea, isola in cui si respira un’atmosfera magica, e immergerti nell’incanto delle viuzze di Stromboli, piene di botteghe deliziose.

Destinazione Asia Dai confini dell’Europa fino all’Asia Meridionale e Centrale

Destinazione Asia Dai confini dell’Europa fino all’Asia Meridionale e Centrale

Se fosse possibile unire in un unico percorso questi sette straordinari itinerari, partiremmo dalla Turchia, vero punto di contatto tra Europa e Asia, ci inoltreremmo in Armenia, Georgia e Azerbaijan, poi raggiungeremmo il Pakistan e da lì l’Uzbekistan e ancora – sempre più verso Oriente – il Tagikistan e il Kirghizistan per terminare infine il viaggio in Mongolia.
In Turchia ci attende Istanbul, già Costantinopoli e Bisanzio, a cavallo tra due continenti, con i suoi monumenti senza tempo (come Santa Sofia, la Moschea Blu, il meraviglioso Topkapi) ma anche con la sua anima dai mille volti, da vivere con esperienze culturali e gastronomiche. Verso Levante, tra Azerbaijan, Georgia e Armenia, viaggiamo lungo un itinerario intenso e appassionante in un angolo di mondo ancora misterioso e poco conosciuto, là dove antiche leggende si mescolano con un ingente patrimonio culturale e una natura genuina, all’ombra del Grande Caucaso.
Tra anguste e recondite valli di alta montagna che si insinuano fra le pendici dell’Hindukush, nel Pakistan settentrionale, andiamo alla scoperta del popolo dei Kalash, seguace di un’antica religione politeista, in occasione del Festival Uchal, tra panorami incredibili e siti Patrimonio UNESCO. In Uzbekistan ci attende il fascino senza tempo di città leggendarie che videro il loro massimo splendore durante l’età d’oro della Via della Seta, come Samarcanda, già capitale dell’Impero timuride fondato da Tamerlano, e Bukhara.
Ancora più ad Oriente un viaggio di grande interesse paesaggistico e culturale si sviluppa attraverso la regione montuosa del Pamir – il “Tetto del Mondo”, uno spettacolare deserto d’alta quota con laghi blu, praterie, vallate e ghiacciai – tra Tagikistan e Kirghizistan. E infine in Mongolia, con un viaggio via terra tra maestose dune, alture, picchi e canyon nel cuore del Deserto del Gobi. E poi l’incontro con i cacciatori kazaki nei tradizionali costumi in occasione della loro più importante celebrazione, il Festival delle Aquile, tra gare di abilità e competizioni tra cavalieri.
La cascata dell’immortalità e il trenino panoramico di Kalávryta, in Peloponneso

La cascata dell’immortalità e il trenino panoramico di Kalávryta, in Peloponneso

Nel cuore della Grecia, tra le montagne del Peloponneso, si cela un luogo dove mito e natura si intrecciano: la Cascata dello Stige, o Ydata Stygos. Situata sul monte Chelmos, vicino alla città di Kalavryta, questa cascata è legata a una delle leggende più affascinanti della mitologia greca. Del resto al natura qui da il suo meglio, e potrete esplorarla a piedi o con uno dei treni storici più impressionanti della Grecia.

Un angolo della Grotta dei laghi ©Heracles Kritikos / Shutterstock

Un angolo della Grotta dei laghi

Alla scoperta di Kalávryta

Abbarbicata in alto sul mare, Kalávryta è una piccola e deliziosa località con una frizzante aria di montagna, sorgenti gorgoglianti e una piazza annidata tra le fronde di imponenti platani. Sebbene esista da secoli, la città attuale venne fondata verso la metà del XIX secolo sulle rovine di Kínaitha, un tempo Cineta. Kalávryta è una popolare meta sciistica tra gli ateniesi, che comunque vi giungono in massa nei weekend di tutto l’anno: in primavera e in estate per fare escursioni a piedi e visitare i vicini monasteri, ma anche per salire a bordo del famoso trenino a cremagliera.

Il Peloponneso incarna tutti gli elementi tangibili e astratti che compongono la Grecia © Georgios Tsichlis/Alamy Stock Photo

La cascata dell’immortalità

Secondo la tradizione, le acque dello Stige erano temute per la loro potenza: bere da esse significava la morte certa. Solo gli zoccoli degli asini erano in grado di contenere l’acqua senza che venisse corrosa. Si racconta che la dea Teti immerse il figlio Achille nel fiume per renderlo invulnerabile; tuttavia, tenendolo per il tallone, quella parte rimase vulnerabile, dando origine all’espressione “tallone d’Achille”.

Oggi, la Cascata dello Stige è una meta imperdibile per gli amanti della storia e della natura. Il sentiero che porta alla cascata offre panorami mozzafiato e un’esperienza immersiva nella leggenda. Camminando tra le rocce e ascoltando il rumore dell’acqua, si ha la sensazione di essere parte di un racconto antico.

Come arrivare

Per raggiungere la cascata, partite da Kalavryta e dirigetevi verso il monte Chelmos. Il percorso è ben segnalato, ma si consiglia di indossare scarpe comode e portare con sé acqua e protezione solare. Durante il tragitto, potrete ammirare la bellezza incontaminata della zona e, una volta arrivati, rimanere affascinati dalla potenza della natura.

Un tratto del treno di Kalávryta ©d.stipek/Shutterstock

Un tratto del treno di Kalávryta

La Grotta dei Laghi

La straordinaria Grotta dei Laghi si trova 16,5 km a sud di Kalávryta, nei pressi del villaggio di Kastriá. Una passerella di 500 m raggiunge l’interno, attraversando la vasta camera d’ingresso (dove vivono cinque diverse specie di pipistrelli) e oltrepassando spettacolari formazioni rocciose simili a cavolfiori. Il percorso sovrasta inoltre alcune profonde pozze sotterranee di acqua cristallina: si tratta di 13 bacini in pietra creati dai depositi minerali nel corso dei millenni. Le formazioni più affascinanti si trovano nell’ultima parte della grotta, abbellita da delicate cascate di roccia.

Un diesel Toy train che attraversa la giungla © Rudra Narayan Mitra /Shutterstock

Il trenino Diakoftó–Kalávryta

Una delle esperienze più imperdibili di un soggiorno nel Peloponneso è il viaggio a bordo del minuscolo trenino a cremagliera che percorre la vecchia linea ferroviaria tra Diakoftó e Kalávryta. Il treno conduce i viaggiatori lungo un tragitto indimenticabile attraverso la spettacolare Gola di Vouraïkós, le cui pareti rossastre sembrano quasi abbracciare la rotaia.

La linea procede tra una fitta vegetazione di platani, arrampicandosi su uno stretto costone a strapiombo sulle rapide e passando sotto sette gallerie curve. Da Diakoftó, il treno sale per 22,5 km fino a oltre 700 m di altezza, servendosi di un sistema a cremagliera e, nei tratti più ripidi, aggrappandosi letteralmente alla rotaia dentata al centro dei binari.

Costruita da una società italiana tra il 1889 e il 1895, questa ferrovia fu un’opera straordinaria per l’epoca, con pochissimi equivalenti al mondo (per lo più nelle Alpi svizzere). Tutte le rotaie e i meccanismi di trazione sono stati sostituiti tra il 2007 e il 2009, e anche i quattro vagoni originari. Davanti alle stazioni di Diakoftó e di Kalávryta è ancora possibile vedere le locomotive a vapore originali che per prime si inerpicarono lungo la rotaia.

Il treno nella Gola di Vouraïkós ©siete_vidas / Shutterstock

Il treno nella Gola di Vouraïkós

Il viaggio dura poco più di un’ora e prevede una fermata nel pittoresco borgo di Zahloroú e, su richiesta, in due altre minuscole stazioni, nel caso vi venisse voglia di scendere per raggiungere a piedi la stazione successiva. Le rotaie costituiscono uno spettacolare tracciato escursionistico, e a piedi avrete modo di apprezzare ancora di più il panorama. Per percorrere a piedi i 22 km che separano Kalávryta da Diakoftó occorrono cinque ore; i macchinisti del treno sono abituati a incontrare gente che cammina lungo le rotaie e danno ampio preavviso. Portatevi una torcia elettrica per le gallerie.

Come arrivare

Kalávryta è servita da un regolare servizio di autobus per/da Atene e Patrasso. Per raggiungere Diakoftó, si può prendere il treno che viaggia sull’unica linea ‘operativa’, ossia la Corinto–Patrasso; gli autobus sostitutivi OSE percorrono il tratto tra Diakoftó e Kiáto. Da Diakoftó invece è possibile prendere questi autobus sostitutivi per andare sia a ovest, verso Patrasso, sia a est verso Kiáto, dove il proastiako (la ferrovia suburbana di Atene) porta a Corinto o fino all’aeroporto di Atene.

Cina, un mondo a sé

Cina, un mondo a sé

Protagonista dell’economia mondiale, la Cina esercita da sempre un innegabile fascino per le sue profonde radici storiche e culturali, il costante slancio tecnologico e la vertiginosa trasformazione.
Scopri con noi questo Paese che rappresenta un mondo a sé, dalla straordinaria varietà paesaggistica e di tradizioni, perennemente in equilibrio tra passato e futuro, con uno dei quattro viaggi Rendez Vous: Pechino e Shanghai, le province del Gansu, del Qinghai e dello Xinjiang, Xi’an, antica capitale cinese da cui un tempo partiva la Via della Seta e Lintong, con il celebre Esercito di Terracotta. E concediti un evento esclusivo in compagnia di altri appassionati viaggiatori come te: un appuntamento al tramonto sulla Grande Muraglia, aperta e illuminata solo noi, per una cena esclusiva che resterà indimenticabile.
E se non puoi assistere al Rendez Vous a inizio settembre, scegli uno degli itinerari in partenza a luglio o agosto. Il viaggio di luglio è una straordinaria occasione per vivere le tradizioni locali e suggestivi paesaggi, dall’altopiano tibetano alle affascinanti oasi carovaniere del deserto del Taklamakan, fino alle alte vette innevate delle catene del Kunlun Shan, del Karakorum e del Pamir, e che ti consente di assistere al Festival degli Sciamani, celebrato dalle minoranze etniche Tibetane e Tu nei villaggi della contea di Tongren nella provincia del Qinghai. Ad agosto, puoi scoprire la Cina con un itinerario classico che parte da Shanghai, per visitare il Giardino del Mandarino Yu, il Tempio col Buddha di Giada, il Bund, la Via Nanchino e la Shanghai Tower, prosegue a Xi’an e si conclude a Pechino, con la Città Proibita, il Palazzo d’Estate, la Piazza Tien an Men, il Tempio della Pace Celeste e la Grande Muraglia.
Una settimana immersi tra relitti e coralli. Wreck Week, alle British Virgin Islands l’eden dei sub

Una settimana immersi tra relitti e coralli. Wreck Week, alle British Virgin Islands l’eden dei sub

Tra barriere e pinnacoli di corallo, grotte sottomarine, tunnel di lava, canyon, massi e grotte ciò che resta di navi affondate, piroscafi adagiati sul fondo e vecchie carcasse trasformate nelle navi di pirati. Il tutto, nell’evento di giugno, diventa un luogo incantato per gli appassionati di immersioni.

Relitti di navi, montagne sottomarine, giardini di corallo e fondali sabbiosi. È un vero lunapark per subacquei il mondo sottomarino delle Isole Vergini Britanniche, arcipelago incontaminato di oltre 50 isole, culla di una cultura caraibica unica al mondo, che si allunga nelle acque dell’Oceano Atlantico fra Porto Rico e Antigua.

Un lunapark che, dal 15 al 21 giugno, autocelebra la sua straordinaria bellezza con una settimana di immersioni fra i siti più spettacolari del mondo. La BVI Wreck Week 2025, organizzata dalla BVI Scuba Organization, ogni anno attira centinaia e centinaia di appassionati che hanno la possibilità di immergersi tra i relitti e i reef, meticolosamente conservati, che costellano il fondale marino delle Isole Vergini Britanniche.

 

 

Questo paradisiaco angolo di Atlantico, infatti, non offre soltanto innumerevoli barriere coralline, pinnacoli di corallo, grotte sottomarine, tunnel di lava, canyon, massi e grotte disseminati su una vasta piattaforma sommersa, ma permette a chi si immerge, esperto o alle prime armi, di girovagare con muta e boccaglio tra straordinari relitti marini rimasti da secoli sui suoi fondali sabbiosi, dai resti delle navi pirata affondate fra questi mari e quelli delle navi della Seconda Guerra Mondiale, scomparsi fra le onde e mai più recuperati.

Il piroscafo della Royal Mail e il “quadrirelitto”

Per i più esperti a Salt Island, nel cuore del Parco Nazionale Marino Rhone Marine Park, l’emozione più grande è quella di immergersi tra i resti del ponte, del motore e dell’elica del relitto di un piroscafo della Royal Mail affondato durante l’uragano del 1867 con 125 persone a bordo. Spezzato in due e ad una profondità tra gli otto e i venticinque metri, il relitto è una delle grandi attrazioni per chi arriva fin qui. L’habitat della barriera corallina e di praterie di erbe marine è ovviamente tra i più belli trattandosi dell’unico parco marino nazionale.

 

 

Più in profondità, a una ventina di metri, giace invece un quadruplice relitto di imbarcazioni affondate in diversi momenti: la Marie L, una barca da carico affondata intenzionalmente nei primi anni ’90, la Pat, un rimorchiatore affondato pochi anni dopo che ora giace di fronte alla Marie L, la Beata, affondata nel 2001 e la Joey D, una nave da carico locale. Questo particolarissimo unicum è diventato con gli anni rifugio di molti pesci che usano i relitti come casa, tra cui grandi barracuda e murene.

Il bar galleggiante diventa parco giochi (con i pirati)

Il Willy Wreck era un ristorante-bar galleggiante che si è ritrovato in acqua trascinato fino alla riva dalla forza dell’uragano Irma nel 2017. Il relitto è stato poi trasformato in un parco giochi subacqueo a tema pirati da un’organizzazione no-profit locale, Beyond the Reef, specializzata nella creazione di barriere coralline artificiali. Anche tra i resti del Willy la vita marina è piuttosto rigogliosa e ospita corallo nero, bavose, tartarughe, pesci creoli, aquile di mare e pesci soldato. È possibile anche donare, in cambio delle immersioni, per sostenere i programmi di nuoto per bambini locali

La Kodiak Queen ora è un mostro marino

 

 

La Kodiak Queen, un’ex chiatta per il rifornimento della Marina, è sopravvissuta all’attacco di Pearl Harbor. E questo già ne farebbe un relitto davvero eccezionale. Ma, nell’aprile 2017, è invece anche stata trasformata in un’installazione artistica subacquea e nuovo sito di immersione. Per farlo alcuni artisti, prima che venisse sommersa, hanno creato una scultura che rappresenta un kraken, un mostro marino con i tentacoli di una piovra gigante, e l’hanno attaccata al ponte della nave. Il progetto è stato ideato per riabilitare la vita marina e fungere da laboratorio per gli scienziati per monitorare la popolazione ittica dell’area.

 

 

Tra spugne e coralli i siti più belli

 

 

Molti punti dei fondali sono un’attrattiva inesauribile per gli appassionati grazie alla loro conformazione rocciosa che rende questi fondali davvero unici. Adatto per le immersioni e lo snorkeling, The Indians è uno di quelli che offre tanta diversità, dalle spugne ai coralli, all’abbondanza di pesci, gamberi e granchi. Nell’isola di Green Cay, The Playground offre la possibilità di osservare da vicino mante, squali di barriera e nutrici, aquile di mare e tarponi, oltre ai pesci pappagallo e alla piccola bavosa dalle labbra rosse, mentre a Ginger Island, Ginger Steps ospita alcuni dei coralli più sani delle Isole Vergini Britanniche. Una delle immersioni più famose rimane quella al Chimney, l’Isola dei Cani, per la presenza di anguille e aragoste, anemoni e baby capesante. Squali, tartarughe marine e aquile di mare s’incontrano in uno dei siti preferiti dai subacquei locali, il Santa Monica Rock a Norman Island, destinato però ai più esperti perché la topografia subacquea è costituita da una serie di pinnacoli rocciosi, alcuni dei quali si ergono a soli tre metri sotto la superficie.