Tra barriere e pinnacoli di corallo, grotte sottomarine, tunnel di lava, canyon, massi e grotte ciò che resta di navi affondate, piroscafi adagiati sul fondo e vecchie carcasse trasformate nelle navi di pirati. Il tutto, nell’evento di giugno, diventa un luogo incantato per gli appassionati di immersioni.

Relitti di navi, montagne sottomarine, giardini di corallo e fondali sabbiosi. È un vero lunapark per subacquei il mondo sottomarino delle Isole Vergini Britanniche, arcipelago incontaminato di oltre 50 isole, culla di una cultura caraibica unica al mondo, che si allunga nelle acque dell’Oceano Atlantico fra Porto Rico e Antigua.

Un lunapark che, dal 15 al 21 giugno, autocelebra la sua straordinaria bellezza con una settimana di immersioni fra i siti più spettacolari del mondo. La BVI Wreck Week 2025, organizzata dalla BVI Scuba Organization, ogni anno attira centinaia e centinaia di appassionati che hanno la possibilità di immergersi tra i relitti e i reef, meticolosamente conservati, che costellano il fondale marino delle Isole Vergini Britanniche.

 

 

Questo paradisiaco angolo di Atlantico, infatti, non offre soltanto innumerevoli barriere coralline, pinnacoli di corallo, grotte sottomarine, tunnel di lava, canyon, massi e grotte disseminati su una vasta piattaforma sommersa, ma permette a chi si immerge, esperto o alle prime armi, di girovagare con muta e boccaglio tra straordinari relitti marini rimasti da secoli sui suoi fondali sabbiosi, dai resti delle navi pirata affondate fra questi mari e quelli delle navi della Seconda Guerra Mondiale, scomparsi fra le onde e mai più recuperati.

Il piroscafo della Royal Mail e il “quadrirelitto”

Per i più esperti a Salt Island, nel cuore del Parco Nazionale Marino Rhone Marine Park, l’emozione più grande è quella di immergersi tra i resti del ponte, del motore e dell’elica del relitto di un piroscafo della Royal Mail affondato durante l’uragano del 1867 con 125 persone a bordo. Spezzato in due e ad una profondità tra gli otto e i venticinque metri, il relitto è una delle grandi attrazioni per chi arriva fin qui. L’habitat della barriera corallina e di praterie di erbe marine è ovviamente tra i più belli trattandosi dell’unico parco marino nazionale.

 

 

Più in profondità, a una ventina di metri, giace invece un quadruplice relitto di imbarcazioni affondate in diversi momenti: la Marie L, una barca da carico affondata intenzionalmente nei primi anni ’90, la Pat, un rimorchiatore affondato pochi anni dopo che ora giace di fronte alla Marie L, la Beata, affondata nel 2001 e la Joey D, una nave da carico locale. Questo particolarissimo unicum è diventato con gli anni rifugio di molti pesci che usano i relitti come casa, tra cui grandi barracuda e murene.

Il bar galleggiante diventa parco giochi (con i pirati)

Il Willy Wreck era un ristorante-bar galleggiante che si è ritrovato in acqua trascinato fino alla riva dalla forza dell’uragano Irma nel 2017. Il relitto è stato poi trasformato in un parco giochi subacqueo a tema pirati da un’organizzazione no-profit locale, Beyond the Reef, specializzata nella creazione di barriere coralline artificiali. Anche tra i resti del Willy la vita marina è piuttosto rigogliosa e ospita corallo nero, bavose, tartarughe, pesci creoli, aquile di mare e pesci soldato. È possibile anche donare, in cambio delle immersioni, per sostenere i programmi di nuoto per bambini locali

La Kodiak Queen ora è un mostro marino

 

 

La Kodiak Queen, un’ex chiatta per il rifornimento della Marina, è sopravvissuta all’attacco di Pearl Harbor. E questo già ne farebbe un relitto davvero eccezionale. Ma, nell’aprile 2017, è invece anche stata trasformata in un’installazione artistica subacquea e nuovo sito di immersione. Per farlo alcuni artisti, prima che venisse sommersa, hanno creato una scultura che rappresenta un kraken, un mostro marino con i tentacoli di una piovra gigante, e l’hanno attaccata al ponte della nave. Il progetto è stato ideato per riabilitare la vita marina e fungere da laboratorio per gli scienziati per monitorare la popolazione ittica dell’area.

 

 

Tra spugne e coralli i siti più belli

 

 

Molti punti dei fondali sono un’attrattiva inesauribile per gli appassionati grazie alla loro conformazione rocciosa che rende questi fondali davvero unici. Adatto per le immersioni e lo snorkeling, The Indians è uno di quelli che offre tanta diversità, dalle spugne ai coralli, all’abbondanza di pesci, gamberi e granchi. Nell’isola di Green Cay, The Playground offre la possibilità di osservare da vicino mante, squali di barriera e nutrici, aquile di mare e tarponi, oltre ai pesci pappagallo e alla piccola bavosa dalle labbra rosse, mentre a Ginger Island, Ginger Steps ospita alcuni dei coralli più sani delle Isole Vergini Britanniche. Una delle immersioni più famose rimane quella al Chimney, l’Isola dei Cani, per la presenza di anguille e aragoste, anemoni e baby capesante. Squali, tartarughe marine e aquile di mare s’incontrano in uno dei siti preferiti dai subacquei locali, il Santa Monica Rock a Norman Island, destinato però ai più esperti perché la topografia subacquea è costituita da una serie di pinnacoli rocciosi, alcuni dei quali si ergono a soli tre metri sotto la superficie.