Viaggio a Tbilisi: tutto quello che c’è da sapere sulla capitale più affascinante del Caucaso

Viaggio a Tbilisi: tutto quello che c’è da sapere sulla capitale più affascinante del Caucaso

La cosmopolita capitale della Georgia è un’antica città carovaniera in cui si mescolano da sempre l’Oriente e l’Occidente. Da quando è emersa dall’isolamento dell’era sovietica, Tbilisi è cambiata in modo straordinario, con la costruzione di svariati edifici moderni e l’arrivo di club e ristoranti di alta categoria. Tutto sommato, però, certe cose non sono cambiate del tutto e la Città Vecchia, parzialmente restaurata, offre l’ottima opportunità di mettere a confronto il prima e il dopo. Anche se gli storici bagni di zolfo, le chiese medievali e le grandiose dimore ottocentesche sono state restaurate all’esterno, l’antico cuore della città batte ancora al ritmo del passato.

La città vecchia e la Forezza di Narikala @Artmim /Shutterstock

La città vecchia e la Forezza di Narikala

Cosa vedere a Tbilisi

Il centro storico di Tbilisi restaurato

Nonostante il lungo progetto di rinnovamento del centro della capitale georgiana, cominciato una quindicina d’anni fa, buona parte della Città Vecchia di Tbilisi rimane ancora oggi vivace e suggestiva. Tuttavia, può non essere subito ovvio se vi limitate a visitare la via principale della zona, Kote Abkhazis qucha, la strada lastricata che collega Tavisuplebis moedani (Piazza della Libertà) alla storica piazza del mercato di Meidan e che è del tutto rinnovata e piena di venditori, agenzie turistiche e negozi di souvenir.

Uscite dalla strada principale e ben presto vi trovate immersi in un mondo parallelo fatto di viuzze strette, palazzi tenuti in piedi da supporti improvvisati in legno e fili del bucato stesi dappertutto: una vera e propria finestra sulla vita semi-privata dei cittadini della capitale.

Andando in giro potrete osservare le incredibili differenze tra le strade e le piazze che sono state rinnovate e quelle che non lo sono state. È difficile non ammettere che Gudiashvili moedani oggi ha un aspetto splendido, per esempio, anche se molti direbbero che l’originalità della piazza è stata sacrificata dallo spietato, quanto necessario, restauro.

Nella Città Vecchia si trovano un numero consistente di chiese davvero antiche, di cui la più vecchia e graziosa è la Basilica di Anchiskhati del VI secolo, con tre navate decorate da antichi affreschi sbiaditi. Un altro luogo di culto dove vale la pena di fermarsi è la Cattedrale di Sioni, anch’essa risalente al VI secolo.

Lo storico cosmopolitismo di Tbilisi si ritrova nella Cattedrale Armena di San Giorgio, del XIII secolo, con la sua splendida guglia piastrellata in turchese e gli affreschi restaurati di recente. Nelle vicinanze c’è anche la Grande Sinagoga, un notevole edificio in stile moresco che risale all’inizio del XX secolo. Sempre nella Città Vecchia si trova la Moschea Juma, un edificio del tardo XIX secolo fatto in mattoni rossi, dove i musulmani sciiti e sunniti pregano insieme.

Perdetevi tra i vicoli della la Città Vecchia di Tbilisi @Pernelle Voyage /Shutterstock

Perdetevi tra i vicoli della la Città Vecchia di Tbilisi

In alto sulla Città Vecchia

Se prendete la funivia del Parco Rike per arrivare al crinale di Sololaki con i suoi panorami spettacolari, sarete contenti di non esservi persi una delle attività turistiche più popolari della città solo per evitare la folla. Il contemporaneo Parco Rike è in sé un posto interessante dove passeggiare, che arriviate dalla Città Vecchia attraversando lo storico Ponte di Metekhi o dal più recente Ponte della Pace.

Nel parco vedrete di certo la sala da concerti e centro espositivo, il cui nome prosaico non si addice all’aspetto straordinario della costruzione fatta da due identiche strutture tubolari metalliche. Questa rarità architettonica, rimasta vuota nell’ultimo decennio, è un esempio degli strani stili architettonici preferiti dall’ex presidente Mikheil Saakashvili.

La funivia vi porta in cima al crinale di Sololaki, che domina sulla Città Vecchia e ospita due dei monumenti più suggestivi di Tbilisi. La statua di Kartlis Deda, che in georgiano significa ‘Madre Georgia’, è alta 20 m ed è una metafora in alluminio della personalità georgiana. La Madre Georgia tiene nella mano destra un calice di vino per gli amici e nella sinistra una spada per i suoi nemici e vi ricorda, un po’ minacciosa, che siete stranieri nella sua terra.

La Fortezza di Narikala, che domina il paesaggio urbano della Città Vecchia, risale al IV secolo, quando fu costruita come cittadella persiana. La maggior parte delle mura furono costruite nell’VIII secolo, quando la zona era sotto il controllo arabo e gli emiri locali costruirono le loro residenze al sicuro all’interno della fortezza. In seguito, georgiani, turchi e persiani conquistarono e rafforzarono la fortezza, ma nel 1827 una forte esplosione di munizioni russe distrusse l’intero complesso, che oggi è più che altro una suggestiva rovina, con solo le mura in buona parte intatte. Ci sono vari sentieri lungo il fianco della montagna che vi riportano alla Città Vecchia; in alternativa potete prendere di nuovo la funivia.

La Cattedrale della Santissima Trinità @Giulia Grimaldi /Lonely Planet

La Cattedrale della Santissima Trinità

I migliori musei di Tbilisi

Anche se Tbilisi ha dozzine di musei che vale la pena di visitare, i due che si fanno notare e che non dovreste assolutamente perdervi sono il Museo della Georgia e la Galleria Nazionale, entrambi in Rustavelis gamziri, il viale principale della città.

Fulcro del notevole Museo della Georgia è lo straordinario Tesoro Archeologico, la collezione di reperti precristiani in oro, argento e pietre preziose trovati in siti funerari georgiani risalenti anche al 3000 a.C.

La principale attrattiva della vicina Galleria Nazionale è la sala in cui sono esposte le magnifiche tele del più celebre pittore georgiano del XIX secolo, l’autodidatta Niko Pirosmanashvili, anche detto Pirosmani. I suoi ritratti di scene di vita rurale in Georgia sono subito riconoscibili e sono diventati l’emblema del paese, presenti su cartoline e borse. È poi presente una bella collezione di opere di altri artisti georgiani di spicco del XX secolo, come Lado Gudiashvili e Davit Kakabadze.

Tra gli altri musei che vi raccomandiamo di visitare a Tbilisi ci sono il Museo di Storia, il Museo Etnografico all’Aperto e il MoMA Tbilisi.

Popoli e tradizioni d’Africa

Popoli e tradizioni d’Africa

Ghana, Togo, Benin, Etiopia ed Eritrea
Cosa accomuna i tre Paesi confinanti affacciati sul Golfo di Guinea e le due nazioni dell’Africa orientale? Sono tutti abitati da molteplici gruppi etnici, con culture, lingue e tradizioni differenti, che spesso sono legate alle loro identità religiose: cristiane e musulmane, principalmente, ma anche protestanti, animiste e sincretiche.
Il nostro viaggio attraverso Ghana, Togo e Benin è un itinerario tra storia e antropologia: visitiamo i luoghi della tratta degli schiavi verso le Americhe con i castelli di Elmina e di Cape Coast e incontriamo popolazioni come gli Ashanti, i Somba e i Taneka, tra sacerdoti, guaritori, adepti in stato di trance e riti vudù.
Spostandoci sulle coste del Mar Rosso viaggiamo alla scoperta dell’Eritrea. Da Asmara, con la sua architettura coloniale, a Massawa, porto sul Mar Rosso conteso per secoli da europei, egiziani, turchi, inglesi e italiani dove sono transitate le più disparate merci. Infine, le isole Dahlak: un arcipelago spoglio e pianeggiante con una barriera corallina incontaminata. La partenza di gennaio di questo viaggio ti consente di assistere alle celebrazioni del Timkat ad Asmara, la ricorrenza più sacra del calendario copto in occasione dell’Epifania.
In Etiopia, durante un viaggio carico di emozioni, incontriamo i popoli che vivono nella regione della valle dell’Omo: gli Hamar, i Karo, gli Erbore, i Borana, i Mursi. E, ai margini sud occidentali del Paese, lungo le vallate al confine col Sudan, il gruppo etnico nilotico più intatto: gli isolati Surma. Infine, nel cuore infuocato dell’Etiopia, viaggiamo alla scoperta della regione della Dancalia e dell’etnia Afar, tra laghi salati, vulcani attivi e altopiani, mercati del sale, geyser e villaggi sperduti.
I viaggi d’esplorazione: disconnettersi per riconnettersi

I viaggi d’esplorazione: disconnettersi per riconnettersi

Un viaggio è spostamento, meraviglia di fronte a panorami sconosciuti, scoperta di culture e tradizioni lontane, condivisione di emozioni con altri viaggiatori. Un viaggio di esplorazione è anche un momento per disconnettersi dal proprio ambiente, dalla propria routine di vita e, contemporaneamente, per riconnettersi con sé stessi, con la natura possente che ci circonda e con i suoi spazi e silenzi.
Lasciati conquistare dai silenzi e dagli spazi dei più affascinanti deserti: il Sahara in Algeria, in Chad, in Libia e in Mauritania; il Rub’Al Khali in Oman; il Gobi in Mongolia; il Karakum in Turkmenistan e il Mangystau in Kazakistan. Scopri antiche tradizioni e incontra popoli e tribù, anche in occasione delle loro celebrazioni, in Eritrea, in Etiopia, in Camerun, in Sud Sudan, in Kirghizistan, in India e in Bangladesh. E consenti al tuo sguardo e ai tuoi sensi di perdersi nei panorami e negli orizzonti della natura di Socotra, di Gibuti, del Perù, della Colombia e del Messico.
Scegli una destinazione e parti con le nostre esperte e i nostri esperti per un viaggio d’esplorazione senza diaframmi tra te e il mondo.
Roma, il passaggio segreto che in pochi conoscono: porta sulla bellezza

Roma, il passaggio segreto che in pochi conoscono: porta sulla bellezza

Meta perfetta per chi vuole conoscere una Roma diversa: il Passetto del Biscione. Un invito a perdersi tra le pieghe della storia, tra ombre, affreschi e leggende popolari.

Roma è una delle città più amate e visitate al mondo, celebre per le sue icone senza tempo come il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi. E ancor, i Fori Imperiali e la maestosa Basilica di San Pietro. Tuttavia, la sua bellezza infinita è tale che neppure una vita intera basterebbe per esplorarla tutta. In ogni angolo della capitale si nasconde un frammento di storia, un segreto urbano, un luogo incantato ancora da scoprire. Uno di questi è il Passetto del Biscione, un piccolo gioiello nel cuore pulsante della città, a pochi passi da Campo de’ Fiori.

Questo passaggio coperto, incastonato tra Via di Grotta Pinta e Piazza del Biscione, offre un viaggio nel tempo che unisce la Roma imperiale, medievale e barocca. Il tutto, in pochi metri di camminata silenziosa.
Ci portano alla scoperta di questo luogo così suggestivo la coppia di travel creator Graziano Mancuso e Federica Girardi (@voyavels).

Il Passetto del Biscione affonda le sue radici nel I secolo a.C., quando faceva parte della struttura del Teatro di Pompeo, il primo teatro in muratura dell’antica Roma. All’epoca, questo corridoio collegava la cavea del teatro con l’esterno, rappresentando un passaggio funzionale e strategico. Nel Medioevo, i resti del teatro furono inglobati nella chiesa di Santa Maria in Grottapinta. Successivamente, divennero parte delle proprietà della potente famiglia Orsini, che eresse qui il proprio palazzo.

Non a caso, il nome “Biscione” proviene dallo stemma araldico della famiglia, raffigurante un serpente che divora un uomo, simbolo che ha lasciato la sua impronta in tutta la zona. Questo passaggio, poco appariscente dall’esterno, è una soglia fisica e simbolica tra epoche sovrapposte, tutte stratificate nel tessuto urbano del centro storico romano.

Roma, affreschi restaurati, edicole perdute e il fascino della riscoperta: il Passetto del Biscione

Nonostante le sue dimensioni ridotte, il Passetto del Biscione custodisce elementi artistici di grande valore. Le sue pareti sono decorate con affreschi rinascimentali, raffiguranti putti, festoni floreali e colonne dipinte che creano l’illusione di un tempio in miniatura. In passato, il passaggio ospitava l’edicola della Madonna della Misericordia, dipinta da Scipione Pulzone nel 1594, un’opera oggi conservata nella chiesa di San Carlo ai Catinari.

Questo affresco, nascosto alla vista, diede origine al proverbio romano “andare a cercare Maria per Roma”. Alludendo alla difficoltà nel trovare qualcosa di nascosto ma prezioso. Dopo anni di abbandono, il passetto è stato restaurato nel 2014 grazie all’impegno del Centro studi Cappella Orsini, tornando così ad accogliere curiosi e appassionati che cercano la Roma meno conosciuta. È uno di quei luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, e ogni passo risuona come un’eco del passato.

La vitalità culturale della Toscana

La vitalità culturale della Toscana

Esiste una Toscana che si lascia scoprire lontano dai grandi flussi turistici, un mosaico di esperienze dove la cultura si intreccia con la natura, la musica, le tradizioni popolari e l’innovazione. Una Toscana diffusa, come la potremmo definire, che si racconta ora attraverso suggestivi eventi in alta quota, tecnologie immersive per scoprire gli etruschi, progettualità per dare valore alle rievocazioni storiche e alle tradizioni popolari, la creazione di un nuovo museo dedicato al vino o le nuove opportunità che sanno dare poli museali pieni di maestria.

Musica sulle Apuane

Un viaggio lungo e attrattivo, il nostro, che conduce sulle vette aspre e luminose delle Alpi Apuane, dove anche quest’anno ritorna l’appuntamento “Musica sulle Apuane”. È un progetto del Club Alpino Italiano – Sezione di Massa “Elso Biagi”, realizzato con il sostegno del Club Alpino Italiano Sede Centrale e in collaborazione con il CAI Gruppo Regionale Toscana. Il festival porta l’arte musicale letteralmente in quota, tra panorami mozzafiato e silenzi ancestrali. I concerti si raggiungono a piedi, lungo sentieri di varia difficoltà, in una dimensione in cui musicisti e spettatori condividono lo stesso cammino e lo stesso paesaggio. Nato sull’eco dell’esperienza trentina de “I Suoni delle Dolomiti” – ideata dal violoncellista Mario Brunello – qui ad unirsi sono artisti da tutta Italia e appassionati di montagna, in un rito laico dove la musica si fa esperienza fisica, collettiva, spirituale. Ogni giornata prevede un’escursione con accompagnatori CAI (o informazioni per raggiungere autonomamente il luogo dell’evento), pranzo al rifugio o al sacco, concerto gratuito nel primo pomeriggio, rientro serale o pernottamento. L’iscrizione alle escursioni è obbligatoria. Il festival promuove l’accessibilità attraverso l’utilizzo delle Joëlette ed è attivo sul fronte della Montagnaterapia, approccio terapeutico-riabilitativo e socioeducativo che valorizza l’esperienza della montagna. Grazie alla collaborazione con i CAI della Toscana e della Liguria, ogni anno sono organizzate molte escursioni con diversi punti di partenza, ma con un’unica destinazione musicale. Il settore “Musica sulle Apuane EDU”, nato nel 2015, è dedicato alla divulgazione musicale e all’educazione ambientale nelle scuole, promuovendo il rispetto per la natura e la sensibilità artistica tra i più giovani. Le Alpi Apuane, chiamate un tempo “Monti della Luna”, sono vette uniche nel panorama toscano, famose nel mondo per il marmo ma ancora poco frequentate da un turismo consapevole. In esse si intrecciano geologia e memoria: il canto del vento tra i boschi racconta storie di Liguri Apuani, di cavatori, di partigiani e delle stragi nazi-fasciste. È un paesaggio che custodisce la storia della Linea Gotica e delle lotte operaie, un patrimonio materiale e immateriale di grande valore, che la musica può contribuire a riscoprire.

Otium degli Etuschi al Museo Isidoro Falchi di Vetulonia

Questa stessa sinergia tra radici e innovazione si ritrova nel cuore dell’Etruria toscana. A Vetulonia ecco il Museo Isidoro Falchi che si apre al futuro con la sua prima Progressive Web App: l’ Otium degli Etruschi, un viaggio multimediale dentro il mondo degli antichi Rasna, tra archeologia, tecnologia e poesia. Realizzata da Prisma Associazione Culturale con il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana – grazie al bando per la Giornata degli Etruschi 2020 – la web app è un invito a perdersi nell’eleganza riflessiva dell’otium, quel tempo “altro” che per gli Etruschi era spazio di bellezza, convivialità, arte e pensiero. La narrazione si snoda attraverso sezioni immersive: si può ascoltare il suono ritrovato degli strumenti musicali etruschi grazie al progetto “La Musica perduta degli Etruschi”, oppure entrare nelle stanze del banchetto antico, animate da preziose ricostruzioni digitali e da giochi simposiaci dimenticati. Ma è nella sezione finale che il tempo compie un salto sorprendente: un “pegno d’amore”, antico oggetto donato al museo, diventa la chiave per un inedito legame con la poesia contemporanea. Seguendo le sue tracce, il visitatore viene condotto fino alla vita di un premio Nobel della Letteratura, in un intreccio emozionante tra passato e presente. Non è una semplice applicazione, ma un’esperienza narrativa e sensoriale che dimostra come la tecnologia, se guidata da una visione culturale autentica, possa rinnovare profondamente il modo in cui entriamo in contatto con il patrimonio archeologico.

Il progetto “Toscana tutto l’anno”

La Toscana celebra la propria identità anche attraverso le sue rievocazioni storiche e manifestazioni popolari. Con il progetto “Toscana tutto l’anno”, a essere chiamati a raccolta sono tutti gli enti e le associazioni che si occupano di rievocazioni, cammini storici e manifestazioni folkloristiche, con l’obiettivo di costruire un calendario unico e condiviso degli eventi. Il protocollo siglato unisce la Regione Toscana, l’Associazione Toscana Rievocazioni Storiche, la Rete del Canto del maggio, il Gruppo delle Infiorate della Toscana, l’Associazione Nazionale Città dei Presepi e le realtà dei Cammini Storici come la Via Francigena, la Via di San Francesco, la Romea Germanica, la Via Medicea, la Romea Strata, il Cammino di San Jacopo e la Via Lauretana. Questa sinergia punta a rafforzare il turismo lento e sostenibile, valorizzando le feste popolari e le radici dei territori minori, in linea con la Legge regionale 11/2025 sulla valorizzazione della “Toscana diffusa”.

Visite guidate straordinarie al Museo dell’Opificio delle Pietre Dure

L’identità culturale della Toscana si manifesta anche attraverso la capacità di animare ulteriormente i propri musei. A Firenze, il Museo dell’Opificio delle Pietre Dure, fino al 13 novembre, propone un fitto calendario di aperture straordinarie con visite guidate gratuite, eventi musicali e percorsi accessibili. Le serate estive, ogni venerdì dalle 19 alle 23 (escluso Ferragosto), sono affiancate da aperture pomeridiane autunnali ogni giovedì (14-18). Le visite sono condotte dai restauratori dell’Istituto e offrono un’immersione nella storia del commesso in pietre dure, della manifattura medicea e delle tecniche di restauro. Saranno proposti anche percorsi specificamente pensati per ipovedenti e non vedenti.

Nasce il museo del vino a Chianciano Terme

Un ulteriore ponte tra cultura materiale e innovazione è infine a Chianciano Terme, Capitale toscana della cultura 2025, dove ha preso vita “Le macchine del vino”, primo museo privato ad entrare nella rete della Fondazione Musei Senesi. Nato dalla passione di Antonio Mario Zaccheo, cofondatore dell’azienda vinicola Carpineto, il museo raccoglie oltre 180 strumenti per la produzione e conservazione del vino: presse, tappatrici, microscopi, bilance di precisione, antichi tappi e persino un Malligand per misurare la percentuale di alcol. La collezione, arricchita da una biblioteca di volumi e riviste d’epoca, documenta l’evoluzione dell’enologia toscana dal XIX secolo agli anni ’80. L’ingresso è gratuito.

Maldive: un paradiso tropicale dal fascino eterno tra mare turchese, tradizioni autentiche ed esperienze originali

Maldive: un paradiso tropicale dal fascino eterno tra mare turchese, tradizioni autentiche ed esperienze originali

I granelli di sabbia, finissimi e candidi, si accendono sotto i primi raggi dell’alba, trasformandosi in milioni di minuscoli gioielli luminosi. Un microcosmo di polvere dorata che sfuma verso il mare cristallino, punteggiato da variopinti pesci tropicali e da indaffarati paguri che, a riva, giocano mimetizzandosi tra conchiglie e coralli appoggiati in ordine sparso nell’acqua placida delle Maldive. Una tela a tinte intense che nessun pittore avrebbe potuto realizzare meglio, ma la natura è un’artista dalle pennellate brillanti, in grado di regalare emozioni semplici e attimi di vita perfetta.

Il cuore blu e verde delle “perle dell’Oceano Indiano”

La palette di colori si fa più intensa con il passare delle ore e dall’azzurro tenue che si perde all’orizzonte, si passa al bianco dei cristalli sabbiosi per poi virare verso un’esplosione di verde. Lo spettacolo ha inizio, alzando il sipario su palme slanciate che sfiorano il cielo e cespugli di ibiscus, silenziosi guardiani delle spiagge, mentre le mangrovie diventano custodi delle coste con le loro radici intrecciate, rifugio perfetto per granchi e fauna marina. A breve distanza, le barriere coralline brulicano di vita e bizzarre creature acquatiche, pronte a mostrarsi a chi sceglie i silenzi dei fondali: dal pesce pagliaccio, al pesce angelo, fino al pesce unicorno, la bellezza sfila in un acquario immenso popolato da coralli multicolorati e anemoni di mare. Lontani dall’oceano, invece, un corridoio di dune basse, diventa lo spazio preferito di piante endemiche profumate e di uccelli di ogni razza e grandezza, a cominciare dall’onnipresente gallina d’acqua bianca.

Curiosità sugli atolli: un arcipelago di meraviglie

Le Maldive sono formate da oltre 1.200 isole coralline sparse su 26 atolli naturali. Si tratta di un piccolo universo a sé di natura incontaminata, circondata da barriera corallina viva e popolata da un numero infinito di pesci, razze, tartarughe marine e squali balena. Il mare, dunque, non è solo un panorama, ma un abbraccio infinito dove ogni onda sussurra il respiro dell’oceano.

L’accoglienza maldiviana: una cultura da scoprire

Le Maldive hanno un cuore puro dietro l’aspetto turistico: all’accoglienza che combina lusso e comfort si uniscono tradizione e un immenso calore umano. I resort, in particolare due delle punte di diamante del gruppo Atmosphere Core che abbiamo provato, sono progettati per creare questo equilibrio tra cultura locale e sostenibilità e, le ville sull’acqua, iconico simbolo del Paese regalano il sogno di svegliarsi con il suono delle onde e di tuffarsi nell’oceano cristallino. Per non lasciare che i visitatori tornino a casa senza aver scoperto la storia millenaria di questo popolo, vengono organizzate esperienze uniche che passano dai trattamenti spa ispirati alle abitudini locali, fino alle serate a tema con cucina e spettacoli di musiche e danze tramandate da generazioni.

I ritmi del paradiso e le avventure da vivere

La vita alle Maldive scorre con un ritmo diverso, lento e rilassato. Il tempo sembra fermarsi e permette a chi vi arriva di connettersi con se stesso e con la natura. Ogni giornata è scandita dai rituali della luce e già non lontano dalla capitale Malé è possibile scegliere di sentirsi come un locale o concedersi avventure che difficilmente verranno dimenticate.

Curiosità ed esperienze da provare nell’atollo di Malè Nord, all’Oblu Sangeli e al Varu

Uno sguardo d’insieme

Scegliere tra questi resort non è cosa semplice, perché entrambi portano l’essenza delle Maldive a un livello superiore. Si tratta di due cinque stelle del gruppo Atmosphere Core, che conta tre marchi distintivi (The Ozen Collection, Colours of Blu e Atmophere Hotels e Resorts) e si distingue per la filosofia “The Joy of Giving”, dare con gioia dal cuore e dall’anima, ispirata alla generosa natura dell’Oceano Indiano e alla filosofia del gruppo del lavorare affinché il viaggiatore possa rigenerare corpo e mente e trovare felicità in ogni momento del soggiorno, quasi fosse a casa. Il brand ha aperto nel 2013 il primo resort nell’Oceano Indiano, Atmophere Kanifushi Maldive e ha in programma l’inaugurazione di una struttura in Sri Lanka, un’altra alle Maldive e dieci hotel e resort in India. Ogni dettaglio qui è pensato per regalare un’esperienza duratura e tra le curiosità più affascinanti ci sono i progetti di sostenibilità, che comprendono la tutela della barriera corallina e l’utilizzo di materiali eco-friendly in ogni struttura. Il marchio celebra la bellezza delle Maldive con un mix di lusso accessibile e autenticità e sia Oblu Select Sangeli che Varu by Atmosphere sono due destinazioni ideali per chi cerca eleganza, relax e avventura dal mattino con le sue tenui sfumature, fino al tramonto e i suoi orizzonti aranciati e alla sera con i suoi cieli stellati che si riflettono sull’acqua.

Le due strutture in pillole

Oblu Select Sangeli (del brand Colours of Oblu): il design moderno e lineare si sposa perfettamente con il suo mix di vivacità e raffinatezza. Nella struttura, inaugurata nel 2018 e sinonimo di cultura chic dell’isola, sono presenti 137 ville eleganti divise in sei categorie che si affacciano direttamente sulla laguna o sospese sull’acqua cristallina. A impreziosire la proposta di ospitalità, l’isola adults only One Banyan, collegata al resort da un pontile e il serenity plan che permette una pensione completa e una serie di benefit anche personalizzabili.

Varu By Atmosphere (del brand Atmosphere Hotels and Resorts) sorge a 40 minuti dall’aeroporto internazionale di Malè, punta molto alla fusione con la natura locale, sia per gli interni che per l’architettura ed è noto per il grande impegno per l’ambiente. Propone 108 ville divise in 8 categorie e il Varu Plan, pensione completa e diversi benefit anche personalizzabili.

12 must da non perdere

Lasciarsi accogliere dalla musica tribale maldiviana

L’arrivo all’isola di Sangeli, ma anche l’attracco al Varu By Atmosphere nasconde una sorpresa sulle sette note: mentre si riceve una collana realizzata con fiori tropicali o piante intrecciate in segno di benvenuto, si può assistere a una performance di Boduberu, letteralmente “grande tamburo” lo strumento che viene usato insieme al battito delle mani per dare vita a uno spettacolo musicale coinvolgente e tipico.

Il personale dei due resort coccola a suo modo gli ospiti, regalando un assaggio delle più antiche tradizioni del luogo.

 

Pesca al tramonto tra le acque blu

Su un tradizionale dhoni maldiviano, quando il sole cala sull’Oceano Indiano, si naviga nelle acque calme intorno all’Oblu Select Sangeli praticando la pesca con la lenza, una tecnica locale che non richiede attrezzature sofisticate. Non è necessario essere esperti di settore per provare, con lo sfondo rilassante dei colori maldiviani.

Una floating breakfast in piscina con vista mare

Al Varu bu Atmosphere, si può vivere l’esperienza esclusiva di una colazione galleggiante direttamente nella piscina privata della propria villa. Un modo per iniziare la giornata a ritmo di emozioni, di fronte alle mille sfumature di turchese che il sole disegna nell’acqua.

Una cena in “una casa tradizionale”

Il ristorante KAAGE’ che si trova al Varu, è pensato come una abitazione tipica del luogo e il pasto diventa davvero un’esperienza autentica. Agli ospiti vengono forniti dei sarong maldiviani da indossare e vengono proposti i migliori sapori locali con un tocco contemporaneo.

Iscriversi a una lezione di cucina maldiviana

Nello stesso ristorante si può provare l’emozione di preparare piatti tipici locali, seguiti dallo chef Mohamed Niyaz per poi ricevere un attestato di partecipazione e la soddisfazione di assaggiare un menù realizzato con le proprie mani.

Un trattamento rilassante alla Spa

Un massaggio, che sia al Varu o all’Oblu Select, è sempre qualcosa di speciale all’”Elena Spa” all’interno della quale scegliere tra una gamma di trattamenti olistici ispirati a elementi naturali e nutrire corpo, mentre e anima. Uno tra tutti? Il KĀSHI NĀSHI – MASSAGGIO CON GUSCI DI NOCE DI COCCO che prevede uno uno scrub rigenerante al cocco, che deterge e nutre la pelle. L’esperienza si conclude con il Kāshi Nāshi, un potente trattamento maldiviano che utilizza gusci di noce di cocco e ingredienti autoctoni per un massaggio al corpo e aiuta a liberare la tensione e ridurre il dolore muscolare.

Prendere parte a una serata di danze originali delle Maldive

Al Sangeli il personale oltre che coccolare gli ospiti, conosce benissimo le danze popolari e le propone durante le serate a tema, alle quali tutti possono prendere parte provando i passi e lasciandosi trasportare dai ritmi della tradizione con i piedi nella sabbia e il cuore felice. Si tratta della Danza Boduberu che prende il nome dall’omonimo grande tamburo tradizionale delle Maldive, un elemento essenziale della cultura locale, realizzato in legno ricavato dal tronco della palma da cocco, mentre la pelle utilizzata per la parte superiore, un tempo, era quella della manta. Oggi, invece, viene impiegata pelle di capra. La performance inizia con un battito lento, che si intensifica progressivamente in un ritmo frenetico e tumultuoso, così come i movimenti dei danzatori, al punto che alcuni di loro possono entrare in trance.

Un incontro con la biologa marina

La straordinaria biodiversità marina delle Maldive corrisponde, purtroppo, a un ecosistema fragile che Atmosphere Core si impegna a proteggere, attraverso programmi realizzati ad hoc e gli ospiti possono partecipare attivamente ai progetti di conservazione. Un progetto su tutti, per il quale si impegnano attivamente anche la biologa marina Samantha Noel e Giorgia Maggioni – Biologa Marina delle strutture Oblu Select Sangeli, Oblu Experience Ailafushi and Oblu Select Lobigili, è il Ghostnet upcycle: le reti fantasma vengono raccolte dall’oceano e gli animali impigliati liberati. I fili più colorati vengono tenuti, puliti trasformati in braccialetti per essere poi venduti in struttura. Il ricavato ottenuto sostiene il progetto Coral Restoration Program.

Lo snorkeling tra i coralli

Un luogo bellissimo dove letteralmente perdersi tra una incredibilità varietà di pesci, al Varu, è la Spiaggia del bar Bayrouge. Ci si può immergere già a riva e allontanarsi piano piano tra le acque calme.

La crociera al tramonto

E’ un’esperienza molto apprezzata dagli ospiti per ammirare il tramonto alle Maldive. A bordo di un dhoni, la tradizionale barca usata dai pescatori maldiviani, gli ospiti possono avvistare delfini e altre forme di vita marina. Il viaggio include spesso bevande e snack leggeri a bordo, ed è l’occasione ideale per scattare foto spettacolari dell’oceano e del tramonto.

Prenotare una sessione di sound healing

Si tratta di una pratica di guarigione sonora che utilizza strumenti come campane tibetane, di cristallo e altri dispositivi sonori per creare vibrazioni e suoni rilassanti. L’obiettivo è favorire il rilassamento, l’equilibrio energetico e il benessere generale.

Prendersi cura del proprio benessere, imparando a realizzare uno scrub per le labbra

In alternativa, si può imparare a preparare uno scrub naturale per le labbra a base di miele, olio di cocco e zucchero. Presso la struttura VARU by Atmosphere ci si può dedicare anche a Sessioni di yoga, lezioni di massaggio facciale, Aromaterapia Alchemica (workshop di creazione di oli personalizzati, a pagamento).
Presso la struttura OBLU SELECT Sangeli: Massaggi facciali con cristalli naturali.