da Alessandro Marchese | Giu 20, 2025 | Viaggi e Vacanze
La prima volta che vedi la Casina Vanvitelliana ti viene spontaneo fermarti. È lì, sospesa sull’acqua del Lago Fusaro, come se fosse uscita da un sogno. Un piccolo edificio elegante, collegato alla terraferma da un lungo ponte di legno che sembra condurti in un altro tempo. E in effetti, un po’ è così.
Siamo a Bacoli, a meno di un’ora da Napoli, in un’area dove storia e natura si fondono da secoli. E in mezzo a questo paesaggio, quasi a sorpresa, trovi questa costruzione raffinata e insolita, nata come casino di caccia reale, ma che oggi è un simbolo di bellezza architettonica.
Un progetto firmato Vanvitelli (anzi, suo figlio)
La Casina Vanvitelliana non ha solo un nome che suona bene. Porta con sé una firma importante: quella di Carlo Vanvitelli, figlio di Luigi Vanvitelli, autore della Reggia di Caserta. È lui che nel 1782 riceve l’incarico di costruire un piccolo padiglione reale per il re Ferdinando IV di Borbone, proprio al centro del lago Fusaro.
Non doveva essere una reggia, ma un rifugio elegante per le battute di caccia e le giornate di svago della famiglia reale. Un luogo appartato ma visibile, raffinato ma in armonia con il paesaggio. E il risultato è un edificio che ancora oggi colpisce per proporzioni e delicatezza.
La struttura è in stile tardo barocco napoletano, su pianta poligonale, con grandi vetrate, tetto a padiglione e un gioco di simmetrie che si riflette nelle acque calme del lago.
Casina Vanvitelliana: Una storia che attraversa i secoli
Nel corso del tempo, la Casina non ha perso il suo fascino, anzi. È stata visitata da personaggi illustri, da Goethe a Mozart, da Rossini fino a Giorgio de Chirico, e ha attraversato decenni di storia, cambiando spesso ruolo. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu persino danneggiata, ma venne restaurata fedelmente negli anni successivi.
Oggi è gestita dal Comune di Bacoli e rientra tra le mete più suggestive da visitare nei Campi Flegrei, anche se rimane una perla ancora poco conosciuta al grande pubblico. Ed è proprio questo a renderla speciale: ci arrivi senza folla, senza caos, e puoi davvero goderti ogni angolo con calma.
Cosa vedere alla Casina Vanvitelliana

Anche se l’edificio è relativamente piccolo, la visita vale sempre la pena. L’interno si visita su prenotazione, spesso in occasione di eventi culturali, esposizioni, visite guidate o aperture straordinarie. Le stanze conservano ancora l’atmosfera originale, con dettagli d’epoca, pavimenti in maiolica, affreschi e boiserie.
Ma è l’esterno a colpire di più: il riflesso della casina sul lago, il ponte di legno che ti accompagna in mezzo all’acqua, il silenzio interrotto solo dai suoni della natura. Anche se non riesci a entrare, solo ammirarla da fuori vale la visita.
Se ami la fotografia, poi, qui trovi uno dei soggetti più scenografici della Campania. I colori cambiano con la luce: al tramonto, tutto si tinge di rosa e oro, e la casina sembra davvero galleggiare.
Come arrivare
La Casina Vanvitelliana si trova a Bacoli, località Fusaro, in provincia di Napoli.
- In auto: da Napoli ci vogliono circa 45 minuti, seguendo la Tangenziale in direzione Pozzuoli e poi le indicazioni per Bacoli – Lago Fusaro. C’è parcheggio in zona, ma conviene arrivare presto nei weekend.
- In treno: puoi prendere la Cumana da Napoli Montesanto fino alla stazione di Fusaro. Da lì, in cinque minuti a piedi, sei davanti alla casina.
- In bus: diverse linee EAV collegano Napoli e Pozzuoli a Bacoli e Fusaro.
La posizione è strategica anche per combinare la visita con altre tappe interessanti: la vicina Baia con il Parco Sommerso, il Castello di Baia, Miseno con la sua spiaggia e il Monte di Procida con vista su Ischia.
Quando andare alla Casina Vanvitelliana

La Casina è aperta tutto l’anno, ma dà il meglio di sé nelle mezze stagioni. Primavera e autunno sono perfetti per la luce e il clima, ma anche in estate – magari la mattina presto o al tramonto – regala scorci spettacolari.
Molti eventi locali vengono organizzati proprio attorno alla casina: concerti, mostre, visite teatralizzate. Tieni d’occhio il sito del Comune di Bacoli o i canali social per sapere cosa c’è in programma.
Inoltre, se ci vai, non correre via subito. Dopo aver visitato la Casina, fermati in uno dei piccoli bar del lago per bere qualcosa con vista. Oppure fai due passi lungo la riva, tra panchine e alberi, magari con un libro o in compagnia. È un angolo di tranquillità che non ti aspetti, a pochi chilometri dal traffico di Napoli.
La Casina Vanvitelliana è uno di quei posti che non servono a stupire con effetti speciali, ma con armonia, bellezza e semplicità. È un gioiello discreto, ma autentico. E se ti capita di passarci, non dimenticarla: è il tipo di luogo che resta in mente, e che – dopo averlo visto – ti vien voglia di consigliare ad altri.
da Alessandro Marchese | Giu 18, 2025 | Viaggi e Vacanze
Un’esperienza autentica tra calette segrete, ospitalità sincera e un padre e figlio che raccontano l’isola con il cuore
Ci sono luoghi che si raccontano meglio dal mare. Lampedusa è uno di questi. Un’isola che rivela il suo vero volto quando la si osserva dal profilo delle sue coste, quando il blu intenso si sfuma nel turchese delle calette più nascoste e il silenzio viene rotto solo dal vento e dal rumore dell’acqua.
E poi ci sono esperienze che fanno la differenza: non quelle preconfezionate, ma quelle che nascono da una storia, da un volto, da una passione. Come quella di SHABEK, un’imbarcazione in legno nata dalle mani sapienti di Michele e Maurizio, padre e figlio uniti da un amore profondo per il mare e la loro isola. Un amore che si vede, si respira, si vive.
Michele è l’ultimo mastro d’ascia di Lampedusa. Un mestiere antico, fatto di legno, pazienza e conoscenza del mare. La sua barca non è solo un mezzo per navigare, è un simbolo. SHABEK è stata costruita da lui, pezzo dopo pezzo, e oggi è il cuore pulsante di un’esperienza che va ben oltre un semplice giro dell’isola.
Insieme al figlio Maurizio, che sta crescendo nella stessa arte con entusiasmo e rispetto, portano ogni giorno i loro ospiti alla scoperta delle meraviglie dell’isola. Ma lo fanno a modo loro: lentamente, con attenzione, con cura. Fino a dieci persone a bordo, perché l’intimità è parte dell’esperienza. Nessuna folla, nessuna corsa: solo mare, natura e calore umano.
Il tour parte ogni mattina, verso le 10, e segue la rotta delle emozioni. Si naviga tra calette irraggiungibili da terra, acque cristalline e scorci che sembrano disegnati a mano. La Tabaccara, con la sua trasparenza irreale, è solo una delle tappe di un percorso pensato per lasciare un segno. Ogni angolo racconta qualcosa, ogni sosta è un invito a rallentare e guardare davvero.
A bordo, il pranzo è un rito di accoglienza: piatti semplici, preparati con ingredienti freschi e locali, serviti con quella generosità che a Lampedusa è parte dell’identità. Non serve portare nulla, se non un asciugamano e la voglia di lasciarsi andare.
Ma quello che davvero rende SHABEK speciale non è solo la rotta, né il mare straordinario di Lampedusa. È la sensazione di essere accolti come amici, di fare parte, per un giorno, di una storia di famiglia che si tramanda con orgoglio e autenticità. Di ascoltare i racconti di chi il mare lo conosce da una vita, e lo ama come la propria casa.
Michele e Maurizio non offrono un tour: offrono un pezzo di sé, di quell’isola che conoscono palmo a palmo, di quel tempo lento che oggi è il vero lusso. Chi sale a bordo della SHABEK non torna a riva con solo delle foto: torna con un ricordo vero, che profuma di mare, legno e sorrisi sinceri.
Per chi cerca un’esperienza vera, lontana dalle rotte affollate e vicina al cuore delle cose, SHABEK è la risposta più autentica che Lampedusa possa offrire.
Informazioni e prenotazioni : https://www.shabek.it/
da Alessandro Marchese | Giu 18, 2025 | Viaggi e Vacanze
Nel 2024 Orlando ha accolto oltre 75 milioni di visitatori. Per l’esattezza sono stati 75.333.800, un dato che la conferma come la città più visitata degli Stati Uniti.
L’economia locale dipende in larga parte dal turismo, che rappresenta la sua principale risorsa.Tra i mercati internazionali, il Canada si conferma il primo per numero di arrivi con 1,29 milioni di visitatori e una crescita del 2,7%. Il Regno Unito segue con 907.900 presenze, in aumento del 3,5%, mentre il Brasile si attesta a quota 697.000, con una variazione marginale dello 0,2%. Il Messico ha registrato 438.000 arrivi, con un incremento dell’1,5%. La Colombia chiude la top five con 343.000 visitatori e una crescita significativa del 13,5%.
Complessivamente, il turismo internazionale ha totalizzato 6,5 milioni di arrivi, in aumento del 5,9% rispetto all’anno precedente. L’impatto economico generato da questo flusso turistico è rilevante: i visitatori hanno speso 58,8 miliardi di dollari, con una ricaduta complessiva sul territorio pari a 92,5 miliardi. Orlando, nata sulle paludi della Florida, ha saputo trasformarsi in una macchina turistica capace di generare ricchezza e occupazione, con centinaia di migliaia di persone impiegate direttamente e nell’indotto. Non si parla di overtourism, perché la vitalità economica della comunità dipende strettamente da questo settore.
La forza attrattiva di Orlando è legata principalmente al turismo leisure e in particolare ai parchi a tema, che ne rappresentano l’elemento distintivo. È infatti la prima destinazione al mondo per questo tipo di esperienza. Il turismo business, pur presente, si sviluppa in forma minore ed è spesso connesso all’industria dell’intrattenimento o al comparto MICE. Gli investimenti non si fermano. Universal aprirà nel 2025 il suo quarto parco tematico, l’Universal Epic Universe, al quale si affiancheranno tre nuove strutture ricettive: l’Universal Helios Grand Hotel, con 500 camere e 35 suite, e i resort Universal Stella Nova e Universal Terra Luna, che insieme mettono a disposizione altre 750 camere. Con queste aperture l’offerta alberghiera del gruppo arriva a quota 11.000 camere. Secondo Eric Marshall, Senior Vice President Sales Destinations, si tratta di un vero “gamechanger” per le nuove esperienze che saranno possibili. Inoltre, è la prima nuova apertura di un parco tematico a Orlando dopo 25 anni. Il nuovo parco ospiterà 50 attrazioni suddivise in quattro aree tematiche: The Wizarding World of Harry Potter, Super Nintendo World, How to Train Your Dragon – Isle of Berk e Dark Universe. Il progetto nasce da una rete di partnership con aziende coinvolte negli investimenti, a conferma di un modello che non si limita alle attrazioni ma integra segmenti diversificati.
Anche SeaWorld Orlando amplia l’offerta con Expedition Odyssey, prima attrazione dedicata all’ambiente artico, inaugurata lo scorso 9 maggio. Sul fronte DisneyWorld, Magic Kingdom ha in programma nuovi investimenti e attrazioni nei prossimi dieci anni, per un valore di diversi miliardi di dollari. Intanto sono già stati lanciati nuovi spettacoli come The Little Mermaid – A Musical Adventure, Disney Villains – Unfairly Ever After e la nuova parata serale Disney Starlight. Un altro spettacolo è previsto per l’inverno 2025 ad Animal Kingdom, con protagonista l’Albero della Vita. A Legoland Florida Resort debutta invece la nuova attrazione Sea Life of Florida, un’avventura oceanica che esplora la biodiversità marina.
Anche lo sport rafforza il richiamo della destinazione. Oltre alla presenza degli Orlando Magic nella NBA, la città ospita quest’anno diverse partite della FIFA Club World Cup 2025 e sarà tra le sedi della FIFA World Championship 2026.
L’offerta ricettiva è in espansione. Orlando conta oggi su 132.000 camere distribuite in 500 strutture di varia tipologia e categoria. Il comparto alberghiero è in continua evoluzione, tra nuove aperture e significativi interventi di riqualificazione. Oltre ai nuovi hotel del progetto Universal, a dicembre è stato inaugurato l’Island Tower at Disney Polynesian Villas and Bungalows, che propone ville da cinque a nove posti letto e due attici con vista sulla laguna e su Magic Kingdom. Il Villatel Orlando Resort mette a disposizione 270 ville con capienza fino a 26 ospiti ciascuna. Gli Apartments by Marriott Bonvoy Resorts, primo esempio del brand in Nord America, offrono 256 unità con due o tre camere.
Tra le ristrutturazioni completate si segnala il Walt Disney World Swan and Dolphin Resort, che ha rinnovato 756 camere e ampliato le aree comuni e congressuali con un investimento di 275 milioni di dollari. Il Fort Wilderness Resort & Campground ha aggiornato le sue 365 unità abitative, mentre il Residence Lake Buena Vista ha rinnovato le suite con arredi e dotazioni di fascia alta. Infine, il Ramada Plaza by Wyndham Orlando Resorts & Suites ha completato il restyling delle 164 camere della South Tower, per un investimento di 7 milioni di dollari. Anche la ristorazione si rafforza. Orlando ha aggiunto 11 nuovi ristoranti alla Guida Michelin. Nove hanno ricevuto una stella, mentre il ristorante Sorekara ha conquistato la doppia stella. In totale, sono 59 i ristoranti presenti nella guida gastronomica, a conferma di un’offerta sempre più qualificata.
da Alessandro Marchese | Giu 18, 2025 | Viaggi e Vacanze
Se pensate che un weekend romantico possa viversi solo tra i vicoli di Venezia, le spiagge sarde o le colline toscane, cambiate idea. Per quest’estate il trend di viaggio a due con il proprio partner sarà improntato alla ricerca di piccoli itinerari “di nicchia” via dalla pazza folla, alla scoperta di angoli segreti e insoliti dell’Italia, da Nord a Sud. E’ quanto emerge da una ricerca promossa da Yescapa (piattaforma di camper sharing leader in europa), che evidenzia la tendenza emergente della la fuga romantica on the road.La Top Five delle destinazioni insolite per un viaggio “off the radar”
Slow, sostenibile e lontano dalle rotte turistiche tradizionali: questo l’identikit del viaggio ideale desiderato per l’estate dalla maggior parte delle coppie italiane, secondo lo studio di Yescapa (www.yescapa.it). In un’epoca in cui i grandi centri turistici sono sempre più affollati, cresce il desiderio di esperienze autentiche, silenziose e immerse nella natura. Sempre più coppie (oggi rappresentano oltre il 51 per cento, ovvero 10 per cento in più rispetto allo scorso anno) sperimentano, inoltre, la “vanlife” per fuggire dalla routine e riscoprire l’Italia più segreta, rispondendo al bisogno di viaggi sostenibili e personalizzati, in cui godere di angoli intimi, nascosti e romantici. Ecco le “magnifiche cinque” destinazioni top, in Italia, per l’estate 2025.
1) Altopiano di Rascino: il Lazio selvaggio e silenzioso
Qui il tempo si ferma e il silenzio fa da colonna sonora: l’Altopiano di Rascino è un vero angolo di pace nascosto tra i Monti del Cicolano, al confine tra Lazio e Abruzzo, a 1150 metri di altitudine. Un ecosistema che sembra un mondo a sé, dove tutto ha un ritmo lento e naturale, dove è facile incontrare mucche, cavalli e pecore che pascolano allo stato brado. Cuore pulsante dell’altopiano è il lago di Rascino, un lago di origine meteorica la cui portata cambia con le stagioni e le piogge, circondato da prati e boschi, perfetto per una passeggiata meditativa o un picnic all’aria aperta. Raggiungibile in auto, moto o camper dalla provinciale Amiternina, che diventa sterrata nell’ultimo tratto, l’altopiano offre anche aree parcheggio dove sostare nel rispetto del luogo, con la responsabilità di non alterare la natura. Per un microitinerario romantico provate la passeggiata attorno al Lago di Rascino, specchio d’acqua circondato da colline erbose, ideale per un picnic improvvisato. Oppure cimentatevi nell’escursione nella Riserva Naturale Monti della Duchessa, tra grotte carsiche e faggete secolari. Senza dimenticare una visita al Castello di Poggio Poponesco, magari seguita da cena a lume di candela a Fiamignano, a base di polenta concia, pecorino locale e un bicchiere di Cesanese.
2) Valle Argentina: la Liguria segreta
Boschi, leggende e borghi medievali, fuori dalle tradizionali rotte estive. Nel cuore delle Alpi Liguri, la Valle Argentina è un angolo selvaggio e autentico, lontano dai percorsi turistici più battuti. Si estende per circa 40 km, dal Monte Saccarello (2.201 m) fino alle coste di Taggia, attraversando borghi medievali come Triora, Badalucco e Molini di Triora. Qui la natura domina incontrastata: boschi di faggi e castagni, torrenti cristallini e sentieri che si snodano tra le montagne, creando un paesaggio che rievoca le fiabe. Il tempo qua sembra essersi fermato, le tradizioni sono ancora vive e l’atmosfera restituisce l’immagine di un’Italia autentica e poco conosciuta. L’entroterra imperiese è un mondo a parte, distante dalla mondanità della costa: una sequenza di tornanti, castagneti e borghi in pietra sospesi nel tempo. Triora, conosciuta come il “paese delle streghe”, custodisce storie antiche di processi e magie, mentre il silenzio dei boschi invita a una scoperta lenta e contemplativa. La Valle Argentina è la meta perfetta per chi cerca una fuga romantica, unendo la magia della montagna a due passi dal mare, sapori genuini e l’atmosfera sospesa dei paesi arroccati. Per il vostro itinerario romantico segnate in agenda una visita a Triora, il borgo delle streghe, con le sue botteghe esoteriche e le rovine suggestive, così come un trekking tra cascate e mulini abbandonati nei dintorni di Montalto Ligure.
Non dimenticate un aperitivo in piazza a Molini di Triora, con focaccia calda e formaggi locali.3) Alta Val Maira: il Piemonte montano nascosto
Un angolo di Alpi autentiche, tra borghi di pietra e natura selvaggia: l’Alta Val Maira è una valle alpina remota e poco conosciuta nelle Alpi Cozie, nel cuore del Piemonte; un rifugio per chi cerca silenzio, aria pura e paesaggi intatti. Qui i borghi in pietra, come Elva e Chialvetta, sembrano sospesi nel tempo, con le loro architetture tradizionali e le chiese affrescate, che raccontano storie di comunità resilienti. La natura domina ovunque: sentieri panoramici si snodano tra pascoli, boschi di conifere e vallate profonde, offrendo scenari da cartolina per passeggiate romantiche e avventure all’aria aperta. La valle è perfetta per una coppia in cerca di un’esperienza autentica, lontano dal turismo di massa, dove respirare la vera anima delle Alpi, ed è anche molto accessibile per chi viaggia sulle due o quattro ruote, grazie a diverse aree di sosta attrezzate e punti panoramici dove fermarsi a godere della tranquillità e del paesaggio. Fra i must to do? Una passeggiata panoramica da Elva a Chialvetta, tra antichi borghi e viste mozzafiato sulle montagne; un picnic nei prati fioriti ai piedi del Monte Aiguillette, e magari una sosta by night in camper in una delle aree attrezzate di Acceglio, per una notte sotto le stelle. Last, but not least, annotate nel vostro taccuino di viaggio una cena in una trattoria locale con piatti tipici piemontesi, come i tajarin o il brasato al barolo.
4) Val d’Arzino: il Friuli che non ti aspetti
Pozze color smeraldo, canyon segreti e immersione totale nella natura: incastonata tra le Prealpi Carniche, la Val d’Arzino è una delle perle più nascoste del Friuli Venezia Giulia. Questa valle stretta e verdeggiante, scolpita nei millenni dal torrente Arzino, è il rifugio ideale per chi desidera allontanarsi da tutto e riconnettersi con la natura. Le acque cristalline e gelide del torrente formano vasche naturali di un verde acceso, dove concedersi un bagno rigenerante o semplicemente sostare in ascolto del silenzio. Perfetta per le coppie in cerca di luoghi intimi e selvaggi, la valle è un invito al rallentare: il bosco di Pielungo offre cammini lenti e contemplativi, le rocce modellate dall’acqua raccontano una storia antichissima, e i borghi che punteggiano l’area mantengono ancora intatta un’anima autentica e discreta. Fra le esperienza da non perdere? Un bagno rigenerante nelle pozze naturali del torrente Arzino, incastonate tra muschi e rocce, ma anche una passeggiata nel bosco di Pielungo, ideale per scattare foto e fare “forest bathing”, oppure una visita al Castello di Ragogna, per ammirare il tramonto panoramico sul fiume Tagliamento.
5) Monti della Daunia: l’altra Puglia
Lontano dal mare, ma più vicini che mai. Tra le ultime propaggini dell’Appennino, nel Nord della Puglia, si trovano i Monti della Daunia: un paesaggio intimo e collinare, dove l’aria profuma di grano e legna, e i borghi sembrano sospesi nel tempo. Qui, il romanticismo è rurale e sincero: case in pietra, piazzette silenziose, vecchie botteghe e osterie dove il tempo si misura in chiacchiere e bicchieri di vino. Ideale per una fuga all’insegna dello slow tourism, questa zona offre scorci inaspettati e ancora poco frequentati: come Bovino, uno dei borghi più belli d’Italia, o i sentieri che si snodano tra cerri e querce nei dintorni di Faeto. La gastronomia del territorio è rustica e poderosa, con prodotti tipici come il caciocavallo podolico o i salumi locali, da gustare in trattorie che sembrano uscite da un’altra epoca. E’ “d’obbligo” una passeggiata tra i vicoli fioriti di Bovino, con sosta al castello e alla cattedrale. Per i più avventurosi, invece, c’è la possibilità di organizzare un’escursione nel Bosco di Faeto, tra alberi secolari e profumi di sottobosco. I golosi, infine, non potranno perdere una degustazione di caciocavallo podolico a Orsara di Puglia, con brindisi finale di Nero di Troia.
da Alessandro Marchese | Giu 18, 2025 | Viaggi e Vacanze
Phnom Penh: basta il nome per evocare immagini di panorami esotici. Le guglie scintillanti del Palazzo Reale, le fluttuanti tonache color zafferano dei monaci e la splendida posizione della città sulle sponde del maestoso Mekong sono immagini emblematiche dell’Asia che molti visualizzano quando pensano a un viaggio in questo angolo di mondo. La capitale cambogiana è un concentrato di stimoli che travolge i sensi. Ma proprio in questo consiste il suo fascino. Certo lo splendore di Phnom Penh, un tempo ‘Perla dell’Asia’, è stato offuscato dalla guerra civile e dalla rivoluzione, ma la città è ormai risorta dalle ceneri e oggi ricopre un ruolo di primo piano nella regione. Godetevi i suoi caffè, i bar vivaci e un panorama gastronomico di tutto rispetto.

Il Palazzo Reale di Phnom Penh
Cosa vedere a Phnom Penh
Palazzo Reale e Pagoda d’Argento
Caratterizzato dai classici tetti khmer e da ricche decorazioni dorate, il Palazzo Reale domina il piccolo skyline di Phnom Penh. Si tratta di una struttura imponente nei pressi del lungofiume, che mostra una notevole somiglianza con il suo omologo di Bangkok. Essendo la residenza ufficiale del re Sihamoni, alcune parti sono chiuse al pubblico. La Pagoda d’Argento, adiacente al palazzo, è invece accessibile.
Si accede al complesso dalla parte orientale, presso il Padiglione Chan Chaya, dove un tempo venivano messi in scena spettacoli di danze cambogiane. Il richiamo maggiore del palazzo è la Sala del Trono, sormontata da una torre alta 59 m che si ispira al Bayon di Angkor. La sala è utilizzata per le incoronazioni e altre cerimonie, come la presentazione delle lettere credenziali da parte dei diplomatici stranieri. Molti oggetti che la adornavano sono stati distrutti dai khmer rossi. La curiosa struttura in ferro a sud della Sala del Trono (poco adatta al clima cambogiano) è il Padiglione di Napoleone III, dono dell’imperatore francese al re Norodom.
La pagoda d’argento
All’interno del complesso del Palazzo Reale sorge la Pagoda d’Argento, nota anche con il nome di Wat Preah Keo o Tempio del Buddha di Smeraldo. Si chiama così per il pavimento ricoperto da 5000 piastrelle d’argento del peso di 1 kg ciascuna (per un totale di cinque tonnellate di scintillante metallo). Gran parte delle piastrelle è nascosta da una copertura protettiva, ma è possibile vederne alcune vicino all’ingresso. La scalinata che sale all’edificio è costruita in marmo italiano. All’interno, il Buddha di Smeraldo, in cristallo Baccarat, siede su un piedistallo dorato posato su un’alta pedana. Si aggiunge a questi tesori un Buddha d’Oro a grandezza naturale ornato da 2086 diamanti, il più grande dei quali è da 25 carati. Realizzato nei laboratori del palazzo intorno al 1906-7, il Buddha d’Oro pesa 90 kg.
Di fronte, all’interno di una teca in formica, si trova uno stupa in miniatura in oro e argento che contiene una reliquia del Buddha portata dallo Sri Lanka. A sinistra si trova un Buddha di bronzo di 80 kg e a destra uno d’argento. All’estrema destra, alcune statue in oro massiccio raccontano la storia del Buddha.
La pagoda è uno dei pochi luoghi della Cambogia in cui si possono ancora ammirare autentiche testimonianze della ricchezza e dello splendore dell’antica civiltà khmer. Lungo le pareti sono allineati splendidi esempi di artigianato khmer, tra cui maschere decorate, usate nella danza tradizionale, e decine di Buddha d’oro. I numerosi oggetti preziosi donati ai sovrani cambogiani dai capi di stato stranieri risultano assai modesti, se paragonati allo sfarzo dell’arte khmer.

Le ricche decorazioni dei templi
Museo Nazionale di Cambogia
Situato subito a nord del Palazzo Reale, il Museo Nazionale ha sede in un elegante edificio in terracotta con un piacevole giardino interno, realizzato in stile tradizionale tra il 1917 e il 1920. Il museo ospita la più bella collezione di sculture khmer esistente al mondo, un patrimonio millenario che attesta l’eccellenza degli artisti khmer.
Museo del genocidio
Nel 1975 il liceo Tuol Svay Prey fu occupato dalle forze di sicurezza di Pol Pot, adibito a carcere di massima sicurezza con il nome di Security Prison 21 (S-21) e trasformato nel principale centro di detenzione e tortura del paese. Oggi l’S-21 è un museo che testimonia i crimini commessi dai khmer rossi.
Tra il 1975 e il 1978, oltre 17.000 persone incarcerate nell’S-21 furono condotte nei campi di sterminio di Choeung Ek. Come i nazisti, i capi dei khmer rossi registravano meticolosamente le loro barbarie. Ogni prigioniero che entrava nell’S-21 veniva fotografato, talvolta prima e dopo le torture. Nelle sale del museo si susseguono strazianti fotografie in bianco e nero di uomini, donne e bambini, quasi tutti successivamente uccisi. Si può dedurre l’anno in cui la fotografia fu scattata dal numero che appare sul petto dei prigionieri. Vale la pena di assumere una guida per conoscere la storia di alcune delle persone ritratte nelle fotografie. È disponibile anche un nuovo audiotour, raccomandato soprattutto a chi non ha una guida.
Raggiunto l’apice della follia, la ‘rivoluzione’ dei khmer rossi iniziò a divorare se stessa. Torturatori e carnefici che lavoravano in questo carcere furono a loro volta eliminati da altri spietati aguzzini che presero il loro posto. All’inizio del 1977, mentre infuriavano le purghe tra i quadri del partito nella zona orientale, l’S-21 registrava una media di un centinaio di vittime al giorno. Quando l’esercito vietnamita liberò Phnom Penh, nei primi mesi del 1979, all’interno dell’S-21 furono trovati in vita solo sette prigionieri, sopravvissuti grazie al loro talento come pittori e fotografi. Altri 14 erano stati torturati a morte mentre le forze vietnamite si stavano avvicinando. Oggi, nelle stanze in cui furono rinvenuti i loro corpi in decomposizione, sono esposte le fotografie che ne documentano l’orribile fine; le spoglie sono sepolte nel cortile adiacente. Due dei sopravvissuti, Chum Mey e Bou Meng, sono ancora vivi e trascorrono spesso il loro tempo all’S-21 raccontando in prima persona il periodo vissuto nella prigione.
Mercato Russo (Psar Toul Tom Poung)
Questo caotico e soffocante bazar è imperdibile per chiunque visiti Phnom Penh. È infatti il posto giusto per fare incetta di souvenir e abbigliamento firmato a prezzi scontati. Non metteremmo la mano sul fuoco sull’autenticità degli articoli, ma accanto a tanta paccottiglia troverete capi d’abbigliamento prodotti nelle fabbriche della zona. Potete acquistare marchi come Banana Republic, Billabong, Calvin Klein, Colombia, Gap e Next al 20% in meno di quanto li paghereste nel vostro paese. Al Mercato Russo, così chiamato perché negli anni ’80 la comunità straniera russa ci veniva a fare compere, c’è anche un vasto assortimento di oggetti artigianali e di antiquariato (molti falsi), come statuette del Buddha, sculture in legno, scatole in noce di betel, seta, gioielli d’argento, strumenti musicali e così via. Contrattate sempre con decisione: i turisti che passano di qui sono centinaia ogni giorno. Se avete un languorino, nel mercato ci sono anche delle buone bancarelle alimentari.
Udong
Udong fu la capitale della Cambogia sotto diversi sovrani tra il 1618 e il 1866. Il nome, che letteralmente significa ‘vittoriosa’, pare piuttosto ottimistico se si pensa al declino del paese in quel periodo. Diversi monarchi, fra cui il re Norodom, furono incoronati a Udong, la cui principale attrattiva sono le due collinette di Phnom Udong, su cui sorgono diversi stupa. Entrambe offrono una vista splendida sulla campagna circostante, disseminata di palme da zucchero.

La vista dalle colline di Phnom Udong
Cosa fare a Phnom Penh
Vita notturna
A Phnom Penh ci sono bar e locali notturni fantastici: se potete, programmate almeno una serata in città. Molti si concentrano all’incrocio fra St 51 e St 172, che porta l’azzeccato soprannome di ‘Area 51’. Anche ‘Golden St’ (St 278) è famosa per la vita notturna e il lungofiume ha la sua parte di bar. St 308 e Bassac Lane si sono trasformate nelle zone hipster della città.
I locali con l’happy hour vanno forte a Phnom Penh, quindi vale la pena di iniziare presto, quando anche ristoranti esclusivi come il Foreign Correspondents’ Club e il Raffles offrono due drink al prezzo di uno. In alcuni dei bar più eleganti il mercoledì è la ‘Ladies’ Night’, con due drink al prezzo di uno o anche gratuiti per tutta la sera. La maggior parte dei bar resta aperta almeno fino a mezzanotte, all’incirca l’ora in cui iniziano ad animarsi i locali notturni.
Oggi ci sono anche dei buoni microbirrifici che producono birre artigianali decisamente da provare. Non mancano poi dei bei bar all’interno degli ostelli, per cui tenete presente anche questi se volete conoscere altri viaggiatori per una serata in compagnia. Il Top Banana è uno dei più vivaci rooftop bar, ma anche il bar sul tetto del Mad Monkey, nella stessa zona, non è male. Eighty8 Backpackers organizza una festa il primo venerdì del mese, in cui il mondo dei backpacker incontra quello degli expat. Il Sundance Inn ha due bar vivaci, uno in St 172e uno sul lungofiume.
Bassac Lane è il soprannome di un vicolo che si dirama a sud da St 308. In questo posto eclettico, creazione dei fratelli neozelandesi Norbert-Munn (grandi appassionati di drink e design), ci sono circa una decina di localini. Potete scegliere fra l’originale Meat & Drink, che serve wrap fusion e hamburger, l’intimo e minuscolo Seibur, il sofisticato Library, il nuovo Harry’s Bar, oppure l’Hangar 44, un bar in onore delle moto custom. Troverete persino un locale dedicato al gin, il piccolo Cicada Bar. Nato dal nulla, Bassac Lane è diventato il nuovo quartiere alternativo di Phnom Penh e merita decisamente una visita.