Sarajevo dall’alto: funivia, panorami e percorsi outdoor per scoprire il volto verde della capitale

Sarajevo dall’alto: funivia, panorami e percorsi outdoor per scoprire il volto verde della capitale

Sarajevo guarda sempre più al turismo outdoor e alla valorizzazione del proprio patrimonio naturalistico, proponendo ai visitatori un’offerta che unisce paesaggio urbano, montagne e attività all’aria aperta. Tra le esperienze più rappresentative figura la funivia del Trebević, che collega in pochi minuti il centro storico della capitale bosniaca con la montagna che domina la città.

Partendo dall’area di Baščaršija, il cuore ottomano di Sarajevo, la salita verso il Monte Trebević consente di osservare dall’alto il profilo della città, adagiata in una valle e circondata da colline e rilievi. La funivia rappresenta oggi una delle principali attrazioni della destinazione, non soltanto per il panorama ma anche per il suo valore simbolico. Inaugurata nel 1959, la storica infrastruttura venne distrutta durante il conflitto degli anni Novanta e rimase inattiva per oltre venticinque anni. La riapertura nel 2018 ha segnato uno dei simboli della rinascita di Sarajevo, restituendo ai residenti e ai visitatori uno dei collegamenti più amati della città. Alla sua ricostruzione contribuì anche Edmond Offermann, fisico di origini olandesi e statunitense d’adozione, legato personalmente a Sarajevo attraverso la moglie Maja Serdarevic, conosciuta proprio durante una gita sul Trebević prima della guerra.

Una volta raggiunta la stazione superiore della funivia, si aprono numerose opportunità per esplorare il territorio. Tra queste figurano i sentieri immersi nei boschi, il punto panoramico del ristorante Vidikovac e la pista olimpica di bob utilizzata durante i Giochi Olimpici Invernali del 1984, oggi trasformata in una delle testimonianze più visitate della storia sportiva della città.

L’offerta outdoor di Sarajevo si estende ben oltre il Trebević. I visitatori possono raggiungere punti panoramici come Žuta Tabija, Bijela Tabija e Zmajevac, dai quali è possibile osservare il mosaico urbano composto da quartieri storici, edifici austro-ungarici, luoghi di culto e aree verdi.

Per gli appassionati di escursionismo, la destinazione propone itinerari verso la cascata di Skakavac, il villaggio montano di Lukomir sulle pendici del monte Bjelašnica e i percorsi più impegnativi della Treskavica. Cresce inoltre l’interesse per il cicloturismo, con itinerari come la Ćirina staza, realizzata lungo un ex tracciato ferroviario verso Pale, e i percorsi di mountain bike che utilizzano il Trebević come punto di partenza. Completano l’offerta le passeggiate lungo il fiume Miljacka verso Dariva e il Ponte della Capra, le visite al parco naturale di Vrelo Bosne e alle grotte di Bijambare, mete che consentono di scoprire un volto meno conosciuto della capitale bosniaca.

Grazie alla vicinanza tra centro urbano e aree naturali, Sarajevo si propone come una destinazione capace di combinare patrimonio storico, memoria, sport e attività outdoor, offrendo esperienze diversificate in tutte le stagioni.

La Calabria per tutte le stagioni: mare, borghi, trekking e itinerari tra Serre e Aspromonte

La Calabria per tutte le stagioni: mare, borghi, trekking e itinerari tra Serre e Aspromonte

Dalle coste del Tirreno e dello Ionio all’entroterra, la varietà della regione dell’estremo sud continentale italiano.

.È una terra aspra, di contrasti, di mare cristallino e turchese che si infrange contro la roccia. Di montagne, Appennino: quello aspro, inaccessibile ma vivo, pulsante, di un verde che ti ammalia e ti strega. È una terra fatta di contraddizioni ma che non può non amarsi, purtroppo legata spesso a pregiudizi, eppure capace di offrire moltissimo.

La Calabria è una regione per tutte le stagioni. Ridurla a destinazione estiva sarebbe un errore, perché il mare è solo una parte del suo racconto. C’è una Calabria verde, di boschi, sentieri, cammini, ciclovie e montagne; una Calabria culturale, fatta di città, musei, monasteri, ferriere, borghi e minoranze linguistiche; una Calabria lenta, da attraversare senza fretta, seguendo la piega dei parchi, delle fiumare e delle strade interne. È una terra che offre di tutto: vacanza balneare, trekking, esperienze outdoor, percorsi in bicicletta, visite culturali, itinerari spirituali e paesaggi ancora capaci di sorprendere. In questa guida alla Calabria non solo balneare, il viaggio si muove tra mare, borghi, trekking, città d’arte e due itinerari — da 7 e 15 giorni — pensati per raccontare la regione oltre i luoghi comuni.

Il mare: coste, parchi marini e borghi

 

Corigliano Calabro (foto Regione Calabria)
Corigliano Calabro 

 

Il mare resta una certezza, e non è solo Tropea a raccontarlo. Quello calabrese non ha nulla da invidiare a regioni più sponsorizzate: per trasparenza, luce e varietà di coste resta uno dei patrimoni più forti della regione. Lo conferma anche il sistema dei parchi marini, che tutela oltre 17 mila ettari di aree costiere e marine di grande pregio. Dalla Riviera dei Cedri, con l’Isola di Dino, l’Isola di Cirella e le praterie di posidonia, alla Costa degli Dei, fino agli Scogli di Isca, questo mare è anche biodiversità e paesaggio.

Sul Tirreno del nord, Praia a Mare e San Nicola Arcella offrono alle porte della regione un primo assaggio di quel litorale calabrese che sa essere spettacolare: l’Isola di Dino, le grotte marine, l’acqua trasparente, il profilo della costa che si stringe intorno all’Arcomagno raccontano già una Calabria di roccia e turchese, di nuotate e promontori. Più a sud, dopo Diamante e Amantea, arrivano Pizzo, la Costa degli Dei, Ricadi, Capo Vaticano e poi la Costa Viola, con Scilla e Chianalea, dove il mare torna a farsi scogliera, luce e verticalità.

 

Bosco Archiforo, Serre (foto Vincenzo Grenci)
Bosco Archiforo, Serre 

 

Sul versante ionico la Calabria cambia ritmo. Sibari apre la costa del nord-est con il suo litorale ampio e luminoso, ma anche con una profondità storica rara, perché qui il mare convive con il Parco Archeologico della Sibaritide, dove si sono stratificate Sibari, Thurii e Copia. Attorno, la piana aggiunge un altro elemento inatteso: le risaie della Sibaritide, tra le più meridionali d’Italia, che danno al paesaggio un carattere agricolo insolito. Poco più a sud, Corigliano-Rossano mostra un altro volto ancora, in cui il mare si intreccia alla storia e all’arte: Schiavonea resta un borgo marinaro autentico, Corigliano custodisce il suo elegante Castello Ducale, Rossano conserva nel Museo Diocesano il Codex Purpureus Rossanensis. Scendendo ancora lungo lo Ionio, si arriva nella zona di Crotone, con Capo Colonna e soprattutto Le Castella, dove il paesaggio marino si intreccia ancora con l’archeologia e con una delle immagini costiere più forti della regione. Più giù, oltre Soverato, tornano spiagge che conservano un carattere più integro e meno addomesticato, come quelle di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, Isca sullo Ionio e Roccella Ionica, dove il paesaggio resta ampio, arioso e, perfino in pieno agosto, si può ancora cercare un tratto di costa meno congestionato. E lungo lo stesso versante ionico, Badolato superiore ricorda quanto la Calabria sappia tenere insieme mare e altura, con il borgo antico che guarda verso la costa ma conserva il passo lento e raccolto dell’interno.

 

Certosa di Serra San Bruno (foto Regione Calabria)
Certosa di Serra San Bruno 

 

L’entroterra della Calabria: Serre e Aspromonte

Quando il mare smette di essere l’unica chiave di lettura, comincia la Calabria delle Serre e dell’Aspromonte: montagne rocciose, gole, cascate, fiumare, paesi aggrappati ai crinali, monasteri, cammini e borghi fantasma. È una Calabria ancora poco raccontata, dove il turismo fatica ma chi arriva difficilmente torna indietro, perché trova boschi, silenzio e, a breve distanza, alcune delle spiagge più belle della regione su entrambi i versanti.

La Calabria custodisce tre parchi nazionali Pollino, Sila e Aspromonte — e un parco naturale regionale, quello delle Serre. Se Pollino e Sila sono entrati più facilmente nell’immaginario del viaggio naturalistico, Serre e Aspromonte restano più laterali e per questo più sorprendenti.

Nelle Serre la Calabria si fa più raccolta, boscosa, quasi monastica. Serra San Bruno è il centro simbolico di questo paesaggio: la Certosa, il santuario di Santa Maria nel Bosco, i sentieri che entrano nel verde e un abitato che conserva una relazione strettissima con il silenzio, il bosco e la spiritualità. La Certosa, fondata da San Bruno alla fine dell’XI secolo, è il nucleo originario attorno a cui si è costruita l’identità del paese. Ma Serra San Bruno non è solo spiritualità: il paese conserva numerose chiese e un patrimonio barocco diffuso che lo rendono uno dei centri più interessanti dell’entroterra meridionale.

 

Spiaggia di Punta Fiuzzi, Praia a Mare (foto Regione Calabria)
Spiaggia di Punta Fiuzzi, Praia a Mare 

 

Attorno a Serra San Bruno il viaggio continua tra boschi, gole, acque e percorsi, e trova presto altri luoghi decisivi come Mongiana e Ferdinandea, dove la memoria della natura si intreccia a quella del lavoro e dell’industria. Le Reali Ferriere borboniche raccontano infatti un entroterra che è stato produzione, tecnologia, sfruttamento delle risorse del bosco, del ferro e dell’acqua. Poco oltre, Nardodipace mostra il volto più duro dell’interno vibonese ed è stata rilanciata anche per i suoi megaliti, quella Stonehenge calabrese che aggiunge mistero a una montagna già ricca di stratificazioni.

Dal punto di vista naturalistico, Serre e Aspromonte tengono insieme registri diversi. Nelle quote più alte prevalgono faggete, abete bianco, pino laricio, grandi boschi umidi; più in basso il paesaggio si apre verso forme sempre più mediterranee, fra lecci, querce, ulivi, macchia e coltivi. È una Calabria doppia: alpina nelle parti alte, mediterranea nelle quote che scendono verso il mare.

L’Aspromonte è il capitolo più verticale di questo racconto. Il nome basta già a evocare la durezza, ma è la forma del territorio a spiegarne davvero il carattere: crinali, valloni, cascate, sentieri, gole e soprattutto le fiumare, quei grandi solchi che nel tempo hanno inciso il paesaggio rendendolo aspro, scavato, potentissimo. Qui il trekking è un modo naturale di entrare nei luoghi. È una montagna che non si chiude mai del tutto su sé stessa, ma guarda il mare, ci precipita dentro, lo tiene sempre in vista.Cosa vedere in Calabria tra arte, storia e identità.

 

Codex Purpureus Rossanensis (foto Regione Calabria)
Codex Purpureus Rossanensis 

 

L’Aspromonte non è soltanto natura dura. È anche uno dei territori antropologicamente più ricchi del Sud. Qui si apre la Bovesìa, il mondo dei greci di Calabria, dove la lingua greca antica resiste ancora e la presenza bizantina ha lasciato tracce profonde. Bova è il centro simbolico di questo paesaggio culturale; Pentedattilo, Gallicianò e Roghudi ne rappresentano le altre stazioni emotive: paesi appesi alla roccia, segnati dallo spopolamento, ma ancora potentissimi nel racconto che sanno restituire. Sono luoghi in cui il viaggio incontra insieme natura, memoria, minoranza linguistica, architettura dell’abbandono e identità.

Da qui, quasi naturalmente, si arriva a Reggio Calabria, che è molto più di una porta d’ingresso: è la città dello Stretto, con il lungomare che la tradizione ha consegnato come il “più bel chilometro d’Italia”, ma è anche una tappa d’arte e di archeologia grazie al Museo Archeologico Nazionale, che custodisce i Bronzi di Riace.

Risalendo lungo la regione, il racconto si apre poi all’entroterra ionico. Gerace è una delle meraviglie della Calabria: un borgo di pietra, abbagliato dalla luce piena del giorno, dominato dalla grande cattedrale normanna e da un tessuto architettonico che conserva intatto il rapporto fra spiritualità, roccia e panorama. Poco più in là, lungo la vallata dello Stilaro, Stilo aggiunge un altro tassello decisivo con la sua Cattolica, piccolo capolavoro bizantino e una delle immagini più forti della Calabria medievale. Proseguendo verso nord, una sosta a Cosenza ricorda che la Calabria non è soltanto natura e borghi, ma anche città di antica stratificazione urbana: la tradizione la vuole Atene d’Italia, con il Duomo, il Castello Svevo e un centro storico fra i più significativi della regione. Poco più a est, Santa Severina aggiunge un ulteriore tassello a questa geografia della pietra.

 

Gerace (foto Regione Calabria)
Gerace 

 

Tradizione culinaria prodotti tipici tra mare e montagna

Anche a tavola la Calabria conferma di essere una terra larga, stratificata, impossibile da ridurre a uno stereotipo. La regione conta prodotti DOP e IGP che raccontano mondi molto diversi, dal bergamotto di Reggio Calabria alla cipolla rossa di Tropea, dalla liquirizia ai fichi di Cosenza, fino alla patata della Sila, agli oli e ai vini che cambiano volto da una provincia all’altra.

È una cucina che tiene insieme mare e montagna, povertà e invenzione, conservazione e freschezza: il pesce dello Ionio e del Tirreno, i formaggi dell’interno, i salumi delle aree montane, gli agrumi, le conserve, il pane, i dolci delle feste. Anche qui la Calabria si rivela per quello che è davvero: una regione complessa, abbondante, piena di carattere.

Itinerario di 7 giorni tra mare e terra

Il primo, più breve, è un viaggio di 7 giorni nel cuore della Calabria meridionale. Si può partire da Reggio Calabria, dedicando il primo giorno al Museo Archeologico e al lungomare; poi risalire alla Costa Viola, con Scilla e Chianalea. Da lì si va verso l’Aspromonte, con una base a Gambarie per le camminate e le prime escursioni, e poi si scende nell’area grecanica, toccando Bova, Pentedattilo e, se possibile, Gallicianò. Gli ultimi giorni ci si sposta nelle Serre: Serra San Bruno, i suoi boschi, la Certosa, quindi Mongiana e una deviazione a Nardodipace.

 

Fiumara Amendolea (foto Vincenzo Grenci)
Fiumara Amendolea 

 

Itinerario di 15 giorni tra costa, borghi e montagne

Il secondo è un itinerario di 15 giorni, più ampio e più completo. La partenza naturale può essere da Lamezia, porta d’accesso comoda alla regione grazie a una stazione ferroviaria ben collegata e a un aeroporto che resta il principale snodo calabrese, oggi al centro di un percorso di rinnovamento e adeguamento. Si può andare verso il Tirreno del nord, fra Praia a Mare, San Nicola Arcella e l’Isola di Dino, per poi salire verso il Pollino con una tappa a Civita, prima di attraversare lo Ionio del nord-est passando da Sibari e Schiavonea. Da qui il viaggio si addentra nelle montagne: Cosenza come sosta culturale, poi Serra San Bruno, Mongiana, Ferdinandea, Nardodipace, trekking nel territorio delle Serre; quindi Gerace, Stilo e discesa verso l’Aspromonte, con Bova, Roghudi, Pentedattilo, Gambarie e i borghi dell’area grecanica. Gli ultimi giorni si dedicano a Reggio Calabria, a Roccella se si capita nel periodo del festival jazz, e alla Costa Viola.

 

Pentidattilo (foto Vincenzo Grenci)
Pentidattilo 

 

Perché la Calabria è una regione per tutte le stagioni

Quando si parla di Calabria, bisognerebbe sempre tenere insieme mare, natura, arte e cultura. La Calabria è una regione in cui la costa non basta mai a spiegare la terra, e la terra non cancella mai del tutto il mare. Le due dimensioni si cercano e si esaltano. E nell’entroterra meridionale — tra le Serre e l’Aspromonte — questa verità diventa ancora più evidente. Qui il viaggio vale soprattutto come scoperta: del paesaggio, della storia e di un’identità che in Calabria resta ancora fortissima.

 

Spiaggia di Sant'Andrea Apostolo dello Ionio
Spiaggia di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio 
Croazia, la costa dei contrasti: dalle spiagge urbane di Makarska alle baie isolate di Pag

Croazia, la costa dei contrasti: dalle spiagge urbane di Makarska alle baie isolate di Pag

Un itinerario lungo la costa croata tra Istria, Quarnaro e Dalmazia racconta dieci spiagge diverse per morfologia e atmosfera. Dalle baie di Pola alle isole di Krk, Lussino e Brac, fino a Dubrovnik e Korcula, il mare Adriatico si presenta in forme mutevoli, tra tratti urbani, insenature naturali e litorali più isolati, segnati da un turismo in continua evoluzione.

La costa croata continua a essere una delle direttrici più osservate del turismo mediterraneo, ma al di là delle immagini più note si sviluppa un mosaico di spiagge molto diverse tra loro. Dall’Istria alle isole della Dalmazia, il paesaggio alterna baie urbane, tratti sabbiosi rari e litorali più selvaggi, in un equilibrio tra natura, stagionalità e trasformazioni del turismo costiero.

Hawaii Beach a Verudela, la cala urbana tra rocce e tuffi naturali

Hawaii Beach (Verudela, Pola)

Hawaii Beach (Verudela, Pola)

 

Tra le scogliere della penisola di Verudela, a breve distanza dal centro di Pola, la spiaggia conosciuta come Hawaii si apre in una piccola baia di ciottoli. Il mare assume tonalità turchesi e il contesto naturale resta ancora in parte integro, nonostante la vicinanza alle strutture turistiche. Il percorso di accesso avviene attraverso il lungomare, dove il paesaggio alterna tratti rocciosi e vegetazione mediterranea. Alcuni punti permettono di tuffarsi direttamente dalle rocce, mentre lungo la costa si trovano servizi essenziali e locali stagionali.

Bijeca a Medulin, l’unica spiaggia sabbiosa dell’Istria con fondale progressivo

Spiaggia Bijeca (Medulin, Istria)

Spiaggia Bijeca (Medulin, Istria)

 

A Medulin la spiaggia di Bijeca rappresenta una delle poche distese sabbiose dell’Istria. Il litorale si sviluppa per circa un chilometro con un fondale basso e progressivo, caratteristica che la rende frequentata soprattutto da famiglie. Alle spalle della spiaggia si estende una pineta che offre ombra naturale durante le ore più calde. L’area è attrezzata con servizi turistici e propone attività come kayak e SUP, praticate soprattutto nelle ore mattutine quando il mare è più calmo.

Vela Plaža a Baška, il lungo arco di ciottoli premiato dalla Bandiera Blu

Vela Plaža (Baška, isola di Krk)

Vela Plaža (Baška, isola di Krk)

 

Nel sud dell’isola di Krk, la spiaggia di Vela Plaža a Baška si distingue per la lunga linea di ciottoli chiari che si affaccia su un mare limpido. Il litorale, ampio e aperto, è affiancato da un lungomare urbano che concentra ristorazione e servizi. La presenza della Bandiera Blu, mantenuta nel tempo, è legata alla qualità delle acque e alla gestione dell’area costiera. Il contesto alterna momenti di vivacità turistica a zone più tranquille verso le estremità della baia.

Cikat a Lussino, la baia protetta dove il mare resta calmo tra le pinete

Spiaggia di Cikat (isola di Lussino)

Spiaggia di Cikat (isola di Lussino)

 

Sull’isola di Lussino, la baia di Cikat è caratterizzata da una costa frastagliata e da pinete che arrivano quasi a toccare il mare. Le piccole insenature sabbiose e ghiaiose si susseguono lungo un tratto protetto dai venti, con acque generalmente calme. L’area è frequentata da chi cerca un ambiente naturale e da chi pratica attività leggere come kayak e ciclismo lungo i sentieri costieri. La presenza di strutture ricettive è integrata nel paesaggio senza alterarne in modo evidente la morfologia.

Bošana a Pag, la costa essenziale dove il paesaggio diventa quasi lunare

Spiaggia di Bošana (isola di Pag)

Spiaggia di Bošana (isola di Pag)

 

La costa settentrionale dell’isola di Pag, in particolare la spiaggia di Bošana, presenta un paesaggio essenziale, segnato da rocce chiare e tratti di ciottoli. Il territorio è poco urbanizzato e conserva un carattere naturale marcato, con ampie vedute sul mare aperto. L’assenza di servizi strutturati contribuisce a mantenere un’atmosfera silenziosa, spesso scelta da chi ricerca contesti meno frequentati rispetto ad altre zone dell’Adriatico.

Sakarun a Dugi otok, la baia chiara con fondale basso e acqua turchese

Sakarun (isola di Dugi otok)

Sakarun (isola di Dugi otok)

 

La spiaggia di Sakarun, sull’isola di Dugi otok, è una baia ampia con sabbia chiara e mare dalle tonalità turchesi. Il fondale basso e la protezione naturale offerta dalla vegetazione circostante rendono l’area adatta a una frequentazione familiare. La pineta retrostante crea zone d’ombra naturale lungo il perimetro della spiaggia. Nonostante la notorietà crescente, il contesto mantiene un assetto paesaggistico relativamente stabile.

Makarska e il Biokovo, la spiaggia urbana dominata dalle montagne a picco sul mare

Spiaggia di Makarska (Riviera di Makarska)

Spiaggia di Makarska (Riviera di Makarska)

 

La spiaggia urbana di Makarska si sviluppa lungo la riviera dominata dal massiccio del Biokovo, che scende a ridosso del mare. Il litorale è composto da ciottoli e ghiaia e si affaccia su un lungomare attrezzato con servizi turistici e locali. L’area è tra le più frequentate della costa dalmata, con una forte presenza di attività balneari e sportive. Le baie minori lungo la riviera offrono invece contesti più raccolti, spesso ombreggiati dalla vegetazione mediterranea.

Zlatni rat a Brac, la lingua di ciottoli che cambia forma con vento e correnti

Zlatni rat (isola di Brac)

Zlatni rat (isola di Brac)

 

Sull’isola di Brac, nei pressi di Bol, la spiaggia di Zlatni rat si distingue per la sua forma dinamica, una lingua di ciottoli che si estende nel mare e cambia orientamento in base a vento e correnti. Il fenomeno naturale che la caratterizza ha reso questo tratto di costa un punto di osservazione costante per chi pratica sport velici. Il contesto è aperto e ventilato, con condizioni variabili che influenzano la morfologia della spiaggia nel corso delle stagioni.

Banje a Dubrovnik, la spiaggia urbana con vista diretta sulle mura storiche

Spiaggia di Banje (Dubrovnik)

Spiaggia di Banje (Dubrovnik)

 

Ai piedi delle mura storiche di Dubrovnik, la spiaggia di Banje si affaccia su un tratto di mare che guarda verso l’isola di Lokrum. Il paesaggio unisce elementi urbani e naturalistici, con acque limpide e fondale misto tra sabbia e ciottoli. La vicinanza al centro storico rende la spiaggia parte integrante del tessuto cittadino, con una forte interazione tra flussi turistici e vita locale lungo il litorale.

Korcula tra Vela Pržina e Pupnatska Luka, sabbia rara e baie nascoste tra vigneti e colline

Spiaggia dell'isola di Korcula

Spiaggia dell’isola di Korcula

 

Nell’area di Lumbarda, sull’isola di Korcula, la spiaggia di Vela Pržina è una delle poche sabbiose dell’isola. Il fondale digrada lentamente e le acque risultano generalmente calme. Il contesto è circondato da vigneti e colline basse, che contribuiscono a definire un paesaggio rurale costiero. L’area è frequentata soprattutto nei mesi estivi, con una distribuzione piuttosto regolare dei flussi lungo la giornata. La baia di Pupnatska Luka, sempre sull’isola di Korcula, è caratterizzata da ciottoli chiari e da un mare trasparente che riflette le colline circostanti. L’accesso avviene attraverso una strada interna che attraversa l’entroterra dell’isola. La spiaggia è inserita in un contesto naturale compatto, dove la vegetazione mediterranea arriva fino a ridosso dell’acqua, creando un equilibrio tra paesaggio terrestre e marino.

Capalbio: cosa vedere, cosa fare e dove mangiare nella piccola Atene della Maremma

Capalbio: cosa vedere, cosa fare e dove mangiare nella piccola Atene della Maremma

Natura, arte, storia, ristoranti e hotel… tutto ciò che c’è da scoprire nel paradiso ‘spartan-chic’ tra la Toscana e il Lazio.

Posizionata a sud della Toscana, a circa 40 minuti da GrossetoCapalbio è immersa in una delle aree costiere più belle della regione. Spiagge lunghe e deserte, un mare cristallino e una rigogliosa flora sono solo alcune delle meraviglie che caratterizzano questa zona. Un affascinante borgo medievale, aziende vitivinicole dove degustare vini e prodotti locali e suggestivi parchi come il Giardino dei Tarocchi, ispirato al Parco Güell di Gaudí, sono delle imperdibili attrazioni per coloro che desiderano esplorare i segreti della Maremma.

La posizione strategica di Capalbio consente di visitare facilmente le scogliere e le limpide coste del Monte Argentario, una penisola immersa nel verde che si può raggiungere in pochi chilometri attraverso “La Giannella”, una striscia di terra bagnata a nord ovest dal Mar Tirreno e a sud est dalla Laguna di Orbetello, casa stagionale dei fenicotteri rosa e di altre rare specie. Lo storico borgo si erge su una piccola collina a 217 metri di altezza e 6 km dal mare, visibile già dalla strada per raggiungere Capalbio. Il tempo qui sembra essersi fermato per preservarne la bellezza originale, tuttavia durante i mesi estivi si respira un’atmosfera giovane e vivace lungo le spiagge e le vie di del paese.

  • IL BORGO

Attraversando le solenni mura erette dagli Aldobrandeschi, una potente famiglia del quattrocento, e varcando il doppio arco di Porta Senese, ci si immerge nell’atmosfera fiabesca dell’antico borgo medievale. I visitatori vengono accolti dallo stemma Mediceo con un’iscrizione risalente al XVII secolo. Si dice che le strette stradine del borgo fossero così intricate che persino i locali si perdevano spesso. Dopo aver quindi preso qualche via di troppo, si sale fino a Piazza Carlo Giordano, dove si respira una piacevole armonia tra natura, storia e contemporaneità, scorgendo l’opera “Nana Fontaine” dell’artista francese Niki de Saint Phalle, raffigurante una figura femminile colorata e gioiosa, simbolo di libertà e femminilità. In pochi minuti si possono raggiungere Palazzo Calacchioni e la Rocca Adlobrandesca, contraddistinta dalla sua maestosa torre costruita con un’antica tecnica romana chiamata “opus incertum”, caratterizzata dall’utilizzo di piccoli blocchi di pietra disposti in modo irregolare, creando un particolare effetto di intreccio. All’interno della Rocca si esibì al pianoforte il celebre compositore Puccini, lasciando un’impronta musicale nella storia del borgo. La piazza principale ospita la Chiesa di S. Nicola, con i suoi sontuosi soffitti decorati da affreschi rinascimentali ed il suo campanile costruito utilizzando pietre provenienti da antichi resti romani.

Capalbio

  • RISERVA DEL LAGO DI BURANO E SPAZIO AMATO
    Via delle Mimose, Ansedonia

Un incantevole rifugio naturale immerso in una rigogliosa macchia, il Lago di Burano è un vero e proprio paradiso naturale all’interno di un’area protetta del WWF. Qui, la natura incontaminata regna sovrana, offrendo un rifugio a una vasta varietà di flora e fauna. All’interno della riserva di Terre di Sacra, si può ammirare l’installazione a neon chiamata “Spazio Amato”, creata dall’artista Massimo Uberti in omaggio al territorio, in occasione della ventesima edizione del festival Hypermaremma. Questa installazione rappresenta un’opera d’arte unica che si fonde con il paesaggio circostante, invitando gli spettatori a creare un legame profondo con l’ambiente e a preservarne l’autenticità e la prosperità. Il festival, attraverso la collaborazione di artisti di diverse discipline e l’utilizzo di molteplici forme di espressione, offre un’esperienza coinvolgente che celebra la bellezza del paesaggio incontaminato. È un invito a relazionarsi con la natura e a sostenerne la conservazione per le generazioni future.

RISERVA DEL LAGO DI BURANO E SPAZIO AMATO

  • GIARDINO DEI TAROCCHI
    Loc. Garavicchio
    ph. +39 0564 895122

Un luogo mistico in cui la linea tra sogno e realtà si dissolve, ideato e realizzato a partire dal 1979. Questo capolavoro, creato da Niki de Saint Phalle, con la partecipazione dello scultore Jean Tinguely, si fonde armoniosamente con la natura e si sviluppa come un percorso fra le 22 figure dell’esoterico gioco dei Tarocchi, raffigurate secondo la visione onirica e fantasiosa dell’artista. Il padiglione d’ingresso al giardino è un progetto realizzato dall’archistar Mario Botta, un unico cerchio nel muro che trasmette perfettamente la sensazione di varcare la soglia di un’altra dimensione.

Giardino dei tarocchi

EVENTI CULTURALI

  • CAPALBIO FILM FESTIVAL

Un appuntamento con ricorrenza annuale che si tiene nel mese di Giugno, il Festival del Cinema di Capalbio si presenta come un’entusiasmante manifestazione dedicata alla celebrazione del cinema e della scrittura cinematografica. Organizzato dalla Fondazione Capalbio in collaborazione con il Comune di Capalbio, il festival si propone di dare voce a scrittori e sceneggiatori professionisti e talenti emergenti, i quali contribuiscono con la loro penna ad arricchire il nostro patrimonio culturale. Il vasto programma del festival comprende anteprime, proiezioni e incontri con artisti e appassionati, offrendo un’esperienza immersiva nel mondo del cinema. Un festival dove l’arte cinematografica e la scrittura si fondono in un evento che celebra la creatività e l’ispirazione.

  • CAPALBIO LIBRI

Dal 2007, ogni anno durante la prima settimana di Agosto, l’Anfiteatro del Leccio diventa il palcoscenico di un progetto speciale: la manifestazione per la promozione dei libri e della lettura, organizzata dall’associazione “Il Piacere di Leggere”. Qui, l’impegno costante dell’associazione è quello di scoprire nuove tecniche e strumenti per far crescere il numero dei lettori in Italia. In questo evento si ha l’opportunità di incontrare e interagire con grandi personalità del mondo letterario, immersi nel fascino del territorio circostante.

CANTINE

Le terre di Capalbio custodiscono un settore vitivinicolo intriso di storia e tradizione. Un terreno fecondo e rigoglioso che, di generazione in generazione, continua a donare vini eccellenti, riconosciuti come prodotti DOC. Le colline e la vicinanza al mare conferiscono ai vitigni un’eccezionale vocazione per la coltivazione di SangioveseTrebbiano toscanoVermentino e il nobilissimo Cabernet Sauvignon. I vini di questa terra si intrecciano armoniosamente con le prelibatezze gastronomiche locali, da degustare nelle cantine e nei ristoranti tradizionali.

  • MONTEVERRO Strada Aurelia Capalbio, 11
    ph. +39 0564 890721

Un luogo magico immerso nella campagna, ai piedi dell’antico borgo, che si rivela l’ideale per gustare vini e prodotti locali dopo una mattinata di esplorazione. Monteverro è il risultato di un progetto guidato con passione e ambizione da Julia e Georg Weber, una coppia che ha portato il proprio amore da Monaco di Baviera a Capalbio, rendendo Monteverro una delle realtà più prestigiose e di successo del territorio. La loro passione per il vino è ciò che li ha spinti a non fare mai compromessi in termini di qualità, lavorando ogni giorno per portare ogni prodotto al massimo delle sue potenzialità.

Monteverro

  • AZIENDA AGRICOLA IL PONTE
    Strada Carige Alta, 15
    ph. +39 333 4843966

Un’azienda agricola di successo, guidata con passione dalla famiglia, che ha trasformato l’amore per la tradizione nella sua più grande virtù. La filosofia dell’essenzialità è alla base dei suoi valori, con prodotti semplici e genuini, lavorati con rispetto e attenzione verso la natura e le sue risorse. L’azienda agricola Il Ponte produce vini rossi, bianchi e rosati, olio extra-vergine d’oliva e alleva galline, oche, maiali, capre e vacche, alimentate con i frutti della terra. Per chi desidera immergersi a 360° in questo mondo da sogno, c’è la possibilità di soggiornare nel suggestivo casale di famiglia.

Azienda Agricola Il Ponte

  • TENUTA VILLA PINCIANA
    Strada Villa Pinciana, 2a
    ph +39 0564896598

Una pittoresca tenuta di 63 ettari, con vigneti di SangioveseCabernet SauvignonSyrah e VermentinoIlaria e Massimo, giovani produttori, hanno ambiziosi sogni di crescita. La loro determinazione, rispetto per il territorio e costante desiderio di apprendere e migliorarsi li rendono una delle aziende con il maggior potenziale di sviluppo nella zona, e una tappa da aggiungere alla bucket list degli amanti del vino, sempre in cerca di nuove esperienze enologiche.

DOVE MANGIARE

  • IL FRANTOIO
    Via Renato Fucini, 10
    ph. +39 0564 896484

Un bar-ristorante dove l’arte è di casa. L’intuizione è stata di Philippe Daverio, idea subito apprezzata e realizzata dai proprietari. L’ex frantoio è stato trasformato in uno spazio espositivo con annesse bookshop e boutique dove godersi l’aperitivo o cenare. I piatti preferiti del menu? Gli spaghetti alle alici e pecorino, la crema di cecibaccalà e pomodori secchi. Le opzioni vegane sono ampie e realizzate con le deliziose materie prime del territorio. Vini della Maremma e non solo, una carta accuratamente studiata che comprende interessanti aziende di nicchia.

Il Frantoio

  • LA DOGANA
    Località Graticciaia
    ph +39 0564 183 5774

La Dogana è situata in un’affascinante e strategica posizione, proprio a due passi dalla spiaggia. Winebar e ristorante, già dal tramonto diventa un ‘hot-spot’ per l’aperitivo e poi per la cena sulla riva del Mar Tirreno. I piatti della tradizione da non perdersi sono i pici con gambero rosso e verdure e la frittura della Dogana.

la dogana di capalbio

  • ULTIMA SPIAGGIA
    Loc. Chiarone Marina
    ph. +39 0564 890295

Nella zona più a sud del litorale sorge uno dei locali più cool sulla costa della regione. Frequentato da politici, artisti e altri personaggi di spicco, l’Ultima Spiaggia lega storia, autenticità e divertimento. In questo luogo si crea l’atmosfera ideale per godersi la giornata dal caffè, all’aperitivo al tramonto, alla cena a piedi nudi nella sabbia.

DOVE DORMIRE

  • TERRE DI SACRA
    Strada Provinciale Litoranea
    ph +39 0564 183 5774

Nato nel 1922 dalla visione avanguardista di un gruppo di amici, Terre di Sacra si integra armoniosamente con la natura selvaggia, agendo come tramite tra il territorio e i suoi ospiti, senza imporsi. Carlo Puri Negri, il presidente di Terre di Sacra, descrive la sua esperienza come un “investimento paziente”. Dopo anni di dedizione e duro lavoro per bonificare il terreno e trasformarlo in ciò che è oggi, il territorio ha ricambiato il favore. Gli ospiti possono scegliere di soggiornare in lodgecabine o case immerse nel verde, legate da un unico fil rouge: il contatto diretto con la natura, accompagnato dai comfort di un soggiorno di lusso.

Terra di sacra

  • LOCANDA ROSSA
    Strada Capalbio Pescia Fiorentina, 11b
    ph. +39 0564 890462

21 ettari e 3.800 ulivi si estendono nel cuore della MaremmaLocanda Rossa è un punto di riferimento nel mondo del hotellerie in tema di design e sostenibilità ambientale, dimostrando come possano coesistere in armonia. Dalle intime camere alle spaziose ville a tre piani, passando per suite di dimensioni fino a 80 metri quadrati, ci sono diverse opzioni di alloggio disponibili. Inoltre, ci sono esperienze pensate per esplorare il territorio, che includono la natura, le cantine vinicole, lo sport e il benessere.

Locanda Rossa

ATTIVITÀ SPORTIVE

  • PASSEGGIATE A CAVALLO

Nell’area di Capalbio, sono presenti numerosi maneggi che organizzano splendide passeggiate a cavallo attraverso la natura e lungo la costa. Un’esperienza da non perdere è quella di cavalcare sul mare al tramonto, guidati dai butteri, noti anche come i cow-boy della Toscana.

  • GOLF

A pochi chilometri da Capalbio si trovano alcuni dei migliori campi da golf della Toscana: L’Argentario Golf Club, immerso nel verde cuore della penisola, e il campo da golf delle Terme di Saturnia in cui godersi anche un pomeriggio di relax.

Terme di Saturnia

  • TENNIS

È possibile prenotare anche il giorno stesso uno dei numerosi campi da Tennis della zona, organizzando match fra amici o prendendo lezioni con un maestro.

  • SURF, KITE e WIND SURF

Per gli appassionati di sport da tavola, Capalbio e le coste limitrofe offrono le perfette condizioni per praticare surfkite e wind surf. Scuole e noleggi sono a disposizione per professionisti e principianti che desiderano vivere un’avventura tra le onde della Maremma e dell’Argentario.

COME RAGGIUNGERE CAPALBIO

Per raggiungere Capalbio da Firenze, prendere il Raccordo Autostradale Firenze-Siena, proseguire fino Grosseto e prendere l’uscita verso Roma. Seguendo poi le indicazioni per Capalbio si aprirà il paesaggio sulle mura dell’antico borgo, segnalando l’imminente arrivo a destinazione. Per chi arriva tramite l’autostrada A1: avanzare in direzione sud fino all’uscita Valdichiana, prendere poi la superstrada Siena-Grosseto e proseguire fino all’uscita Albinia, seguendo successivamente le indicazioni per Capalbio.

Estate lungo le vie d’Asia

Estate lungo le vie d’Asia

Cinque partenze garantite tra Anatolia, Karakorum, Pamir e Mangystau

Scopri la Turchia orientale , sulla soglia di due continenti, attraverso le valli dell’altopiano anatolico e le tracce lasciate da grandi popoli antichi. E le regioni settentrionali del Pakistan, in bilico tra il mondo indiano e quello centroasiatico, tra rovine di siti buddhisti, l’incontro con il popolo dei Kalash e la percorrenza di un tratto della leggendaria Karakorum Highway. Proprio lungo questa strada e le sue aree più spettacolari puoi viaggiare dal Kirghizistan al Pakistan, attraverso la Cina occidentale, tra altopiani e vallate remote.

Infine, due viaggi esplorazione tra Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan conducono nel cuore dell’Asia Centrale tra paesaggi di rara bellezza e le maestose catene montuose che ne disegnano l’orizzonte: dall’altopiano del Pamir al labirinto di suggestive gole, dalle bianche formazioni rocciose alle misteriose moschee sotterranee fino alle antiche necropoli del deserto del Mangystau.