Victoria Falls, Caprivi e Delta dell’Okavango

Victoria Falls, Caprivi e Delta dell’Okavango

Un ecosistema irripetibile e complesso, in cui l’acqua sale e scende in continuazione, creando paesaggi mozzafiato e ponendo le condizioni per la vita di numerose specie animali. Tutto questo è il Delta dell’Okavango, il secondo delta fluviale interno del mondo per dimensioni.

Un viaggio tra Botswana, Namibia e Zimbabwe che è un “tuffo” nell’Africa incontaminata e primordiale, dalla natura più selvaggia, tra savane immense, parchi nazionali e quasi tutte le specie di mammiferi presenti nelle regioni meridionali del continente.

Il Delta dell’Okavango da navigare a bordo di un tipico mokoro, il fiume Chobe, la regione del Caprivi, la Riserva di Moremi: sono scenari unici da vivere, durante il giorno, a stretto contatto con la natura come in pochi altri posti in Africa e, di notte, in confortevoli lodge e campi tendati dallo charme africano. E poi le spettacolari Cascate Vittoria, dove le acque del fiume Zambesi si gettano nel vuoto creando continui arcobaleni.

A formare il Delta dell’Okawango è il fiume omonimo, che nasce in Angola e arriva alla foce dove, dopo aver percorso oltre 1000 chilometri e accorpato in sé un grande numero di affluenti, rilascia i circa 11 chilometri cubi di acqua che trasporta ogni anno per creare una pianura alluvionale con un’estensione di 15.000 km quadrati.

Quest’ultima è composta da canali, lagune e vere e proprie isole.

Qui, per la precisione nell’area nord ovest del Botswana, le sue acque dissetano gli abitanti di una delle zone piu’ popolate di fauna dell’intero globo. Sulle rive del fiume, infatti, si vanno ad abbeverare leoni, leopardi, iene, giraffe e tantissimi uccelli, tra cui l’aquila pescatrice, l’oriolo africano e l’airone nero.

Le bellezze naturalistiche, e la possibilità di vedere da vicino i più maestosi animali terrestri, spingono ogni anno migliaia di turisti a scegliere questa destinazione.

Regalandosi soggiorni rilassanti in lussuosi lodge e esperienze safari cariche di adrenalina e avventura, optando per soggiorni in tende essenziali stabilite in appositi camp.

esperienze safari Delta dell'Okavango

Complice la presenza di una natura completamente incontaminata, dove ancora oggi vivono pressoché indisturbate moltissime specie animali . Ciò si deve principalmente alla riserva faunistica Moremi, che si estende per circa 3000 km quadrati ed è ad oggi la principale attrazione del Botswana.

Moremi

La Riserva Faunistica Moremi è situata nel cuore del Delta dell’Okavango in Botswana e copre una superficie di circa 3.850 km2. È una delle riserve faunistiche più famose e apprezzate dell’Africa, nota per la sua bellezza e la sua biodiversità.

La riserva è caratterizzata da una vasta gamma di habitat naturali, tra cui paludi, savane, foreste e dune di sabbia, che ospitano una vasta gamma di specie animali. I visitatori possono aspettarsi di vedere una vasta gamma di animali selvatici, tra cui elefanti, bufali, leoni, iene, giraffe, zebre, gazzelle, rinoceronti e molto altro ancora.

La Riserva Faunistica Moremi è accessibile solo ai visitatori con permessi speciali e la maggior parte delle attività all’interno della riserva si svolge attraverso safari in jeep guidati. Ci sono anche molte opportunità per l’avvistamento di animali dall’acqua, attraverso gite in barca o canoe.

In sintesi, la Riserva Faunistica Moremi è una delle destinazioni più belle e selvagge dell’Africa e un’esperienza di avvistamento animali indimenticabile. Se sei un amante della natura e della vita selvatica, la Riserva Faunistica Moremi è una tappa obbligata durante un viaggio in Botswana.

È questa quindi la vera destinazione di chi mira a vivere un viaggio safari, a prescindere che si scelga una soluzione spartana o un alloggio extra lusso.

Ma quali sono i periodi migliori per visitarla? Cosa fare durante un safari al Delta dell’Okavango? Vediamolo insieme.

Quando visitare il Delta dell’Okavango e come evitare la stagione delle piogge

Il Delta dell’Okavango risente delle piogge stagionali, espandendosi e ritraendosi a seconda delle precipitazioni. E poiché in questa zona del mondo ci sono solo due stagioni, è importante fare attenzione alla data di partenza prima di programmare l’intero viaggio. Altrimenti c’è il concreto rischio di vivere una vacanza deludente.

Come regolarsi? Tenendo a mente che da novembre a marzo ci sono piogge abbondanti e temperature comprese tra i 18 e i 35 gradi.

Mentre da maggio a settembre, le temperature vanno dai 6 ai 25 gradi. Nei mesi di giugno e luglio non è inusuale che si verifichino gelate notturne, mentre aprile e ottobre sono generalmente considerati mesi di transizione da una stagione all’altra.

Alla luce di quanto detto, il periodo migliore per visitare il Delta dell’Okavango è da luglio a settembre, quando l’acqua è abbastanza alta e il clima asciutto.

quando visitare il Delta dell'Okavango agenzia viaggi

Così facendo si evita il periodo più piovoso e allo stesso tempo si ha la certezza di visitare il Botswana in un periodo in cui tutti i fornitori di servizi e le strutture ricettive sono operativi.

Sì, perché diverse attività chiudono per la stagione delle piogge e restano a riposo nelle settimane immediatamente successive.

Senza contare che, nei periodi più problematici, alcune strade sono completamente inaccessibili, perché le precipitazioni ingrossano tanto il fiume da causare disagi anche in termini di viabilità. Basti pensare che a partire da giugno il Delta si estende di circa 3 km al giorno.

Con l’arrivo di luglio invece l’acqua inizia ad evaporare e la piena diminuisce progressivamente e sulle isole le piante di acacie, ficus e salici sono rigogliose.

Nei canali del Delta si trovano già canne di bambù e papiro, mentre sull’acqua galleggiano ninfee e fiori di loto, in una combinazione assolutamente onirica.

Ragione per cui il periodo compreso tra luglio e settembre è il migliore per programmare un tour completo della zona, con safari, visite alle isole e tante altre attività in località suggestive e incontaminate.

Cosa fare durante un viaggio nel Delta dell’Okavango

Quali sono le escursioni da provare assolutamente durante un viaggio nella zona del Delta dell’Okavango?

La proposta è piuttosto ampia, ma sicuramente ci sono alcune attività da non perdere, prima su tutte l’escursione nella famigerata Chief’s Island, una zona da cui è possibile ammirare le varie specie animali  che popolano quest’area dell’Africa, senza correre rischi e godendo di un punto privilegiato per l’avvistamento dei rinoceronti.

Anche un safari organizzato è un’esperienza centrale durante un viaggio in questa particolare zona dell’Africa.

Naturalmente è un’attività che non può essere condotta in autonomia, è necessario rivolgersi ad un’agenzia locale oppure acquistare prima della partenza un pacchetto completo nell’agenzia viaggi di riferimento.

Le opzioni in questo senso sono molteplici, ma una delle più gettonate è il safari di due giorni con spostamenti in jeep e in barca, per visitare le isole più interessanti della zona e avvistare il maggior numero di animali possibile.

Imperdibile anche la gita in mokoro (canoa tradizionale africana) lungo il percorso orientale del Delta dell’Okavango. Navigando in questa zona è possibile addentrarsi tra i canneti frequentati da elefanti e antilopi, nonché avvistare ippopotami e coccodrilli.

gita in mokoro canoa tradizionale africana

Chi invece preferisce una veduta dall’alto dell’intera zona non può rinunciare ad un giro in aeroplano. In questa zona ci sono infatti diverse società che propongono emozionanti tour aere sul Delta dell’Okavango.

Se poi l’obiettivo è vedere a distanza ravvicinata i Big Five del Continente Nero, l’itinerario di viaggio deve necessariamente includere una visita alla già citata Moremi Game Reserve, dove è consigliabile trascorrere almeno un paio di giorni.

Moremi Game Reserve visitare il Delta dell'Okavango

I Big Five

Il delta dell’Okavango in Botswana è famoso per ospitare una vasta gamma di animali selvatici, tra cui i cosiddetti “Big Five”:

  1. Elefante: l’elefante africano è uno degli animali più grandi e iconici del delta dell’Okavango. Questi giganteschi animali sono noti per la loro forza e l’intelligenza e sono spesso visti girovagare nella zona in cerca di cibo.
  2. Rinoceronte: il rinoceronte nero africano è un altro membro del “Big Five” che si può incontrare nel delta dell’Okavango. Questi animali sono molto rari e minacciati dal bracconaggio, quindi è un’opportunità speciale per vederne uno.
  3. Leopardi: il leopardo africano è un animale solitario e molto furtivo, ma se siete fortunati potreste incontrarne uno nel delta dell’Okavango. Questi animali sono molto abili cacciatori e possono essere visti arrampicarsi sugli alberi in cerca di prede.
  4. Bufalo: il bufalo africano è un animale molto robusto e difficile da uccidere, e rappresenta una grande sfida per i predatori del delta dell’Okavango. Questi animali sono spesso visti in gruppi numerosi e possono essere molto pericolosi se si sentono minacciati.
  5. Leone: il leone africano è il re della savana e uno degli animali più iconici del delta dell’Okavango. Questi animali possono essere visti in branchi o da soli e sono famosi per la loro forza e il loro coraggio.

E perché il safari sia davvero indimenticabile, è imprescindibile una sosta nella Mbona Island, isola con un’estensione di circa 100 km quadrati che si trova all’interno della riserva naturale e si distingue per una magnifica savana erbosa, abitata da leoni, bufali e ghepardi.

Gli appassionati di rettili trovano una destinazione da sogno nella Krokavango Cocodrile Farm, un vero e proprio rifugio per coccodrilli situato nella zona di Panhandle. Nella stessa area si trova un’altra attrazione estremamente interessante: le colline di Tsodilo.

Krokavango Crocodile Farm rifugio per coccodrilli

Qui si possono ammirare antichissime pitture rupestri e godere di una posizione di privilegio per il birdwatching. L’area circostante è infatti l’habitat naturale di aquile pescatrici, civette pescatrici di Pel e altre specie di uccelli, principalmente acquatici.

Ma il Delta dell’Okavango offre interessanti attrattive anche per gli amanti della pesca. In particolare, la zona di Panhandle è il posto perfetto per tentare la cattura di lucci, pesci tigre, pesci gatto e abramidi.

Infatti il Panhandle è una zona del Delta dell’Okavango che si estende dalla parte settentrionale del delta verso nord-ovest. Questa zona è caratterizzata da una stretta lingua di terra che si estende in una vasta zona di acque e canali d’acqua dolce.

Il Panhandle è noto per la sua bellezza naturale, con una grande varietà di paesaggi che vanno dalle foreste di palme alle savane erbose, e per la sua ricca biodiversità. La zona è un habitat ideale per molte specie animali, tra cui elefanti, ippopotami, bufali, leoni e molte altre specie di fauna selvatica.

I Safari Lodge

Ci sono molte opzioni per i migliori safari lodge nell’Okavango, a seconda delle preferenze individuali e del budget. Ecco alcune delle opzioni più popolari:

Xaranna Okavango Delta Camp

Situato nel cuore del delta dell’Okavango, Xaranna Okavango Delta Camp è un resort esclusivo che combina il lusso con la bellezza incontaminata della natura. Questo lodge è composto da tende spaziose e arredate con gusto, ognuna con una piscina privata e una vista mozzafiato sulle pianure alluvionali circostanti. Gli ospiti possono rilassarsi nel comfort del proprio spazio privato o avventurarsi in emozionanti safari in barca mokoro e safari a piedi, immergendosi nella varietà di fauna selvatica che abita il delta. Xaranna è perfetto per chi cerca un’esperienza intima e personalizzata, con un servizio impeccabile e un’attenzione ai dettagli che rende il soggiorno indimenticabile.

Little Vumbura

Immerso nella quiete di un’isola privata, Little Vumbura è un gioiello nascosto nel delta dell’Okavango. Questo lodge boutique offre sistemazioni di lusso, caratterizzate da design tradizionali e comfort moderni, perfettamente integrati nell’ambiente naturale. Ogni suite è dotata di una piscina privata e offre una vista spettacolare sulle acque e sulla vegetazione circostante. La posizione remota di Little Vumbura consente di accedere a una vasta gamma di attività, tra cui safari in barca mokoro, safari in veicoli 4×4 e incredibili opportunita’ di birdwatching. Gli ospiti avranno la possibilità di vivere un’esperienza autentica e intima, ideale per chi cerca il massimo della tranquillità e del contatto con la natura selvaggia.

Duba Plains

Situato nella parte settentrionale del delta, Duba Plains è una destinazione leggendaria per gli amanti della fauna selvatica. Conosciuto per le sue spettacolari interazioni tra predatori e prede, questo lodge offre un’esperienza di safari emozionante e unica. Le sue lussuose suite sono progettate per offrire il massimo del comfort, con ampie verande, bagni all’aperto e viste mozzafiato sulle pianure aperte. Qui, gli ospiti possono avvistare elefanti, leoni, leopardi e ghepardi, oltre a una straordinaria varietà di uccelli e altri animali selvatici. I safari a Duba Plains sono progettati per garantire incontri ravvicinati e memorabili, guidati da esperti ranger e guide locali.

King’s Pool Camp

Situato nella parte meridionale del delta, King’s Pool Camp offre una combinazione perfetta di lusso e avventura. Le sue tende spaziose e ben arredate, complete di piscine private e ampie aree salotto, sono progettate per offrire il massimo del relax. La posizione strategica del lodge consente avvistamenti spettacolari della fauna selvatica, inclusi ippopotami, coccodrilli, leoni e antilopi. Le attività includono safari in veicoli aperti, crociere al tramonto e safari a piedi per scoprire i segreti della natura circostante. Il lodge è anche noto per il suo impegno nella conservazione dell’ambiente e nella collaborazione con le comunità locali, rendendo ogni soggiorno non solo memorabile, ma anche sostenibile.

Jao Camp

Posizionato su un’isola privata nel cuore del delta, Jao Camp rappresenta il massimo dell’esclusività e dell’intimità. Questo lodge è famoso per le sue sistemazioni di lusso, che includono suite spaziose, piscine private e terrazze panoramiche ideali per osservare la fauna selvatica. Circondato da una natura rigogliosa e corsi d’acqua scintillanti, Jao Camp è un paradiso per chi cerca un rifugio tranquillo lontano dal caos. Le attività includono safari in mokoro attraverso le acque tranquille, passeggiate guidate nella natura e safari tradizionali per avvistare elefanti, antilopi e numerose specie di uccelli. L’atmosfera rilassata, combinata con un servizio eccezionale, rende Jao Camp una delle destinazioni più ambite del delta dell’Okavango.

Questi lodge rappresentano alcune delle migliori esperienze di safari nel delta dell’Okavango, ciascuno con il proprio carattere distintivo e una gamma di attività che permettono di immergersi completamente nella magia della natura selvaggia. Una visita a uno di questi resort non è solo una vacanza, ma un viaggio indimenticabile nel cuore dell’Africa.

Questi sono solo alcuni esempi dei migliori safari lodge nell’Okavango. Ci sono molte altre opzioni disponibili, a seconda delle preferenze individuali e del budget.

Un’Esperienza che Cambia il Viaggio e la Vita

Il Delta dell’Okavango non è solo una destinazione, è un luogo che tocca il cuore e rinnova l’anima. È dove la natura si manifesta nella sua forma più pura e selvaggia, dove il silenzio è interrotto solo dal richiamo degli uccelli o dal lontano ruggito di un leone. Ogni momento trascorso qui, che si tratti di un safari emozionante, di una tranquilla traversata in mokoro o di una serata sotto un cielo trapunto di stelle, diventa un ricordo prezioso da custodire per sempre.

Visitarlo non significa solo osservare la bellezza della fauna e dei paesaggi, ma anche riconnettersi con la meraviglia del mondo naturale. Che siate alla ricerca di avventura, di pace o di una fuga dal quotidiano, il Delta dell’Okavango offre tutto questo e molto di più. È un’esperienza che non solo arricchisce il viaggiatore, ma lo trasforma, regalando prospettive nuove e un rispetto ancora più profondo per la natura.

Non c’è modo migliore per comprendere la vera essenza del’Africa che immergersi nel cuore pulsante dell’Okavango. Pianifica il tuo viaggio e lasciati ispirare dalla magia di un luogo che va oltre l’immaginazione.

Kid Pass Days, il weekend al museo con i bambini: 100 siti e 150 attività da scoprire da Nord a Sud

Kid Pass Days, il weekend al museo con i bambini: 100 siti e 150 attività da scoprire da Nord a Sud

Il 9 e 10 maggio torna l’evento diffuso dedicato ai bambini: laboratori, esperienze immersive e tappe speciali da Milano a Caserta. Tra le novità escape room alla Reggia di Caserta, incontri con animali e un tour ispirato a Goethe.

C’è un’Italia che si scopre giocando, esplorando e mettendo le mani nell’arte, nella scienza e nella storia. È quella dei Kid Pass Days, il grande evento diffuso dedicato alle famiglie che sabato 9 e domenica 10 maggio torna per la dodicesima edizione con circa 150 iniziative di edutainment in oltre 100 musei e luoghi di cultura, da nord a sud della penisola.

Un appuntamento ormai consolidato, pensato per bambini da 0 a 12 anni e costruito insieme alle principali istituzioni culturali italiane, con un programma che mescola laboratori, attività interattive e percorsi esperienziali. L’obiettivo è avvicinare i più piccoli al patrimonio culturale, storico, artistico e scientifico nazionale attraverso modalità coinvolgenti, trasformando la visita in un’esperienza attiva e partecipata.

La Reggia, l’Acquario e…

Dalle escape room “regali” alla Reggia di Caserta agli “incontri ravvicinati” con gli animali all’Acquario di Cattolica passando per attività sensoriali al Rossini Art Site di Monza o laboratori di riuso creativo al Mart di Rovereto guidati dall’artista Giulia Ceccarani, il programma – davvero di alto livello – è pensato per stimolare curiosità e creatività. Non mancano esperienze all’aperto, come il trekking alla Necropoli etrusca di Artimino con laboratorio sulle erbe spontanee o quello tra i sentieri del MuSel di Sestri Levante, accanto a attività manuali e giochi tradizionali nei musei. A Genova, alla Città dei Bambini e dei Ragazzi, entra in scena anche la tecnologia: con il sistema TRATTO i movimenti del corpo diventano arte digitale contribuendo alla ricerca scientifica sul riconoscimento dei gesti.

 

L'edizione 2025 alla Città della Scienza di Napoli
L’edizione 2025 alla Città della Scienza di Napoli 

 

Tra le sedi coinvolte spuntano realtà come Città della Scienza di NapoliPalazzo Fava a Bologna, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, il meraviglioso Muse di Trento, il Mart di Rovereto, il Museo Canova di PossagnoCa’ Rezzonico a Venezia e la stessa Reggia di Caserta. Accanto ai musei, partecipano anche realtà educative e commerciali: i negozi Città del Sole si trasformano per esempio in spazi dedicati alla biodiversità mentre le sedi Pingu’s English propongono attività in lingua inglese legate alla sostenibilità.

Ii progetto di Kid Pass

Il progetto è promosso da Kid Pass, piattaforma di riferimento per l’edutainment in Italia, che nel 2025 ha superato i 680mila utenti unici e che oggi opera come società benefit, rafforzando la propria missione culturale e sociale anche a livello internazionale.

Accanto al weekend di maggio, il 2026 segna anche lo sviluppo del cosiddetto Tour Iconico, un itinerario che si snoda da aprile a novembre e attraversa sei città italiane con, per la prima volta, una tappa all’estero. Dopo l’apertura allo STEP FuturAbility District di Milano con la divulgatrice Linda Raimondo il tour proseguirà il 2 maggio a Venezia, alla Casa di The Human Safety Net, con workshop, spettacoli e la possibilità di visitare la mostra interattiva A World of Potential alle Procuratie in Piazza San Marco.

Tra gli appuntamenti successivi: il Muse di Trento il 7 giugno, il museo Explora a Roma il 20 settembre, la Città della Scienza di Napoli il 25 ottobre, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino il 15 novembre e, il 6 dicembre, il museo per bambini FRida & freD di Graz. A Trento è atteso anche un ospite speciale: il Gruffalò, il mostro ideato dalla scrittrice e drammaturga inglese Julia Donaldson, protagonista di una lettura animata dedicata ai più piccoli.

Viaggio in Italia per famiglie

Il filo conduttore è quello di un vero e proprio Viaggio in Italia per famiglie, ispirato idealmente al percorso compiuto oltre due secoli fa da Johann Wolfgang von Goethe, naturalmente declinato in chiave contemporanea e accessibile ai bambini.

“Il 2026 di Kid Pass sarà un anno a tutta cultura – spiega Marianna Vianello, Ceo di Kid Pass – da un lato il nostro consolidato appuntamento diffuso primaverile, i Kid Pass Days, e dall’altro un nuovo Tour Iconico (un format introdotto per i nostri 10 anni, nel 2024) per coinvolgere con il nostro approccio le famiglie e i bambini in sei città italiane e in una tappa internazionale”.

Un progetto che unisce turismo culturale e intrattenimento educativo, trasformando musei e luoghi d’arte in tappe di un itinerario pensato per viaggiare insieme, genitori e figli, tra scoperta, gioco e conoscenza.

Festival dell’Oriente a Roma: un coloratissimo giro del mondo sensoriale senza passaporto

Festival dell’Oriente a Roma: un coloratissimo giro del mondo sensoriale senza passaporto

Dalla Via della Seta alla Nuova Fiera di Roma: tra profumi di terre lontane, danze ipnotiche e un caleidoscopio di allegri colori, si “parte” anche quest’anno per un giro del mondo davvero speciale. Il Festival dell’Oriente dopo il successo del weekend del 25 aprile, tornerà ad accendere la Capitale, l’1,2 e 3 maggio, per un imperdibile passaggio attraverso un “portale dimensionale” in grado di proiettare il visitatore in un universo dove nessun luogo è lontano, in un abbraccio corale tra culture che invita a lasciare lo smartphone e a vivere a ritmo di emozioni. Varcati i cancelli della kermesse, il traffico della via Portuense svanisce quasi per magia e viene sostituito dal battito profondo dei tamburi Taiko, mentre il respiro capta note intense di zafferano e sandalo, la mente si lascia affascinare dal misticismo millenario del Tibet e lo sguardo si perde tra le raffinate sete indiane e gli onnipresenti motivi di fiori di ciliegio.

Alla scoperta del fascino del Sol Levante

Ogni esibizione trasmette storia, passione e cuore, ma tra le performance più attese c’è sicuramente quella legata ai tamburi giapponesi e al talento dei percussionisti che trasformano il suono in una vibrazione che cattura l’anima in una danza guerriera che celebra la vita. Tra gli stand si può assistere alla Cerimonia del Tè, un rito ma anche una vera forma d’arte, dove ogni gesto è studiato con dovizia di particolare da millenni. In un attimo, dal Giappone si passa al mercato di Bangkok, per poi girare l’angolo e scoprire la bellezza di un souk di Istanbul. Un vero paradiso per gli amanti del viaggio ma anche dello shopping, visto che è possibile acquistare oggetti di artigianato unici: dalle campane tibetane fuse a mano, il cui suono promette di riallineare i chakra, fino alle statuette in legno che profumano di foreste incantate, passando dalle spezie o dalle pashmine in cashmere nel loro trionfo di sfumature.

Un viaggio tra i sapori (anche per i più audaci)

Il tour del gusto passa, invece, dall’area food che non è certamente meno interessante del resto. La scelta, in questo caso, è veramente personale e va dai delicati gyoza giapponesi ai curry speziati dell’India, con la possibilità di partecipare anche a dei workshop a tema, come quello per imparare a preparare il pane naan o il sushi.

 

Benessere e cura di sé

Un intero padiglione è poi dedicato alla spiritualità, con la possibilità di sperimentare massaggi tradizionali antichi di secoli: dallo Shiatsu giapponese al massaggio ayurvedico indiano fino a quello thailandese. Ancora, si può prendere parte alle sessioni collettive di Yoga o Tai Chi alla ricerca di un momento di quiete collettiva o ci si può sedere comodi a godere della meraviglia di una danza dello Sri Lanka o ai ritmi travolgenti di Bollywood.

Divertenti anche il Festival Country tra atmosfere del Far West e villaggi che ricreano le atmosfere degli indiani d’America, il Festival Irlandese con le sue danze celtiche e, ancora, il Festival Argentino, il Festival Spagnolo e quello dell’America Latina. Un evento, insomma, che non è solo da guardare, ma è un’esperienza da vivere con tutti e cinque i sensi.


Mete imperdibili per l’estate 2026 tra le meraviglie del Bel Paese

Mete imperdibili per l’estate 2026 tra le meraviglie del Bel Paese

L’Italia, con la sua incredibile varietà paesaggistica, offre soluzioni che spaziano dalle vette alpine alle coste cristalline del meridione, confermandosi una delle destinazioni più ambite per chi cerca un mix perfetto tra cultura, relax e buona cucina.

Il fascino del Salento e la costa ionica in Puglia
La Puglia si conferma una delle protagoniste assolute dell’estate 2026, grazie alla sua capacità di coniugare ospitalità genuina e scenari naturali mozzafiato. Se l’obiettivo è godersi il mare cristallino della costa ionica con tutti i comfort necessari a pochi passi dalle dune di sabbia bianca, scegli le migliori camere a in hotel a Torre Lapillo per assicurarti un punto d’appoggio privilegiato e vivere una vacanza all’insegna del relax totale. Questa località rappresenta una scelta strategica non solo per la bellezza dei suoi fondali, ma anche per la vicinanza alle meraviglie barocche di Lecce e ai piccoli borghi dell’entroterra dove le tradizioni culinarie sono ancora vive e autentiche. Passeggiare tra gli ulivi secolari al tramonto o cenare in una masseria storica completa un’esperienza di viaggio che tocca tutti i sensi, rendendo il soggiorno nel tacco d’Italia indimenticabile.

La Sicilia settentrionale e il borgo di Cefalù
Spostando lo sguardo verso l’isola più grande del Mediterraneo, la Sicilia si presenta come un palcoscenico a cielo aperto dove la storia millenaria si intreccia con una natura selvaggia. Tra le mete più suggestive spicca l’area settentrionale, dove il mare si infrange sotto la maestosità di una rocca antica. Per vivere questa esperienza con una garanzia di qualità superiore, è possibile affidarsi al servizio di Hotiday, la prima catena alberghiera diffusa, con camere ospitate all’interno delle migliori strutture selezionate per garantire standard di qualità e soggiorni indimenticabili. Se desideri soggiornare in una delle perle del litorale siculo, scopri le camere Hotiday a Cefalu’ e lasciati coccolare da un’accoglienza professionale in uno dei borghi più belli d’Italia. Questa zona permette inoltre di avventurarsi nel Parco delle Madonie per escursioni tra boschi di querce e panorami che spaziano fino alle Isole Eolie.

La Sardegna e la selvaggia bellezza dell’Ogliastra
Un’altra regione che merita un posto d’onore nei piani di viaggio per la prossima estate è la Sardegna, in particolare lungo la costa orientale nella zona dell’Ogliastra. Questa porzione di isola è perfetta per chi rifugge il turismo di massa e cerca un contatto autentico con un territorio fatto di falesie a picco sul mare e cale raggiungibili solo via imbarcazione. Località come Cala Goloritzé offrono scenari primordiali, dove l’azzurro intenso dell’acqua contrasta con il bianco dei ciottoli levigati dal tempo. L’interno della regione riserva altrettante sorprese, con tradizioni millenarie che si riflettono in una gastronomia robusta e in un’ospitalità fiera delle proprie radici.


Consigli per organizzare gli spostamenti e le visite

Pianificare un itinerario estivo richiede attenzione ai tempi di percorrenza e alla prenotazione anticipata delle attività, specialmente se si intendono visitare aree protette o borghi molto frequentati. Utilizzare i collegamenti marittimi per spostarsi tra le isole o noleggiare un’auto per percorrere le strade panoramiche della Puglia e della Sicilia permette di cogliere sfumature che spesso sfuggono ai circuiti più affollati. Portare con sé l’attrezzatura per lo snorkeling è fondamentale per non perdere l’occasione di tuffarsi in baie nascoste. Gestire ogni dettaglio con anticipo garantisce un’esperienza senza stress, permettendo di assaporare ogni istante della vacanza nel cuore pulsante del Mediterraneo.

Nord della Spagna on the road: tra spiagge sorprendenti e natura estrema

Nord della Spagna on the road: tra spiagge sorprendenti e natura estrema

Dalla Galizia ai Paesi Baschi, un itinerario on the road tra spiagge spettacolari, scogliere e città d’arte.

Si pensa alla Spagna e si immaginano calette mediterranee e città del sud. Poi si guida oltre i Pirenei e il quadro cambia: spiagge che sembrano cattedrali, scogliere tagliate nella roccia, fari romani ancora in servizio, cascate che finiscono nell’oceano e canyon spettacolari. Il “Nord selvaggio” sorprende perché unisce bellezza naturale e grandi città culturali, ma con ritmi più distesi e, spesso, meno folla. Un itinerario on the road permette di tenere insieme tutto: l’Atlantico della Galizia, le Asturie, la Cantabria, i Paesi Baschi e l’interno di Navarra, La Rioja e Castiglia.

Perché puntare al Nord: l’effetto sorpresa che vale il viaggio

Qui l’oceano scolpisce archi monumentali e spiagge bianche, mentre pochi chilometri nell’entroterra portano a canyon scenografici, miniere romane, deserti d’argilla e vette calcaree oltre i 2.600 metri. Si aggiungono città iconiche – da Santiago a Bilbao – e borghi medievali tra i meglio conservati della penisola iberica. Il tutto su distanze gestibili in auto, in 2-3 settimane e migliaia di chilometri che scorrono tra A-8 costiera, strade panoramiche e passi di montagna.

L’itinerario, in dieci tappe tematiche

Per dare ritmo al percorso conviene ragionare per aree, così da concentrare in ogni blocco luoghi vicini e ottimizzare gli spostamenti.

Galizia atlantica

Qui si trova la Praia As Catedrais, la costa di Finisterre con il faro a 138 metri sul mare e l’estensione del Cammino fino a Muxía, il monumento La Herida legato al naufragio della Prestige, la Torre de Hércules a La Coruña – faro romano ristrutturato nel 1788 e ancora operativo – e Lugo con l’unica cinta muraria romana integra (Unesco). Nel mezzo, sorprese preistoriche come il dolmen di Axeitos e l’insediamento dell’età del ferro di Castro de Baroña affacciato sull’oceano.

Asturie selvagge

Curve tra baie e falesie: da non perdere Playa del Silencio all’alba, il belvedere sulla perfetta mezzaluna di Torimbia e la spiaggia “nascosta” di Gulpiyuri, dove il mare arriva sotterraneo. Il promontorio di Cabo de Peñas col faro del 1852 e Oviedo, con la cattedrale e le chiese preromaniche sul colle del Naranco. A Ribadesella, l’eremo della Guía regala una prospettiva suggestiva sul porto.

Picos de Europa

La funivia di Fuente Dé sale a El Cable (1.823 m) e apre sui massicci calcarei; con una breve escursione si raggiunge la Horcadina de Covarrobres (1.933 m) tra sentieri in quota e viste che abbracciano il parco.

Cantabria costiera e rupestre

La Cueva de El Castillo a Puente Viesgo (gruppi ridotti, pitture del Paleolitico), le stratificazioni piegate della Playa de la Arnía con l’Urro del Manzano a largo e il canyon marino di El Bolao con cascata e rovine del mulino. A Comillas spiccano El Capricho di Gaudí e il Palacio de Sobrellano in stile neogotico.

Paesi Baschi, tra architettura e scogliere

A Bilbao la trasformazione urbana ha nel Guggenheim (1997) il suo manifesto; subito vicino il ponte Zubizuri di Calatrava e la torre Iberdrola ridisegnano la skyline. Sulla costa, l’eremo di San Juan de Gaztelugatxe si raggiunge con 241 scalini lungo l’istmo; i flysch di Zumaia raccontano milioni di anni di geologia quando la marea è favorevole.

Navarra e Camino

Pamplona vive tra Plaza del Castillo e la cattedrale, con i luoghi simbolo dell’encierro. Poco fuori, il castello di Javier e Puente la Reina lungo il Camino Francés; a Estella risaltano i portali romanici e la chiesa di San Miguel sospesa sul colle.

Il “deserto” d’Europa

Nelle Bardenas Reales si guida su pista ad anello tra badlands e argille scolpite: Castildetierra è l’icona, ma anche i belvedere di Pisquerra e Juan Obispo offrono scenari inaspettati. A San Millán de la Cogolla (La Rioja), il Monasterio de Yuso conserva biblioteca e manoscritti legati alle origini del castigliano.

Castiglia monumentale

Burgos primeggia con la cattedrale gotica patrimonio Unesco e la Cartuja de Miraflores con il mausoleo reale in alabastro. Valladolid si scopre tra Plaza Mayor, facciate universitarie e la chiesa romanica de la Antigua. I castelli protagonisti sono Peñafiel, lungo come uno scafo, il mudéjar di Coca e il borgo integro di Pedraza.

Le spiagge che non si dimenticano (e come goderle al meglio)

Alcune soste richiedono timing e piccoli accorgimenti. Programmare in anticipo evita code e sorprese e permette di essere nel posto giusto al momento giusto.

  • Praia As Catedrais (Galizia): accesso ideale in bassa marea, con prenotazione estiva; gli archi si leggono solo quando il mare si ritira.
  • Playa del Silencio (Asturie): la luce dell’alba valorizza curve e faraglioni, meglio scendere presto lungo il sentiero.
  • Torimbia (Asturie): il belvedere dall’alto regala la mezzaluna perfetta; verificare il sole sulla baia.
  • Gulpiyuri (Asturie): spiaggia “interna”; l’acqua arriva con l’alta marea attraverso cavità naturali.
  • Bufones de Pría (Asturie): i getti d’acqua appaiono con alta marea e mare mosso; in condizioni calme non si attivano.

Scogliere e fari: dove l’oceano fa spettacolo

Qui i promontori sono palchi naturali. La costa alterna balconi vertiginosi e fari simbolo, con storie che attraversano secoli. Tra questi:

  • Finisterre: faro del 1853, al termine del “cammino al mare”.
  • Muxía: santuario sulla roccia e memoria della Prestige.
  • Cabo Ortegal: faro biancorosso su speroni neri.
  • Cabo de Peñas: punto più a nord delle Asturie, faro del 1852 e falesie profonde.
  • Torre de Hércules (A Coruña): il faro romano che ancora guida le navi, con promenade ventosa tutt’intorno.

Città e borghi: arte, architettura e tradizioni

Dal barocco al gotico , dalle firme di Gaudí ai capolavori contemporanei, il Nord mescola stili e periodi senza soluzione di continuità. Si dovrebbe prevedere tempo per visitare:

  • Santiago de Compostela: da visitare il perimetro della cattedrale tra Obradoiro, Platerías e Inmaculada.
  • Bilbao: con il Guggenheim, Zubizuri, una passeggiata sul Nervión e il panorama dal Puente de la Salve.
  • Oviedo: cattedrale con reliquie e diverse architetture preromaniche sul colle.
  • Comillas: qui si trova El Capricho di Gaudí e il Palacio de Sobrellano.
  • Burgos: con la cattedrale Unesco e Cartuja de Miraflores.
  • Valladolid: famosa per Plaza Mayor, l’università, e l’Iglesia de la Antigua.
  • Pamplona: da visitare tra Plaza del Castillo e l’Ayuntamiento e i “chilometri” dell’encierro.

Punto di partenza e ritmo di viaggio

Un punto comodo per iniziare il tour è spesso Madrid, che è ben collegata con il resto dell’itinerario. Da qui, il tracciato può essere chiuso ad anello verso la Castiglia del nord, per poi spingersi in Galizia, Asturie, Cantabria e Paesi Baschi, rientrando dall’interno tra Navarra, La Rioja e di nuovo Castiglia.

Con 2-3 settimane si alternano coste e montagne, arte e natura, lasciando spazio a deviazioni improvvise: è così che il Nord svela, una dopo l’altra, alcune delle spiagge più sorprendenti d’Europa e paesaggi indimenticabili.