Algeria, una terra straordinaria tra Mediterraneo e Sahara

Algeria, una terra straordinaria tra Mediterraneo e Sahara

Tra le sponde del Mediterraneo e gli orizzonti sconfinati del Sahara, l’Algeria custodisce alcuni dei deserti e delle testimonianze storiche più affascinanti del Nord Africa. È una terra profondamente legata alla storia di Ensy7, un luogo che chiamiamo “casa” e che continuiamo a esplorare con la stessa curiosità e passione di sempre. Per questo desideriamo accompagnarti alla sua scoperta con diverse proposte di viaggio in partenza dall’estate fino a dicembre.

Dalle regioni settentrionali, dove si incontrano le eredità delle grandi civiltà del Mediterraneo, ai siti archeologici di straordinaria bellezza come Djemila, Lambaesis e Timgad, fino al cuore più autentico del Sahara, l’Algeria attraversa millenni di storia e paesaggi di rara intensità. Qui si aprono gli spazi immensi del deserto: le montagne e gli altopiani del grande Sud, le dune scolpite dal vento, i wadi e i canyon, le sorprendenti formazioni rocciose e le antiche testimonianze di arte rupestre. Luoghi percorsi da secoli dai Tuareg, gli “Uomini Blu”, tra Tamanrasset, porta d’accesso al Sahara centrale, e Ghardaïa, cuore della straordinaria pentapoli mozabita.

Da Roma a Istanbul con La Dolce Vita Orient Express

Da Roma a Istanbul con La Dolce Vita Orient Express

A quasi un secolo e mezzo dalla prima volta dello storico treno che collegava la Ville Lumière al Bosforo, il mito rivive nell’inedita tratta dalla capitale di quattro imperi alla Città Eterna. Prima corsa il 22 ottobre. Tutti i suoi segreti.

Autunno a cinque stelle sui binari della Dolce Vita. Parte da Roma il prossimo 22 ottobre il treno storico e più affascinante del mondo con destinazione Istanbul restituendo al turismo d’alta gamma la reinterpretazione contemporanea dell’itinerario leggendario e più sognato della storia dei viaggi “in carrozza”. L’iniziativa, infatti, rende omaggio all’Orient Express originale che, nel 1883, raggiunse per la prima volta Costantinopoli, ridefinendo il concetto di viaggio di lusso. Un lusso per per pochi. Basti pensare che, sulla tratta Roma-Istanbul i prezzi partono da un minimo di 20mila euro a persona per la cabina deluxe da due persone (ma c’è anche la suite), mentre per chi sceglie la rotta dal Bosforo al Tevere possono “bastare” poco più di 16.500 euro.

La rinascita di un’icona del viaggio e del lusso

 

143 anni di distanza, quel mito rivive attraverso La Dolce Vita Orient Express, nella nuova tratta Roma-Istanbul (e viceversa) che vuole rappresentare, più che un itinerario, una destinazione nella destinazione. Non c’è alcun bisogno di correre, infatti, perché il viaggio è già la meta, fin dal check-in alla partenza con carta d’imbarco e steward a disposizione fino ai tour privati e guidati nei luoghi di sosta. Nel frattempo, a bordo, ecco una tavola vestita di lino, l’argento che cattura la luce, la cucina che racconta le terre appena attraversate tra odore di zafferano dai campi e di agrumi dalla costa, vini che non si versano per etichetta ma per memoria, i giochi da tavolo come un tempo (dal backgammon alla dama), la musica dal vivo.

 

Istanbul. © Ph Oliver Astrologo
Istanbul

 

L’Italia e l’Europa si rivelano lentamente, dal finestrino, e il treno diventa un belvedere itinerante privilegiato, dove non si è soltanto viaggiatori: da osservatori a sognatori meravigliosamente presenti. Da ospiti a custodi di qualcosa di raro.

Budapest e i Carpazi

Per una celebrazione della Bellezza in movimento in cinque giorni e quattro notti concepiti, dunque, come un percorso culturale, lento e immersivo tra paesaggi, storie e civiltà che per secoli hanno plasmato il dialogo tra l’Europa e l’Oriente. L’itinerario che collega l’Italia (Roma) alla Turchia (Istanbul) attraversa alcune delle regioni più incantevoli d’Europa. Dopo la prima tappa a Venezia – da sempre porta simbolica tra Oriente e Occidente – dove gli ospiti potranno scoprire palazzi, canali e tesori artistici della città, il treno riparte verso Budapest, capitale imperiale e centro culturale dell’Europa centrale nell’Ottocento, per poi attraversare i paesaggi dei Carpazi con soste a Brașov e Sinaia, tra borghi medievali e architetture storiche.

 

Lounge  © mr. tripper
Lounge 

 

L’ingresso in Turchia segna l’ultima parte del viaggio su binario, fino all’arrivo a Istanbul, città sospesa tra Europa e Asia per scoprirla o ri-scoprirla nel “Viaggio tra castelli e leggende” fra percorsi panoramici fino alla piazza degli Eroi, la visita al Castello di Buda, un tè turco con baklava, la visita guidata al maestoso castello di Bran, famosa dimora di Dracula, fino a Sinaia per entrare nel Castello di Peles.

Ieri e oggi

Se nel XIX secolo la ferrovia rappresentava un simbolo di progresso tecnologico e connessione geopolitica, nel 2026 la tratta Roma-Istanbul si configura come un invito a riscoprire il valore del tempo e del viaggio lento reinterpretato in chiave contemporanea attraverso l’eccellenza italiana.

Gli interni firmati Dimorestudio, ispirati all’eleganza degli anni Sessanta, e l’esperienza gastronomica dello chef tristellato Heinz Beck, confermano una scelta fondata su artigianalità, lusso e tradizione in ogni dettaglio. In tutti i sensi. È un omaggio allo stile di Giò PontiNanda VigoGae Aulenti Osvaldo Borsani attraverso i sontuosi arredi che celebrano il genio di questi maestri del design italiano del XX secolo. E alla nostra arte di vivere lungo un fil rouge internazionale e culturale che taglia l’Europa e dove il patrimonio storico incontra la modernità e lo spirito del miglior made in Italy.

 

La livrea del treno ©La Dolce Vita Orient Express 2025 - Photo Credits Mr.Tripper
La livrea del treno 

 

Il percorso inverso: altre tappe

E chi volesse osare il percorso inverso, trova lo stesso charme ma tappe diverse che valgono il bis: il viaggio ha inizio a Istanbul, alla stazione di Sirkeci, mentre il sole tramonta sul Bosforo. La Dolce Vita Orient Express inizia il suo viaggio verso Roma tra aperitivi, cene gourmet e note live. La mattina seguente il treno arriva a Plovdiv, in Bulgaria, dove una guida privata porta alla scoperta del centro storico. Nel pomeriggio si prosegue verso Sofia, seconda tappa del giorno, per un’immersione nella cultura e nella storia di questa città cangiante.

La piccola e la grande Vienna

La serata termina con buongusto a bordo fra piatti stellati e intrattenimento. Il mattino seguente si scende dal treno a TimisoaraRomania, “la piccola Vienna”, le piazze barocche, i viali alberati e gli edifici eleganti evocano un fascino cosmopolita tra caffè storici e teatri con una guida locale che accompagna e spiega l’arte e la cultura locale.

 

Budapest  © La Dolce Vita Orient Express 2026. Ph Oliver Astrologo
Budapest 

 

Immancabile laguna

Al tramonto si torna a bordo, aperitivo con musica nella carrozza bar e cena gourmet mentre il treno riparte lentamente verso Vienna. Con la sua architettura imperiale, i viali maestosi e la musica classica, la capitale dell’Austria, conquista chiunque fra palazzi barocchi, art nouveau e assaggi di torta Sacher. Immancabile. Il quinto e ultimo giorno si apre con la magia dei canali veneziani dopo un cappuccino e croissant che si fanno ricordare.

 

Un trasferimento privato in water taxi porta a San Marco per passeggiare tra calli, ponti e palazzi antichi, o scegliere esperienze à la carte esclusive. Tornati a bordo si viaggia verso la Città Eterna in una giornata in treno scandita da un pranzo gourmet, un aperitivo italiano e una cena firmata ancora Heinz Beck. Ultima fermata Roma Ostiense dove la Grande Bellezza non farà rimpiangere di essere scesi da quel treno chiamato desiderio.

 

Suite © La Dolce Vita Orient Express 2025. Photo Credits Mr.Tripper
Suite 
Cosa fare a Ginevra in primavera: le migliori 6 esperienze tra cioccolato, orologi e cultura

Cosa fare a Ginevra in primavera: le migliori 6 esperienze tra cioccolato, orologi e cultura

Dal chocotour tra le cioccolaterie gourmet della città all’esperienza di diventare orologiai per un giorno, dallo shopping bohémien a Carouge fino alle nuove esperienze immersive nella sede delle Nazioni Unite.

I miei giorni più felici appartengono a questa città”, affermava Voltaire, e l’autore argentino Jorge Luis Borges, più di un secolo dopo, gli faceva eco scrivendo che “di tutte le città del mondo, Ginevra mi sembra quella che più può condurre alla felicità”. Cosmopolita e icona dei luxury district dello shopping di alta gamma, ma anche sorprendente negli angoli più intimi e silenziosi del centro storico, che rievocano l’atmosfera di un borgo più che di una città, Ginevra condensa la sua doppia anima nel claim “So Swiss. So Not”. Raggiungibile con voli diretti dai maggiori aeroporti italiani, in una decina di minuti in treno dall’aeroporto si arriva alla stazione centrale. Muoversi a Ginevra, sia con i mezzi pubblici elettrici sia a piedi, è davvero facile. Nello scenario mozzafiato delle Alpi dalle cime ancora innevate, del fiume Rodano e del Lago Lemano, l’itinerario che vi proponiamo per un weekend nella città svizzera va oltre l’immagine di destinazione sinonimo di affari, diplomazia e alta orologeria, per scoprire le esperienze più particolari e curiose da fare in questa che è classificata tra le 10 città più piacevoli al mondo. La sostenibilità è una mission importante qui, come nel resto della Svizzera: con il 20 per cento del territorio coperto da spazi verdi e oltre 50 parchi fra il centro e i dintorni, la natura è una presenza costante nella vita urbana. Il lago è anche una risorsa energetica, con soluzioni innovative come GeniLac (che permette di riscaldare e climatizzare gli edifici in modo sostenibile).

Monumento Brunswick

La Top Six delle esperienze da non perdere in un weekend

Ginevra è una meta internazionale. Qui si trovano la sede europea dell’ONU e la sede del CERN. La città si estende sul Lac Léman, dominato dal suggestivo Jet d’Eau, spettacolare fontana d’acqua (simbolo della città) che sfreccia a 140 metri nel cielo, nata in origine come valvola dell’impianto idraulico che distribuiva la forza motrice del Rodano agli orologiai del luogo. Il bello del trascorrere qualche giorno da turisti in questo angolo di Svizzera è immergersi in un caleidoscopio di esperienze insolite e golose, dove non solo gli orologi ma anche i cioccolatini, in tutte le loro declinazioni, sono i grandi protagonisti. Per vivere la città al meglio il consiglio è di munirsi del Geneva City Pass, che permette uno sconto su molte attività per 24, 48 o 72 ore. Il pass include i trasporti urbani. Soggiornando negli hotel della città avrete comunque inclusa, gratuitamente, la Geneva Transport Card, che permette di usare gratis tutti i mezzi pubblici per tutta la durata del soggiorno. Per informazioni potete consultare i siti web: www.myswitzerland.com  e  www.geneve.com. Ecco le 6 esperienze da annotare nel vostro taccuino di viaggio.

Jet d’Eau
Degustazione di cioccolato a Ginevra

Chocotour: esplorare la città degustando il cioccolato

Il modo più goloso di scoprire la città è di percorrerla a piedi, di cioccolateria in cioccolateria. L’idea più “smart” per fare scorta di cioccolato d’autore, o regalare dolci souvenir di viaggio, è quella del Chocopass (acquistabile online sul sito ufficiale della città o direttamente all’Ufficio turistico, in Place de Cornavin 7) che, nella formula “Discovery” (valida un anno dalla data di acquisto e 24 ore dal primo utilizzo) o “Unlimited (valida un anno dalla data di acquisto e 48 ore dal primo utilizzo) vi permetterà di degustare il meglio della tradizione del cioccolato svizzero artigianale nelle più prestigiose cioccolaterie della città. Un itinerario suggerito è quello che parte da Du Rhone Chocolatier, per toccare poi La Bonbonnière, Sweetzerland, Zeller, Favarger, Canonica, Guillaume Bichet e concludere in bellezza con Maison Martel e Renou Genève. Assaggerete piccole opere d’arte gourmet, come i cioccolatini al caramello di limone verde, o quelli farciti con la ganache allo yuzu (agrume giapponese dalle tante proprietà benefiche), fino a quelli al basilico e limone o al maracuja, solo per citare alcuni fra i gusti più curiosi. Non perdete, naturalmente il “Pavé de Genève”, tipico cioccolatino ginevrino cubico (che rievoca i ciottoli della Città Vecchia) ricoperto di cacao in polvere, che si scioglie in bocca, con una consistenza simile al gelato.

Cioccolatini artigianali ginevrini
Workshop di orologeria

Orologiai per un giorno: fare un workshop di Watchmaking

Ginevra è la capitale internazionale dell’orologeria di lusso. In nessun’altra destinazione si possono apprendere meglio i segreti dell’antica e precisissima arte orologiera. Nell’officina di orologi Initium potete partecipare a diversi tipi di laboratori di introduzione ai segreti dei maestri orologiai, dove apprendere le varie fasi della produzione degli orologi da polso e sperimentare, in prima persona, le delicate fasi di assemblaggio dei meccanismi complessi e meravigliosi che li compongono. Nei workshop sono spiegati e illustrati anche i processi più delicati, come l’incisione e la bisellatura. Affiancati dagli esperti, adulti e bambini dai 7 anni in su, armati di cacciavite, pinzetta e tanta delicatezza, possono provare a comporre da soli il proprio orologio, ricevendo un attestato finale di partecipazione. Per info: www.initium.swiss.

Un momento del laboratorio da Initium
Esperienza immersiva al Portail des Nations

People have the power: entrare nella sede europea delle Nazioni Unite e fare l’esperienza immersiva al Portail des Nations

L’evento più atteso per la primavera ginevrina è l’apertura ufficiale, l’8 giugno (con biglietti disponibili dal 12 giugno in poi), del Portail des Nations, il nuovo centro visitatori situato all’ingresso del Palazzo delle Nazioni Unite.

Concepito come uno spazio immersivo e interattivo che offrirà un modo completamente nuovo di avvicinarsi alla Ginevra internazionale, attraverso installazioni multimediali, esposizioni e visite guidate, il Portail avrà un grande impatto didattico, specialmente sulle generazioni più giovani, e qua si potrà vivere la simulazione delle votazioni che avvengono all’ONU, su grandi temi che riguardano lo sviluppo sostenibile del pianeta e la cooperazione fra i popoli. I visitatori potranno esplorare le grandi sfide globali, dalla diplomazia all’azione umanitaria, in modo accessibile e coinvolgente. Per info: www.portaildesnations.ch. Con l’occasione potreste anche unirvi ad una delle visite guidate all’interno del Palazzo delle Nazioni Unite (info su www.ungeneva.org), e fare uno scatto fotografico ricordo di fronte all’iconico viale con le bandiere internazionali, che culmina con la veduta dell’installazione di arte contemporanea “Broken Chair” (la sedia rotta): si tratta di una monumentale scultura in legno alta 12 metri, creata nel 1997 dallo scultore svizzero Daniel Berset e situata nella Place des Nations. L’opera è stata commissionata dall’organizzazione Handicap International per chiedere ai governi di bandire le mine antiuomo. La gamba mozzata della gigantesca sedia rappresenta l’amputazione degli arti subita dalle vittime civili di guerra.

 

Veduta della Broken Chair dal Palazzo delle Nazioni Unite
Selfie con Frankenstein

Selfie da brivido con Frankenstein, o bucolico con l’Orologio Fiorito

In Plaine de Plainpalais troverete un’inquietante scultura di bronzo, rappresentante Frankenstein. E’ questo uno dei punti della città in cui i turisti amano scattarsi selfie da brivido. Il motivo del soggetto dell’installazione en plein air è presto spiegato. Nel lontano 1816 Mary Shelley, con alcuni amici, decise di trascorrere qualche giorno in una villa sulle alture di Ginevra: il tempo era così piovoso e uggioso che, chiusa in casa, in soli 3 giorni l’autrice britannica scrisse quello che sarebbe diventato uno dei romanzi più amati del filone gotico, horror e fantasy, ovvero “Frankestein o il moderno Prometeo”. Un altro punto iconico per il selfie o la foto ricordo è il gigantesco Orologio Fiorito, che si trova al bordo del Giardino Inglese e, dal 1955, segna lo scorrerere di minuti e secondi in un tripudio di 2000 fiori. La lancetta dei secondi, di 2 metri e mezzo, è la più lunga al mondo.

L’Orologio Fiorito
Museo Patek Philippe

Sognare attraverso gli orologi che conquistarono i reali di tutta Europa: una visita al Museo Patek Philippe

L’orologio da tasca e il pendente con spilla della Regina Vittoria, ma anche gli orologi ideati per i reali di Casa Savoia, e le creazioni da favola dell’orologeria di lusso dal XVI secolo agli anni Duemila. Il Museo Patek Philippe è il più completo e affascinante al mondo se amate scoprire l’universo dei “segnatempo” in tutte le loro sfaccettature. The Antique Collection, al secondo piano, è senza dubbio quella che più vi stupirà. Qui scoprirete sfarzosi e minuziosi antesignani dei moderni orologi da polso, ovvero orologi da tasca, pendenti, ma anche incastonati in ventagli di piume della Belle Époque, o in forme fantasiose, come piccoli liuti, farfalle, ciliegie, uccellini: veri capolavori di gioielleria, oltre che di alta orologeria. Per info: www.patek.com.

Tesori del Museo Patek Philippe
Scorcio di Carouge

Vintage, che passione: scoprire l’atmosfera bohémienne di Carouge

Se volete trascorrere qualche ora all’insegna dello “slow tourism” e della passeggiata rilassante fra casette colorate e negozietti vintage, di artigianato e sartoria, mettete in programma una mattinata o un pomeriggio a Carouge, comune ginevrino dallo stile “bobò” (bourgeois bohémien). Caratterizzato dalla Place du Marché (dove il mercoledi e il sabato si svolge un mercato con oltre 300 anni di tradizione), Carouge è un insieme di rilassanti caffè, deliziose boutique e botteghe artigiane dove si possono scovare dalle bambole antiche ai vestiti vintage, fino alla cartoleria d’antan e creativa. Raggiungibile in un quarto d’ora con i mezzi dal centro della città, Carouge vi ricorderà un paese della Sardegna. Il motivo? Le sue origini sono sarde: nel XVIII secolo apparteneva al Regno di Sardegna. Il re Vittorio Amedeo III volle progettare una città reale per fare concorrenza commerciale alla vicina e protestante Ginevra, stabilendovi un insediamento cattolico. Ecco perché, ancora oggi, qualche negozio vende le tradizionali borse di stoffa ricamate a mano, tipiche dell’Isola mediterranea.

Negozio vintage a Carouge

 

Monument Valley: Cosa vedere. Guida alla visita

Monument Valley: Cosa vedere. Guida alla visita

Quando si pensa all’America vengono subito in mente le grandi città, gli infiniti on the road, le auto americane, le spiagge paradisiache, ma anche i suoi grandi parchi naturali, il Far West, i cowboy e i nativi. Ed è proprio in questo angolo che si nasconde uno dei luoghi più belli, e al tempo stesso più famosi, degli Stati Uniti: la splendida Monument Valley. Un’area desertica color rosso fuoco, punteggiata da formazioni rocciose di ogni forma e dimensione che creano un paesaggio marziano.

La Monument Valley è situata in una posizione isolata, lontano da tutto, totalmente immersa nella natura più aspra ed incontaminata. Un luogo che bisogna voler visitare, desiderare, raggiungere ed esplorare in ogni suo angolo più remoto. Un luogo che va vissuto sulla pelle, dove fermarsi a contemplare la meraviglia che la natura è stata in grado di creare, in totale silenzio e rispetto di un luogo sacro per i Navajo.

In questo articolo trovate tutte le informazioni per organizzare la visita alla Monument Valley in autonomia e quali escursioni organizzate prenotare per visitare i luoghi meno turistici. Trovate inoltre informazioni su quando visitarla, cosa vedere, come arrivare e dove dormire per vivere un’esperienza a 360°.

Visitare la Monument Valley: Tutto quello che devi sapere

Vista panoramica sulla Monument Valley
Vista panoramica sulla Monument Valley

Un po’ di storia!

La Monument Valley, Tsé Biiʼ Ndzisgaii (Valle delle Rocce) in lingua Navajo, insieme ad altri splendidi parchi del Sud-Ovest fa parte del Colorado Plateau, un immenso altopiano semi-desertico che si divide tra Utah, Colorado, Arizona e New Mexico. Questo paesaggio mozzafiato si è lentamente formato nel corso di centinaia di milioni di anni durante i quali si sono depositati strati di sedimenti erosi dalle Montagne Rocciose, successivamente scavati e modellati dalle incessanti forze erosive del vento e dell’acqua.

Questo lento lavoro di erosione portò alla creazione delle formazioni rocciose che tuttora possiamo ammirare con i nostri occhi. Queste, a seconda della loro forma, si distinguono in Mesa, una grossa formazione rocciosa larga e piatta, e in Butte, formazioni rocciose più piccole ed isolate che si sviluppano in altezza e che un tempo facevano parte di una mesa.

I primi abitanti documentati della Monument Valley furono gli Ancestral Puebloan, o Anasazi, che vi vissero fino a circa il 1300 d.C.. Dopo di loro arrivarono i Navajo che, per centinaia di anni, vissero nella valle allevando pecore ed altri animali. Nel 1868, un trattato stipulato tra il Governo degli Stati Uniti e i Nativi Navajo mise fine al confinamento di Bosque Redondo e creò la Navajo Nation, una vasta riserva compresa tra Arizona, Utah e New Mexico. Da allora, la Monument Valley e l’intera riserva sono sotto la giurisdizione dei nativi Navajo.

Vista panoramica sulla Monument Valley
Vista panoramica sulla Monument Valley

Quando visitare la Monument Valley

La Monument Valley è un posto talmente meraviglioso che può essere visitato durante tutto l’anno. Tenete presente però che le stagioni intermedie, ovvero la primavera e l’autunno, sono considerate le migliori per visitarla.

La primavera (Aprile-Maggio) è un bellissimo periodo per visitare la Monument Valley. Le temperature medie si aggirano intorno ai 18°C, c’è molta meno gente rispetto all’estate e i prezzi degli alloggi sono leggermente più economici. L’unica pecca sono le raffiche di vento periodiche che potrebbero creare disagi. L’autunno (Settembre-Ottobre) è ancora meglio. Le temperature medie si aggirano intorno ai 20-21°C, i turisti estivi si diradano e il tempo solitamente è sempre bello. Se potete, scegliete Settembre per visitare la valle in quanto resta aperta più a lungo.

Vista sulla Monument Valley
Vista sulla Monument Valley

L’estate (Giugno-Agosto) è considerata alta stagione ed è il periodo più affollato dell’anno. Visitare la Monument Valley con orde di gente in ogni lato fa perdere un po’ la sua magia e la pace e tranquillità che la caratterizzano. Le temperature medie si aggirano intorno ai 30-35°C, tutto sommato accettabili, ma nei pomeriggi estivi possono verificarsi occasionali temporali. Questi possono causare i cosiddetti flash flood che sono molto pericolosi se ci si trova nella valle, soprattutto con veicoli inadatti.

L’inverno (Novembre-Marzo) è considerato bassa stagione ed è il periodo meno affollato dell’anno. Questo significa che avrete la valle tutta per voi e che i prezzi degli alloggi sono decisamente più economici. Le temperature medie si aggirano intorno ai -1/+4°C, ma possono verificarsi leggere nevicate.

Monument Valley: Vista dal John Ford's Point
Monument Valley: Vista dal John Ford’s Point

Cosa vedere alla Monument Valley

Visitare la Monument Valley è semplicissimo e, una volta arrivati nella riserva, potete scegliere se visitarla in autonomia, a piedi o in auto, oppure se prendere parte ad una delle tante escursioni organizzate dai Navajo. Queste ultime permettono di visitare zone bellissime della Monument Valley che non è possibile visitare in autonomia. Se viaggiate in alta stagione, vi consigliamo di prenotare online con largo anticipo in quanto la disponibilità termina in fretta. Tra le tante, vi consigliamo le seguenti:

  • Tour Panoramico della Monument Valley (da € 67,00): vi consigliamo di fare il tour di 3 ore e mezza e di esplorare anche gli angoli meno visitati della valle.
  • Monument Valley all’alba o al tramonto (€ 76,00): se desiderate vedere la valle colorarsi di rosso fuoco.
  • Osservazione astronomica della Monument Valley (€ 88,00): se, come noi, siete amanti del cielo stellato allora non potete non fare anche questa escursione.

Il punto di partenza, sia che la visitiate in autonomia sia che la visitiate con un’escursione, è il parcheggio del The View. Si tratta di un hotel gestito dai Navajo, al cui interno ospita anche un ristorante, un negozio di souvenir e un piccolo museo.

Monument Valley: Fenomeno dell'Ombra del Guanto
Monument Valley: Fenomeno dell’Ombra del Guanto

Da qui parte la Valley Drive, o Scenic Drive, una strada panoramica lungo la quale si trovano la maggior parte dei punti di interesse della Monument Valley. Questa strada ad anello è lunga circa 27 chilometri e richiede almeno 2-3 ore per essere completata senza correre. La velocità massima da mantenere è di 15 mph (circa 25 km/h).

La strada è completamente sterrata, con tratti molto dissestati, e per percorrerla serve un’auto abbastanza alta da terra o un 4×4, seppur non è obbligatorio. Durante le nostre visite abbiamo visto diverse auto normali rimaste bloccate in fossi o buche in quanto troppo basse e non adatte per questa strada. I camper e le moto non sono ammessi su questa strada. Fate attenzione a percorrerla dopo una giornata di pioggia perché la strada diventa fangosa e scivolosa. Tenete presente che nessuna compagnia di noleggio auto assicura eventuali danni avvenuti all’interno del parco.

Di seguito vi lasciamo una mappa per potervi fare un’idea del percorso seguito dalla Valley Drive. Una mappa cartacea simile vi verrà comunque fornita anche all’ingresso del parco.

Monument Valley: Mappa della Scenic Drive
Monument Valley: Mappa della Scenic Drive

I punti panoramici che troverete lungo la Valley Drive sono:

☀︎ Mittens e Merrick Butte: East e West Mittens sembrano due mani che si ergono dal terreno quasi come a voler toccare il cielo. Alla fine di Marzo e a metà Settembre circa, durante il tramonto si verifica l’Ombra del Guanto, quando la West Mitten proietta la sua ombra sulla East Mitten. Merrick Butte prende il suo nome dal cercatore d’argento Jack Merrick ucciso nel 1880 mentre cercava l’argento nella valle.

☀︎ Elephant Butte: una formazione rocciosa alta 1.823 metri, la cui creazione è avvenuta tra il Permiano e il Triassico Inferiore. Prende il suo nome dal fatto che ricorda un gigantesco elefante rivolto ad Ovest, che veglia sopra al deserto. Il tempo e l’erosione hanno reso più difficile riconoscerlo, ma con un po’ di fantasia ci riuscirete.

☀︎ Tre Sorelle: tre guglie di roccia alte e strette, vicine tra loro, che si stagliano verso il cielo. Ai loro piedi, come a ricordare il passaggio del tempo, è possibile vedere tutti i frammenti della roccia erosa per formare questo luogo unico.

Monument Valley: Vista sulle Three Sisters
Monument Valley: Vista sulle Three Sisters

☀︎ John Ford’s Point: uno dei punti panoramici più famosi della Monument Valley. Prende il nome dal regista regista hollywoodiano John Ford, che ha utilizzato questa valle come location per molti dei suoi film. Tra questi ci sono Ombre Rosse (1939), Sfida Infernale (1946), Il massacro di Fort Apache (1948), I Cavalieri del Nord Ovest (1949) e Sentieri Selvaggi (1956). Per chi desidera, c’è la possibilità di salire in sella ad un cavallo, a pagamento (US$ 10,00), e scattare la classica foto ricordo. Non perdetevi infine il fried bred preparato dai Navajo nel piccolo chiosco, ovvero pane fritto ricoperto di zucchero o miele.

Monument Valley: Vista dal John Ford's Point
Monument Valley: Vista dal John Ford’s Point

☀︎ Camel Butte: un’altra splendida formazione rocciosa alta 1.782 metri, la cui creazione è avvenuta nel Permiano. Come è facile intuire, il suo nome deriva dalla somiglianza ad un cammello sdraiato che veglia sulla valle.

☀︎ The Hub Overlook: un bel punto panoramico sulla sezione sud-occidentale del parco, vicino alla Rain God Mesa. Qui si apre un panorama mozzafiato che spazia dalla Thunderbird Mesa alle Bird Springs e oltre. L’attenzione è catturata però dalla Wagon Wheel Butte, una formazione rocciosa alta circa 500 metri che si erge sopra il deserto e gli arbusti. Prende il nome dal fatto che ricorda la ruota di un carro del Far West.

☀︎ Totem Pole e Yei Bi Chei: uno splendido punto panoramico che si affaccia su diversi imponenti pilastri. Si dice che Yei Bi Chei assomigli a danzatori Navajo mascherati, mentre Totem Pole è una delle guglie indipendenti più alte del Mondo.

Monument Valley: Vista sul Totem Pole
Monument Valley: Vista sul Totem Pole

☀︎ Sand Spring: un’area in cui è possibile ammirare le splendide tonalità rosso-arancioni della sabbia del deserto. Da questo punto panoramico, il Totem Pole può essere visto da un’angolazione diversa.

☀︎ Artist’s Point: noto anche come Navajo Code Talkers Outpost, è un punto panoramico sui Mittens, sui Butte e su tutte le altre splendide formazioni rocciose della parte settentrionale del parco.

☀︎ The Thumb & North Window Overlook: potete parcheggiare l’auto accanto al The Thumb, una grande guglia a forma di pollice. Se il sentiero non è chiuso, potete fare una breve passeggiata fino al North Window Overlook da dove si apre una bella vista sui Mittens e Merrick Butte.

Se avete ancora tempo a disposizione, vi consigliamo di percorrere il Wildcat Trail, l’unico sentiero percorribile in autonomia all’interno del parco. È un sentiero di 5,4 chilometri che parte dal The View e si snoda ad anello attorno al West Mitten. Percorrere questo sentiero vi permetterà di ammirare le butte da un altro punto di vista, osservandole più da vicino. Il sentiero è molto semplice, attraversa zone sabbiose e arbusti, e vi terrà impegnati circa 2 ore. Il sentiero è aperto dalle 7.00 alle 19.00 in estate (ultimo ingresso alle 17.00) e dalle 8.00 alle 17.00 in inverno (ultimo ingresso alle 15.00).

Vista panoramica sulla Monument Valley
Vista panoramica sulla Monument Valley

Forrest Gump Point: la foto iconica della Monument Valley

Avete presente quella foto iconica della Monument Valley che si vede praticamente ovunque? È scattata da questo punto panoramico. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando della foto che ritrae la Scenic ByWay I-163 che corre dritta verso la Monument Valley, resa celebre dal film Forrest Gump.

In realtà si tratta solo di un effetto ottico, in quanto sulle alture la strada curva diverse volte prima di ricongiungersi con la Indian Route 42. Il punto esatto in cui scattare questa foto si trova tra il Forrest Gump Point  e il rettilineo che parte dalla discesa nei pressi del punto panoramico. In questo tratto, ogni posto è ottimo per fermarsi a scattare una foto. Fate attenzione però a fermarvi nelle apposite aree di sosta e verificate sempre che non stiano arrivando auto in entrambi i sensi di marcia.

Monument Valley: Vista panoramica dal Forrest Gump Point
Monument Valley: Vista panoramica dal Forrest Gump Point

Goulding’s Trading Post Museum

Se siete amanti dei più famosi film western girati in questa zona e di conoscere qualcosa in più su John Ford e John Wayne, vi consigliamo di visitare il piccolo Goulding’s Trading Post Museum. Si tratta di un piccolo museo allestito nel vecchio edificio in cui vissero i coniugi Goulding, coloro che con le loro fotografie convinsero Ford a girare qui i suoi film.

Al suo interno ci sono diverse sale in cui sono esposti vecchi cimeli dell’epoca, oggetti personali dei Goulding, vecchie fotografie e pellicole dei film girati in questa zona. La visita è molto breve, dura circa 15-20 minuti, ma ne vale la pena fermarsi.

Il museo è aperto indicativamente tutti i giorni dalle 7.00 alle 20.00 ed il costo d’ingresso è di US$ 5,00 a persona.

Orari di apertura e costi

Gli orari di ingresso alla Monument Valley variano a seconda della stagione in cui la si visita, come segue:

  • Estate (1 Aprile – 30 Settembre): la Scenic Drive è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.00, con l’ultimo ingresso alle 16.30. I tour sono operativi alle 8.00 alle 17.00.
  • Inverno (1 Ottobre – 31 Marzo): la Scenic Drive è aperta tutti i giorni dalle 8.00 alle 17.00, con l’ultimo ingresso alle 14.30. I tour sono operativi alle 8.00 alle 17.00.

La Monument Valley è chiusa il giorno del Ringraziamento, il giorno di Natale e il giorno di Capodanno.

L’ingresso alla Monument Valley non è incluso nell’America The Beautiful Pass o nello US Park Pass. Il costo del biglietto d’ingresso è di US$ 8,00 a persona al giorno e potete farlo direttamente all’ingresso del parco oppure potete acquistarlo online in anticipo.

Tenete presente che l’Arizona non segue l’ora legale (Daylight Saving Time) ma la Navajo Nation, alla quale appartiene la Monument Valley, invece la osserva. Ciò significa che dalla seconda domenica di Marzo alla prima domenica di Novembre, cambia l’ora e sarà la stessa dello Utah (+1 rispetto all’Arizona).

Monument Valley: Vista sul Totem Pole
Monument Valley: Vista sul Totem Pole

Come arrivare alla Monument Valley

La Monument Valley è situata lontano da tutto, totalmente immersa nella natura. Basta pensare che gli aeroporti più vicini sono quelli di Phoenix, Albuquerque, Las Vegas e Salt Lake City, tutti tra 515 e 645 chilometri di distanza. Inutile dire che il modo migliore per raggiungere la Monument Valley è con un’auto a noleggio, come parte di un on the road nei Parchi dell’Ovest.

Per noleggiare l’auto noi usiamo sempre DiscoverCars, il quale paragona diverse compagnie di noleggio auto e vi proporrà le soluzioni più vantaggiose. Per gli Stati Uniti abbiamo trovato delle ottime offerte con Sixt e Budget, ampiamente diffusi su tutto il territorio, includendo anche l’assicurazione totale fondamentale per non avere pensieri.

La Monument Valley è attraversata dalla Highway 163 da Nord a Sud ed è possibile raggiungerla da entrambe le direzioni. I luoghi più comodi da cui partire per visitare la Monument Valley sono il Grand  Canyon, che dista circa 280 chilometri (3 ore), Page, che dista circa 195 chilometri (2 ore), e Moab, che dista circa 240 chilometri (2 ore e mezza). Noi durante i nostri viaggi siamo partiti sia dal Grand Canyon di mattina prestissimo, arrivando poi a Page la sera tardi, sia partendo da Moab e dormendo direttamente nella Monument Valley, consigliatissimo.

Vista panoramica sulla Monument Valley
Vista panoramica sulla Monument Valley

Dove dormire alla Monument Valley

Noi vi consigliamo di passare almeno una notte nella Monument Valley, per avere la possibilità di ammirare la valle abbracciata dai colori sia del tramonto che dell’alba. L’hotel migliore per poterlo fare è il The View Hotel, interamente gestito dai Navajo e l’unico ad avare le camere praticamente di fronte ai Mittens e Merrick Butte. Per un’esperienza ancora più bella, vi consigliamo di prenotare le Cabins del The View e di scegliere quelle fronte valle. Tenete presente che per trovare posto qui dovete muovervi con molti mesi di anticipo.

In alternativa, potete optare per il Goulding’s Lodge, anch’esso con una splendida vista sulla Monument Valley, seppur più da lontano. Offre camere spaziose, climatizzate e con bagno privato, una piscina coperta, un ristorante e persino un bancomat per prelevare. Alcune camere prevedono anche un piccolo angolo cottura se preferite cucinare in autonomia.

Vista panoramica sulla Monument Valley
Vista panoramica sulla Monument Valley
Crociere a Tahiti in Polinesia Francese

Crociere a Tahiti in Polinesia Francese

Imbarcate su una nave da crociera e navigate da un’isola all’altra nelle calde acque blu della Polinesia Francese. Visitate alcune affascinanti e meno frequentate tappe, oltre a molte delle isole più famose, come Bora Bora e Moorea. Ogni mattina vi sveglierete in un diverso paradiso isola, e ogni giorno sarà un’altra esperienza indimenticabile.

Una crociera tra le isole è un modo meraviglioso per esplorare le Isole di Tahiti. Navigate nelle acque turchesi delle lagune, prima di sbarcare per scoprire le meraviglie archeologiche e geografiche e godervi le diverse escursioni e attività nautiche proposte dalla popolazione locale. Poi, con il calare della notte, sollevate l’ancora e prendete il mare per il prossimo paradiso. Le compagnie di crociera a Tahiti offrono una varietà di itinerari, tutti in partenza da Papeete. L’Aranui e la Paul Gauguin sono due splendide navi da crociera che operano nelle acque della Polinesia Francese. L’Aranui è un traghetto cargo che serve le mistiche Isole Marchesi, portando passeggeri e merci nella “Terra degli Uomini”. Offre un’esperienza unica  della vita su queste remote isole. La Paul Gauguin offre una crociera  di lusso di sette notti nelle Isole della Società e una crociera di quattordici notti che include anche le Isole Marchesi e le Isole Tuamotu.

Crociere uniche e autentiche

Imbarcarsi sull’Aranui è l’inizio di un’avventura che vi porterà lontano dai percorsi più battuti. Questo traghetto cargo fa scalo in alcune delle isole più remote della “Terra degli Uomini”, come sono conosciute le Isole Marchesi. La nave è una linea fondamentale che collega gli abitanti delle isole al mondo esterno, consegnando ogni tipo di merce. L’atmosfera a bordo è calorosa e amichevole, con un equipaggio per lo più marchesano. Il panorama dal ponte superiore è semplicemente magnifico, soprattutto quando si scorgono per la prima volta le Isole Marchesi.

La Paul Gauguin è una nave da crociera che appartiene alla compagnia di crociera Ponant. La nave è stata appositamente progettata per navigare nelle acque della Polinesia Francese e il suo pescaggio ridotto le permette di accedere alle lagune delle Isole di Tahiti che sono inaccessibili per la maggior parte delle navi da crociera più grandi. L’arredamento interno veramente lussuoso è abbinato al servizio di prima classe fornito principalmente dall’equipaggio polinesiano. La Paul Gauguin dispone di 165 cabine, tra cui un certo numero di sontuose suite e suite di lusso. L’Aranui ha 103 cabine. Ci sono diverse altre compagnie di crociera che hanno recentemente aggiunto le Isole di Tahiti ai loro programmi, in particolare la Windstar, Oceania Cruises e Variety Cruises. Tutte queste navi da crociera partono da Papeete.

Una vacanza in mare nella Polinesia Francese

Navigare attraverso le acque della Polinesia Francese su una nave da crociera, una barca a vela o un catamarano è un modo autentico per scoprire le Isole di Tahiti . È esattamente come i primi Polinesiani le esploravano, navigando da un’isola all’altra, circa duemila anni fa.

Se non siete in vacanza in crociera, ci sono molte altre modalita’ per godere delle bellissime lagune delle Isole di Tahiti. Potete fare un’escursione in barca e visitare alcuni dei motu; fare una gita in barca su una tradizionale canoa a bilancere; noleggiare un piccolo catamarano o una barca a vela; attraversare la laguna su un kayak o una tavola da paddle. E, naturalmente, potete sempre godervi il nuoto e lo snorkelling nelle bellissime acque calde e turchesi.

Navigare tra le lagune turchesi della Polinesia francese significa entrare in contatto con uno dei paesaggi più incontaminati del Pacifico. E se c’è una modalità di viaggio che permette di esplorare l’arcipelago a ritmo lento, godendosi fino in fondo le emozioni che regala, certamente è una crociera tra le Isole di Tahiti  seguendo le rotte degli antichi navigatori polinesiani.

Dal ponte di una nave lo sguardo può abbracciare motu (isolotti corallini tipici della zona), baie vulcaniche e piccoli villaggi affacciati sull’acqua: un punto d’osservazione privilegiato che consente di scoprire sia le mete più celebri – come Bora Bora, Moorea e Thaiti – sia arcipelaghi più remoti come le Tuamotu, le Marchesi a nord e le Australi a sud.

Secondo i dati diffusi da Thaiti Tourisme, il turismo crocieristico continua a rappresentare un segmento stabile per la destinazione. Nel 2025 sono stati registrati 53.941 passeggeri, in linea con l’anno precedente (in crescita anche il mercato italiano con un +22% rispetto al 2024).

Una delle caratteristiche distintive delle crociere nella regione è la dimensione contenuta delle navi. Oltre l’80% delle imbarcazioni trasporta meno di 600 passeggeri, favorendo un modello di navigazione più sostenibile e meno invasivo per gli ecosistemi locali. Non a caso, di 118 isole della Polinesia francese, solo tre possono accogliere navi con oltre 3.600 passeggeri.

Ponant e la nave Paul Gauguin

Tra le compagnie più rappresentative della destinazione c’è Ponant, che opera con la Paul Gaugin, progettata appositamente per le acque polinesiane: la nave, rinnovata lo scorso aprile, può ospitare 330 passeggeri in 165 cabine e offre un’atmosfera intima con un servizio personalizzato. Grazie al pescaggio ridotto riesce ad avvicinarsi alle lagune più basse e alle isole meno accessibili, proponendo itinerari che toccano le Isole della Società, le Tuamotu e le Marchesi. A bordo l’esperienza combina eleganza francese e gastronomia ispirata alla tradizione culinaria transalpina e attività legate alla cultura locale, dalle immersioni guidate ai programmi culturali.

Aranui Cruises: mai navigato su un cargo?

Un caso quasi unico nel panorama mondiale è quello di Aranui Cruises, che propone una formula ibrida tra crociera e nave cargo. La Aranui 5, da circa 230 passeggeri e 103 cabine, collega Tahiti alle Marchesi con itinerari di circa dodici giorni. Oltre ai turisti trasporta anche merci destinate alle comunità più isolate dell’arcipelago, svolgendo un ruolo logistico essenziale. Molti membri dell’equipaggio provengono dalle stesse isole visitate, contribuendo a creare un’esperienza profondamente legata alla cultura locale.

A partire dal 2027 la compagnia introdurrà una nuova nave, Aranoa, destinata a esplorare l’arcipelago delle Australi. Con 198 passeggeri e 91 cabine, la nave offrirà itinerari di circa tredici giorni verso isole ancora poco visitate come Rurutu, Raivavae, Rimatara e Tubuai.

Windstar Cruises: fascino e comodità di uno yacht

Un’altra proposta è quella di Windstar Cruises che, da oltre trent’anni opera nella regione con la Star Breeze, nave all-suite da 312 ospiti. La compagnia punta su uno stile di navigazione ispirato agli yacth di lusso, con itinerari che spaziano dalle classiche crociere di una settimana tra Bora Bora, Moorea e Raiatea a viaggi più lunghi verso le Tuamotu e le Marchesi. La nave dispone anche di una piattaforma marina che consente di praticare kayak, paddleboard e snorkeling direttamente dal ponte.

Il modello boutique di Variety Cruises

Per chi cerca un’esperienza ancora più raccolta, Variety Cruises propone crociere di esplorazione su piccola scala. La nave Panorama II ospita fino a 49 passeggeri e privilegia itinerari di island hopping con soste prolungate sulle isole. L’atmosfera a bordo è informale e orientata alla condivisione, con programmi di escursioni guidate e attività pensare per favorire il contatto diretto con le comunità locali. Gli itinerari variano da 6 a 11 notti, combinando scoperta naturalistica e cultura polinesiana.