Il lungo inverno è finito e gli alberi in fiore riempiono l’aria di un senso di rinascita. Corpo e mente, dopo il torpore della stagione più fredda e piovosa, vedono il weekend Pasquale come la porta che conduce fuori dal tunnel, e allora niente di meglio di un piccolo borgo tutto da scoprire, magari approfittando dell’occasione per fare anche un po’ di sport. Perché, per quanto si possano amare il tepore del caminetto, le atmosfere rarefatte e i cieli plumbei o color calce, è solo alla luce del sole che ci sentiamo vivi, chiamati alla scoperta del mondo da un istinto primordiale. Abbiamo selezionato alcune mete perfette per il finesettimana di Pasqua e Pasquetta. Luoghi che celebrano la Settimana Santa tra fede, tradizione e suggestioni, e altri dove è ancora possibile sciare, o godersi un aperitivo affacciati sul mare.
1) Certosa, il paese del Silenzio, in Val Senales
Nel cuore della Val Senales, Alto Adige, il borgo di Certosa è conosciuto come il paese del silenzio. Qui tutto custodisce ancora l’impronta dell’antico monastero certosino, e per entrare a pieno nello spirito del luogo l’esperienza più significativa è la Via Monachorum, o “Silentium – Sentiero della quiete”. Il percorso collega Madonna di Senales e Monte Santa Caterina a Certosa, accompagnando il visitatore verso il borgo del silenzio attraverso paesaggi alpini, masi tradizionali e scorci panoramici. Lungo il tragitto, tabelle con citazioni filosofiche sul silenzio e sull’ascolto e figure di monaci a grandezza naturale indicano la direzione senza parole. A seconda della variante scelta, il percorso si sviluppa per circa 10 chilometri. La Val Senales è anche la destinazione ideale per chi vuole concedersi un ultimo weekend sugli sci. A Pasqua infatti la stagione sciistica non sarà ancora finita e presso l’Alpin Arena Senales si potrà andare sulle piste fino al 10 maggio. A 3.212 metri di altitudine, gli appassionati troveranno ampie discese, spaziose e perfettamente preparate, perfette per una sciata fluida, in uno scenario alpino di straordinaria bellezza. A metà febbraio è stato anche creato un nuovo percorso di sci alpinismo lungo circa 7 km con un dislivello di 1.200 metri. Il tracciato parte dalla seggiovia Roter Kofel, a Maso Corto (2.011 m) e si snoda lungo un percorso che incontra diversi impianti di risalita e rifugi. Aprile è un mese ideale per godersi la Val Senales anche per via degli interessanti pacchetti offerti in collaborazione con le Funivie Ghiacciai della Val Senales e le strutture ricettive locali. Particolarmente interessante è lo Snowkids-Ticket, pensato per le famiglie: i bambini nati dal 2016 – accompagnati da un genitore – possono sciare per tutta la giornata al costo simbolico di soli 5 euro. L’offerta è valida anche per più bambini della stessa famiglia e per skipass plurigiornalieri.
2) La processione notturna di Gromo, in Val Seriana
La Settimana Santa a Gromo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, in Val Seriana, Lombardia, rappresenta un momento di profonda spiritualità e tradizione, che culmina nella suggestiva processione del Venerdì Santo. Un antico rito, tramandato da generazioni, che coinvolge l’intera comunità, trasformando le vie storiche in un percorso di raccoglimento e memoria. I preparativi iniziano giorni prima della celebrazione e coinvolgono l’intera comunità: la pubblica illuminazione viene spenta per l’occasione e le vie del borgo si illuminano con il bagliore delicato dei lumini e delle fiaccole, mentre sui cancelli di ferro battuto vengono incollati gusci di lumaca riempiti con olio o grasso e uno stoppino, trasformandoli in piccole fiammelle che rischiarano le viuzze. Il Giovedì Santo gli abitanti si dedicano alla preparazione dei “bocconi”, stracci imbevuti di benzina sistemati nei secchielli attaccati alle croci, che quando questi vengono accesi, danno simbolicamente “fuoco” alla croce in un rituale di grande impatto visivo e spirituale. La sera del Venerdì Santo, al calare del sole, la processione notturna prende vita con la statua del Cristo che percorre la via principale del paese. Quest’ultima viene portata in processione dai trentatreenni, un gesto simbolico che richiama l’età di Gesù al momento della crocifissione. Al termine del rito, il paese si riunisce per condividere la “maiassa”, tipica torta preparata con farina gialla, cipolle (o porri), fichi secchi e mele renette.
3) San Candido in Alta Pusteria, paradiso outdoor
Circondato dagli scoscesi pendii montuosi delle Dolomiti di Sesto, con l’imponente Monte Baranci, San Candido in Alta Pusteria, nella zona delle Tre Cime Dolomiti, accoglie sia in estate che in inverno col suo delizioso centro storico pedonale, tra boutique e splendidi negozi, locande rustiche e bar raffinati. Una visita la merita la Collegiata di San Candido, il monumento romanico più importante del Tirolo, risalente al XII secolo e oggi sede di un bel museo con biblioteca e archivio, mentre per gli amanti del trekking ecco il Monte Baranci, situato proprio sopra il paese e considerato il regno delle famiglie anche per il suo Fun Bob, la pista da slittino su rotaia più lunga dell’Alto Adige. Il paese è anche una base strategica per escursioni verso le Tre Cime di Lavaredo e il vicino Lago di Braies.Infine, per gli appassionati di scienze naturalistiche, c’è il Museo Dolomythos, un centro interattivo dedicato alla storia e alla formazione delle Dolomiti, patrimonio Unesco.
4) In Val di Sole tra borghi medievali, sci e sleddog
In Val di Sole, Trentino, si trovano due borghi-gioiello: Caldes, famoso per il suo fascino medievale e la produzione di mele, e Ossana, a circa 1000 metri di altitudine, punto di riferimento per l’astroturismo. A Castel Caldes, antica dimora nobiliare che oggi ospita eventi culturali, mostre e concerti, rivive la leggenda di Olinda, prigioniera nella torre del castello, mentre a Ossana c’è il Castello di San Michele, monumento simbolo del borgo arroccato su uno sperone di roccia, con la sua torre alta 25 metri con vista panoramica sulla valle. Entrambi i paesi sono stati inseriti nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia.Ma la Val di Sole è anche sci di fondo, snowboard, escursioni tra i boschi innevati e attività con gli animali. Sul ghiacciaio Presena gli impianti resteranno aperti fino al 3 maggio; nel resto della skiarea Pontedilegno-Tonale la stagione proseguirà fino al 19 aprile, mentre a Folgarida Marilleva e Pejo3000 fino all’11 aprile, dando la possibilità di godersi ancora diverse giornate di neve, sole e luce. Il periodo primaverile è ideale per avventurarsi tra i paesaggi imbiancati anche con le ciaspole. O, più semplicemente, ammirare il panorama davanti alla terrazza panoramica di qualche rifugio. Da non perdere le esperienze, prenotabili sul sito turistico della Valle, “Andar per monti”, alla scoperta dei sentieri percorsi dagli abitanti solandri sin da piccoli, guidati dai professionisti della montagna, o “Uscimmo a riveder le stelle”, escursioni al tramonto nel bosco, ramponcini ai piedi, in compagnia di una guida alpina. Non mancano attività a contatto con gli animali: dallo sleddog (slitta trainata da una squadra di cani), a un giro a bordo di una carrozza condotta da una coppia di splendidi cavalli avelignesi.
5) Langhe e Roero, dove la Pasqua è cultura viva
Tra Langhe e Roero, nel cuore delle colline Patrimonio Unesco, la Quaresima non è soltanto un percorso liturgico, ma un patrimonio culturale vivo. Le celebrazioni sono un racconto corale fatto di gesti tramandati, riti che segnano il calendario e comunità che continuano a riconoscersi negli stessi appuntamenti annuali. Nel cuore della Settimana Santa, quando secondo la liturgia le campane “tacciono”, nel Roero succede ad esempio che a richiamare i fedeli sia il suono delle conchiglie marine. La Suonata delle Conchiglie, col suo timbro profondo e solenne, sostituisce il rintocco delle campane tra il giovedì e il Sabato Santo, attraversando le colline. Un gesto antico, carico di simbolismo, che unisce sacro e natura e restituisce un’atmosfera di raccoglimento e attesa. L’appuntamento è fissato per sabato 4 aprile in diversi Comuni del Roero, la suonata si svolge in contemporanea alle 12. Notevole anche la Pasquetta a Bra. Lunedì 6 aprile la cittadina celebra la tradizionale festa con la storica fiera cittadina, tra le più amate e attese dalla comunità locale, e lo stesso giorno torna la storica Fiera Zootecnica (150° edizione) con i mercati delle eccellenze. Protagonista indiscussa la Salsiccia di Bra, eccellenza gastronomica simbolo di un saper fare artigianale che racconta queste colline.
6) La processione degli angioletti a Ceriana
Durante la Settimana di Pasqua Ceriana, uno dei Borghi più belli d’Italia, in provincia di Imperia, vive uno dei momenti più intensi della sua tradizione religiosa. I riti iniziano il 29 marzo con la Domenica delle Palme, quando il borgo si raccoglie per dare avvio a celebrazioni molto partecipate che coinvolgono l’intera comunità. Il Giovedì Santo i carrugi si riempiono del suono profondo dei corni, realizzati con corteccia di castagno secondo un sapere tramandato nel tempo, e delle tabulae, tavolette di legno percosse con un bastone di ferro. La sera si celebra la Cena del Signore, accompagnata dai canti penitenziali delle quattro confraternite storiche del paese: Neri, Verdi, Rossi e Azzurri. Il Venerdì Santo le confraternite percorrono le vie del borgo in processione con torce e stendardi, mentre risuonano antichi Miserere e Laudi. Tra i momenti più suggestivi c’è la processione degli angioletti, con i bambini che portano i simboli della Passione. Le celebrazioni culminano nella Veglia e nella Messa di Pasqua, accompagnate dai cori locali. Tra preghiera e incontro, il paese si ritrova anche nelle piazze, dove si preparano i frisciöi, semplici frittelle che da sempre accompagnano questo periodo dell’anno.
7) La Via Crucis Vivente di Montegridolfo
Nel suggestivo borgo medievale di Montegridolfo, in provincia di Rimini, nel cuore delle colline romagnole, la Pasqua si rinnova attraverso uno dei momenti più intensi e partecipati della tradizione locale: la Via Crucis Vivente in abiti d’epoca, una rievocazione che da oltre cinquant’anni coinvolge l’intera comunità. Venerdì 3 aprile, tra le antiche mura del borgo – tra i più Belli d’Italia – illuminate dalla luce delle fiaccole, figuranti in costume accompagneranno il pubblico lungo le stazioni della Passione di Cristo e le vie acciottolate diventeranno un percorso di fede e memoria, dove il silenzio, la narrazione e la partecipazione dei presenti creano un’atmosfera profonda e senza tempo. Un appuntamento che unisce spiritualità, storia e identità del territorio.
8) Il Cavallo di Fuoco di Ripatransone
Ripatransone, un altro dei Borghi più belli d’Italia, in provincia di Ascoli Piceno, è un incantevole borgo che vanta una ricca tradizione di eventi pasquali. Dal punto di vista religioso ci sono due importanti processioni che vedono la partecipazione di tutte le Confraternite cittadine e della Banda del paese: la prima, quella della Madonna Addolorata, si tiene il venerdì precedente la Settimana Santa; la seconda è quella del Cristo Morto, che si svolge la sera del venerdì santo (03 aprile 2026). Il culmine del periodo di festeggiamenti avviene la Domenica in Albis, quest’anno domenica 12 aprile, quando prende vita la rievocazione del Cavallo di Fuoco, che nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento speciale di Patrimonio d’Italia per la Tradizione dal Ministero del Turismo. La manifestazione folkloristica-pirotecnica, tra il sacro e il profano, risale al 1682 e si lega alla profonda devozione dei cittadini di Ripatransone nei confronti del Simulacro della Madonna di San Giovanni, realizzato a Recanati da Sebastiano Sebastiani e giunto in Città la Domenica in Albis del 1620. L’evento si svolge nelle affollate Piazze Matteotti e Condivi a partire dalle ore 21. Il cavallo, (oggi una sagoma in lamiera) alto e magnifico, addobbato di micce, petardi e girandole, arriva tra la folla da Largo Speranza, preceduto dal suono della Marcia n. 23 composta dal Maestro Vincenzo Guarino, divenuta inno della manifestazione, eseguita dalla banda cittadina. Dopo aver fatto un giro iniziale ancora spento, la coda si infiamma producendo sibili spaventosi, e lo spettacolo vero e proprio inizia. Nel periodo pasquale uno dei piatti tipici di Ripatransone è la “ciambella strozzosa”, deliziose ciambelle di Pasqua tipiche delle Marche.
9) Gli scorci mozzafiato di Vieste sul Gargano
A Vieste, sul Gargano, la primavera profuma d’estate. Con la sua particolare posizione, questo borgo della Puglia è un ottima base di partenza per scoprire la terra circostante, tra spiagge da cartolina e una costa che è un tripudio di colori e scorci romantici. Impossibile descrivere in poche righe questa perla d’Italia. Perfetta per un weekend di relax è l’atmosfera senza tempo di “Vieste Vecchia”, costruita su un roccione che domina il mare. Il borgo di origine medioevale ha mantenuto pressoché intatti i caratteri originari, con viuzze irregolari, piazzette che affacciano sull’azzurro e case a schiera dai tipici balconcocini (mignali). Nella parte alta ecco il castello e la cattedrale, anche questi risalenti al medioevo, mentre a sud – est troviamo via Judeca e l’antico quartiere ebraico. Splendida la vista panoramica da Piazzetta Petrone, nella parte alta del centro storico, sulla costa meridionale. Un punto di ritrovo popolare a picco sul mare, perfetto per salutare nel migliore dei modi l’arrivo della bella stagione.
10) “U Passiu Santu” tra i vicoli di Buccheri
Nel cuore della Sicilia orientale, il piccolo borgo di Buccheri durante il weekend pasquale compie un viaggio nel tempo. Le sue strade strette, le architetture di pietra e i vicoli si trasformano nella Gerusalemme di duemila anni fa, facendo da cornice a “U Passiu Santu”, una delle rappresentazioni sacre più affascinanti e sentite di tutta l’isola. A rendere unico l’evento non è solo la bellezza paesaggistica di Buccheri, ma la sua profonda radice linguistica e culturale. La rievocazione della Passione di Cristo viene infatti recitata in dialetto locale, diretta discendenza di quella gallo-italico, e in rima. Un capolavoro narrativo che porta la firma di Salvatore Terzo. “Sintiti Sintiti Bona Genti…” è l’antico richiamo che risuona per le piazze, segnando l’inizio di un racconto fatto di fede, tradizione e umanità.





