La primavera regala giornate lunghe e temperature ideali. Se sognate di superare i confini e volete organizzare qualcosa all’ultimo momento, la soluzione è a portata di mano.
Quattro giorni per staccare la spina e anticipare l’estate senza allontanarsi troppo da casa. Il ponte del 2 giugno è l’occasione perfetta per un viaggio verso mete raggiungibili comodamente in auto e in treno o, per chi vive lontano dal confine, con un volo diretto di durata inferiore alle due ore. Ecco le nostre proposte.
In Germania, tra le gemme nascoste della Franconia
Sedici diverse regioni turistiche, un’unica destinazione: la Franconia. La Baviera settentrionale è ricca di sorprese e delizia i visitatori con la sua cucina deliziosa, le eccellenti birre e i vini, le affascinanti città con case a graticcio, la magnifica architettura barocca, cinque siti patrimonio mondiale dell’Unesco, uno stile di vita urbano vivace e paesaggi ideali per le avventure all’aria aperta. Che si tratti di passeggiare per i centri storici, fare escursioni in tranquille foreste o degustare specialità regionali, la Franconia offre tantissime opportunità per una vacanza sublime. Giorno 1: la Baviera di Dinkelsbühl Un paesaggio urbano quasi intatto risalente a oltre 400 anni fa, imponenti chiese, maestose dimore patrizie e incantevoli case a graticcio rendono Dinkelsbühl “una delle città medievali più compatte e meglio conservate della Germania”, secondo gli storici dell’arte. Ancora oggi, la cattedrale gotica di San Giorgio, una delle chiese a sala più imponenti della Germania meridionale, domina il complesso storico di particolare bellezza.
Monumento al Principe Alberto di Coburgo nella piazza del mercato, Germania
Giorno 2: l’antico splendore di Coburgo Un tempo sede reale, oggi roccaforte del design: Coburgo è considerata un gioiello nell’ambito dello sviluppo urbano. Edifici rinascimentali si affiancano a case medievali a graticcio e ville in stile Art Nouveau. Per secoli la città è stata sede del potere ducale e culla dell’aristocrazia europea. Palazzi e castelli gloriosi, come la Veste (fortezza) che domina la città ed è conosciuta come la “Corona di Franconia“, testimoniano questo splendore. Per gli amanti dell’arte e della cultura sono disponibili impressionanti opere d’arte in vetro e i Coburg Design Days. Giorno 3: una giornata nella Foresta della Franconia Dal fiume Meno alla cintura verde lungo l’ex confine interno tedesco, la Foresta Francone – splendida, situata nella Baviera nord-orientale, a ridosso del confine con la Turingia – si estende su una superficie di circa 1.200 chilometri quadrati tra le tre città di Kronach, Kulmbach e Hof. Ed è proprio a questi tre borghi che si può dedicare la quarta giornata di viaggio, prima di tornare a casa.
In Svizzera sul Lago di Ginevra
Situato sul confine tra la Svizzera e la Francia, quello di Ginevra è il più grande lago naturale dell’Europa occidentale. Una destinazione famosa per i paesaggi spettacolari, con le Alpi e il Monte Bianco a fare da sfondo. Giorno 1: Montreux, un invito al relax Tra lago, montagne e vigneti, la riviera di Montreux e Vevey si presenta come un paesaggio da cartolina. Da Villeneuve a Lutry, lungo il Lago di Ginevra, Montreux Riviera gode di un microclima che conferisce alla località un’atmosfera mediterranea. Un ambiente che invita al relax, alle passeggiate e alle scoperte. Giorno 2: la natura di Losanna, senza compromessi Una capitale dinamica dove tutto è a portata di mano, tra lago, vigneti e mobilità sostenibile. Lausanne (Losanna), Capitale olimpica affacciata sul Lago Lemano, offre un equilibrio raro tra energia urbana e accesso immediato alla natura. In pochi minuti si passa dal centro ai boschi del Sauvabelin o alle terrazze vitate di Lavaux, patrimonio mondiale dell’Unesco. I trasporti pubblici efficienti permettono di muoversi senza auto, mentre la scena gastronomica valorizza prodotti locali e stagionali. Giorno 3: Morges, tra lago e vigneti Situata tra Losanna e Nyon, sulle rive del Lago Lemano, Morges è una destinazione elegante e accessibile. Il Castello, il celebre Festival dei Tulipani e l’Arboretum di Aubonne raccontano un territorio ricco di cultura e biodiversità. Porta d’ingresso ai vigneti de La Côte, la città promuove un enoturismo responsabile. Facilmente raggiungibile in treno, è anche un punto di partenza ideale per itinerari cicloturistici lungo il lago. Giorno 4: biodiversità e benessere a Yverdon-les-Bains Un’immersione tra riserve naturali, acque termali e patrimonio millenario. Nel nord del Canton Vaud, ai piedi del Giura, Yverdon-les-Bains si trova alle porte de La Grande Cariçaie, la più grande riserva lacustre della Svizzera, un luogo che invita invita all’osservazione e al rispetto degli ecosistemi. Le terme, il centro storico e i siti archeologici di Eburodunum e delle palafitte Unesco completano un’offerta ricca e diversificata.
Carinzia, la regione austriaca dei laghi e dei viewpoints
La Carinzia non è solo la regione austriaca famosa per i bellissimi laghi, le montagne accessibili, la cultura e la gastronomia ma anche una terra di mete interessanti, tutte incluse nella Kärnten Card, che offre accesso gratuito a oltre 100 attrazioni, tra cui funivie, gite in battello, musei e strade panoramiche.
Giorno 1: l’incanto del Weissensee
Zona del Weissensee, il lago balneabile più alto delle Alpi austriache, famoso per avere le acque più limpide di tutti i laghi carinziani; passeggiata sullo Slow Trail del lago; ritorno in battello fino a Techendorf sul Weissensee; pernottamento e cena al Die Forelle; lo chef del ristorante, Hannes Müller, nonché proprietario dell’hotel, ha ricevuto una stella verde Michelin per la sostenibilità. Giorno 2: Gmünd, la città degli artisti Partenza per Gmünd (55 km da Techendorf sul Weissensee), la città degli artisti. Dal 1991, questo borgo medievale alle porte del Parco Nazionale Alti Tauri è stato trasformato in un vivace centro culturale internazionale;trasferimento sul Lago Ossiachersee per visitare la Steinhaus dell’omonimo architetto
Pyramidenkogel, Carinzia, Austria
Giorno 3: la straordinaria Pyramidenkogel
Viaggio verso il Wörthersee e visita alla Pyramidenkogel, la struttura in legno più alta d’Europa che si trova a Keutschach am See, a sud del lago. Giorno 4,Klagenfurt am Wörthersee e St. Veit Trasferimento a Klagenfurt am Wörthersee, capoluogo della Carinzia, e visita della città; visita del Castello di Hochosterwitz e della città di St. Veit, antico capoluogo della regione.
Provenza, Alpi e Costa Azzurra, magia sud-est francese
In quattro giorni questo viaggio attraversa alcune delle anime più rappresentative del sud-est francese: la luce della Provenza; i paesaggi spettacolari delle Alpi del sud; l’eleganza mediterranea della Costa Azzurra; la quiete alpina dei laghi francesi. Una Francia fatta di natura, cultura, gastronomia e borghi dal forte carattere identitario. Giorno 1: la Provenza tra arte e villaggi sospesi L’itinerario può iniziare da Marsiglia oppure da Nizza, punti di accesso perfetti per esplorare il Sud della Francia. Prima tappa consigliata: Aix-en-Provence, città elegante e luminosa legata al pittore Paul Cézanne. Tra boulevard ombreggiati, mercati provenzali e caffè storici, la città rappresenta l’essenza della Provenza più autentica. Nel pomeriggio il viaggio continua verso il Luberon, regione di colline, vigneti e piccoli borghi in pietra. Da non perdere: Atelier de Cézanne, Gordes e Roussillon. Giorno 2: le gole del Verdon e le Alpi del Sud
Il secondo giorno è dedicato alla natura spettacolare del Gole del Verdon, canyon tra i più impressionanti d’Europa. Le strade panoramiche attraversano pareti rocciose, boschi e laghi dalle sfumature turchesi. La “Route des Crêtes” regala alcuni dei panorami più iconici della Francia meridionale. Nel pomeriggio si può proseguire verso Briançon, storica cittadina alpina fortificata, patrimonio UNESCO grazie alle opere di Sébastien Le Prestre de Vauban. Esperienze consigliate: panorama sul Lac de Sainte-Croix, escursioni leggere lungo il Verdon, passeggiata nel centro storico di Briançon. Giorno 3: dalle montagne alla Costa Azzurra Lasciando le Alpi alle spalle, il paesaggio cambia rapidamente: il mare Mediterraneo torna protagonista. Lungo il tragitto è consigliata una sosta a Grasse, celebre capitale mondiale del profumo. Qui le antiche profumerie raccontano una tradizione artigianale che ha reso famosa la città in tutto il mondo. Proseguendo verso la Costa Azzurra si raggiunge Nizza, elegante e vivace, sospesa tra cultura francese e influenze italiane. Per chi cerca scorci più panoramici, meritano una deviazione il borgo medievale di Èze e la penisola di Saint-Jean-Cap-Ferrat.
Il borgo medievale di Èze, Francia
Giorno 4: il fascino autentico di Annecy L’itinerario si conclude con una destinazione più autentica e paesaggistica: Annecy, una delle città più affascinanti dell’area Alvernia-Rodano-Alpi. Conosciuta come la “Venezia delle Alpi”, Annecy conquista con i suoi canali, le case color pastello e il lago alpino tra i più limpidi d’Europa. Il centro storico medievale è perfetto per una passeggiata lenta tra ponti, mercatini e caffetterie affacciate sull’acqua. Il Lago di Annecy offre inoltre la possibilità di praticare sport outdoor, crociere panoramiche o semplicemente rilassarsi lungo le sue rive.
Lleida, autentico stile catalano e peschi in fiore in Catalogna
Se volete andare alla scoperta della Catalunya più autentica, sappiate che bastano meno di un paio d’ore di volo dall’Italia per raggiungere facilmente luoghi bellissimi, a volte ancora poco conosciuti, dove batte forte il cuore catalano. Giorno 1: la Cattedrale Vecchia, Seu Vella Lontano dalle folle delle grandi città, Lleida mescola storia, arte e cultura in un’atmosfera autentica, combinando influenze romane, medievali e moderne. Il primo giorno si può salire sulla collina verso la maestosa Cattedrale Vecchia, Seu Vella, un vero e proprio simbolo di Lleida, e godersi dal suo campanile la vista panoramica sulla città e sul fiume Segre. Giorno 2: visita del centro storico Passeggiata per il centro storico, lasciandosi sorprendere dal suo patrimonio culturale, tra la Cattedrale Nuova (Plaça de la Catedral), la Chiesa di Sant Llorenç ed il museo locale. E, dopo una bella scorpacciata d’arte, via ad assaggiare i piatti tradizionali. A Lleida i ristoranti del posto servono solo cucina casalinga preparata con ingredienti di stagione e a km zero appena raccolti dagli orti urbani, tanto che la città ha ricevuto la certificazione Unesco Biosphere Destination. Giorno 3: visita al Monastero di Poblet Situato alle pendici delle montagne di Prades, il monastero di Santa Maria de Poblet è stato ristrutturato e ripopolato dai monaci a partire del 1940. Si tratta del più grande monastero cistercense abitatod’Europa, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1991. Fondato nel XII secolo, rivestì un ruolo particolarmente importante nella storia della corona aragonese come luogo di sepoltura di diversi re. Giorno 4: volo in mongolfiera Per chi è alla ricerca di panorami davvero mozzafiato, ideale un volo in mongolfiera, esperienza straordinaria che permette di sorvolare i paesaggi rurali, i campi coltivati e il patrimonio storico di questa provincia catalana.
Istria, tra spiagge cristalline, borghi medievali e patrimonio
L’Istria è la più grande penisola del mar Adriatico, situata nella parte settentrionale del golfo e suddivisa politicamente tra la Croazia, la Slovenia e l’Italia.L’Istria croata, in particolare, è una regione dolce, tranquilla, calda e ospitale, con una storia millenaria che si perde nelle leggende legate al mito di Giasone e degli Argonauti. Giorno 1: Parenzo, Rovigno e Montona Un bell’itinerario è quello che tocca le principali città di mare della costa occidentale, ovvero Parenzo e Rovigno, aggiungendo magari una tappa dell’entroterra a Montona, borgo medievale arroccato su una collina con vista sulla valle del fiume Quieto (Mirna in croato), territorio d’elezione del tartufo istriano.Vedere tutte e tre le cittadine in un giorno solo però è impossibile, dunque ecco alcune alternative. Arrivando dall’Italia, si può fare tappa a Montona per vedere l’entroterra, e concedersi un pranzo tipico con il tartufo, e poi puntare verso Parenzo. Oppure dedicare la giornata a Rovigno, con calma, per vedere il centro e magari fare un aperitivo al tramonto. Per concentrarsi su Pola, celebre in tutto il mondo per il suo straordinario patrimonio archeologico romano e per il suo mare cristallino, serve probabilmente qualche giorno in più.
Montona, Istria
Giorno 2: tra i boschi, i prati e i campi di Capo Promontore Per una escursione marina, perfetto è Capo Promontore (Kamenjak in croato), la punta più meridionale dell’Istria, dove la natura selvaggia è protagonista con un mosaico di boschi, prati e campi che scivolano dolcemente verso il mare, dando vita a calette rocciose e spiagge incontaminate. Insomma il luogo perfetto per esplorazioni avventurose tra kayak, bicicletta, windsurf e trekking. Le giornate iniziano con una pedalata lungo una delle tante piste ciclabili e imperdibile è il percorso lungo la costa, un tracciato di media difficoltà che porta a scoprire baie nascoste e angoli naturali incontaminati. Le correnti vivaci e il vento costante fanno di Capo Promontore uno dei luoghi più amati dai windsurfer, mentre gli appassionati di kayak possono noleggiare un’imbarcazione nella baia Školjić e scoprire le grotte marine dell’arcipelago di Medulin (Medolino). Giorno 3: impronte di dinosauri e percorsi sensoriali Nella spettacolare Strada dei dinosauri si possono ammirare incredibili impronte fossili risalenti a 98 milioni di anni fa, e molto affascinante è anche una visita alla fattoria dei bovini boskarin, simbolo della tradizione agricola istriana. Da non perdere è anche il percorso sensoriale-didattico Gradina, pensato per essere accessibile anche ai non vedenti, circondato dalla bellezza di oltre venti specie diverse di orchidee selvatiche. Giorno 4: l’eleganza delle Isole Brioni Il Parco Nazionale di Brioni è un luogo unico a pochi minuti da Fažana (Fasana). Le Isole Brioni rappresentano un autentico paradiso terrestre, dichiarato Parco Nazionale grazie alla straordinaria bellezza del paesaggio naturale e alla ricchezza della sua vegetazione mediterranea. Frequentate già dai Romani, che qui realizzarono lussuose ville, le isole raggiunsero il culmine della fama durante l’Impero Austro-Ungarico e quello italiano, diventando mete estive esclusive e rinomati centri di cura, e ancora oggi accolgono alberghi e ville immerse nella natura, combinando relax, eleganza e fascino storico.
Croazia, quattro giorni verso le isole meno conosciute
La Croazia vanta uno dei mari più puliti del mondo, nel 2024 riconosciuto ufficialmente come il più pulito d’Europa, con il 92,2% delle acque balneabili di qualità eccellente. Molte delle sue isole non sono ancora state scoperte dal turismo di massa e rappresentano veri e propri gioielli di biodiversità. Giorno 1:Šolta e Cala Tatinja
Šolta è una piccola isola vicino a Spalato e Trogir, ideale per chi cerca una Croazia autentica, tranquilla e lontana dal turismo di massa. Questo luogo unisce borghi storici nell’entroterra, porticcioli trasformati in centri nautici come Maslinica e Stomorska, e baie selvagge raggiungibili via mare. Il versante meridionale, chiamato Izvanje, è il più incontaminato, con calette come Livka, Stračinska, Grabova e Senjska, legata alla leggenda della regina illirica Teuta. Cala Tatinja, a soli 3 minuti di macchina dal centro dell’isola, è una baia perfetta per chi cerca riposo assoluto, mare turchese e natura semplice. Protetta dai venti, offre acque calme e pulite, piccole spiagge e scogli ideali per i tuffi. Il suo dettaglio più distintivo sono i due scogli al centro della cala, simili a piccoli isolotti, che la rendono subito riconoscibile.
Giorno 2:Hvar e Paklinski otoci
Hvar è una delle perle dell’Adriatico, famosa per il mix di natura incontaminata, calette tranquille, antiche città costiere, lavanda, ulivi, vino e paesaggi mediterranei. È l’isola croata più soleggiata e custodisce luoghi di grande valore storico, come la Piana di Stari Grad, il Teatro di Hvar e la città di Stari Grad, tra le più antiche della Croazia. Oltre alla sua anima mondana, Hvar conserva un lato autentico e selvaggio, caratterizzato da vicoli, borghi, sentieri nascosti e spiagge spettacolari. Le Isole Paklinski, davanti a Hvar, sono un arcipelago dal fascino quasi cinematografico. Le isole più note, Sveti Klement, Marinkovac e Jerolim, sono ideali da esplorare in barca o in kayak, grazie alle brevi distanze tra una spiaggia e l’altra. Il loro carattere distintivo è la sensazione di entrare in un piccolo paradiso naturale, tra tramonti sull’acqua, baie nascoste, fondali ricchi di vita e ristoranti affacciati sul mare.
Giorno 3:Drvenik Veli e Drvenik Mali
Drvenik Veli e Drvenik Mali sono due piccole isole tra Trogir e Šolta, perfette per una fuga lontano dal turismo più affollato. Immerse in un paesaggio di case in pietra, pini, ulivi e palme, conservano un’atmosfera mediterranea lenta e autentica. Il loro luogo più iconico è la Plava Laguna su Drvenik Veli, una baia dal mare turchese protetta dagli isolotti Krknjaš Veli e Krknjaš Mali.
Cetina, Croazia, zipline
Giorno 4:Omiš e canyon della Cetina
Omiš è una cittadina dalmata unica, sospesa tra mare turchese, foce del fiume Cetina e montagne rocciose, con un centro storico fatto di case in pietra e vicoli antichi. Il suo passato è segnato soprattutto dai pirati di Omiš, corsari astuti e temuti che per secoli controllarono questo tratto dell’Adriatico grazie alla posizione strategica e alle loro veloci navi “frecce d’Omiš”. Oggi l’antico covo dei pirati è diventato una meta perfetta per chi ama natura e avventura, con attività come zipline, rafting, kayaking, arrampicata, immersioni e parapendio.
Un tour tra i Siti Unesco della Slovenia
La Slovenia custodisce un patrimonio eccezionale di siti Patrimonio Mondiale Unesco – ben 5 – equamente divisi tra meraviglie naturali e testimonianze storiche e architettoniche. A questi si aggiungono molte tradizioni immateriali e riserve della biosfera. Giorno 1: Škofja Loka, perla medievale
Arrivo a Škofja Loka e passeggiata nel centro storico di una delle città medievali meglio conservate della Slovenia, tra vicoli acciottolati, case storiche e scorci sul fiume Sora. Possibilità di visita opzionale al Castello di Škofja Loka, che domina la valle e offre una splendida vista panoramica. Visita alla storica Biblioteca dei Cappuccini, importante biblioteca monastica che conserva antichi manoscritti e preziosi documenti storici. Tra questi, la Passione di Skofja Loka, testo teatrale risalente al 1721 (il più antico in lingua slovena a noi pervenuto) e sacra rappresentazione in scena ogni 6 anni. La Passione, che coinvolge 1000 tra attori e cavalieri a ogni edizione, è stata inserita dieci anni fa nelle liste del Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Giorno 2: Kranj, fra tunnel sotterranei e fotografia su vetro
Visita del centro storico di Kranj, con salita al campanile di San Canziano oppure ai suggestivi tunnel sotterranei costruiti durante la Seconda guerra mondiale e oggi trasformati in spazio espositivo e culturale. Visita al Castello di Khislstein con presentazione del percorso museale. Visita al Gabinetto Janez Puhar, dedicato al sacerdote e inventore sloveno considerato uno dei pionieri della fotografia su vetro.
Giorno 3: Kamnik, ai piedi delle Alpi di Kamnik-Savinja
Proseguimento verso Kamnik e arrivo alle Terme Snovik, dove vivere un’esperienza dedicata ai metodi Kneipp e alla filosofia del benessere naturale. In serata, passeggiata con torce fino alla sorgente termale, immersi nella tranquillità della natura. Partenza per l’Arboretum Volčji Potok, uno dei più grandi parchi botanici della Slovenia, con oltre 3.500 specie di piante provenienti da tutto il mondo. Visita guidata di Kamnik, affascinante città medievale ai piedi delle Alpi di Kamnik-Savinja. Durante la passeggiata nel centro storico si scopriranno la via Šutna, il Mali Grad e le antiche tradizioni della città. A seguire, incontro con la tradizione delle candele artigianali di Kamnik, testimonianza di un’antica lavorazione locale tramandata nel tempo.
Giorno 4: Idrija, la città del merletto
Partenza per Idrija, storica città mineraria patrimonio Unesco, famosa per la lunga tradizione legata all’estrazione del mercurio e alla lavorazione del merletto. Visita al centro visitatori del Geoparco Unesco e alla storica Galleria Antonio, il tratto più antico conservato dell’antica miniera di mercurio. Laboratorio dedicato al celebre merletto di Idrija, una delle tradizioni artigianali più importanti della Slovenia. Le artigiane locali mostreranno le tecniche tradizionali di lavorazione del merletto al tombolo. Visita al Museo civico di Idrija.
I viaggi, i tour organizzati e le vacanze in Trentino Alto Adige sono perfette per chi vuole scoprire una grande varietà di paesaggi, in un piccolo territorio a cavallo fra il mondo latino e quello nordico: dalle montagne rocciose delle Dolomiti ai boschi, dalle valli aperte ai torrenti, dai laghi fino ai ghiacciai. E poi le città e i paesi, fieri delle proprie tradizioni storiche e culturali. Un tour in Trentino Alto Adige riempie di emozione e relax.
Una settimana a contatto con una natura ricca, generosa e contrastante.
Un tour o una vacanza in Trentino Alto Adige offre un intreccio di emozionanti contrasti. Un clima e un paesaggio alpino caratterizzano la Val Venosta: una valle ricca di incredibili bellezze naturali, tra scintillanti ghiacciai, laghi cristallini, prati alpini, viti e frutteti. Il campanile che spunta solitario dal Lago di Resia è forse l’icona più nota di questa montagna, simbolo di resilienza e storie antiche. A Merano e dintorni invece si apprezza un paesaggio collinare fertile e mite, grazie alla sua posizione privilegiata al centro di una conca in cui si incontrano le quattro vallate della regione.
Tra piccoli borghi, valli e frutteti, vi sentirete un tutt’uno con la bellezza e la natura.
Amata dagli austriaci grazie alla sua pacifica facciata da città mitteleuropea, Merano è celebre per le sue terme e le sue tracce Belle Époque, che si mescolano sapientemente con il suo spirito contadino e montanaro. Spostandosi verso Bolzano, si ritrova in essa lo spirito più vero della montagna, fatto di vette, laghi e leggende. L’elegante capoluogo è crocevia di culture diverse, che dal gotico ci riportano al paleolitico. I colori della montagna intorno sono un’esplosione che si riassume nel Lago di Carezza, uno dei più piccoli e suggestivi d’Italia, circondato da pini e conifere che si riflettono in acque color smeraldo. L’Alto Adige è una regione splendida, una terra generosa e profumata. Grazie a un tour in Trentino Alto Adige fra piccoli borghi, valli e frutteti che si allungano per chilometri, vi sentirete un tutt’uno con la bellezza e la natura.
Trentino Alto Adige, una regione alpina splendida
Una splendida regione alpina tra montagna, laghi, cultura, gastronomia e ospitalità autentica.
Situato nell’estremità settentrionale d’Italia, al confine con Austria e Svizzera, il Trentino-Alto Adige è la regione italiana più nota per la bellezza delle sue montagne: una gioia per gli occhi e pane per il cuore. Ha due nomi perché composto da due province distinte: la meridionale è il Trentino che prende nome dal capoluogo Trento (dal latino Tridentum), mentre la settentrionale Alto Adige si chiama così perché situata nel bacino superiore di questo fiume. Sud Tirolo è il nome tedesco dell’Alto Adige, territorio austriaco fino al 1918.
Trentino Alto Adige, una regione alpina splendida
Una splendida regione alpina tra montagna, laghi, cultura, gastronomia e ospitalità autentica.
Situato nell’estremità settentrionale d’Italia, al confine con Austria e Svizzera, il Trentino-Alto Adige è la regione italiana più nota per la bellezza delle sue montagne: una gioia per gli occhi e pane per il cuore. Ha due nomi perché composto da due province distinte: la meridionale è il Trentino che prende nome dal capoluogo Trento (dal latino Tridentum), mentre la settentrionale Alto Adige si chiama così perché situata nel bacino superiore di questo fiume. Sud Tirolo è il nome tedesco dell’Alto Adige, territorio austriaco fino al 1918.
Le valli principali: un patrimonio naturale unico
Le valli del Trentino disegnano paesaggi straordinari: Val di Fassa, Valle di Fiemme, Val di Cembra (percorse dall’Avisio), Val di Sole, Val di Non (percorse dal Noce), Val di Primiero-Vanoi, Valsugana-Valle dei Mocheni (percorse dal Brenta), Val Rendena, Valli Giudicarie-Valle del Chiese (percorse dal Sarca e Chiese), Valle di Ledro, Valle dei Laghi, Vallagarina, Altipiani Cimbri (Folgaria, Lavarone, Luserna), Valle dell’Adige e Piana Rotaliana.
Le valli dell’Alto Adige offrono altrettanti tesori: Val Venosta (con le laterali Val Senales e Valle di Trafoi), Valle Isarco e Alta Valle Isarco, Val Pusteria-Valli di Tures e Aurina, Val Gardena, Val Badia, Val Passiria, Val d’Ultimo, Val d’Ega, Val di Casies, Val Martello, Val Monastero, Val di Fleres, Val di Funes, e i territori di Merano e dintorni, Alpe di Siusi, Bolzano e dintorni.
I valichi storici collegano la regione all’Austria attraverso i passi di Resia, Dobbiaco e Brennero, mentre Stelvio e Tonale la uniscono alla Lombardia. Passo Pordoi e Passo Rolle creano il ponte verso il Veneto.
Un territorio di meraviglie
Enormi massicci montuosi con scintillanti ghiacciai formano questa regione montana, dove tra fitte nebbie si intravedono valli incantate. Dai monti e dai ghiacciai scendono acque abbondanti che in millenni hanno solcato il territorio trasformando queste zone in meraviglie della natura. Spesso si ammira un panorama di frutteti e boschi di conifere, pascoli e vertiginose pareti rocciose che strapiombano per centinaia di metri, mentre fiumi e torrenti scrosciano tra le rocce.
Il territorio si estende dal gruppo dell’Adamello-Brenta alle cime dell’Ortles e del Cevedale fino ai rilievi più suggestivi d’Europa: le Dolomiti della Val di Fassa, del Brenta, della Val Gardena, della Valle di Fiemme e le Pale di San Martino. Questa scenografia naturale racchiude straordinaria varietà di paesaggi: maestose vette, boschi, vallate, corsi d’acqua, laghi, i strabilianti giochi di luci tra le guglie delle Dolomiti, pittoreschi paesini di montagna con baite, tobià e masi, e le mille sfumature di una natura autentica che risplende senza tempo.
Tradizioni e prodotti del territorio
I principali prodotti coltivati nelle valli sono patate, ortaggi e alberi da frutto (ciliegi, susini e soprattutto meli). Di ottima qualità sono anche i vigneti che danno buonissimi vini, alcuni molto pregiati. Ma il Trentino-Alto Adige è anche un ideale autentico per il turismo di montagna: un immenso comprensorio sciistico con centinaia di chilometri di piste all’avanguardia.
Madonna di Campiglio, Canazei, Moena, San Martino di Castrozza, Plan de Corones, Val Gardena, Merano sono le mete più rinomate, frequentatissime sia d’inverno che d’estate per vacanze all’insegna di natura, sport e divertimento. Altro punto di incontro per amanti della natura è il lago di Garda che, nel territorio trentino, si restringe apparendo come un fiordo chiuso tra alte montagne.
Patrimonio culturale e benessere
Terra di passaggio e punto d’incontro tra mondo latino e nordico, il Trentino-Alto Adige custodisce notevole patrimonio culturale: testimonianze preistoriche, incantevoli castelli, santuari e città di rilievo storico-artistico che non smettono mai di affascinare. Diverse località termali offrono cure e trattamenti benefici per corpo e mente: Merano, Levico Terme, Peio, Rabbi, Antico Bagno di Pozza e Comano Terme sono solo le più note.
Un territorio di lingue e culture
In Trentino-Alto Adige convivono gruppi etnici che parlano lingue diverse. Nella provincia di Trento si parla italiano, mentre in quella di Bolzano prevale il tedesco: per questo vige il bilinguismo e la lingua tedesca è ufficialmente riconosciuta. In alcune valli montane del Trentino e dell’Alto Adige è diffuso il Ladino: una lingua che deriva dal latino ma diversa dall’italiano, testimonianza vivente di una cultura millenaria che resiste nel cuore delle Dolomiti, in particolare in Val di Fassa, Val Gardena e Val Badia.
Le valli principali: un patrimonio naturale unico
Le valli del Trentino disegnano paesaggi straordinari: Val di Fassa, Valle di Fiemme, Val di Cembra (percorse dall’Avisio), Val di Sole, Val di Non (percorse dal Noce), Val di Primiero-Vanoi, Valsugana-Valle dei Mocheni (percorse dal Brenta), Val Rendena, Valli Giudicarie-Valle del Chiese (percorse dal Sarca e Chiese), Valle di Ledro, Valle dei Laghi, Vallagarina, Altipiani Cimbri (Folgaria, Lavarone, Luserna), Valle dell’Adige e Piana Rotaliana.
Le valli dell’Alto Adige offrono altrettanti tesori: Val Venosta (con le laterali Val Senales e Valle di Trafoi), Valle Isarco e Alta Valle Isarco, Val Pusteria-Valli di Tures e Aurina, Val Gardena, Val Badia, Val Passiria, Val d’Ultimo, Val d’Ega, Val di Casies, Val Martello, Val Monastero, Val di Fleres, Val di Funes, e i territori di Merano e dintorni, Alpe di Siusi, Bolzano e dintorni.
I valichi storici collegano la regione all’Austria attraverso i passi di Resia, Dobbiaco e Brennero, mentre Stelvio e Tonale la uniscono alla Lombardia. Passo Pordoi e Passo Rolle creano il ponte verso il Veneto.
Un territorio di meraviglie
Enormi massicci montuosi con scintillanti ghiacciai formano questa regione montana, dove tra fitte nebbie si intravedono valli incantate. Dai monti e dai ghiacciai scendono acque abbondanti che in millenni hanno solcato il territorio trasformando queste zone in meraviglie della natura. Spesso si ammira un panorama di frutteti e boschi di conifere, pascoli e vertiginose pareti rocciose che strapiombano per centinaia di metri, mentre fiumi e torrenti scrosciano tra le rocce.
Il territorio si estende dal gruppo dell’Adamello-Brenta alle cime dell’Ortles e del Cevedale fino ai rilievi più suggestivi d’Europa: le Dolomiti della Val di Fassa, del Brenta, della Val Gardena, della Valle di Fiemme e le Pale di San Martino. Questa scenografia naturale racchiude straordinaria varietà di paesaggi: maestose vette, boschi, vallate, corsi d’acqua, laghi, i strabilianti giochi di luci tra le guglie delle Dolomiti, pittoreschi paesini di montagna con baite, tobià e masi, e le mille sfumature di una natura autentica che risplende senza tempo.
Tradizioni e prodotti del territorio
I principali prodotti coltivati nelle valli sono patate, ortaggi e alberi da frutto (ciliegi, susini e soprattutto meli). Di ottima qualità sono anche i vigneti che danno buonissimi vini, alcuni molto pregiati. Ma il Trentino-Alto Adige è anche un ideale autentico per il turismo di montagna: un immenso comprensorio sciistico con centinaia di chilometri di piste all’avanguardia.
Madonna di Campiglio, Canazei, Moena, San Martino di Castrozza, Plan de Corones, Val Gardena, Merano sono le mete più rinomate, frequentatissime sia d’inverno che d’estate per vacanze all’insegna di natura, sport e divertimento. Altro punto di incontro per amanti della natura è il lago di Garda che, nel territorio trentino, si restringe apparendo come un fiordo chiuso tra alte montagne.
Patrimonio culturale e benessere
Terra di passaggio e punto d’incontro tra mondo latino e nordico, il Trentino-Alto Adige custodisce notevole patrimonio culturale: testimonianze preistoriche, incantevoli castelli, santuari e città di rilievo storico-artistico che non smettono mai di affascinare. Diverse località termali offrono cure e trattamenti benefici per corpo e mente: Merano, Levico Terme, Peio, Rabbi, Antico Bagno di Pozza e Comano Terme sono solo le più note.
Un territorio di lingue e culture
In Trentino-Alto Adige convivono gruppi etnici che parlano lingue diverse. Nella provincia di Trento si parla italiano, mentre in quella di Bolzano prevale il tedesco: per questo vige il bilinguismo e la lingua tedesca è ufficialmente riconosciuta. In alcune valli montane del Trentino e dell’Alto Adige è diffuso il Ladino: una lingua che deriva dal latino ma diversa dall’italiano, testimonianza vivente di una cultura millenaria che resiste nel cuore delle Dolomiti, in particolare in Val di Fassa, Val Gardena e Val Badia.
Il racconto di un viaggio di sei giorni tra geyser, cascate e lagune di diamanti. Lontani dal caos del turismo
Il fascino sempre più pop dell’Islanda raddoppia fuori stagione. Geyser, spiagge, cascate e praterie ricoperte di morbido muschio sono sempre gli stessi ma visitarla prima della pazza estate garantisce intere giornate senza incontrare turisti, montagne innevate come panettoni e prezzi decisamente inferiori. Certo, c’è anche qualche disagio: clima più freddo e non sempre si trovano i voli diretti. Questo è il diario di 6 giorni particolarmente fortunati con cielo splendente (anche se le temperature decisamente fredde) e una tappa finale ad Helsinki approfittando di un lungo scalo della compagnia Finnair.
Una casa avvolta dal muschio islandese
Con una popolazione di poco più di 380.000 abitanti e un’estensione di 100 mila chilometri, il Paese nell’ultimo decennio ha avuto altissime crescite percentuali di turisti e il rischio – nei mesi di luglio ed agosto – è di doversi mettere in fila per vedere le meraviglie fiabesche. Tutto questo non succede in primavera. In primavera l’Islanda sembra tornare a quando non esistevano alberghi e si dormiva nelle scuole o in qualche ostello.
Giorno 1 la partenza
Si parte da Roma con destinazione Reykjavík con tappa di un’ora ad Helsinki, per un totale di 7 ore di viaggio. Il volo parte alle 10 del mattino e si arrivo nella capitale islandese alle 18 circa. La città ci accoglie sotto un cielo grigio e qualche goccia di pioggia ma nulla di terribile. La sera, dopo una cena buonissima a base di pesce locale, ci lanciamo in una lunga passeggiata tra le vie cittadine in compagnia dei tanti gatti che vivono in assoluta libertà.
Giorno 2 una tappa nella capitale
Dedichiamo alla capitale una sola giornata perché la città è piccola e si visita rapidamente. La premessa necessaria è che Reykjavík è molto diversa dalle altre capitali europee. Scordatevi di trovare palazzoni altissimi e super moderni e le dimensioni tipiche delle metropoli europee. Qui è tutto a misura d’uomo. Gli edifici non raggiungono altezze elevate: i più alti sono di 2, massimo 3 piani. Sono coloratissimi e regalano allegria anche nelle giornate più grigie.
La Chiesa Hallgrimskirkja
La prima tappa è la chiesaHallgrimskirkja, famosissima per la sua forma unica che ricorda un mega triangolo che punta al cielo. Una volta entrati, non perdiamo l’occasione di prendere l’ascensore e salire in cima alla torre campanaria per poter ammirare la vista dall’alto. Sempre a piedi ci avviamo nella zona intorno a Rainbow Street che si presenta come una vivace tavolozza arcobaleno. Le facciate degli edifici che costeggiano la strada sono dipinte in un’abbagliante gamma di colori, dai rossi e arancioni vivaci ai blu e verdi rilassanti. Questa esplosione cromatica non è solo una scelta estetica: è un potente simbolo di diversità e una testimonianza dell’impegno di Reykjavík per i diritti LGBTQ+ e l’inclusività. La terza tappa è la zona del porto e l’Harpa Concert Hall. Il porto di Reykjavík è molto caratteristico con i suoi numerosi tour per uscire in mare e provare ad avvistare le balene.
La Harpa Concert Hall
Di grande impatto è l’Harpa Concert Hall invece è una struttura architettonicamente unica e originale, sede della sala da concerti della città. È stata inaugurata nel 2011 e ha una facciata completamente in vetro che richiama l’ambiente naturale intorno e un ottimo ristorante all’ultimo piano. Dopo l’immancabile shopping di cappelli in morbida lana la giornata è terminata anche se al momento di andare a dormire la luce è ancora forte. Una raccomandazione: la mascherina da infilare necessariamente in valigia.
Giorno 3 La Magia dell’Acqua e la Sabbia Nera
Reykjavík → Vík (ca. 190 km)
La prima tappa è Seljalandsfoss (La Cascata “Dietro il Velo”), è una delle cascate più fotografate d’Islanda. La sua particolarità è il sentiero che permette di camminare fisicamente dietro il salto d’acqua di 60 metri.
La cascata Seljalandsfoss
Si può sentire il rombo della natura e vedere il paesaggio attraverso una cortina d’acqua. La raccomandazione fondamentale è indossare una mantella impermeabile e soprattutto di non farsi sorprendere con il cellulare in mano in cerca di uno spettacolare selfie. La seconda è Skógafoss (La Potenza Pura): a poca distanza dalla prima cascata si trova questa muraglia d’acqua perfetta, larga 25 metri. Nelle giornate di sole, produce quasi sempre un arcobaleno doppio.
Per chi è ben allenato si possono salire i 500 scalini per vedere la potenza del fiume che si getta nel vuoto dall’alto. La terza tappa è Reynisfjara (La Spiaggia Nera e i Basalti) Una spiaggia lunare dove la sabbia è nera come la pece. Qui ammiriamo le famose colonne di basalto a canne d’organo (Gardar) e i faraglioni Reynisdrangar che spuntano dall’oceano. Attenzione a non avvicinarsi troppo all’acqua però, le onde qui infatti sono famose per essere improvvise e pericolose. Alla fine di questa giornata intensa si dorme nella zona di Vík. Una meravigliosa oasi di pace. Il nostro hotel è in perfetto stile islandese: case basse d un solo piano con camere semplici in legno affacciate sulla natura e con una zona benessere con sauna e bagno all’aperto.
Giorno 4: Il Dominio del Ghiaccio
Percorso da Vík a Jökulsárlón sino a Kirkjubæjarklaustur (ca. 210 km totali)
La prima tappa è per ammirare Svartifoss (La Cascata Nera), all’interno del Parco Nazionale del Vatnajökull, dove si può fare un trekking di circa 45 minuti per vedere la cascata. Questa caduta d’acqua è unica perché incorniciata da colonne di basalto nero che pendono verso il basso, una geometria naturale che ha ispirato l’architettura della cattedrale di Reykjavík.
Diamond Beach
La seconda tappa della giornata è Jökulsárlón (la Laguna degli Iceberg) il punto più spettacolare del viaggio. Qui enormi blocchi di ghiaccio millenario si staccano dal ghiacciaio Breiðamerkurjökull e galleggiano placidamente verso il mare. I colori variano dal bianco latte al blu elettrico intenso.
La laguna degli iceberg
Da non perdere assolutamente la Diamond Beach (La Spiaggia dei Diamanti) Proprio di fronte alla laguna, gli iceberg che arrivano all’oceano vengono riportati a riva dalle onde e depositati sulla sabbia nera. Sembrano enormi diamanti che brillano al sole. ll pernottamento è in zona Kirkjubæjarklaustur perché dormire qui fa risparmiare un’ora di guida per il giorno successivo
Giorno 5: Relax e il Grande Gran Finale (Golden Circle)
Percorso: Kirkjubæjarklaustur → Secret Lagoon → Golden Circle → Reykjavík (ca. 300 km)
Oggi si parte presto presto per goderci ogni momento: la prima tappa è la Secret Lagoon (Gamla Laugin – Relax Mattutino) Situata nel villaggio di Flúðir, è la piscina termale più antica d’Islanda. È molto più naturale e meno affollata della famosa Blue Lagoon. L’acqua calda (38-40°C) sgorga continuamente dal sottosuolo tra piccoli geyser. È il modo perfetto per ricaricare le energie prima delle ultime tappe. Il secondo stop è la Cascata Gullfoss (La Regina d’Oro) ua delle cascate più imponenti d’Europa. Il fiume Hvítá precipita in due salti successivi dentro una profonda gola. La vista dall’alto è vertiginosa e maestosa.
Il geyser Strokkur
La terza tappa è l’ area Geotermica di Geysir (Lo Spettacolo della Terra) dove riusciamo ad ammirare Strokkur, il geyser che erutta puntualmente ogni 5-10 minuti. Vedere la bolla blu che si gonfia prima dell’esplosione è un’emozione incredibile.L’ultima tappa prima del rientro è il Parco Nazionale di Þingvellir (l’Incontro dei Continenti) È il luogo dove si può camminare nella spaccatura tra la placca nordamericana e quella eurasiatica. Si rientra a Reykjavík per cena.
La chiesa di Búðakirkja
Giorno 6: La tappa di design
Si parte la mattina alle 8 del mattino con Finnair fermandosi a Helsinki facendo una tappa di un giorno e una notte approfittando dello scalo lungo offerto dalla compagnia finlandese. La compagnia ha degli aerei nuovissimi e super puntuali quindi non pesa assolutamente il fatto di non avere il volo diretto. Anzi. E’ un’opzione che consigliamo per arricchire il viaggio. Dall’aeroporto di Helsinki al centro città è sufficiente circa mezz’ora.
Da lì, bastano solo 15 minuti a piedi per raggiungere l’elegante Helsinki Design District. In alternativa, si può prendere il tram linea 10. La prima cosa da vedere è l’Architecture & Design Museum Helsinki. Il museo ospita la migliore collezione al mondo di design finlandese e scandinavo, oltre a presentare il design globale attraverso una serie di mostre eccellenti e in continua evoluzione. Si esce dalla visita con una conoscenza approfondita dei pionieri del design finlandese del XX secolo e del padre del modernismo finlandese Alvar Aalto. Il biglietto d’ingresso costa 21 euro per gli adulti e 14 euro per pensionati e studenti (al momento della stesura di questo testo). In estate, il museo è aperto dalle 11:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle 11:00 alle 18:00 il sabato e la domenica. In inverno, dal 1° settembre al 31 maggio, il museo è chiuso il lunedì e il martedì è aperto fino alle 20:00. Quindi si può fare tappa al Meseo d’Arte (HAM) che possiede oltre 9.000 opere d’arte di proprietà pubblica, metà delle quali si trovano sparse per la città in parchi, biblioteche e altri spazi pubblici. Anche lo spazio permanente dell’HAM, allestito in un ex impianto da tennis (il Tennis Palace, o “Tennispalatsi” in finlandese), merita una visita. È raggiungibile con una sola fermata di metropolitana (cinque minuti) dalla stazione centrale o con una passeggiata di dieci minuti. A fine giornata ci rilassiamo alla piscina di mare Allas e nelle sue saune. Si tratta di un’area spettacolare situata direttamente sull’acqua e alimentata da energia rinnovabile. Più esattamente dispone di tre piscine: una piscina riscaldata per il nuoto, una piscina per bambini e una piscina di acqua di mare. L’acqua di quest’ultima proviene da zone più al largo, dove le correnti sono più pulite, e viene ulteriormente sanificata con luce ultravioletta. La piscina Allas è aperta tutto l’anno. Ogni sauna è riscaldata elettricamente a 80ºC e offre una vista sul Mar Baltico. Se capitate al momento giusto, potete anche provare una lezione di yoga in sauna. I biglietti costano 18euro nei giorni feriali e 22 euro nei fine settimana per gli adulti (dai 13 anni in su) e 10euro per i bambini (dai 3 ai 12 anni).
Alla scoperta di un’area meno conosciuta ma di rara attrattività, nel vasto Paese sudamericano. Per chi ha voglia di spingersi oltre i circuiti più frequentati.
C’è chi parte per il Perù con negli occhi già l’immagine di Machu Picchu. La cittadella inca è una di quelle visioni che non deludono mai: le pietre perfettamente incastonate, la nebbia mattutina che sale dalla valle, il silenzio — almeno nelle ore meno affollate — che fa sentire davvero soli di fronte alla storia. È uno dei luoghi più affascinanti del pianeta, e merita tutto ciò che se ne dice.
Eppure sarebbe un peccato fermarsi lì. Il Perù è un paese vasto, capace di riservare sorprese profonde a chi ha voglia di spingersi oltre i circuiti più frequentati.
Nel suo angolo nord-orientale, dove le ultime propaggini delle Ande scivolano verso la foresta amazzonica, custodisce una delle aree archeologiche meno conosciute del paese: la regione di Amazonas e la terra dei Chachapoyas, i Guerrieri delle Nuvole. Luoghi di rara bellezza, ancora lontani dal turismo di massa, dove è possibile quell’incontro autentico con la storia e la natura che sempre più spesso bisogna cercare lontano dalle mete celebrate.
Verso la Cascata di Gocta
Il viaggio può iniziare da Chachapoyas, una piccola città di provincia che prende il nome dall’antica civiltà che abitò queste montagne tra l’VIII e il XV secolo: un popolo di straordinaria inventiva che seppe costruire la propria identità su un territorio impervio, fatto di precipizi e foreste perennemente umide. Eppure qui fiorì una cultura architettonica e spirituale di rara sofisticazione, il cui simbolo più eloquente è la Fortezza di Kuélap. Collocata a oltre 3.000 metri di altitudine, raggiungibile attraverso una spettacolare funivia che attraversa la valle del Río Utcubamba — anche se negli ultimi anni il sito ha conosciuto periodi di accesso limitato per lavori di consolidamento — Kuélap sorprende con le sue mura in pietra alte fino a venti metri e le oltre quattrocento strutture circolari ornate di motivi geometrici. Non era una semplice roccaforte: era un luogo dove vita collettiva, cerimonie e memoria degli antenati si intrecciavano in modo inscindibile. E a differenza di tanta archeologia peruviana, qui regna ancora il silenzio.
La civiltà chachapoya ha lasciato anche alcune delle architetture funerarie più suggestive delle Ande. I Sarcofagi di Karajía — spettacolari figure antropomorfe in argilla appoggiate su una parete rocciosa verticale quasi inaccessibile — dominano la valle con espressione severa e ieratica. I morti, collocati in alto per volontà precisa, dovevano vegliare sui vivi e proteggere il territorio per l’eternità. Poco distanti, i Mausolei di Revash disegnano un villaggio sospeso sulla parete rocciosa: piccole case dei morti decorate con pigmenti rossi e ocra che rispecchiano l’architettura delle abitazioni dei vivi, testimoniando una visione in cui la morte non interrompe l’esistenza ma la prolunga. Questa straordinaria eredità trova voce nel Museo di Leymebamba, dove sono custodite oltre duecento mummie chachapoya recuperate alla fine degli anni Novanta nei pressi della Laguna de los Cóndores: una scoperta fortuita che ha restituito alla storia un patrimonio archeologico eccezionale.
Edifici nella fortezza di Kuélap, Amazonas
La natura della regione non è meno interessante della sua archeologia. La Cascata di Gocta, con i suoi 771 metri di dislivello, è tra le più alte al mondo, documentata scientificamente solo nel 2006. Le popolazioni locali la conoscevano da sempre, ma una leggenda la voleva dimora di una sirena dai capelli d’oro che portava sventura a chi si avvicinava. Meglio non parlarne con gli stranieri, dunque. Oggi è raggiungibile attraverso sentieri nella foresta dove si possono ammirare orchidee rare, galletti delle rocce dai colori accesi e, molto più raramente, l’orso dagli occhiali. L’arrivo alla base, dove l’acqua crea una nebbia permanente che disegna arcobaleni, ripaga della fatica.
Il viaggio può terminare a Huancas, dove nel laboratorio artigianale La Cusana le donne del villaggio modellano l’argilla a mano, senza torni né stampi, seguendo tecniche tramandate da secoli. Ogni pezzo è unico, imperfetto, vivo — e in quella imperfezione c’è tutto il peso di una tradizione che resiste.
Prima di ripartire per l’Italia, vale comunque la pena concedersi almeno due giorni a Lima, città che molti attraversano di fretta e che invece merita attenzione. La capitale peruviana è oggi una metropoli effervescente, capace di affiancare una straordinaria eredità coloniale a una creatività contemporanea sorprendente. Il centro storico, Patrimonio UNESCO, ruota attorno alla Plaza Mayor, tracciata da Francisco Pizarro nel 1535, con la Cattedrale e i suoi balconi in legno intagliato. Miraflores, affacciato sul Pacifico, offre il Malecón panoramico, ristoranti di livello mondiale e una vita urbana cosmopolita; Barranco, poco più a sud, è il quartiere bohémien delle case color pastello e della street art. Da non perdere Huaca Pucllana, piramide di adobe precolombiana che sorge nel mezzo della città moderna, e di sera il Circuito Mágico del Agua, tredici fontane illuminate che trasformano una passeggiata nel Parque de la Reserva in uno spettacolo inatteso. Il tutto accompagnato da una cucina — il ceviche su tutti — che ha reso Lima una delle capitali gastronomiche del mondo.
Il Perù è un paese che continua ad affascinare i visitatori. Machu Picchu è imprescindibile, certo. Ma i Guerrieri delle Nuvole aspettano, nella nebbia di Amazonas, chi cerca ancora il piacere della scoperta.
Spirito Selvaggio: luoghi e culture dei nativi attraverso il Wyoming e il Montana.
Questa estate parti per un viaggio alla scoperta delle meraviglie della natura selvaggia e sorprendente del Wyoming e del Montana e alla ricerca delle radici della cultura nativa americana.
Puoi visitare luoghi mitici come Little Bighorn, dove si svolse la battaglia forse più famosa tra le tribù native e la cavalleria statunitense, e lo Yellowstone National Park, con i suoi geyser e l’incredibile fauna, tra cui bisonti, orsi e lupi.
E al culmine del viaggio puoi partecipare alla Crow Fair Celebration, il più grande raduno di Nativi Americani del Montana: un evento unico che permette di immergersi completamente nella cultura Crow, assistendo a danze tradizionali, sfilate di costumi, competizioni sportive e cerimonie spirituali.
Un viaggio come questo è l’occasione di vivere un’esperienza che lascia ricordi indelebili dei panorami dell’Ovest americano e di una cultura autentica, fatta di tradizioni da custodire.