Il nuovo superyacht Luminara approda alle Maldive: nasce l’esperienza “Sail and Stay” firmata Ritz-Carlton

Il nuovo superyacht Luminara approda alle Maldive: nasce l’esperienza “Sail and Stay” firmata Ritz-Carlton

 

L’imbarcazione attraccherà al The Ritz-Carlton Maldives, Fari Islands, per due itinerari speciali che collegheranno Mauritius, le Maldive e Singapore. L’iniziativa offre agli ospiti la possibilità di abbinare il viaggio in mare a una permanenza di due notti in una Ocean Pool Villa nel rinomato resort dell’atollo di Malé Nord.

L’esperienza coniuga l’eleganza dello yachting di lusso con l’ospitalità raffinata del resort: dalle suite a bordo al comfort delle ville private con piscina e vista sull’oceano, ogni dettaglio è pensato per offrire un soggiorno senza soluzione di continuità tra mare e terra. Le attività spaziano dal benessere con trattamenti Bamford presso The Ritz-Carlton Spa, alle immersioni e allo snorkeling con guide naturalistiche, fino a esperienze gastronomiche d’autore ispirate a cucine giapponesi, cantonesi, italiane e libanesi. Gli ospiti potranno anche esplorare la Fari Marina Village, tra arte contemporanea, street food asiatico e sapori levantini. Completano l’offerta escursioni in dhoni, battute di pesca d’altura e voli panoramici in idrovolante.

A bordo del Luminara, terzo yacht della flotta e lanciato nel luglio 2025, si viaggia nel massimo del lusso con un’elevata proporzione tra equipaggio e ospiti e spazi generosi. Le crociere inaugurali nell’Asia-Pacifico includono proposte culinarie firmate dagli chef stellati Fabio Trabocchi e Michael Mina, trattamenti spa con prodotti ESPA, 111SKIN e Pisterzi, oltre a installazioni artistiche di Paul Klee, David Hockney e Alexander Calder. Il primo itinerario partirà da Mauritius il 3 dicembre con destinazione Maldive, per una crociera di nove notti seguita da due notti al resort. Il secondo, con partenza dalle Maldive il 10 dicembre, prevede undici notti di navigazione fino a Singapore, passando per Colombo, Galle Fort, le Andamane, Phuket e Langkawi.

Le tariffe partono da 12.400 dollari a persona, comprensive di due notti in villa con colazione. I pacchetti sono soggetti a disponibilità e prenotabili sul sito ufficiale della Ritz-Carlton Yacht Collection.

 

Valtur Maldive Ja Manafaru Resort – ATOLLO HAA ALIFU (Maldive)

Valtur Maldive Ja Manafaru Resort – ATOLLO HAA ALIFU (Maldive)

Nell’incantevole e incontaminato atollo a nord di Haa Alifu, il pluripremiato 5 stelle superiore Valtur Escape JA Manafaru è un tranquillo santuario di classe ed eleganza. Isola di piccole dimensioni, un incantevole mix di sabbia bianca finissima, laguna abbagliante e vegetazione rigogliosa, è l’ideale per una vacanza di prestigio a piedi nudi. E’ stato incluso tra i 5  migliori “luxury lifestyle resort” alle Maldive. In relazione agli orari di arrivo e partenza dei voli intercontinentali, si può raggiunge con un volo sull’aeroporto domestico di Hoarafushi di 50 minuti e circa 15 minuti di barca veloce, oppure in idrovolante (un’ora e quindici minuti circa).

Dispone di 84 ville suddivise in 7 tipologie, tutte con servizio butler dedicato. Si suddividono in: Beach Villa di oltre 150 mq, è un’ampia villa matrimoniale con bagno esterno maldiviano fornito di due lavabo, bidet ed idromassaggio, oltre a piscina e due lettini. La camera si affaccia sull’ampia area del terrazzo con gazebo, lettini mare ed ombrelloni nella massima privacy garantita dalla vegetazione con accesso alla splendida spiaggia; possono ospitare fino a 3 adulti e un bambino fino a 12 anni con sistemazione in sofa bed doppio. Deluxe Beach Villa, più ampia della precedente, può ospitare fino 2 adulti e 2 ragazzi fino a 18 anni con sistemazione in sofa bedWater Villa (lato tramonto e alba) con piscina privata panoramica a sfioro sull’ampio deck con lettini e ombrelloni, possono ospitare fino a 3 adulto e un bambino fino a 12 anni. Inoltre le enormi ville a 2 e 3 camere sia in zona spiaggia, Two Bedroom Beach Residence with Family Pool and Private Pool (con area privata attrezzata con ombrelloni e lettini) sia overwater, Two Bedroom Ocean Residence with Family Infinity Pool, con spettacolari viste sul mare. A disposizione per ogni ospite una bicicletta con gomme speciali per ottimizzare la pedalata sulla sabbia soffice dell’isola (“Fat bike”). Le sistemazioni dispongono tutte di bollitore per tè e caffè, tv satellitare, DVD, aria condizionata e ventilatori, frigobar, cella per i vini, cassaforte e telefono.

La splendida e soffice spiaggia di sabbia bianca contorna completamente l’isola, con facile accesso ad una laguna dai colori abbaglianti e dall’ottima balneabilità. Ogni sistemazione sull’isola dispone di ampio tratto di spiaggia attrezzata con ombrelloni e lettini posizionati per garantire la privacy. Perfetta scelta per attività balneari e per vivere le bellezze naturali delle Maldive come immersioni e snorkeling con uscite in barca a cura del resort.

San Andrés, cosa vedere e fare nell’isola con il mare dai 7 colori

San Andrés, cosa vedere e fare nell’isola con il mare dai 7 colori

1. Dove si trova San Andrés

San Andrés, insieme a Providencia, fa parte dell’omonimo arcipelago. Le due isole isole distano solo 20 minuti di volo ma sono molto diverse.
San Andrés è molto più commerciale, più affollata ma anche più accessibile, Providencia  conserva gran parte della sua purezza ed è più “selvatica”, decisamente meno turistica ma è anche dotata di meno spiagge.

Si trovano a 850 chilometri dalla costa nord-est della Colombia e a soli 150 chilometri dal Nicaragua.

Quando la Colombia ottenne l’indipendenza nel 1810, rivendicò il possesso delle isole, sebbene il Nicaragua si oppose fino a che, nel 1928, dopo diverse trattative, fu firmato un trattato che concedeva la sovranità alla Colombia.
Nel 1954 il governo colombiano dichiarò le isole “porto franco”, per incentivare il turismo.
Sia San Andes che Providencia sono popolate dall’etnia Raizal, risultato della mescolanza tra i coloni inglesi e gli schiavi africani. Il loro idioma è il creolo; nelle isole di parla sia l’inglese che lo spagnolo.

2. Come arrivare a San Andrés

Il modo più veloce per raggiungere San Andrés è in aereo, da diverse città colombiana, come Bogota’, Medellin, Cartagena,Cali’, nonché con voli internazionali da alcuni paesi limitrofi.
Se vuoi andare dalla Colombia a Providencia,  dovrai passare per San Andrés, poiché i voli per Providencia partono solo da quest’isola.

Una volta arrivati a San Andrés, bisogna completare le procedure di ingresso sull’isola.
Bisogna pagare all’aeroporto di partenza una tassa unica di 116.800 COP per persona (febbraio 2024).
Questo importo si paga una sola volta ed è valido per l’ingresso e il soggiorno nelle due isole. Assolutamente da non perdere il foglietto con il timbro di entrata, che tiverrà consegnato all’arrivo a San Andrés.

3. Quando andare a San Andrés

Gennaio-giugno: questo è il periodo più secco dell’anno, con meno probabilità di pioggia, il miglior periodo per venire da queste parti.

Novembre-dicembre: questi due mesi presentano il maggiore probabilità  di pioggia, sono i meno indicati per visitare l’isola.

Dicembre-agosto: sono i mesi più turistici e di conseguenza i più costosi per viaggiare;  i prezzi degli alloggi aumentano.

4. Quanti giorni passare a San Andrés

Ti consiglio  di dedicare almeno 4 giorni/3 notti  o 5 giorni/4 notti a San Andrés e combinare il soggiorno con l’isola di Providencia, dove potresti trascorrere altri 3-4 giorni.

1° giorno: arrivo a  San Andres
Arrivo e sistemazione dove alloggerai.

2° giorno: tour a San Andres
Un tour  di 1/2 giornata che offre l’opportunità di conoscere San Andrés.

3° giorno: Johnny Cay e Acuario
Escursione  a Johnny Cay y Acuario (6 ore circa) con pranzo.

4° giorno: San Andres
Giornata libera a San Andres. Pasti liberi e soggiorno negli hotel prescelti.

5° giorno: partenza

5. Come spostarsi a San Andrés

Una delle cose più curiose di San Andrés è che non c’è libera circolazione di auto, quindi per esplorare l’isola dovrai dimenticarti di noleggiare un’auto e dovrai optare per:

  • Golf cart (carrito) : è il mezzo di trasporto più gettonato dai turisti a San Andrés; il prezzo è di circa 130. 000 COP che arriva a 160.000 COP in alta stagione. Non è particolarmente veloce ma è comodo; diversi punti di noleggio lungo le avenidas Colombia e Newball.
  • Scooter Il mio mezzo preverito: il  prezzo è di circa 80.000 COP al giorno. E’ inutile che chiedi del casco, perché ti guarderebbero come un marziano. Qui, come a Providencia, nessuno lo usa!
    Autobus: se non vuoi preoccuparti di nulla, puoi spostarti sull’isola di San Andrés in autobus; la frequenza è però piuttosto limitata.
  • Taxi:  è la modalità più costosa per spostarsi sull’isola;  un taxi che ti scorrazza in diversi luoghi di San Andrés può costarti circa 200.000 COP.

Ricorda che devi portare con te la patente di guida per noleggiare una mula o una moto. È sufficiente la patente nazionale, non ti chiedono quella internazionale.
Ti consiglio di verificare che il mezzo abbia tutti i documenti in regola poiché ci sono persone che le noleggiano senza documenti; se ti ferma la polizia può essere un problema.

6. Dove alloggiare a San Andrés

San Andrés offre una vasta gamma di soluzioni abitative, dalle comode strutture alberghiere nel cuore della città di San Andrés, ideali per chi cerca comfort e servizi, a opzioni più tranquille e immerse nella natura in zone come San Luís o La Loma, per chi desidera un’esperienza più autentica e rilassante.

7. La Cucina a San Andrés

La cucina dell’isola è un vero e proprio crogiolo di sapori, con influenze africane, spagnole e inglesi. Non si può partire senza aver assaggiato il rondón, piatto tipico dell’isola a base di frutti di mare/pesce e latte di cocco, cassava, patate e zucca con altre spezie. Non ti aspettare chissà che, però vale sicuramente una cena di assaggio.

8. Cosa Vedere a San Andrés

👉 Città di San Andrés
Sicuramente non è il luogo più attraente dei Caraibi, però se sei abituato a fare shopping ( e ad avere a portata di mano diverse comodità), è sicuramente il punto di partenza per il soggiorno nell’isola.

Tra i luoghi da non perdere:

Le vie commerciali (nei dintorni della rotonda Cabeza de Morgan). Ricorda che le isole sono esenti da tasse, quindi possono essere un ottimo posto per fare acquisti. Pare che le creme o i prodotti di profumeria abbiano ottimi prezzi.

Bahía Sardina la spiaggia più famosa di San Andrés.

Avenida Colombia, è il lungomare della città.

La zona dell’aeroporto per osservare l’atterraggio degli aerei; la pista è praticamente a fianco al mare e dentro in città.  Gli aerei quando si avvicinano sembra che atterrino sulle case.

Casa Museo
Questo museo è situato in una casa tradizionale dove potrai scoprire molto di più sulla cultura raizal e le sue tradizioni; potrai goderti una danza tipica eseguita dagli abitanti locali al suo interno.

 

👉 Grotta di Morgan
E’ uno dei luoghi più turistici di San Andrés e, secondo le leggende, uno dei più misteriosi. Si dice che il pirata Morgan abbia nascosto qui il tesoro accumulato dopo numerosi saccheggi ai danni delle navi che passavano nella zona. E’ un po’ una trappola per turisti….

👉 West View e La Piscinita
Due altri posti “trappole per turisti”; facendo snorkeling i pesci vengono a prenderti il cibo tra le mani. Non è il massimo dal punto di vista etologico, ma può essere divertente.

👉 Hoyo Soplador
E’ una formazione rocciosa con una serie di crepacci; quando il mare è agitato, l’acqua viene espulsa creando grandi geyser con uno tonfo caratteristico.

👉 Piscine naturali
Un grande attrattiva di San Andrés sono le piscine naturali che si possono trovare lungo l’isola. Un buon luogo dove godersi mare e paesaggio circostante.

👉 San Luís
Questo piccolo borgo costiero, vicino alla bellissima spiaggia di Sound Bay e Rocky Cay, è molto più tranquillo rispetto alla città di San Andrés e offre tutti i servizi, oltre a una buona infrastruttura alberghiera e di ristoranti.
Non si tratta però di un vero e proprio paese, bensì di due file di case e negozi tradizionali che costeggiano i lati della strada e la riva della spiaggia.

👉 La Loma
Un piccolo paese situato all’interno dell’isola, che ti consiglio se vuoi avvicinarvi alla cultura raizal. Ospita la prima chiesa battista dell’isola, costruita in legno. Da non perdere la domenica;  partecipando alla messa, si è stregati dai magnifici gospel cantati da tutti i partecipanti.

👉 Recorrer los Manglares Old Park
Se vuoi conoscere da vicino un mangrovieto, è una esperienza da non perdere.  Potrai fare un tour, in mezzo alla natura su passerelle che attraversano le mangrovie.

👉 Rocky Cay
Situato vicino a San Luís, questo piccolo isolotto di fronte a Cocoplum Bay può essere raggiunto a piedi attraverso una lingua di sabbia, quando la marea lo permette. Qui potrai vedere ciò che resta di Nicodemus,  una nave arenatasi su queste coste, creando un habitat marino ideale per lo snorkeling.

9. Le Spiagge più belle di San Andrés

Le spiagge dell’isola sono, senza dubbio, tra i luoghi imperdibili di San Andrés. Qui potrai goderti il “Mare dei Sette Colori”, per le tonalità di blu, dal turchese al blu scuro, con sfumature verdognole, rendendo queste spiagge un luogo unico.

👉 Bahía Sardina
Sicuramente la spiaggia più visitata dell’isola.
Nonostante la vicinanza al centro abitato, troverai anche qui acqua color turchese, sabbia bianca e palme in ogni angolo. Offre inoltre  ombrelloni, sdraio, ristoranti e diversi punti vendita dove acquistare i biglietti per le escursioni più famose dell’isola.

👉 Spratt Bight
Un’altra spiaggia urbana di Città di San Andrés a pochi metri di distanza, ma più piccola.

👉 Playa de San Luís
E’ perfetta per godersi formazioni rocciose uniche e un fondale marino ideale per fare snorkeling.  La spiaggia è rocciosa, quindi è necessario indossare scarpe adatte per entrare in acqua, da acquistare a prezzi ragionevoli in qualsiasi negozio dell’isola.

👉 Playa Punta Sur
La  zona è considerata tra le più bella dell’isola e una delle più tranquille. Non ci sono servizi nelle vicinanze; se pensi di passare del tempo qui, portati qualcosa da bere e mangiare.

👉 Charquitos
Perfetta per le famiglie grazie alle sue acque calme, poco profonde e circondate da piscine naturali.

👉 Cocoplum Bay
Cocoplum Bay ospita Rocky Cay, il cayo citato  precedentemente. La spiaggia è paradisiaca e offre servizi di ogni tipo.

10. Escursioni a San Andrés

Un’altra attività da fare a San Andrés è partecipare a una delle escursioni più famose che l’isola ha da offrire.

👉 Johnny Cay
Probabilmente l’escursione più famosa  a San Andrés. Situato a soli 1,5 km dalla costa di cittadina di San Andrés e con una superficie di quasi 4 ettari, questo cayo offre il luogo ideale per sdraiarsi sotto una delle centinaia di palme che coprono l’isola o su una delle sue spiagge di sabbia bianca. Il problema è che, a causa della sua popolarità, è spesso difficile trovare un posto libero dove rilassarsi o godersi il paesaggio.

👉 L’Acquario
Questo piccolo e incantevole cayo, situato vicino a Cayo Córdoba, è un’altra delle escursioni più note di San Andrés. Famoso per le sue acque cristalline e la barriera corallina, un tempo era un luogo meraviglioso per fare snorkeling. Tuttavia, con il passare del tempo e il turismo di massa incontrollato, il corallo è quasi scomparso e i pesci si avvicinano solo quando vengono alimentati con il pane. Non esattamente il massimo per dal punto di vista etologico.

Abruzzo. Andata in bici, ritorno in barca. La Costa dei Trabocchi che più lenta non si può

Abruzzo. Andata in bici, ritorno in barca. La Costa dei Trabocchi che più lenta non si può

La guida pratica per scoprire l’estremo litoraneo a sud-est della regione lungo la ciclabile ricavata nella vecchia ferrovia e dal mare.

“Simile a un ragno colossale”. Così Gabriele D’Annunzio descriveva uno dei trabocchi della costa abruzzese che va da Ortona a Vasto, nel suo romanzo “Il trionfo della Morte”. Lungo quel tratto di costa si contano 25 di queste strane macchine da pesca, molte delle quali recuperate dal degrado e trasformate in particolari ristoranti di pesce. È la Costa dei Trabocchi, tutta da scoprire via terra in bicicletta lungo la ciclabile che scivola lungo il vecchio tracciato ferroviario, ma anche via mare, in barca a vela.

In bicicletta

La via Verde dei Trabocchi è una ciclabile separata dal traffico delle auto e segue per 42 chilometri il tracciato della vecchia ferrovia adriatica, spostata, per praticità, più all’interno. Il percorso si snoda tra spiagge sabbiose, ciottoli, scogliere e riserve naturali. E collega chiaramente anche i borghi e cittadine che si trovano lungo la costa.

La ciclabile, che ha ancora alcuni tratti non ultimati, inizia dalla riserva naturale Ripari di Giobbe, poco più a nord di Ortona. Questa cittadina è caratterizzata dal possente Castello Aragonese. La costa, fatta principalmente di falesie, può essere visitata esclusivamente a piedi. Un’area che sempre D’Annunzio definì “catena di promontori e golfi lunati”.

 

Punta Aderci e il suo trabocco - Foto di Paolo Ribichini
Punta Aderci e il suo trabocco 

 

Dalla riserva, quindi, si pedala verso sud, sfiorando in più punti il mare. Dopo la foce del fiume Moro, si intravede il trabocco Mucchiola e poi quelli di San Giacomo e Punta Scirocco. Tra paesaggi costieri e pinete, si arriva più avanti alla Riserva di Punta Aderci, la parte di costa che è considerata quella più affascinante. Nel punto più panoramico, in condizioni di buona visibilità, si può ammirare non solo il mare ma anche la Majella a ovest.

Per percorrere tutta la ciclabile, ben segnalata con cartellonistica specifica, è bene informarsi rispetto ai tratti chiusi per manutenzione o realizzazione. Una app ufficiale fornisce inoltre una vera e propria audioguida attraverso gps, per scoprire la storia e la cultura delle zone attraversate. Inoltre, al di là dei 42 chilometri costieri, esistono diversi percorsi ad anello che partono dalla ciclovia e che consentono di scoprire l’entroterra. Sul sito della Rete ciclabile dei Trabocchi è possibile trovare idee e percorsi consigliati. Uno di questi è la tratta Punta Le Morge – Cimitero Inglese. Dalla ciclabile costiera si entra nella lecceta di Torino di Sangro, per poi procedere verso sud-ovest lungo la sponda destra del fiume Sangro fino al cimitero che conserva i corpi dei giovani soldati inglesi uccisi durante la seconda guerra mondiale lungo la linea Gustav.

In barca a vela

Uno dei pochi tratti di costa italiana dell’Adriatico che presenta alte falesie è proprio quello della Costa dei Trabocchi. Il paesaggio perfetto per godere del litorale dal mare, soprattutto in barca a vela. Partendo dal porto di Ortona e navigando verso sud, merita sicuramente una sosta, un tuffo e un aperitivo a bordo, l’area dei Ripari di Giobbe con le sue acque cristalline e una verdeggiante macchia mediterranea. Dopo aver veleggiato per qualche ora, si rientra nel Porto di Ortona per andare a scoprire il Castello Aragonese e cenare sul belvedere per poi passare la notte in barca.

La mattina successiva sveglia presto e su le vele per navigare verso Punta dell’Acquabella in direzione sud-est, tra natura incontaminata e un mare favoloso. Dopo poche miglia già il primo trabocco della Mucchiaiola. Per pranzo vale una sosta a terra a Marina di San Vito dove si mangia un ottimo pesce locale. Di nuovo a bordo per navigare lungo la costa e incontrare altri trabocchi come il Turchino, il Chiave, il Lupone e il Tufano, prima di arrivare nel piccolo golfo di Punta Cavalluccio dove si può passare la notte in rada.

 

La vista della Costa dei Trabocchi da Vasto - Foto di Paolo Ribichini
La vista della Costa dei Trabocchi da Vasto  

 

La mattina seguente inizia con una lunga veleggiata verso un’altra riserva, quella di Punta Aderci. Durante la navigazione, sulla destra paesaggi mozzafiato tra colline verdi e dolci, e sullo sfondo la maestosa Majella. La riserva è uno strapiombo sul mare. Qui sarà possibile ammirare l’omonimo trabocco, le acque cristalline e una spiaggia, quella tra Punta Aderci e Punta Penna, che sembra non finire mai. Dopo il porto di punta Penna, con uno dei fari più alti d’Italia, entriamo nel golfo di Vasto. Qui la vista si arricchisce dello storico paese arroccato sulla collina. Si darà l’ancora di fronte alla spiaggia di San Nicola, protetta dal golfo e riparata dalle onde e dai venti. La spiaggia vale una visita: una delle poche lungo la costa interamente sassosa. Qui si possono fare piccoli spostamenti sulla tavola da sup e fare un tour dei trabocchi Canale rosa dei venti e Punta San Nicola. Infine, si torna a navigare passando davanti a Casarsa e al trabocco Cungarelle e Trave. La veleggiata si conclude, infine, al porto Cala del Golfo.

La guida

Porti turistici, approdi, rimessaggi, distanze nautiche e tutti i consigli utili per apprezzare la Costa dei Trabocchi dal mare. Da pochissimo, si possono ammirare nella “Guida al turismo nautico nella Costa dei Trabocchi”, un’iniziativa promossa dal Gal Costa dei Trabocchi in collaborazione con Assonautica Pescara Chieti.

Ventiquattro pagine corredate da immagini del tratto di costa più affascinante d’Abruzzo dove vengono riportate anche molte informazioni turistiche, itinerari alla scoperta dei nove comuni del litorale chietino e consigli utili per esplorare i dintorni.

Non mancano un focus sui trabocchi, con l’elenco completo delle strutture presenti lungo la costa, e una dettagliata piantina con l’intera rete ciclabile di trabocchi, a cominciare dalla caratteristica Via Verde della Costa dei Trabocchi.

A Tafraoute, in Marocco, tra natura, sport e magia

A Tafraoute, in Marocco, tra natura, sport e magia

Tafraoute potrebbe sembrare soltanto un villaggio nella grande distesa interrotta da deserti e catene montuose che è il Marocco. Potreste pensare che si tratti una sosta conveniente durante un viaggio dall’oceano al deserto o di ritorno verso Marrakech. Certo, lo è. Ma se pensate di dedicargli il tempo di una notte e via, allora state per fare un grande errore. Perché Tafraoute non è una gemma, ma uno scrigno intero di quelle esperienze preziose che si cercano quando si viaggia, che siate sportivi, esploratori o inguaribili romantici.

L’oasi di Afella-Ighir ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

L’oasi di Afella-Ighir

Ci arrivo da Amtoudi, un villaggio berbero con un solo bar in cui convergono necessariamente i viaggiatori, lasciandosi portare dalla strada. All’ombra delle palme, tra gatti e tè, il cameriere indica la strada per arrivare all’agadir, un antico granaio fortificatoche sorge su una formazione rocciosa alta e sottile che si staglia sul villaggio. La visita tra i cunicoli che per secoli hanno protetto le scorte degli abitanti del luogo, il silenzio e la strada che corre tra terra rossa e palmeti rendono ancora più suggestivo l’ingresso a Tafraoute.

In cima all’agadir di Amtoudi ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

In cima all’agadir di Amtoudi

Mentre l’auto scorre lenta tra limiti di velocità e dossi, ho tutto il tempo di godermi il benvenuto del Châpeau de Napoléon (Il Cappello di Napoleone), una suggestiva formazione rocciosa levigata dal vento che si trova nel villaggio di Aguerd-Oudad, 3 km a sud di Tafraoute. Ma meglio venirci a piedi o in bicicletta, per godersi il fascino del luogo.

Del resto, prima di dedicarmi alla contemplazione della natura ho ancora una missione: trovare la Maison Traditionelle, a Oumesnate: un hotel costruito sul fianco della montagna interamente in fango e paglia, seguendo i dettami dell’architettura tradizionale. Qui si trova anche casa-museo situata sul fianco della montagna: una costruzione in granito di tre piani, con tanto di palme e alberi di argan, che ha circa quattro secoli, fino al 1982.

Il Cappello di Napoleone a Tafraoute ©Tupungato

Il Cappello di Napoleone a Tafraoute

Parcheggio l’auto nel posto sbagliato, regalandomi una passeggiata imprevista tra borghi semi deserti, giardini, ruscelli e ulivi. Arrivo appena in tempo per godermi il tramonto dal terrazzo: rocce infuocate abbracciano la piana rigogliosa che porta verso la città. E capisco che una notte non basterà.

Cosa fare a Tafraoute

Il primo impatto con la cittadina avviene di sera, ovvero quando è al meglio della sua vitalità, scampato il caldo e accese le griglie. Un pasto tradizionale a base di tajine, un giro per il bazar ed è subito evidente la notevole offerta di esperienze outdoor: trekking, mountain bike, arrampicata. Vi basterà una passeggiata per entrare in contatto con ottimi tour operator locali (trovate i chioschi a ovest dell’Hôtel Salama).

Le palme nell’oasi di Afella-Ighir ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Le palme nell’oasi di Afella-Ighir

L’oasi di Afella-Ighir

Tafraoute si trova all’incrocio di diversi ambienti, ognuno dei quali sembra regalare un viaggio a sé. Il primo che affronto è quello delle gole e dalle oasi di Afella-Ighir, a sud-est. Lasciando Tafraoute sulla strada Aguerd–Oudad, si attraversa il passo di montagna del Tlata Tasrirte fino all’inizio delle scenografiche Gole di Aït Mansou. Sebbene sia possibile attraversare la gola a bordo di un’auto, è meglio fare un’escursione a piedi, in mountain bike, o sedendosi a sorseggiare un tè nelle piccole botteghe che si incontrano durante il percorso, così per dare il tempo agli occhi e alla mente di abituarsi a questo fiume di palme che squarcia di verde il rosso delle gole.

La strada attraversa una serie di villaggi arroccati sopra l’oasi tra cui Tiznit, Souq el-Had Issi (un villaggio che ospita i minatori della vicina miniera d’oro), Aït Herbil e Ukas, dove si possono ammirare alcune spettacolari incisioni rupestri, che riuscirete però a trovare soltanto con l’aiuto di una guida. Ogni tanto lasciate la strada principale e fate un giro tra le case o tra le palme per scoprire diversi punti di vista su questo paesaggio in cui tutto è rigoglioso e un po’ nascosto.

Souq el-Had Issi (un villaggio che ospita i minatori della vicina miniera d’oro) ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Souq el-Had Issi (un villaggio che ospita i minatori della vicina miniera d’oro)

La Valle di Ameln

Per provare un’esperienza diversa (e perché d’estate nell’Anti Atlante fa caldo) cambio sistemazione di qualche chilometro, optando per relax con piscina vista montagne rosso fuoco all’Auberge Kasbah Chez Amaliya. Eppure l’ozio non mi trattiene a lungo: le montagne che sto fissando custodiscono un reticolo di villaggi berberi (circa 26) collegati da stradine e sentieri: la Valle di Ameln.

Relax di fronte alla Valle di Ameln ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Relax di fronte alla Valle di Ameln

Occorrerebbero settimane per completare il circuito o, in alternativa, da Oumesnate parte un itinerario di cinque giorni che attraversa luoghi di una bellezza straordinaria: il percorso tocca numerosi villaggi, sale fino a Tagdichte e raggiunge la vetta del Jebel L’Kest. Io ho poco tempo e scelgo di raggiungere in auto alcuni villaggi e di dedicarmi ai trekking che li circondano, come a Anirgui o Anamr. Questi villaggi sono stati restaurati grazie ai soldi che la diaspora marocchina ha fatto arrivare negli ultimi decenni: sono curati in ogni dettaglio in modo che la contemporaneità sia a servizio della tradizione. Passeggiando lungo un ruscello incontro tre signore che vi lavano i panni. Sono vestite con abiti tradizionali, prendono il fresco all’ombra della vegetazione e sono in vena di chiacchiere, sebbene non abbiamo lingue in comune. Condividiamo la loro uva, le mie mandorle e uno di quei momenti in cui il viaggio assume più significato di quello che esprimerebbero le delle parole per descriverlo.

Alcune delle pietre azzurre al tramonto ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Alcune delle pietre azzurre al tramonto

Le pietre azzurre, una storia d’amore

Arrivo al terzo giorno con la consapevolezza di aver trovato uno di quei luoghi che da subito piantano dentro di te un paletto e ti segnano. E sebbene la definizione di questa cittadina come un avamposto per amanti di trekking mi sembri già decisamente limitante e riduttiva, è alle “Pierres bleues” che ne ho la prova.

Avete presente quelle giornate in cui sei in un posto bellissimo, ma per qualche sciocchezza hai litigato con il tuo partner, magari verso la fine del viaggio, quando già la vita sembra meno promettente data l’imminenza del ritorno? Ecco, era uno di quei giorni quando “dovevamo” andare a vedere le pietre azzurre, l’opera dell’artista belga Jean Verame che consiste in una serie di enormi massi levigati dalla natura e dipinti da Verame di blu, rosso, rosa e nero. Avevo dato un’occhiata su Google e le foto non promettevano nulla di speciale. Eppure la camminata lungo il sentiero al tramonto e la scoperta di questi massi che si svelano uno dopo l’altro, a seconda di dove ci si arrampica e di quanto si procede nella passeggiata, ha reso il set perfetto per entrare in empatia con l’opera, fatta dall’artista nel 1984 come tributo alla moglie defunta. Che si tratti dell’arte, dell’energia naturale di cui è carica Tafraoute o del potere della suggestione, non poteva esserci una fine più appropriata a questa tappa di viaggio in Marocco.

Le migliori spiagge atlantiche del Marocco

Le migliori spiagge atlantiche del Marocco

Con quasi 2500 km di costa atlantica, il Marocco offre un’infinità di spiagge e onde per chi vuole cavalcarle o volarci sopra. La stagione migliore per il surf è da settembre a marzo. Lagune tranquille, parchi nazionali e zone umide rendono la costa un paradiso per il birdwatching. L’offerta delle attività include anche gite in barca, uscite di pesca e sandboard sulle dune.

La spiaggia di Legzira ©mikhail mandrygin/Shutterstock

La spiaggia di Legzira

Fare surf a Taghazout

La regione di Taghazout è adatta a surfisti di ogni livello, da chi cerca di prendere la sua prima onda a chi insegue una mareggiata atlantica remando accanto a surfisti di professione. Le strade sono piene di negozi di noleggio, mute e vecchi taxi Mercedes carichi di tavole da surf. L’aria profuma di sale, crema solare e cera da surf. La stagione principale del surf va da ottobre ad aprile, quando le mareggiate invernali portano onde costanti.

In estate, da maggio a settembre, le onde più piccole e calde sono perfette per i principianti e gli appassionati di longboard. I surf break facilmente accessibili vanno da quelli ampi con fondo sabbioso di Taghazout Bay, perfetti per i principianti, ai reef e point break di Banana Point, Mysteries e Devil’s Rock, ideali per i surfisti di livello intermedio e avanzato.

L’onda spettacolare di Anchor Point ospita la World Surf League, di solito a febbraio; nel 2022 è stata la cornice della prima surf expo dell’Africa e di altri eventi che hanno proiettato il Marocco sulla scena mondiale del surf. A questo boom del turismo del surf corrisponde un forte incremento di strutture ricettive, scuole di surf e attività correlate. I numerosi surf camp offrono a prezzi competiti vi pacchetti di una settimana con pensione completa. Se vi trattenete più a lungo, i fratelli Regragui sono una famiglia di surfisti e allenatori a Surf Lovers Morocco che offrono lezioni, guida e uscite ai loro spot segreti.

Con il surf arriva anche lo yoga, per fare stretching dopo le uscite in mare, per favorire l’equilibrio e per armonizzare yin e yang. Le lezioni si tengono nei centri yoga e su terrazze soleggiate. La zona offre molti ritiri di una settimana, lungo la costa e nei vicini villaggi di montagna che sovrastano Taghazout.

L’oasi di Afella-Ighir ©Giulia Grimaldi/Lonely Planet Italia

Mescolatevi agli abitanti di Rabat sulla Plage des Oudaias

La tribù degli zenata costruì il ribat originario, una fortezzamonastero da cui prese il nome la città, situato nel luogo in cui oggi sorge la Kasbah des Oudaias. Con l’arrivo degli Almohadi nel XII secolo il ribat fu ricostruito come kasbah, fornendo il punto di lancio strategico delle campagne condotte in Spagna, dove la dinastia riuscì a riportare l’Andalusia sotto il governo musulmano. Rabat fu per un breve periodo capitale imperiale sotto Yacoub al-Mansour, che fece erigere estese mura e la gigantesca Bab Oudaia, la porta aggiunta alla kasbah nel 1195. Tuttavia la sua morte nel 1199 pose fine a questi progetti grandiosi. La città perse ben presto la sua importanza e le sue fortune iniziarono a cambiare solo nel XVII secolo con l’arrivo dei musulmani rifugiatisi in Marocco dalla Spagna cristiana. Oggi la Kasbah des Oudaias è per lo più un quartiere residenziale fatto di vicoli stretti e case imbiancate a calce, piacevole per una passeggiata di mezza giornata.

Per chi preferisce trascorrere la giornata in spiaggia, la distesa di sabbia della Plage des Oudaias, sotto la mole imponente della kasbah, è una meta molto apprezzata.

Dakhla, Western Sahara © lmascaretti/Shutterstock

Dakhla, Western Sahara

Raggiungete Dakhla per godervi avventure nel deserto e sport acquatici

Sulla penisola di Dakhla soffia tutto l’anno un costante vento da nord, particolarmente intenso e continuo da marzo a settembre. Perfetta per gli sport acquatici legati al vento, la zona richiama da tutto il mondo appassionati dilettanti e professionisti di kitesurf, windsurf, kitefoil e wingfoil.

L’evento clou è la competizione mondiale di kitesurf che si svolge ogni anno in autunno. La laguna offre condizioni ottimali per i principianti e gli amanti della velocità, con acque calme e poco profonde e l’opportunità di veleggiare tra delfini e fenicotteri. La costa atlantica e altre zone della penisola, come La Sarga a sud e Oum Labouir sulla costa occidentale, sono ideali per i più esperti. A queste condizioni e agli splendidi paesaggi naturali si affiancano molte strutture ricettive di alto livello e scuole professionali di sport acquatici. Chi desidera pacchetti con pensione completa e lezioni di kitesurf in loco predilige il lato nord della laguna, dove i bungalow sulla spiaggia sono a due passi dall’acqua. Se siete esperti di kitesurf e volete esplorare diversi spot per conto vostro, ci sono appartamenti e guesthouse in zone residenziali come Hay el Kassam, nel centro della penisola. Se preferite starvene seduti in una barca a vela, Sahara Sailing propone escursioni nella laguna a bordo di un catamarano o di un dinghy. Le gite, di varia durata, includono grigliate sulla spiaggia e picnic su banchi di sabbia.

Fate birdwatching alla Riserva Biologica di Merja Zerga a Moulay Bousselham

Merja Zerga (Laguna Blu), che rientra nell’omonima riserva biologica di 70 kmq, richiama una miriade di uccelli migratori, inclusi i fenicotteri, e per questo motivo è uno dei principali luoghi di birdwatching del Marocco.

La laguna ha una profondità compresa tra 50 cm e 4 m, a seconda della marea. Circa il 10% è costituito da acqua dolce proveniente dal fiume Dredr, il resto da acqua di mare. Gli appassionati di birdwatching vengono a cercare il gufo di palude, il chiurlottello e la sterna maggiore, tanto per citarne alcuni.

Benché i periodi migliori per visitare la riserva siano la primavera e l’autunno, è possibile praticare il birdwatching tutto l’anno. Si possono osservare aironi, ibis, spatole, pivieri, garzette e molto altre specie.

Dei cinque villaggi situati sulle rive della laguna, quattro vivono di agricoltura, tra cui fragole e mirtilli in vendita sul ciglio della strada durante l’inverno, mentre Moulay Bousselham dipende dalla pesca.

Se fate un giro nel porto verso mezzogiorno, quando attraccano le barche, potrete acquistare il pesce appena pescato. Contattate Hassan Dalil (0668434110) o Mansoury el Boukhary (0663093794) per un tour di birdwatching nella laguna. Entrambi dispongono di una barca propria e, oltre a fornirvi un binocolo, vi daranno informazioni di carattere storico e culturale.

Alla foce del fiume sorgono dei qubba (cupole, santuari), tra cui quello del santo egiziano del X secolo, Moulay Bousselham, che ha dato il nome alla città. Sedetevi a un tavolo del Cafe Restaurant Izaguirre, con vista sulle barche da pesca azzurre ormeggiate nella laguna, mentre in cucina vi preparano il pesce fresco.

La costa di Oualidia © younes zakaria /Shutterstock

La costa di Oualidia

Gustate le famose ostriche di Oualidia con un calice di Gris marocchino

Oualidia si anima in estate, quando la gente della zona viene qui per la cucina di mare e le belle spiagge sulla laguna. L’Ostrea è il posto migliore per gustare ostriche ammirando la laguna. L’Octopus Restaurant fa un delizioso tajine di polpo. Salite su una flouka e fate un giro in laguna, passando davanti al palazzo e allontanandovi un po’ per fare birdwatching. In stagione potrete avvistare garzette, beccacce di mare e fenicotteri. Concordate il prezzo prima di partire. Andate sul lungomare per acquistare molluschi appena pescati.