I castelli più belli della Sardegna: dove sono, come visitarli

I castelli più belli della Sardegna: dove sono, come visitarli

Da fortezze medievali immerse in paesaggi selvaggi a dimore nobiliari ancora abitate, questi baluardi di pietra raccontano storie di giudicati, battaglie e leggende. Scopriamo i più affascinanti, da Acquafredda a Castelsardo, passando per Sanluri, Las Plassas e Monreale.

La Sardegna custodisce un patrimonio storico meno conosciuto ma altrettanto affascinante: i suoi castelli medievali. Costruiti tra l’XI e il XIV secolo, prevalentemente durante il periodo dei Giudicati, questi baluardi difensivi narrano storie di conquiste, intrighi e leggende. Ecco una selezione dei castelli più belli, basata su fonti ufficiali, che uniscono storia, architettura e panorami spettacolari.
Castello di Acquafredda – Siliqua
Arroccato su un colle vulcanico a 256 metri sul livello del mare, il Castello di Acquafredda domina la valle del Cixerri, a circa 30 km da Cagliari. Costruito nel XIII secolo, è legato alla figura di Ugolino della Gherardesca, il “conte maledetto” immortalato da Dante nell’Inferno. La fortezza, dichiarata Monumento Naturale nel 1993, si sviluppa su tre livelli, con un mastio centrale, una torre di guardia (detta “torre de s’impicadroxiu”) e una cisterna. Nonostante il suo stato di rovina, conserva un fascino misterioso, amplificato dal panorama che spazia dalla Marmilla all’Iglesiente. È visitabile tutti i giorni dalle 9:30 alle 17:30, con visite guidate su prenotazione.
Castello di Sanluri – Sanluri
Situato nel borgo di Sanluri, a circa 50 km da Cagliari, il Castello di Sanluri è l’unico dei 88 castelli sardi ancora abitato. Edificato tra il 1188 e il 1195 per volere del giudice Pietro I di Arborea, fu teatro della storica battaglia di Sanluri del 1409, che segnò la vittoria degli Aragonesi sugli Arborensi. Con la sua pianta quadrangolare, mura alte fino a 12 metri e quattro torrette, il castello è oggi un complesso museale che ospita il Museo Risorgimentale Duca d’Aosta, con reperti come la bandiera tricolore di Trieste liberata. Restaurato agli inizi del Novecento dai conti di Villa Santa, è un gioiello ben conservato, visitabile con eventi culturali come la Festa del Borgo.
Castello di Marmilla – Las Plassas
Nel cuore della Marmilla, su un colle conico alto 270 metri, sorge il Castello di Marmilla, una fortezza giudicale citata già nel 1172. La sua posizione strategica, al confine tra i giudicati di Cagliari e Arborea, lo rese protagonista di scontri medievali, come la battaglia di Sanluri del 1409. Si narra che vi soggiornò Eleonora d’Arborea, co-autrice della Carta de Logu. Oggi in rovina, con resti di mura e una torre, il castello è circondato da un paesaggio fertile, noto come “terra del grano”. Ai piedi del colle, il museo digitale MudA offre un’immersione multimediale nella vita medievale. La salita al castello regala viste mozzafiato, ideali per gli amanti del trekking.
Castello dei Doria – Castelsardo
Sulla costa settentrionale, nel borgo di Castelsardo, il Castello dei Doria (o Castello Bellavista) domina il Golfo dell’Asinara. Costruito nel XII secolo dalla potente famiglia genovese dei Doria, fu un punto strategico per il controllo dei commerci marittimi. Passato agli Aragonesi nel 1448, è ancora ben conservato, con mura, torri e il Museo dell’Intreccio Mediterraneo al suo interno. La sua posizione su un promontorio roccioso offre panorami spettacolari, soprattutto al tramonto. Circondato da 17 torri e un borgo medievale, è una meta imperdibile per chi cerca storia e bellezza paesaggistica.
Castello di Monreale – Sardara
A pochi chilometri da Sardara, il Castello di Monreale si erge su un colle con vista sul Campidano e il Golfo degli Angeli. Costruito prima del XIV secolo, faceva parte della linea difensiva del Giudicato di Arborea, insieme ai castelli di Marmilla e Arcuentu. Residenza di giudici come Mariano IV ed Eleonora d’Arborea, fu anche prigione e luogo di esecuzioni. Oggi restano le mura perimetrali e otto torri, visibili lungo un sentiero accessibile. La vicinanza alle terme di Sardara e il panorama mozzafiato lo rendono una destinazione perfetta per chi ama storia e natura.Questi castelli offrono un viaggio unico nella storia sarda. Dalle rovine suggestive di Acquafredda e Marmilla alla vitalità culturale di Sanluri e Castelsardo, fino alla maestosità di Monreale, ogni fortezza è un invito a esplorare la Sardegna meno conosciuta, tra paesaggi incontaminati e racconti leggendari.

Reggio Calabria. I segreti della “punta dello Stivale” (Bronzi di Riace a parte)

Reggio Calabria. I segreti della “punta dello Stivale” (Bronzi di Riace a parte)

Altro che “di fronte”: tra mare, miti e opere d’arte contemporanee, la città dello Stretto conquista da sé. Dalla passeggiata più bella d’Italia fino a Scilla, è tutto un intreccio di storia e futuro.

«La bellezza di Reggio Calabria? La Sicilia di fronte». È una battuta che si sente ripetere spesso, a raccontare quanto questa città alla punta dello Stivale venga ancora sottovalutata, come se il meglio fosse sempre “oltre”. Ma chi si ferma, anche solo per qualche giorno, scopre che Reggio Calabria non vive di riflesso: ha una luce sua, forte e cangiante, che nasce dall’incontro tra storia millenaria e creatività contemporanea, dal respiro del mare e dalla capacità di trasformarsi. Oggi più che mai, complice un fermento culturale e turistico che la sta riportando sotto i riflettori. Sei nuove tratte Ryanair dall’Italia e dall’Europa – tra cui Londra, Milano-Malpensa e Pisa – hanno accorciato le distanze, favorendo l’arrivo di molti più turisti. Ed eccoli, numerosi, a passeggiare sul lungomare Italo Falcomatà, che Gabriele D’Annunzio battezzò “il chilometro più bello d’Italia” (anche se è lungo quasi il doppio, ben 1700 metri) e che per Pascoli era “luogo sacro”, ricostruito dopo il catastrofico terremoto del 1908.

Antico e moderno

Da qualche anno è pure una galleria d’arte a cielo aperto. Spicca, nella Rotonda 8 marzo, Opera, un monumento alla contemplazione di Edoardo Tresoldi che celebra la relazione tra il luogo e l’essere umano ed è un esplicito richiamo alle origini magnogreche (l’antica Reggio fu fondata dai Greci Calcidesi attorno al 730 avanti Cristo). Evoca un tempio classico, ma lo scompone e lo rende trasparente: il colonnato di rete metallica crea corridoi prospettici in cui l’azzurro intenso del mare si incornicia da solo, come un merletto in controluce. Già la posizione incanta, con armonie e piccole dissonanze che invitano alla contemplazione, ma alla magia visiva si aggiunge un tocco tecnologico: tramite un QR code, infatti, in tre momenti diversi della giornata – mattino, tramonto e notte – si possono ascoltare, direttamente dal proprio smartphone, varie composizioni musicali, mentre un leggero venticello porta l’eco delle onde.

 

Il Vecchio, Bronzi di Riace al MArRC, il Museo Archeologico Nazionale, foto di Isa Grassano
Il Vecchio, Bronzi di Riace al MArRC, il Museo Archeologico Nazionale

 

Sull’altro lato, quasi a fare da contrappunto, tre imponenti sculture dell’artista romana Rabarama si impongono con la forza del loro linguaggio simbolico e fanno da sfondo a selfie e foto ricordo. Si tratta di tre umanoidi, “divinità in forma umana”. C’è Co-stell-azione, una figura di alluminio dipinta di bianco e bordeaux: sembra meditare, gli occhi socchiusi verso il mare, come se affidasse pensieri e desideri alle stelle che ha raffigurate ovunque. Ancora Trans-lettera, in bronzo dipinto di bianco e nero, con il corpo avvolto da lettere dell’alfabeto: vocali e consonanti che sono vincolo del linguaggio e libertà, simbolo di una comunicazione interrotta e frammentaria. È accovacciata, raccolta in sé, come a difendersi da un dialogo che può essere potente ma al tempo stesso problematico.

Le sculture che non ti aspetti…

E infine Labirintite, sempre in bronzo ma dipinta di bianco e verde, si distende con un’apparente rilassatezza, ma le linee spezzate rappresentano la complessità dell’IO e ai suoi disequilibri. Il titolo richiama il disturbo uditivo che provoca vertigini, mentre la decorazione labirintica invita a cercare una via d’uscita dai propri limiti. Tutto intorno, una distesa di alberi, tra palme delle Canarie, pini italici, lecci, eucalipti e ulivi, molti dei quali centenari, con radici che si allargano oltre i marciapiedi. E soprattutto lo sguardo è attratto dall’architettura dei palazzi, come quella di Palazzo Barbera, dall’eleganza anni Venti, con le paraste giganti a capitello ionico, o di Villa Genoese Zerbi su corso Vittorio Emanuele III, dove, alla fine dell’Ottocento, vi era l’antica villa in stile barocco della famiglia dei Marchesi Genoese, famiglia del patriarcato reggino. Si distingue per i richiami neogotici, e in passato ha ospitato mostre ed eventi incluso quelli della biennale di Venezia. Nel cortile della villa, apre le sue porte un locale innovativo voluto dallo chef Vincenzo Pennestrì, un luogo ideale per l’aperitivo.

 

Labirintite una delle tre sculture di Rabarama sul lungomare di Reggio Calabria, foto di Isa Grassano
Labirintite una delle tre sculture di Rabarama sul lungomare di Reggio Calabria

 

Per una sosta più lunga non mancano i locali affacciati sul mare, dove fermarsi a pranzo o a cena: trattorie di pesce con menù che cambiano in base al pescato del giorno e wine bar dove i vini calabresi raccontano il sole delle colline. Tra i ristoranti, merita Royal Reef (tel. 0965 255555) con una veranda proprio sul mare. Sedersi a un tavolino, mentre si accendono le prime luci della sera e il cielo si colora al tramonto, significa lasciarsi abbracciare dalla magia dello Stretto. Per assaggiare la famosa brioche con il gelato, invece, si va da Cesare, la più nota gelateria cittadina, il cui chiosco verde spicca al centro della strada, proprio all’inizio del lungomare.

Teatro e Duomo

Da vedere anche il Teatro Cilea – intitolato al musicista palmese Francesco Cilea e caratterizzato dal grande sipario rosso sul proscenio – e il Duomo nel cuore del centro storico, in stile neo-romanico, con le due statue sulla gradinata di San Paolo, a sinistra, e di Santo Stefano da Nicea, a destra (entrambe opera dello scultore Francesco Jerace, 1934) che sembrano dare il benvenuto a chi arriva. È il più grande edificio sacro della Calabria (94 metri di lunghezza, 22 di larghezza e 21 di altezza) e dal 1978 è stato elevato a Basilica Minore. Al suo interno è custodita anche la cosiddetta “colonna di San Paolo”, legata a una leggenda che affonda nelle origini del cristianesimo sul territorio. Si racconta che l’apostolo, giunto a Reggio come prigioniero dei Romani, durante una festa pagana osò proclamare un Dio giusto che liberava gli afflitti, opponendosi agli dei falsi e bugiardi. Invitato a fare silenzio, accese una candela sul capitello di una colonna, chiedendo di parlare finché la fiamma fosse rimasta viva. Una folata di vento la fece piegare e, al contatto con il marmo, la colonna prese fuoco come fosse legno. La fiamma avvolse la pietra illuminando i volti attoniti della folla, che si inginocchiò chiedendo di essere battezzata.

 

Opera, un monumento alla contemplazione di Edoardo Tresoldi, sul lungomare Italo Falcomatà, foto Isa Grassano
Opera, un monumento alla contemplazione di Edoardo Tresoldi, sul lungomare Italo Falcomatà

 

Ma è dentro il MArRC, il Museo Archeologico Nazionale, che il tempo si comprime e si dilata. I Bronzi di Riace sono lì, sospesi nella loro perfezione di atleti-eroi, a rappresentare l’altro grande tesoro di Reggio Calabria. Denominate “A” e “B”, ribattezzate però affettuosamente “il giovane” e “il vecchio”, sono due guerrieri nudi di epoca greca (V secolo a.C.). Si possono ammirare solo per pochi minuti in ambiente protetto, quanto basta però per restare incantati dalla loro storia e dalle loro fattezze. Furono ritrovati il 16 agosto 1972 a Riace Marina, nella località Porto Forticchio, e misurano rispettivamente 1,98 e 1,97 metri. Il loro peso, originariamente di circa 400 kg, è sceso a 160 dopo la rimozione della terra di fusione. Sulla loro datazione, sul luogo, sugli autori e persino sull’identità dei personaggi rappresentati esistono ben dodici ipotesi accreditate da studiosi di ogni parte del mondo, tutte diverse tra loro.

… e le statue che ti aspetti

Attorno, il percorso museale è un’immersione completa nella Magna Grecia. Nelle sale è esposta la Testa di Arpocrate, divinità del pantheon egizio, figlio di Iside ed Osiride, solitamente rappresentato come un fanciullo, nudo con lunghi capelli raccolti alla sommità del capo. Ancora i kouroi (giovinetti) dal sorriso enigmatico, un sarcofago a forma di piede, raro reperto che commuove con la sua piccolezza, un ripostiglio di 134 monete d’argento che sembra ancora luccicare di storie. Preziose anche le laminette d’oro rinvenute nelle tombe, recanti istruzioni per le anime degli iniziati: in quella di Hipponion, ad esempio, si invita la defunta a evitare la fonte dell’oblio e a bere invece alla fonte della Memoria, per intraprendere il lungo viaggio verso un destino ultramondano di beatitudine. E poi le anfore appuntite, le figurine votive, i vasi miniaturistici dei corredi infantili: ovunque frammenti di un’umanità che non si lascia dimenticare.

 

Panoramica di Scilla, foto di Isa Grassano
Panoramica di Scilla

 

E se Reggio Calabria invita a rallentare il passo, basta spingersi di pochi chilometri per ritrovarsi dentro un mito. Scilla domina l’imbocco dello Stretto di Messina dall’alto del castello Ruffo, arroccato sulla roccia e proteso verso la Sicilia. Subito la mente va alle gesta di Ulisse e dei suoi uomini, lungo la rotta verso Itaca, alle prese con la furia di Scilla, il terribile mostro marino antropofago capace di afferrare e divorare sei uomini contemporaneamente e la forza dirompente di Cariddi, gigantesco gorgo in grado di inghiottire qualsiasi cosa. Secondo Omero, qui vivevano le sirene che, con la loro voce melodiosa, incantavano i marinai: solo il furbo Odisseo riuscì ad ascoltarle senza conseguenze, dopo aver ordinato ai suoi uomini di legarlo all’albero maestro della sua nave.

Scilla e il suo mito

Per questo motivo la spiaggia di Scilla è conosciuta anche come Spiaggia delle sirene. Sul belvedere di piazza San Rocco si staglia la statua della Sirenetta, mentre sull’alto di una rupe domina il maestoso castello Ruffo. E non si può tralasciare Chianalea, il quartiere dei pescatori: case in pietra adagiate direttamente sul mar Tirreno (siamo nella Costa Viola, così chiamata per le sfumature violacee che l’acqua assume in certi momenti della giornata), vicoli stretti che finiscono in scalette d’acqua, reti stese ad asciugare e il rumore delle onde che accompagna ogni passo. Basta guardarlo anche da lontano per capire perché, da secoli, questo borgo incanta poeti e viaggiatori. Come il pittore e scrittore inglese Edward Lear, tra i primi stranieri a percorrere la regione, che ne dipinse gli scorci e ne raccontò lo spirito selvaggio. Qui, mito e quotidianità si fondono e continuano a ispirare.

Saleccia, il paradiso nascosto della Corsica tra sabbia bianca e acque turchesi

Saleccia, il paradiso nascosto della Corsica tra sabbia bianca e acque turchesi

Plage de Saleccia, in Corsica, è una spiaggia selvaggia e incontaminata, da molti considerata perfetta per relax, snorkeling e avventure in mezzo alla natura.

Plage de Saleccia non è una spiaggia che si scopre per caso, e forse è proprio questo che, nonostante l’arrivo del turismo di massa, la mantiene così speciale. Nascosta tra le dune selvagge della Corsica, si fa conquistare solo da chi ha voglia di allontanarsi dai percorsi più battuti.

Qui tutto ha a che vedere con i posti da cartolina, ma con una vera e propria marcia in più: sabbia finissima e bianca, un mare così limpido da sembrare irreale, e un silenzio che avvolge completamente. È un angolo di natura pura, in cui ogni emozione arriva diretta, senza filtri. Ecco tutto ciò che occorre sapere per viverla al meglio.

Dove si trova e come arrivare a Plage de Saleccia

La maestosa Plage de Saleccia prende vita nel nord della Corsica, in una zona selvaggia e poco abitata del deserto degli Agriates, un’area protetta famosa per i suoi paesaggi incontaminati. Arrivarci non è semplicissimo, ma come vi abbiamo accennato è (forse) proprio questo il motivo per cui conserva ancora in maniera così evidente tutta la sua autenticità.

Il modo più comune per raggiungerla è prendere una strada sterrata che parte da Saint-Florent: sono circa 12 km di percorso non asfaltato, da fare con un’auto adatta o un fuoristrada, e la guida richiede un po’ di attenzione. In alternativa, si può giungere a Saleccia via mare, poiché da Saint Florent partono piccoli battelli o barche private che in una ventina di minuti conducono direttamente sulla spiaggia, evitando così la strada sterrata.

Le caratteristiche di Plage de Saleccia

È veramente difficile non innamorarsi di Plage de Saleccia perché è un angolo di natura selvaggia che ha mantenuto intatte tutte le sue peculiarità, sia naturali che geologiche. La spiaggia, che si allunga per circa 1,2 chilometri, presenta una sabbia finissima e bianca che spicca nettamente accanto alle rocce granitiche e alle dune che la incorniciano. Un contrasto che la rende ancora più affascinante e autentica.

E poi c’è il Mar Mediterraneo, con le sue acque limpide e turchesi che degradano dolcemente verso il largo, ideali per chi ama nuotare o fare snorkeling. La spiaggia è anche incorniciata da una vegetazione tipica della macchia mediterranea, con arbusti resistenti al vento e al sale che contribuiscono a mantenere l’ambiente naturale genuino, e soprattutto poco invaso dall’uomo.

Dal punto di vista geologico, l’area è caratterizzata da dune di sabbia modellate nel corso di millenni dal vento e dal mare. Le rocce granitiche che si trovano vicino raccontano una storia antichissima, frutto di movimenti tettonici e dell’inesorabile lavoro dell’erosione naturale.

Che cosa fare alla Spiaggia di Saleccia

Alla Spiaggia di Saleccia c’è qualcosa da fare per tutti, dai visitatori occasionali agli esploratori più esperti. Se la si sceglie per rilassarsi, è possibilissimo semplicemente stendersi sulla sabbia bianca e godersi il sole lontano dalla confusione, con il mare turchese che invita a un bagno rigenerante. Questo, infatti, è forse il posto più indicato dell’isola per nuotare in acque limpide o fare snorkeling tra i fondali tranquilli, ammirando la vita marina che popola questa zona protetta.

Se piace camminare, da queste parti sono presenti sentieri nascosti tra le dune e la macchia mediterranea che regalano panorami in grado di emozionare, il top per fermarsi a guardare i gabbiani in volo o i riflessi del sole sul mare.

Ma c’è un lato meno noto, riservato a chi conosce bene il posto: i locali spesso si avventurano lungo la costa rocciosa poco lontano, alla ricerca di calette nascoste o grotte marine accessibili solo con il kayak o nuotando. Qui l’atmosfera è più intima, e la natura si mostra in tutta la sua potenza e bellezza autentica.

Va specificato, tuttavia, che non sono sempre semplici da raggiungere, che richiedono prudenza e una buona esperienza in mare, perché il tratto è spesso esposto al vento e alle correnti.

Spiaggia di Saleccia Corsica
I bellissimi colori della Spiaggia di Saleccia

Infine, per chi ama l’avventura, è possibile organizzare escursioni in barca per esplorare le coste vicine o fare immersioni nei fondali ricchi di flora e fauna mediterranea.

Informazioni utili e costi

Chi sceglie questa meraviglia della Corsica come sua meta di viaggio deve tenere in considerazione che Plage de Saleccia è una spiaggia praticamente incontaminata, quindi priva di servizi come stabilimenti balneari o grandi parcheggi. Non ci sono bar o chioschi, e questo vuol dire che è fondamentale portare con sé tutto il necessario come acqua, cibo, protezione solare e magari una buona scorta di pazienza per raggiungerla.

Se si arriva in auto, è fondamentale tenere presente che il parcheggio lungo la strada sterrata è limitato e molto informale, spesso su terreni non asfaltati.

Saleccia è meno affollata rispetto ad altre spiagge più facilmente raggiungibili in Corsica, ma durante i mesi di luglio e agosto, specialmente nei weekend, può comunque riempirsi parecchio. Molti preferiscono arrivare via barca, evitando così la strada sterrata e godendosi l’esperienza di un approdo più esclusivo.

In breve, Plage de Saleccia è un sogno che diventa realtà per chi desidera un angolo di natura autentico e tranquillo, ma serve un po’ di organizzazione e, soprattutto, rispetto per il territorio.

Corea del Nord, il paese più blindato al mondo

Corea del Nord, il paese più blindato al mondo

Visitare la Corea del Nord è possibile, ma richiede una pianificazione meticolosa e l’adesione a rigide regole e restrizioniL’accesso è strettamente controllato e il turismo è gestito da operatori turistici autorizzati. I viaggiatori devono ottenere un visto di ingresso, solitamente attraverso un tour operator, e devono attenersi a un itinerario pre-approvato. 

Ecco alcuni punti chiave da considerare:
Organizzazione del viaggio:
  • Agenzie di viaggio:

    È necessario affidarsi a un tour operator autorizzato per organizzare il viaggio e ottenere il visto. 

  • Visto:

    Il visto d’ingresso è obbligatorio e viene richiesto tramite il tour operator. 

  • Itinerario:

    Il viaggio sarà pianificato e pre-approvato, con visite limitate a luoghi specifici e interazioni con la popolazione locale strettamente controllate. 

  • Documenti:

    Oltre al visto, potrebbero essere richiesti passaporto con validità residua di almeno 6 mesi, fototessere e documenti comprovanti l’acquisto del pacchetto turistico. 

Costi:
  • Costi elevati: I viaggi in Corea del Nord sono generalmente costosi, con costi che includono il tour, il visto, le mance e altre spese personali. 
  • Valuta: La valuta locale è il Won, ma i turisti utilizzeranno probabilmente Euro o Yuan Cinesi per le transazioni. 
  • Pagamenti: Non sono possibili pagamenti elettronici o con carte di credito. 
Durante il viaggio:
  • Restrizioni:

    Le interazioni con la popolazione locale sono limitate e le attività non autorizzate sono severamente vietate. 

  • Guida:

    Si sarà sempre accompagnati da guide autorizzate che forniranno informazioni e supervisioneranno il comportamento dei turisti. 

  • Fotografie:

    Le guide indicheranno quando è possibile scattare fotografie e quando è vietato. 

  • Sicurezza:

    La Corea del Nord è considerata un paese sicuro, con un basso tasso di criminalità, ma è importante seguire le istruzioni delle guide per evitare problemi. 

Cosa vedere:
  • Pyongyang:

    La capitale, con monumenti dedicati ai leader, l’Arco di Trionfo e la Torre dell’Idea Juche. 

  • Zona Demilitarizzata (DMZ):

    Il confine tra le due Coree, che offre uno sguardo sulla storia e le tensioni della penisola. 

  • Paesaggi rurali:

    Montagne, villaggi e templi che offrono uno spaccato della vita tradizionale. 

Consigli:
  • Informarsi: È fondamentale informarsi sulle regole e restrizioni prima di partire. 
  • Pazienza: Il viaggio può richiedere pazienza e flessibilità a causa dei controlli e delle restrizioni. 
  • Rispettare le regole: È importante rispettare le regole e le istruzioni delle guide per evitare problemi e garantire un’esperienza positiva. 

La Corea del Nord è un paese situato nella parte settentrionale della penisola coreana, noto per essere uno dei luoghi più isolati al mondo. Visitare questa destinazione offre l’opportunità di conoscere una realtà molto diversa, caratterizzata da un rigido sistema politico e da una cultura poco influenzata dall’esterno. Un viaggio in Corea del Nord permette di esplorare città come Pyongyang, con i suoi monumenti iconici, grandi piazze e musei, oltre a paesaggi naturali poco toccati dal turismo. È un’esperienza unica per chi desidera vedere da vicino un paese che ha mantenuto le sue peculiarità nel tempo e che offre un’osservazione diretta della sua storia, società e quotidianità.

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Cosa rende unico un viaggio in Corea del Nord

Un viaggio in Corea del Nord offre un’esperienza unica e lontana dai circuiti turistici tradizionali. Il paese, noto per il suo isolamento, permette di esplorare una società e una cultura rarefatte, caratterizzate da monumenti grandiosi dedicati ai leader storici, spettacolari esibizioni di massa come l’Arirang, e paesaggi naturali incontaminati. Attraverso visite a città come PyongyangNampo e Sariwon, e tappe significative come la Zona Demilitarizzata (DMZ), i viaggiatori possono ottenere una prospettiva unica sulla storia e la vita quotidiana della Corea del Nord, in un contesto autentico e straordinario.

DMZ

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Casablanca Moschea Hassan II

Casablanca Moschea Hassan II

La moschea più alta del mondo e l’unica costruita in mezzo al mare. Vengono in mente molte qualificazioni quando si parla della Grande Moschea Hassan II di Casablanca: maestosa, spettacolare, grandiosa… È una vera meraviglia ed è per questo che ho deciso di dedicarle questo post. La situazione della moschea su una penisola artificiale è dovuta al fatto che Hassan II, che la fece costruire, si ispirò a un versetto del Corano che dice che “Il trono di Dio fu eretto sulle acque”. Dall’esterno ha una vista incredibile, sembra un’isola in mezzo al mare. È stato progettato dall’architetto francese Michel Pinseau. La sua costruzione è durata otto anni, essendo stata inaugurata nel 1993 in coincidenza con il giorno della nascita del profeta Maometto.

Casablanca Moschea Hassan II

La grandezza della moschea Hassan II è dentro.

Nella sala di preghiera, con una capienza di oltre ventimila fedeli, 78 pilastri sorreggono un soffitto in legno di cedro che ha un sistema di apertura che normalmente si apre d’estate, permettendo così di contemplare il cielo dall’interno. È l’unica moschea in Marocco aperta ai non musulmani. Ovviamente è possibile visitarlo solo tramite una visita guidata. È sviluppato in tre lingue: inglese, francese e spagnolo. Le guide di solito parlano abbastanza bene lo spagnolo e spiegano, non solo ciò che vediamo, ma anche il Ramadan, la preghiera separata di uomini e donne e il Corano. Puoi porre loro tutte le domande che desideri. Nella parte inferiore della moschea si trova l’area delle abluzioni con 41 fontane in marmo e pareti in stucco. Di solito i fedeli usano i rubinetti sul muro per le abluzioni prima della preghiera, poiché queste fonti vengono utilizzate solo in occasioni speciali. L’ hammam non è aperto al pubblico, cioè è stato costruito solo per rendere più completa la visita turistica. La ricchezza del lavoro degli artigiani marocchini è presente in tutti i luoghi della moschea: legno intagliato, grate, piastrelle, affreschi e mosaici di forme geometriche, stucchi …

Casablanca Moschea Hassan II

Curiosità:

Nella sua costruzione sono state impiegate anche le ultime tecnologie, ad esempio antisismica, porte elettriche, il pavimento è dotato di riscaldamento radiante e il minareto dispone di un veloce ascensore da cui si raggiunge la sommità in un minuto. Dispone inoltre di altoparlanti per amplificare la voce del magnete che si integrano perfettamente nei soffitti a cassettoni delle colonne, le imponenti lampade in vetro di Murano, che pendono dalla sala di preghiera, pesano circa mille chili e l’edificio ha 25 porte in titanio e ottone .

Casablanca Moschea Hassan II

Suggerimenti:

È importante ricordare che si tratta di un tempio di grande importanza religiosa ed è consigliabile mostrare rispetto in ogni momento. E questo si estende al guardaroba: devi indossare scarpe chiuse e pantaloni lunghi. Le donne non devono coprirsi la testa.

A Casablanca la Grande Moschea di Hassan II è un capolavoro dell’architettura arabo-musulmana e, sia dall’esterno che dall’interno, offre un’immagine spettacolare.

I migliori atolli per immergersi alle Maldive

I migliori atolli per immergersi alle Maldive

Immagine di mante nell'atollo di Baa alle Maldive da wildestanimal

I migliori siti per immersioni subacquee alle Maldive variano a seconda degli interessi e dell’esperienza dei subacquei, ma alcuni punti di riferimento includono Maaya Thila per gli squali di barriera e le immersioni notturne, Manta Point per le mante, e Banana Reef per la sua ricca vita marina e coralli colorati. 

Al momento sono presenti 109 siti d’immersione Maldive, di cui 89 sono Reef immersioni, 59 sono Oceano immersioni e 48 sono Corrente immersioni.
Ecco una panoramica più dettagliata:
Atollo di Ari:
  • Maaya Thila: Famoso per gli squali di barriera, le immersioni notturne e le anguille. 
  • Fish Head (Mushimasmingili Thila): Conosciuto per gli squali di barriera, i banchi di dentici e i coralli neri. 
  • Dhigurah e Maamigili: Ottimi posti per avvistare gli squali balena tutto l’anno. 
  • Kudah Rah Thila: Un’area marina protetta con coralli vibranti e una varietà di pesci, tra cui squali di barriera, pesci napoleone e tartarughe. 
  • Kalhahandi Kandu: Un sito per sub esperti con correnti forti e spettacolari formazioni coralline. 
Atollo di Malé:
  • Banana Reef: Popolare per la sua forma a banana, i giardini di corallo e le acque calme, adatto anche ai principianti.
  • Manta Point: Dove si possono avvistare le mante durante la stagione giusta.
  • Kandooma Thila: Un’immersione impegnativa ma gratificante, ricca di vita marina.
  • Maldives Victory: Un relitto di nave mercantile affondata che offre un’esperienza unica. 
Altri siti degni di nota:
  • Atollo di Lhaviyani:

    Conosciuto per le mante giganti, gli squali, i tonni e le aquile di mare, con il “Karedu Express” come punto di riferimento. 

  • Baa Atoll:

    Riserva mondiale della biosfera Unesco, famosa per le sue isole sommerse e la ricca biodiversità. 

Considerazioni:
  • Esperienza:

    Alcuni siti sono adatti a subacquei esperti, altri sono ideali per principianti. 

  • Stagione:

    Il periodo migliore per le immersioni è da dicembre a maggio, con acque calme e buona visibilità. 

  • Correnti:

    Alcuni siti, come Kalhahandi Kandu, presentano forti correnti che richiedono cautela. 

  • Avvistamenti:

    I siti menzionati sono noti per la loro fauna marina, ma gli avvistamenti non sono garantiti. 

  • Guida:
    Si consiglia di immergersi con guide esperte che conoscono i siti e le loro dinamiche.

I Migliori Resort alle Maldive per gli Amanti delle Immersioni

bungalow overwater nell'atollo di raa alle maldive

Le Maldive sono rinomate per le loro acque cristalline, la ricca vita marina e i meravigliosi atolli che attraggono subacquei da tutto il mondo. Se sei un appassionato di immersioni, scegliere il giusto resort può fare la differenza nella tua esperienza subacquea. Ecco una selezione dei migliori resort alle Maldive per i divers, dove comfort e avventura subacquea si fondono perfettamente.

1. Anantara Kihavah Maldives Villas

Situato nell’atollo di Baa, una Riserva della Biosfera UNESCO, l’Anantara Kihavah offre accesso diretto a spettacolari siti di immersione. I sub possono esplorare barriere coralline vibranti, relitti sommersi e partecipare a immersioni notturne. Il resort dispone di un centro immersioni PADI a cinque stelle che offre corsi per tutti i livelli, dai principianti ai subacquei esperti. Dopo una giornata di immersioni, rilassati in una delle lussuose ville sull’acqua.

2. Six Senses Laamu

Il Six Senses Laamu, nell’atollo di Laamu, è un paradiso eco-sostenibile che combina lusso e sostenibilità. Questo resort è circondato da alcuni dei migliori siti di immersione delle Maldive, inclusi colorati giardini di corallo e punti di avvistamento per squali e tartarughe. Il centro immersioni del resort offre attrezzature di alta qualità e guide esperte per garantire un’esperienza sicura e indimenticabile.

3. Soneva Fushi

Nell’atollo di Baa, il Soneva Fushi è un resort che offre un’esperienza esclusiva e un accesso privilegiato ad alcuni dei siti di immersione più spettacolari delle Maldive. Le immersioni qui includono incontri ravvicinati con mante, squali balena e una varietà di pesci tropicali. Il resort dispone di un centro immersioni certificato PADI, oltre a numerose altre attività acquatiche per chi desidera esplorare ulteriormente.

 

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4. Conrad Maldives Rangali Island

Questo resort a cinque stelle situato nell’atollo di Alif Dhaal offre immersioni eccezionali grazie alla sua vicinanza ad alcuni dei migliori siti dell’arcipelago. I sub possono esplorare barriere coralline incontaminate, giardini di anemoni e relitti storici. Il Conrad Maldives dispone di un centro immersioni PADI con personale esperto, oltre a ville sottomarine uniche che offrono una vista diretta sulla vita marina.

5. Vilamendhoo Island Resort & Spa

Il Vilamendhoo Island Resort & Spa, situato nell’atollo di Ari, è noto per la sua fantastica posizione vicino a numerosi siti di immersione di fama mondiale. Il resort offre immersioni in grotte, relitti e drop-offs spettacolari. Il centro immersioni del resort è altamente qualificato e fornisce una vasta gamma di corsi e escursioni subacquee. Le acque circostanti pullulano di vita marina, rendendo ogni immersione un’avventura indimenticabile.

6. Komandoo Maldives Island Resort

Questo resort per soli adulti nell’atollo di Lhaviyani offre un’esperienza intima e lussuosa per i subacquei. Komandoo è vicino a oltre 50 siti di immersione, inclusi canali ricchi di corrente dove si possono osservare grandi pelagici. Il centro immersioni Prodivers del resort offre corsi PADI e immersioni guidate per tutti i livelli di esperienza. Dopo una giornata di immersioni, gli ospiti possono rilassarsi in eleganti ville sull’acqua o sulla spiaggia.

Le Maldive sono un vero paradiso per i subacquei, e questi resort offrono le migliori esperienze subacquee combinando comfort lussuoso e accesso a siti di immersione spettacolari. Che tu sia un principiante o un sub esperto, questi resort garantiscono immersioni indimenticabili tra barriere coralline vibranti, relitti storici e una straordinaria biodiversità marina. Prenota il tuo soggiorno e preparati a esplorare le meraviglie sottomarine delle Maldive.